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L’ONU E LE SUE AGENDE (1a parte)

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UNA DELLE PIATTAFORME DI CONTROLLO DEL POTERE

L’ONU, CHI SONO E COSA FANNO

L’ONU è un’organizzazione intergovernativa volta a mantenere la pace e la sicurezza internazionali. Lavora per l’armonizzazione delle azioni delle nazioni e cerca di garantire gli aiuti umanitari, i diritti umani e lo sviluppo sostenibile.

In una pagina dedicata alla migrazione viene riportato uno studio che ha analizzato otto paesi (Italia, Russia, Giappone, Gran Bretagna, Repubblica di Corea,Francia, Germania e USA) rilevando le due tendenze demografiche che li accomuna: il declino e l’invecchiamento della popolazione. I due paesi che invecchiano più rapidamente sono il Giappone e l’Europa.

Lo studio affronta la questione della migrazione per la conservazione della popolazione e ne presenta ben 5 scenari possibili, ma il concetto è che la migrazione straniera è accettata e favorita per compensare il declino della popolazione in quei paesi con basso tasso di fertilità e mortalità.

L’ONU non opera da sola, e non è concentrata esclusivamente su questi principi. Ci sono moltissime organizzazioni internazionali che la sostengono occupandosi dei più disparati aspetti.

Solo alcune delle organizzazioni dell’ONU

Esiste un progetto ben definito nei dettagli, e ogni associazione/organizzazione ha il suo ruolo.

*IPPF: International Planned Parenthood Federation – Federazione Internazionale genitorialità pianificata

È un’organizzazione del Planned Parenthood Federation (Federazione Internazionale Genitorialità pianificata), che si batte negli USA per favorire la legislazione abortista, l’educazione sessuale e l’accesso a servizi medici anche contrastando l’obiezione di coscienza. In Italia le organizzazioni equivalenti sono l’Associazione Luca Coscioni – Pro-choice. Rete italiana contraccezione aborto – Obiezione Respinta.

*SECUS: Sexuality Information and Education Council of the United States ha come scopo l’affermazione che la sessualità è parte naturale della vita. Finanzia e gestisce il progetto Future of Sex Education.

*UNESCO: si occupa di diritti umani e libertà promuovendo istruzione, scienza, cultura ed educazione.

L’educazione sessuale per questa organizzazione è fondamentale per la realizzazione di un pieno rispetto dei diritti umani ha realizzato la International Techinical Guidance on Sexuality Education per spronare i paesi membri affiché forniscano a bambini e ragazzi le conoscenze necessarie a sviluppare relazioni umane positive.

*UNAIDS: Joint United Nations Programme on HIV and AIDS,  è un programma delle Nazioni Unite per accelerare, intensificare e coordinare l’azione globale contro l’AIDS

*UNFPA: fondo per le popolazioni in crisi è ora orientato a creare mondo dove ogni gravidanza è desiderata, ogni nascita protetta e che ogni giovane possa sviluppare il suo potenziale.

*OMS: punta al più alto livello di salute per tutti i popoli.

Tutti insieme questi organi supportano l’agenda dell’Educazione Sessuale Completa chiamata CSE, presentata come soluzione all’ipotetico problema delle diversità, volta a proteggere dalle diverse forme di violenza e per gli aborti indesiderati.

*UNOPS: Il compito è di fornire appoggio logistico alle agenzie ONU in operazioni delicate come lo sminamento, l’organizzazione di elezioni e la creazione di infrastrutture.



CHI SONO DAVVERO E QUAL E’ L’OBIETTIVO

Gli scopi così onorevoli indicati in ogni statuto di queste organizzazioni sono davvero così etici e morali?

E’ filantropia o si tratta di interessi personali a discapito dei più deboli, e quindi dei bambini? Molte delle azioni intraprese da questi organi sono volte alla manipolazione mentale dei minori, con la complicità di genitori ignari.

Ci sono esempi eclatanti di come agiscano per spingere tali manipolazioni.

UNICEF: LA PORNOGRAFIA NON È DANNOSA PER I BAMBINI

L’UNICEF afferma che la limitazione di età per l’accesso a determinati siti internet non impedisce del tutto che ciò accada, e che tale clausola preclude ai minori di accedere ciò che definisce “educazione sessuale vitale” nonostante gli esperti dichiarino con forza che un’educazione sessuale completa per i più piccoli è dannosa. Questa affermazione trova origine da uno studio condotto su 19 paesi europei secondo cui i bambini sottoposti alla visione di immagini pornografiche non erano né turbati né felici. Ma questo rapporto non tiene conto della infinita letteratura che dimostra che la pornografia, contenente razzismo, stupri, incesti e abusi, è dannosa per i più piccoli.

Per questa organizzazione anche porre l’età dell’utente come condizione per l’accesso a certi siti internet non è corretto. Sostiene, infatti, che i bambini non dovrebbero essere esclusi da nessuna area di internet per non precluderne l’educazione “sessuale vitale”, poiché il termine “pornografia” ha diverse accezioni nel mondo, non è univocamente definito, essendo i siti in inglese e con diversi contesti.

Sempre secondo il comunicato ufficiale UNICEF non c’è una narrativa unica circa gli effetti dannosi che il materiale in argomento può causare nella mente di un minore, nonostante sia comprovato che l’esposizione a tale materiale produca cattiva salute mentale, aggressività, sessismo.

“l’UNICEF sta giocando alla roulette con la salute e la sicurezza dei bambini”, ha affermato Lisa Thompson, vicepresidente e direttrice dell’Istituto di ricerca presso il National Center on Sexual Exploitation.

C’è un “dettaglio” che però serve sottolineare: il rapporto in oggetto è arrivato pochi giorni dopo il rinnovo dell’Agenzia Statunitense nella partnership con UNICEF investendo 300 milioni di dollari per finanziare il programma.

Gli USA hanno investito nell’UNICEF, solo nel 2020, 994 milioni di dollari. Denaro per sostenere programmi a spinta femminista o pro abortista, e ora a favore dell’accesso alla pornografia. E’ chiaro che si è persa la missione per cui Unicef è nata.

L’ONU – LE MISSIONI “UMANITARIE” CHE NESSUNO RACCONTA

Nel febbraio del 2018 i due quotidiani internazionali TheSun e TheTime battono la notizia del dossier bomba che l’ex alto funzionario A. Macleod consegnò al segretario P. Patel l’anno precedente.

Nel dossier si afferma la presenza di circa 3.300 pedofili alle dipendenze delle varie agenzie governative, sottolinea che sempre più predatori sessuali stiano puntando a entrare attivamente nel mondo della beneficenza in modo da avvicinare i bambini, e soprattutto denuncia l’insabbiamento dei crimini perpetrati per due decenni e l’allontanamento di chi denuncia.

Macleod afferma che ci sono decine di migliaia di operatori con tendenze pedofile ma che con la maglietta UNICEF a scudo possono agire indisturbati.

Sui numeri riportati dal dossier bisogna fare delle precisazioni: si riferiscono solo al 2016, sono da raddoppiare poiché non sono state conteggiate le zone di guerra e quindi sono sottostimati, infatti solo un caso su dieci viene denunciato.

Già nel 2015 in un articolo dell’Express.uk si denunciava degli abusi commessi su nove bambini affamati nelle zone di guerra della Repubblica Centrafricana, per ottenere in cambio cibo. Le forze di pace francesi dell’Unicef non hanno dato seguito alle segnalazioni in merito, nessuno è stato arrestato è le autorità delle Nazioni unite non hanno ricevuto alcuna denuncia, la risposta alle accuse è arrivata dopo più di un anno.

Stiamo guardando solo la punta dell’iceberg.


E’ SEMPRE UNA QUESTIONE DI SOLDI

Il 17 dicembre 2009 nel rapporto del GAO (Government Accountability Office, sezione investigativa del Congresso degli USA) da noi riportato, si legge che i funzionari dell’UNOPS hanno usato in modo improprio circa 400 milioni di dollari destinati allo sviluppo internazionale.

È solo uno dei numerosi casi, ecco perché nel 2017 le Nazioni Unite lanciano la Blockchain che lavora per combattere la tratta di bambini realizzata dai mercati finanza virtuale.

Le statistiche statunitensi rilevano che la metà dei bambini sotto i 5 anni nel mondo non hanno un certificato di nascita, sono quindi fantasmi. Se si considera la fascia sotto i 14 il numero si aggira intorno ai 600 milioni, la stragrande maggioranza vive nei paesi più poveri del mondo. Questi piccoli invisibili sono prede ideali per i trafficanti di esseri umani che li destinano a bordelli sessuali, schiavitù e commercio di organi umani. Ci sono voluti 9 anni affinché il progetto trovasse un vincitore per utilizzare la tecnologia Blockchain per contrastare il traffico di bambini in Moldavia, il ConsenSys.

Spesso si rimane confusi perché tra Criptovalute, Bitcoin, ecc. l’universo delle transazioni finanziarie diventa nebbioso. Il dato di fatto è che questo tipo di moneta ha rappresentato il 28% delle transazioni tra il 2012 e il 2020.

Il mercato si presta per ovvie ragioni di anonimato e difficoltà nella tracciabilità dei movimenti, al traffico di minori. Ecco perché C. Trace, leader nella sicurezza su Blockchain e P. Clegg, direttore di vigilanza finanziaria, collaborano per tenere traccia delle transazioni in modo da individuare e indagare i casi di traffico di esseri umani, che sia volto all’abuso sessuale o che sia implementato per schiavitù. Il traffico di persone genera miliardi di dollari ma non ha norme che lo definiscano e lo condannino.

Il risultato di questo mondo virtuale è una società agile, con più attori (banche, professionisti, ecc.) che grazie alla loro posizione e formazione difendono tutte le forme di crimine finanziario. Così il numero di casi cresce perché i trafficanti possono restare nascosti nelle pieghe del regno virtuale.

Il problema è anche italiano. Nel 2020 a Firenze, indagini accurate hanno rivelato abusi e torture su minori, portati alla morte in seguito alle sevizie pagate con cripto valute. L’operazione, “Delirio”, ha indagato 19 minorenni e 6 maggiorenni di 13 province italiane, accusati di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico e di istigazione a delinquere. I prezzi variano in base alla scelta, più bassi per video preregistrati, più alti se si vuole la diretta.

Ma la piaga è mondiale e molti potenti non sono a favore dell’estirpazione del problema. Basti pensare al progetto UNOPS che ha preoccupato la Signora Clinton come si evince dalle sue mail pubblicate in https://www.wikileaks.org/clinton-emails/ ai tempi del disastro di Haiti.

Crisi di governo a Israele

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Israele e il Medio Oriente. Destinazioni del viaggio di Biden

Notizie dal MedioOriente

A Gerusalemme a metà aprile si sono registrate tensioni sulla spianata delle Moschee. Un mese dopo circa, la Reporter di Al Jazeera Shereen Abu Aldekh è stata uccisa, ferito un suo collaboratore. Il 13 di maggio, in occasione del funerale la polizia israeliana ha contenuto il corteo del funerale.

Gerusalemme

Dopo la Grande guerra e la dissoluzione dell’impero Ottomano le terre diventarono protettorato Britannico. In questo periodo il desiderio di uno stato ebraico ebbe via via più successo e si fece largo l’idea di uno Stato di Israele. Il secondo conflitto mondiale, con le persecuzioni naziste, accelerò il processo e nel 1947 la risoluzione 181 gettò le basi per Israele. Ci furono attriti con i fedeli Islamici presenti ed essi con l’obiettivo di ottenere l’indipendenza aprirono una guerra con Israele, che rispose con la guerra dei sei giorno del 1967: vennero occupate le alture del Golan e alcuni territori in Gerusalemme. Queste ultime annessioni erano fuori il perimetro della risoluzione 181. Le alternative su cui si dibatte da allora sono una soluzione con uno stato oppure con due stati.

Il resto è storia recente con gli accordi di Abramo conclusi dall’amministrazione (USA ndr.) precedente. Nel prossimo mese Biden si recherà in visita ad Israele, passando da li’, prima di andare in Arabia Saudita. Le precedenti visite dimostrano un solido rapporto tra Washington e Tel Aviv. Al suo arrivo il Presidente potrebbe non trovare un governo in carica, visto che negli ultimi due mesi più volte la coalizione di Bennet è andato sotto e che lunedi 27 giugno si voterà per sciogliere le camere. Nir Orbach, un parlamentare del partito Yamina, che sta spaccando il fronte della maggioranza sta portando allo scioglimento delle camere. La data iniziale prevista per il viaggio di Biden era il 26 giugno, tuttavia potrebbe posticipare di qualche giorno. Biden non può evitare Israele e andare direttamente a Jeddah, questa circostanza si è già verificata con l’amministrazione Obama, con l’attuale presidente in qualita’ di vice, ed Israele in quella occasione non la prese molto bene.

Jeddah

I pensieri di Biden saranno rivolti a Riyadh, dove dovrà discutere sia dell’uccisione dell’oppositore al governo saudita Jamal Kashoggi direttamente con Bin Salman, sia dell’offerta di petrolio per calmierare la crescita del suo valore già sopra i 7$ a gallone. Israele non lo ammette apertamente, tuttavia è alleato dell’Arabia Saudita. I già citati accordi di Abramo, tra Tel Aviv, Emirati Arabi e Bahrein sono stati siglati solo perché Riyadh ha concesso il suo assenso. I rapporti degli USA con la Palestina sono in secondo piano, rispetto ad Israele ad Arabia Saudita. Israele ha sempre rigettato la possibilità di intavolare un vertice con USA e Palestina e questo è d’ostacolo alla pace nell’area. La Palestina è interessata a:

  • togliere l’OLP dalla black list delle organizzazioni terroristiche,
  • ripristinare il libero scambio con gli USA, interrotto con l’amministrazione Trump;
  • riaprire il consolato USA a Gerusalemme Est.

Israele è una nazione ad alto tasso di vaccinazione ed e’ qui che il governo, di coalizione, ora risulta in bilico. Sono due punti in comune con l’Italia, e ce n’è un terzo. Gli equilibri, in entrambi i Paesi sono destinati a cambiare solo verso la fine del processo di passaggio al mondo multipolare. Qui, infatti, più che in ciascun altro luogo al mondo si sono mantenute le impostazioni tipiche del mondo unipolare come lo conosciamo dal 1989. Il primo tassello verso il cambiamento è la dichiarazione del premier Bennet sulla caduta del governo imminente, già nella seduta di Lunedì 27 giugno, in un discorso insieme al Lapid. Nella nuova tornata elettorale il favorito dai sondaggi è Benjamin Netanyahu anche se non è certo che egli possa formare un governo senza allearsi con altri partiti. Negli ultimi due mesi più volte il governo è andato sotto. Negli ultimi tre anni si sono ripetute quattro elezioni, di fatto referendum contro Netanyahu.

Fonti:

https://www.haaretz.com/israel-news/2022-06-15/ty-article/.premium/palestinians-say-u-s-rejecting-calls-for-talks-due-to-israels-political-crisis/00000181-6634-d36b-a5d5-6ffc51de0000

https://www.thejc.com/lets-talk/all/biden’s-visit-to-israel-is-really-about-making-nice-with-the-saudis-4sW7FH0x1VEnLH5WgZ10fd

https://theowp.org/reports/u-s-should-reshape-commitment-to-israel-amid-apartheid-against-palestinians/

https://www.jewishexponent.com/2022/06/15/israel-and-the-us-danger-just-around-the-corner/

https://www.thegatewaypundit.com/2022/06/breaking-israeli-prime-minister-bennetts-office-says-government-disbanded-nation-go-new-elections/

BIOLABORATORI, UN PERICOLO PER IL MONDO Proseguono le indagini sui laboratori finanziati dal Pentagono

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Le parole di Anna Popova, responsabile del Rospotrebnadzor (Servizio federale di sorveglianza sulla protezione dei diritti dei consumatori e il benessere umano), confermano quanto già illustravamo venerdì riguardo il rischio cui siamo esposti per la presenza al confine europeo di laboratori biologici militari finanziati dal Pentagono, che dispone di più di 300 laboratori in giro per il mondo e ben 46 sul solo territorio ucraino, come ammesso proprio dal Pentagono in una nota ufficiale, alcuni giorni fa.

Credo che la conclusione sommaria che l’insidia non ci riguardi, perché l’Ucraina non è poi così vicina, sia decisamente velleitaria, anche perché di ucraini adesso è piena l’Europa. Ma non è neanche questo il punto, poiché ci sarebbe anche qualcosa di più sinistro su cui discutere, ad esempio a proposito zanzare e dell’epidemia di dengue a Cuba, diffusa con un sierotipo nel 1981, attraverso zanzare “aedes”. Questo rimanda anche all’esperimento, dichiarato poi fallito nel 2019 – si dice per una “rivolta” delle zanzare mutanti -, svolto dalla britannica Genewatch nella città brasiliana di Jacobina, dove furono immessi enormi quantità di insetti modificati per ridurre la popolazione di zanzare portatrici di zika, febbre gialla e dengue, che, al contrario, causarono una ulteriore aumento della popolazione di zanzare infette, esperimento il cui fine era probabilmente il fallimento.

Ma torniamo alle parole di Anna Popov, intervistata da Ria Novosti, la quale puntualizza come “Quello che è stato rivelato a seguito della presenza degli specialisti – i nostri militari – su questo territorio è un rischio per la sicurezza biologica per il mondo intero. Questo è assolutamente ovvio. Recenti affermazioni secondo cui tutto ciò è stato fatto presumibilmente a beneficio del popolo ucraino è completamente falso”.

Il certificato di presunta “pacificità” delle ricerche, come evidenziato dal capo delle Forze di protezione dalle radiazioni chimiche e biologiche delle Forze armate russe, il tenente generale Igor Kirillov, non risponde affatto alle domande, né al requisito secondo cui sarebbe stato per la sicurezza del popolo ucraino, dal momento che i documenti esposti rivelano piuttosto il contrario, che il popolo ucraino è stato usato inconsapevolmente per testare l’efficacia mortale di quei patogeni.

L’urgenza con cui i militari ucraini hanno distrutto i documenti e i campioni contenenti i patogeni, è la riprova, come pure il decreto di Zelensky, che disponeva la loro distruzione il 24 febbraio, giorno in cui è scattata l’operazione speciale, a ulteriore conferma del fatto che Zelensky fosse a conoscenza e d’accordo sui piani perpetrati dalle varie fondazioni in questione (Rockfeller, Biden, Clinton, Soros…), che insieme alle varie farmaceutiche (Pfizer, Moderna, Merck, Gilead, Battelle, Eli Lilly Dynport, Parexel, etc.) In Ucraina – terra franca – potevano agire indisturbati in violazione dei protocolli standard di sicurezza internazionale.

I laboratori, coperti da rigoroso segreto militare, seguivano il programma DRTA del Pentagono, col fine appurato di produrre agenti patogeni utili alla guerra biologica, secondo quanto disposto nel programma Predict, dove spicca il nome di Metabiota, società finanziata da Hunter Biden attraverso il suo fondo (RSTP), che collaborava per questo con EcoHealth Alliance e con il Wuhan Institute of Virology.

Il Daily Mail pubblicò le conversazioni tra Hunter Biden e la società Metabiota (dalle quali si evinceva il ruolo di appaltatore del Pentagono), specializzata in “ricerche su malattie che causano pandemie che potrebbero essere usate come armi biologiche”. Metabiota collaborava anche con la Black & Veatch, che ha realizzato diversi laboratori in Ucraina per studiare “agenti infettivi o tossine che possono essere disperse nell’aria”.

Nel 2014 Metabiota, Wuhan Institute ed EcoHealth Alliance hanno pubblicato uno studio sulle malattie infettive dei pipistrelli in Cina. Serve solo il coraggio per dirlo, mentre tutti si affannano a deviare il discorso e l’attenzione: quelli citati sono gli esecutori di un piano il cui primo obiettivo riguardava una pandemia mondiale di coronavirus, gentilmente confezionato dalla famiglia Biden.

Penso non occorra molto altro per comprendere che da quei biolaboratori otterremo tutte le risposte che cerchiamo, oltre gli autori materiali, e dunque i mandanti di questo vile attacco all’Umanità.

In qualche modo Joe Biden sta cercando di comunicarci che la sua caduta è ormai prossima.

Non sarà però da una scaletta, o da una bicicletta.

IN CERCA DI SALVEZZA A BENEFICIO DEL TRAFFICO DI ESSERI UMANI

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Tratta di esseri umani
© UNODC Due giovani vittime della tratta di esseri umani, soccorse dal campo profughi di Dzaleka, ricevono sostegno in un centro di accoglienza in Malawi

MIGRANTI, PROFUGHI, RIFUGIATI, RICHIEDENTI ASILO,
SCIAMI UMANI IN CERCA DI SALVEZZA A BENEFICIO DEL TRAFFICO DI ESSERI UMANI.

Abbiamo spesso citato nei nostri articoli quali e quante forme preveda la Schiavitù Moderna e quanto, ad essa, sia strettamente connessa la vasta ed orribile realtà del traffico di esseri umani.
Un mercato particolarmente prolifero, in tale contesto, è il campo profughi di Malawi, come attestato anche dall’UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine), oltre che dalle autorità locali.

Campo profughi di DZALEKA


Il campo di Dzaleka, ospita più di 50.000 rifugiati e richiedenti asilo, provenienti da almeno 5 paesi, tra i quali, Etiopia, Burundi, Repubblica democratica del Congo e funge da punto di riferimento per il traffico sessuale ed il lavoro forzato nonché da “centro di accoglienza” per le vittime di tratta di esseri umani.

Un vero e proprio hub per lo “smistamento” e lo “smercio” di vite umane.
I trafficanti che riescono ad ingannare e a conquistare potenziali prede, promettono loro che gli verrà assicurato un futuro migliore, un lavoro sicuro ed una vita più dignitosa.
Si tratta esclusivamente di uno specchietto per le allodole: l’obiettivo è quello di far varcare loro il confine, per poterli trasferire presso l’hub e destinarli, successivamente, a ben altre attività.

Numerose le giovani donne, le bambine e le adolescenti presenti in questa struttura, in cui avviene un assiduo “scambio di merce”.
Dapprima, abusate sessualmente all’interno del campo stesso, vengono poi, condotte in altri paesi dell’Africa meridionale ed avviate alla prostituzione. Gli uomini (e dunque anche i minori), indirizzati ai lavori forzati, all’interno dell’hub oppure in aziende agricole e in fattorie locali o di altri paesi.
Malawi non è l’unico centro da cui sono emerse tali sconvolgenti situazioni , numerosi altri sono state attenzionate e trattasi di strutture che possono giungere ad ospitare fino ad un milione di persone.

I devastanti scenari di guerra in numerosi paesi rende le rotte migratorie sempre più affollate ed i trafficanti non attendono altro che poter approfittare della disperazione, della fame e dell’angoscia di esseri umani in fuga, per trarne vantaggio.
Un intero continente si sta spostando. Si parla ormai di flussi emisferici ed interi fiumi umani costituiti da persone vulnerabili e fragili, facilmente aggredibili, soggiogabili ed adescabili, mettono a repentaglio la propria incolumità e la propria vita per sottrarsi a scenari di crisi alimentare, di indigenza e di devastazione.
Persone che hanno perso tutto, che riescono a sopravvivere e sfamare le proprie famiglie, persone che hanno vissuto o stanno affrontando rovinosi shock alimentari, energetici e finanziari.


Venti (20) persone in fuga, ogni minuto.

Secondo l’UNHCR, ogni minuto, 20 persone abbandonano tutto alle proprie spalle, per evadere da guerre, persecuzioni e terrore.

Conflitti, violenze ed altre crisi hanno determinato qualcosa come 36,5 milioni di bambini sfollati dalle loro case, alla fine del 2021, il numero più alto registrato dalla seconda guerra mondiale.
Questa cifra, riportata dall’UNICEF il 16 giugno, include 13,7 milioni di bambini rifugiati e richiedenti asilo e quasi 22,8 milioni di bambini sfollati a causa di conflitti e violenze.
Non include, però, i bambini sfollati a causa di disastri climatici e ambientali né quelli sfollati di recente, nel 2022, anche a seguito della guerra in Ucraina.

Gli organismi specializzati nel mondo hanno operato distinzioni legali tra migranti, rifugiati, richiedenti asilo, sfollati interni, apolidi, retruerness, e via discorrendo, tutti loro, però, malgrado il distinguo, hanno un comune denominatore: atroci sofferenze e patimenti che li renderanno, nella maggior parte dei casi, vittime di spietati criminali.

Alla fine del 2021, il numero totale di persone, in tutto il mondo, che sono state costrette ad abbandonare le proprie case a causa di conflitti, violenze, torture, paura di persecuzioni e violazioni dei diritti umani era di 89,3 milioni, stante quanto riportato dall’UNHCR (Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati).



I conflitti armati, allo stato attuale, riguardano 23 paesi.
Se a tali conflitti non si ponesse rimedio e se ne emergessero di ulteriori, le carovane di
migranti sarebbero destinate ad aumentare inesorabilmente.
Quanto appena evidenziato, non tiene conto di eventuali, possibili “rifugiati climatici”.
L’Europa e gli Stati Uniti potrebbero davvero raggiungere un punto di non ritorno nell’affrontare un problema dalle dimensioni imponenti, considerato, peraltro, che sono, prevalentemente, i paesi in via di sviluppo del pianeta a dare accoglienza agli sfollati, con le nazioni a basso e medio reddito che ospitano più di quattro rifugiati su cinque nel mondo.

File di strutture temporanee fiancheggiano un campo profughi siriano a Kilis, Turchia, 29 maggio 2018. (Shutterstock File Photo)


Con 3,8 milioni di rifugiati all’interno dei suoi confini, la Turchia ospita il maggior numero di rifugiati, seguita dalla Colombia, con 1,8 milioni (compresi i cittadini venezuelani), Uganda e Pakistan (1,5 milioni ciascuno) e Germania (1,3 milioni).
Numeri davvero preoccupanti, atteso ciò che rappresentano tali cifre, alla luce di quanto abbiamo appena esposto ovvero quanto possano trarne profitto le organizzazioni criminali ed i trafficanti di esseri umani.

“Il brutale sistema della schiavitù e la tratta transatlantica degli schiavi ha dato vita e sostenuto un sistema globale di sfruttamento che esiste da più di 400 anni, distruggendo famiglie, comunità ed economie”, ha affermato il capo delle Nazioni Unite.
“La tratta transatlantica degli schiavi è finita più di due secoli fa, ma le idee di supremazia bianca che la sostenevano rimangono vive”.



Continua la lettura con:
LA CRUDA REALTÀ DEL TRAFFICO DI BAMBINI

LA NUOVA SCHIAVITÙ, LA SCHIAVITÙ MODERNA

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FOX NEWS: “BIDEN SI DEVE DIMETTERE!”

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Dal diario pubblicato sul DAILY MAIL della figlia Ashley escono particolari inquietanti sul Presidente USA: “Facevamo la doccia insieme in modo inappropriato”. Uso personale dell’FBI trasformata in “TUTORE” dei politici e delle loro famiglie. Dopo la conferma dei contenuti del Laptop dell’altro figlio Hunter Biden e questa nuova vicenda esposta, il Presidente Joe Biden si deve dimettere!

Tucker Carlson parte all’attacco su Fox News del Presidente Joe Biden ! La pedofilia di Joe Biden raggiunge il mainstream.
La pubblicazione del diario di Ashley Biden sul quotidiano THE DAILY MAIL fa emergere particolari estremamente gravi sul comportamento sessuale dell’attuale Presidente JOE BIDEN, già più volte accusato da diverse persone di molestie e violenza sessuale ed espone la sua tendenza verso la pedofilia, molte volte sottolineata da video e immagini sul mainstream e sulla rete, che sono sempre state prese con ilarità e leggerezza da politici e media.

L’FBI stava indagando, su ordine del Presidente Biden, per rientrare in possesso del diario della figlia Ashley, credendo che fosse stato rubato: il diario in realtà fu abbandonata da Ashley Biden sotto il letto della casa che occupava durante un periodo di riabilitazione per uso compulsivo di droghe e sesso, causate, a sua detta, dalle esperienze avute in giovane età col padre che l’hanno portata ad una iper-sessualizzazione e ad affrontare di conseguenza una vita distrutta dall’uso di sostanze e da comportamenti sfrenati. A ritrovare il diario è stata una donna che aveva preso in affitto la casa di Ashley: la donna non è indagata dall’FBI per aver rubato il diario, ma per averlo VENDUTO.
Il diario in seguito è entrato in possesso di Project Veritas che, la notte del 4 novembre, subisce un’irruzione nei propri uffici da parte dell’FBI, il cui scopo era di recuperare il diario.

L’FBI che fa irruzione di notte, in assetto di guerra, per recuperare un diario, fa davvero pensare a qualcosa di GRANDE…di ENORME e quindi fonte di estrema preoccupazione per il Presidente Biden e la sua amministrazione.

GUARDA IL VIDEO COMPLETO SOTTOTITOLATO 👇

TUCKER CARLSON su FOX NEWS: “BIDEN SI DEVE DIMETTERE! Non può assumersi la responsabilità di altri, come Presidente degli USA, avendo fallito completamente come padre di famiglia“.

Questa enorme tegola cade in testa al Presidente Biden proprio a pochi giorni dalle conferme sui contenuti del Laptop ritrovato dell’altro figlio, Hunter, dove, oltre a contenuti sulla vita dissoluta di Hunter (che abbiamo visto pubblicati in una serie di 4 puntate “WHO IS HUNTER BIDEN?” ), vengono messi in risalto molti dettagli delle operazioni compiute sotto la supervisione dello stesso Biden e del governo USA in Ucraina, vanificando l’operazione di distruzione operata con un decreto legge da Zelensky di ogni documento riguardante i Bio-Labs in Ucraina (leggi l’articolo) e le società BURISMA e METABIOTA, gestite proprio da Hunter Biden e legata a molte altre aziende, quali la Eco Health Alliance di Peter Daszak, la Bill e Melinda Gates Foundation e appunto la METABIOTA di Nathan Wolfe, legato anche al WEF di Davos.

Tutto è contenuto nel Laptop (o nei Laptops) di Hunter Biden con dovizia di dettagli e, come dice Tucker Carlson “Basta poterli visionare anche per soli 15 minuti, per capire che è tutto vero e REALE e che non ci sono dubbi sull’autenticità delle notizie ritrovate all’interno del PC.

Tucker Carlson è quanto mai perentorio nel concludere che ci sono 2 punti fondamentali che devono essere considerati in questa storia:

  1. Che Joe Biden non può assumersi la responsabilità di altri come Presidente degli USA, avendo fallito completamente come padre di famiglia. Deve quindi DIMETTERSI e prendersi cura dei propri figli devastati a causa del suo comportamento.
  2. Non si può consentire un uso personale dell’FBI a tutela di politici e delle loro famiglie, altrimenti sarà la fine di tutto.

Mi permetto di fare solo alcune considerazioni:

Vista la condotta di Joe Biden e la sua reiterata incontrollabile attività sessuale dissoluta e tendente alla pedofilia: non vi suona molto strano che tutta la politica DEM in questo momento stia spingendo in modo così assillante e a livello planetario sul voler “normalizzare” proprio la PEDOFILIA, considerandola alla stregua di un semplice orientamento sessuale?

E la stessa cosa sull’iper-sessualizzazione dei bambini, entrata a gamba tesa in tutti i sistemi educativi e scolastici del mondo?

Sembra davvero che un piano occulto e molto ben articolato che tende a voler depenalizzare o a mitigare le conseguenze legali e pubbliche di scandali che stanno uscendo sempre più alla luce del sole, dopo la vicenda Epstein e il coinvolgimento di personalità di spicco del mondo DEM (ancora tutte da scoprire perché contenuti in un altro “diario” ancora segretato), il processo di Ghislaine Maxwell e l’enorme traffico di pedofilia e di esseri umani che sappiamo attivissimo in tutto il mondo.

Tutto questo suona assai strano, soprattutto quando il massimo rappresentante del paese più “democratico” del mondo tenti di insabbiare anche attraverso l’uso dei Servizi Segreti e del Dipartimento di Giustizia, vicende legate a pedofilia, droghe, sesso e corruzione in modo così evidente e pacchiano. Senza contare il traffico illecito di VOTI ELETTORALI che sta uscendo sempre più evidente davanti agli occhi di tutti: anche di quelli che non vogliono proprio vedere!!!

Senza contare, non ultimo, la distrazione della guerra in Ucraina e della presunta “Invasione Russa” che nasconde e copre, tentando di far sparire tutto al più presto, tutte le nefandezze compiute su quel territorio e in quel Paese proprio dagli USA dal 2014, anno del colpo di Stato durante la presidenza Obama e con l’installazione e il potenziamento dei Bio-Lab di cui parla in modo chiaro e lampante il Laptop del figlio di Joe Biden, Hunter.

Ci aspetteremmo tutti ora di vedere, in una scala di valori ormai consolidata nei nostri tempi sempre più oscuri, un immediato intervento prima dei MEDIA, anche di quelli  più accreditati al regime, che prendono le distanze e denunciano senza mezzi termini questa orribile vicenda umana e politica e poi le più alte istituzioni americane dovrebbero intervenire tempestivamente e con estrema decisione per chiarire e far completamente pulizia di questa palude di orribili comportamenti criminali e di pessimo esempio per i cittadini di tutto il mondo e soprattutto per le giovani generazioni.

Vediamo se, in seguito a questa vicenda, le più alte cariche del governo USA risponderanno come il suo Presidente: 

Sono le solite disinformazioni di matrice russa! È un’altra campagna diffamatoria che fa proprio al caso vostro per vendere le notizie!”

Ci vuole del gran coraggio per parlare in questo modo… “LET’S GO BRANDON”.

L’EREDITÀ NAZISTA DI KLAUS SCHWAB (1a Parte)

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Un approfondimento sulla biografia del controverso personaggio Klaus Schwab, il cui passato lancia ombre importanti sulla sua formazione e sui suoi ideali legati alla sua famiglia e al Nazismo. Le sue connessioni col Club di Roma e la sua formazione, sotto la guida di Henry Kissinger, formano le basi del leader indiscusso del World Economic Forum di Davos.

Klaus Schwab, il fondatore e indiscusso capo e Presidente, da sempre, del World Economic Forum di Davos, è un personaggio che si propone sempre nelle sue molte interviste, in maniera sicuramente poco empatica, spesso autoritaria e dando l’impressione di voler incarnare il prototipo del “tipico tedesco”, pronto ad indossare nuove divise nere, di oscura memoria, pur di poter porre a compimento il suo grande reset di tutta la politica, la storia e l’economia mondiale.

 Lo conosciamo ormai tutti, lo abbiamo visto in molteplici circostanze, soprattutto dopo l’avvento delle “finestrelle” dei collegamenti in diretta streaming…, ma andiamo a vedere, nel dettaglio, che cosa ci ha detto, in un’intervista mandata in onda alcune settimane dopo l’inizio dell’Emergenza causata dal Covid-19.
La Giornalista TV lo presenta al suo pubblico in questo modo: – “L’ingiustizia globale è stata brutalmente messa a nudo dalla pandemia: Il divario crescente tra ricchi e poveri, la disuguaglianza nell’assistenza sanitaria, l’insicurezza del lavoro, l’aggravarsi della crisi climatica e lo schieramento dei leader che lavorano per sè stessi… ma la pandemia ha anche dimostrato in modo inedito che il mondo può agire insieme e velocemente, per il bene comune.

Il professor Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del Forum Economico Mondiale (WEF), crede che un reset totale sia possibile e ha pubblicato un libro proprio su questo tema e oggi è nostro ospite.  
Mr. Schwab, quando guarda lo stato del mondo, in questo momento, qual è la prima parola che le viene in mente?” 

E Schwab laconico, risponde senza esitazioni: – “La parola è RESET, che mi sembra appropriata, perché ora stiamo ancora combattendo il virus, ma possiamo essere piuttosto ottimisti dopo gli annunci dei vaccini…

Quindi come vedete: tutto era già stato stabilito! 

Arrivava la pandemia del Covid e Schwab aveva le idee chiarissime, infatti pubblicava, dopo pochi mesi dall’inizio dell’emergenza, il suo libro “Covid-19: The Great Reset”: questo è KLAUS SCHWAB!

Ma se vi dicessi che il libro “The Great Reset” era già stato scritto nel 2009, da un canadese, un certo Richard Florida e pubblicato nel 2009 dall’editore HARPER (NY, London, Toronto e Sidney), che cosa pensereste? 
Quel libro inquadrava il tracollo economico del 2008-2009, ma non come una crisibensì come un’opportunità per “resettare”. In tal modo, dipingeva un quadro affascinante di come sarebbero state le nostre economie, la società e la geografia, di come avremmo lavorato e vissuto, in futuro.

Sembra che questo testo, poco conosciuto e ancora meno divulgato, sia però stato letto con grande attenzione dal nostro Schwab, attirato moltissimo dal suo affascinante titolo, che sicuramente… se lo mise lui stesso nel… taschino.

THE GREAT RESET: 2 Libri , Due diverse Storie.

La famiglia SCHWAB.

Ma chi è Klaus Schwab e chi si nasconde dietro a Klaus?

Iniziamo, con pazienza, la ricerca sulla famiglia Schwab che, a cavallo del XIX e XX secolo, faceva un pò avanti indietro tra la Svizzera e la Germania. Il nonno di Klaus Schwab, Jacob Wilhelm Gottfried Schwab chiamato da tutti Gottfried, era nato nel 1870 in Germania, nel granducato di Baden, sotto il granduca di Baden, Federico I.

La famiglia Schwab prese presto le redini di un’importante società svizzera che divenne poi un po’ come la società di famiglia: la Escher-Wyss & Cie.

La fabbrica era stata, in origine, creata da Walter Zuppinger, tra il 1856 e il 1859 e,  nel 1860, avrebbe iniziato la produzione di materiale per l’industria tessile. All’inizio del nuovo secolo, la Escher-Wyss aveva messo da parte la tessitura dei nastri e cominciò a concentrarsi su progetti molto più grandi, come la produzione di grandi turbine industriali e, nel 1907, cercarono una “procedura di approvazione e concessione” per la costruzione di una centrale idroelettrica

A sinistra GOTTFRIED SCHWAB, al centro il nipote KLAUS SCHWAB e a destra il padre di Klaus, EUGENE SCHWAB

Le difficoltà economiche arrivarono comunque presto, per la ditta, e durarono fino agli anni della grande depressione (in questo interessante articolo potete trovare ogni dettaglio storico sulla Escher-Wyss).
Un certo Max Schwab (che non aveva però parentela col nostro Klaus Schwab), fu artefice di alcuni interventi, da parte della Banca Centrale Svizzera, che diedero un po’ di respiro alla compagnia: Escher-Wyss e la nuova gestione, divenne quindi molto impaziente di trarre profitto dalla guerra, perché vedevano l’apertura di nuove strade, per la loro trasformazione in un importante appaltatore militare nazista.

La fabbrica aveva fondato una filiale in Germania, a Ravensburg nel 1856, città che, successivamente, divenne famosa per molte particolarità durante il periodo nazista, tra cui le note persecuzioni della comunità ebraica.

Per inciso e vi prego di annotare questa osservazione, Ravensburg è stato, in seguito, anche uno snodo fondamentale, per il trasporto dell’oro nazista rubato alla Banca svizzera, per i regolamenti internazionali, gestita dalle spie della Pilgrims SocietyAllan W. Dulles, (poi direttore della CIA, 1953-61), Edwin W. Pauley (riparazioni alleate) e William J. Donovan, direttore dell’OSS (precursore della CIA controllato dall’MI6, il capo di Dulles). Personaggi che vedremo in seguito, essere i principali obiettivi del presidente John F. Kennedy nella sua lotta contro la CIA.

Negli anni pre-bellici del 1930, che portarono all’annessione tedesca della Polonia, la fabbrica Escher-Wyss di Ravensburg, ora gestita direttamente dal padre di Klaus SchwabEugen Schwab, continuò ad essere il più grande datore di lavoro a Ravensburg. Non solo la fabbrica era uno dei principali datori di lavoro della città, ma il partito nazista di Hitler stesso, le assegnò il titolo di “Azienda modello nazionalsocialista” mentre Schwab era al timone. I nazisti stavano potenzialmente corteggiando l’azienda svizzera, per la cooperazione nella guerra imminente e le loro avances furono alla fine ricambiate.

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Escher Wyss e la mamma “Rotschild” di Klaus Schwab

All’inizio degli anni ’30, dopo che i nazionalsocialisti presero il potere, alcuni degli ebrei di Ravensburg furono inizialmente costretti ad emigrare, mentre altri sarebbero poi stati uccisi nei campi di concentramento nazisti. Prima della seconda guerra mondiale, ci furono molte dimostrazioni pubbliche di odio, verso la piccola comunità di ebrei di Ravensburg e dintorni.

Il 1° gennaio 1934, la “Legge per la prevenzione delle malattie ereditarie” entrò in vigore nella Germania nazista, il che significa che le persone con malattie diagnosticate come: demenza, schizofrenia, epilessia, sordità ereditaria e vari altri disturbi mentali, potevano essere legalmente sterilizzate con la forza

Nell’ospedale cittadino di Ravensburg, oggi chiamato ospedale Heilig-Geist, le sterilizzazioni forzate furono effettuate a partire dall’aprile 1934. Nel 1936, la sterilizzazione era la procedura medica più eseguita nell’ospedale comunale.

Ravensburg fu un’anomalia, nella Germania in guerra, poiché non fu mai presa di mira da nessun attacco aereo alleato. La presenza della Croce Rossa e un presunto accordo con varie aziende, tra cui Escher-Wyss, ha visto le forze alleate accettare pubblicamente, di non prendere mai di mira la città della Germania meridionale. Non è stata classificata come un obiettivo militare significativo, durante tutta la guerra e, per questo motivo, la città mantiene ancora molte delle sue caratteristiche originali. 
Tuttavia, cose molto più oscure erano in corso a Ravensburg, una volta iniziata la guerra.

Eugen Schwab continuò a gestire la National Socialist Model Company, per Escher-Wyss, e l’azienda svizzera avrebbe aiutato la Wermacht nazista, a produrre importanti armi da guerra, così come armamenti più semplici. L’azienda Escher-Wyss, era leader nella tecnologia delle grandi turbine per dighe idroelettriche e centrali elettriche, ma produceva anche parti per gli aerei da combattimento tedeschi. 

Erano anche intimamente coinvolti in progetti molto più sinistri, che avvenivano dietro le quinte e che, se completati, avrebbero potuto cambiare l’esito della Seconda Guerra Mondiale.

Ufficiali Nazisti a Ravensburg

 Escher-Wyss erano leader in un campo, in particolare: la creazione di una nuova tecnologia di turbine. L’azienda aveva progettato una turbina da 14.500 CV per l’impianto idroelettrico, strategicamente importante, della struttura industriale Norsk Hydro a Vemork, vicino a Rjukan in Norvegia. L’impianto Norsk Hydro, in parte alimentato da Escher Wyss, era l’unico impianto industriale, sotto il controllo nazista, in grado di produrre acqua pesante, un ingrediente essenziale per produrre il plutonio, per il programma nazista della bomba atomica. 

Una famiglia, quindi, quella degli Schwab, che ha avuto a che fare molto da vicino, con un elemento strategico per la produzione della bomba atomica.

Intorno alla figura del padre di Klaus Schwab, vengono riportate storie di come avrebbe usato i lavori forzati per arricchire lui, la sua famiglia e soprattutto la sua attività: cioè, addirittura, i Nazisti avevano costruito una sorta di campo di concentramento, adiacente alla loro fabbrica, per poter poi fare si che questa mega turbina in preparazione, potesse essere costruita e inviata in Norvegia: la Norvegia divenne, praticamente, il paese dove si pensava di produrre l’acqua pesante.

Ravensburg, la città natale di Schwab, è stata la prima città tedesca a praticare l’eugenetica (eliminare i “mangiatori inutili“).

In questo clima particolarmente oscuro, Klaus Schwab nasce proprio a RAVENSBURG, il 30/3/1938 e cresce in un contesto tranquillo, avvicinandosi alla politica fin da giovanissimo, complice anche lo scoppio del secondo conflitto mondiale.

Klaus Schwab è figlio della Germania di Adolf Hitler, un regime costruito sulla paura e sulla violenza, sul lavaggio del cervello e sul controllo, sulla propaganda e sulla menzogna, sull’industrialismo e l’eugenetica, sulla disumanizzazione e la “disinfezione”, su una visione agghiacciante e grandiosa di un “nuovo ordine” che sarebbe durato mille anni.

Il giovane Schwab si forma nella scuola franco-tedesca e il padre di Klaus aveva detto al ragazzo che, se voleva avere un impatto sul mondo, avrebbe dovuto studiare da ingegnere meccanico. Questo sarebbe stato solo l’inizio delle credenziali universitarie di Schwab. Nel 1967, Klaus Schwab ha, infatti, conseguito anche un dottorato in economia, presso l’Università di Friburgo, in Svizzera, e un master in amministrazione pubblica, presso la John F. Kennedy School of Government di Harvard, negli Stati Uniti. 

Mentre era ad Harvard, Schwab fu istruito da Henry Kissinger, che, più tardi, avrebbe detto essere tra le prime 3-4 figure che hanno maggiormente influenzato il suo pensiero, nel corso di tutta la sua vita.
Sul finire degli anni sessanta, Schwab finisce a lavorare nella stessa azienda gestita dal padre, che, nel mentre, aveva cambiato nome in Sulzer Escher-Wyss. Grazie alla sua preparazione, Schwab è tra i protagonisti del rinnovamento dell’azienda, che diventa gradualmente una vera e propria impresa tecnologica, aggiungendo un ramo nuovo al proprio business: la creazione di prodotti destinati alla tecnologia medica.

Facendo un passo indietro, durante l’infanzia di Klaus Schwab a Ravensburg, ebbero luogo orribili crimini nazisti contro l’umanità e non è difficile comprendere come il giovane Klaus abbia potuto crescere in tale ambiente, arricchendosi e impregnandosi di questa ideologia, figlia anche dell’Eugenetica di matrice “Fabiana”, teoria sposata anche dalla, quasi contemporanea, “Pilgrims Society”, oltre che dal già citato Club di Roma.

Abbiamo visto che la società di Eugen Schwab stava lavorando alacremente per la produzione dell’ACQUA PESANTE, che, praticamente, veniva prodotta con la sua turbina e con l’energia idroelettrica che in Norvegia era abbondante.

Fortunatamente, la Germania nazista non riuscì a costruire un reattore nucleare funzionante, perché ci fu un raid di un gruppo di commando norvegesi, che riuscì a sabotare la lavorazione, e quindi, la produzione dell’acqua pesante, che è la componente essenziale per quella che poi divenne la bomba atomica.  Le forze alleate sganciarono più di 400 bombe sull’impianto, che a malapena influenzarono le operazioni della struttura tentacolare. 

Nel 1944, le navi tedesche tentarono di trasportare l’acqua pesante in Germania, ma la Resistenza norvegese fu in grado di affondare la nave che trasportava il carico. Con l’aiuto di Escher-Wyss, i nazisti furono quasi in grado di cambiare le correnti della guerra e portare alla vittoria dell’Asse.

Come detto, la città di Ravensburg non fu mai attaccata da nessun esercito alleato e divenne successivamente, anche un importante centro per l’organizzazione di altri affari, legati sempre allo sviluppo di armi nucleari e di altri traffici.

L’oro nazista saccheggiato, fu portato in rotta attraverso Ravensburg, vicino al confine tra Svizzera e Liechtenstein, e inviato alla Banca dei regolamenti internazionali a Basilea, Berna e Zurigo. 
Allen W. Dulles era il direttore delle spie dell’OSS a Berna, incaricato del recupero dell’oro nazista per gli alleati (leggi: Pilgrims Society).

Dopo la guerra, Dulles è diventato il primo direttore della CIA ed è stato l’uomo che, in seguito, ha coperto l’assassinio di Kennedy, nella Commissione Warren, dopo che, molti credono, ha ordinato l’assassinio del presidente Kennedy per proteggere la sua emergente impresa globale della Pilgrims Society, fondata sul furto dell’Oro nazista e giapponese: il sistema bancario che opera ancora oggi, chiamato Bank for International Settlements, Zurigo, che gestisce i diritti speciali di prelievo interbancari. 
Il presidente Kennedy è stato assassinato non molto tempo dopo aver detto a un collega: “Taglierò in mille pezzi la CIA [la creatura di Dulles] e la disperderò nel vento“. ( New York Times , 25 aprile 1966).
Oggi, l’auditor di Andritz, AG di Klaus Schwab, è KPMG che controlla anche i sistemi di voto SERCO (controllato dalla corona britannica) e SGO Smartmatic (alias Dominion ecc.), controllato da Lord Mark Malloch-Brown e Sir Nigel Knowles , il gestore britannico di Kamala Harris.

“I documenti della CIA mostrano che la società Schwabs Escher-Wyss era diretta dal Dipartimento dell’Energia e del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Ciò significherebbe che Klaus Schwab era un triplice agente, che lavorava contemporaneamente per la CIA, l’MI6, la PILGRIM SOCIETY di britannici-americani delle Nazioni Unite, i nazisti (ora Germania) e la Svizzera.Infine, Ravensburg è stata anche un hub di elaborazione per i prigionieri di guerra alleati, come evidente copertura per le doppiezze avvenute in questa città tedesca, appena qui elencate.


Ne prossimo articolo vedremo il percorso del rampante Klaus Schwab che brucia tutte le tappe per arrivare alla creazione nel 1971 del World Economic Forum di Davos, ma soprattutto il suo collegamento e quello dell’azienda Escher-Wyss Sulzer nello sviluppo del programma nucleare illegale legato al Sudafrica dell’apartheid.

FONTI:
AUstralian National Review
KLAUS SCHWAB EXPOSED
LA STORIA DEL FONDATORE DEL WEF
SCHWAB FAMILY VALUES

VIDEO:
KLAUS SCHWAB su VELENO QB-Odysee

Risultati dell’analisi dei documenti relativi all’attività biologico-militare degli USA in Ucraina

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Questo documento, che vi proponiamo in versione integrale, corredato di slide, deve essere
considerato della massima urgenza e importanza.

È importante che lo leggiate e vi preghiamo di farlo in quanto cittadini di uno Stato
appartenente alla stessa area geografica dei luoghi in cui le azioni di uomini di Stato, di società multinazionali, di
fondazioni e altre organizzazioni non governative, coinvolte in questa storia siano infine considerate
per quel che sono: criminali!

Troverete elementi a sufficienza per valutare l’estrema pericolosità delle trame da questi ordite e le
responsabilità gravissime dell’ex presidente Barack Obama, di Joe Biden e di suo figlio Hunter, di
Metabiota, di Ecohealth Alliance, del Pentagono, del Servizio di Sicurezza ucraino, etc etc… (e la
lista è davvero lunga).

Buona lettura.

Ministero della Difesa della Federazione Russa

NOTIZIA COMANDO STRUTTURA SERVIZIO SCIENZA MULTIMEDIA
Operazioni di mantenimento della pace


16.06.2022 (16:50)
Briefing sui risultati dell’analisi dei documenti relativi all’attività biologico-militare degli USA in Ucraina
Analisi dei documenti relativi all’attività biologico-militare degli USA in Ucraina

Il Ministero della Difesa della Federazione Russa svolge il suo lavoro analitico programmato sull’attività biologico-militare degli Stati Uniti e dei suoi alleati in varie regioni del mondo, inclusa l’Ucraina.

Abbiamo già parlato degli esperimenti condotti dai dipendenti di un laboratorio di Merefa sui pazienti di una clinica psichiatrica a Kharkov dal 2019 al 2021. Si è notato che uno degli organizzatori di questa attività illegale era una cittadina statunitense Linda Oporto Al -Harun.

I documenti ricevuti durante l’operazione militare speciale hanno rivelato che questo tipo di indagini è stato svolto in Ucraina almeno dal 2011 e Al-Haroun ha visitato più volte la filiale del laboratorio Merefa costruita con fondi del Pentagono a Sorokovka, nella regione di Kharkov.

Nonostante questa installazione sia dotata di depositi sotterranei e potenti sistemi di ventilazione, è ufficialmente considerata un’azienda che produce additivi alimentari. Allo stesso tempo, il sito dell’azienda presenta chiari segni di finzione, mentre le attrezzature della filiale sono state trasportate nelle regioni occidentali dell’Ucraina sotto il controllo del Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SSU).

Conferma le nostre preoccupazioni per le numerose violazioni del diritto internazionale umanitario in Ucraina, definite anche dal Codice di Norimberga e dalla Dichiarazione di Helsinki dell’Associazione medica mondiale. Includono: il consenso volontario di un individuo a partecipare a un esperimento; informare circa l’indagine da svolgere; prevenzione di eccessive sofferenze fisiche e mentali durante un esperimento, nonché torture, trattamenti disumani o degradanti.

Secondo le informazioni disponibili, neuropeptidi altamente attivi sono stati testati su cittadini ucraini socialmente vulnerabili che hanno causato danni irreversibili al sistema nervoso centrale. Si tratta di una chiara violazione dei trattati internazionali relativi ai diritti umani.

Abbiamo già menzionato il ruolo del Centro Scientifico-Tecnologico dell’Ucraina (STCU) nel programma biologico-militare degli USA in Ucraina.

Vorrei concentrarmi sul progetto P-268. L’Università Nazionale intitolata a Taras Shevchenko a Kiev e la Colorado State University sono state coinvolte nella sua attuazione.

Notare l’appello del Direttore Esecutivo della STCU Andrew Hood al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per organizzare le ricerche nell’ambito del progetto. Afferma che “…più del 30% dei partecipanti sono ex scienziati esperti nello sviluppo di armi di distruzione di massa…”.

L’obiettivo del progetto è studiare virus in grado di infettare le zanzare Aedes (zanzare tigri – ndr). Secondo i termini di riferimento, il preparato virale è stato prodotto dall’istituto di Kiev e consegnato negli Stati Uniti per studi aerobiologici.

L’interesse dei clienti americani per le zanzare di questa specie che sono vettori di infezioni trasmissibili come febbre dengue, Zika e febbre gialla non è casuale.

Durante l’ultimo grande focolaio di febbre gialla in Africa (nel 2013), si sono verificati 170mila casi di forma grave di questa malattia, di cui 60mila che hanno provocato la morte.

Tutti ricordano la contaminazione da virus del vaiolo delle coperte per i nativi americani, l’infezione deliberata con il patogeno della sifilide da parte dei cittadini guatemaltechi è meno discussa mentre questo fatto è stato ammesso dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. L’uso di pesticidi durante la guerra del Vietnam è ancora meno ricordato, ma la storia delle epidemie deliberate a Cuba negli anni ’70 e ’80 è completamente soppressa. Allo stesso tempo, l’uso delle zanzare Aedes come armi biologiche, esattamente le stesse operate dal dipartimento militare statunitense, è registrato nella class action dei cittadini cubani contro il governo degli Stati Uniti ed è stato sottoposto agli Stati membri della Convenzione sulle Armi Biologiche.

L’azione collettiva rileva che l’epidemia di dengue del 1981 a Cuba che ha contaminato 345mila persone e provocato la morte di 158 persone è stata il risultato della diffusione del sierotipo del secondo virus della dengue che non era stato precedentemente registrato nei Caraibi e presentava chiari segni di una natura deliberata. Pertanto, il momento dell’attacco (fine gennaio) è stato scelto in considerazione delle caratteristiche biologiche del ciclo vitale delle zanzare vettori ed è stato ottimale per il successivo sviluppo del processo epidemico. Inoltre, l’unico luogo dell’isola in cui non sono stati segnalati casi è stata la base navale statunitense di Guantanamo a causa della pre-vaccinazione dei soldati contro il virus dengue di tipo 2.

Un focolaio artificiale di un’altra malattia virale, la peste suina africana (PSA), si è verificato a Cuba nel 1971. Durante l’epizoozia, 500mila animali sono stati eliminati e il paese ha subito un danno economico significativo. Sebbene nessun caso di PSA sia stato segnalato in precedenza nel continente americano né nell’emisfero occidentale in generale, è stata Cuba dove è comparsa la malattia.

L’ex funzionario dell’FBI William Turner ha fatto chiarezza su questo problema dicendo al Newsday che la CIA ha consegnato un container di un agente della PSA da Fort Gulick a Panama e lo ha trasferito al largo delle coste di Cuba su un peschereccio. Ha indicato con precisione l’azienda in cui è stato introdotto questo patogeno.

Dal 1980 al 1982, la leadership cubana ha segnalato numerosi focolai insoliti di infezioni virali di colture economicamente importanti (canna da zucchero e tabacco) che sono apparse in diverse regioni del paese e non erano correlate tra loro.

Eppure questi fatti sono solo una parte del dossier militare-biologico statunitense, mentre la loro indagine è ignorata dalle Nazioni Unite e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nonostante le assicurazioni degli Stati Uniti secondo cui la ricerca biologica in Ucraina si svolge esclusivamente nel campo dell’assistenza sanitaria civile, ci sono documenti che confermano la cooperazione diretta tra i dipartimenti militari di questi paesi.

Vorrei attirare l’attenzione sull’avviso di inclusione dei laboratori del dipartimento sanitario ed epidemiologico centrale del ministero della Difesa dell’Ucraina nel programma di riduzione delle minacce biologiche. Osserva che “…il programma consente la cooperazione tra il Ministero della Difesa ucraino e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, oltre a creare principi legali per la sua ulteriore espansione…”.

Dal 2015, anno dell’inizio del finanziamento su larga scala di progetti ucraini da parte del Pentagono, sono stati registrati numerosi casi di malattie infettive tra militari e residenti delle repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk.

Secondo il rapporto del Ministero della Sanità della Repubblica popolare di Donetsk (DPR), “… nel 2016, la morbilità della tularemia è aumentata di 9,5 volte rispetto al 2007. Sono stati inoltre rilevati tratti distintivi nella struttura della morbilità, tra cui un aumento del numero di militari tra le persone contaminate…’.

(al documento è allegato un elenco di casi di tularemia nel DPR).

Per motivi di sicurezza, non riveliamo i loro dati personali, queste informazioni sono state inviate al Comitato Investigativo della Russia.

Ricordo che i documenti guida della NATO (Linee guida per la valutazione delle vittime chimiche, chimiche, biologiche e nucleari) considerano la tularemia uno degli agenti biologici prioritari. Questo è l’agente che è stato utilizzato nelle esercitazioni militari dell’alleanza presso i campi di addestramento in Svezia, con conferma ufficiale nel 2012.

Vorrei anche notare che ci sono state diverse dozzine di focolai di epatite A dal 2017 fino ad ora in 12 regioni dell’Ucraina dove si trovano e sono in funzione strutture biologiche controllate dal Pentagono. Più di 10mila persone sono risultate contaminate e nella maggior parte dei casi non è stata individuata la causa della malattia.

L’analisi dei documenti sulle attività dell’Agenzia per la riduzione delle minacce alla difesa (DTRA) in Ucraina implica che uno dei compiti prioritari di DTRA è quello di formare epidemiologi sul campo. All’interno di questo corso di formazione, la parte statunitense ha introdotto attivamente i propri standard per la diagnosi di malattie infettive che non corrispondono agli attuali problemi di sanità pubblica.

Ricordo che nel 2015 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’Ucraina un paese ad alto rischio di epidemia di poliomielite e la lotta contro questa malattia particolarmente pericolosa è una priorità ovvia.

In questo contesto, va richiamata l’attenzione sulla risposta del Project Manager presso l’ufficio DTRA in Ucraina Brendt Siegel al rappresentante regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Afferma che il programma di riduzione della minaccia biologica attuato in Ucraina “…non suppone studi su malattie come la poliomielite…”. La domanda sollevata è: quali malattie rilevanti per l’Ucraina sono menzionate?

Dopo l’inizio dell’operazione militare speciale in Ucraina, gli Stati Uniti hanno sviluppato e implementato un piano per evacuare i cittadini ucraini coinvolti nel sistema di biomonitoraggio al fine di “…impedire la fuga di informazioni sensibili…”. Ciò solleva ulteriori interrogativi sul funzionamento del suddetto sistema e sui suoi reali scopi.

Abbiamo già notato che Hunter Biden è stato determinante nel creare l’opportunità finanziaria per lavorare con i patogeni in Ucraina, assicurando fondi per le società Black & Veach e Metabiotics.

La corrispondenza pubblicata di Biden con l’amministrazione del Rosemont Seneca Investment Fund mostra l’uso di risorse amministrative e una lobby manifesta degli interessi di Metabiota nel governo degli Stati Uniti.

L’amministratore delegato John Delosch chiede a Biden: “… C’è qualcuno che possiamo chiamare a Washington per avere un’idea di quanto seriamente i metabiotici siano presi in considerazione da varie agenzie governative?”

Questo tipo di formulazione solleva la questione dell’interesse finanziario personale di Biden e di altri co-fondatori di Rosemont Seneca nell’attuazione del programma biologico-militare del Pentagono in Ucraina, nonché della presenza di una componente corrotta.

L’apparente mancanza di attrattiva per gli investimenti dei progetti volti a ricostruire i biolaboratori ucraini solleva dubbi sulla trasparenza delle attività finanziarie in corso.

Inoltre, i finanziamenti provenienti da fonti non statali come la Fondazione Biden, consentono al Pentagono di non riferire alla Commissione Bilancio del Senato sugli obiettivi e sui risultati della ricerca sulle armi biologiche in Ucraina, nascondendoli così al pubblico.

I documenti analizzati delle agenzie di investimento subordinate a Biden non contengono alcuna informazione sui pagamenti ai beneficiari e sulla distribuzione dei dividendi. Indica molto probabilmente l’occultamento di profitti ed è un segno di schemi di pagamento illegali e di evasione fiscale, che è una grave violazione della legge statunitense.

Inoltre, vorrei attirare la vostra attenzione sul fatto che il 9 giugno il sito web del Pentagono ha pubblicato una dichiarazione ufficiale sulle attività biologiche statunitensi nei paesi post-sovietici. L’amministrazione statunitense ammette il finanziamento di 46 biolaboratori ucraini e le relazioni tra il Dipartimento della Difesa statunitense e il Centro Scientifico-Tecnologico dell’Ucraina (STCU).

Allo stesso tempo, riflette le peculiarità dell’attuazione del programma congiunto Nunn-Lugar di riduzione della minaccia nei paesi post-sovietici, uno degli scopi del quale era il coinvolgimento di “… migliaia di ex scienziati sovietici specializzati in armi biologiche…’ presumibilmente per ‘…escludere la possibilità della loro cooperazione con gruppi terroristici…’.

Questo tipo di tentativo dell’amministrazione statunitense di imbiancare la propria reputazione offuscata si è rivelato un ‘sogno del pubblico ministero’: il documento cita fatti delle attività biologiche del Pentagono in Ucraina e in altri paesi dell’ex Unione Sovietica, oltre a indicare il complici del dipartimento militare americano: il Dipartimento di Stato e il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti.

Tuttavia, i ‘chiarimenti’ forniti dagli USA non rispondono alle domande che ci siamo posti:

Perché il lavoro è stato commissionato dal Pentagono, mentre il suo oggetto non corrispondeva agli attuali problemi della sanità pubblica in Ucraina?

Qual era lo scopo della partecipazione di ufficiali militari statunitensi alla ricerca biologica in Ucraina, mentre il lavoro veniva svolto in condizioni di segretezza con accesso limitato dei professionisti ucraini alle informazioni e alle strutture?

Perché ceppi di microrganismi patogeni, potenziali agenti di armi biologiche e biomateriali di cittadini ucraini sono stati esportati dal paese senza scopi chiaramente dichiarati?

Perché gli Stati Uniti e l’Ucraina oscurano la cooperazione militare-biologica nei rapporti internazionali ai sensi della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche (BTWC), mentre gli Stati Uniti bloccano lo sviluppo del proprio meccanismo di verifica dal 2001?

Perché i funzionari statunitensi, compreso il Sottosegretario di Stato V.Nuland, sono così preoccupati per la possibilità delle attività svolte dal Dipartimento della Difesa statunitense in Ucraina e per i materiali nei biolaboratori rilevati da specialisti russi?

Pertanto, la situazione presentata nella dichiarazione del Pentagono è solo uno schermo con il pretesto del quale gli Stati Uniti svolgono le loro attività eludendo gli accordi internazionali e continuano a rafforzare le loro capacità biologiche militari. Allo stesso tempo, all’Ucraina viene assegnato il ruolo di un banco di prova, la raccolta di materiali biologici e lo studio delle specificità della diffusione delle malattie infettive.

BIOLABORATORI IN UCRAINA: salta fuori il documento segreto di Zelensky su Metabiota

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Cominciamo dall’ammissione di Victoria Nuland (9 marzo), sottosegretario per gli Affari di Stato degli Stati Uniti, che ammetteva come la caduta dei biolaboratori sotto il controllo dei russi rappresentasse un problema molto serio; affermazione che di per sé avrebbe potuto essere interpretata come una normale esigenza, connessa per esempio alla protezione di un segreto industriale.

Certo, sarebbe stata una considerazione credibile, se però tutte le prove non avessero poi dimostrato il contrario.

La nota pubblicata qualche giorno fa dal Pentagono assicura l’assoluta “pacificità” nelle intenzioni di sostenere i 46 laboratori, finanziati col pretesto di “rafforzare la sicurezza biologica e la sorveglianza delle malattie umane ed animali in Ucraina”, ma stride decisamente con quanto è facilmente consultabile nel documento del National Academy of Sciences (anno 2011), in “Appendice e Panoramica delle Regioni”, dove, con una rapida ricerca, scopriamo che a Odessa è presente un laboratorio riconosciuto BSL-3 .

Tale laboratorio (Ukranian II Mechnikov Anti-Plague Research Institute) in quanto “SI” (Istituto Statale), fa capo al Ministero della Salute dell’Ucraina e disponeva originariamente di un permesso per lavorare con microrganismi del primo gruppo patogeno.  Fu elevato a BSL-3 nel 2005, in cooperazione con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (“collaborazione incentrata sulla prevenzione della diffusione di tecnologie, agenti patogeni, e della conoscenza che potrebbe essere utilizzata nello sviluppo di armi biologiche”, cita il documento) grazie ad una partnership tra il senatore Dick Lugar e l’allora senatore Barack Obama, insieme ovviamente ai funzionari ucraini.

Tra gli agenti patogeni molto pericolosi oggetto della ricerca vi erano antrace, ebola, tularemia, febbre Q, influenza aviaria, zika, etc. Collegato al laboratorio di Odessa, per il guadagno di funzione, c’era poi il famigerato laboratorio di Whuan.

E l’argomento doveva stare molto caro a Barack Obama (vedasi executive order 13546 del 2010) , che svolgeva contemporaneamente un’attenta supervisione sul laboratorio biologico di Kiev e l’agente patogeno della peste (di cui parla persino in un suo libro), cosicché, col coordinamento del suo vicepresidente, Joe Biden, dal 2012 la rete di biolaboratori si estese a punto tale che il Servizio Sanitario ed Epidemiologico ucraino finì completamente sotto il controllo degli Stati Uniti, fino ad esserne assorbito del tutto.

La scelta del luogo – l’Ucraina – è abbastanza scontata (la prossimità con la Russia) ma non sarebbe tuttavia giustificabile, poiché precedentemente non erano mai state sviluppate armi biologiche in quell’area. Fu nel 2014 che la ricerca fu spostata all’estero dopo che Obama impose una moratoria di 3 anni ai finanziamenti sui virus SARS e MERS, neanche a farlo apposta in concomitanza con il colpo di stato in Ucraina. 

Quanto a Joe Biden e il figlio Hunter, che con il suo fondo (RSTP) finanzia la società Metabiota nell’ambito del progetto di prevenzione delle minacce biologiche globali (“Predict”), ed è  partner di Ecohealth Alliance, che  – chissà perché – studiava le malattie dei pipistrelli a Whuan, salta fuori un nuovo documento segreto che espone le attività illegali di Hunter Biden e la complicità di Zelensky, il cui decreto ordina di distruggere tutti i dati relativi ai dipendenti di aziende ucraine che abbiano collaborato con Metabiota e con il Battelle Memorial Institute, nonché del personale militare e civile di altre tre istituzioni ucraine che hanno collaborato con i laboratori statunitensi, cioè il Centro per la Salute Pubblica, l’Istituto Ucraino Contro la Peste e Zythomyr Laboratory.

Anche stavolta non passa inosservata una “strana” coincidenza: il documento è datato 24 febbraio 2022, lo stesso giorno in cui Putin comandò l’inizio dell’operazione speciale in Ucraina!

Un caso? Chiaramente no, anche perché a questo punto comincerebbero a essere troppi.

È intuibile, date le circostanze, che molti di quei dipendenti siano stati eliminati insieme alle prove e, non ultimo, qualsiasi riferimento ai laboratori sul sito ufficiale dell’ambasciata Americana a Kiev.  

Nonostante l’affanno con cui è stata fatta piazza pulita, molte prove, incluso questo documento emergono ed emergeranno. Intanto una circostanza abbastanza inquietante riguarda il colera nella città di Mariupol, dove non erano mai stati rilevati casi sino al 2011 e che “per pura combinazione” riesplode oggi, all’indomani della liberazione.

Nel frattempo in Ucraina crolla tutto. Crolla l’illusione propagata dai media, crolla l’attenzione e crolla il suo pupazzo Zelensky.

BILDERBERG 2022: scontro REALISTI e NEO-CONS ma l’Italia con Draghi vola fuori

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Riunito a Washington a porte chiuse, il Club BILDERBERG affronta la spaccatura creata dall’ala dei Realisti guidati da Henry Kissinger. I Neo-Cons che fanno capo all’amministrazione Biden arrancano e l’Italia del “Governo dei Migliori” è praticamente assente a causa della posizione presa da Draghi, che è voluto saltare sul carro DEM di Joe Biden, portandosi dietro tutta la stampa italiana asservita, che viene a sua volta esclusa dal meeting.

In questi giorni il Deep Sate e le sue vigorose braccia armate hanno mostrato segni di grande fragilità e soprattutto hanno palesato in modo sempre più evidente il conflitto che esiste all’interno dell’elite mondiale che decide le sorti, soprattutto degli USA, nel gestire la politica e la geo-politica nel mondo con i suoi THINK TANKS: tra questi il sempre di moda WEF di Davos e il Club BILDERBERG che era passato un po’ nel dimenticatoio in questi anni di “emergenza sanitari”

  La “Grande Opportunità” del COVID e le grandi aspettative mai nascoste di un piano e di un’Agenda Globalista chiamate rispettivamente “The Great Reset” e “Agenda 20-30” si sono scontrate con un risveglio inaspettato dei cittadini. Convinti in un primo tempo a piegarsi al terrore causato dall’Emergenza Pandemica, alimentata da ONU, OMS, FMI e quindi da tutti i Governi Mondiali (che hanno preso in mano in modo assolutamente totalitario i MEDIA), con l’inizio della Crisi in Ucraina e lo spostamento dell’asse verso il coinvolgimento militare dell’EU e della NATO, spinte da una politica USA completamente allo sbando dopo la disastrosa uscita dall’Afghanistan, e coi la con la paura, infine, dell’inizio di un Terzo Conflitto Mondiale, hanno iniziato ad ascoltare una contro informazione sempre più forte e sempre più serrata il cui obiettivo era di fare aprire gli occhi a popolazioni spaventate e indottrinate da governi estremamente manipolatori.

HENRY KISSINGER

Dopo lo spettacolo a tratti imbarazzante uscito fuori dalla prima riunione di Davos IN PRESENZA dopo il Covid, in cui su tutti i messaggi deliranti degli ideologi del Transumanesimo, della Scienza dei Vaccini e dell’Intelligenza Artificiale trasformata in un nuovo DIO da adorare e da non mettere assolutamente in discussione, si è distinto, arrivando come un maglio inaspettato, il messaggio del vecchio Henry Kissingerche spegneva i toni guerrafondai portati all’esasperato uso della tanta esaltata tecnologia dell’ologramma/ectoplasma Zelensky, in modalità “apparizione seriale multitasking” e che avevano attecchito benissimo in un sistema USA/EU dove i dati fallimentari della campagna vaccinale e gli eventi avversi della vaccinazione stessa stavano iniziando a diffondersi in modo preoccupante per la riuscita del loro piano diabolico. 
La distrazione della guerra aveva fatto tirare un bel sospiro di sollievo…
Ricordiamo in sintesi quanto detto dal vecchio “SIGNORE DELLA GUERRA” nel suo intervento al WEF di Davos:

I negoziati devono iniziare nei prossimi due mesi prima che si creino tensioni difficili da superare: idealmente, la linea di divisione dovrebbe essere il ritorno allo “status quo” precedente all’invasione russa del 24 febbraio”. 
Così, nel suo intervento, Henry Kissinger ha suggerito che l’Ucraina deve essere disposta a concedere qualche territorio alla Russia, vedi la Crimea e le repubbliche separatiste del Donbass, per mettere fine alla guerra ed evitare una sua escalation.

Le parole di Kissinger hanno iniziato a cambiare immediatamente la narrativa sulla guerra e sulle posizioni della crisi Ucraina. Davos si è chiusa in un mutismo assoluto su questo argomento, ma il recentissimo incontro a Washington del Club BILDERBERG ha evidenziato e messo in luce proprio quella situazione di contrasto forte all’interno dell’elite mondiale e del Deep State di cui abbiamo accennato all’inizio.

Ma cosa è successo all’incontro a porte chiuse del BILDERBERG avvenuto tra il 2 e il 5 giugno e al quale abbiamo dedicato un articolo su True Report.

Club BILDERBERG – Washington 2022

Ucraina, NATO e Russia erano al centro del dibattito. Ma sul tavolo c’era anche anche tanto dei rapporti tra USA e CinaHenry Kissinger, tra i fondatori del gruppo, nonostante i suoi quasi 100 anni è ancora presente nella lista dei partecipanti.
Desta qualche perplessità molto giustificata invece la partecipazione del Direttore della CIA William J Burns accanto al presidente della Pfizer, Albert Bourla

È possibile vedere il capo della più controversa Industria Farmaceutica che ha venduto miliardi di dosi vaccinali a (quasi) tutti i governi mondiali grazie alla collaborazione con il CTC USA, l’OMS e la GAVI Foundation di Bill Gates…accanto al capo dell’Intelligence più importante del Mondo?

Il il club non è più monolitico com’era fino a qualche anno fa ma la spaccatura veramente è una divisione in due tra quelli che vengono definiti i Realisti e che fanno capo alla Francia gestita da Kissinger e poi ci sono i Neo-Cons quindi i neoconservatori statunitensi che invece fanno capo all’amministrazione Biden/DEM. 

Vediamo un poco più in dettaglio chi sono queste due componenti poco citate dagli analisti polici e per nulla riportate dai media.

Il dibattito sulla direzione della politica estera americana nel dopo-guerra fredda. Nazionalismo, liberalismo internazionale o Neo-Liberismo, realismo e neo-conservatorismo si confrontano, a volte sovrapponendosi.

Mai come in questi tempi il dibattito all’interno delle due forze politiche americane “storiche” è stato così acceso e addirittura devastante.

I DEM e i Repubblicani, storicamente sono stati sempre divisi da correnti all’interno: 

  • – I Repubblicani, nati all’inizio per contrastare il razzismo esistente al Sud e poi divenuti paladini del patriottismo e della conservazione delle radici nazionali e quindi Conservatori (MAGA) e i RINO, che di repubblicano hanno sempre avuto ben poco…solo il Nome (Republicans In Name Only)
  • – I DEM hanno una situazione più complessa e negli ultimi tempi le spaccature sono sempre più forti all’interno di un partito che ha sempre utilizzato il nome di DEMOCRAZIA per installare nel mondo un’ideologia sempre più globale di un governo unico che risponde a regole di controllo del mercato finanziario e speculativo e di una élite sempre più arrogante e legata alle multinazionali di ogni tipo: dal Farmaco al mercato tecnologico e soprattutto al traffico anche delle tecnologie dei Bio-Laboratori, finanziati in tutto il mondo con ricerche ben oltre il limite del crimine contro l’umanità. 

Cinque sono le interpretazioni possibili della politica estera americana nel dopoguerra: 
La prima è il Realismo di marca kissingeriana, che rispetta il potere e gli equilibri di forza, tendendo a diluire l’importanza della natura interna dei regimi e del rispetto dei diritti umani.
La seconda è il liberalismo internazionale, che auspica l’adozione di un ordine internazionale basato sul Diritto e le Organizzazioni Internazionali.
La terza è quello che Walter Russel Mead ha definito nazionalismo americano “jacksoniano”, con una visione ristretta e basata sulla difesa degli interessi nazionali americani, che diffida del multilateralismo e tende all’isolazionismo.
La quarta è il neoconservatorismo, in base al quale gli Stati Uniti devono invece svolgere un ruolo da protagonista nella politica internazionale nella quale hanno anzi speciali responsabilità e, accanto allo scetticismo per l’efficacia delle Organizzazioni Internazionali, propugna l’uso del potere anche per finalità morali, segnatamente la promozione dei valori liberaldemocratici.
La quinta: Accanto al neo-conservatorismo ma distinta da esso c’è l’ interpretazione dei realisti conservatori, che al pari dei neo-cons auspicano una politica forte per gli Stati Uniti, ma hanno un’interpretazione restrittiva dell’interesse nazionale, che diffida da considerazioni etiche e morali.

Le due forze in contrapposizione attualmente sono però DUE:

  • – IL REALISMO che si basa sulla linea dettata da Henry Kissinger
    – Il NEO- CONSERVATORISMO (Neo-CONS) che corrisponde alla line dell’attuale governo BIDEN e del partito DEM che sta dietro.

Molti definiscono come causa della crisi attuale Statunitense “l’illusione liberale”, ovvero l’idea che, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, si fosse entrati in un ordine mondiale in cui tutte le nazioni si sarebbero concentrate nel diventare più ricche in un “ordine liberale sempre più aperto, armonioso, basato sulle regole, formato e garantito dalla potenza benevola degli Stati Uniti”.
Il suggestivo ideale di un mondo perfetto e democratico, non ha fatto i conti con chi questo ideale non l’ha mai condiviso: l’Élite che ha sempre pensato di ridurre il numero della popolazione mondiale (leggi Club di Roma e World Economic Forum di Davos) e di utilizzare l’egemonia anglo-americana per distruggere soprattutto le radici di ogni Stato sovrano, in nome di un annullamento dei valori a illusorio vantaggio della collettività e di un “bene comune” assolutamente irrealizzabile.

Arriviamo all’attuale momento storico:

La spaccatura tra questi due gruppi si era consolidata già nel 2014 quando i Realisti erano contrari alle azioni che gli Stati gli apparati statunitensi stavano portando avanti in Ucraina delle operazioni molto palesi molto forti una ingerenza veramente alla luce del sole da parte di questi apparati americani se voi soltanto pensate che Victoria Nulan del dipartimento di Stato americano si faceva vedere in piazza con i neonazisti…così come altre realtà erano uscite e portate a conoscenza dell’opinione pubblica attraverso le intercettazioni tra la stessa Nulan e l’ambasciatore USA in Ucraina Geoffrey Pyatt….ricordate le parole pesanti “FUCK THE EU!”…

Conversazione telefonica Nulan-Pyatt 2014

Gli Usa dimostrarono arroganza e ancora di più la dimostrarono dopo il colpo di Stato, dove misero al governo tutte persone che obbedivano al loro comando e successivamente finanziando tutto quello che sappiamo nel campo dei Bio-laboratori di produzione di armi batteriologiche con la partecipazione del figlio di Biden Hunter….e qui, potremo aprire un enorme libro o meglio: almeno 7 LAPTOT carichi di informazioni.

Lo scopo dei NEO-CONS americani era quello di destabilizzare la Russia, attraverso una continua azione di pressing verso i confini che abbiamo descritto in alcuni articoli come il “PIANO RAND”, perché la RAND CORPORATION era una delle realtà USA più impegnate in questa campagna atta a procurare crescente nervosismo nell’amministrazione del Presidente PUTIN.

I REALISTI Americani erano già allora convinti che queste azioni sarebbero state molto negative per gli interessi Americani perché puntavano in un’ottica geopolitrica mondiale a indebolire l’asse MOSCA-PECHINO…cosa invece che questa guerra sta fortificando indebolendo anche la LEADERSHIP americana nel mondo.
I Realisti USA vedevano la Russia come una pedina in funzione ANTI-CINESE…con questa strategia aggressiva e dissennata dei NEO-CONS USA hanno invece sortito l’effetto contrario scatenando in effetti una “Guerra per Procura” in Ucraina. 

Esistono  ora accese critiche sulla situazione da parte dei Realisti USA verso i NeoCON e l’amministrazione BIDEN: le parole di Kissinger sono state il concretizzarsi di queste vecchie paura che si sono ora realizzate in pieno!!!

Cosa ha procurato questo scontro di ideologie? Un cambio della narrativa per ora parziale, l’arresto del processo della globalizzazione e del rallentamento della compattezza nel processo di attuazione delle politiche del WEF, perché la posizione sta indebolendo sempre di più l’Europa che ha sposato il progetto guerrafondaio all’armamento dissennato dell’Ucraina, che sanno benissimo essere composta da elementi neo-Nazisti di una pericolosità estrema.

E l’ITALIA??? Guardiamo i dati che come sempre sono lo specchio della situazione. 

JOE BIDEN e MARIO DRAGHI nel recente meeting in USA

Dopo le “storiche” edizioni dove avevano partecipato nomi come quelli della famiglia Agnelli, di Aurelio Peccei (fondatore del Club di Roma), Altiero Spinelli (uno dei cosiddetti ideatori della Comunità Europea) e poi, Romano Prodi, La Malfa, Cossiga, Monti, Enrico Letta, Emma Bonino, Mario Draghi, Carlo Azelio Ciampi, Valter Veltroni, …e giornalisti come Monica Maggioni e Lilli Gruber….quest’ultima con Stefano Feltri (Fatto quotidiano…5 stelle) e Matteo Renzi erano gli unici presenti nell’ultima edizione dell’incontro.

Perché in quest’ultima riunione Non è stato convocato nessun politico e soprattutto sono stati epurati quasi tutti i giornalisti all’eccezione di Matteo Feltri del quotidiano DOMANI e il capo dell’ENI, Francesco Starace.
Sembra che questa scelta sia dovuta alla disobbedienza operata da Mario Draghi nei confronti delle indicazioni avute dai poteri forti facenti capo hai realisti dell’ala importante all’interno del Bilderberg perché Draghi ha deciso di allinearsi con i neo-con e la politica il governo Biden: Queste informazioni possono essere riscontrate sulla rivista FOREIGN AFFAIRS e anche sul sito LIMES che ha scritto molti articoli sulla discussione tra REALISTI e NEO-CONS americani e che è legata editorialmente guarda caso proprio al quotidiano DOMANI di Matteo Feltri, presente al BILDERBERG di quest’anno. Ricordiamo anche che proprio il direttore di Limes, Lucio Caracciolo è stato ospite del Gruppo nel 2018

Quindi esiste sicuramente una componente, diciamo così, punitiva nei confronti di Draghi e di conseguenza della politica italiana che ha sposato l’emergenza della guerra  e il disegno di allinearsi a favore dell’Ucraina deciso dalla fazione neo-Conservatrice che è contro la fazione guidata dall’ideologia di Kissinger, uno dei fondatori proprio del Bilderberg che sostiene che l’escalation della guerra sia un grave errore strategico proprio per gli USA in funzione delle scelte utili per imporre nuovamente la leadership Americana nel Mondo. 

Attendiamo ora di vedere le prossime mosse del “Governo dei Migliori” e del suo Presidente Mario Draghi in virtù di questi nuovi accadimenti e del cambio ormai iniziato della narrativa sul conflitto in Ucraina.


FONTI:
NEO-CONS o REALISTI?: gli USA nel XXI Secolo
NULAN-PYATT Phone Call Transcript
BILDERBERG 2022 e LA MATRIX EUROPEA di Francesco Amodeo

Incontro-scontro Cina-Usa

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Lo Xini District a Taiwan

Per Taiwan

A Singapore, nel fine settimana, si è tenuto il vertice Shangri-la, tra Cina e USA, rappresentati dai loro ministri della difesa Wei Fenghe e Lloyd Austin, preceduto da un incontro bilaterale, dove i due ex-generali si sono trattenuti per un’ora, a dialogare su Taiwan.

La buona notizia è che i due interlocutori stanno dialogando dopo un periodo di freddezza, la brutta, è che i toni si sono alzati. Il principale obiettivo dell’evento è veicolare i messaggi ai vari Paesi dell’area asia-pacifico, una guerra (per ora) fredda, dove ciascuno Stato ora è chiamato a fare una scelta di campo.

I cinesi, appellandosi agli altri Paesi Asiatici affinché non si facciano avvicinare dagli Stati Uniti, hanno fatto leva sulla sfiducia dei Paesi del Sud, che si sono dimostrati riluttanti a condannare la Russia in Ucraina.

Taiwan, per la Cina una provincia ribelle. Per gli USA indipendente a seconda delle circostanze (ambiguità strategica)

Il principale attrito è la questione Taiwan.

Il generale Wei ha espresso il fastidio del suo esecutivo, per le spedizioni di armi statunitensi a Taiwan e il suo tono bellicoso, è chiaramente una risposta all’uscita di Joe Biden a Tokyo, il mese scorso. Ricordiamo che il presidente americano ha chiarito che gli Stati Uniti interverrebbero militarmente a fianco di Taiwan, in caso di aggressione cinese.

La Casa Bianca, per ridimensionare l’incidente diplomatico, aveva inquadrato questa dichiarazione nella ben conosciuta ambiguità strategica americana. Quest’ultima è la linea di comportamento per cui Washington, pur riconoscendo solo il governo di Pechino e non aprendo un’ambasciata a Taipei, ha redatto il Taiwan relations act, in base al quale fornisce armamenti a Formosa.

La Cina sta rispondendo in modo speculare, con continue esercitazioni aeree e navali intorno a Taiwan, senza oltrepassare i limiti della zona grigia che fanno la differenza tra un’esercitazione e la guerra vera.

Il segretario Usa alla difesa, Lloyd Austin, ha dichiarato che Washington si oppone a qualsiasi cambiamento unilaterale dello status quo lungo lo stretto di Taiwan, sia da parte di Pechino, sia di Taipei.

L’ex generale statunitense ha biasimato il comportamento provocatorio della Cina nell’Indo-Pacifico, incluse le sue rischiose intercettazioni navali e aeree e le sue attività militari, sempre più intense intorno a Taiwan.

Due tradizionali alleati degli Stati Uniti, Australia e Canada, hanno accusato l’aviazione cinese di aver eseguito esercitazioni aeree in prossimità dei loro aerei militari, per costringerli a cambiare la rotta. Pechino ha risposto affermando che Canberra e Ottawa diffondono notizie false.

Eventuali errori di valutazione durante questi incontri aerei ravvicinati, a detta degli analisti, potrebbero causare un’escalation del conflitto.


Il generale Wei ha fissato la linea rossa della sua Nazione dichiarando che: “se qualcuno cercherà di separare Taiwan dalla Cina, l’esercito cinese non esiterà a scatenare una guerra, costi quel che costi“.

La questione è cosa Pechino intenda per “separazione“.


Ciò che differenzia Taiwan dall’Ucraina – secondo Pechino – è che il primo è una provincia ribelle non riconosciuta in sede internazionale, agli occhi del Dragone, il secondo uno Stato sovrano, membro delle Nazioni Unite.


La condizione che innescherebbe una reazione di Pechino, è una dichiarazione di indipendenza di Taiwan, che ne formalizzerebbe l’indipendenza.

I leader statunitensi e taiwanesi, anche quelli che si definiscono indipendenti, si attengono allo status quo che consente a Taiwan di rimanere libera e prospera, ma il generale Wei ha messo in dubbio il termine separazione, poiché Pechino teme che l’Occidente stia rafforzando Taiwan a piccoli passi, senza superare la cosiddetta “linea rossa”.

Zhang Zhenzhong, vice capo del dipartimento dello Stato maggiore congiunto della Commissione militare centrale cinese, ha respinto la strategia indo-pacifica degli Stati Uniti come egemonica e ha attribuito le tensioni nello stretto di Taiwan al comportamento di Washington.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenuto al vertice, ha detto che la comunità internazionale dovrebbe fornire aiuti ai Paesi minacciati – come Taipei – prima dello scoppio di una possibile guerra. Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, le autorità ucraine si sono astenute dal criticare la Cina, per bilanciare la propria posizione nei confronti del Dragone.

Zelensky ha suggerito di cercare soluzioni diplomatiche per evitare conflitti e sostenere i Paesi in difficoltà, rispondendo alla domanda su Taiwan, senza nominare il leader cinese Xi Jinping.

Il mondo permette a questi leader di coltivare i loro appetiti, per ora, quindi abbiamo bisogno di una risoluzione diplomatica per sostenere i Paesi che hanno bisogno di aiuto“, ha concluso Zelensky.



Uno scorcio di Singapore: sede del vertice

Fonti:

https://www.radiofrance.fr/franceinter/podcasts/geopolitique/geopolitique-du-lundi-13-juin-2022-5494340

https://www.corriere.it/esteri/22_maggio_23/ambiguita-strategica-usa-cina-taiwan-8d06b89c-da8a-11ec-85d9-79001994e61c.shtml

https://www.asianews.it/notizie-it/Shangri-La-Dialogue%3A-scambio-di-accuse-tra-Pechino-e-Washington-su-Taiwan-56020.html