VENETONGREENPASS – Splendido intervento a tutto campo del Magistrato di Cassazione, Alessandra Chiavegatti, all’evento di Padova, del 15/10/2022: Covid-19, Sars-Cov2, Virus, Vaccini e restrizioni correlate a a Green Pass e Super Green-Pass i temi trattati, per poi approfondire l’analisi con un’attenta ricerca su chi ha scatenato la Pandemia, le Élite e le Lobby che l’hanno controllata, fino a parlare dei Think Tanks mondiali tra cui spicca il World Economic Forum di Davos capeggiato da Klaus Schwab.
Una donna e un Magistrato coraggiosissimo riempie Piazza Sartori il 15 ottobre scorso, con un intervento forte a “Tutto Campo” sui temi scottanti della situazione attuale, in un susseguirsi di citazioni e precisi riferimenti storici, medici e legali, frutto di un grande lavoro di ricerca e di approfondimento dei temi affrontati: Alessandra Chiavegatti ha sorpreso tutti per la chiarezza di esposizione e per la grande capacità di sintetizzare concetti e fatti molto complessi, con frasi e argomentazioni precise e incontrovertibili.
Questo intervento corona tutti quelli già fatti ai numerosi convegni, non ultimo quello di Soncino, ospite del coraggioso Parroco della parrocchia di S. Maria Assunta che potete vedere ed ascoltare al seguente LINK.
Da vero Magistrato, la sua esposizione non tralascia nessun elemento di indagine sulla Pandemia Covid-19: dalle origini alle motivazioni, dai mandanti ai responsabili, fino a identificare gli esecutori materiali, per proseguire poi su come siano stati svolti e messi in pratica tutti i fatti accaduti (e in questo caso direi proprio “i misfatti”…), analizzando tutte le conseguenze e i danni che hanno arrecato alle persone e alla società e che devono ora assolutamente essere tutti segnalati, denunciati e presi in carico dalle Autorità e dalle Istituzioni competenti.
Anche tutti i temi riguardanti l’emergenza sanitaria e le relative decisioni governative degli ultimi due anni sono stati toccati da Alessandra Chiavegatti con estrema chiarezza: Covid-19, Sars-Cov2, Virus, Vaccini e restrizioni correlati a Green Pass e Super Green-Pass.
Il Magistrato si spinge ben oltre al semplice elenco e alla descrizione di tutti gli elementi, con un’analisi approfondita di cosa esista dietro a questa Emergenza Sanitaria: dalla creazione in Laboratorio a Wuhan del virus Sars-Cov2, all’Élite che sta dietro a tutte le Lobby che l’hanno scatenata e che hanno prodotto e imposto, attraverso l’ONU, l’OMS, il FMI e l’enorme giro di affari delle Industrie Farmaceutiche, i Vaccini considerati come UNICA TERAPIA e arrivando agli obblighi e ai ricatti Anti-Costituzionali nei riguardi della popolazione italiana ma anche di tutta la popolazione mondiale. Il suo modo di descrivere i fatti da Magistrato e da Giurista illumina tutti i concetti esposti, senza risparmiare nessuno, compreso il World Economic Forum che manovra dalle retrovie non soltanto l’Economia Mondiale ma soprattutto la Politica e la Sociologia grazie ai messaggi inquietanti della sua “mente”: il dr. Youval Noah Harari.
Un video da vedere ed ascoltare “Tutto d’un Fiato”.
Molto forte l’appello finale alla Corte Costituzionale, che è il grande baluardo a tutela della così tanto maltrattata Costituzione Italiana, con l’invito alla stessa di sentirsi LIBERA DA INFLUENZE DI QUALSIASI TIPO, Nazionali e Sovra-Nazionali…a cui ha aggiunto un forte appello alla mobilitazione generale e all’unità, affinché il Popolo faccia sentire la sua voce!
Un messaggio ricco a tratti anche di spunti di grande Spiritualità e di quella Forza Interiore di cui un Popolo ha immensamente bisogno e che deve nascere e crescere in ciascuno di noi, per poter raggiungere quel completo RISVEGLIO e quella consapevolezza necessaria per produrre il risultato di una Vera RINASCITA DELL’UMANITÀ.
A breve, entro il 10 novembre, verrà pubblicato un libro con contributi di giuristi importanti e molti studiosi dal titolo “Vaccinazioni Covid-19 e Costituzione“: evidenza scientifica e analisi etica giuridica” dove, nel suo capitolo, la dr.ssa Chiavegatti esprime in modo chiaro i punti salienti dell’illegittimità dell’obbligo, come espresso nell’intervista che e’ seguita al suo intervento di Padova. (INTERVISTA)
L’intervento completo del Magistrato ALESSANDRA CHIAVEGATTI in PDF da scaricare:
Torno a bomba – è il caso di dirlo – sull’intervista rilasciata da Sarah Wagenknecht al quotidiano Berliner Zeitung, domenica 16 ottobre.
Cosa nascondono il governo tedesco e gli altri paesi della NATO che è meglio non sapere? Si domanda Sarah Wagenknecht, deputato del Bundestag tedesco, che aveva posto precedentemente più di una domanda al governo federale. Ma una su tutte ha ricevuto una risposta spiazzante. Aveva chiesto: “Quali navi e truppe della NATO si trovavano nelle aree dove si sono verificati i danni al Nord Stream 1, e quali navi e truppe russe in quel periodo sono state avvistate?”
E ora leggete cosa scrive il governo federale che, nella sua risposta, premette intanto una cosa, e cioè che “In base alla cooperazione tra i servizi segreti, lo scambio internazionale di conoscenze è soggetto a requisiti di riservatezza particolarmente severi.”
E poi specifica: “Le informazioni richieste incidono sugli interessi del segreto, che richiede protezione, in modo tale che l’interesse pubblico prevalga sul diritto parlamentare all’informazione. Così, il diritto dei membri del parlamento di porre domande, deve eccezionalmente passare in secondo piano rispetto all’interesse del governo federale alla segretezza. Perché non può essere accettato anche il rischio minimo di divulgazione”
La Russia nel frattempo ha più volte chiesto di partecipare alle indagini congiunte sul sabotaggio a Nord Stream. ma, come affermato dal ministero degli Esteri russo: tale riluttanza nel permettere al proprietario dei gasdotti di scoprire le ragioni, dice solo una cosa, certi paesi hanno qualcosa da nascondere.
SAPREMO QUALCOSA PRIMA O POI? La Wagenknecht ha innescato la bomba. Stiamo a vedere.
Lesi a un cittadino vari diritti e la libertà di circolazione durante il COVID
L’11/04/2020 la Polizia Stradale di Frosinone emetteva un verbale di contestazione per violazione del divieto di circolazione imposto dal DPCM 8 marzo 2020 (anti-covid). Il ricorso al giudice di Pace veniva accolto. La prefettura di Frosinone ha impugnato l’atto presso il tribunale ordinario perché:
la sentenza del giudice di Pace era contro la prefettura, soggetto giuridico che non ha capacità di entrare in una disputa riguardo i verbali della Polizia di Stato;
la prefettura non aveva interesse ad agire poiché il verbale è un atto interno al procedimento contro il cittadino, privo di autonoma lesività;
la contestazione si basava su un DPCM ritenuto all’epoca legittimo sia dal punto di vista costituzionale (per l’emergenza pandemica) sia dal punto di vista delle fonti del diritto, in base al DL 6 e 19 del 2020 ed in forza del Decreto Legislativo 1/2018;
non era nelle competenze del Giudice di Pace disapplicare l’atto.
La corte Frusinate inizia richiamando il principio di corrispondenza tra richiesto e pronunciato (art 112 c.p.c). Questo principio prevede che un giudice in un appello successivo al primo non debba concedere alla parte più di quanto richiesto al momento in cui si interpella il tribunale. Nel motivare la sentenza può seguire un ragionamento logico differente. La pronuncia in ogni caso deve basarsi su fatti provati ed allegati. In questo caso tra il primo ed il secondo grado di giudizio la corte si riserva di poter confermare la sentenza del giudice di Pace, seppur motivando con ragioni in tutto o in parte diverse dalla sentenza appellata. Fatta questa premessa entra nel merito della richiesta.
Il DL 19 del 25/03/2020 indica che in caso di mancato rispetto delle misure di contenimento:
“è prevista una sanzione da 400€ a 3000€” (comma 1)
“il Prefetto eleva le sanzioni” (comma 3)
“avvalendosi di Forze di Polizia…o delle Forze Armate” (comma 9)
Il verbale è immediatamente impugnabile “salvo espressa previsione contraria” come le sanzioni amministrative (ex art 22 e 23 della legge 689/1981). L’esclusione di questa possibilità va contro gli art 3 e 24 della Costituzione perché intacca l’omogeneità del sistema sanzionatorio.
Art 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Art 24: “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari”.
Le disposizioni del DPCM 09.03.2020 agiscono su “Libertà fondamentali garantite” dalla Costituzione e non revisionabili neppure con la procedura stabilita dall’art 138 Cost. che regola le modifiche alla stessa carta fondamentale.
La giustificazione del DPCM è che la situazione di emergenza sarebbe servita a tutelare il diritto alla salute dell’individuo, ex art.32 della Costituzione. I provvedimenti che attuano queste restrizioni di diritti costituzionali, tuttavia, sono DPCM, cioè atti aventi forza di legge, che non possono andare contro la Costituzione per i principi che regolano le fonti del diritto (Costituzione, poi leggi ed atti aventi forza di legge, poi regolamenti). Il DPCM è stato emesso in base alla delibera del Consiglio dei ministri del 31/01/2020 che imponeva lo stato di emergenza (che è un atto avente forza di legge ex art 3 della legge 201/94).
Non ci sono dubbi per il giudice di Frosinone che il Governo detenga poteri in merito di Protezione Civile, tuttavia il codice della Protezione Civile (atto avente forza di legge che regola la gestione delle emergenze) recita:
“emergenze di rilievo nazionale connesse con eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo che in ragione della loro intensità o estensione debbono, con immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo”
Pur non sottovalutando la pericolosità della Pandemia questo è un evento esterno alle prescrizioni della legge ed anche la Costituzione non assegna al Governo poteri di emergenza, salvo che venga deliberato dalla Camera lo Stato di Guerra (ex art 78).
Art 78: Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari.
La delibera del CdM del 31/01/2020 è emessa in contrasto con l’articolo 78 della Costituzione ed appare al giudice illegittima, così come tutti i provvedimenti successivi adottati in forza di quest’atto. Lo stesso DL 6/2020 assegnava al Presidente del Consiglio ampi poteri e una delega in bianco:
Art 2 DL 6/2020 : “ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica”.
Questo punto va in conflitto con l’art. 78 della Costituzione e comprime altri diritti sanciti dalla carta fondamentale:
libertà di movimento e di associazione (art16-17)
alla professione della fede religiosa (art 19)
a ricevere istruzione (art 34)
alla libertà di impresa (art.41)
all’inviolabilità del domicilio (art 14) nel caso del cittadino parte in causa.
Il tutto veniva ottenuto con l’istituto giuridico del DPCM che in questo caso, secondo la Corte:
non fissa un effettivo termine di efficacia
non elenca in modo anche soltanto esemplificativo ciò che il Presidente del Consiglio può fare per contrastare la pandemia
non disciplina i poteri speciali.
Per questi motivi il Giudice ha appoggiato il parere del Giudice di Pace, intervenuto in prima istanza. Trattandosi di un atto amministrativo e non di un atto avente forza di legge il Giudice ne dispone la disapplicazione, confermando la sentenza impugnata dalla Prefettura e rigettandone l’appello.
Per la prima volta tra tutti i casi affrontati abbiamo una contestazione diretta alla delibera del Consiglio dei Ministri del 31/01/2020. Questo era l’atto che fissava lo Stato di Emergenza, su cui poggiano tutti quelli successivi. Dichiarare che questo atto è contrario all’art 78 della Costituzione ha un significato giuridico molto preciso, che può far cadere tutto l’impianto su cui si regge il contrasto alla pandemia. Una strategia da tenere presente per eventuali processi futuri, pur tenendo presente che siamo in “civil law” e che il precedente giudiziale non è vincolante (a differenza del “common law” anglosassone). Come per gli altri casi è consigliata la consulenza degli avvocati, gli unici professionisti che possono rendere esecutivi i diritti.
Articolo della Verità del 16/10/2022 (parte1)Articolo della Verità del 16/01/2022 (parte2)
L’11 ottobre 2022 nel distretto orientale della Virginia è iniziato il processo a Igor Yurievich Danchenko.
Danchenko è il terzo individuo che il consigliere speciale John H. Durham ha incriminato nell’ambito delle sue indagini sulle origini del Crossfire Hurricane,
Sulla base di ciò che è stato reso pubblico finora (e sappiamo di non aver visto tutto ciò che Durham ha ottenuto a questo punto) non c’è dubbio nella mia mente che Durham “potrebbe” presentare accuse per furto di informazioni classificate, spionaggio e tradimento.
La bandiera del Michigan, dove si è svolta la vicenda.
Evoluzione delle norme che lo regolano e novità sulla Konnech
Il putiferio sulla compagnia IT del Michigan non si placa. Agli elementi raccolti finora, si aggiungono i finanziamenti passati accertati: 306 mila $ ricevuti dal Consiglio per lo Sviluppo Economico del Michigan, nel periodo di governo della Withmer e 247.349 $ ricevuti nel biennio 2010-11, dal governo Obama.
In quest’ultimo caso, la finalità dei finanziamenti era lo sviluppo di processi automatizzati, per la gestione del voto per posta in Nevada, Montana e New Jersey.
Il programma UOCAVA (Voto postale delle FF.AA e dei cittadini assenti perchè residenti all’estero), è partito nel 1986 ed è stato regolato fino ad oggi dal governo federale.
L’applicativo Konnech indica testualmente che: “La città di Detroit, grazie a una sovvenzione del Dipartimento della Difesa…, consente a qualsiasi cittadino in uniforme e d’oltremare di registrarsi annualmente con il modulo Federal Post Card Application (FPCA) e di richiedere l’accesso a un voto per posta, nonché di presentare un Federal Write-in Absentee Ballot (FWAB) in modo semplice”.
Dopo l’arresto di Yu, le contee di Detriot e Fairfax hanno disdetto il contratto con Konnech e la DeKalb ha rinnovato il contratto con un combattutissimo voto 3-2.
Nel 2020, vari enti, tra cui laCISA, hanno riconosciuto che il procedimento di voto presentava “alto rischio di frode”. Il New York Times, il 3 ottobre 2022, aveva bollato come “teoria del complotto”, l’idea di una frode elettorale, salvo correggersi il giorno seguente, data dell’arresto di Yu: i compottisti avevano ragione?
Nonostante il rientro a casa di molti lavoratori distaccati, a causa del Covid-19, i cittadini, non militari, che si sono avvalsi del voto per posta, sono passati da 400 mila della tornata 2016 (il 51% del totale), a 750 mila del 2020, il 62%.
La distribuzione dei votanti per posta nelle ultime tre elezioni presidenziali [fonte: VerityVote.us]
Nella richiesta di voto per posta non è necessario indicare il luogo di residenza effettiva ed addirittura, si può indicare un indirizzo dove non si è mai abitato (!).
Nè sono richiesti dati come, il numero di tessera sociale (l’equivalente della nostra tessera sanitaria), oppure l’id della tessera elettorale, per fare l’abbinamento tra chi vota la scheda ed i documenti validi collegati all’identità dell’elettore.
C’è già un ulteriore passo avanti nella legislazione. La Whitmer ha già presentato due disegni di legge per autorizzare i militari al voto elettronico nel 2024.
Quando queste leggi andranno in porto, basteranno pochi ricorsi ben formulati, per ampliare il diritto ai cittadini non militari iscritti al programma di voto per posta.
È un trattamento coerente con il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, tuttavia, nel caso in cui la procedura non preveda adeguate misure di sicurezza, come l’indicazione del domicilio, o di dati che solo l’effettivo elettore può conoscere (id della tessera elettorale, o della tessera di sicurezza sociale), i rischi di frode riconosciuti dalla CISA non potranno che aumentare.
Già in passato (ad ottobre del 2021), la governatrice del Michigan ha posto il veto su una proposta di legge che voleva imporre il divieto di voto a chi non esibisce un documento di identità valido. Ha mantenuto lo status quo, che premette di votare presentando un’autocertificazione.
Le motivazioni del veto sono il rischio di restrizioni al diritto di voto per le classi più disagiate. Per scongiurare questa circostanza, uno dei disegni di legge permetteva di accertare la propria identità entro i sei giorni successivi alle elezioni, tuttavia, questa iniziativa non è stata sufficiente ad evitare la bocciatura della proposta dal governo del Michigan.
Alcune domande sono legittime: è possibile, in futuro, garantire il diritto di voto ed al contempo tutelare l’equità delle elezioni, con un controllo simile alle nostre tessere elettorali? Continueranno gli impedimenti (o le proposte che vanno in senso opposto)?
Come mai, le persone che oggi, non vogliono i controlli sulla correttezza elettorale, sono le stesse che in passato hanno finanziato i progetti per automatizzare lo scrutinio dei voti postali?
Re Carlo III ha dichiarato guerra all’umanità e sta promuovendo un programma di spopolamento, che si nasconde dietro una narrativa di “sostenibilità“, che i media dicono essere l’unico modo per salvare il pianeta.
La sua vera agenda è difficile da vedere, perché opera nell’ombra da molti decenni. Charles sta supervisionando l’inganno più elaborato che sia mai stato condotto contro l’umanità.
Charles e la sua squadra hanno trasformato il carbonio e l’azoto in un’arma, creando un bisogno fittizio di salvare il pianeta dagli umani. Questa è una strategia che ridurrà il numero delle persone sulla terra e porterà uno stato povertà simile alla Transilvania, per quelli che riusciranno a sopravvivere.
Coloro che hanno costruito questa guerra contro l’umanità, hanno convinto il mondo che sono i salvatori, non il nemico. Questa è la dialettica padrone-schiavo di Hegel, che si svolge fino al punto più estremo.
Per decenni, un pubblico ignaro si è lentamente addormentato, accettando inavvertitamente il proprio destino.
Nel 2016 avvenne una cosa incredibile, che avrebbe cambiato la direzione del mondo: durante la campagna elettorale presidenziale del 2016, Donald Trump iniziò a dichiarare che c’era una guerra invisibile e che avrebbe affrontato questo nemico per conto del popolo.
L'”orribile nemico invisibile” ne prese atto e si mosse immediatamente, per garantire che le ambizioni presidenziali di Trump non si realizzassero.
Hanno fallito miseramente.
Trump è stato al fianco di We the People ed è stato messo in una posizione di potere, in cui è stato in grado di dichiarare:
Ciò che ha terrorizzato di più l’establishment, non è stata l’ambizione di Trump di diventare presidente, sono state le questioni che ha sollevato durante la sua campagna: stava risvegliando la gente.
Trump si stava connettendo con patrioti che, da tempo, rivelavano la presenza di un establishment globalista.
Ha introdotto le persone alla spaventosa realtà che ci aspettava, se continuavamo a rimanere addormentati e a rimanere inconsapevoli del piano del nemico.
Questo articolo si concentrerà su tre (3) fronti di battaglia della campagna di Trump, che hanno scosso lo Stato Profondo fino al midollo:
Promessa 1 della campagna: Sconfiggere l’Islam radicale
Molti potrebbero non ricordare, ma durante la campagna presidenziale del 2016, Donald Trump è stato brutalmente onesto, sulle sue opinioni sull’Islam radicale:
“Il contenimento della diffusione dell’islam radicale deve essere uno dei principali obiettivi di politica estera degli Stati Uniti”. Trump ha detto, in aprile, duranteil primo dei due importanti discorsi di politica estera che ha pronunciato durante la campagna. “Gli eventi possono richiedere l’uso della forza militare, ma è anche una lotta filosofica, come la nostra lunga battaglia nella guerra fredda”.
Per gli estremisti islamici radicali, queste erano parole di guerra: Trump aveva dichiarato di essere determinato a sradicare l’Islam radicale, non solo dall’America, ma dal mondo.
Ciò che non è così noto, è che molti membri dei Fratelli Musulmani sono stati inviati in Arabia Saudita, negli anni ‘50 e sono stati inseriti come insegnanti. Da queste posizioni, sono stati in grado di radicalizzare grandi gruppi di persone islamiche e formare molte delle organizzazioni terroristiche che conosciamo oggi.
Come ha notato Trump, la distruzione dell’Islam radicale non è stata solo una guerra fisica.
La filosofia islamica era stata armata, il che significa che questa guerra doveva essere vinta, non solo militarmente, ma anche filosoficamente. Per capire come tutto ciò sia stato raggiunto, dobbiamo esaminare gli eventi che sono accaduti nella penisola arabica negli ultimi 100 anni.
ARABIA SAUDITA
Il rapporto tra l’Arabia Saudita e l’Impero britannico, risale a un bel po’ di tempo fa.
Il regno dell’Arabia Saudita non fu formato fino al 1932.
Gli eventi che portarono alla fondazione del Regno Saudita, furono quasi interamente di origine britannica.
Dato che stiamo imparando a conoscere la presenza di una monarchia globale dominante, questo dettaglio non può essere sorvolato.
Durante la prima guerra mondiale, l’Impero Ottomano formò un’alleanza con la Germania. A quel tempo, la penisola arabica aveva tre principali governanti:
Sharif di Hijaz Hussain bin Ali della Mecca;
Ibn Rashid di Ha’il e
l’emiro Abdel Aziz Ibn Saud di Najd.
Gli inglesi cercarono un’alleanza con questi regni, per cercare di sconfiggere i turchi:
“Allo scoppio della prima guerra mondiale nella regione, Sir Henry McMahon, allora Alto Commissario britannico in Egitto, offrì a Hussain bin Ali, Sharif di Hijaz uno stato arabo indipendente se avesse aiutato gli inglesi a combattere contro l’Impero Ottomano”.
Hussain credette agli inglesi e si ribellò contro i turchi nel 1916, il che contribuì notevolmente alla sconfitta degli ottomani.
Tuttavia, sei mesi dopo l’accordo che la Gran Bretagna fece con Hussain, gli inglesi firmarono anche un trattato con Abdel Aziz Ibn Saud:
“Il 26 dicembre 1915, Sir Percy Cox, a nome del governo britannico, firmò il Trattato di Darin con Abdel Aziz Ibn Saud. Conosciuto anche come il “Patto Maledetto”, il trattato rese le terre della Casa di Saud un protettorato britannico. Il trattato vide anche Abdel Aziz ricevere un “tributo” di £ 5000 al mese, dal governo britannico. Dopo la prima guerra mondiale, ricevette ulteriore sostegno dagli inglesi. Il sostegno includeva, sostanzialmente, più ricompense monetarie e una grossa partita di munizioni”.
Il Trattato di Darin fu un tradimento dell’accordo che la Gran Bretagna aveva con Hussain, inoltre, la Gran Bretagna aveva formato un altro accordo con i francesi, noto come accordo Sykes-Picot.
Alla fine della prima guerra mondiale, Hussain si rese conto di essere stato truffato e, nel 1924, nella penisola arabica stava per esplodere la violenza.
L’intera situazione era stata istigata dalla Gran Bretagna. Gli inglesi e i loro militari, avevano piazzato una scommessa all-in su Abdul Aziz Ibn Saud.
L’Impero britannico aveva contribuito alla creazione della Casa di Saud nella penisola arabica.
Inutile dire che il rapporto tra i principi dell’Arabia Saudita e l’Impero britannico, si è molto rafforzato da allora.
Ora proseguiamo velocemente fino a febbraio 2014: il principe Carlo, come principe ereditario del Regno Unito, si reca in Arabia Saudita per incontrare la sua controparte saudita, il principe ereditario Muqrin bin Abdulaziz Al Saud.
Tutto stava andando a posto per i due principi. Il principe Muqrin è stato l’ospite di Carlo a questo evento. Proprio come il principe Carlo, anche il principe ereditario Muqrin sembrava avere un debole per servizi di intelligence.
“L’ospite del principe era il principe Muqrin, l’ex capo del servizio di intelligence saudita, nominato dal re Abdullah, secondo Vice Primo Ministro, lo scorso anno”
Charles e Muqrin avrebbero avuto molto in comune di cui parlare. Non solo potevano condividere i loro pensieri su come diventare futuri re, o deliberare sui loro servizi di intelligence “assolutamente essenziali“, ma potevano anche condividere la loro passione per le rispettive forze aeree.
Muqrin ha prestato servizio nella Royal Saudi Air Force, dal 1965 al 1980. Tuttavia, la maggior parte della sua istruzione e formazione ebbe luogo in Gran Bretagna, all’incirca nello stesso periodo in cui anche Carlo si stava addestrando.
Durante il suo soggiorno saudita, Carlo avrebbe senza dubbio condiviso alcune delle sue esperienze di addestramento con Muqrin, che la pensa allo stesso modo, una possibile storia degna di nota potrebbe essere l’emozione di imparare a far cadere una bomba nucleare.
Non sappiamo veramente se Carlo abbia impressionato Muqrin con le sue abilità uniche nel bombardamento, ma sappiamo che Muqrin era a capo dell’intelligence saudita e il regno, era attivamente alla ricerca di armi nucleari.
In ogni caso, il 2014 è stato il momento di festeggiare, per i due futuri re.
“L’Ardah Dance era inizialmente una danza di guerra.
La danza tradizionale Ardah, veniva praticata solamente durante le guerre. Quando gli Arabi incontravano i loro nemici sul campo di battaglia, tenevano le loro spade tra le mani ed eseguivano la danza, prima di iniziare la guerra.”
Tre anni dopo, il presidente Trump ha preso il suo posto alla Casa Bianca e le cose hanno iniziato a prendere una piega orribile per il principe Muqrin.
Trump si è recato in Arabia Saudita pochi mesi dopo essere entrato in carica e, come Carlo prima di lui, anche il presidente Trump ha eseguito la danza della spada, ma senza l’abito tradizionale.
Appena un mese dopo la visita di Trump, è stato Mohammed bin Salman (MbS) ad essere nominato principe ereditario ed erede al trono saudita. L’annuncio è stato accompagnato dalla forte approvazione pubblica di Trump.
Il sogno del principe Muqrin di diventare il re saudita era a brandelli.
l’approvazione di Trump su MbS, è arrivata anche con il suo sostegno espresso alla sua visione di ripristinare l’Arabia Saudita in un regno islamico pacifico.
Purtroppo, pochi mesi dopo l’incoronazione di MbS, una grande tragedia colpì l’America.
È stata la sparatoria di massa più letale nella storia degli Stati Uniti.
Rilevante ai fini di questa storia è che il piano da cui Paddock ha aperto il fuoco era di proprietà del gruppo Four Seasons. Un’organizzazione con alcuni nomi significativi:
“The Telegraph
Bill Gates e il principe Alwaleed bin Talal nell’affare FourSeason.
Bill Gates entra nel business degli hotel.
Il presidente della Microsoft si è unito al principe saudita Alwaleed bin Talal, per sostenere l’acquisizione della gestione del gruppo alberghiero Four Season per 3,8 milioni di dollari”
In un altro strano colpo di scena, appena un mese dopo la sparatoria di massa di Las Vegas, il principe ereditario MbS ha iniziato un’operazione militare che avrebbe cambiato per sempre la vita di Alwaleed bin Talal, Muqrin e molti altri potenti sauditi.
Alwaleed bin Talal era un uomo molto potente. Non solo in Arabia Saudita, ma a livello globale. Nel 2008, ci sono stati riferimenti ai legami di Alwaleed bin Talal con Obama.
Durante l’epurazione, Bin Talal perse gran parte della sua fortuna. Tuttavia, il principe Muqrin bin Abdulaziz ha perso qualcosa di molto più grande.
Questo è stato un momento devastante per Muqrin. Solo tre anni prima stava celebrando la sua futura regalità con il principe Carlo e ora stava perdendo tutto.
L’epurazione saudita è forse uno degli eventi mondiali più significativi degli ultimi anni e le azioni che ne sono seguite, hanno dimostrato che MbS era fedele alla sua parola.
Ricordiamo che Trump ha descritto l’Islam radicale come una: “battaglia filosofica“.
La militarizzazione della filosofia inizia con i bambini.
Il nuovo principe ereditario MbS era impegnato a sradicare i Fratelli Musulmani dal suo regno; soprattutto nelle scuole. MbS era intenzionato a vincere la battaglia filosofica, affrontando le sue cause profonde.
Questo sistema richiede che i bambini siano indottrinati dallo Stato, al fine di servire lo Stato ed è attuato da un “corpo” di insegnanti.
Lo stesso copione si è verificato in Arabia Saudita, quando i Fratelli Musulmani sono stati dispiegati nel regno, nel corso degli anni 1950. Il terrorismo islamico radicale è stato il risultato dell’indottrinamento e della radicalizzazione degli studenti. La strategia deliberata, ha inflitto un orrore indicibile all’Occidente.
L’Arabia Saudita ha cambiato radicalmente direzione dalla investitura di MbS a principe ereditario.
Recentemente è stato anche nominato primo ministro saudita, consolidando il suo potere sul regno. Il suo impegno a sradicare completamente i Fratelli Musulmani dall’Arabia Saudita, sembra prendere forma.
Questo non solo giova all’Arabia Saudita, ma sembra essere la chiave per sradicare totalmente il terrorismo islamico radicale dalla terra, proprio come Trump si è impegnato a fare.
Per quanto riguarda il principe Muqrin bin Abdulaziz, speriamo sinceramente che i reali britannici abbiano inviato le loro condoglianze, soprattutto considerando la storia profonda e connessa tra i due regni.
WASHINGTON D.C., USA - JANUARY 6: US President Donald Trumps supporters gather outside the Capitol building in Washington D.C., United States on January 06, 2021. Pro-Trump rioters stormed the US Capitol as lawmakers were set to sign off Wednesday on President-elect Joe Biden's electoral victory in what was supposed to be a routine process headed to Inauguration Day. (Photo by Tayfun Coskun/Anadolu Agency via Getty Images)
La CNN rivela un video “dietro le quinte”
La CNN giovedì ha rivelato un filmato esclusivo degli avvenimenti del 6 gennaio che proveniva direttamente dalla figlia di Nancy Pelosi.
È stato selezionato a mano dal comitato partigiano del 6 gennaio per mostrarlo al pubblico americano alla televisione via cavo in prima serata.
Ci sono ancora 14.000 ore di filmati del 6 gennaio che il Dipartimento di Giustizia non permetterà al popolo americano di vedere, presumibilmente perché questo potrebbe inficiare la possibilità di perseguire i prigionieri politici del J6 in tribunale.
Circa trenta secondi dopo la presentazione da parte della CNN del filmato selezionato dai democratici, c’è l’apparizione sospetta dell “uomo misterioso” Ray Epps.
In piedi in cima a una torre con una vista dominante sui rivoltosi e sugli eversivi di estrema destra che si trovano sotto, c’è Ray Epps con una bandiera di Trump in una mano e un cellulare nell’altra.
“Oh mio dio, come ha fatto quel ragazzo ad arrivare lassù?” chiede una giovane donna.
Il filmato è stato girato dalla figlia di Nancy Pelosi, Alexandra Pelosi.
L’apparentemente onnipresente “uomo misterioso” Ray Epps non è stato accusato per il ruolo avuto il 6 gennaio, nonostante sia stato catturato in video la notte prima di tentare di incitare i manifestanti a prendere d’assalto il Campidoglio.
Un rapporto di Politico fornisce un alibi per il motivo per cui l’FBI avrebbe messo Epps nella “lista dei più ricercati” e poi lo avrebbe portato via di nascosto senza un arresto – nonostante in altri casi di accuse simili relative al 6 gennaio gli imputati siano stati perseguiti.
“Epps, che è diventato il fulcro di un’affermazione GOP (Grand Old Party – “Gran Vecchio Partito”– soprannome del Partito Repubblicano) non supportata secondo cui l’FBI avrebbe incitato la folla che ha saccheggiato il Campidoglio l’anno scorso, avrebbe incontrato nel mese di novembre il comitato ristretto del 6 gennaio e avrebbe detto loro che non aveva alcun rapporto con l’FBI o con qualsiasi altra agenzia federale di polizia”, ha riferito Kyle Cheney.
“Ma l’incontro è stato solo un precursore di un’intervista più formale trascritta questa settimana”, ha affermato John Blischak, avvocato di Epps.
“Blischak ha detto che si aspettava che maggiori dettagli sul coinvolgimento di Epps diventassero pubblici subito dopo”, ha aggiunto il rapporto di Politico.
Epps è stato ripreso in un video mentre si coordinava con un manifestante coinvolto nel primo attacco alle barricate della polizia del Campidoglio.
“Epps ha mantenuto un basso profilo da quando gli alleati dell’ex presidente Donald Trump hanno iniziato a promuovere una teoria secondo cui Epps era un agente federale e aveva contribuito a fomentare l’attacco”, prosegue il rapporto di Politico. Le loro affermazioni derivano da video girati il 5 gennaio che mostrano Epps che esorta gli alleati di Trump ad “andare in Campidoglio – un’esortazione che alcuni tra la folla hanno rapidamente fischiato e alla quale hanno risposto con canti che accusavano Epps di essere un ‘Fed’. Epps ha rapidamente aggiunto che si doveva fare ‘pacificamente'”.
Ray Epps è stato tra le primissime persone a istigare la rivolta del 6 gennaio. Sembra che stesse dando istruzioni a un giovane curato e atletico, che si rivelò poi essere Ryan Samsel.
“Ma non sembra che Epps si unisca alla violenza e il suo avvocato dice che ‘non è mai stato in Campidoglio’ – fattori chiave nelle decisioni di accusa del Dipartimento di Giustizia”, aggiunge il rapporto.
Epps era in una “lista dei più ricercati” dell’FBI fino a quando non è stato silenziosamente rimosso. L’8 gennaio, l’ufficio sul campo dell’FBI ha twittato una foto che includeva un uomo che sembra essere Epps.
Gli screenshot prima e dopo lo scrubbing dell’FBI possono essere visti di seguito:
Come sottolinea Revolver News, ai sospettati che sono stati arrestati viene apposta l’etichetta di “Arrestato” sotto le loro foto. Tuttavia, la foto di Epps è stata completamente cancellata dalla pagina.
Il rapporto sottolinea non solo che Epps ha istruito i suoi “commando e la folla alla sua attenzione a correre in Campidoglio”, ma ha anche “protetto assiduamente i poliziotti e le forze dell’ordine in modo che nessun ufficiale locale o federale potesse essere danneggiato durante le violazioni di precisione”.
Si può vedere questo comportamento incoerente nel video qui sotto.
Revolver nota che il Times ha mentito su Ray Epps:
Anche Ray Epps, un uomo dell’Arizona visto in video ampiamente diffusi che dicevano ai sostenitori di Trump in più occasioni di andare in Campidoglio, sembrava aver agito da solo.
L’affermazione che Epps “sembrava aver agito da solo” è una bugia smentita dai video stessi, che lo mostrano mentre si coordina con gli altri durante i disordini del Campidoglio.
Alcuni membri del Congresso repubblicano hanno tentato di ottenere risposte sul ruolo effettivo di Ray Epps il 6 gennaio.
Il deputato Thomas Massie, tra gli altri, ha interrogato il procuratore generale Merrick Garland sul fatto che ci sia stata qualche provocazione dell’FBI coinvolta nelle rivolte del 6 gennaio.
Il Dipartimento di Giustizia ha rifiutato di fornire commenti.
L’11 gennaio, il senatore Ted Cruz ha acceso cinque campanelli d’allarme nella stampa dell’establishment con il suo interrogatorio dei funzionari dell’FBI riguardo l’identità di Ray Epps.
Il senatore Cruz non ha mollato. Jill Sanborn, vicedirettore esecutivo del National Security Branch, non ha voluto confermarlo o negarlo. “Signore, non posso rispondere a questa domanda”, ha detto.
Se le elezioni di medio termine andranno nella direzione giusta, forse il popolo americano otterrà finalmente risposte su chi è Ray Epps e cosa stava realmente facendo su quella torre/al Campidoglio il 6 gennaio.
La Konnech ha sviluppato un applicativo per scansionare e per gestire le statistiche di scrutinio degli “absentee ballot”, i voti per posta, per la contea di Detroit.
Non è certo se sia stato utilizzato nel 2020, tuttavia, ci sono le prove di quanto detto nelle Waybach machines, archivi web che permettono di vedere un determinato sito in una data passata (inclusi i contenuti rimossi).
La software house del Michigan, trattata in vari articoli, si è vista confermare, in settimana, il mandato dalla DeKalb County dello stato della Georgia.
L’annuncio è giunto a sorpresa, dopo l’arresto del direttore della Konnech, Yu.
Le novità più interessanti giungono da una serie di ricerche con la Waybach machine sui siti gestiti della compagnia, 2Dmeeting.com, per esempio, un dominio aperto da Yu, che registrava i suoi data base sul sito 2Dmeeting.cn, sito cinese amministrato da Konnech, ma detenuto dalla società collegata Jinhua, la quale fa ampio uso della tecnologia Huawei nei suoi siti e indica, in modo chiaro, la sua nazionalità cinese ed il logo del CCP.
Salvare i dati elettorali in Cina – per ora l’Attorney General di LA, Gascon, ha provato che sono stati trasferiti i dati degli scrutatori – espone il sistema di scrutinio USA a dinamiche ricattatorie. Una circostanza gravissima.
Ora viene il bello: la stessa Jinhua, ha collaborato strettamente con gli uffici di scrutinio della contea di Detroit. Lo stesso provider web dichiara di aver sviluppato un applicativo online internazionale, che integra funzioni come:
la gestione del voto,
l’autenticazione in più fattori degli elettori,
il monitoraggio delle schede elettorali,
l’analisi delle statistiche.
Jinhua fungeva da reparto di ricerca e sviluppo della Konnech e testava questi applicativi con dati di simulazione.
La sede distaccata in Cina, sul suo sito, indica di aver sviluppato un programma per la scansione dei voti postali.
Il 14 ottobre 2020 la Compagnia ha incontrato il consiglio elettorale di Detroit. L’obbiettivo degli scrutatori era quello di sviluppare un programma per scansionare 2 mila voti postali al minuto e caricarli su un file .csv.
Il sistema precedente prevedeva la scansione manuale delle schede, una ad una.
Questa applicazione non è stata utilizzata nelle primarie di agosto, a causa della carenza di fondi della Contea.
Sappiamo che Zuckerberg ha poi finanziato l’ente, a metà di ottobre 2020, tuttavia non è chiaro se questo sistema sia stato utilizzato il 4 novembre, perché lo stesso direttore Gaffney, aveva dichiarato di non voler introdurre variazioni, a meno che fossero: “a prova di stupido”.
Non è chiaro se sia stato utilizzato, ma per dare qualche numero, Biden ha ottenuto 2.804.040 in Michigan, contro i 2.649.852 di Trump.
Il vantaggio è di 154.188. I voti postali sono 170.000.
Il modulo che gli elettori compilavano per avvalersi del voto per corrispondenza (Absent Voter Ballot)
Se è stato utilizzato lo scanner, potenzialmente ha ribaltato il risultato, in uno swing state.
Mettendo insieme i legami con il CCP e quest’ultimo elemento, potenzialmente, la compagnia di Yu ha violato l’EO13848: “Interferenza straniera nelle elezioni statunitensi”.
Preferisco definire l’argomento, “Geoingegneria“, invece di usare la vecchia parola “scie chimiche“, perché la terminologia tecnica produce risultati molto migliori nei motori di ricerca e porta un senso di legittimità rispetto a “scie chimiche“, che viene spesso ignorata come folle teoria della cospirazione. Non menzionare la discussione sulla geoingegneria, implica molto più di semplici iniezioni di aerosol atmosferico.
L’idea delle élites che cercavano di cambiare artificialmente il clima, un tempo era relegata a un folle discorso cospirativo su Internet, eppure, negli ultimi anni, è diventato un argomento apertamente discusso e proposto per combattere l’infinito spauracchio del “cambiamento climatico“.
Spruzzare nano-particolato nell’atmosfera, per bloccare il Sole e combattere il cambiamento climatico, cosa potrebbe andare storto?!
Solo una settimana fa, il World Economic Forumha pubblicato un articolo, sul loro sito web, proponendo la “geoingegneria solare” come risposta al “lento riscaldamento globale“.
La menzogna del “cambiamento climatico causato dall’uomo“, è una delle più pericolose bugie propagate dal complesso industriale media/scienza, perché ci sono aspetti apparentemente infiniti in questa agenda.
Le tasse sul carbonio, i veicoli elettrici, i crediti di punteggio sociale, la censura delle Big Tech, la censura scientifica e tanti altri programmi di controllo, vengono sfruttati dalla menzogna del cambiamento climatico antropomorfo.
“Ma il 99% degli scienziati è d’accordo!“, sì, perché tutto quel 99% di scienziati sta ricevendo gli stessi pacchetti di propaganda dalle Nazioni Unite e quelli che non sono d’accordo, non vogliono parlare, perché sanno che perderebbero le loro sovvenzioni e il loro lavoro.
Come si può dimenticare l’intervento dell’ex Direttore della CIA, John Brennan, di fronte al Council on Foreign Relations, nel 2016, per promuovere i supposti “benefici della geoingegneria”. Quando un bugiardo professionale come Brennan promuove i benefici di qualcosa, probabilmente sta facendo l’esatto contrario.
Va menzionato che, anche Bill Gates è stato a lungo un sostenitore dell’ingegneria solare. Non sorprende, dato che quel piccolo nerd inquietante, cerca di progettare tutto ciò su cui può mettere le mani, che si tratti di cibo, clima o DNA.
Gates è annoverato come donatore, nel programma di ricerca sulla geoingegneria solare di Harvard.
Bill Gates e Harvard, qualsiasi cosa con i loro nomi stampati su di esso mi fa dire: “hmm“.
Durante la mia recente ricerca sulla geoingegneria, ero curioso di sapere se questa avesse potuto avere un impatto sulla formazione e sul percorso dell’uragano Ian.
Mentre molti sostengono che sia stata usata la “HAARP“, deve essere chiaro che questa è una tecnologia relativamente vecchia e la proprietà dell’array HAARP, in Alaska, è passata di mano negli ultimi anni.
Per un po’, è stata completamente chiusa.
Oltre alla HAARP, ci sono nuovi sistemi radar più efficaci che possono e, a mio parere, sono stati utilizzati, per alterare il tempo meteorologico.
Anche le tempeste non possono essere create, ma possono essere gestite e dirette.
Spruzzando particolato nell’atmosfera, davanti ad un fronte temporalesco, più “nuclei di condensazione” vengono iniettati in una tempesta, per rafforzarla. Alcuni emettitori di frequenza possono anche essere utilizzati per guidare il percorso dei fronti temporaleschi.
Tra i molti argomenti importanti su cui dobbiamo informarci, visto che i media diffondono notizie false e il complesso scientifico non ci offre le informazioni corrette, c’è l’insabbiamento della geoingegneria e la menzogna della scienza del clima.
Ciò che viene fatto al nostro ambiente, con il pretesto della “scienza” e del “bene superiore” è una parodia e non possiamo più permettere che continui.
La consapevolezza pubblica e l’aumento della coscienza di massa, è il nostro miglior strumento, in questa guerra dell’informazione.
Educa te stesso con la conoscenza, in modo da poterti difendere al meglio dalle bugie e dalla propaganda, quando ti vengono presentate.
Indossa orgogliosamente l’etichetta di “teorico della cospirazione“, ti diffamano con queste definizioni perché stiamo vincendo la guerra dell’informazione!
L’11 ottobre 2022 nel distretto orientale della Virginia inizierà il processo a Igor Yurievich Danchenko. Danchenko è il terzo individuo che il consigliere speciale John H. Durham ha incriminato nell’ambito delle sue indagini sulle origini di Crossfire Hurricane,
del consigliere speciale di Mueller, e di qualsiasi individuo, funzionario governativo o meno, che si sia impegnato in qualsiasi illecito in relazione alle campagne presidenziali del 2016 e all’amministrazione del presidente Trump.
Igor Danchenko è un cittadino russo nato in Ucraina e residente negli Stati Uniti che ha studiato legge in Russia presso la Perm State University, Scienze Politiche presso l’Università di Louisville nel Kentucky e ha finito per lavorare presso la Brookings Institution nel 2005. Lì avrebbe lavorato per Fiona Hill che aveva questo da dire su di lui:
“Igor è un analista e ricercatore di grande successo”, ha osservato Hill sulla sua pagina LinkedIn nel 2011. “È molto creativo nel perseguire le informazioni e i dettagli più rilevanti per supportare la sua ricerca”.
Danchenko sarebbe finito sotto inchiesta da parte dell’FBI nel maggio del 2009 dopo aver ricevuto informazioni che un “ricercatore per un influente consigliere di politica estera per l’amministrazione Obama” era stato avvicinato dall’individuo, in seguito identificato come la sotto-fonte del dossier, che presumibilmente chiedeva informazioni sul loro futuro “accesso a informazioni classificate” e se “volevano fare un po ‘di soldi in più”.
Questa indagine apparentemente non è mai stata completata, ma “non per mancanza di prove”, secondo Durham. Piuttosto, sembra che Danchenko, lasciando gli Stati Uniti nel 2011, abbia portato l’indagine a raffreddarsi. O forse c’è di più.
A partire da marzo 2016, Danchenko è stato assunto dall’ex ufficiale dell’intelligence dell’MI6 Christopher Steele per lavorare per Orbis Business Intelligence e per indagare su Donald Trump, Paul Manafort, Carter Page, Michael Cohen e altri, coinvolti o associati alla campagna di Trump. Le informazioni fornite da Danchenko sono state inserite nei rapporti Steele o nei rapporti aziendali.
Sotto-sorgente di Steele.
Alcune di queste informazioni sarebbero state successivamente utilizzate come parte delle applicazioni di mandato FISA rivolte a Carter Page e alla campagna di Trump.
Un problema, però esiste. Bene, per quanto riguarda questo caso, un problema DAVVERO DAVVERO GRANDE perche’ Igor, qui, ha mentito.
Le accuse contro Danchenko sono tutte violazioni del Titolo 18, Codice degli Stati Uniti, Sezioni 1001 (a) (2) che rende un crimine federale “consapevolmente e volontariamente … [fare] qualsiasi dichiarazione o dichiarazione materialmente falsa, fittizia o fraudolenta” a qualsiasi membro del ramo esecutivo, legislativo o giudiziario del governo degli Stati Uniti.
Gli attori chiave
Il PR Executive-1 è Charles “Chuck” Dolan Jr, un apparatchik clintonista e del Partito Democratico di lunga data. Dolan è stato un dirigente fondatore della Democratic Governors Association nel 1983, membro del comitato esplorativo presidenziale di Bill Clinton, presidente dello stato per la campagna Clinton-Gore nel 1992 e nel 1996, è stato nominato da Bill Clinton per due mandati come vicepresidente della Commissione consultiva del Dipartimento di Stato sulla diplomazia pubblica, ha servito come direttore senior delle comunicazioni per la campagna presidenziale di John Kerry nel 2004, e ha lavorato per Hillary Clinton come consulente nella sua campagna presidenziale nel 2008.
Dolan sarebbe poi diventato vicepresidente senior della società di pubbliche relazioni Ketchum, che all’epoca era sotto contratto con il governo russo per gestire le pubbliche relazioni per il Cremlino e Gazprom. Si è poi trasferito in un’altra società di pubbliche relazioni, PrismGroup, prima di approdare a KGlobal dove era vicepresidente al momento delle sue interazioni con Danchenko.
Dolan era la fonte primaria di Danchenko per le false informazioni che diede a Danchenko.
Il presidente della Camera-1 è Sergei Millian, un bielorusso-americano che ha creato la Camera di commercio russo-americana (RACC) nel 2006. Millian ha affermato che la Camera rappresenta circa 200 aziende per lo più negli Stati Uniti. Ha anche affermato di aver incontrato Donald Trump nel 2007 e che Trump in seguito lo ha presentato a Michael Cohen. Inoltre, ha affermato di aver avuto un rapporto di lavoro con la Trump Organization per essere il loro “broker esclusivo” nell’ex Unione Sovietica. Cohen ha negato di aver incontrato Millian e ha negato di avere alcun rapporto di lavoro con la Trump Organization.
C’era una certa corrispondenza tra Millian e Cohen, però, ma quest’ultimo avrebbe testimoniato alla Commissione Intel del Senato che ha risposto alle e-mail di Millian “solo … per essere gentili.” Millian ha tentato di organizzare la partecipazione di Trump a un evento in Svizzera e Cohen lo ha ignorato, affermando al Comitato che “credevo che fosse un artista della truffa completo e non ero dell’umore giusto per affrontarlo”. Ha continuato a testimoniare che non ha mai incontrato Millian e che la Trump Organization non aveva alcun rapporto con Millian.
“Millian ha ripetutamente informato il governo che ha preoccupazioni per la sicurezza sua e della sua famiglia (che risiedono all’estero) se dovesse testimoniare … Millian ha anche informato il governo che non si fida dell’FBI e teme di essere arrestato se tornerà negli Stati Uniti.
Attualmente si trova negli Emirati Arabi Uniti, a quanto pare Ed è un noto socio del recentemente incriminato Oleg Deripaska.
Millian è stato scagionato da questa accusa. Non chiamò Danchenko e non incontrò Danchenko a New York. Ma per qualche ragione, Danchenko avrebbe mentito all’FBI e avrebbe detto di aver ricevuto una chiamata da Millian. Mi piacerebbe sicuramente sapere perché lo farebbe? Perché puntare il dito Millian?
Perché è importante.
Igor Danchenko è stato una fonte secondaria primaria per The Steele Dossier o Steele Reports. I rapporti contenevano molte false accuse e storie sul presidente Trump che sono state utilizzate dai media e dai politici per calunniare e denigrare lui e i membri della sua campagna, del team di transizione e dell’amministrazione.
di conseguenza, l’FBI sarebbe arrivato a fare affidamento sulle informazioni ottenute da Danchenko e dai rapporti Steele per ottenere mandati FISA su Carter Page. Da Just The News,
“La rivelazione che la principale fonte secondaria di Christopher Steele per il suo dossier era un residente americano legato a un think tank liberale vicino all’amministrazione Obama ha innescato un nuovo interesse investigativo.
“L’identificazione di Igor Danchenko come sottofonte di Steele – riportata da Real Clear Investigations e poi confermata dall’avvocato di Danchenko al New York Times – significa che il dossier di Steele si basava su qualcuno che non aveva sede in Russia, nonostante le affermazioni contrarie dell’FBI.
“In almeno due delle domande per il suo Foreign Intelligence Surveillance Act che ha preso di mira il consigliere di Trump Carter Page, l’FBI ha fatto riferimento alla principale sotto-fonte del documento come ‘veritiera e cooperativa’ e ‘basata sulla Russia’, secondo il rapporto dell’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia Michael Horowitz dello scorso dicembre.
Cosa abbiamo imparato da quando l’accusa è caduta e cosa aspettarsi al processo
Danchenko intende utilizzare materiale classificato in sua difesa al processo.
Ma c’è stato e sembra esserci ancora qualche problema che impedisce a tutte le informazioni classificate di essere declassificate e consegnate in modo tempestivo. Ci sono state diverse proroghe delle scadenze relative a questo e quando è arrivata la scadenza finale, il team di difesa di Danchenko ha avuto questo da dire in una memoria:
“Al momento di questa memoria, il Consiglio Speciale ha prodotto una parte dei materiali declassificati che erano stati precedentemente contestati a seguito del primo avviso CIPA Sezione 5 del signor Danchenko. Si prevede che i restanti materiali richiesti saranno declassificati e prodotti in tempo per il loro utilizzo come prova.
“Tuttavia, poiché alcuni materiali non sono ancora stati prodotti e la difesa, quindi, non è stata in grado di determinare se i riassunti e le redazioni proposti dal Consulente Speciale siano accettabili, il signor Danchenko può chiedere il permesso alla Corte di presentare un avviso supplementare CIPA Sezione 5 qualora si rendesse necessario. Tutte le parti continuano ad agire in buona fede per risolvere eventuali problemi di informazioni classificate senza la necessità di un intervento da parte della Corte e si prevede che non saranno necessarie ulteriori controversie. Tuttavia, il Consigliere Speciale ha informato il sottoscritto avvocato che non si opporrà al deposito di un avviso CIPA Sezione 5 rinnovato o supplementare qualora se ne presentasse la necessità.
Non sarei affatto sorpreso se questo venisse fuori al processo e sono molto curioso di sapere quali sono i fattori ritardanti.
La Difesa di Danchenko prevede di chiamare testimoni governativi, presumibilmente agenti dell’FBI, per testimoniare “che il signor Danchenko è stato una fonte vitale di informazioni per il governo degli Stati Uniti nel corso della sua cooperazione, ed è stato invocato per costruire altri casi e aprire altre indagini”.
Charles “Chuck” Dolan Jr testimonierà al processo.
Il che è super interessante perché la più grande notizia che esce di gran lunga dai documenti giudiziari è che Danchenko è stato assunto dall’FBI come fonte umana confidenziale nel marzo del 2017 ed è rimasto in quel ruolo come CHS fino all’ottobre del 2020!
Il che è super interessante perché la più grande notizia emerge e che
Danchenko informò l’FBI:
viaggiò con Dolan
Steele conosceva Dolan
Dolan stava lavorando con Olga Galkina
Dolan aveva connessioni in alto al Cremlino
e ha fornito informazioni all’FBI che sono state utilizzate per sostenere un’indagine su Dolan!
Scopriremo al processo che Danchenko è stato fatto una fonte umana confidenziale per ottenere queste informazioni su Dolan? Perché sicuramente mi sembra che lo stesse informando dopo essere stato nominato dall’FBI?
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