Da anni una parte della cosiddetta controinformazione italiana si presenta come la voce della “lotta verticale contro l’imperialismo americano”. Un mantra ripetuto ossessivamente, secondo il quale ogni guerra, ogni crisi e ogni forma di dominio economico avrebbero un unico responsabile: gli Stati Uniti.
Washington viene descritta come il centro assoluto del potere mondiale, l’origine di ogni male e il motore di qualsiasi strategia egemonica.
Eppure, osservando più attentamente il funzionamento del sistema economico e finanziario internazionale, emerge una domanda che questi professionisti dell’antimperialismo sembrano voler evitare accuratamente.
Perché la loro indignazione si ferma sempre a Washington e non arriva mai a Londra o a Parigi?
L’impero finanziario che non bisogna nominare
Se davvero si volesse condurre una battaglia verticale contro i centri del potere economico, bisognerebbe affrontare questioni molto meno comode.
Dove si trova uno dei più importanti mercati assicurativi e riassicurativi del pianeta?
Nella City di Londra.
Dove si concentra una parte fondamentale del sistema offshore mondiale?
Nella rete di territori e giurisdizioni collegate alla Corona britannica.
Dove si sviluppano molti dei servizi finanziari, legali e assicurativi che sostengono il commercio internazionale?
Tra Londra e le sue dipendenze.
Dove opera uno dei principali mercati azionari e finanziari europei?
Sempre a Londra.
Eppure, ascoltando certi “rivoluzionari digitali”, sembra quasi che la City non esista.
L’imperialismo francese e britannico: il grande tabù
Coloro che parlano quotidianamente di imperialismo americano raramente dedicano lo stesso fervore critico alla Francia e al Regno Unito.
Pochissimi affrontano seriamente:
- il sistema offshore britannico;
- il peso storico dell’influenza francese in Africa;
- il ruolo delle assicurazioni marittime;
- il controllo finanziario esercitato dalle grandi piazze europee;
- l’influenza delle reti bancarie e dei servizi finanziari occidentali.
Come se esistesse una sorta di area protetta che non deve essere disturbata.
Parlano di Hormuz ma dimenticano Lloyd’s
Ogni crisi energetica viene immediatamente attribuita allo Stretto di Hormuz.
Ogni tensione tra Iran e Israele viene trasformata nell’annuncio dell’imminente collasso energetico mondiale.
Ma quasi mai si parla del fatto che:
- una petroliera senza assicurazione non può operare normalmente;
- i premi assicurativi possono moltiplicare i costi del trasporto;
- le riassicurazioni possono bloccare di fatto intere rotte;
- il mercato assicurativo internazionale resta fortemente concentrato nel Regno Unito.
Perché?
Perché raccontare Hormuz è semplice.
Spiegare il funzionamento della finanza e delle assicurazioni è molto più complicato.
La guerra in Ucraina e il silenzio dei professionisti dell’antimperialismo
Da anni il conflitto ucraino produce conseguenze dirette sul mercato energetico.
Attacchi contro:
- raffinerie;
- terminali petroliferi;
- depositi di carburante;
- infrastrutture logistiche;
hanno aumentato il rischio percepito nel commercio energetico internazionale.
L’aumento dei premi assicurativi e l’instabilità delle rotte hanno avuto effetti concreti sui costi di trasporto e sui prezzi.
Eppure, molti dei sedicenti analisti della lotta verticale sembrano ignorare completamente questi aspetti.
Per loro esiste soltanto Hormuz.
Esiste soltanto l’Iran.
Esiste soltanto l’imperialismo americano.
Antimperialismo o antiamericanismo?
La domanda sorge spontanea.
Se la lotta è veramente verticale:
- perché colpire sempre Washington?
- perché ignorare sistematicamente Londra?
- perché evitare accuratamente Parigi?
- perché non affrontare il ruolo delle assicurazioni?
- perché non analizzare il sistema offshore britannico?
Una lotta verticale autentica dovrebbe interrogarsi su tutti i centri del potere e non soltanto su quelli più utili a una determinata narrativa.
La distrazione permanente
Molti dei cani da riporto della controinformazione italiana sembrano aver trasformato l’antiamericanismo in una religione.
Ogni problema viene ridotto a una formula ideologica.
Ogni crisi viene spiegata attraverso uno schema rigido.
Nel frattempo, altri centri di influenza economica, finanziaria e assicurativa continuano a operare nell’ombra, quasi immuni da qualsiasi critica.
La vera domanda
Quando una narrazione attacca sempre gli stessi bersagli e risparmia sistematicamente altri, una domanda diventa inevitabile:
si tratta davvero di una battaglia contro il potere, oppure di una battaglia combattuta nell’interesse di un’altra parte del potere stesso?
Fonti e approfondimenti
Lloyd’s of London
London Stock Exchange Group
https://www.londonstockexchange.com
Bank for International Settlements
International Energy Agency (IEA)
Reuters – Guerra delle assicurazioni marittime
https://www.reuters.com/business/energy
Lloyd’s List – Trasporto marittimo e premi di guerra
S&P Global Commodity Insights
https://www.spglobal.com/commodityinsights
Financial Times
Bloomberg
U.S. Energy Information Administration (EIA)
Journal of Maritime Research – Marine Insurance and Russia-Ukraine Conflict
https://www.jmr.unican.es/jmr/article/download/1075/1039/4574

