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LA TECNICA DEL FRAMING (1a parte)

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COME PROPORRE UN EVENTO O UN PRODOTTO PERCHÉ SIA ACCETTATO DALLA POPOLAZIONE

QUALI TECNICHE ADOTTA IL FRAMING PER INDURRE LE PERSONE AD ACCETTARE CIÒ CHE ALTRIMENTI RIFIUTEREBBERO?

COME SVILUPPARE L’INTELLIGENZA MASSIMIZZANDO IL POTENZIALE DEL CERVELLO DI UNA PERSONA NORMALE

Che cos’è l’intelligenza? Non è una domanda banale come potrebbe sembrare. Spesso l’intelletto viene confuso con la somma delle conoscenze acquisite da una persona, ma in psicologia significa una cosa completamente diversa.


Sicuramente conosci la sensazione di disagio che hai quando guardi qualcosa e provi una strana impressione, qualcosa non va assolutamente bene. Non hai idea di cosa sia ma senti che non ti piace.

Nella maggior parte dei casi, questo sentore è associato all’incoscienza. Il punto è che il cervello vuole proteggerci da qualcosa di indefinito, effimero. Oggi esamineremo alcuni trucchi cognitivi, parleremo dei pregiudizi cognitivi che influenzano le nostre percezioni. Poiché l’inconscio può plagiare i nostri pensieri e giudizi, sarà bene seguire alcuni principi di base.

Pensare che leggere libri intelligenti o guardare video educativi sia sufficiente per diventare un intellettuale è riduttivo. In psicologia, l’intelligenza è la qualità della psiche, costituita dalla capacità di adattarsi a nuove situazioni, l’attitudine ad imparare e ricordare dall’esperienza, comprendere e applicare concetti astratti e utilizzare le proprie conoscenze per controllare l’ambiente. Il nostro cervello è molto più complesso di una semplice libreria. Come sviluppare l’intelligenza e in che modo la cognizione cognitiva l’apprendimento dell’inquadratura (FRAMING) è correlato a questo?

E cos’è la cognizione cognitiva l’inquadratura (FRAMING)?


COGNIZIONE COGNITIVA

È nota anche come fluidità cognitiva. È ciò che influisce sulla percezione positiva (o negativa) che abbiamo di qualcosa. Ha quindi a che fare soprattutto con la facilità e la rapidità con cui il nostro cervello elabora le informazioni.

La cognizione cognitiva può essere “facile” o “stressata”.

Uno stato facile è segno che le cose stanno andando bene. Non ci sono minacce, non ci sono notizie importanti e non c’è bisogno di concentrarsi. È familiare quindi o di facile comprensione.

Quando ci si trova in uno stato di facile conoscenza, si è di buon umore, si crede tranquillamente a ciò che si sente e ci si fida della propria intuizione.

Inoltre, quando si è in uno stato di tranquillità, si tende a rispondere alle domande con il primo pensiero che viene in mente, senza nemmeno pensare alla risposta corretta.

Mentre quando si verifica uno stato di tensione la presenza di un problema che deve essere riconosciuto e che richiede un certo sforzo per essere risolto crea uno stato di fatica.

Esiste un test di riflessione cognitiva che contiene solo due domande:

  1. Se cinque macchine impiegano cinque minuti per produrre cinque pezzi, quanto tempo impiegheranno 100 macchine per produrre 100 pezzi? 100 minuti o cinque?
  2. C’è un’isola di gigli in un lago. Ogni giorno raddoppia le sue dimensioni. Ci vorrebbero 48 giorni per ricoprire di fiori l’intero lago. Quanto tempo ci vorrebbe perché le piante ricoprano metà del lago? 24 o 47 giorni?

Con questo test è stato condotto un esperimento a Princeton: 40 studenti sono stati sottoposti alle due domande. La metà di loro vedeva il testo scritto in caratteri grigi, piccoli e sfocati. Le parole erano leggibili, ma questa distorsione causava comunque stress cognitivo. L’altra metà dei ragazzi leggeva i compiti in caratteri normali e con un buon contrasto sulla carta.

Che ci crediate o no i risultati hanno mostrato chiaramente che il 90% degli alunni che avevano il compito scritto normalmente aveva commesso almeno un errore nel test, mentre coloro i quali avevano ricevuto il testo appena leggibile avevano risposto perfettamente, solo il 35% degli alunni aveva commesso almeno un errore.

BIAS COGNITIVO

Il risultato evidenzia che le prestazioni sono state migliori nei ragazzi che hanno ricevuto il test con un font scadente. Questo perché lo sforzo cognitivo spinge il nostro cervello ad abbandonare le risposte intuitive e a riflettere più a lungo sui compiti da svolgere.


LA TEORIA DEL FRAMING ED IL SUO BACKGROUND

Uno dei primi a parlare di “frame” o “framing” fu lo psicologo Gregory Bateson, nel 1955. Bateson ha definito le cornici come gli strumenti che la mente usa per definire le differenze tra le cose. In altre parole, le cornici servono a delimitare i confini degli oggetti e quindi a distinguerli tra loro. Sappiamo che una matita è una matita e non un termometro a causa delle diversità che li caratterizzano.

Nel 1974 il sociologo Ervin Goffman riprese il tema sottolineando il principio che ciò che è fondamentale non è la realtà in sé, ma il modo in cui questa viene interpretata dai soggetti. Ha stabilito che l’informazione viene compresa in un modo o nell’altro, a seconda del contesto in cui viene presentata.

Ha rimarcato l’importanza di “incorniciare” le situazioni sociali al fine di comprenderne il significato. Secondo Goffman se ognuno di noi non facesse questo “lavoro di inquadramento” della realtà quotidiana, non sarebbe in grado di capire il mondo in cui si trova. Questa capacità non è innata ma si costruisce lentamente, utilizzando esperienze precedenti e interagendo con altre persone.

Per esempio, se imposto la cornice “persone pericolose”, tutti quelli che appaiono in questa categoria, che vi appartengano o meno, saranno visti come tali. Se ci si inserisce un giovane “rasta”, probabilmente, chiunque non sappia nulla di questo movimento, supporrà che sia effettivamente pericoloso. La cornice determina l’interpretazione del soggetto.

Quindi selezionando determinati aspetti della realtà, conferendo loro maggiore rilevanza, si definisce il problema da associarvi, perché si propone un’interpretazione che indica la causa del problema e se ne fornisce una valutazione morale, suggerendone soluzioni e linee di azione.

Nel 1978 Barbara Tuchman ha portato tutti questi concetti nel campo della comunicazione sottolineando che le notizie funzionano come una cornice. I media e la politica determinano il modo in cui una società vede la realtà, ma non la realtà stessa.


APPROFONDIMENTO DELL’INQUADRATURA (FRAMING)

Il Framing è un processo cognitivo per il quale le persone prendono decisioni basate su connotazioni positive o negative. Ad esempio, se dici che “la possibilità di sopravvivenza un mese dopo l’intervento chirurgico è del 90%”, suona più rassicurante dell’affermazione equivalente secondo cui “la mortalità entro un mese dall’intervento è del 10%”.

In poche parole, l’inquadratura è un involucro all’interno del quale possono essere inserite le informazioni.

Il concetto del “Framing” può essere espresso con delle massime che richiedono una riflessione per analizzare l’attuale situazione.

“Quando le persone non imparano gli strumenti di giudizio e seguono semplicemente le loro speranze, vengono seminati i semi della manipolazione politica “.

-Stephen Jay Gould-

A tale proposito è necessario chiedersi qual è la locuzione che da un paio di millenni trova facile applicazione nelle masse manipolate da eventi che non hanno alcuna importanza se non quella del messaggio trasmesso:

Divide et impera

Il motto latino, “Dividi e domina”, è l’affermazione per cui per regnare e sottomettere i popoli è utile impedirne la coalizione rendendoli rivali fra loro. La formulazione latina risale a Niccolò Machiavelli (1469-1527), che nel suo libro “Il Principe” del 1532 (noto come il fondatore della scienza politica moderna) spiega ai principi medicei come esercitare il loro dominio.

Già SunTzu (500 a.C. circa, generale e filosofo cinese, al quale si attribuisce uno dei più importanti trattati di strategia militare di tutti i tempi, “L’arte della guerra”) descrive il “divide et impera” come una strategia dell’arte bellica cinese. “Diviser pour régner” (tradotto dal francese “dividere per governare”) è anche un detto del re francese Luigi XI.

Il motto è tuttora utilizzato negli ambiti politico/sociologici e indica la strategia che ha come fine il mantenimento di una determinata posizione di potere favorendo la divisione fra le forze dell’opposizione.

“Le masse non hanno mai avuto sete di verità. Chi può fornire loro illusioni diviene facilmente il loro comandante; chi tenta di distruggere le loro illusioni è sempre la loro vittima.”

-Gustav Le Bon-

Ma è dalle letture dei testi del grande Giordano Bruno che si possono trovare molti indizi da collegare per avere una prospettiva puntuale sulla situazione attuale:

“Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo.”

– Giordano Bruno –

Ciò che viene definito “RESET THE FRAMING” non è altro che lo strumento chiave per riconoscere gli inganni perpetrati su noi tutti. È necessario, una volta fatto proprio il concetto, diffonderlo a più persone possibili in modo da sviluppare la consapevolezza, il senso critico e la curiosità della ricerca in sé stessi, così da potenziare le mappe mentali che influiscono sulla vita quotidiana.


La II parte de FRAMING la trovate qui


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L’internet delle cose controllerà la tua vita

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La casa automobilistica di lusso BMW, ha annunciato l’intenzione di addebitare ai proprietari delle loro auto, $ 18 al mese, per i sedili riscaldati.

Di per sé, questo non sembra un grosso problema, dato che la maggior parte delle persone non può permettersi una BMW, comunque, ma si inserisce in una tendenza più ampia, che penso catturi il vero significato dello slogan del World Economic Forum, relativo al Grande Reset, che recita:

Non possiedi nulla, non avrai privacy e sarai felice“.

Quando Klaus Schwab, o qualche altro globalista, ti dice che non possiedi nulla, non significa necessariamente che non possiedi letteralmente nulla, ma affitterai tutto dai miliardari.

e ciò accadesse, Amazon e Walmart fallirebbero e sappiamo tutti che non possono permetterlo.

Quindi, mentre tecnicamente possiedi ancora una casa, un’auto, un computer, degli elettrodomestici, un cellulare, ascolti musica ecc., nell’emergente economia digitale, lo possiedi davvero?

Cioè, hai il pieno controllo sull’utilizzo di quei prodotti?

Se hai un atto, o una ricevuta, che dice: “pagato per intero“, ci sono commissioni di servizio speciali, richieste per il “privilegio” di utilizzare quel prodotto?

Anche se non ci sono commissioni, qualsiasi entità esterna ha la possibilità di monitorare, o spegnere, qualsiasi dispositivo che possiedi?

Quanti dei tuoi dati personali vengono inviati al produttore, che poi li utilizza per venderti altri prodotti, o vende i tuoi dati al governo e ad altre società?

Microsoft, di Bill Gates, potrebbe essere stata la prima ad attirare le persone in questa trappola, con il suo sistema operativo Windows e la suite Office.

Tu lo compri, loro lo possiedono.

Se non si aggiorna continuamente il software, con ogni nuovo aggiornamento, alimentando i dati Microsoft sull’utilizzo, alla fine lo si perde.

Non funzionerà più, o almeno non in modo molto efficiente. Lo stesso vale per il tuo iPhone.

Ora sta accadendo con i veicoli e non solo con componenti aggiuntivi di lusso, come i sedili riscaldati.

Lo compri, ma loro possiedono il software per bloccare determinate funzionalità e devi pagarli per sbloccarle o, come minimo, ti richiedono di “registrare” il prodotto, per poter utilizzare determinate funzionalità.

Potrebbe non essere necessario pagarli, ma registrandoti, consegni comunque – gratuitamente – i tuoi dati personali, che usano per rafforzare i profitti.

E la situazione sta per peggiorare: entro il 2026, il governo federale ha imposto a tutti i produttori di veicoli, di includere un “kill switch remoto, in ogni veicolo che lascia le loro fabbriche.

Ora stiamo parlando, non solo di un sedile che non si riscalda, ma di un’auto che, potenzialmente, non potrà più essere messa in moto. In quel caso, davvero non possiedi affatto quell’auto, perché non appena il tuo punteggio di credito sociale scende al di sotto di un certo livello, il governo può semplicemente capovolgere il kill switch e la tua auto viene resa inutilizzabile.

Questa strategia sarà presto estesa anche alla casa.

I costruttori stanno costruendo “case intelligenti” all’interno di “città intelligenti“.

Le persone alla moda, con molti soldi che non sanno come impiegare e con l’amore per questi tipi di case, dove tutto è al loro servizio, non devono alzare un dito.

Entrano nella loro casa intelligente e abbaiano un certo comando, o battono le mani e le luci si accendono, l’aria condizionata si ripristina alla temperatura serale che desiderano e così via, e così via.

Ma anche le case che non portano l’etichetta di casa intelligente, sono connesse in modalità wireless e hanno un vasto potenziale di malizia tecnocratica, da parte di terzi, che non vivono nella tua casa.

Perché?

Perché l’80% delle case degli Stati Uniti ha già il meccanismo in atto che permette ai tecnocrati di intervenire nel consumo di energia. Si chiamano contatori intelligenti: piccoli chip che interagiscono con la rete elettrica, monitorando, non solo quanta energia stiamo usando, in tempo reale, ma da dove esattamente quella potenza sta attingendo. Ogni apparecchio realizzato negli ultimi 20 anni circa, contiene un chip che parla con il contatore intelligente e dice alla compagnia elettrica tutto ciò che deve sapere sulla provenienza del consumo di energia elettrica.

Se hai ospiti a casa tua, il tuo fornitore di acqua può dire – da quanti scarichi del bagno, o dal funzionamento della lavastoviglie – quante persone rimangono lì e per quanto tempo.

Pensa alle possibilità.

Nella cosiddetta “economia verde” spinta dal WEF, i governi, ad un certo punto, implementeranno le quote sull’uso dell’energia. Se hai superato la tua assegnazione mensile per acqua o elettricità – citando le ultime normative sui cambiamenti climatici – spengono automaticamente il rubinetto, o forse spegneranno alcuni apparecchi che sono stati abusati da un cittadino “irresponsabile“, che supera regolarmente la sua impronta di carbonio assegnata.

Mi sembra già di sentirlo: “Tre tiri di sciacquone e sei fuori! Niente più energia per te! Niente più acqua!”

Oh, ma non ti preoccupare. Il tuo amichevole regolatore governativo, o il suo partner aziendale, ti chiamerà e ti informerà che, per le persone dispendiose come te, hanno un accordo speciale, con il quale puoi ottenere un po’ di energia extra, in aggiunta alla tua assegnazione mensile, se paghi alla compagnia elettrica una commissione per riaccenderla.

La stessa cosa vale per quella nuova auto elettrica scintillante, che i politici e i media ti stanno dicendo che devi comprare. Quanti addebiti ti saranno consentiti prima di aver superato la tua assegnazione?

Oggi sentiamo molto dire, nei media mainstream, che l’energia non è sufficientemente disponibile, per le estati ultra-calde causate dai cambiamenti climatici, il che è, ovviamente, una bugia. La vera ragione per cui manca l’energia, è perché hanno messo offline tantissime centrali elettriche a carbone e dipendono sempre più dall’energia eolica e solare, che sono inaffidabili.

Quando senti questo tipo di propaganda nei media e inizi a sperimentare dei blackout pre-pianificati, dovresti sapere che ci stanno preparando per la nuova economia digitale, basata sulle risorse del Grande Reset, dove non possiedi davvero nulla e impari ad essere contento così.

Ma non fatevi ingannare dalla parola: “proprietà“.

Non possedendo” nulla, ciò che ci stanno davvero dicendo, è che anche le cose che pensiamo di possedere, non sono sotto il nostro controllo.

Anche le armi da fuoco si stanno muovendo in questa direzione. Si dice che lepistole intelligenti“, connesse digitalmente, siano l’onda del futuro e minaccino di cancellare il Secondo Emendamento.

Questo è il motivo per cui le élites globaliste, che spingono il Grande Reset, vogliono così disperatamente inaugurare una nuova economia digitale, nella quale tutto sia connesso a internet. Perché è solo attraverso la digitalizzazione, che i tecnocrati saranno in grado di monitorare e controllare veramente, tutti gli aspetti dell’attività umana.

Questo è ciò che l’Internet of Things ha come obiettivo.

Nel lontano 1970, Zbigniew Brzezinski, predisse che questo giorno sarebbe arrivato.

Nel suo libro, “Between Two Ages: America’s Role in the Technetronic Era, ha dichiarato:

“L’era tecnotronica comporta la graduale comparsa di una società più controllata. Una tale società sarebbe dominata da un’élite, svincolata dai valori tradizionali. Presto sarà possibile affermare una sorveglianza quasi continua, su ogni cittadino e mantenere aggiornati file completi, contenenti anche le informazioni più personali sul cittadino. Questi files saranno soggetti al recupero istantaneo da parte delle autorità. “

Gente! Ci siamo!!

In questo mondo, le politiche governative sono sempre più guidate dal settore privato.

I membri del governo seguono solo i soldi e il denaro è sempre alla base della tecnologia più recente, più invasiva e guidata dall’intelligenza artificiale.

Tutto sta avvenendo sotto il crescente controllo di Big Tech, Big Banks e Big Pharma, in collusione con lo stato amministrativo, saldamente radicato.

Posso prevedere un momento in cui potremmo ancora possedere un sacco di cose, sulla carta, ma le possederemmo davvero? O sarebbero loro a possederci?

E se non puoi imparare ad essere felice, vivendo in una società del genere, se ti lamenti troppo e troppo forte, c’è un posto speciale, riservato a queste persone. Si chiama gulag. Questo non sarà necessariamente un gulag fisico, ma sarà un luogo, in cui tutti i tuoi privilegi saranno portati via.

In una tecnocrazia, non hai diritti, solo privilegi.

Quindi, per i non conformi, non ci sarà nessuna macchina, nessuna casa, nessun denaro digitale in banca, nessun cellulare in tasca. Diventi una non-persona.

Questo è un posto che dobbiamo imparare ad apprezzare. Non l’ordine digitale mondiale unico dei tecnocrati di sorveglianza totale delle informazioni, ma il nostro mondo privato di sopravvivenza off-grid.

Ora è il momento di iniziare a praticare come sopravvivere nel mondo non digitale e off-grid.

Anche Aldous Huxley, autore del romanzo distopico del 1932, Brave New World, previde l’imminente tecnocrazia.

Huxley ha scritto:

Quindi ora ce l’hai. Il vero significato di: “non possiedi nulla e sarai felice”.

Non lasciatevi ingannare. Siate intelligenti.

ARTICOLO RIPORTATO DA LEO HOHMANN



LA RANA BOLLITA

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LE NEUROSCIENZE DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE

Immagina un pentolone pieno d’acqua fredda, nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, e l’acqua si riscalda pian piano. Presto l’acqua diventa tiepida. La rana trova l’acqua piuttosto gradevole e continua a sguazzare placida nella sua piccola piscina.

La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda, un po’ più di quanto la rana possa apprezzare. La rana si scalda un pochino, tuttavia non si spaventa. Ma dopo qualche minuto l’acqua è davvero troppo calda, e la rana la trova sgradevole.

L’animaletto si è però indebolito, e non ha più la forza di reagire. Si limita a sopportare il calore, ma questo suo comportamento lo induce a non far nulla per salvarsi. Così, la temperatura sale ancora, e la rana, semplicemente, finisce morta bollita.

Ma se l’acqua fosse stata già bollente, la rana non ci sarebbe mai entrata. Se fosse caduta accidentalmente nell’acqua, avrebbe dato un forte colpo di zampe per salvarsi.”

La morale di questa storia è la seguente: quando un cambiamento avviene in maniera sufficientemente lenta e graduale, sfugge alla coscienza e non suscita nessuna reazione, nessuna opposizione.

Vale per le rane come per le persone.


Non discuteremo la nascita e lo sviluppo di questa metafora che ognuno può facilmente ritrovare in rete qui, bensì cercheremo di analizzarne il significato.
Questa metafora è sicuramente nota a molti, è stata presentata in moltissime situazioni perché applicabile all’incapacità della maggior parte degli individui di riconoscere i cambiamenti che avvengono molto lentamente.


SINDROME DELLA RANA BOLLITA: PERICOLOSA RESISTENZA AL CAMBIAMENTO

Questa resistenza al cambiamento descritta dalla storia della Rana Bollita può essere trasferita a numerose aree della vita:

  • AL LAVORO
Per esempio, potremmo notare che le vendite del nostro datore di lavoro sono in continuo calo, mancano strategie di contrasto e le condizioni sono peggiorate da anni - e rimaniamo ancora passivi nella pigra speranza che "Ad un certo punto le cose riprenderanno!" Ma se non fosse così un ciclo economico, bensì un processo di trasformazione? E se l'azienda non fosse più competitiva e la tua posizione diventasse inutile?
  • SULLA COMPETENZA
Tutti hanno sentito parlare di apprendimento permanente . Eppure ci sono sempre fasi in cui crediamo che non sia così. Poco dopo l'università, ad esempio ("Ho appena finito gli studi, ora devo usarli.") o in vista della pensione ("Il mio know-how durerà per i prossimi dieci anni. Dopo di me, il diluvio!"). Letale se il calcolo non torna. Soprattutto nel settore dell'alta tecnologia, la media della vita della conoscenza è diminuita drasticamente da anni. Ma non solo lì!
  • SULLE RELAZIONI
In questo caso è piuttosto il contrario: sentiamo che l'amore diventa freddo e la passione per l'altro divampa sempre meno - eppure non facciamo nulla al riguardo. Fino a quando nulla è più coreggibile.

L’insidia sta nel fatto che la lentezza del cambiamento non si tramuta mai in rivoluzione. Fatto che di solito viene annunciato con grande clamore, con cambiamenti drammatici e nella storia a volte con molto spargimento di sangue. I dittatori vengono rovesciati, quelli nuovi rivendicano il potere, il denaro non ha valore, le libertà personali sono limitate.

Nei testi degli analisti, così come nelle dichiarazioni di politici e giornalisti, alcune volte ci imbattiamo nella locuzione “cucinare una rana” come un fenomeno psicologico, che enfatizza che un aumento graduale dell’intensità del cambiamento può portare atteggiamenti e comportamenti diversi e adattivi, anche nei popoli alfabetizzati.

Questi sono alcuni degli esempi ai quali solitamente si applica questa metafora, pochissimi, forse  nessuno però la utilizza per spiegarvi ciò che vi accade intorno e a livello globale. Il motivo è chiaro: è proprio voluto! Altrimenti potreste avere delle intuizioni tutto d’un tratto, che prima neanche avreste immaginato poter essere possibili.

Questa allegoria fu un successo nell’era di Milosevic. Fu allora che fu spiegato per la prima volta che tutti possiamo essere considerati una rana senza principi, che viene gradualmente preparata, e che solo saltando fuori dal calderone ci risveglieremo in una realtà completamente diversa.

Il meccanismo psicologico comunemente noto in psicologia come “cottura delle rane” è chiamato processo di assuefazione. Quindi esplica la dipendenza. Ci abituiamo a ciò che ci circonda. Oggi un criminale ha cacciato una donna, domani una madre single: un evento del genere diventa sempre meno notizia e sempre di più “la nuova normalità“.

Nessuno scoop se si afferma che siamo tutti, indistintamente, sottoposti ad un costante bombardamento di messaggi volti a plasmare il pensiero “politicamente corretto”.

Le  informazioni sono manipolate intenzionalmente e non hanno solo un intento divulgativo o commerciale, ma hanno come scopo ultimo quello di un’ampia riprogrammazione sociale. La televisione, i media, i social network e l’educazione sono i mezzi più adatti a questo scopo.

I telegiornali che mettono in risalto alcune notizie e ne tacciono altre, i film e le serie tv con  messaggi subliminali volti a creare un’opinione ed un’educazione “orientata ai valori”, tra i tanti, sono gli strumenti che questo grande progetto di “resettaggio sociale” sta utilizzando per raggiungere questo obiettivo.

Messaggi continui, costanti e in piccole dosi, come una pioggia sottile che senza essere fastidiosa o dirompente entra ovunque. Ecco la “rana bollita”.


UN PO DI FISIOLOGIA:

Senza approfondire le strutture istologico-anatomiche del cervello, andremo a dividerlo in base alla sua funzione: il cervello rettiliano, il sistema limbico e la neocorteccia.

IL CERVELLO RETTILIANO:

Il cervello rettiliano comprende il tronco cerebrale e il cervelletto. A livello comportamentale si occupa di svolgere le funzioni vitali più elementari, le più primitive, quelle che ci permettono di sopravvivere grazie a comportamenti puramente impulsivi e che potremmo considerare legate agli istinti atavici: rabbia, fame, piacere, ecc. , A causa di questa semplicità, dell’immediatezza del rapporto necessità/risposta, esso risponde agli stimoli rifiutando la complessità.

Se si vuole manipolare con successo una popolazione attraverso questo “cervello”, il messaggio da trasmettere deve essere breve, conciso, diretto e fare appello direttamente alle emozioni di base che implicano una reazione agli istinti. “Mantienilo breve e semplice” è la premessa principale di giornalisti e comunicatori.

IL SISTEMA LIMBICO:

Il sistema limbico del cervello è costituito da un gruppo di strutture di confine diffusamente distribuite nel cervello come l’ipotalamo, l’ippocampo, l’amigdala e la corteccia orbitofrontale che dirigono le emozioni e il comportamento.

Alcuni autori lo chiamano il ” cervello emotivo “. A differenza del già citato “cervello rettiliano”, che rispondeva a stimoli primari, il sistema limbico risponde a stimoli legati all’apprendimento.

Se c’è qualcosa che hai vissuto come piacevole, sicuramente vorrai ripeterlo e il cervello limbico si attiverà senza notare le conseguenze dell’azione che ha causato lo stimolo.

LA NEOCORTECCIA:

La neocorteccia è la struttura che nell’uomo costituisce la maggior parte ( il 90%) della corteccia cerebrale. È la parte del cervello con l’aspetto più recente a livello filogenetico. È costituito principalmente da materia grigia, cioè dai somi (i “corpi” dei neuroni, dove si trova il nucleo cellulare) e dai dendriti dei neuroni che fanno parte del cervello.

La neocorteccia è considerata l’area cerebrale responsabile della nostra capacità di ragionamento, consentendo il pensiero logico e la coscienza. È l’area del cervello che consente tutte le funzioni mentali superiori e le funzioni esecutive (situate soprattutto nel lobo frontale). L’”io” e l’autocoscienza sono considerati dovuti al funzionamento di questa struttura. si trovano in questa struttura linguaggio e della memoria.

Senza dubbio, questa è la parte che meno interessa a stimolare i progettisti di campagne di controllo, manipolazione e propaganda. Se un messaggio riesce ad attivare questa parte del nostro cervello, invece del sistema rettiliano o limbico, la campagna fallirà.


COME INFLUISCE SUL CERVELLO LA MANIPOLAZIONE MENTALE

1. Gioca con i sentimenti e le emozioni.

Il controllo della dimensione affettiva è uno degli strumenti più potenti perché fa sì che i destinatari riaffermino le proprie opinioni e posizioni senza necessariamente essere passati attraverso ragionamenti logici, riflessivi o critici.

Un esempio potrebbe essere l’attività della stampa gialla, che è quella che esagera le notizie dando all’informazione un tocco di sensazionalismo piuttosto che di rigore, perché l’obiettivo è proprio quello di fare appello alla dimensione emotiva dei lettori e alle loro precedenti esperienze, con lo scopo di aumentare le visite o le vendite.

2. Semplifica il messaggio e includi affermazioni forti.
Consiste nel controllare gli elementi cognitivi che ci consentono di elaborare e comprendere un messaggio. È quando ipotesi rapide e clamorose non consentono la possibilità di un’analisi approfondita, la natura rapida e sensazionale in sostanza ostacola intenzionalmente la comprensione dell’argomento.

Ad esempio, quando una piccola parte di un testo viene stampata a grandi lettere, sottolineata oltre che attirare immediatamente la nostra attenzione attiva la memoria a breve termine, causando una comprensione parziale o limitata delle informazioni.

3. Ricorrere a ciò che un’autorità dice o pensa.
Si verifica quando una condizione è giustificata dalla presentazione di una persona o di una figura socialmente riconosciuta come autorità competente. Questo perché spesso si tende a considerare maggiormente le opinioni, le indicazioni o le attività di qualcuno che ammiriamo o di qualcuno che ricopre una posizione di potere, o di notorietà.

Questo vale che sia il parere di un sacerdote, di un presidente, di un artista o di un familiare.  L’efficacia dipende dal contesto in cui opera il gruppo o la persona a cui la personalità si rivolge.

4. Individuare i conflitti e dare loro il peso della normalità.
Quando una situazione, specie se conflittuale, si riduce a ciò che una singola persona o un singolo gruppo di persone fa, dice o pensa, nascondendo tutte le altre variabili; non considerando gli agenti o i gruppi che influenzano lo scontro o ne subiscono le conseguenze. Si generalizza così la conoscenza, l’effetto, l’atteggiamento e l’ideologia.

Un esempio palese lo abbiamo quando i mass media riportano di un attacco come une evento isolato, o come l’atto di un “pazzo” (invitando i destinatari dell messagio a temere tutti quelli che lo possono sembrare), invece rappresentarlo come il risultato di complessi conflitti politici e sociali.

5. Usa e rafforza gli stereotipi.
Generalmente gli stereotipi sono le qualità comportamentali che vengono attribuite in modo semplificato e quasi automatico a una persona o a un gruppo di persone.
Sono utili come tecnica di persuasione perché consentono di controllare valori e giudizi senza dover giustificare in profondità le argomentazioni che dovrebbero giustificarne l’esistenza e non permettono al ricevente di interrogarsi ampiamente, evitano l’approfondimento e la ricerca di informazioni profonde e riflessive.

L’assuefazione è oggi la leva principale dell’ingegneria sociale, sia nel mondo che nel nostro Paese.

Ecco perchè se non si vuol essere manipolati inconsciamente, occorre fare lo sforzo di pensare , che significa tenere sempre il filtro neocorteccia attivato per tutti i messaggi che si ricevono.

TERMINA QUI LA STORIELLA DELLA “RANA BOLLITA”, CON LA SPERANZA CHE SEMPRE PIÙ PERSONE INIZINO AD OSSERVARE TUTTO, TUTTO CIÒ CHE È AL DI FUORI DELLA PENTOLA, È POSSIBILE VEDERE CHE CI SONO POPOLAZIONI O GRUPPI ETNICI O SCHIERAMENTI CHE SONO SOTTO QUESTO EFFETTO ANESTETIZZANTE DELLA “RANA BOLLITA” SENZA CHE SE NE RENDANO CONTO.

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L’imbonitore Schwab sponsorizza il siero, ma i dati reali spaventano

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Nessuno sarà al sicuro fino a quando tutti non saranno vaccinati”… dice Klaus Schwab. I dati però, mostrano che praticamente sono moltissimi i vaccinati con 3 dosi che hanno preso il Covid in piena estate e l’infezione è ormai diventata endemica. Un appello ai Medici: “FATE FINIRE QUESTO SCEMPIO!

Avete ascoltato le (poco) rassicuranti parole del solito Klaus Schwab che, nel suo classico linguaggio catastrofista, in linea totale con la filosofia del “Pensiero Unico Globale, Inquietante e Angosciante” del World Economic Forum da lui creato, nel lontano 1972, spinge il mondo intero a farsi “inoculare” col siero sperimentale, ancora ed ancora ed ancora, con la motivazione che: “Fino a quando non si saranno inoculati TUTTI”, secondo lui: “Non ci sarà sicurezza per NESSUNO”.

Uno SPOT che mostra, senza ombra di dubbio, la palese difficoltà del portavoce del “Sistema Tecno Sanitario”, nel trovare argomenti validi, seri e convincenti, per portare avanti la  sua perfida Agenda di manipolazione della popolazione mondiale.

Ma… cosa vorrebbe insinuare Mr. Schwab con queste parole e con queste minacce, che suonano ormai sempre più come ricatti e nemmeno più tanto celati?
Ci vorrebbe forse dire che i Vaccini finora non hanno funzionato?
Che funzioneranno solo per chi li continuerà a fare ad oltranza, finché NON LI AVRANNO FATTI TUTTI?
E su quale base medica e scientifica Mr. Schwab può enunciare che un vaccino funzionerà soltanto: QUANDO LO AVRANNO FATTO TUTTI GLI ABITANTI DEL PIANETA???
Come mai allora, questo vaccino, che lui sponsorizza con tale insistenza, non ha impedito finora il contagio? 
Perché sono tutti ammalati, soprattutto dopo aver fatto ben TRE INOCULAZIONI? 
Perché molte persone invece muoiono, sono rese invalide, o hanno sviluppato malattie, le più diverse e spesso mai riscontrate per una certa fascia di età, dopo essersi vaccinate?

E continuo ancora con le domande:

  • Perché non vengono più rispettate le normative mediche che, storicamente, hanno guidato questo genere di sperimentazione e di ricerca, negli anni? 
  • Perché Schwab afferma che dobbiamo rivolgerci al “Set millenario di conoscenze”, quando quei SET dicono che la sperimentazione DEVE compiere il suo corso e rispettare i suoi tempi, per essere ritenuta sicura?

TROPPE INCONGRUENZE…Troppe domande… troppi dubbi. Troppo! 
È tutto questo TROPPO, quando è troppo… è davvero TROPPO.
Dobbiamo davvero ancora sciropparci la pantomima del “Grande Pelato”, che ci fa la predica, condita da minacce e da ricatti?

Credo sia giunto davvero il momento, per tutti, di APRIRE FINALMENTE GLI OCCHI, davanti a questa ormai evidente propaganda manipolatrice, sempre più malvagia e incoerente.

Bene. Dopo avere analizzato il messaggio da “Televendita” del vecchio Schwab, iniziamo a guardare allora i dati che ci sono arrivati da molti centri di ricerca, di analisi e di statistica, fatta in merito ai risultati della vaccinazione, per fare anche il punto del cosiddetto “CONTAGIO”….

Intanto iniziamo con un grafico assai eloquente.

Catastrofe vaccinale, ennesima conferma (peggiorativa)

Si dice che l’inoculo non impedisce i contagi, ma proteggerebbe dalle malattie gravi. 
Nuovi dati lo mettono in dubbio.

Istituto Superiore di Sanità: i vaccinati con tre dosi, si contagiano più dei no-vax.

Nell’ultimo report settimanale, l’ISS evidenzia come i vaccinati con tre dosi, si contagiano maggiormente rispetto ai non vaccinati e, nel caso degli under 40, hanno anche un maggior rischio di finire in terapia intensiva.

Gli inglesi, che raccolgono i dati meglio di noi, sanno fare i conti e hanno una cultura scientifica maggiore degli italiani, hanno scoperto che, a partire dalla quinta settimana del 2022, il tasso di ospedalizzati e di MORTI (nell’immagine) per COVID-19, è maggiore tra gli inoculati (linea blu), che tra i non-inoculati (linea arancione). 
Questa effettività “negativa” dell’inoculo biontech, interessa anche i tri-dosati (linea azzurra).
Intanto qui da noi, incredibilmente, continuano a rompere le scatole agli operatori sanitari e agli ultracinquantenni ed è cominciata la campagna per la quarta dose. 
Incredibile, ma purtroppo vero.
E nel conto non entrano ancora i morti da “vaccino” con tampone negativo.

I VACCINATI HANNO UN’IMMUNITÀ DEBOLE E SONO CONTAGIOSI PER PIÙ TEMPO

Vi mostro i risultati di alcuni rapporti che, con ogni probabilità, saranno pubblicati tra qualche settimana: questi studi prodotti da medRxiv ci confermano molti aspetti.

1) L’IMMUNITÀ NATURALE PREVIENE QUASI TOTALMENTE LA MALATTIA GRAVE

L’immunità offerta dall’infezione naturale, è in grado di prevenire la reinfezione lieve, sia con varianti pre-omicron, sia con la variante Omicron. L’efficacia dell’immunità naturale è 85,5% (95% CI: 84,8-86,2%) e, dopo 6 mesi circa, del 70%. 
Con Omicron, invece, è del 38,1% (95% CI: 36,3-39,8%), per quanto riguarda la malattia grave, l’efficacia è del 97,3% (95% CI: 94,9- 98,6%), superiore a qualsiasi vaccino si potrà mai concepire. 
Lo studio che porta questi dati è questo, ed ha anche un disegno sperimentale robusto: si tratta di tre studi di coorte, che vanno a simulare dei trial clinici randomizzati. Questo pattern di immunità (decrescere nel tempo per la contrazione dell’infezione, mantenersi stabile per la condizione grave), è tipica dei virus che producono sintomi influenzali, il che dimostra, come è stato spiegato in questo post, che il sars-cov2 resterà endemico e dovrà essere trattato come una patologia, al pari di tutte le altre.

2) LE CELLULE T SI MANTENGONO STABILI NEL TEMPO

In questo altro studio – che ha esaminato per un anno le Igg e le cellule T helper specifiche per la spike,  sviluppate dopo l’infezione naturale – si è notato che gli anticorpi declinano con il tempo, ma il numero delle cellule T helper si mantiene elevato, anche dopo un anno, e anche in coloro che hanno sviluppato l’infezione in modo asintomatico. 
La cosa più interessante di questo studio, è che le cellule T helper, capaci di avere effetto sulla spike, si trovavano anche in persone che non sono mai state contagiate. Questo significa che le cellule T helper che sono prodotte per gli altri coronavirus stagionali, possono fornire una protezione per la malattia grave, anche contro il sars-cov-2anche senza essere mai stati contagiati da esso.

3) IL VACCINO, INVECE, NON DÀ ALCUNA PROTEZIONE

In questa review si propone di stimare il decadimento della protezione offerta dal vaccino.
Dopo 9 mesi dalla terza dose, l’efficacia del vaccino cala ad un valore compreso tra 11,7% e il 22,2%.
Ipotizzando di far vaccinare i non vaccinati che non l’hanno fatto, dopo solo 6 mesi dalla seconda dose, l’efficacia del vaccino sarebbe del 13%. Questo significa che il ricatto vaccinale per non intasare le terapie intensive, era privo di senso, dal momento che l’efficacia del vaccino è quasi nulla. Le stime effettuate riguardano l’infezione sintomatica. Verso quella asintomatica l’efficacia è sempre stata zero.

4) LA SEVERITÀ DELLE RESTRIZIONI È ASSOCIATA AL NUMERO DI MORTI

Questo studio mostra che esiste un’associazione tra l’aumento del numero di morti da covid e l’aumento della severità delle restrizioni. Più morti ci sono, più aumentano le restrizioni. Da questo si possono concludere due cose: 

  1. I politici non avevano alcun piano e le restrizioni non avevano alcun fondamento scientifico, hanno agito semplicemente “di pancia“, lasciandosi prendere dalla loro ipocondria.
  2. Le restrizioni hanno portato ad un aumento delle morti, a causa delle scarse condizioni sanitarie imposte dal clima emergenziale (ipotesi non esaminata nello studio).

Le due ipotesi non si escludono.

CONCLUSIONI

In questi studi (123) è emerso che i tri-dosati rimangono positivi per più tempo, sia rispetto ai bi-dose, sia rispetto ai non-vaccinati.

 I non-vaccinati guariscono prima dall’infezione e sono contagiosi per meno tempo, rispetto ai tri-dosati. 
Come ipotesi per il futuro: coloro che, da non vaccinati, si contageranno, svilupperanno una immunità naturale in grado di bloccare la trasmissione del virus. I vaccinati, invece, affetti da imprinting immunitario, non saranno capaci di sviluppare anticorpi per le varianti che loro stessi continueranno a selezionare, e saranno sottoposti ad un perpetuo rischio di reinfezione ed essendo positivi per più tempo, saranno loro i veri untori.

Nonostante tutte queste informazioni siano ormai arrivate anche sul mainstream dei giornali e della TV, tutti i governi – soprattutto quello italiano – spinti, come abbiamo visto, dal GRANDE IMBONITORE CATASTROFICO Klaus Schwab e totalmente al servizio delle sue farneticanti imposizioni, spingono inesorabilmente verso la QUARTA DOSE. 

Date un’occhiata a questo vergognoso SCHEMA PROMOZIONALE pubblicato dall’ANSA, dove indicano alla voce “Rischi: NESSUNO” e dove indicano già chiaramente che ci sarà una QUINTA DOSE in Autunno…. con la frase ”Vaccinati adesso e con nuova dose in autunno

L’Agenda deve andare avanti!

Auguriamoci, allora, solo che la narrativa del WEF e del Nuovo Ordine Mondiale crolli, definitivamente, insieme a tutti i suoi teorici e pensatori: i cittadini sono stanchi e disorientati…

Esorto, però, tutti, a informarsi e a reagire con consapevolezza a questi assurdi abusi di potere: guardatevi intorno e cercate di capire dove vi stanno spingendo e tenete sotto controllo la temperatura dell’acqua in cui vi stanno facendo bollire. 
L’esempio della RANA funziona sempre!!!!!

L’ultimo e importante appello, vorrei farlo alla categoria dei Medici:

FATE FINIRE QUESTO SCEMPIO!

È di questi giorni la notizia della crescita dello SPAVENTOSO ECCESSO DI MORTALITA’ che, dall’inizio della campagna vaccinale covid, alcune compagnie assicurative denunciavano, con un aumento del 20-40% in richieste di risarcimento: adesso, in queste SETTIMANE, le stesse compagnie stanno registrando un clamoroso aumento del 163 %.

Quello che spaventano e denunciano è proprio IL SILENZIO DEGLI ORDINI DEI MEDICI:

“Sapere che i Presidenti seduti in cima a questi importanti centri medici, con neurologi, cardiologi, ostetrici e ginecologi, che stanno vedendo crescere Ictus, Infertilità, Attacchi di cuore in persone senza commorbidità, in età molto giovane… e che non fanno nulla, è decisamente IMMORALE.  Non c’è modo di credere che i leader di queste istituzioni sanitarie, non fossero a conoscenza di questi problemi, causati dalla vaccinazione con un farmaco sperimentale. E ancora nessuno ne parla”. Dr. Pierre Kory (medico di terapia intensiva americano  presidente e co-fondatore della Front Line COVID-19)

Siamo tutti perfettamente convinti che, con una presa di posizione forte e responsabile, la categoria dei Medici, attraverso le sue Istituzioni, avrebbe potuto e DOVUTO impedire, fin dall’inizio, questa sperimentazione selvaggia a danno dei cittadini e dei pazienti, anche a fronte di dati statistici lontani dal far considerare LETALE, questa “pandemia” e in nome della libera scelta di ogni individuo al trattamento terapeutico.

Questa presa di posizione Onesta e Responsabile, avrebbe salvaguardato la Categoria dei Medici dall’essere oggi additata come tra le maggiori responsabili di questo imperdonabile crimine contro l’umanità

Per dare più forza a questo appello, voglio portare una testimonianza: In un recentissimo articolo sui danni provocati dal vaccino, la dr.ssa Anna Rita Iannetti (medico chirurgo impegnata da venticinque anni in campagne di promozione alla salute, esperta in neuroscienze, counselor, master in medicina biointegrata, master in PNEI, master in ottimizzazione neuropsicofisica e CRM terapia.) dice che con la vaccinazione di massa “Il siero ha inquinato la specie umana perché questi farmaci a mRNA hanno un’alta probabilità di modifica epigenetica del Dna e le modifiche epigenetiche vengono trasmesse addirittura alla prole.
Alla domanda del giornalista che le chiedeva poi se c’è un appello che vorrebbe fare alle persone e ai decisori, la dr.ssa Iannetti ha risposto con queste pesanti parole: Mi rivolgo a tutti ma in special modo ai MEDICI: non fare volontariamente del male all’altro. La via d’uscita è che le persone comincino a capire e disobbediscano.

Sappiamo che molti medici si stanno finalmente impegnando in questa battaglia, ma non bastano!!! 
Che il buonsenso, il rispetto per l’essere umano e per il giuramento professionale che ogni medico ha fatto a se stesso e ad Ippocrate, abbia finalmente ragione contro la dipendenza e il servilismo indotto dall’Azienda Istituzionale, che ha trasformato la classe Medica, sempre attraverso la politica dei ricatti e delle minacce, in pedine senza più valore terapeutico, scientifico e soprattutto UMANO.

Ricordatevi comunque sempre: NON PRAEVALEBUNT!!! 


FONTI:

MEDRXIV.IT elaborato da P. Bellavite
IMMUNI PER SEMPRE – Canale Telegram
Der Einzige
P BELLAVITE – Canale Telegram
Alessandra Chiavegatti – Canale Telegram

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L’ABORTO È UN EVENTO TRAUMATICO

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LE DONNE CHE SUBISCONO UN ABORTO POSSONO ANDARE INCONTRO AD UNA SINDROME TRAUMATICA PRECISA, IL PTSD

Anche l’aborto può rappresentare un trauma, un evento di particolare gravità per il quale, spesso, le capacità di adattamento non sono sufficienti per superarlo, un evento che stravolge gli equilibri, rende complessa la rielaborazione dei propri pensieri e fa soffrire.

L’esperienza del trauma è comune a tutti, uomini e donne, ma le donne che subiscono un aborto, o Interruzione Volontaria di Gravidanza – IVG, possono andare incontro ad una sindrome traumatica precisa: il Disturbo da Stress Post Traumatico – PTSD.

La donna che rimane incinta è come una macchina, predisposta, in automatico, a trasformarsi in culla e linfa vitale, per il piccolo che deve svilupparsi nel suo grembo.

La volontà va da una parte e la natura da un’altra, ovvero, verso la fusione di due anime: la madre e la sua creatura.

Oltre alla preparazione biologica di un utero accogliente, ha origine anche l’elaborazione di un “grembo psichico”, dove il bimbo che nascerà possa essere atteso, pensato ed amato, ancor prima di venire alla luce, uno spazio interno, deputato esclusivamente per il bambino e per la relazione con lui.

Ciò che fa di una creatura un figlio, è il desiderio materno, la capacità della donna di anticipare l’esistenza dell’altro, dentro di sé. Gran parte della letteratura sull’argomento, sembra sottendere una concezione della riproduzione come espressione normale, positiva ed universale dell’esperienza esistenziale di una donna.

Quanto sinora descritto, ci dà un’idea di che cosa rappresenti la gravidanza nella vita di una donna, è, quindi, indubbio che, interrompendola in modo traumatico – poiché non esiste un IVG “dolce” – si vengono a creare dei problemi che destabilizzano la persona a livello profondo.

La stragrande maggioranza degli esperti sono concordi nell’affermare che l’Interruzione Volontaria di Gravidanza (I.V.G.), è un evento traumatico che sopprime gli elementi di identificazione con il bambino e nega la gravidanza (negando così quella parte del SÉ che si era identificata con il bambino/a).


I DISTURBI PSICOSOMATICI PIÙ RILEVANTI CHE POSSONO COMPARIRE A SEGUITO DI UN ABORTO VOLONTARIO

L’aborto provoca la brusca interruzione del lungo processo fantasmatico, che accompagna la donna nella sua crescita femminile e che costituisce il preludio alla sua esperienza di maternità, ecco perché il lutto che viene elaborato dopo l’I.V.G., lo distingue da qualsiasi tipo di lutto. Infatti, si rende necessaria l’elaborazione, sia della perdita dell’oggetto, sia della perdita simultanea e concreta di una parte del Sé.

Solitamente, i disagi che emergono dopo un aborto volontario sono di non poca rilevanza:

  • disturbi emozionali, quali ansia, amnesia, perdita d’interesse, distacco dagli altri ed incapacità a provare emozioni;
  • disturbi della comunicazione;
  • disturbi dell’alimentazione;
  • disturbi del pensiero (pensieri ossessivo-compulsivi);
  • disturbi della relazione affettiva caratterizzata da un cospicuo isolamento;
  • disturbi della sfera sessuale;
  • disturbi del sonno (insonnia, irritabilità, incubi);
  • disturbi fobico-ansiosi; flash backs dell’aborto (ri-esperienza del trauma, ricordi della passata esperienza).

La sintomatologia compare dai sei mesi ai due anni successivi.

Difficilmente, ad una prima consultazione si riesce a mettere in relazione i sintomi (presentati solitamente in modo disparato), con l’evento abortivo, in quanto non sempre è presente la coscienza che il malessere nasca dall’aborto, che in un primo momento può essere stato percepito come un atto “liberatorio”.

Un bimbo che muore in modo inaspettato e non voluto, sebbene rappresenti un infinito dolore, sarà un lutto che con il tempo si potrà superare, ma nel caso dell’aborto volontario, questo lutto assume una dimensione di tale rilevanza e gravità, da diventare spesso fonte di angoscia e disperazione.


FALLIMENTO O VOLONTÀ DI UN SISTEMA CHE NON TUTELA LE DONNE DALLE CONSEGUENZE POST-ABORTO VOLONTARIO?

Il rapporto con il partner diventa più difficile, la comunicazione, l’interazione con le persone e le relazioni, in generale, sono più complicate.

La donna si avviluppa e si avvolge sul trauma, ripensa e rimugina, continui “rigurgiti” della perdita, porta dentro sé e cova un costante senso di colpa devastante, si sente tradita dalla vita, dalla società, persa, vuota ed inutile.

Una persona può perfino andare incontro al fenomeno della dissociazione della personalità, sia come conseguenza del disorientamento cognitivo, sia come modalità difensiva; in buona sostanza, un vero e proprio scollamento dalla realtà.

Del resto, questo è un modo per continuare a vivere, o meglio a sopravvivere: una parte di sé cerca di rendersi indifferente ed un’altra parte ricorda e rimane fissa sulla ferita.

Se questi sintomi si protraggono nel tempo, aumentano il rischio di sviluppare un Disturbo da Stress Post Traumatico in forma cronica.

Ovviamente, non tutte le donne hanno la medesima reazione, i fattori fondamentali sono la personalità e la resilienza, cioè la capacità di fronteggiare situazioni critiche, attivando energie e risorse che consentono di proseguire nel proprio percorso di crescita interiore.

Il dolore psichico è un dramma ed è più facile affrontarlo e rielaborarlo a livello profondo, se la donna presenta alcune particolari caratteristiche:

  • se è già stata capace di reagire positivamente ad eventi negativi,
  • se ha accanto persone sensibili e significative, dei legami profondi,
  • se ha il giusto supporto a livello psicologico, da parte di specialisti ed esperti,
  • se non viene abbandonata a sé stessa prima, durante e dopo la decisione di intraprendere un’interruzione di gravidanza,
  • se ha interessi ed occupazioni ed è un tipo attivo e creativo,
  • se ha fiducia nella vita ed è capace di dare un senso positivo all’evento traumatico ed al dolore.

Come spesso succede anche in altri campi, la propria ”visione della vita” fa la differenza, ma anche le presenze significative e determinanti, che possano supportare, consigliare e accompagnare la donna nelle proprie scelte ed aiutarla a ponderarle, valutando il rapporto rischio-beneficio ed analizzando scrupolosamente anche quegli aspetti che appartengono, non soltanto alla sfera emotiva, ma anche ad una coscienza morale.

È necessario percepire la vita come un’evoluzione ed una crescita personale, nella quale si alternano fasi di gioia, entusiasmo e scoperta, a momenti di confusione, fallimento e sofferenza e concepire questi ultimi come qualcosa di naturale.

In tal modo, è possibile accettare più facilmente le frustrazioni e le conseguenze delle proprie scelte, soprattutto se si è da sole ad affrontarle, soprattutto se si è state influenzate, mal consigliate, o manipolate.


UNA DECISIONE IRREVERSIBILE

Un aborto è per sempre e gli effetti che possono scaturire dall’intraprendere un tale percorso, senza ritorno, sono da tenere in considerazione e da non sottovalutare.

Potrebbe essere messa a repentaglio, non soltanto la sfera psicosomatica, ma un intero futuro ed una possibile, nuova maternità.

Accadimenti di questa entità possono lasciare ferite indelebili, tracce incancellabili, seppur sepolte ed insabbiate attraverso il tempo, possono minare un cammino, alterare la personalità, compromettere ciò che si è costruito nella propria vita ed i traguardi raggiunti in termini di crescita, maturità e consapevolezza.

L’interruzione di gravidanza, solitamente, non comporta grandi conseguenze, nè danni nella sfera emotiva e psicologica, in quelle donne che, purtroppo, non hanno il dono della sensibilità e dell’istinto materno e che non possono apprezzare fino in fondo un dono così prezioso e così unico, come quello di una creatura che cresce nel proprio grembo e che verrà al mondo.

Al contrario la creatura è concepita e percepita al pari di un orpello e di un oggetto di cui potersi disfare facilmente, come fosse un pacco postale.

Manifestanti pro-aborto l’aborto,

Essere madre, diventare madre, mettere al mondo una nuova vita, è un segno di grande responsabilità, oltre che di stabilità e maturità.

Un bimbo non è solo il frutto di una notte brava, di momenti ludici ed anti-stress, di serate all’insegna di sesso non impegnativo, di un errore, di calcoli sbagliati, o di un atto di violenza subita, di uno stupro.

Un bimbo è di più. È molto di più.

È un atto d’amore e dovrebbe restare tale.

Ricordiamoci sempre che non siamo delle bestie, ma esseri umani, con un’anima ed un cuore.

Quell’anima e quel cuore che brillano, vibrano e pulsano, anche dentro una nuova vita.

EVERY UNBORN LIFE MATTERS

(Ogni vita non nata conta)


Fonte: LE CONSEGUENZE PSICOLOGICHE DELL’ABORTO

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Sentenza choc del tribunale di Firenze

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Procura di Firenze

Psicologa riammessa alla pratica

Il Tribunale di Firenze ha accolto il ricorso proposto da una psicologa contro il suo Ordine professionale, e la professionista ha vinto la causa. Era stata sospesa in data 19/10/2021 per non aver assolto all’obbligo vaccinale.

La sospensione limita diritti primari della ricorrente, diritto al lavoro ed al sostentamento..”. Anche il TAR Toscano, in un procedimento separato, ha accolto le istanze della parte in causa. La corte ha provveduto “inaudita altera parte” (senza contraddittorio ndr), poiché un allungamento eccessivo del processo avrebbe proseguito la sospensione aggravando i danni alla psicologa. Il DL 44/21, per “impedire la malattia ed assicurare condizioni di sicurezza in ambito sanitario” limita l’art.4 della Costituzione “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. Per arginare il contagio, ammesso di esserci riusciti, abbiamo compresso il diritto individuale al lavoro, che spetta per nascita ai cittadini italiani. La questione dell’articolo 4 è sottolineata anche da Borgonuovo nel suo articolo sul quotidiano La Verità di oggi, specificando che la professionista è stata riammessa al lavoro sia in remoto, sia in presenza.

La Verità del 13/07/2022
L’articolo di Francesco Borgonuovo.

Nel merito della sentenza si ammette che nella realtà dei fatti questo scopo non è stato raggiunto. Ciò è provato anche da tutta la documentazione a supporto (fonti Euromomo Eudravigilance, ma anche report della stessa AIFA di gennaio e di maggio 2022) che mostra come il fenomeno ottenuto sia esattamente opposto a quello cercato dal legislatore. Infatti oltre al dilagare dei contagi il vaccino ha favorito la proliferazione di varianti virali e testuale dalla sentenza “il prevalere numerico delle infezioni e dei decessi proprio tra i soggetti vaccinati con tre dosi” .

Il provvedimento del tribunale si concentra poi sull’articolo 32, che sancisce la libera scelta del paziente riguardo le cure, ed in particolare il secondo comma che stabilisce che le terapie obbligatorie possano essere disposte solo con una legge “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. I requisiti di efficacia del vaccino (prevenire diffusione e contagio) mancano, pertanto non c’è un “interesse delle collettività”. La Costituzione difende l’individuo ed i suoi diritti al centro rispetto ad interessi collettivi (veri o supposti, come in questo caso) per ragioni storiche. Nel secondo dopoguerra l’Italia usciva dal nazi-fascismo e si volevano evitare leggi coercitive in ragione di interessi pubblici e tantomeno evitare sperimentazioni mediche senza il consenso informato del paziente.

Riguardo il consenso informato la Corte ha indicato che:

  • non è possibile se i componenti (come nel caso dei sieri sperimentali) sono coperti da segreto militare,
  • non è presente essendo ignoti gli effetti a medio-lungo termine e che nel breve si sono verificati molti decessi ed effetti avversi gravi. Qui il dispositivo della sentenza sottolinea anche che il siero può modificare il DNA del ricevente.

L’articolo 32 e tutte le convenzioni internazionali in merito cui l’Italia ha aderito vietano l’imposizione di cure senza consenso perché lede la dignità della persona.

In conclusione la corte sospende il provvedimento di sospensione in assenza del consenso informato da parte della psicologa, riammettendola al lavoro(sia in remoto che in presenza):

  • perché l’obbligo vaccinale imposto per lavoro viola gli art 4, 32, 36 della Costituzione, che mette la persona al centro difendendola dallo Stato e da interessi collettivi,
  • perché il nostro ordinamento e le convenzioni internazionali vietano le sperimentazioni, e perchè la risoluzione UE 2361/21 vieta discriminazioni in base allo status vaccinale. In più il regolamento europeo 953/2021 vieta le discriminazioni sul lavoro, che la corte riconosce in questo caso,
  • perché c’è una situazione di “fumus boni iuris”, cioè un caso in cui la parte danneggiata in futuro potrebbe vincere la causa per difendere i suoi diritti. Pertanto non può essere imposta una cura sperimentale a cui si oppone, e non può esserle negato il sostentamento.
  • perché nonostante il 90% di popolazione vaccinata i casi dilagano e l’Ordine degli psicologi non può negare che la finalità del legislatore non sia stata raggiunta, e che i vaccinati possono trasmettere la malattia esattamente come i non vaccinati,
  • perché la decisione 716/17 del 2019 della Commissione UE indica che i giudici nazionali sono competenti nel disapplicare le normative nazionali non conformi al diritto dell’Unione confermato anche dalla sentenza della Consulta 95/2017 e da alcuni pronunciamenti della Cassazione,
  • perché negli ultimi mesi sono stati accettati diversi ricorsi di controversie su obblighi vaccinali e regole COVID (vedi sentenze del tribunale di Brescia e di Padova).

Questa sentenza dimostra che affidarsi ai legali paga (qui il link della chat Legal Veleno), solo affidandosi ai professionisti potrete difendere i vostri diritti.

Fonti:
La Verità, 13/07/2022

L’ONU E LE SUE AGENDE (3a parte): L’ AGENDA 2030

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ANALIZIAMO I TRAGUARDI DEL PUNTO 5 DELL’AGENDA 2030 E LE SUE OMBRE

OBIETTIVO 5: RAGGIUNGERE L’UGUAGLIANZA DI GENERE E L’AUTODETERMINAZIONE DI TUTTE LE DONNE, RAGAZZE E BAMBINE


Se si legge quanto proposto dall’Agenda2030 non si può, in prima battuta, pensare a nulla di male, anzi si spererebbe in una sua pronta realizzazione, in ogni suo punto.

Spesso nei nostri articoli abbiamo parlato di Framing e di manipolazione mentale perpetrata negli anni con lo scopo di produrre una realtà ad hoc.

Seguendo questo filo si vuole provare a guardare quanto davvero è in Agenda: quali sono gli obiettivi? A chi è rivolta?

A prima vista due gli obiettivi principali, da un lato i cosiddetti SDGs, e cioè il raggiungimento di un mondo economicamente, socialmente e ambientalmente sostenibile.

Il secondo riguarda la parità di genere, parlando solo per accenno ai generi diversi dai due ovvi Uomo/Donna.

In questo articolo ci concentreremo su questo secondo punto, nel contesto italiano.

Secondo il rapporto ASviS nel 2021 l’Italia mostra una forte criticità generata dalla pandemia che ha aggravato in particolare la situazione delle donne. Più alto il numero di queste ultime che hanno perso il lavoro. C’è stato un incremento dei carichi per costoro a causa della chiusura delle scuole in concomitanza con il lavoro agile e si è registrato un aumento delle violenze domestiche.

Anche il PNRR pone l’accento sulla parità tra uomo e donna,  utilizzando diversi strumenti come la “clausola di condizionalità” o il “Gender procurement” per aumentare la percentuale della quota di nuovo impiego delle donne (al 2021 la fetta del mercato del lavoro a loro dedicata è del 30%), ed evidenzia 5 priorità strategiche funzionali a questo obiettivo: lavoro, reddito, competenze, tempo e potere.

Nel sito internet dell’Agenda 2030 alla voce “target” del punto 5 vengono specificati tutti i punti da realizzare per ottenere la parità di genere tra uomo e donna:

  • eliminare ogni discriminazione,
  • cessare ogni violenza,
  • cancellare tutte le pratiche nocive a danno di donne e bambine,
  • valorizzare il lavoro di cura e domestico fino ad oggi non riconosciuto,
  • garantire alle donne l’accesso alle pari opportunità,
  • garantire la salute sessuale e riproduttiva.

È chiaro che l’Agenda2030 si rivolge alle donne. Le mete da raggiungere scritte così non possono essere contestate.

Ma siamo sicuri che non ci sia alcuna manipolazione?



UGUAGLIANZA DI GENERE (BINARIO O NON BINARIO?
)

Il documento intitolato “In viaggio verso la sostenibilità. Promuovere gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030: il ruolo della comunicazione sociale” a pag. 49 pone come sfida necessaria per la comunicazione sociale le questioni di genere. 

Oltre la questione femminile”. Qui, si conferma la priorità delle condizioni di vita (ancora davvero troppo scarse) di donne e bambine ma si sottolinea anche che il femminismo non è più fine a sé stesso e deve diventare espressione palese delle questioni di genere nel senso più ampio del termine.

La richiesta è chiara:abbandonare il sistema binario e adottarne uno plurale e reversibile.

Alla realtà LGBTQ+ si sono aggiunte molte nuove definizioni (cisgender, genderfluid, agender) e tutte devono diventare la normalità, tant’è che nel Regno Unito la polizia di Norfolk ha pubblicato un elenco di 37 identità sessuali e generi per aiutare gli agenti a trattare con il pubblico.

Per la realizzazione di questa nuova comunicazione sociale volta a portare le persone ad accettare queste nuove realtà, si consiglia di costruire una trama di idee, concetti e stereotipi nuovi impiegando tutti i mezzi di comunicazione possibili, perché si ha “bisogno di rivoluzionare gli immaginari in maniera pervasiva” (Cit.) Difficile non notare la volontà di convincere ad ogni costo la popolazione perché raggiunga la convinzione che tutto ciò che viene proposto è corretto.


“DIRITTI” ED “UGUAGLIANZA”, DUE TERMINI ONOREVOLI, UTILIZZATI COME STRUMENTI DI MANIPOLAZIONE MENTALE; TOCCANO L’EMOZIONE DELL’ESSERE.

Ricapitoliamo: prima si da forza al movimento femminista, si pongono gli obiettivi per far sì che le donne lottino per i loro diritti, poi, ancor prima di mettere il genere al sicuro e di realizzare quanto promesso, si chiede alle stesse di farsi carico della battaglia a favore di tutti i generi che non rientrano nel sistema binario Uomo/Donna, facendo leva sui bambini e sui giovani, quindi sui figli.

Traducendo quanto scritto nel documento in esame si può dire che il messaggio che passa è:

“Donne, faremo di tutto per darvi i vostri diritti e farvi vivere in un mondo migliore,

ma siccome ancora non ne siamo stati in grado nel frattempo combattete

per tutte le persone fuori dal sistema binario”.

Il tutto sostenuto e spinto dal convincente ed efficace slogan “Non lasciare indietro nessuno”, che fa sicuramente leva sull’umanità della persona che in difficoltà facilmente proverà empatia per chi vive una condizione di disagio, anche se per motivazioni diverse.

In Italia si alimenta questa battaglia creando eventi come la giornata contro l’omofobia (17 maggio), rammentiamo che lo stesso girono il Ministero dell’Istruzione ricorda ai docenti scolastici di sensibilizzare gli alunni nella “Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia”, sottolineando:

”I docenti e le scuole di ogni grado, nell’ambito della propria autonomia didattica ed organizzativa, sono invitati a creare occasioni di approfondimento con i propri studenti sui temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali”

Poi abbiamo il “PrideMonth” (giugno) durante il quale le piazze italiane vengono letteralmente invase da manifestazioni a tema, spesso con simbologie discutibili e rappresentazioni di dubbio gusto, e a tale proposito ricordiamo la Boldrini che si è messa in prima linea per farne propaganda, infine c’è lo scontro politico, carburante necessario per tenere viva l’attenzione in merito all’argomento, il DDL ZAN.


NEOLINGUA:“DISCRIMINAZIONE”; ORWELL PORGE I SALUTI

Parrebbe abbia lo scopo di cancellare ogni tipo di discriminazione derivante da motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e sulla disabilità.

Ma la discriminazione è discriminazione a prescindere, indipendentemente dal motivo che la fa palesare.

La violenza anche. Perché si cerca di ottenere una legge ad hoc per determinate categorie? La difesa dei diritti inalienabili e umani va condotta per ciascun essere umano nello stesso modo, creare una carreggiata dedicata non è già un discrimine nei confronti di tutti coloro che invece, in materia di giustizia, continueranno a percorrere la vecchia strada della giurisprudenza?




COSA NON VIEN DESCRITTO NELL’AGENDA2030

Sembra però che per l’Agenda2030 la realizzazione del riconoscimento dei diritti di certe categorie, e solo di queste, sia priorità, perché paragonate alla condizione di difficoltà di chi stenta in fame e povertà.

Ma seppur nel documento dell’Agenda2030, a pag. 32 si può leggere che:

“Le persone che vivono in condizioni di povertà, le comunità indigene e altre minoranze, le persone con disabili, rifugiati, sfollati e apolidi, bambini e giovani, migranti e la comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender (LGBT) sono alcuni dei gruppi e degli individui che non sono necessariamente inclusi. Gruppi e individui che non sono necessariamente inclusi nei processi politici e decisionali”

E nel documento ONU, il “Forum politico di alto livello (HLPF)Dichiarazione del Gruppo centrale LGBTI delle Nazioni Unite Luglio 2020” alla seconda pagina si legge:

l Core Group LGBTI è convinto che il raggiungimento dell’Agenda 2030 sia intimamente legato al riconoscimento dei diritti umani e alla garanzia di non discriminazione e uguaglianza per tutti, comprese le persone appartenenti alle comunità LGBTI, gli individui, i sostenitori e i difensori dei diritti umani in generale.

Nell’ “AnnualReview of the human rights situation of lesbian, gay, bisexual, trans e intersexpeople in Europe and Central Asia” a pag. 18, invece, si scrive che il gruppo LGBTI Stakeholder ha pubblicato il suo “manifesto” per lo sviluppo sostenibile ed è intervenuto durante il 2020 HLPF promuovendo un’accelerazione e delle azioni di formazione pensate per realizzarlo.

L’approccio tra i primi due documenti e il terzo è evidentemente diverso; il raggiungimento della realizzazione dell’Agenda2030 è legata all’affermazione dei diritti umani o alla realizzazione dello sviluppo sostenibile?

E comunque, se è vero che non c’è spazio per queste persone nei ruoli di intervento attivo perché esiste un manifesto (legato anch’esso allo sviluppo sostenibile) volto ad azioni concrete a livello globale?

Quindi lo spazio di intervento c’è?!

Seguendo questa strada, per spingere l’inclusione di queste nuove categorie sono stati condotti degli studi  pubblicati sul sito del “World Economic Forum” (WEF) a riguardo del “GREAT RESET” che dimostrano che nelle società che hanno accettato i diversi generi si ha una “resilienza economica” tale per cui si verifica un incremento del benessere. Infatti da tali analisi emergerebbe che la presenza di LGBTQ+ comporti un aumento degli ecosistemi di innovazione, una maggior imprenditorialità, una più alta concentrazione di talenti e quindi una qualità della vita maggiore.

Ma le osservazioni non si limitano all’economia e considerano anche l’impatto sulla conoscenza della realtà lavorativa.

Nel documento dell’ACSO si sostiene che il sessismo e l’omofobia porterebbero ad un peggioramento del Job commitment e del Job satisfaction, si azzardano anche effetti negativi sulla salute psicofisica dei lavoratori. Il modello ACSO propone chiare indicazioni volte a promuovere l’uguaglianza di genere, evidenziata come valore fondamentale per l’Unione Europea, identificata sempre come affermazione di diritti umani necessari, essenziale per promuovere il benessere psicofisico e sociale dei lavoratori.

Possiamo quindi concludere, senza timore di essere smentiti, che lo scopo finale dell’Agenda2030 NON è la parità dei diritti tra uomo e donna bensì la parità di genere.

Questa certezza cambia le carte in tavola e rende evidente anche le motivazioni del comportamento che i governi del mondo stanno adottando nei confronti dei minori, manipolando le loro menti attraverso il materiale scolastico, i film, i cartoni animati, i giocattoli, ecc. ma di questo ci occuperemo nel prossimo articolo.

“NOI SIAMO PER LA TUTELA E DIFESA DI TUTTE LE “DIVERSITÀ”,

MA AVVERSIAMO CON FORZA LO SFRUTTAMENTO DI QUESTE

“DIVERSITÀ” PER FINI POLITICI E DI INGEGNERIA SOCIALE”


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ARRIVA IL PASS DIGITALE UE (4° parte)

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Il green pass, per ora solo cartaceo, sarà a disposizione degli italiani in versione digitale su ‘IO‘, la App della Pubblica Amministrazione. Non è dunque un caso, se per i viaggi all’estero e per alcune strutture sanitarie la blockchain, che traccia il Green Pass, sia rimasta e rimarrà attiva. A buon intenditor, poche parole!

L’avevamo preannunciato, lo avevamo spiegato in molte delle nostre dirette “Admin Ring LIVE”, lo avevamo pubblicato anche in alcuni articoli, su questo sito Web e, finalmente, tutto si sta concretizzando esattamente come lo avevamo descritto.

Dal 1° luglio gli italiani avranno su ‘IO‘, la App della Pubblica Amministrazione, il green pass per circolare liberamente in tutta Europa. 

La novità l’ha annunciata il ministro per l’Innovazione, Vittorio Colao, in vista dell’entrata in vigore, il 1° luglio, del green pass europeo, il certificato che, per un anno, consente di viaggiare liberamente in tutta Europa e che viene rilasciato se si è concluso il ciclo vaccinale. 
C’è anche l’ipotesi di renderlo valido già 15 giorni dopo la prima dose – così come previsto per il green pass italiano – se si ha un certificato di guarigione dal Covid, o se si ha un tampone negativo, effettuato nelle 24 ore precedenti, fermo restando che la durata cambierà a seconda del tipo di certificato rilasciato.

Passaporto Digitale EU

Il green pass, per ora solo cartaceo, sarà a disposizione degli italiani in versione digitale, su ‘IO’, la App della Pubblica Amministrazione già scaricata per poter usufruire del cashback e che nasce proprio per rendere fruibili tutti i servizi pubblici, in modo semplice e immediato. 

Ad oggi sono 11 milioni che l’hanno scaricata e 20 milioni gli Spid attivati.

«Verso metà giugno saremo pronti e dal 1° luglio partirà”, ha detto Colao, riferendosi al green pass.

“È un certificato, non un passaporto e forse non dovremo neppure scaricarlo, ma arriverà una notifica e chi ha l’App IO avrà lì dentro». 

IO” ha, infatti, le caratteristiche che rispondono alle richieste dell’UE, per essere uno dei canali su cui poter visualizzare il certificato, appena sarà operativa l’infrastruttura che gestisce ed eroga i documenti in formato digitale.
L’Italia è avanti rispetto ad altri Paesi nella digitalizzazione di alcuni servizi – ha detto Colao -. In un anno e mezzo si dovrebbe arrivare a una Schengen digitale europea e il Paese sarà pronto, grazie ai servizi sviluppati sull’app IO. 

Patente e tessera elettorale saranno digitali, come digitale sarà il wallet personale”.

Cioè? Lo ha spiegato qualche tempo fa la Von der Leyen, in occasione del discorso programmatico del 2020
“La Commissione proporrà presto un’identità digitale europea sicura, che ogni cittadino potrà usare ovunque, per fare qualsiasi cosa, da pagare le tasse a prendere a noleggio una bicicletta. Una tecnologia sicura”.

La tecnologia auspicata dalla presidentessa della Commissione ora c’è e si chiama blockchain, la stessa che la Von der Leyen ha richiamato lo scorso fine gennaio, ricordando che presto sarà attivo, in tutta l’Unione, il passaporto sanitario vaccinale.

Esattamente ciò che il 4 maggio scorso ha sancito la commissaria europea alla Salute, Stella Kyrialcides. Non è dunque un caso, se per i viaggi all’estero e per alcune strutture sanitarie la blockchain, che traccia il Green Pass, resti necessaria, come abbiamo sempre sostenuto nelle nostre precedenti analisi.

Gli analisti dei “Fact Checkers di turno, dicevano che le nostre erano illazioni basate su ipotesi assurde…
Non è passato molto tempo ed ora, come per MAGIA, tutto viene realizzato esattamente come prevedevamo che fosse.

Ricordiamoci ora che, a questa ID DIGITALE, questi Signori vogliono collegare TUTTO della vita di ogni cittadino: dalla salute, al conto in banca, ai debiti con l’Agenzia delle Entrate, alla propria FEDE, alla fede addirittura CALCISTICA e poi tutto il resto. E chi non sarà in regola, come per la patente a punti: ritiro e impossibilità di viaggiare e di fare qualsiasi cosa.

Non so se non vi sono ancora ben chiari l’idea e gli obiettivi di questo progetto… A buon intenditor, poche parole!

Vittorio Colao sulla “SCHENGEN DEL DIGITALE”

“Italia capofila del progetto”

Doveva essere l’Ucraina ad avere questo primato…(leggi l’articolo) ma, visto come sono andate le cose, ecco che ci siamo riappropriati di questo RECORD tutto singolare. Avevamo dei dubbi?

  • Capofila nel “Reddito di Cittadinanza”.
  • Capofila nell’attacco al Virus Sars-Cov2 detto COVID-19.
  • Capofila nel LOCKDOWN in stile cinese… persino meglio di quelli cinesi.
  • Capofila nell’OBBLIGO VACCINALE.
  • Capofila nei GREEN PASS e SUPER-GREEN PASS.

Non potevamo essere altro che CAPOFILA anche nel PASSAPORTO DIGITALE EU.

L’unica nostra speranza, a questo punto e visto come stanno andando le cose, è che l’EU crolli miseramente, per la sua evidente inutilità e per i danni fatti ai cittadini di ogni singolo stato e che, dopo il suicidio operato con le sanzioni alla Russia e la conseguente crisi economica e di approvvigionamento delle risorse energetiche, per la propria sopravvivenza, decidano di porre fine a questo inutile satellite degli USA – creato a tavolino dal vecchio Kissinger – con tutta la collaborazione di chi non aveva alcuna intenzione di trasformarlo in un modello competitivo per la potenza statunitense, governata dalla CIA e da tutte le sue élites globaliste, mondialiste e imperialiste. 

Siamo alla fine dei giochi, ma loro, il giocattolo lo stanno portando avanti lo stesso, fedeli fino alla morte ai loro burattinai che, dopo il WEF Davos 2022 e il recente Bilderberg a Washington, hanno affrontato e non digerito un tale terremoto e scossone che ha mandato in frantumi tutte le previsioni e le agende di tutti in tipi.

Come ha affermato la portavoce del governo della Federazione Russa, Maria Zakharova, la sola domanda che si dovrebbero porre, i fenomenali esperti delle previsioni e delle proiezioni statistiche che hanno dato il via a questo scenario, per loro a dir poco “apocalittico”, è se queste previsioni siano frutto di Intelligenze Vive, oppure della così osannata Intelligenza Artificiale.

Nella seconda più probabile ipotesi, sarebbe forse il caso che ponessimo tutti una grandissima ATTENZIONE, prima di consegnare la nostra IDENTITÀ a questo MONDO, o ENTITÀ DIGITALE, che non sembra garantire una sufficiente capacità analitica e soprattutto sembra completamente (e anche logicamente), priva di BUONSENSO.

Che sia BANNATA, quindi, l’IDENTITÀ DIGITALE, che a qualcuno piace così tanto da pensare, addirittura, di farsi tatuare il QR Code sulla pellaccia, o di farselo impiantare con un MICROCHIP sottocutaneo, come suggeriva, in una famosissima intervista, proprio il leader del WEF: il famosissimo pelato di origini naziste, KLAUS SCHWAB, parlando con la signora URSULA VON DER LEYEN.

Pensateci bene: nessun esperimento sociale, era mai stato fatto in così vasta scala nella storia.
Le dittature del passato, a confronto di questa, non sono nulla: la dittatura in corso, senza volto e basata sul Politicamente Corretto, ha un impatto GLOBALE e la dichiarazione di fare tutto per il bene dei cittadini e della comunità, sotto l’egida delle istituzioni mondiali quali l’ONU (Organizzazione Nazioni Unite), l’OMS(Organizzazione Mondiale della Sanità) e il FMI (Fondo Monetario Internazionale), è quanto di peggiore abbia partorito l’essere umano.

 

L’identità digitale prende vita dalla Vaccinazione di Massa, fatta in gran fretta, senza i dovuti controlli, per una malattia mai completamente identificata, SENZA UNA SPERIMENTAZIONE SUFFICIENTE e senza attendere il normale flusso endemico della malattia. 

Le costrizioni, le discriminazioni e le violenze fatte ai cittadini, per sottostare a tale pratica di Vaccinazione di Massa, impedendo, di fatto, di poter vivere la propria esistenza basandosi sulla libera scelta e impedendo la vita lavorativa dei cittadini, con violenze legali anticostituzionali, hanno portato le persone verso un baratro di paure e di incertezza, accompagnato dalla crescente mancanza di fiducia nelle istituzioni statali e soprattutto MEDICHE, complici, di fatto, di azioni imperdonabili, a danno dei propri pazienti.

Per terminare, la descrizione fatta dai Grandi Pensatori EU, figli del WEF di Davos, che hanno presentato il progetto da attuare nel prossimo autunno:

La blockchain studiata per il lascia-passare Covid, verrà buona per far transitare tutte le informazioni sanitarie, quelle per l’espatrio, ma anche fiscali e tutte le pendenze di natura amministrativa. A questo punto, sarebbe importante che il governo spiegasse se e quando, l’Ue vorrà adottare l’euro digitale e tutti i sistemi in grado di tracciare i singoli individui e inibire le libertà primarie, fino a oggi svincolate da alcun tipo di premialità. Non sono cose da poco, ma il futuro della Democrazia Parlamentare”.

Queste ultime parole sono letteralmente da BRIVIDI…visto quello che hanno fatto e che continuano a fare gli USA, negli anni, per esportare il loro tipo di DEMOCRAZIA. 


FONTI:

IL SOLE 24 ORE
IL PARAGONE

ARTICOLI CORRELATI:

L’ID-DIGITALE IN EU, UCRAINA E ITALIA
LA DIGITALIZZAZIONE SELVAGGIA DELL’EU (2a parte)
L’ID Digitale dell’OMS e il 6G (3a parte)

Truppe d’élite USA: l’Ucraina ne ha davvero bisogno?

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Il NY Times è uscito con un nuovo articolo: “In Ucraina, i veterani degli Stati Uniti intervengono dove i militari locali non vogliono farlo”, propagandando i “poteri magici” dei veterani delle unità delle operazioni speciali statunitensi, che si iscrivono per andare ad addestrare gli ucraini e aiutare a cambiare le sorti della guerra.

Non sto svalutando il loro coraggio e la loro abilità, ma le forze speciali statunitensi hanno un ruolo minimo da svolgere, nella guerra convenzionale che si sta svolgendo in Ucraina.

La persona media, americana e non, usa il termine, “Forze speciali“, in modo intercambiabile con, “Forze per operazioni speciali“. E’ un errore. Le forze speciali, nel linguaggio militare degli Stati Uniti, si riferiscono ai Berretti Verdi.

I Berretti Verdi sono orientati verso nove missioni dottrinali:

  • guerra non convenzionale,
  • difesa interna straniera,
  • azione diretta,
  • contro-insurrezione,
  • ricognizione speciale,
  • antiterrorismo,
  • operazioni di informazione,
  • contro-proliferazione di armi di distruzione di massa e
  • assistenza alle forze di sicurezza.

L’unità enfatizza le abilità linguistiche, culturali e di addestramento nel lavorare con truppe straniere; le reclute sono tenute ad apprendere una lingua straniera nell’ambito della loro formazione e devono mantenere la conoscenza delle complessità politiche, economiche e culturali, delle regioni in cui sono impiegate.

Il processo di qualificazione per diventare un Berretto Verde, è rigoroso e la maggior parte di coloro che fanno domanda non riescono a passare.

Ecco perché si chiama: “Speciale“.

La caratteristica distintiva delle Forze Speciali, è che sono come letali volontari dei Peace Corps, in termini di mentalità: dovrebbero essere fluenti in almeno una lingua e vedono la loro missione come: lavorare con gli stranieri, per addestrarli ed equipaggiarli ad operare come guerriglieri.

Poi ci sono gli Army Rangers.

Anch’esso un ramo d’élite, che richiede alle aspiranti reclute un estenuante corso di qualificazione. Ai Rangers non viene inculcata la priorità di diventare nativi, cioè di imparare la cultura e le abitudini di un popolo straniero e cercare di adattarlo. Quello è l’approccio dei Berretti Verdi.

In un senso più ampio e meno formale, il termine ranger è stato usato, ufficialmente e ufficiosamente, in Nord America, dal 17° secolo, per descrivere la fanteria leggera in piccole unità indipendenti, di solito compagnie. Le prime unità ad essere ufficialmente designate come Rangers, furono compagnie reclutate nelle colonie del New England, dall’esercito britannico, per combattere nella guerra di re Filippo (1676). In seguito, il termine divenne più comune nell’uso ufficiale, durante le guerre francesi e indiane del 18° secolo.

L’esercito americano ha avuto compagnie Ranger sin dalla rivoluzione americana.

Le unità britanniche, in seguito chiamate Rangers, hanno spesso avuto anche legami storici di qualche tipo, con il Nord America britannico.

Un Ranger non è automaticamente un Berretto Verde e viceversa, tuttavia, alcuni uomini ispirati finiscono per ottenere entrambe le qualifiche.

Una delle attuali unità ranger, sta prendendo e sequestrando un campo d’aviazione. Abbastanza impressionante.

Special Operations è qualcosa di completamente diverso dai Berretti Verdi e dai Rangers.

L’unità per le operazioni speciali più “famosa” dell’esercito americano, è la Delta Force. Essere un Berretto Verde o un Ranger, non costituisce un diritto automatico ad appartenere alla Delta.

Quello è tutto un altro livello di qualificazione.

La maggior parte dei Berretti Verdi e dei Rangers che cercano di qualificarsi per la Delta, di solito falliscono. Questo non significa che siano soldati deboli o cattivi, semplicemente, mancano delle abilità richieste dalla Delta.

Le operazioni speciali si estendono oltre il solo esercito.

Anche la Marina ha le sue forze per le operazioni speciali, forse ne avete sentito parlare: sono i SEALS.

Anche entrare nella comunità SEAL, non è una passeggiata.

Si possono trovare diversi video su Youtube, che mostrano la settimana infernale durante l’allenamento BUDS, per avere un’idea di ciò che ha reso i SEALS, “speciali”.

L’Air Force ha una propria collezione di “operatori speciali” (Wikipedia offre una grande panoramica delle varie unità, in tutti i servizi).

I Marines erano in ritardo per questo… “gioco”.

Hanno sempre creduto di essere speciali e hanno assaporato il ricordo di dover salvare una squadra di SEALS, assediati a Grenada, nel 1983.

Ciononostante, i Marines volevano partecipare al gioco Special Ops e fondarono, MARSOC, il 25 novembre 2005.

La potenziale partecipazione del Corpo dei Marines a SOCOM è stata controversa, da quando è stata costituita, nel 1986.

A quel tempo, i leader del Corpo dei Marines ritenevano che le loro unità di ricognizione della forza (FORECON), fossero meglio salvaguardate nella struttura di comando della Marine Air-Ground Task Force del Corpo dei Marines e che il distacco di un’unità di operazioni speciali dei Marines d’élite, sarebbe andato a scapito del Corpo dei Marines nel suo complesso.

Una rivalutazione, dopo gli attacchi dell’11 settembre e la guerra globale al terrorismo, insieme alla nuova politica stabilita dal segretario Rumsfeld e dal comandante generale James L. Jones al Pentagono, ha indotto il Corpo dei Marines a lavorare per l’integrazione con SOCOM.

L’istituzione di MARSOC ha rappresentato il passo più significativo verso questo obiettivo e ha seguito l’istituzione del Detachment One (Det One), un piccolo distaccamento del Corpo dei Marines, formato come programma pilota, per testare l’integrazione del Corpo dei Marines in SOCOM.

Tale distaccamento era composto principalmente da Marines della 1st e 2nd Force Reconnaissance Batalions, insieme ad altri uomini di supporto, “scelti” e prestò servizio con i Navy SEAL sotto il Naval Special Warfare Group One.

Le Forze Speciali statunitensi sono formate da ragazzi intelligenti e intraprendenti, che possono imparare rapidamente, ma sono davvero ciò di cui l’Ucraina ha bisogno?

Se vuoi fare irruzione nel nascondiglio di Bin Laden, in Pakistan, chiami le forze delle operazioni speciali (vi era la scelta tra Delta e Seal Team Six e l’ammiraglio Bill McRaven, che era un SEAL, ha dato la missione ai suoi ragazzi). Sono volati verso l’obiettivo, dalle unità di operazioni speciali aeree, dell’esercito degli Stati Uniti.

Sono rimasto particolarmente colpito dalla schifezza presentata nei paragrafi iniziali del pezzo del New York Times:

Una democrazia è stata attaccata. Gli Stati Uniti vedevano una minaccia per un alleato e anche per l’intero ordine mondiale, ma temevano che l’invio di truppe potesse scatenare una guerra nucleare. Così, invece, ha fornito armi e un piccolo numero di addestratori americani per le operazioni speciali, ha iniziato a lavorare tranquillamente con l’esercito locale.

Questa era la situazione nel Vietnam del Sud, nel 1961, pochi anni prima del pieno coinvolgimento militare degli Stati Uniti, quando la presenza americana era limitata a un “gruppo consultivo militare”.

E’ anche la situazione in Ucraina oggi. Mentre un sanguinoso conflitto si agita, piccole squadre di veterani delle operazioni speciali americane stanno addestrando i soldati ucraini vicino alle linee del fronte e, in alcuni casi, aiutando a pianificare missioni di combattimento.”

Per prima cosa: non c’erano forze per operazioni speciali in Vietnam.

C’erano i Berretti Verdi e non c’erano i SEALS, almeno come li conosciamo ora. I SEALS di quell’epoca iniziarono con l’UDT (Underwater Demolition Team), che agì come consulente, dal ‘63 al ‘66.

I SEALS (delle uniche due squadre esistenti: 1 e 2), iniziarono il dispiegamento di combattimento, sul serio, nel ‘66. A quel punto, l’UDT è passato in secondo piano.

Sia i Berretti Verdi dell’Esercito, che i bubba dell’UDT, erano bravissimi ad addestrare i guerriglieri e a promuovere un’insurrezione. Questo è il loro set di abilità. Sanno come pianificare un’imboscata, o lanciare un raid di cattura delle uccisioni, ma potrebbero non essere ciò di cui l’Ucraina ha bisogno, nel trattare con i carri armati russi in Ucraina.

Prego che Perry Blackburn Jr., il veterano in pensione “Special Ops“, diretto in Ucraina, torni in sé, e rimanga a Tampa. Questo pezzo senza senso sul NY Times, è solo un altro esempio dell’ignoranza di un giornalista, sullo stato attuale e sul funzionamento dei nostri militari. Ancora più importante, non ha una dannata idea di ciò che sta accadendo sul campo, in Ucraina.

Questo articolo e stato tradotto e riportato da

Paesi Bassi sul piede di guerra

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Proteste in Olanda

Manifestazioni dei contadini

Migliaia di agricoltori si sono riuniti mercoledì, nei Paesi Bassi centrali, per protestare contro i piani del governo olandese, per ridurre le emissioni di ossido di azoto e ammoniaca.

Hanno attraversato il Paese con i loro trattori, bloccando il traffico sulle principali autostrade.

La protesta è stata organizzata all’inizio del mese, dopo che il governo ha pubblicato gli obiettivi nazionali per la riduzione delle emissioni, scatenando la rabbia degli agricoltori, che sostengono che i loro mezzi di sostentamento – e quelli di migliaia di persone che lavorano nell’industria dei servizi agricoli – sono a rischio.

La coalizione di governo olandese ha imposto riduzioni delle emissioni di ossidi di azoto e ammoniaca fino al 70%, in molte aree del Paese vicine a zone naturali protette, raggiungendo addirittura il 95%, in alcuni di questi luoghi di interesse.

Il governo è stato costretto ad agire dopo che, negli ultimi anni, i tribunali hanno iniziato a bloccare i permessi per i progetti infrastrutturali e abitativi, perché il Paese non raggiungeva gli obiettivi di emissione.

Queste decisioni sono state imposte anche nell’ottica degli obiettivi dell’agenda 2030 del WEF.

La coalizione al governo, ha stanziato altri 24,3 miliardi di euro, per finanziare cambiamenti che, probabilmente, costringeranno molti agricoltori a ridurre drasticamente il numero di capi di bestiame, o a sbarazzarsene del tutto.

Gli agricoltori sostengono che i loro mezzi di sostentamento e quelli di migliaia di persone che lavorano nel loro settore, siano a rischio. Gli organizzatori hanno dichiarato che circa 40.000 agricoltori si sono riuniti nel piccolo villaggio agricolo di Stroe, a circa 70 chilometri a est della capitale, Amsterdam.

È stato allestito un palco, per consentire a chi interviene di rivolgersi alla folla e la musica è risuonata dagli altoparlanti, mentre i bambini rimbalzavano su un gigantesco maiale gonfiabile.

Gli agricoltori hanno suonato i clacson dei loro trattori mentre entravano nel campo, dove uno striscione su un camion recitava, in olandese: “Ciò che l’Aia sceglie è profondamente triste per l’agricoltore”, un riferimento ai legislatori della città che ospita il parlamento olandese.

Un altro striscione su un trattore diceva: “Non possiamo più essere fermati“.

Marijn van Heun, un allevatore di 23 anni della provincia centrale di Utrecht, ha dichiarato che i piani del governo stanno privando i giovani agricoltori del loro futuro.

Non possiamo investire. I nostri padri, i nostri zii non possono investire nel futuro e quindi, come giovani agricoltori, non abbiamo nemmeno la prospettiva di rilevare un’azienda agricola“, ha dichiarato.

L’autorità nazionale per le infrastrutture ha invitato gli automobilisti a ritardare gli spostamenti, a causa dei lenti convogli di trattori che hanno sfidato gli appelli a non utilizzare le autostrade, mentre si dirigevano verso la manifestazione. Il caos del traffico è continuato per tutto il giorno.

Mentre i trattori tornavano a casa, alcuni agricoltori hanno bloccato un’autostrada.

Un trattore e un camion si sono scontrati in un altro punto.

In precedenza, all’Aia, alcune decine di agricoltori e i loro sostenitori – alcuni dei quali indossavano magliette con la scritta: “No contadini, no cibo” – si sono riuniti per una colazione, prima di recarsi alla protesta.

Lunedì, gli agricoltori olandesi, alterati per i piani governativi di riduzione delle emissioni, hanno utilizzato trattori e camion per bloccare strade e centri di distribuzione dei supermercati, scatenando il timore di una carenza di cibo nei magazzini, nelle ultime azioni di un’estate di malcontento, nel lucrativo settore agricolo del Paese.

L’aeroporto di Schiphol, il più trafficato dei Paesi Bassi, ha esortato i viaggiatori ad utilizzare i trasporti pubblici, per raggiungere i suoi terminal, nel timore che i blocchi prendessero di mira anche gli aeroporti.

Anche i pescatori, in segno di solidarietà con gli agricoltori, hanno bloccato alcuni porti.

È qui che si fanno le regole“, ha detto l’allevatore Jaap Zegwaard, che ha parcheggiato il suo trattore ai margini di un parco della città, “Mi è stato chiesto di venire qui e di fornire la colazione per dimostrare che siamo produttori di cibo, non di inquinamento“.

“Le loro preoccupazioni sono comprese e hanno la nostra assoluta attenzione. È bello rimanere a colloquio con gli altri”, ha twittato uno dei funzionari, Arthur van Dijk.

Si prevede, tuttavia, che le riforme includano la riduzione del bestiame e l’acquisto di alcune aziende agricole, i cui animali producono grandi quantità di ammoniaca. Gli agricoltori sostengono di essere stati presi di mira ingiustamente e di non avere alcuna prospettiva per il loro futuro, quindi hanno bloccato le autostrade nei Paesi Bassi e hanno appiccato piccoli incendi all’esterno di almeno due municipi.

Le autorità hanno invitato gli automobilisti a controllare gli aggiornamenti sul traffico, prima di mettersi in viaggio, tra le proteste che fanno seguito a un raduno della scorsa settimana di decine di migliaia di agricoltori, nei Paesi Bassi centrali, che ha causato il caos del traffico in tutto il Paese.

Consigliamo agli utenti della strada di prestare la massima attenzione“, ha dichiarato il dipartimento governativo per le strade e l’acqua, in un comunicato.

Diverse autostrade del Paese sono state interessate dalle manifestazioni.

Il ministro della Giustizia, Dilan Yesilgöz-Zegerius, ha condannato le proteste:

Diverse autostrade sono attualmente bloccate dagli agricoltori. Non si può far valere le proprie ragioni mettendo in pericolo gli utenti della strada. Questo può avere gravi conseguenze. A quel punto la polizia non ha altra scelta che intervenire, dove possibile, se necessario, anche in seguito. Non lasciate che si arrivi a tanto”, ha twittato il ministro.

L’emittente olandese NOS ha riferito che gli agricoltori hanno appiccato piccoli incendi fuori dai municipi della città di Apeldoorn e della città di Epe, nei Paesi Bassi centrali.

In precedenza, l’emittente locale Omroep Brabant ha mostrato un camion che scaricava grandi balle di fieno, ricoperte di plastica, su un’autostrada vicino alla città di Liessel, a circa 150 chilometri a sud-est della capitale, Amsterdam. Su almeno altre due autostrade, gli agricoltori hanno guidato, o parcheggiato i loro trattori, intralciando il traffico.

La polizia olandese ha confermato la notizia in una dichiarazione ufficiale su Twitter.

La dichiarazione spiega che i manifestanti stavano cercando di guidare i loro trattori contro il gruppo di poliziotti presenti sul posto, come riporta RTL.

La polizia ha osservato senza intervenire, lunedì, mentre circa 25 trattori erano parcheggiati fuori da un centro di distribuzione della catena di supermercati Albert Heijn, nella città di Zaandam, appena a nord di Amsterdam. Sui cartelli e gli striscioni affissi ai trattori si leggevano messaggi come: “I nostri agricoltori, il nostro futuro”.

Un cartello affisso su un trattore, in un’altra protesta, nella città settentrionale di Drachten, ha esortato le persone a “pensare per un momento a cosa volete mangiare senza gli agricoltori“.

L’organizzazione dei supermercati ha invitato la polizia a intervenire e ha avvertito di possibili carenze sugli scaffali.

L’Ufficio centrale per il commercio alimentare ha dichiarato in un comunicato:

I blocchi dei centri di distribuzione danneggiano i cittadini olandesi. I supermercati fanno tutto il possibile per mantenere i magazzini riforniti, ma se i blocchi continuano, i cittadini potrebbero non essere in grado di fare la spesa quotidiana”.

Scaffali vuoti nei supermercati

L’autorità che gestisce il traffico ha avvertito gli automobilisti di prepararsi a rallentamenti e a possibili trattori in movimento sulle autostrade del Paese.

Video non verificati, ripresi durante la protesta a Heerenveen, mostrano agenti di polizia che estraggono le armi e le puntano contro i manifestanti. Strade bloccate, scaffali dei supermercati vuoti e ora sparatorie durante le proteste: le proteste degli agricoltori nei Paesi Bassi si fanno sentire questa settimana.

I momenti più accesi delle proteste

L’agricoltura è un settore chiave dell’economia olandese. Ha registrato esportazioni per quasi 105 miliardi di euro l’anno scorso. Tuttavia, nonostante gli agricoltori abbiano intrapreso iniziative per ridurre le emissioni, ciò comporta la produzione di gas inquinanti.

Zegwaard ha dichiarato che gli agricoltori sono disposti a discutere su come ridurre le emissioni, ma si oppone al fatto che l’industria si assuma la maggior parte della colpa.

Ora il settore agricolo viene liquidato come uno dei principali inquinatori e questo non è giusto“, ha detto.

Il gruppo di pressione degli agricoltori mainstream LTO ha descritto il mediatore, Johan Remkes, come: “un peso massimo dell’amministrazione con una profonda conoscenza dei problemi” e ha dichiarato di essere aperto ai colloqui con lui.

Secondo la LTO, nei Paesi Bassi ci sono quasi 54.000 aziende agricole, con esportazioni per un totale di 94,5 miliardi di euro nel 2019.

Le proposte draconiane calate dall’alto, fanno soffrire i cittadini, tuttavia, come per il caso del “Freedom Convoy” del Canada, le persone hanno dimostrato che l’unione fa la forza e che, per quanto risolute possano essere le decisioni governative, i boicottaggi mirati possono far sì che le istanze siano ascoltate in modo più convinto.

Fonti:

https://www.euronews.com/green/2022/06/23/we-are-not-pollution-producers-dutch-farmers-block-roads-in-protest-against-emissions-targ

https://www.ctvnews.ca/climate-and-environment/dutch-farmers-block-entrances-to-supermarket-warehouses-1.5973254

https://dutchreview.com/news/shots-fired-at-farmers-protests-in-the-netherlands/

https://abcnews.go.com/International/wireStory/angry-farmers-block-dutch-highways-protest-pollution-plan-85782005