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Il vento sta cambiando-World War Woke

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Probabilmente abbiamo tutti sentito recentemente il termine “Woke”, diventato un MEME su internet e tanto spinto dai Black Lives Matter. È un termine che si usa per indicare una consapevolezza delle disuguaglianze e della giustizia sociale ma che in realtà è una vera e propria appropriazione culturale.

È il raro catch-all che è riuscito a rimbalzare da settori alternativi di Internet e i canali YouTube più rinnegati, fino al mainstream, senza davvero perdere la sua forma, funzione e il suo significato generale lungo la strada, nonostante i ripetuti tentativi di far sparire questa etichetta.

Essere “Woke” non significa semplicemente essere liberali, di sinistra, diversi o come un qualsiasi altro uomo di paglia con cui i complessi industriali dell’establishment aziendale e dei media tentano di sovvertire l’etichetta. Piuttosto, “Woke” si riferisce alla pratica consapevole, insidiosa, e in definitiva degna di far rabbrividire, di introdurre certi concetti in modo predicatorio, offensivo e cinico.

Il significato di “Woke” è leggermente diverso per ogni persona.

Quanto ognuno sia o non sia infastidito dall’infezione con questa ideologia marxista appena celata che riguarda praticamente tutta la significativa proprietà intellettuale americana, è soggettivo e difficile da prevedere. Anche la definizione potrebbe cambiare a seconda della prospettiva dell’etichettatore.

Detto questo, “Woke”, è un qualcosa che, in generale, ogni americano riconosce appena lo vede. E mentre ci sono seguaci dedicati a queste filosofie fondamentali, istituzionalizzate e sovvertenti la tradizione, un numero quasi uguale a questi da quelli politicamente e socialmente attivi agli ignoranti e persino compiacenti lo detestano.

Potremmo elencare diverse caratteristiche ripercorrendo le varie origini del virus della mente “Woke”, come viene spesso descritto, dal suo inizio marxista e comunista al suo intento culturale, sociale e. sì, anche politico: vale a dire, umiliare, sovvertire e, in definitiva, destabilizzare l’identità, la coesione e l’unità occidentali, ma questo non è l’intento del nostro articolo.

Oggi daremo un’occhiata alle ragioni più pratiche per i contenuti woke, perché sicuramente non TUTTE le aziende che si impegnano in wokeness sono sposate con esso alla radice, a livello ideologico, e vedremo se c’è qualche spiraglio all’orizzonte che si potrebbe cavalcare per eliminare questo virus culturale.

Wokeness a lungo termine danneggia il marchio, rendendo le proprietà di intrattenimento, che un tempo erano preziose, tossiche, inerti e in definitiva senza vita, e ci sono ancora sale riunioni aziendali in cui si sostiene la sua continuazione come una questione di praticità e NON di ideologia. E nell’ultimo quinquennio è stato ancora redditizio.

Ti chiederai, come è possibile?

Bene, hai mai sentito parlare dei punteggi ESG?

ESG è un altro di quei bellissimi acronimi orwelliani impiegati dal (totalmente inesistente) Nuovo Ordine Mondiale che sta per Environmental, Social and Corporate Governance.

Questo è un punteggio, una sorta di algoritmo assegnato attraverso varie metodologie, da think tank di ONG finanziati da ricchi oligarchi dello Stato Profondo, tra cui riconosceresti senza dubbio alcuni nomi e facce di cera fusa, e molti dei quali invece non individueresti, eppure cercano a prescindere di governare il mondo.

A livello di base, un punteggio ESG è un punteggio di responsabilità sociale, si pensi al sistema di credito sociale cinese, che cerca di assegnare un punteggio a tutte le principali organizzazioni.

Più alto è il punteggio, più denaro detta società può guadagnare non solo dagli investimenti ombra, ma anche per uno stuolo di hedge fund e società di investimento focalizzati sui fattori ESG che vendono tali punteggi ai loro investitori “socialmente consapevoli”, non solo come una questione morale, ma come una cosa pratica.

Per qualche tempo, l’effetto sinergico tra il pompaggio artificiale dei punteggi ESG aziendali all’iniezione artificiale di liquidità nelle società con punteggi ESG elevati ha portato a un ciclo di feedback marxista positivo.

Da un lato, la maggior parte degli osservatori, dagli investitori ai principianti completi ai soggetti ESG e al mercato azionario in generale, hanno una comprensione innata del fatto che il “Woke” dovrebbe equivalere a un’eventuale rottura. Eppure, le società con punteggi ESG elevati hanno continuato a crescere, costruendo capitale ESG sulla base di false promesse, metriche distorte e, soprattutto, di proiezioni altamente ottimistiche.

Quindi, come appaiono dette proiezioni in questi giorni? Come sta andando la World War Woke?

In una parola, sta andando alla grande.

Solo, tanto per cambiare, questa volta non mi riferisco a [loro]. Mi riferisco alla sanità fiscale e culturale.

Il mercato azionario è stato iniettato con più “falso capitale” “imbroglio” nell’ultimo decennio che in qualsiasi altro momento della storia americana. Questo vale anche per le aziende promotori di “Woke” e abbondanti in termini di ESG. Le proiezioni sono diventate realtà e il sentimento degli investitori, sebbene pesantemente manipolato, è arrivato a definire il successo di un determinato titolo indipendentemente dal fatto che tale azione derivasse o meno da una società che, in realtà, ha ottenuto un profitto.

Nonostante tutte le conseguenze negative che l’economia di Biden ha spinto sulla classe operaia, sembra che alcune delle aziende in cima alla piramide fiat globalista stiano iniziando a tremare, e potrebbero presto iniziare a rovesciarsi una dopo l’altra.

Negli ultimi diciotto mesi c’è stata una stretta della cinghia da un punto di vista economico. Pertanto, gli hedge fund che si impegnano in comportamenti rischiosi (ad esempio investendo in base alle proiezioni e polvere arcobaleno ESG rispetto ai fondamentali sottostanti di mercato e produzione) stanno iniziando a fallire.

Gli investitori al dettaglio, noti anche come Main Street, non hanno tanti soldi da “buttare in giro” come hanno fatto nel 2020-21 durante una breve e altamente dannosa era di stimoli di massa e zero responsabilità: o sono seduti in attesa, o investono i loro soldi in titoli più sicuri. Ancora una volta, le azioni derivano da società che in realtà gestiscono attività solide.

Come risultato di questo effetto frusta sui mercati, le società senza fondamenta solide sono costrette a mostrare agli investitori i loro primi rapporti trimestrali veramente negativi da anni e, come molti investitori solidi hanno osservato, il capitale fugge dove viene trattato meglio; il mercato sta iniziando a imparare che il capitale NON è trattato meglio nella cura delle società i cui consigli di amministrazione sono più impegnati a discutere se utilizzare il Pride ucraino o le bandiere Gay Pride sui loro profili Twitter per una determinata settimana rispetto a quelli che sviluppano o continuano modelli di business logistici, solidi e produttivi.

I fondi ESG stanno affondando. Il capitale sta diventando “spaventato” e, quindi, smart.

E woke è l’opposto di smart.

La testata giornalistica ZeroHedge lo spiega senza mezzi termini:

“Non lo ammetteranno mai apertamente, ma il weakness fa sì che le aziende crollino. C’è una debolezza all’interno delle produzioni weakness che i media alternativi hanno sottolineato da molto tempo: non fanno profitto perché sono progettati per placare una minoranza di zennials di sinistra che non hanno soldi. Questa è l’utenza sbagliata su cui fare affidamento per il flusso di cassa.

Alcune aziende si stanno finalmente rendendo conto di questo fatto e stanno agendo per ridurre la loro esposizione ai contenuti woke , altrimenti muoiono per la perdita di utenti. Ecco il punto: la sinistra potrebbe prendere il controllo di ogni piattaforma per la distribuzione dei media (quasi ce l’ha), ma non può ancora costringere il pubblico a consumare contenuti woke . Alla fine, la perdita di utenti e profitti danneggerà i loro profitti”.

Per fare alcuni esempi specifici, due dei più recenti eventi attuali che indicano un rallentamento e persino un’inversione nel culto del woke sono le decisioni gemelle di Netflix e Warner Media di annullare i contenuti completamente woke per il contraccolpo previsto dai potenziali fan.

Netflix ha anche recentemente lanciato una lettera di avvertimento ai propri dipendenti (molti dei quali sono stati allontanati sulla scia dei licenziamenti aziendali) dicendo loro che, nel tentativo di fare appello a una base di consumatori più ampia (e più solvente), sposteranno gli obiettivi di produzione verso lo sviluppo di una vasta gamma di intrattenimento, compresi i programmi che rivolti agli americani reali.

Mentre è troppo presto per dire se queste mosse più fiscalmente e in definitiva, “socialmente” responsabili si tradurranno in un rimbalzo degli spettatori e quindi, del denaro, le mosse sono indicative di un takeaway piacevolmente ottimista:

La Guerra di Woke si è trasformata abbastanza rapidamente nella Guerra ON Woke.

E nel cambiamento, questo in effetti potrebbe essere divertente da guardare.

Tradotto e trascritto da

Papa Francesco è cattolico? Versione estesa

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Questa è la seconda parte di un precedente articolo, la prima parte la puoi trovare qui: Il Papa è cattolico? Domanda interessante

Visti i criteri con cui possiamo sapere se qualcuno è cattolico o meno, torniamo alla domanda con cui abbiamo iniziato questo pezzo. Francesco è cattolico?

Ebbene, il neonato Jorge Bergoglio fu battezzato il giorno di Natale del 1936. Naturalmente questo avvenne con il rito tradizionale e si verificò prima dell’attuale periodo di caos disciplinare – così, a differenza di molti battesimi di oggi, non ci sono motivi per dubitare della validità del suo battesimo!

Allo stesso modo è certo che Bergoglio non è mai incorso in una scomunica ufficiale decretata da un Sommo Pontefice.

Due criteri sui quattro necessari per essere considerati effettivamente un membro della Chiesa sono dunque soddisfatti. Tralasciamo la questione se si sia separato dall’unità del Corpo attraverso lo scisma e consideriamo l’importante questione della professione della fede.

Significato e importanza di professare la fede

La professione di fede è una condizione essenziale per essere cattolico.

Chiariamo che “professare la fede” non vuol dire semplicemente “professare di credere nella fede” o “professare di essere cattolico”. Significa la professione esteriore della fede cattolica e una manifestazione di sottomissione al magistero della Chiesa.

La Chiesa è una società visibile è “la congregazione dei fedeli”. I suoi membri sono quindi visibili e identificabili come tali, almeno nella maggior parte dei casi. Ma questo sarebbe impossibile se i criteri per l’adesione a questa fede non riguardassero anche aspetti visibili, verificabili o conoscibili.

Il carattere del battesimo è invisibile, ma il rito stesso è visibile. La separazione aperta dal Corpo è visibile e tali persone non sono più “riunite”. Allo stesso modo, anche la professione di fede deve essere visibile. Ma la virtù della fede è invisibile, tranne che nella misura in cui è professata esternamente.

La Chiesa, inoltre, è anche identificabile dai quattro requisiti di unità, santità, cattolicità e apostolicità. Per unità si intende, tra l’altro, che Essa è visibilmente unita nella fede.

Se coloro che professano visibilmente e deliberatamente una fede diversa fossero in qualche modo ancora membri della Chiesa, questa unità di fede andrebbe perduta. Ciò significa che la Chiesa non sarebbe più un solo corpo. Non professerebbe una sola fede. Non sarebbe unita. In realtà, non potrebbe essere visibile: diventerebbe invisibile.

Ma questa non sarebbe la Chiesa che Cristo ha voluto. Si potrebbe individuare una certa struttura con varie istituzioni ufficiali e una continuità materiale con la Chiesa, ma non sarebbe la Chiesa di Cristo secondo i criteri teologici classici.

Questo è un aspetto piuttosto importante, ed è così basilare che può essere trovato pressoché in ogni catechismo tradizionale.

Consideriamo quindi i tre modi principali con cui professiamo la fede, ovvero:

La nostra condotta ordinaria

Non negare la fede

Affermare direttamente la fede in determinate circostanze.

La nostra condotta ordinaria

Professiamo la fede in modi ordinari, quasi impliciti, osservando i precetti della Chiesa, affermando la fede agli altri e difendendola, privatamente o pubblicamente, facendo alcune cose come ad esempio frequentare il culto pubblico e i sacramenti e inginocchiarsi davanti al Santissimo Sacramento.

Non negare la fede

Anche se potrebbe sembrare strano, possiamo professare la fede non facendo nulla che la neghi. Ma la fede si può negare in molti modi.

Rispetto a quanto detto sopra, possiamo negarla rifiutando le manifestazioni di culto ordinarie e i gesti quotidiani menzionati.

A volte coloro che trascurano queste pratiche ordinarie lo fanno per ignoranza o semplicemente per pigrizia e questo non manifesterebbe necessariamente una negazione della fede.

Altre volte però tali omissioni manifestano effettivamente una negazione della fede, e in alcune circostanze questo può essere conosciuto e giudicato dagli spettatori.

Questa capacità generale di osservare e riconoscere i fratelli cattolici – non da ultimo con la loro professione della stessa fede – è un aspetto fondamentale della visibilità della Chiesa.

Tale osservazione non è un giudizio legale, è solo un giudizio di fatto, paragonabile al notare che qualcuno è un uomo o una donna, vivo o morto, o un membro della propria famiglia oppure uno sconosciuto.

Questo non presuppone che si riesca sempre a riconoscere chi è cattolico da chi non lo è: ci possono essere infatti alcuni casi “grigi”, tuttavia l’esistenza del grigio non confuta l’esistenza del bianco e nero.

Aperta negazione della fede

Facciamo un esempio: un importante uomo di Chiesa riceve in udienza privata un amico giornalista. Dopo questa conversazione, il giornalista riferisce a tutto il mondo che questo personaggio pubblico ha negato l’esistenza dell’Inferno. Forse il giornalista sta mentendo o sbagliando: possiamo dare all’uomo di chiesa il beneficio del dubbio.

Il normale standard di comportamento umano vorrebbe che l’uomo di chiesa mettesse immediatamente, chiaramente e definitivamente le cose in chiaro. Più alta è la posizione gerarchica di tale uomo, più importante sarebbe un tale dovere.

Ma immaginate se, invece di questo, un vago comunicato stampa lo negasse in modo ambiguo, contorto e indiretto. Non abbiamo bisogno di affrettarci a giungere a nessuna conclusione, però provate a pensare se dopo questo grave scandalo, l’uomo di chiesa concedesse a questo giornalista un’altra udienza privata, e la stessa cosa accadesse di nuovo con un altro dogma della fede: il giornalista afferma con sicurezza che tutti gli amici di questo uomo di chiesa sanno che egli nega la divinità di Cristo.

E immaginate se questo accadesse ancora, e ancora, e ancora – a volte “corretto” con affermazioni vaghe che sembrano più ammiccamenti e con un cenno del capo – e sempre con un’ulteriore intervista.

In queste circostanze, non avremmo forse la certezza morale che questo uomo di chiesa voglia che queste opinioni siano rilasciate e manifestate in questo modo?

Sarebbe imputare un comportamento estremamente bizzarro e irrazionale a entrambi i protagonisti trarre una conclusione diversa. Tuttavia non siamo obbligati a cercare motivazioni astruse per togliere questo uomo di chiesa dai guai. È teoricamente possibile che esista un’altra spiegazione. Ma cosa c’è di reale qui? Cosa si basa sulle regole ordinarie della condotta umana?

Tali spiegazioni mancano anche del punto chiave: non sono le parole riportate dall’ecclesiastico o il silenzio da soli che devono essere spiegati: piuttosto, ciò che deve essere spiegato sono tutte le successive interviste e udienze.

La questione lampante è questa: l’uomo di chiesa potrebbe togliersi dai guai, e sta scegliendo di non farlo.

“Ma.”, potremmo chiederci” ha il dovere di togliersi dai guai? Forse ha buone ragioni per rimanere in silenzio! Forse non conosce la controversia, forse è umile, o forse è solo ignorante della fede, e si sbaglia in buona fede!”

Queste sono solo tante altre contorsioni gratuite.

Torniamo alla domanda.

Francesco professa la fede?

Sulla base di quanto esposto, possiamo vedere che a volte dire “alcune cose cattoliche” non è sufficiente per dimostrare che Francesco professa la fede. Dobbiamo guardare al quadro generale, la “Gestalt”.

Scrivendo nell’anno 2022, diventa faticoso riportare tutte le prove per cui Francesco non professerebbe la fede cattolica, quindi cerchiamo di essere brevi.

Siamo tutti consapevoli degli innumerevoli modi in cui la condotta ordinaria e quotidiana di Francesco manifesta un allontanamento dalla professione della fede cattolica. Basti pensare alle sue ripetute interviste al compianto Eugenio Scalfari.

A ciò potremmo aggiungere la tolleranza e la difesa delle cerimonie della Pachamama (ricordando l’osservazione di San Tommaso d’Aquino che se qualcuno dovesse “adorare presso la tomba di Maometto, sarebbe considerato un apostata”. Non c’è nulla di speciale in questa tomba in questo contesto) e la rilevanza per Pachamama è ovvia.

Quindi, non è credibile affermare che Francesco professi la fede nel suo corso ordinario di azioni, anche se fa “alcune cose cattoliche”.

Non racconteremo tutti gli altri esempi possibili.

Ma che dire degli altri punti, ovvero del negare direttamente la fede e non professarla direttamente quando invece dovrebbe?

Consideriamo la saga di Amoris Laetitia.

Nel 2015 Francesco promulgò Amoris Laetitia. L’anno successivo 45 accademici scrissero una lettera al Decano del Collegio cardinalizio, sostenendo che questo documento conteneva una serie di proposizioni che erano state classificate come eretiche o comunque errate. La lettera chiedeva che queste proposizioni fossero condannate non per malizia, ma per avere chiarimenti su questioni di fede e morale.

Nel settembre del 2016, i cardinali Burke, Caffarra, Brandmüller e Meisner presentarono cinque “dubia” (domande) su questo documento, e in seguito resero pubblica la loro lettera in quanto non avevano ricevuto risposta. Si chiedeva quindi a Francesco di “risolvere le incertezze e portare chiarezza” su cinque punti di fede e morale.

Sempre nel settembre 2016, i vescovi di Buenos Aires scrissero un documento sull’attuazione di Amoris Laetita in cui affermavano che i passaggi controversi significavano che le coppie che hanno divorziato e poi contratto un altro matrimonio possono, in determinate circostanze, ricevere i sacramenti della Penitenza e della Santa Comunione senza alcun requisito per un cambiamento nella loro situazione.

In una lettera privata trapelata successivamente, e poi nel giugno 2017, promulgata da Roma negli Acta Apostolica Sedis, insieme allo stesso documento di Buenos Aires Francesco ha scritto:

“Il documento è molto valido e spiega completamente il significato del capitolo VIII di Amoris Laetitia. Non ci sono altre interpretazioni”.

Molti altri sforzi apparvero negli anni successivi. I cardinali Meisner e Caffarra sono morti entrambi nel 2017 senza ricevere una risposta diretta.

In realtà non c’era bisogno di una risposta. Promulgare la lettera privata di cui sopra negli Acta era di per sé la risposta ai dubia: essa fu promulgata, nonostante Francesco fosse informato dei problemi e fosse edotto sulle richieste di chiarimenti. Promulgare quella lettera è stato il chiarimento.

Nel 2017 un gruppo di 62 cattolici ha presentato a Francesco una “Correzione filiale” per “propagare eresie”, in cui si affermava che:

“Il papa, con la sua Esortazione Apostolica Amoris Laetitia, e con altre parole, azioni e omissioni correlate, ha effettivamente sostenuto sette posizioni eretiche sul matrimonio, la vita morale e la ricezione dei sacramenti, e ha fatto sì che queste opinioni eretiche si diffondessero nella Chiesa cattolica”.

Nel 2018, gli arcivescovi Peta e Lenga e il vescovo Schneider hanno emesso una pubblica “Professione di verità immutabili sul matrimonio sacramentale”, evidentemente in opposizione alle idee espresse nel documento.

Nel 2019, un certo numero di eminenti ecclesiastici e studiosi ha pubblicato una lettera aperta accusando Francesco di “delitto canonico dell’eresia“. Questa lettera sorprendente affermava:

“Accusiamo Papa Francesco di aver, con le sue parole e le sue azioni, dimostrato pubblicamente e pertinacemente la sua fede nelle seguenti proposizioni [cit. la lettera] che contraddicono la verità divinamente rivelata”.

Dopo aver dettagliato sette proposizioni, la lettera enunciava:

“Le dichiarazioni pubbliche di Papa Francesco e le sue azioni pubbliche. Le due forme di prova sono correlate. Le sue azioni pubbliche servono a stabilire che le dichiarazioni pubbliche elencate di seguito erano intese da lui per essere lette in senso eretico”.

Si può presumere che Bergoglio sia abbastanza ben informato sulla dottrina cattolica da sapere che le eresie che professa sono contrarie alla dottrina cattolica.

La lettera si concludeva con un appello ai Vescovi del mondo di ammonire pubblicamente Francesco e di “abiurare le eresie che ha professato”.

Siamo ora tornati alla domanda a cui bisogna rispondere:

dato che è evidente che Francesco non professa la fede, e che abbiamo il diritto e il dovere di riconoscerlo e dato che professare la fede è un requisito per essere un membro della Chiesa cattolica

si può ragionevolmente dire che Francesco è cattolico?

L’articolo è estratto è tradotto da QUI

IL VERO MOTIVO PER CUI I GROOMERS TRANSGENDER PRENDONO DI MIRA I BAMBINI

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Nell’America di Biden sono all’ordine del giorno gli adescamenti nelle scuole pubbliche come nel caso dei bambini della scuola materna mandati a casa con un compito di masturbazione, oppure nel caso dell’insegnante che chiede agli studenti di scrivere quanto sono a loro agio con il sesso anale.

David Kupelian esplora cosa c’è dietro l’odierna mania di reclutamento LGBT.

Twitter ha recentemente bandito il termine “groomer” come “anti-LGBT“. Tuttavia, “groomer” è proprio il termine giusto per descrivere coloro che sono coinvolti nel diffuso fenomeno odierno degli “attivisti di genere” che indottrinano, seducono e reclutano i bambini americani per “identificarsi” come transgender. Ciò ha già portato innumerevoli bambini ad assumere droghe potenti e pericolose, a subire doppie mastectomie e castrazione chimica o chirurgica. Pratiche che sfociano – tragicamente ma non sorprendentemente – in un tasso di suicidi astronomico. Come può accadere questo in America?

Cominciamo dall’inizio.

Prima di tutto affermiamo in modo chiaro, inequivocabile e ad alta voce la verità proibita di oggi: è letteralmente impossibile che un maschio diventi una femmina, o che una femmina diventi un maschio. Impossibile.

L’intera razza umana – vale a dire, praticamente tutte le persone di ogni etnia, colore della pelle, religione, ideologia politica e status socioeconomico – ha riconosciuto questa ovvia verità dall’inizio della vita umana sulla terra fino al 2013 circa. Fu da allora che la potente lobby LGBT nella quinta edizione del suo “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali” (il cosiddetto “DSM-5“), la “bibbia” ufficiale degli psichiatri ha fatto pressione e intimidito l’Associazione psichiatrica americana, notoriamente dalle ginocchia deboli, affinché de-patologizzasse il disturbo dell’identità di genere per la diagnosi di malattie mentali.

Dal disturbo mentale a “normale”

Così è stato che il transgenderismo, fino ad allora un fastidioso disturbo mentale, improvvisamente venisse dichiarato perfettamente normale: all’epoca praticamente tutti i “media mainstream” hanno riportato la grande novità in modo esuberate, come se si fosse rivelata una verità sottaciuta nei secoli.

Peccato che “verità’” non fosse. La “scienza” relativa al genere non potrebbe essere più chiara e incontrovertibile: praticamente tutti i 30-40 trilioni di cellule nel corpo di un maschio adulto sono codificati in modo permanente con cromosomi XY – che significa MASCHIOQuindi cambiare nome e pronomi, indossare abiti femminili e farsi crescere i capelli lunghi e assumere estrogeni – anche farsi mutilare chirurgicamente le parti intime – non trasforma un uomo in una donna. Allo stesso modo, anche se una donna si taglia i capelli, si fa amputare il seno e riceve iniezioni di testosterone, non si trasforma magicamente in un uomo, come ad esempio Elliot Page.

Elliot Page ha mostrato con fierezza una foto della sua completa trasformazione in persona transessuale, la prima in pantaloncini dopo la mastectomia.

Indipendentemente dalla vera sofferenza emotiva (“disforia“) che può e spesso accompagna il disturbo dell’identità di genere, fingendo di essere il sesso opposto e mutilando il proprio corpo nel processo, la risposta migliore a questa situazione non e certo chiedere alla società di avvallare queste teorie e di sostenere questa illusione. Teorie illusorie che producono una tale visione contorta della realtà che la società stessa rischia di diventare delirante.

Ma purtroppo, l’America è un paese libero.

E se un adulto decide di cambiare nome, amputarsi parti del corpo, assumere potenti droghe e “identificarsi come” il sesso opposto – o come un genere nuovo di zecca che non è mai esistito fino a pochi mesi fa – probabilmente non sta infrangendo alcuna legge.

Durante l’era Biden, caratterizzata da follia in rapida metastatizzazione in ogni area della vita, il processo che una volta era appannaggio di relativamente pochi adulti problematici che facevano scelte personali tristi e spesso catastroficamente irreversibili per “transizione” medica a un genere diverso, si è trasformato in una abitudine incredibilmente diffusa tra i bambini della “groom America” per “identificarsi” come “trans”.

Innumerevoli attivisti LGBT, inclusi molti insegnanti delle scuole pubbliche, hanno iniziato a fare proselitismo verso i bambini americani per questa nuova “salvezza” transgender, con il risultato che un numero incalcolabile di bambini delle scuole è stato portato a vivere non solo dei conflitti interni, sofferenza e disabilità senza fine, ma troppo spesso , come dimostrano diversi studi, il suicidio.

La ricerca conferma in modo schiacciante che percentuali incredibilmente alte di “adolescenti transgender” tentano di suicidarsi ogni anno.

Eppure, secondo non meno di 11 diversi studi, ben l’80% di quei bambini che sono attratti dallo stile di vita “trans” – cioè 4 su 5 – avrebbero superato completamente la loro disforia di genere giovanile al momento di uscire dalla fase adolescenziale.  Se fossero stati semplicemente lasciati soli, cioè non preparati, incoraggiati e messi in grado da genitori, insegnanti, colleghi, personalità dei social media e medici, di entrare nel mondo tragicamente fantasmagorico del transgenderismo, non avrebbero certo intrapreso un percorso cosi deleterio per sé stessi.

La manipolazione avviene ovunque

Perché, allora, così tanti insegnanti delle scuole pubbliche e altri che hanno accesso ai bambini americani sono intenzionati a spingerli a identificarsi come transgender?

Ci sono diversi potenti fattori che contribuiscono che devono essere identificati, ma una ragione più profonda, profonda e ultima che sta alla base di tutti loro.

Qui, solo per fornire un piccolo assaggio, c’è uno delle centinaia di video simili sui social media attualmente rivolti ai bambini americani:

Altri fattori che contribuiscono alla mania della trasformazione transgender di oggi:

Altri motivi:

Il coinvolgimento politico

Non c’è da stupirsi che l’amministrazione Biden, interamente un burattino della sinistra marxista in ascesa, sia così profondamente coinvolta nell’educazione e nel reclutamento transgender dei giovani della nazione. L’esplicito filo-comunista Xavier Becerra, segretario per la salute e i servizi umani di Biden ed il suo sottosegretario Rachel Levine , sostiengono pienamente le amputazioni finanziate dai contribuenti di parti del corpo sane di questi bambini vulnerabiliannunciando macabro: “Dovremmo aiutare coloro che affermano di aver bisogno di una vita “diversa”. Da notare il caso della Vanderbilt Health del Tennessee che si occupa di bambini, ha tolto ai genitori il diritto di accedere alle cartelle cliniche dei loro figli quando questi raggiungono i 13 anni, per permettere di iniziare il processo di transizione all’insaputa dei genitori.

Alcuni leader democratici sembrano essere impazziti completamente: in Oregon, il governatore apertamente bisessuale Kate Brown ha firmato il “Menstrual Dignity Act” in legge l’anno scorso, imponendo che i “prodotti mestruali saranno disponibili in tutti i servizi igienici (maschili, femminili e di tutti i sessi). )” in ogni scuola pubblica, K-12, nello stato.

Il governatore democratico Kate Brown ha firmato il controverso “Mestrual Dignity Act” nel luglio 2021.
AP

Indottrinamento fin dalla tenera età

Quindi, i bambini della scuola materna – questo significa tanti bambini e bambine innocenti e curiosi di 5 e 6 anni – dovranno guardare questi prodotti ogni volta che vanno in bagno, dove “Saranno pubblicate le istruzioni su come usare i tamponi e i medicinali necessari per gestire la fase mestruale”, secondo il comunicato stampa ufficiale del governatore.

Come risultato di tutto ciò, gli americani si confrontano continuamente con notizie come quella della mamma del Colorado Erin Lee, la cui figlia di 12 anni è stata invitata in un “club d’arte” doposcuola che era in realtà un club di reclutamento LGBT, dove le è stato detto che probabilmente era transgender, ma che avrebbe dovuto mentire ai suoi genitori su ciò che le era stato detto. Molte sono le madri che si affidano inconsapevolmente  per il “dopo scuola”  a gruppi di supporto che pretendono di essere gruppi di supporto, ma in realtà sono tutti incentrati sul reclutamento, come il GSA (ex “Gay-Straight Alliance”, ma ora ribattezzati “Gender and Sexualities Alliance”). Questa abitudine sta rapidamente proliferando nelle scuole pubbliche americane.

Non c’è da stupirsi che una sindrome nuova di zecca si sia ora manifestata tra i giovani americani, chiamata disforia di genere a insorgenza rapida o ROGD.

LA RAGIONE ULTIMA PER TUTTO QUESTO STA ACCADENDO

Ma andiamo più in profondita’.

Qual è la vera causa alla base di questa improvvisa preoccupazione di istruire i bambini americani affinché entrino nel triste mondo del transgenderismo? Perché alcuni ragazzi con confusione giovanile assolutamente tipica e dolori e ansie della crescita vengono deliberatamente incanalati in una direzione così catastrofica?

Ecco un suggerimento: perché credi che i pedofili siano ossessionati dal sesso con i bambini in età prepuberale? Non c’è assolutamente niente di sessualmente attraente nei bambini piccoli, anzi. Ma il piacere che prova il pedofilo nel violare un bambino non è tanto sessuale, quanto il sollievo e la soddisfazione derivanti dal corrompere e distruggere la sua innocenza.

Anche se c’è qualcuno come la Mirjam Heine dell’Univeritá di Würzburg, che al TEDx 2018, presenziando ad una conferenza, cercò di sdoganare la pedofilia qualificandola come un semplice “orientamento sessuale”

TEDx 2018 – Mirjam Heine University of Würzburg – “La pedofilia è un orientamento sessuale immutabile, proprio come per esempio l’eterosessualità”

I bambini piccoli rappresentano e, in effetti, incarnano l’innocenza e la luminosità; qualità spirituali che hanno corrotto le persone stesse una volta possedute, prima che esse stesse fossero sedotte o violate. 

Così l’innocenza dei bambini incontaminati serve come un ricordo molto sgradito e scomodo della luce e della genuina felicità spensierata che è stata sostituita dall’oscurità e dal conflitto dentro di loro. Quindi si sentono obbligati a spegnere quella luce… attirando il bambino nel loro mondo oscuro. Insomma un voler dare continuita’ alle molestie che hanno ricevuto loro a suo tempo.

Ecco come affronto questo fenomeno in “The Marketing of Evil”, durante un’esplorazione dell’elevata prevalenza delle molestie omosessuali sui giovani. ( Molti grandi studi statunitensi documentano in modo conclusivo che le molestie sessuali precoci sono una delle cause principali delle persone che successivamente si identificano come omosessuali .)

I bambini sono squisitamente impressionabili, tanto che la seduzione o l’aggressione sessuale è un trauma grave che può, e spesso lo fa, riprogrammare l’identità della vittima, la sua visione di chi e cosa è. … Le nostre prigioni sono piene di molestatori di bambini che sono stati molestati da bambini e maltrattatori che sono stati picchiati da bambini.

Un bambino innocente ha una qualità di “luce brillante” che sembra misteriosamente minacciosa per coloro che sono in preda alla corruzione. In effetti, molti vedono questa dinamica al centro di una grande quantità di abusi sui minori.

Per la persona che è già stata “convertita” e sta recitando lo stile di vita omosessuale, è profondamente soddisfacente – ben oltre il mero piacere sessuale – “iniziare” una persona innocente. Ciò serve ad anestetizzare la propria coscienza e ad alleviare il suo conflitto interiore distruggendo l’innocenza di un’altra persona, poiché tale innocenza tende a renderla consapevole della propria corruzione.

Come sottolinea correttamente Matt Walsh (creatore del popolare documentario “What Is a Woman” ) del Daily Wire, quando i genitori incoraggiano e consentono ai loro figli di “transirsi” al sesso opposto, non è solo un abuso sui minori, è una forma di pedofilia . abuso sessuale. Qui ne abbiamo estratto un pezzo essenziale per quello che riguarda la nascita di dell’ideologia gender e gli studi che l’hanno portata a ciò che oggi é:

I PADRI DELL’IDEOLOGIA GENDER “John Money e Alfred Kinsey”


Noi di ChildResQue abbiamo avvisato e cercato di attenzionare la proposta del PD di “Normalizzare La Pedofilia” già nel novembre del 2021 con un post sul nostro canale Telegram.

S.1052 [Contrasto Omofobia e Transfobia] Disposizioni in materia di contrasto dell’omofobia e della transfobia

Questo obiettivo è nei loro piani già dal settembre 2013 con il disegno di legge DDL 1052 e gli emendamenti collegati. Il tentativo è stato tentato con più decisone attraverso il DDL ZAN, fallito nel 2021 quando il Senato ne ha respinto la pregiudiziale di costituzionalità con 136 voti contrari, 124 favorevoli e 4 astenuti.

Sdoganare la pedofilia per farla diventare solo un “orientamento sessuale” ha lo scopo di portare all’ultimo step la finestra di Overton: legalizzarla.


Si consideri il caso dell’adolescente californiana Chloe Cole, che ha recentemente testimoniato davanti a un comitato legislativo della Florida su come la “transizione” da femmina a maschio sia stato il peggior errore della sua vita, ma che non può annullare(VIDEO).

Avendo deciso di essere transgender all’età di 12 anni, a causa dell’influenza degli attivisti LGBT sui social media, Chloe ha iniziato a ricevere iniezioni di testosterone a 14 anni e alla tenera età di 15 anni ha subito una doppia mastectomia. Immediatamente, dice, si è pentita della sua decisione.

Non ho davvero capito tutte le ramificazioni di nessuna delle decisioni mediche che stavo prendendo“, ha detto Cole in udienza. “Stavo inconsapevolmente tagliando fisicamente il mio vero sé dal mio corpo, irreversibilmente e dolorosamente“.

Chloe Cole, ragazza #transgender rivela il suo calvario ed il suo pentimento profondo per essersi sottoposta alla transizione di genere

In una testimonianza straziante, l’adolescente, che ora ha 17 anni, ha riflettuto su cosa significa per la sua vita essere stata sedotta nel “transizione” a un altro genere:

“Non so se sarò in grado di portare in grembo un bambino e potrei essere maggiormente a rischio di alcuni tumori, principalmente il cancro del collo dell’utero. E poiché non ho il mio seno – non ho più il seno – non sono in grado di allattare al seno i futuri bambini che ho”. Dopo una lunga pausa, Chloe ha continuato: “Quella realizzazione è stata in realtà una delle cose più grandi che mi ha portato a capire che questo non era il percorso che avrei dovuto intraprendere”, aggiungendo che “Nessun bambino dovrebbe provare quello che ho io”.

Anche se le piacerebbe avere figli un giorno, Chloe ha detto che non è nemmeno più sicura che sia più possibile, dal momento che la vitalità dei suoi ovuli è stata compromessa dalle iniezioni di testosterone che ha ricevuto.

Chloe è tutt’altro che sola. Il movimento in continua crescita “Sex Change Regret” , guidato da Walt Heyer, che ha trascorso otto anni come “donna transgender” prima di reclamare la sua vera identità di uomo – e di cristiano – aggiorna quotidianamente la lista dei casi e rileva, come innumerevoli americani che sono stati sedotti nel mondo transgender si siano pentiti e cerchino una “via del ritorno. Il sito Web SexChangeRegret.com di Heyer è uno dei siti internet migliori per iniziare la ricerca.

La realta’ odierna in America e’ questa: adulti che convincono una ragazza di 14 anni a farsi fare iniezioni di testosterone e l’anno successivo a farsi rimuovere chirurgicamente il seno o incoraggiare la castrazione chimica o chirurgica dei ragazzi adolescenti in una ricerca impossibile per trasformarli in femmine – sono colpevoli di abusi sessuali su minori. Dai un’occhiata a questa “terapeuta” su TikTok che dice di essere “così felice” che un’adolescente che è stata ispirata dal suo video abbia convinto suo padre a permetterle di sottoporsi a “un intervento chirurgico di alto livello”, ovvero a farsi tagliare il seno(Tieni i tuoi figli lontani da TikTok). 

Stiamo esaminando abusi sessuali su minori a grandi linee.

E cosa dire della costrizione di  bambini di 2 e 3 anni a sedersi ai piedi delle drag queen – molti dei quali, a quanto pare, hanno precedenti penali come autori di reati sessuali e posseggono materiale pedopornografico?  Oppure come una drag queen fa ballare una bambina sul palco con una barra da steaptease e alla fine gli gettano dei soldi e fa notare alla bimba quanto sia bello guadagnare soldi in quel modo. Non è una forma di abuso sessuale su minori?

E a proposito, chi diavolo sono questi “medici” che stanno tagliando la sacra creazione di Dio, amputando chirurgicamente le parti sane del corpo dei bambini, deformandoli e disabilitandoli, mentre dispensano liberamente droghe pericolose con effetti collaterali potenzialmente letali? 

L’enorme quantità di rispetto di base che gli americani avevano tradizionalmente per i medici è già andata perduta a causa della cattiva gestione della pandemia di COVID assecondata principalmente dalla codarda acquiescenza da parte di molti medici (per fortuna non tutti i medici sono ) intensamente politicizzati e grossolanamente disonesti, non scientifici.

I medici non stanno cercando certo di ricostruire quella fiducia perduta eseguendo interventi chirurgici macabri, in stile Frankenstein su bambini, in obbedienza vigliacca all’ideologia di genere radicale, ma disobbedienza al giuramento di Ippocrate che dichiara “prima, non fare del male”.

In conclusione: quelli della sinistra radicale sono arrabbiati, ossessionati – e probabilmente posseduti – e hanno poca considerazione per l’innocenza data da Dio ai bambini. Lo dimostrano ogni giorno. Il loro messaggio di aborto è passato dal “sicuro, legale e raro” di un paio di decenni fa ad autorizzare apertamente la possibilità di uccidere bambini non ancora nati fino e al momento stesso della nascita, per qualsiasi motivo o per nessun motivo. Indottrinano i giovani americani con dottrine tossiche come la “teoria critica della razza” marxista e li corrompono con la pornografia , come nel caso di “Margherita dolcevita” nelle nostre scuole qui in Italia, e l‘”educazione sessuale esplicita” in età assurdamente immature. Tutto in nome dell’ipersessualizzazione dei bimbi.

Il prodotto di tutto questo è l’attuale ossessione della sinistra per la cura e il reclutamento di bambini innocenti nell’oscuro regno del transgender. È, molto semplicemente – come Jason Whitlock ha recentemente detto a Tucker Carlson – “satanico” ed equivale all’abuso sessuale e alla corruzione di bambini innocenti su una scala più massiccia di quanto questa nazione abbia mai visto, o addirittura immaginato fosse possibile.

Liberamente tradotto da “The REAL reason transgender groomers are targeting America’s children”


“NOI SIAMO PER LA TUTELA E DIFESA DI TUTTE LE “DIVERSITÀ”,

MA AVVERSIAMO CON FORZA LO SFRUTTAMENTO DI QUESTE

“DIVERSITÀ” PER FINI POLITICI E DI INGEGNERIA SOCIALE

SPECIALMENTE SE SI TOCCANO I BAMBINI”

GIÚ LE MANI DAI BAMBINI


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DENUNCIATO LO SCANDALO DELL’FBI

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Il regista Dinesh D’Souza, autore del film “2000 MULES”, riporta e denuncia il contenuto di alcune lettere inviate dal senatore Grassley al procuratore Garland e al Direttore dell’FBI Wray: informatori parlano di reati e coperture da parte dell’Agenzia Investigativa, che sta diventando sempre più il braccio armato della politica del partito DEM

La recente perquisizione operata dall’FBI quasi come un attacco personale e mirato alla residenza del 45o Presente degli Stati Uniti Donald J Trump a Mar-A-Lago, porta all’attenzione e alla ribalta una denuncia fatto recentemente dal regista Dinesh D’Souza, autore del film “2000 muli”, contro l’operato dell’FBI che sembra aver drasticamente modificato i suoi parametri di ricerca nelle loro indagini, in base a precise direttive fornite del governo in carica presieduto dal presidente Joe Biden. 

Il regista D’Souza in un video messaggio, denuncia una serie di avvenimenti che prendono spunto da alcune lettere scritte dal Senatore Repubblicano dello Iowa, Chuck Grassley, al procuratore Merritt Garland e al direttore dell’FBI Christopher Wray. 

Il regista del film “2000 MULES” Dinesh D’Souza denuncia lo scandalo dell’FBI

Nessuno, dice il regista, ha mai dato molto peso a lettere scritte alle amministrazioni, ma il senatore Grassley sembra invece essere molto influente ed ascoltato, essendo a capo della commissione giudiziale proprio dell’FBI. 

La denuncia che Grassley avanza è basata su informazioni ricevute direttamente da membri all’interno dell’FBI stessa e fondamentalmente si basa su due argomenti principali:

  • L’FBI è molto coinvolta nel sopprimere e occultare le indagini relative a Hunter Biden e in generale alla famiglia criminale dei Biden.
  • Il secondo punto riguarda invece la classificazione che l’FBI sta facendo per quello che riguarda i “domestic violent Terrorists” (crimini domestici violenti). 

È evidente che in entrambi i punti esposti nelle lettere di denuncia di Grassley ci sono prove inconfutabili che i fatti sussistano ed esistano come suggeriti dagli informatori. 
In particolare, tutti ormai conoscono quanto è stato pubblicato, anche dai media mainstream, a riguardo dell’attività criminale del figlio del Presidente degli Stati Uniti Hunter Biden: esiste il suo laptop in cui sono contenute e conservate tutte le e-mail personali e in particolare tutte le comunicazioni inviate alle aziende con cui collaborava in Cina e in Ucraina (BURISMA, METABIOTA, ROSEMONT SENECA, ECO HEALTH ALLIANCE etc) e dove sono contenuti anche tutti i video e i messaggi privati riguardanti la sua vita personale alquanto deprecabile e condotta in modo dissoluto. 


Tutto ciò che è poi riconducibile alla famiglia Biden, lo potete trovare in molti dei video che abbiamo tradotto e anche in molti articoli che abbiamo scritto e pubblicato su TRUEREPORT.NET: l’attività criminale in Cina e Ucraina attende soltanto di essere posta sotto seria indagine da una Commissione appositamente nominata e soprattutto dalle autorità competenti, perché la protezione che in questo momento l’FBI e i servizi segreti stanno operando attorno a questo argomento e a questo soggetto ha già da tempo varcato il limite del tollerabile, della vergogna e dell’assurdità, facendo diventare di fatto e a tutti gli effetti, i potenziali “difensori della giustizia” come veri e propri complici dei crimini commessi. 

Sen. CHUCK GRASSLEY Procuratore MERRICK GARLAND Direttore FBI CHRISTOPHER WRAY

Quello che invece sta accadendo per l’identificazione dei cittadini che non sono allineati al pensiero unico e che sono critici nei confronti del governo attuale, la politica e l’ordine dall’alto è quello di bollarli tutti come “terroristi domestici e violenti”: questo è un fenomeno veramente preoccupante e che sta assumendo dimensioni mai viste in precedenza. 

Basta, per esempio, una frase detta in famiglia e intercettata e riportata da chiunque, oppure una frase urlata durante una manifestazione con soltanto magari esclamazione “non si può più andare avanti così“  può essere presa dall’FBI come una prova che la persona che ha parlato in quel modo sia un violento terrorista domestico.

Sembra in pratica che sia in atto una tendenza alla soppressione di chiunque non si voglia piegare ai “diktat governativi”. E questo è un problema che, portato a diffondersi come avviene spesso nel mondo, può portare a una nuova ghettizzazione ed eliminazione delle persone e a una vera e propria soppressione di qualunque pensiero critico e di chiunque esprima un pensiero che porti ad una analisi diversa da quello che sono le linee guida di chi ha in mano il potere.

FBI: URGE ASSOLUTAMENTE UNA RIFORMA PERCHÈ TORNI STRUMENTO DI UTILITÀ PUBBLICA E NON DI PARTITO.

Sulla base di queste pesanti denunce, viene logico pensare che l’FBI non si possa, a ragione, più ritenere un’agenzia super-partes, ma un vero e proprio “braccio armato” della politica e nello specifico, in mano al partito Democratico USA: la denuncia è forte, come è forte l’esigenza di una profonda riforma dell’Agenzia investigativa perché, come espresso dal Procuratore Generale dello Stato della Florida in occasione dell’assedio dell’FBI alla residenza di Mar-A-Lago del presidente Donald Trump:  “si inizia a parlare apertamente di violazione del diritto pubblico e di uso politico fazioso dell’FBI e quindi dell’urgenza assoluta della sua riforma, perché torni ad essere uno strumento di utilità pubblica e NON di partito”.

LINKS :

MAR-A-LAGO MISTERY: What were FBI agents looking for and what are the consequences?
Aggiornamento sulla frode elettorale e “2000 MULES” – Truereport.net
Salta fuori il documento segreto di Zelensky su METABIOTA – Truereport.net
Biolab della NATO nel sottosuolo di Mariupol – Truereport.net

LINKS VIDEO

HUNTER BIDEN E KLAUS SCHWAB collegati ai Bio-Lab dell’Ucraina

Who Is Hunter Biden | THE POET – Episodio 1
Who Is Hunter Biden | THE PRINCELING – Episodio 2
Who Is Hunter Biden | THE PORN STAR – Episodio 3
Who Is Hunter Biden | THE POET – Episodio 4

🔗Veleno_ODYSEE
🔗Veleno_RUMBLE

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO POTREBBE ESSERE RADICAL CHIC E UN PO’ POLITICALLY “UNCURRECT”

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1. COSA E’ DAVVERO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO? DIPENDE DAVVERO DALL’UOMO?

Il cambiamento climatico ha come data di nascita l’inizio della rivoluzione industriale, quindi il momento in cui l’uomo inizia ad interferire sull’ecosistema terrestre attraverso azioni che causano l’innalzamento dei livelli di C02 (gas serra, combustibili fossili, deforestazione, agricoltura e allevamento).

Il primo a ipotizzare la teoria secondo cui un aumento dell’anidride carbonica avrebbe portato a gravi conseguenze per il pianeta fu il premio Nobel per la chimica S. Arrhenius.

Negli ultimi 20 anni ci è stato chiesto sempre di più di adottare comportamenti “green” per evitare il collasso del pianeta. Sempre più prepotente, la filosofia del “eco-sostenibile” – “eco-compatibile” ha toccato tutte le sfere possibili della vita umana.

A portare avanti il punto 13 dell’Agenda2030 l’icone per eccellenza è l’adolescente Greta Thunberg, attivista di “Friday for future” gira il mondo inneggiando la fine del pianeta.

Su questo punto solo due dettagli per insinuare il dubbio che non è poi tutto oro ciò che luccica: pare che la ragazza abbia fatturato 82 milioni di dollari (lo afferma il “People With Money” ma la notizia non è certa). Sicuramente però la finanza mondiale, in accordo con ONU e UE, sta sfruttando al massimo il fenomeno mediatico che ne nasce per creare allarmismo oltre il necessario per un programma di investimenti dal valore di 100 trilioni dollari (sito canadese “Global Reserch, inchiesta Engdahl).

Senza contare che sono molti gli scienziati che ne demoliscono l’atteggiamento catastrofico, Claudio Rubbia Nobel per la fisica e poi il fisico Franco Prodi parlano di “abbaglio mondiale”.

Negli anni si sono introdotte modifiche alla vita dell’uomo, anche sostanziali e costose, in nome del cambiamento climatico. Per esempio sono state introdotte nuove modalità di riscaldamento (pellet, fotovoltaico, solare), nuovi modelli di auto (elettrico o ibrido), la raccolta differenziata per l’immondizia, le diete vegane o addirittura fruttariane, i mercati equosolidali, e molto altro.

Ma si è davvero sicuri che tutto ciò che viene richiesto alla popolazione mondiale abbia come scopo il rispetto del pianeta? Si ha la certezza assoluta che la Terra stia cambiando le condizioni conosciute a causa dell’uomo? Insomma, si è sicuri, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la narrativa perpetrata violentemente negli ultimi 25 anni abbia come scopo salvare le sorti dell’ambiente?

C’è una specifica da fare, i cambiamenti prodotti dall’attività umana si definiscono “mutamenti climatici” mentre quelli che si verificano per cause naturali si chiamano “variabilità climatica” come stabilito dalla UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite). Il cambiamento climatico è decisamente un concetto troppo ampio ed astratto e racchiude tutti i cambiamenti, indipendentemente dalle cause che lo scatenano.


2. LA NASA, GLI STUDI E LE INFORMAZIONI INCOMPLETE

Proviamo ad analizzare la questione in modo obiettivo. Partiamo da questa foto, “Marmo Blu 2002”. Realizzata dalla NASA cucendo strisce di dati raccolti in 4 mesi dal sistema MODIS. Sul sito ufficiale si legge che gli scienziati “Hanno aggiunto uno strato di nuvole per creare questo marmo blu composito”. Non salta nulla all’occhio? Perché aggiungere nuvole bianche per creare il blu? E cosa c’era da correggere per essere costretti a modificare la foto? Anche perché dei cloni così evidenti di nuvole non hanno nulla di bello.

Il tizio che ha creato l’immagine della Terra spiega perché aveva bisogno di falsificarla

Un’altra domanda che ci si pone senza nessuna polemica è: perché si parla sempre del ghiaccio marino artico che diminuisce e non si menziona mai il ghiaccio marino antartico che invece aumenta? Il primo, parzialmente chiuso, sembra risentire del riscaldamento mentre nell’Antartide sembra esserci l’influenza del cambiamento dei venti e dell’Oceano che la circonda.

In sintesi mentre il ghiaccio nell’Artico registra una riduzione significativa a partire dal 1970, quello in Antartide ha segnato un incremento sostanziale complessivo dal 1979 al 2014, dovuto al cambiamento dei venti e all’aggiunta di acqua dolce proveniente dai ghiacciai. Aumento confermato anche dalla NASA che con un articolo del 2015 afferma che “aumento dell’accumulo di neve antartica iniziato 10.000 anni fa sta attualmente aggiungendo abbastanza ghiaccio al continente per superare le maggiori perdite dai suoi ghiacciai che si assottigliano”.

Fonte: https://www.nasa.gov


In questo rapporto si stima che la calotta glaciale abbia guadagnato 112 miliardi di tonnellate di ghiaccio tra il 1992 e il 2001. Dato che sfida le conclusioni degli studi comunemente riportati da tutti i media e dalle organizzazioni internazionali.

Sempre la NASA attesta che questa espansione stia asciugando l’atmosfera sull’Oceano Antartico. La minor evaporazione del ghiaccio marino incide sui modelli di precipitazione del mondo non permettendo la formazione di nuvole e quindi riducendo le precipitazioni. Ma, attenzione, L. Boisvert, ricercatrice del Goddard Space Flight Center della NASA, afferma nel 2020 che “ll motivo per cui ci preoccupiamo di cambiare le condizioni del ghiaccio marino in questa regione è perché il ghiaccio marino vieta l’interazione tra l’oceano e l’atmosfera”. Quindi è possibile interferire con il sistema climatico, influenzandone le precipitazioni. E quindi l’ingegneria climatica esiste! Le cosiddette “scie chimiche” non sono un’idea complottista. La modificazione del clima non è fantascienza ma avviene regolarmente attraverso ciò che viene chiamata “inseminazione delle nuvole” che consiste nel disperdere sostanze chimiche attraverso dispositivi a terra, voli aerei, razzi o cannoni antiaerei. Le sostanze possono essere iniettate direttamente nelle nuvole o lasciate cadere sopra o sotto di esse, in base alle correnti.

E’ evidente che le quattro stagioni, conosciute per come erano, non sono più le stesse: piove sempre meno e quando lo fa spesso sono alluvioni e disastri ambientali. La neve non cade più come fino a qualche anno fa e le temperature estive sono aumentate.

Ora, se il problema è l’innalzamento della temperatura globale, e lo strumento per contenerlo c’è determinando le precipitazioni perché le cose peggiorano e aumentano i cataclismi? Eppure lo insegnano anche ai più piccoli:


3. IL PARADIGMA DELLA FOTOSINTESI E IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Ai tempi delle scuole elementari negli anni ‘70/’80 spiegavano il processo mediante il quale le piante producono il nutrimento necessario per sopravvivere grazie alla luce solare e la clorofilla, sono esseri autotrofi quindi non si cibano di altri esseri viventi. Trasformano l’acqua (H2O) e l’anidride carbonica nota anche come diossido di carbonio, o biossido di carbonio(il CO2 è un gas incolore e inodore, è solubile in acqua, non combustibile e inerte, il che ne rende difficile la misurazione affidabile). in sostanze nutritive. E’ il processo a tutti noto come FOTOSINTESI CLOROFILLIANA.

La clorofilla è il protagonista del processo biochimico, è un pigmento, verde, in grado di attirare la luce solare per trasformarla nell’energia necessaria a convertire l’anidride carbonica in zuccheri e carboidrati per alimentare la pianta. Stabilito che l’anidride carbonica per le piante è vitale c’è da precisare che la quantità di anidride carbonica (CO2) presente nell’atmosfera è pari allo 0,04% (circa 400 ppm) circa.

Ora è ovvio restare basiti: “ma come solo lo 0,04% di anidride carbonica nell’atmosfera?” Sì, è così! Come riportato anche da dati ufficiali riscontrabili in tutti gli studi scientifici fatti in merito, ma lo si trova anche su WIKI. Un ultimo dato importante per avere un quadro completo di analisi è conoscere la composizione dell’aria, quella che respiriamo e che è la stessa che le piante usano per estrarre la CO2.

L’aria è composta da:

  • Azoto (N2) = 78,08%.
  • Ossigeno (O2) = 20,95%
  • Argon (Ar) = 0,93%.
  • Anidride carbonica (CO2) = 0,04%. 400 ppm
  • Neon (Ne) = 18,18 ppm
  • Elio (He) = 5,24 ppm
  • Krypton (Kr) = 1,14 ppm
  • Idrogeno (H2) = 0,5 ppm.

Inoltre acqua ed altri componenti in quantità minori, tra cui anche particelle solide in sospensione, costituiscono il cosiddetto “pulviscolo atmosferico”.

Grafica 1

Grafica 2

Secondo i dati ufficiali la concentrazione dell’anidride carbonica alla metà del 19° secolo era di 280 ppm, nel marzo del 2013 era di 399 ppm mentre oggigiorno siamo a 400 ppm (0,04%), anche se secondo gli stessi scienziati tale misurazione risulta difficile e quindi incerta. Qui nasce la prima domanda: come fanno a sapere a quanto ammontava la presenza di COa metà del IX° sec. se ancora oggi ci sono difficoltà in una misurazione affidabile

Osservando le due immagini (Grafica 1 e Grafica 2) ci si chieda quale reale impatto può avere lo 0.04 % di Anidride carbonica sul clima. Può essere il circolo naturale della terra che cambia la concentrazione di questo elemento nell’aria?

Premesso che non si cercano scusanti per evitare comportamenti virtuosi e rispettosi del pianeta,  la domanda è spontanea: se la terra non fosse in grado di autoregolarsi, come avrebbe potuto, dal momento della sua formazione, viste anche le continue collisioni con meteoriti pianeti ed eruzioni vulcaniche che avrebbero gorgogliato gas per milioni di anni – anidride carbonica, azoto e anidride solforosa – eliminare tutta quell’anidride carbonica?

© guenterguni/ iStock.com

Se si presuppone che abbassando la concentrazione di CO2, si influisce sull’ecosistema della terra, si può pensare che le piante non avranno più la possibilità di prodursi le sostanze delle quali hanno notoriamente bisogno per il sopravvivere? Di conseguenza ci si ritroverà in un unico deserto terrestre (sempre credendo che la terra non sia in grado di autoregolarsi)?

Quindi la politica GREEN che dice che produciamo troppo CO2 a cosa mira in realtà?


4. I PROVVEDIMENTI RICHIESTI PER SALVARE IL PIANETA

Qualcosa non torna anche se si pensa a tutta una serie di azioni che gli Stati e le organizzazioni internazionali richiedono.

Per esempio le auto; ad oggi l’imperativo è l’auto elettrica o ibrida poiché l’obiettivo è la diminuzione dell’emissione dei gas di scarico. Va bene, ma ci hanno mai detto come vengono prodotte le batterie delle auto elettriche, o dei monopattini tanto di moda oggi? E ci hanno mai fatto sapere come verranno smaltite? Quando la batteria giunge a fine vita, i suoi vantaggi ecologici svaniscono.

C’è mai stato un titolo di giornale o una trasmissione nota che abbia mai detto che le batterie sono prodotte con il cobalto estratto in Congo sfruttando minori (nel novembre 2021 la stima contava 40.000 ragazzini), picchiati e maltrattati dalle guardie di sicurezza, in condizioni di povertà inimmaginabili, che spesso muoiono in incidenti dovuti a carichi troppo pesanti o a crolli di gallerie artigianali?

Estrazione del “cobalto” nelle miniere della Repubblica democratica del Congo: sfruttamento minorile per una politica “GREEN” di transizione per ipocriti.

Senza contare che l’elettrico porterà al fallimento molti del settore che faticano ad adattarsi come afferma il CEO Stellantis e un impennata significativa delle tasse per i cittadini da poter essere definita una vera e propria stangata. Per concludere, le batterie hanno una vita relativamente breve e il loro smaltimento è un vero e proprio problema poiché contengono litio, nichel, cobalto, vanadio, silicio, stagno e grafite, inoltre se finiscono nelle discariche possono rilasciare queste sostanze nel terreno. Lo confermano molti scienziati come nel caso della scienzaiata dei materiali Dana Thompson dell’Università di Leicester che nel suo studio riporta che il riciclaggio della batteria può essere un’attività pericolosa, e se si taglia troppo a fondo una cella di questi pacchi batterie, o nel punto sbagliato, questa può andare in cortocircuito, bruciare e rilasciare fumi tossici, Sono soggette anche ad autocombustione, e molto difficili da gestire.

Il loro impatto ambientale è decisamente pesante. Perché allora si spinge così tanto verso una soluzione che tale non è? Ma la soluzione c’è, se si volesse davvero un’alternativa green: l’auto a idrogeno, la Toyota è già pronta e l’Italia corre già, come spesso accade, per eccellere in questo nuovo mercato realizzando impianti ad idrogeno.

Perché insistere con qualcosa dall’impatto economico, sociale e ambientale devastante dalla sua nascita al suo smaltimento, dal costo spropositato, quando l’alternativa c’è, davvero eco sostenibile e soprattutto dai costi contenuti sotto tutti i punti di vista? Un ultimo domanda: perché sono le auto di tutti a inquinare ma le numerose auto blu di scorta dei politici, i loro aerei privati o yatch non sono un problema?

Forse il “GREEN” è POLITICALLY “UNCORRECT” ed anche un pochino radical chic.


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WEF: LA MANIPOLAZIONE SOCIALE E’ POLITICALLY CORRECT

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UNA CAMPAGNA CONTRO LE TRADIZIONI ED I VALORI : QUESTO È IL VERO RESET

Con questo articolo continua la serie dedicata agli “strumenti della scienza del potere”. Come già anticipato nell’articolo la finestra di Overton 3^ parte”  qui approfondiremo e dimostreremo con gli opportuni documenti cosa c’è in serbo per il nostro futuro in base  all’agenda 2030 al punto 5 del quale abbiamo già accennato anche in un articolo precedente.

Analizzeremo questo argomento per poter capire a fondo come queste organizzazioni ed istituzioni utilizzano consapevolmente gli strumenti come le finestre di Overton e la tecnica del Framing per manipolare il pensiero delle masse. Vi mostreremo come sia possibile, concretamente, cambiare l’atteggiamento nei confronti di un  problema e costruire nuovi valori.

È una tecnica ormai ben collaudata e utilizzata all’insaputa dell’essere umano, che senza accorgersi, passo dopo passo si adatta a idee e situazioni che, se proposte all’improvviso, non avrebbe mai preso nemmeno in considerazione perché inaccettabili, questo l’effetto spiegato dalla metafora della rana bollita.

Facciamo un passo indietro al 13 giugno del 2019. Klaus Schwab per il World Economic Forum e António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, si sono trovati per assistere alla firma del quadro di partnership strategica: In questo momento storico il portavoce generale delle Nazioni Unite Stephane Dujarric annunciò che occorreva “ACCELERARE L’ATTUAZIONE DELL’AGENDA2030”.

L’obiettivo è l’evoluzione dell’Agenda2030 per potere ottenere congiuntamente i vari obiettivi prefissati con le varie organizzazioni ed enti che desiderano governarci.

I punti dell’Agenda2030 sono 17 ma sta sera parleremo del punto 5, quello rosso, colore non scelto a caso poiché ha una valenza emotiva intensa, particolarmente visibile e spesso usato per catturare immediatamente l’attenzione. Come già ben descritto nel nostro articolo del 12 luglio 2022 l ’obiettivo 5 punta a raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne, ragazze e bambine. Termini onorevoli, utilizzati purtroppo come strumenti di manipolazione mentale, infatti toccano l’emozione dell’essere, fanno leva sul nostro cervello.

Nel rapporto annuale del WEF del 2019 vengono scritte le basilari tecniche per il controllo delle masse, esamineremo il documento per cercare di capire quello che hanno in mente.

Partiamo dal primo capitolo,“Impact Model” (Modello di impatto) qui il testo integrale tradotto. Studiamone il contenuto.

Nell’introduzione si legge :

Nell’ultimo anno, il Forum ha collaborato con molti leader culturali, istituzioni culturali e scientifiche, ONG, imprese e media per mettere in evidenza le voci sottorappresentate e per invitare i leader ad agire su questioni urgenti. Nell’ambito di questo lavoro, il Forum ha contribuito a produrre mostre, installazioni, proiezioni, spettacoli, prodotti di conoscenza e campagne, impiegando i propri eventi, i media e la presenza sui social media per promuovere il dibattito locale e globale e l’azione.

1. 	Perché la cultura conta
“C'è un aspetto culturale in molte questioni spinose, dalla disuguaglianza al cambiamento climatico. L'incapacità di risolverle facilmente può essere il risultato di paure, pregiudizi, credenze radicate, un fallimento collettivo dell'immaginazione e persino di narrazioni escludenti. Al contrario, queste dimensioni culturali possono diventare il cuore pulsante di un cambiamento inclusivo e sostenibile.
Forze dinamiche plasmano le percezioni delle persone. Queste forze si intrecciano continuamente: la nostra esperienza della cultura, che si manifesta nell'educazione, nelle arti, nell'intrattenimento, nella tecnologia e nei media; il nostro senso di appartenenza, che si esprime nei valori, nell'etica e nell'identità di gruppo; i nostri comportamenti, che si concretizzano nel modo in cui pensiamo, vediamo e prendiamo decisioni. Questa tensione, fondamentale per la società, è ciò che noi chiamiamo cultura.”

Consideriamo il cambiamento climatico: per anni e a tutt’oggi la narrativa è prepotente in merito. L’uso delle auto, gli allevamenti di bestiame, le coltivazioni intensive, e tutto ciò che l’uomo usa per vivere viene indicato come causa del riscaldamento globale; tutti i giorni il messaggio dell’importanza del concetto “green” viene proposto senza sosta. Ognuno di noi ormai è convinto di essere la parte essenziale del problema, però i potenti della terra si muovono da una parte all’altra del mondo usando aerei privati e una serie di auto blindate come per l’evento del G20. Ci sono studi, che vengono tacciati di complottismo o di infondatezza, che dimostrano che il clima non è a rischio ma che subisca semplicemente variazioni naturali. Interessante la versione di F. Battaglia secondo il quale l’allarme non ha alcuna ragione di esistere perché la pretesa di governare il clima della terra è un’illusione. Altrettanto interessante la posizione di Zachichi e altri che mettono in discussione i modelli climatici utilizzati. Altri studi affermano che tali cambiamenti, non solo non sono così catastrofici, ma non sono imputabili all’uomo. Altri fanno una considerazione di fondo interessante: viene sempre menzionata l’Artide e mai l’Antartide. Ma in merito a tutto questo uscirà presto un articolo con informazioni che nessuno vi ha mai dato.


2.	Una teoria del cambiamento
“La ripetizione delle esperienze culturali aiuta a cambiare gli assunti, a riscrivere le narrazioni, a ispirare nuovi pensieri e a mettere le persone in contatto con nuove realtà. Oltre a questo, hanno anche il potere di cambiare il senso di appartenenza di una persona e, a sua volta, il suo comportamento, che una volta modificato diventa un processo di cambiamento culturale.
Per creare società più inclusive e sostenibili è necessario un impegno mirato al cambiamento culturale. A questo proposito, il Forum economico mondiale ha un ruolo unico da svolgere, che riflette la sua ricerca di un impatto duraturo.”

Se in un momento storico di crisi economica come questo, una coalizione di grande aziende come Open for Business, e quindi meritevole di stima e considerazione, produce studi economici che dimostrano che una società inclusiva è più produttiva, più sana e più sostenibile chi di noi, in condizioni di difficoltà non afferrerebbe l’idea, facendola sua, che la soluzione è semplice, anzi è democratica e inclusiva! Secondo tali pubblicazioni un’azienda inclusiva è migliore di un’azienda che non promuove l’inclusione. Ma esiste un’altra faccia della medaglia: a chi si toglie lavoro, possibilità di sviluppo e lavoro se si punta su una sola categoria? Se un’azienda pensa di far ripartire il business assumendo i transgender in quanto tali, e avesse a disposizione solo due posizioni e le dedicasse esclusivamente a questo genere non creerebbe discriminazione in partenza per tutti coloro che non hanno questa peculiarità? Possiamo dire che l’obiettivo non è includere ma dividere facendo leva su sentimenti di invidia, frustrazione e discriminazione, in entrambi i sensi.Sembra che si abbia come vero scopo finale creare i consumatori perfetti del futuro e le società inclusive perché economicamente e socialmente più forti, come dichiarato pubblicamente dal WEF sul sito ufficiale:
Great Reset:Perché l’inclusione LGBT+ è il segreto del successo post-pandemia delle città. Patetici quanto sfacciati, te lo schiaffano in faccia e nessuno se ne accorge.


2A.   La teoria
Il lavoro del Forum nel campo delle arti e della cultura si avvale delle seguenti teorie e ipotesi: 
- La cultura svolge un ruolo critico nella società.
- La teoria dello stupore: ripetute esperienze di stupore suscitano altruismo, umiltà e gentilezza, a sostegno di società inclusive.
- La teoria del contatto intergruppi (anche nota come "ipotesi del contatto"): in condizioni adeguate, il contatto interpersonale è uno dei modi più efficaci per ridurre il pregiudizio.
- Il potere delle narrazioni di plasmare le credenze: le narrazioni possono portare una nazione alla guerra e mantenere le comunità nella povertà, ma possono anche smantellare la discriminazione e dare energia ai movimenti per la giustizia.
- Il concetto di finestra di Overton: 
il cambiamento positivo avviene quando quella che è considerata l'intera finestra accettabile del discorso si sposta verso l'inclusione. Spostare la finestra di Overton in questa direzione richiede un pensiero e un'azione radicali.

Basti pensare alle manifestazioni con spettacoli, anche grotteschi, dei generi LGBTQ+. Il ripetere continuamente eventi, prima erano “solo” gay pride, oggi un mese intero (giugno) viene dedicato alla celebrazione di questi nuovi 37 generi. Il perpetrare e insistere crea semplicemente abitudine, e l’abitudine rende tutto accettabile.

Questo modo di programmare il pensiero unico, con l’uso della neolingua, avviene in modo così subdolo che è impossibile rendersene conto. L’obiettivo ufficiale di unire le persone è decisamente mancato, anche il mondo dell’arte si è spezzato in due: artisti che difendono l’Arte per come la conosciamo da sempre e artisti che in nome del “politically correct” sono pronti a discriminare il pubblico e quindi la cultura di un Paese. In merito è esaustivo l’articolo del nostro Fabio Army“POLITICALLY CORRECT” ALL’OPERA, HA PROFONDAMENTE STUFATO

L’arte, in ogni sua forma, è ciò che più di ogni altra cosa ha il potere di unire, ma ad oggi è diventata un’arma potentissima di divisione.


 2B. Attivazione della piattaforma

Utilizzando queste teorie del cambiamento, il Forum si avvale di quattro risorse chiave:
 - La nostra rete di leader culturali e istituzioni di livello mondiale. La rete comprende alcuni dei più eccezionali artisti creativi e interpretativi che lavorano in diverse discipline. Al suo interno ci sono commentatori culturali, storici, esperti di cultura e leader sportivi, ognuno dei quali ha un'influenza significativa a livello locale e globale. Insieme, questi leader e istituzioni collaborano con il Forum, utilizzando la sua piattaforma per imparare, condividere narrazioni inclusive e sviluppare partnership in tutti i settori.
- I nostri eventi globali e regionali, che attirano politici di spicco, responsabili, leader aziendali e della società civile e scienziati.
- La rete unica del Forum di stakeholder di tutto il mondo, con competenze in ogni settore e accesso a risorse senza precedenti.
- La significativa presenza del Forum sui media, compresi i social media, che lo rende un'organizzazione mediatica a tutti gli effetti.

Se a parlare di inclusione, diritti e inclusione sono persone che raccolgono consenso il pensiero pubblico si uniforma. Siamo infatti nell’era degli influencer ( i ragazzi le prime vittime di una narrativa incessante), dei social con messaggi pubblicitari subdoli e odiatori seriali pronti al gioco al massacro se ci si allontana dalla narrativa ufficiale.


 2C. Fornire contenuti 
“Utilizziamo la piattaforma per produrre e distribuire contenuti culturali. Questo avviene sotto forma di pannelli di attualità, presentazioni visive, interviste, mostre, installazioni, workshop, performance, proiezioni di film e cerimonie di premiazione. L'obiettivo è riflettere le tensioni culturali, spingere per mettere in discussione gli assunti fondamentali, liberare l'immaginazione e sviluppare relazioni. Coproduciamo anche progetti speciali al di là degli eventi del Forum. Tra gli esempi vi sono la commissione, la produzione esecutiva e la prima mondiale del film in realtà virtuale Collisions, di LynetteWallworth, vincitore di un Emmy, e la produzione del primo tour internazionale dell'Orchestra femminile afgana.”

2D. Creare impatto
L'utilizzo del punto di cui sopra crea livelli di impatto aiutando i leader ad imparare e a mettere in discussione le loro percezioni e ipotesi, aiutando a generare storie di cambiamento che ricevono attenzione a livello globale, consentendo l'impegno diretto delle persone a livello locale e creando un ciclo di feedback nella comunità culturale. E a far progredire il cambiamento culturale
Tutto questo, considerato nel suo insieme, può liberare l'immaginazione e creare un'apertura mentale utile a cambiare il comportamento individuale e poi collettivo promuovendo un senso di appartenenza. A sua volta, ciò può favorire la creazione di nuovi modi di costruzione di un mondo più inclusivo e sostenibile.

Attraverso film, serie tv, spettacoli teatrali si arriva a toccare la parte emozionale di ognuno di noi, così storie di amori impossibili od ostacolati, di famiglie disgregate o di abbandono producono empatia, attraverso l’emozione, così, si può cambiare la percezione che si ha in merito.

Sul sito del WEF c’è una pagina interessante dal titolo “Una guida in 10 punti per una leadership responsabile nell’era del populismo“. Si consiglia di leggerla, qui riportato solo il piè di pagina che dice:

”Non riesco a pensare a un antidoto migliore contro il populismo: leader reattivi e responsabili.”

E’ chiaro che questi potenti utilizzano tutti gli strumenti possibili per manipolare il pensiero.

Nel nostro rapporto del 12 luglio su truereport abbiamo parlato ampliamente dell’ONU e della sua creatura ovvero:

l’Agenda2030  che alla voce “target” del punto 5 specifica tutti i punti da realizzare per ottenere la parità di genere tra uomo e donna:

  • eliminare ogni discriminazione,
  • cessare ogni violenza,
  • cancellare tutte le pratiche nocive a danno di donne e bambine,
  • valorizzare il lavoro di cura e domestico fino ad oggi non riconosciuto,
  • garantire alle donne l’accesso alle pari opportunità,
  • garantire la salute sessuale e riproduttiva.

Ottimi obiettivi ma siamo sicuri che non ci sia nulla volto a indorare la pillola? E’ davvero così come dicono o tra le righe c’è altro? Forse il concetto nascosto che si vuole proporre è la parità di genere TRANS? O forse ciò che vogliono anche alla luce degli studi citati al punto 2 è:

  • dividerci
  • incassare per medicamenti
  • incassare  per la transizione medica
  • incassare  per tornare all’origine
  • incassare  per la maternità surrogata

Partiamo da qui: fin da piccoli hanno tentato di dividerci creando confusione, divisioni e instillando dubbi circa l’identità e le capacità e i talenti di ognuno di noi. I bambini sono i più colpiti dalla narrativa spossante di questi anni.

Non si può a questo punto non  sottolineare il ruolo fondamentale che ha l’argomento “PEDOFILIA”: troppe volte, con l’alibi della tolleranza, si è cercato di mitigare il ribrezzo a tale pratica. Per esempio Allyn Walker e molti altri transgender hanno tentato di declassificare questo reato parlando di “orientamento sessuale”. La pedofilia è un abominio, è violenza, è abuso, è un crimine e null’altro!

Questi strumenti sono subdoli e pericolosi, per il bene dei piccoli e per protegger loro il futuro è necessario prenderne consapevolezza.

Con questo articolo l’augurio è che si possa avere un’idea un po’ più ampia circa quanto possa essere subdolo e pericoloso questo strumento per il futuro di tutti ma soprattutto per il futuro dei bambini.


Stai sempre aggiornato seguici qui su TRU3R3PORT/CHILDRESQUE e su ChildResQue Italia Channel, aiutaci a accendere piú riflettori possibili su queste orrende realtá, condividendo.

IL “POLITICALLY CORRECT” ALL’OPERA, HA PROFONDAMENTE STUFATO

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Il Teatro e la vita non sono la stessa cosa”, dice Canio, nei Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, un’opera che è il manifesto del verismo, ma che sintetizza anche quanto sia importante conoscere le regole che definiscono il teatro, per comprendere la corretta distinzione tra la finzione teatrale e la vita reale.

Forse, in questo momento storico, dove la confusione regna sovrana, si sta operando uno stranissimo e pericolosissimo scambio tra il teatro – inteso come rappresentazione dell’espressione artistica e della finzione scenica – e la realtà dei fatti e delle cose della “vita reale” che, purtroppo, nei tempi che viviamo, sembra sempre di più assomigliare proprio ad un teatro di pessima categoria. 

Le polemiche che sono state sollevate negli ultimi tempi, soprattutto negli USA, per quanto riguarda alcune tematiche discriminanti in ambito teatrale, oggi purtroppo, prendono campo anche nella vita reale, in maniera davvero sempre più inaccettabile. 

IL TEATRO È FINZIONE …MA NON FALSITÀ

Esistono pericolose ideologie che portano le persone a creare delle fratture tra di loro, a creare dei contrasti e delle assurde lotte, di assurda rivendicazione, per fare in modo che tutti si sentano nemici di tutti, senza più utilizzare l’arma del confronto corretto e rispettoso, per tutti i temi trattati: dalla storia alla scienza, dall’arte alla medicina, dalla politica alla vita di tutti i giorni, tutto in nome del cosiddetto: “politicamente corretto”.

Sono anni, che le opere teatrali dei più grandi compositori della storia del melodramma, soprattutto italiano, vengono stravolte da registi sempre più maleducati e irriverenti, che compensano la loro mancanza di idee, con la storpiatura dei contenuti delle opere d’arte che mettono in scena. 

Dopo aver stravolto le storie, portandole completamente fuori dal contesto voluto dal compositore e quindi, mancando di rispetto a quello che è il valore intrinseco di un’opera artistica, si è cominciato anche a sollevare e a speculare su problemi di natura ideologica, con un utilizzo strumentale e divisorio dei temi che, di volta in volta, si sono sollevati nelle questioni sociali e “della moda“.

Si è iniziato con i Rigoletti senza la gobba, per poi passare a Otello, lo storico “Moro di Venezia”, completamente bianco, rendendo stupida e banale tutta la narrazione nata dal genio Shakespeare e portata nel teatro musicale, dall’omonima opera di Gioacchino Rossini e di Giuseppe Verdi.

“Interpretare AIDA non è razzismo ma è Arte e Storia” Grace Bumbbry, soprano

A tutte queste storie, purtroppo, ci siamo ormai abituati e da quando il “politicamente corretto” ha preso campo, non si è più parlato di queste cose molto volentieri, per non scatenare inutili polemiche, ma la cronaca di questi giorni, all’Arena di Verona, durante il tradizionale Festival estivo, ce le ha riportate tutte prepotentemente alla ribalta. 

Anche Aida, una schiava etiope degli egiziani, quando viene interpretata da una cantante di carnagione chiara, NON DEVE TRUCCARSI, perché, secondo questa idea, portata avanti dal movimento politico del Black Lives Matter e dalle politiche della “Cancellazione Culturale e delle memorie Storiche dei Popoli”, è un affronto alla diversità ed è:

 “Una pratica profondamente fuorviante basata su tradizioni teatrali arcaiche, che non hanno posto nella società moderna” (soprano Angel Bue – Intervista su: IL GIORNALE del 17/7/2022).

Dobbiamo forse ricordare a chi legge, che si sta parlando, in questo caso, di una storia che si racconta in un particolare contesto di quasi 3000 anni fa, che si parla di teatro, dove, chi crea l’opera teatrale, porta sul palcoscenico un dramma, proprio per evidenziarne i temi, per valorizzarne le caratteristiche, anche educative, del messaggio e quando si tratta di opere di valore storico, come in moltissimi dei capolavori del melodramma italiano, si devono rispettare questi parametri, perché parte del bagaglio storico, culturale ed educativo, di un popolo e della sua memoria storica. 

Io credo, fermamente, che non siano queste le battaglie da affrontare per risolvere i problemi del mondo e soprattutto, per avvicinare le culture ed aumentare e crescere il rispetto tra le persone. Le ideologie, quando portate avanti da politiche divisorie e sempre più tese ad esacerbare gli animi, per arrivare a dei conflitti, non sono progetti che portano ad un miglioramento dei rapporti e della vita sociale tra le persone, tra gli Stati e tra i popoli. 

Chi porta avanti queste politiche, non lo fa in nome di un concetto veramente democratico e rispettoso dei valori più profondi dell’essere umano e dell’esistenza. Sono nuove fedi, falsi idoli, falsità espressa nel nome ingannevole di “valori reali”, o di rivendicazioni ancestrali, ma che portano soltanto a continue lotte e a continue mancanze di rispetto dell’altro e, soprattutto, ottenendo risultati esattamente opposti a quanto, invece, esprimono coloro che portano avanti queste battaglie ideologiche in tutti i loro Manifesti e in tutte le loro Agende, cosiddette globaliste, che parlano di mondi senza confini, senza differenze, senza nessuna restrizione alla libertà.

Pare assai evidente che tutto questo sia un grandissimo imbroglio, che sta ormai palesandosi ed esponendosi in modo sempre più chiaro, davanti agli occhi di tutti.

 
Quando manca il confronto e quando manca la voglia di passare oltre le ideologie che limitano, o escludono totalmente l’utilizzo del buon senso, per accendere discussioni costruttive che possono portare a porre fine a qualsiasi tipo di “emergenza”, non esistono mai soluzioni.

Ho sentito dire spesso, dai molti leader di questi movimenti, “moderni e progressisti”, che non si tornerà mai più alla “normalità di prima, che noi conoscevamo“ e questo veniva detto con riferimento alla situazione provocata dalla pandemia del Covid-19; credo però, che questa affermazione si possa riferire, veramente, a tutto quello che riguarda i rapporti tra le persone e le diverse culture. 

La vera integrazione, a mio avviso, arriva con il buon senso e nasce proprio dal rispetto delle diversità, che NON viene ottenuto in nome di ideologie, ma in nome del valore stesso della vita, che dovrebbe essere – per tutti – la continua ricerca di un equilibrio e di una corretta consapevolezza e presa di coscienza, poiché il nostro limitato percorso su questa Terra deve tendere soprattutto al progresso, all’evoluzione e al miglioramento del nostro valore spirituale e animico interiore. 


Il teatro, fin dai tempi dell’antica Grecia, nasce come catarsi, come la proiezione dei nostri problemi sul palcoscenico, per suggerirci delle soluzioni che possono aiutarci a vivere meglio e a comprendere i veri ideali della nostra esistenza: nel teatro sono sempre esaltati i Valori Universali, che sono: quelli dell’Amore, dell’Odio, della Passione, ma anche della Sofferenza, dell’Invidia, della Gelosia, dell’Ambizione… 

Questi vengono messi in scena, in modo che il pubblico tragga vantaggio dall’esperienza teatrale, per sentirsi coinvolto e sollevato a tal punto, da poter dare il giusto peso ed equilibrio, alle esperienze della vita. 

Nel teatro ci sono i protagonisti, che devono far esaltare i sentimenti interiori e creare dei punti di riferimento, per la vita di ciascuno spettatore, che deve sentirsi poi, realmente sempre più protagonista della propria vita.

Purtroppo, quando il teatro perde questo senso di valore educativo e diventa una mera forma di esibizionismo ed un’opportunità per fare valere ragioni differenti e analoghe all’ambizione, alla prevaricazione, alla discriminazione ed a quanto di peggio possa esistere, diventando dannoso per chi deve invece fruire di questa meravigliosa forma d’arte, per evolvere e migliorare la propria vita, il valore del teatro viene esautorato di ogni significato più profondo e allora, veramente arriva ad installarsi una stranissima commistione e confusione, tra la VITA REALE e il TEATRO.

Spendiamo solo alcune parole, per citare, a questo proposito, alcuni dettagli sulla vicenda sollevata dal soprano statunitense Angel Blue, che l’hanno portata ad abbandonare il suo impegno per l’opera LA TRAVIATA, al festival estivo all’Arena di Verona 2022.

 
La vicenda è ben descritta nell’articolo già citato de IL GIORNALE, così titolato:

Angel Blue punta il dito contro la rappresentazione de L’Aida, con Anna Netrebko nei panni della principessa etiope e rinuncia a La Traviata” che potete trovare a questo link:

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/fuorviante-soprano-accusa-larena-verona-blackface-e-d-2051738.html

La portavoce del “politically Correct”, è stata invitata, con una lettera della Fondazione Arena di Verona, a ripensare alla sua posizione. 

La risposta dei responsabili dell’Arena, sottolinea temi molto condivisibili di invito al dialogo.

Potete trovare il testo completo della lettera a questo link:

La vocazione principale di Fondazione Arena di Verona è sempre stata creare pace mediante lo sviluppo della musica e dell’arte. La cultura costruisce ponti. La produzione in corso di Aida è stata rappresentata per la prima volta nel 2002, 20 anni orsono, e da allora riproposta in numerose edizioni del Festival. Pertanto, l’affermazione che l’attuale allestimento di Aida sia “recente”, non è corretta.

La Stagione 2022 e quindi la produzione di Aida, sono state annunciate nel settembre 2021. L’accordo tra Fondazione Arena di Verona e Angel Blue, rappresentata dalla sua agenzia, è stato raggiunto quasi un anno fa, come per quasi tutti gli altri cantanti impegnati nel Festival. La prima di Aida della Stagione 2022 ha avuto luogo il 18 giugno. Pertanto, le caratteristiche di questa produzione erano ben note quando Angel Blue si è impegnata, consapevolmente, a cantare all’Arena di Verona.

Tutti i Paesi hanno radici diverse e la loro struttura culturale e sociale si è sviluppata attraverso percorsi storico-culturali differenti. Sullo stesso argomento la sensibilità e l’approccio possono essere molto diversi tra loro nei diversi angoli del mondo; spesso si arriva ad una idea condivisa solo dopo anni di dialogo e comprensione reciproca. Non abbiamo alcun motivo, né alcuna volontà, di offendere e disturbare la sensibilità di alcuno. Raggiungiamo con vive emozioni persone provenienti da diversi Paesi, da contesti religiosi differenti, ma per noi tutte le persone sono uguali. Crediamo nel dialogo, nello sforzo di comprendere il punto di vista altrui, nel rispetto degli impegni artistici presi. 
Angel, noi e il pubblico areniano ti aspettiamo fiduciosi, sarà l’occasione di dialogare in modo costruttivo e concreto partendo proprio dalle tue riflessioni. Il mondo digitale non crea la stessa empatia che solo il contatto diretto riesce a determinare: proprio come in Teatro. Le contrapposizioni, i giudizi, le categorizzazioni, la mancanza di dialogo non fanno altro che alimentare una cultura del conflitto che noi rifiutiamo totalmente.   
Ed auspichiamo che tutti lavorino per non alimentare divisioni.”

Molto forte è stata la presa di posizione di un grande soprano di colore, protagonista di spicco della storia dell’opera lirica di tutti i tempi: la grandissima GRACE BUMBRY.Questo è il suo messaggio, diretto alla giovane collega americana:

Voglio anche postare i messaggi di due colleghi, che hanno risposto a queste polemiche in modo misurato e intelligente:
ci servono queste testimonianze costruttive e focalizzate, per continuare a svegliare le persone che sono disorientate da messaggi davvero fuorvianti e divisori.

Il primo, è di un soprano: AMARILLI NIZZA, che sul suo profilo Facebook, ha postato questo messaggio:



Il secondo, è il messaggio del collega tenore PIERO PRETTI, che condivido in pieno

Io non sono dalla parte di tutti i neri,
non sono dalla parte di tutti i gialli, 
non sono dalla parte di tutte le donne,
non sono dalla parte di tutti i gay, 
non sono dalla parte …

Mi è stato insegnato che siamo tutti uguali per valore umano
e che le differenze sono una ricchezza.
Il teatro va salvaguardato
per quello che è e che rappresenta.  
La mia collega in questione,
quando avrà un trucco che non le piace o non la rappresenta, potrà fare una scelta differente.
Il resto è solo continua divisione
e frammentazione sociale,
auto-ghettizzazione,
ignoranza e non voler progredire.
Come diceva Lucio Dalla:
Potenza della lirica,
dove ogni dramma è un falso, con un po’ di trucco e con la mimica,
puoi diventare un altro
“.

Per fortuna possiamo farlo!










Concludo, esortando tutti a non alimentare questa inutile polemica, che puzza sempre tanto di strumentalizzazione promozionale e commerciale e invece dedico a TUTTI – come ho scritto sul mio profilo Facebook e sul nostro Canale VelenoQB Italian Channel – un video contenente tre frasi tratte dai nostri capolavori dell’opera lirica e interpretati da veri GIGANTI del MELODRAMMA, per tornare proprio a parlare di musica e di messaggi belli, costruttivi ed educativi:

1 – “IL TEATRO E LA VITA NON SON LA STESSA COSA” (Leoncavallo – PAGLIACCI: Atto 1°) – Mario del Monaco, tenore

2 – “RECONDITA ARMONIA DI BELLEZZE DIVERSE” (Puccini – TOSCA, Atto 1°) – Franco Corelli, tenore

3 – “E VO GRIDANDO PACE, E VO GRIDANDO AMOR” (Verdi – SIMON BOCCANEGRA, Atto 2°) – Piero Cappuccilli, baritono

le 3 Frasi d’OPERA di riferimento per l’articolo

Sentenza del Tribunale del lavoro di Ivrea

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Le "rosse torri" del castello di Ivrea (TO) che fanno da sfondo alla vicenda

Un OSS sconfigge l’ASL

Un Operatore socio sanitario ricollocato all’anagrafe zootecnica dell’ASLTO3, è stato sospeso il 23.11.2021, per inosservanza dell’obbligo vaccinale (vaccino sars cov 2).

La Asl gli aveva inviato una raccomandata con la richiesta della documentazione attestante la vaccinazione, il dipendente aveva risposto indicando che, essendo amministrativo da tre anni, non era tenuto ad ottemperare e che richiedeva di essere esentato a causa di patologie plurime di cui era affetto. Come detto il 23/11/2021 è stato sospeso.

L’operatore ha contestato il provvedimento senza ottenere riscontro, il ricorso è stato successivamente notificato dal suo legale.

In data 24/12/2021 la ASL prorogava il provvedimento, indicando che il dipendente era stato inizialmente inquadrato come OSS, pertanto rientrava nelle categorie ricomprese nell’obbligo, prolungando successivamente la sospensione al 14/06/2022.

A fine gennaio, il lavoratore ricorreva alla corte chiedendo di essere reintegrato operando in modalità agile, indicando i seguenti motivi:

  1. egli non rientrerebbe nel novero dei soggetti destinatari dell’obbligo vaccinale, atteso che le sue mansioni sono di tipo 
esclusivamente amministrativo;
  2. in ragione delle pluripatologie da cui è affetto e del suo status di invalido civile al 67% e portatore di handicap ex art. 3 L. 104/1992, egli è qualificabile quale lavoratore fragile e, dunque, da un lato non sarebbe assoggettato all’obbligo vaccinale e dall’altro, l’ASL avrebbe il dovere di fargli svolgere le proprie mansioni da remoto; 
  3. la vaccinazione sarebbe una misura del tutto inefficace nel prevenire il contagio e, dunque, la limitazione dei diritti costituzionali del lavoratore sarebbe priva di giustificazione; 
  4. l’ASL non aveva adempiuto al 
proprio onere di verificare la presenza di mansioni disponibili, che non prevedessero contatti interpersonali a cui adibire il ricorrente. Infine, il ricorrente lamentava il diniego opposto dall’ASL, a corrispondergli, durante il periodo di sospensione, gli assegni previsti dall’art. 82 D.P.R. 3/1957. 

In più, il lavoratore è stato riammesso in servizio il 19/04/2022 avendo contratto il covid ed essendone guarito.

Come per il collega di Torino, il punto centrale della questione è che il Dl 44/2021 si applica soltanto a chi lavora nelle strutture indicate all’l’art. 8-ter, comma 1, D.lgs 502/1992.

Tali strutture, citando la norma sono:

  1. strutture che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo, o diurno per acuti;
  2. strutture che erogano prestazioni di assistenza specialistica, in regime ambulatoriale, ivi comprese quelle riabilitative, di diagnostica strumentale e di laboratorio;
  3. strutture sanitarie e sociosanitarie che erogano prestazioni in regime residenziale, a ciclo continuativo o diurno.

La ASL aveva poi indicato che, per i soggetti over-50, era obbligatorio il vaccino, sia come requisito anagrafico, sia per accedere ai luoghi di lavoro. In caso di non ottemperanza, il lavoratore avrebbe subito la sospensione del salario, senza perdere il posto di lavoro.

La restrizione riguardava solo l’ottenimento del super green pass, che è un requisito di accesso ai luoghi di lavoro, non per prestare l’opera. Dal 23/03/2022, in seguito ai cambiamenti normativi, l’accesso era consentito con il semplice tampone antigenico. Il DL 44, in conclusione, non prevede la sospensione dal servizio quale conseguenza della mancata somministrazione del vaccino.

La battaglia delle arance è il simbolo del Carnevale di Ivrea e ricorda le lotte che i cittadini hanno portato avanti nei secoli per non soccombere ai soprusi dei tiranni. Il ricorso del protagonista di questa vicenda ricorda lo spirito della più famosa festa eporediese

La corte ha disposto il reintegro del dipendente, il pagamento degli arretrati dall’ASL e non dispone la revoca della sospensione, perché è decaduta con la guarigione dell’operatore.

Anche in questo caso è chiaro che ricorrere paga (come a Padova, Brescia, Firenze, Torino) affidatevi alla giustizia.

Fonte:

https://www.eventiavversinews.it/nuova-sentenza-pesantissima-condanna-per-la-asl-che-sospende-loss-con-funzioni-amministrative-non-vaccinato-oltre-10-000-euro-di-risarcimento-oltre-gli-arretrati-maggiorati-degli-interessi-legali/

Il Papa è cattolico? Domanda interessante

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Questa sarà la prima parte di due articoli dove ci porremo più volte questa domanda e approfondiremo i vari aspetti.

Il papa è cattolico?

È una domanda interessante, e la prima persona a chiederlo è stato il pugile Max Baer Jr. nel 1959. Ultimamente però, parecchie persone hanno posto la stessa domanda.

Oggi Rod Dreher racconta la sua visita al famoso santuario Mariano vicino a Częstochowa in Polonia: Jasna Góra. Scrive di quanto fosse commosso dalla grade devozione cattolica dei polacchi che incontrò lì, e scrive:

“Il conforto che ho tratto dall’essere tra i cattolici polacchi, e l’ammirazione che nutro per come la loro fede li ha guidati attraverso così tante sofferenze, non fa che esacerbare l’incomprensione che ho su come Papa Francesco e i vescovi sembrino così decisi a distruggere la fede cattolica o, se non a distruggerla, di per sé, a trasformarla in qualcosa che non è mai stato”.

La crociata maniacale di Francesco contro la messa tradizionale in latino è semplicemente bizzarra. Relativamente pochi cattolici frequentano oggi la messa in latino, ma le parrocchie in cui viene celebrata sono quasi sempre vivaci e piene. È certamente vero che si possono trovare alcune persone rancorose intorno alle comunità Latine, ma capita di incontrare persone invadenti e insopportabili ovunque nella Chiesa cattolica, e, a ben vedere, in tutte le chiese. Durante i tredici anni in cui sono stato cattolico, ho preso parte alla messa in latino un paio di volte. Non sono mai diventato un frequentatore abituale, ma è stato facile coglierne il fascino, ed ero contento che i cattolici che vi trovavano profondità e bellezza potessero averla come opzione. Non ero più cattolico quando Papa Benedetto XVI diede il permesso universale affinché la messa tridentina (messa in latino) fosse celebrata ovunque. Il Cardinale Ratzinger – il futuro Benedetto XVI – una volta disse:

Naturalmente aveva ragione, e ha ragione. Eppure il suo successore, Francesco, si è adoperato per sopprimere il vecchio rito. Quello che una volta era il più santo e il più alto valore della Chiesa cattolica, è ora proibito nella Chiesa di Francesco, per ordine del Papa stesso. E, come prevedeva Ratzinger, questo mette in discussione l’esistenza stessa della comunità.

Non è che Dio preferisca ascoltare le preghiere in latino. Non è questo il punto.

Il punto ha a che fare con l’autorità del Papa e della classe dirigente della Chiesa. Come può essere difendibile la soppressione della messa latina da parte di Francesco? Vale a dire, dopo aver fatto questo, e ordinato ai suoi vescovi di farlo, il Papa mina radicalmente la sua stessa autorità, in gran parte per la ragione presente nella citazione di Ratzinger.

Per essere chiari, non è proprio la “Messa latina” che Bergoglio odia così tanto, bensì la Liturgia Tradizionale Romana, incentrata sul Canone Romano, la Messa Gregoriana, che nella sua forma attuale risale praticamente al tempo di Gregorio Magno, al VI secolo.

Dreher continua citando uno Steve Skojec molto arrabbiato:

Il papa, i vescovi e molti sacerdoti odiano i fedeli che vivono per servire e odiano la fede che esiste per proteggere. E secondo la teologia cattolica, Dio li ha posti in autorità al di sopra di entrambi.

E aggiunge:

Per essere chiari, citandolo qui non sto approvando tutto ciò che dice Skojec. Penso però che lui parli a nome di più di qualche cattolico. Il comportamento dei vescovi cattolici nel corso della mia vita richiama alla mente la grande frase dello storico Robert Conquest: “Il comportamento di qualsiasi organizzazione burocratica può essere compreso meglio assumendo che essa sia controllata da una cabala segreta dei suoi nemici”.

Sembra essere un malinteso comune – certamente condiviso da Skojec, tra le altre idee sbagliate che sottintende – che la teologia cattolica insegni che Dio in qualche modo ha deciso di costringere coloro che ripongono la loro fede in Lui a sottomettersi ai non credenti in materia di fede e governo della chiesa. Questa è in realtà una distorsione relativamente recente della fede cattolica. Per una visione più autentica, che elimini lo scandalo causato dall’idea sciocca secondo la quale Dio avrebbe sottoposto il Suo gregge alla cura dei lupi:

Papa Francesco è cattolico?

Professare la fede è un requisito per essere un membro della Chiesa, un cattolico.

Non è ovvio che sia Francesco stesso il grande ostacolo all’evangelizzazione, e la grande dissuasione per chi cerca risposte?

Continueremo ad approfondire nel prossimo articolo.

Parti di questo articolo vengono riportate da qui

La seconda parte la puoi trovare QUI: Papa Francesco è cattolico? Versione estesa

RED ROOMS/BLACK ROOMS: LE STANZE DEL DELIRIO

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STANZE VIRTUALI OVE PERVERSI BEN PAGANTI PARTECIPANO STREAMING LIVE IMPARTENDO ORDINI DI VIOLENZE INAUDITE FINO ALLA MORTE DI POVERE PICCOLE VITTIME; MITO O REALTÁ?

LE TRE FACCE DEL WEB


Viviamo in un’era di accesso senza precedenti all’informazione e alla comunicazione con altre persone. Grazie a Internet, possiamo fare molte cose comodamente da casa. Ma oltre al SURFACE WEB ci sono il DEEPWEB ed il DARKWEB.

Innanzitutto facciamo chiarezza sui termini: DEEPWEB e DARKWEB non sono la stessa cosa. Spesso vengono usati come sinonimi ma in realtà indicano due territori digitali differenti.

Il DEEPWEB è definito come la sezione Internet che non è indicizzata dai web crawler di conseguenza non lo troveremo mai sui motori di ricerca come ad esempio Google. Secondo alcune stime, questa parte costituisce circa oltre del 90% del web. Quello che vediamo della Rete è quindi una frazione piccolissima. Tra i contenuti non indicizzati dai motori di ricerca possiamo elencare i messaggi diretti, le e-mail, le transazioni bancarie, ecc…

Un’altra piccola porzione di web non indicizzato nel SURFACE WEB è il DARKWEB, che possiamo considerare un sottoinsieme del DEEPWEB. Al DARKWEB si può accedere solo con appositi strumenti. Mentre il primo è utilizzato principalmente per attività online quotidiane legittime, il secondo è più anonimo e noto per le transazioni illegali. Stando alle stime dei ricercatori della Nasa, conta decine di migliaia di indirizzi URL: pochi se confrontati alla grandezza della Rete che conta trilioni di URL.
Praticamente è popolato da una diversità di persone, alcuni desiderano solo navigare in rete in anonimato, magari per accedere a ciò che il governo vieta limitando l’accesso alla totalità delle informazioni (basti pensare ai Paesi che oscurano siti Russi a causa dell’azione speciale della Russia in Ucraina), altri invece frequentano questa parte di web per nascondersi poiché perseguono finalità illegali.
Il DARKWEB si compone di pagine che sono ospitate su dei server utilizzando il protocollo Tor, sviluppato in origine dal dipartimento di difesa statunitense per consentire comunicazioni anonime e sicure. Nel 2004 è diventato di dominio pubblico ed è uno strumento per proteggere la privacy. Da allora, però, al suo interno è cresciuto anche il mercato nero: è possibile trovare droga, armi, persino affittare dei killer per uccidere qualcuno.


PERVERSIONE NELLA RETE

Altro aspetto allarmante del DARKWEB sta nella massiccia presenza di aberranti siti pedofili, che mettono in vendita filmati e fotografie di bambini e adolescenti abusati e violentati. Da questo punto di vista il DARKWEB rappresenta per i pedofili un’occasione unica per poter condividere tali devianze sessuali con altri soggetti e reperire agevolmente materiale pedopornografico. Di queste orrende realtà riportiamo giornalmente, e giornalmente vengono arrestati pedofili che producono, vendono ed acquistano materiale aberrante, per il quale vengono seviziati e maltrattati fino allo sfinimento i poveri bimbi.

Non ultimo un caso di produzione e vendita di materiale riguardanti abusi avvenuto in Germania a Wermelskirchen, che supera i casi precedentemente noti – gli investigatori: “Brutalità inimmaginabile. Raggiunge una nuova dimensione di crudeltà”.

Il capo della polizia di Colonia Falk Schnabel ha dichiarato:

“Sono scioccato e stordito. Non ho mai incontrato una tale portata di brutalità disumana e indifferenza insensibile nei confronti dei bambini piccoli, del loro dolore e delle loro urla”

La vittima più giovane aveva un mese.

L’umanità è stata così ben manipolata ed abituata all’orrore che non basta più il “solito” film dell’orrore, o il reportage di guerra con immagini cruente, la perversità va ben oltre, è come una piovra che espande i suoi tentacoli nella mente dell’essere umano, si passa così dai film a veri “snuff video”, una versione Internet del film “Hostel” dove personaggi benestanti ed annoiati dalla vita quotidiana si acquistano una botta di adrenalina prenotando stanze occulte lontano dagli occhi del mondo dove torturare fino alla morte povere vittime, rapite e strappate alla loro vita quotidiana.

 

I video possono rappresentare il perseguitare la vittima, lo stupro, la tortura, fino alla morte o addirittura l’omicidio su commissione, come segnalato dalla Polizia Postale il 13 luglio 2022.

E’ qui che nasce la nuova tendenza: la cosiddetta Red Room (Stanza Rossa). Qui i partecipanti appartengono ad una cerchia ristretta. Vengono anche chiamate Black Room (Stanza Nera) ma in questo caso i partecipanti non si conoscono, anche se lo scopo è praticamente lo stesso. Precisata la differenza tra le due qui parleremo in generale di Red Room sapendo che esiste anche la Black Room e che si differenziano da quanto appena sottolineato.

Se lo streaming delle live avviene dal Dark Web non è accertato a causa della velocità, ma è sicuro che nel DARK WEB si possono effettuare tutti i tipi di pagamento anonimo possibili, se poi lo streaming viene trasmesso con dei software appositi non ci è stato possibile provarlo. Fatto sta che i “Snuff video” e il materiale, foto o video di pedofilia, si possono trasmettere in ogni modo nella rete.



COS’È  LA RED ROOM


Ci sono molte voci, piuttosto cupe, su Internet circa le Red Rooms.

Si dice che siano un servizio nascosto o un sito Web in cui perversi ben paganti possono vedere video in diretta streaming e partecipare ad attività interattive dando ordine all’amministratore di stupro, abusi sessuali, torture fino all’uccisione della vittima. Ogni azione con il progredire delle sevizie, è legata in progressione ad un pagamento di somme in cripto valute (Bitcoin).

In poche parole le stanze rosse funzionano come le aste, solo che vengono svolte sulla vita di innocenti vittime. Altri utenti pagheranno per guardare lo spettacolo online, mentre l’amministratore fa con il prigioniero ciò che gli viene ordinato da chi paga di più. Si parla di migliaia o addirittura di decine di migliaia di euro per avere accesso. Mentre alcuni credono che le stanze rosse esistano, altri sostengono il contrario.

In questo articolo approfondiremo questo fenomeno per scoprire se le Red Room sono reali o solo un’altra leggenda metropolitana.


 

L’ORIGINE DEL TERMINE RED ROOM

Cominciamo dal nome: si presume che “Red Room”  divenne famoso grazie a “The Shining”(1980) di Stephen King con un anagramma della parola Murder (redroom->redrum->murder).

Nel 1983 poi nel film “Videodrome” la tortura avveniva in una stanza dipinta di rosso e trasmessa in diretta televisiva. La trama del film racconta del personaggio principale, produttore televisivo Max Renn, alla ricerca di un porno fresco e originale per il suo canale via cavo e si imbatte in “Videodrome”, un programma sul sesso e l’omicidio, la cui visione ripetuta decompone non solo la psiche umana, ma anche la sua carne.

Questo film rappresentava un segmento web in cui un canale di notizie satellitare in diretta mostrava interrogatori militari e torture che si svolgevano in una stanza dalle pareti rosse. Il protagonista inizia così un viaggio per capire la differenza tra televisione e realtà.

Il termine Red Room appare per la prima volta nel 2000 con un significato già simile a quello odierno. In Giappone è stato prodotto un gioco flash chiamato “Red Room“. Probabilmente dopo la pubblicazione della serie ” Red Room: Forbidden Royal Game ” del 1999.

Sullo schermo lampeggiano finestre pop-up, dopo che la stanza rossa è stata visualizzata e chiusa viene mostrato un sito con l’elenco di nomi delle persone uccise.

In generale, questo gioco può essere incomprensibile per la maggior parte delle persone, ma il suo carattere ha contribuito allo sviluppo del mito degli omicidi su Internet.


LA RICERCA DELLA RED ROOM

Molto spesso, si legge su Reddit che gli utenti continuano a cercare Red Rooms in tutto il DARKWEB e

ad annullare l’iscrizione dopo aver soddisfatto tali ricerche.

Pare che per accedere alle Stanze Rosse occorra pagare con bitcoin e poi pagare per ogni azione compiuta sulla vittima da un uomo incappucciato. Una specie di club chiuso, in cui si può entrare solo con molti soldi. Secondo alcune indiscrezioni, già per ottenere indirizzi di pagina e password per completare richieste e crackare codici è necessario pagare e sono previste commissioni esorbitanti.

Nel 2016, l’FBI ha arrestato Brent Justice e la sua complice Ashley Nicole Richards che gestiva un sito Darknet chiamato “CruelOnion”. I giovani “hanno preso ordini” dai partecipanti al forum, dopo di che hanno filmato e pubblicato video di atti sessuali, bullismo e uccisione di animali domestici. Secondo la polizia, Brand Justice, condannato a 50 anni di prigione, aveva una “base di clienti” abbastanza ampia e guadagnava attivamente denaro sugli “ordini”.


IL CASO DI PETER SCULLY

Un caso che suggerisce che potrebbero esserci siti o RED ROOM è quello  di Peter Scully, un pedofilo attualmente sotto processo nelle Filippine.

Secondo quanto riferito gli utenti di un sito di pedofili hanno pagato fino a $ 10.000 per guardare i video degli abusi e delle torture di Scully su un bambino piccolo – uno di una serie di video prodotti dalla compagnia di Scully, No Limits Fun. Il suo creatore, Peter Scully, è in prigione nelle Filippine. Il video intitolato “Daisy’s Destruction” mostrava una bambina di 18 mesi legata a testa in giù per i piedi, aggredita sessualmente e picchiata da Scully e da una donna mascherata. Nella serie di video, viene frustata e aggredita con giocattoli sessuali dalla ragazza di Peter Scully.

Secondo il Sydney Morning Herald, il filmato era così orribile che la polizia lo ha definito “il peggiore che abbiamo incontrato nei nostri anni di campagna contro la pornografia infantile“.

Scully è anche accusato di aver aggredito sessualmente una ragazza di 11 anni prima di strangolarla e seppellire il suo corpo sotto una casa dove stava in affitto. Il materiale è stato trasmesso in streaming tramite un sito Web di pedofili che ospitava video di torture, chiamato Hurt 2 The Core, e vantava 15.000 download di video al giorno.


RED ROOM I FATTI

L’OPERAZIONE “DELIRIO”Bimbi abusati e torturati fino alla morte in diretta sul dark web.

L’operazione “Delirio” ha ricostruito un vero e proprio inferno degli orrori, con bambini abusati sessualmente e torturati fino all’uccisione, con il progredire delle sevizie legate a pagamenti di somme in criptovalute (Bitcoin) sempre maggiori da parte degli spettatori collegati online su siti del dark web.

L’operazione “Delirio” iniziata nell’ottobre 2019, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Siena e coordinati dal capo della procura minorile Antonio Sangermano, ha scoperto la chat chiamata ‘Shoah Party’. Al 15 luglio 2020 l’operazione aveva registrato 25 indagati (19 minorenni e 6 maggiorenni), residenti in 13 province italiane, accusati di diffusione e detenzione di materiale pedo-pornografico ed istigazione a delinquere.

Ciò che ha lasciato molto sconcertati è che in questo caso a pagare per vedere bimbi seviziati e uccisi in diretta erano dei 17enni

Tutto è iniziato con le perquisizioni eseguite a carico di due minorenni piemontesi, un ragazzo e una ragazza entrambi di 17 anni, indagati per istigazione a delinquere e pedo-pornografia.

Le attività investigative – che contano decine di perquisizioni nell’autunno scorso e proseguite con gli interrogatori – hanno fatto affiorare, come spiegano gli investigatori, “la parte più oscura e drammatica delle risultanze indiziarie”, quella relativa al ‘deep web’, un contesto internet criptato, “dove circolano immagini di efferata violenza, anche in situazioni ‘live’, in cui agli utenti che sono riusciti ad accedere a questi ambienti reconditi, viene consentito di interagire in condotte di violenza sessuale e tortura su minori, attuate in diretta da adulti”.

Gli utenti interagiscono con gli aguzzini formulando richieste agghiaccianti. E’ stato accertato come venga ad esempio chiesto che sia amputato un braccio oppure versato sul corpo del bambino seviziato olio bollente. Gli investigatori affermano che “Le richieste ‘live’ hanno costi molto elevati e assicurano guadagni altissimi alle organizzazioni straniere che compiono tali atti disumani”.

Le investigazioni hanno consentito di accertare le modalità di accesso al ‘deep web’, dove vengono acquisite e poi fatte circolare le immagini ‘gore’, con esecuzioni, omicidi, smembramenti, estrapolazioni di organi, castrazioni, immagini raccapriccianti e atti sessuali compiuti in danno di animali, ma anche pedopornografia sui bambini piccolissimi, anche di pochi anni (due, tre, quattro anni), con video spesso anche associati a simboli nazisti. Le indagini proseguono.

Di seguito un documento trovato in rete che riguarda uno studio LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA NELL’ERA DIGITALE:LE NUOVE FRONTIERE DEL DEEP WEB E DEI BITCOIN (BORSE DI STUDIO GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO)

È un’analisi molto approfondita delle criminalità organizzate in rete, riporta:

”Streaming e download di video dal contenuto violento “Dark Red Room”, ad esempio, è dedicato alla trasmissione in streaming di snuff movie ossia di video di stupri che terminano con l’uccisione della vittima. Altri siti offrono video di violenze su detenuti, prigionieri di guerra e animali.
Anche in questo caso l’accesso è ristretto; l’utente si registra al sito pagando una quota di ingresso in criptovaluta (solitamente bitcoin) e attende la data fissata per la diretta.”

RED ROOM’S – ANALISI FINALE

Queste  STANZE o LUOGHI virtuali, indipendentemente dai nomi che si adottano per definirle, sono delle terribili realtà. Molti i FACKTCHECHERS che cercano di negarne l’esistenza. Per quanto riguarda il dove trovarle, nella lettura di questo articolo si può facilmente evincere che le conferme arrivano dal DEEP WEB e non dal DARK NET. Si può dunque dire che la confusione viene creata ad hoc per fare credere che il tutto non sia tecnicamente possibile tramite il DARK NET? Resta comunque il fatto che le Red Rooms a pagamento ci sono e funzionano.

“Il fatto che su commissione, in live o in differita si ricevano dei filmati di abusi, violenze, torture tali da portare alla morte povere piccole creature o adulti, dovrebbe smuovere le coscienze e non portare al ridimensionamento della perversione che alimenta questo fenomeno con cui giornalmente ci scontriamo.”

Purtroppo, dopo un’analisi in rete, secondo le query di ricerca, abbiamo appurato che le persone fanno ogni giorno ricerche su vari portali Internet per capire come accedere alla Red Room del DARKWEB. Queste persone sono davvero consapevoli di ciò che stanno per fare?

Se è così, iniziamo a preoccuparci seriamente della nostra società.”

Le richieste non sono poche, e come per il fenomeno dell’adrenocromo (sul quale abbiamo tenuto una conferenza il 09 luglio 2022 e disponibile come WEBINAR su Talknow) e rispecchiano una parte della società che non può fare a meno di appagare il desiderio del “c’è di peggio”, magari solo per mettersi in mostra con amici e parenti parlando della notizia più aberrante che esiste.
Le torture delle RED ROOM’S esistono e sono l’inferno quotidiano per povere creature abusate, violentate, e torturate magari prima di morire nel terrore e nel dolore.

Inseguire questo sogno perverso in un mondo deviato sotto ogni aspetto è una importante spia di allarme psicologico.
C’è da chiedersi se questa spia implica un fallimento psicologico del singolo, o della società intera?


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