I protagonisti della vicenda: Elon Musk ed il consiglio di amministrazione di Twitter
La lettera riguarda il tentativo di scalata da parte di Elon Musk.
Il management di Twitter ha messo in atto una serie di manovre difensive volte a rendere più costosa una scalata da parte di Musk. Oggi una rappresentanza di parlamentari Repubblicani USA ha indirizzato una lettera al management per chiedere loro di conservare tutte le comunicazioni ricevute nell’ambito dell’offerta e tutte le risposte alla controparte, evitando il danneggiamento degli stessi.
La prima pagina della lettera (Fonte Disclose.tv)
La politica, o almeno parte di essa, cerca di tutelare il free speech ed ha preso consapevolezza che il passaggio di proprietà di un social può alterare la libertà di parola tutelata il primo emendamento «Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o della stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti.». I social negli ultimi tempi hanno preso il posto della “piazza del paese” come indicano gli stessi autori della missiva (cit.). A differenza dei giornali, i social media non sono responsabili verso terzi per i contenuti diffusi, ai sensi della sezione 230 del communications decency act, la legge del 1996 che regola i contenuti pubblicati in rete. La finalità di questo intervento politico è richiamare ad una limitazione della censura che è sempre più presente negli ultimi tempi. Questo può aiutare a rientrare in Twitter utenti bannati dalla piattaforma (per esempio l’ex presidente Trump ad oggi ancora escluso) ma più in generale può agevolare la divulgazione di inchieste scomode che spariscono appena pubblicate.
La delegazione parlamentare fa riferimento anche ai doveri dei manager di Twitter verso i soci. Le dichiarazioni pubbliche sulla scalata di Musk possono alterare il valore dell’ azienda e la sua situazione economico-finanziaria.
La seconda pagina della lettera (Fonte Disclose.tv)
L’invito a non distruggere i documenti serve a dare trasparenza alla trattativa e incoraggiare la parti all’integrità delle azioni in una fase delicata come questo tentativo di scalata da parte dell’imprenditore sudafricano.
Gonzalo Lira, il giornalista freelance che era scomparso dal 15 aprile 2022, è riapparso questa mattina in un video ospitato da Alex Christoforou (THE DURAN)
Poche ore dopo aver pubblicato un articolo suI giornalista freelance GONZALO LIRA, cittadino statunitense di origine cilena, che era scomparso da Kharkov e non si avevano più sue notizie dal 15 aprile scorso, è riapparso questa mattina in una diretta video, che ci ha mostrato il nostro “Uomo da Kiev”, Gonzalo “GONZO” Lira in buone condizioni fisiche ma molto provato psicologicamente.
Gonzalo ci rivela ccome si sia stato catturato dall’ SBU a Kharkov e poi rilasciato, ma con l’obbligo di non lasciare la città. Appare nel video in buona forma fisica, ma molto scosso e disorientato, al punto da dire che non può parlare pubblicamente di cosa gli è successo.
Un grande sospiro di sollievo per noi, per tutta la comunità dei giornalisti “liberi” e delle persone che amano la “libertà di parola e di espressione” e per tutte le persone che seguivano con passione il suo preziosissimo lavoro.
WELCOME BACK GONZALO!!!God bless you!
Il video in diretta del 22/4/2022 di Alex Christoforou (THE DURAN) che ci mostra Gonzalo Lira VIVO!!!
Il silenzio assordante dei media internazionali su questa vicenda è inaccettabile. La scomparsa di Gonzalo Lira avrebbe dovuto scatenare indignazione e chiedere un’indagine da parte del governo e dai media statunitensi “amanti della libertà”, visto che si tratta di un giornalista freelance di nascita americana.
Vi ricordate i video che abbiamo pubblicato alcune settimane fa che ci portavano la testimonianza di un uomo da Kiev e da Kharkov, che parlava un inglese idiomatico e fluente?
Si tratta di un cittadino americano (nato a Burbank, in California) di origine cilena, Gonzalo Lira, sposato con una ucraina da cui ha avuto due figli. Gonzalo Lira è scomparso dallo scorso 15 aprile. Molti hanno iniziato a esprimere gravi preoccupazioni più di una settimana fa e solo il governo cileno ha aperto un’indagine.
Gonzalo Lira è stato rintanato solo a Kharkov. Ha radici e una famiglia con legami ucraini, ma li ha mandati via da tempo per la loro sicurezza. Ha insistito per rimanere indietro “per vedere le cose”. Ha sentito il bombardamento quotidiano, ma è stato molto tranquillo al riguardo. Gonzalo più di una volta è stato minacciato dai sicari nazisti che sembravano inseguirlo. Era stato portato in salvo da un locale quando aveva capito cosa stava per accadere.
Gonzalo è apparso spesso nei media ucraini a causa di molti video e interviste pubblicate sul suo Canale YouTube e su molti Blog e riviste on-line.Diceva di considerarsi un ospite nel paese e pensava di avere il diritto di essere più schietto, ma evidentemente l’SBU e altri della destra nazista non si sentivano nello stesso modo. Gonzalo parlava spesso tranquillamente nei suoi podcast, dicendo che temeva di “svegliare qualcuno in casa”. Era fatalista sul suo futuro e diceva apertamente: “Conosco i rischi…E prendo precauzioni.” Nel suo ultimo messaggio su Tweeter a fine marzo, postò una lista di nomi di persone scomparse in Ucraina…esortando di cercare informazioni su di loro su Google per conoscere meglio il regime di Zelensky. Alla fine del tweet puntualizzava che se non si avessero più avuto notizie di lui in 12 ore o più… di aggiungere anche il suo nome nella lista.
“È con grande rammarico, e ancora maggiore senso di preoccupazione e ansia e altro ancora, che devo dirvi che non c’è ancora alcun segno del nostro primo ospite Gonzalo Lira”, ha detto George Galloway la domenica di Pasqua quando Gonzalo non è apparso per partecipare al suo show insieme a Scot Ritter. Inutili erano stati i tentativi di contattarlo…
Gonzalo Lira è stato visto l’ultima volta sul suo canale YouTube l’11 aprile. A causa della sua situazione precaria, aveva detto ai suoi seguaci che avrebbe fatto un’apparizione almeno una volta al giorno e si è sempre per lo più tenuto a questo. Ma ora è più di una settimana che non si hanno sue notizie.
Alcuni militari appartenenti al Battaglione Kraken di Azov (SBU), hanno mostrato con fiera ostentazione un segnale che Gonzalo Lira era stato catturato e giustiziato e una sostenitrice del governo Zelensky su Tweeter ha postato un tweet inquietante su questo argomento definendo con toni da propaganda Gonzalo come una “Spia Russa”.
Il giornalista Scott Rider il 20 aprile scorso, dopo la trasmissione con Galloway, aveva diffuso questa a notizia in un post su Telegram:
“Quando è emerso che Gonzo Lira, un “influencer” dei social media cileni che risiedeva a Kharkov, in Ucraina, e che ha pubblicato contenuti online critici del governo ucraino, è stato rapito, torturato e ucciso dall’Unità Kraken, parte del battaglione Azov affiliato con il servizio di sicurezza ucraino (SBU), l’Occidente è silenzioso.”
Questo è il Video dove Scott Ritter annuncia la morte di Gonzalo Lira:
Lo stesso Ritter però alcune ore dopo ha poi corretto, sempre su Telegram, facendo questo chiarimento: “C’è bisogno di chiarire: Non ho prove dirette che Gonzalo sia stato ucciso. Era chiaro che mi riferivo a “rapporti emergenti” sulla sua scomparsa. Ma “Gonzo” (Gonzalo) ha detto che ogni scomparsa di più di 12 ore dovrebbe essere trattata come se gli fosse successo qualcosa di brutto. Sono passati cinque giorni.”
Ma c’è un silenzio scioccante e assordante che continua impassibile e imperterrito nei media tradizionali. Basta ricordare per esempio la giustificata protesta nel 2018 sulla scomparsa e l’omicidio di Jamal Khashoggi, un giornalista saudita critico del suo governo che ha lavorato per il Washington Post, per vedere il doppio standard. Come Mark Crispen Miller, un accademico con sede a New York e critico mediatico, ha notato nel suo “Substack” (una newsletter aperta con inserzioni a pagamento – NdT), “Qualunque cosa pensino, quelli di noi che hanno ancora principi democratici, tra cui una convinzione che i giornalisti (e questo significa non solo “credenziali” membri della stampa, ma chiunque cerca, e rapporti, le notizie, non dovrebbe essere strappato e ucciso per quello che ci dicono, deve vedere la scomparsa di Gonzalo Lira… come un brutto segno per tutti noi.”
Che il governo degli Stati Uniti non abbia chiesto che il presidente Zelensky lanciasse un immediata indagine sul destino di Gonzalo Lira sembra davvero un’assurdità… Che il sindaco di Kharkov, Igor Terechov, la cui approvazione sarebbe stata necessaria per qualsiasi operazione della SBU rivolta al sig. Lira, non sia stato chiamato per nome dal collettivo di giornalisti, americani e stranieri, a rendere conto per le azioni di Sergey Velichko (l’uomo che avrebbe rapito “Gonzo”- Vedi foto sotto) e l’unità Kraken, è ipocrisia nella sua forma più alta – soprattutto data l’insistenza di queste stesse entità per simili indagini sulle accuse di soppressione della libertà di parola giornalistica in Russia.
Non possiamo certo tendere un’imboscata a chi ha preso Gonzalo Lira nella scala del suo appartamento a Kharkov. Ma possiamo nominare la “macchina maledetta” di Zelensky per i crimini che commette ogni giorno in difesa di una visione perversa del nazionalismo ucraino che ha la stessa odiosa ideologia della Germania nazista, dando voce alla sua logica piena di odio, per incaricare i suoi tirapiedi con lo scopo di mettere a tacere le voci di tutti coloro che, come Gonzalo Lira, hanno osato dire la verità al potere. (Scott Ritter – RT.COM)
Questo è l’ultimo video pubblicato da Gonzalo Lira il 15 aprile 2022:
In quest’ultimo drammatico video, Gonzalo accusa apertamente il “The Daily Beast” di avergli scatenato contro, con un articolo pubblicato poco prima della sua sparizione, tutta la forza del regime di Zelensky, rappresentato dalle forze SBU. Accusa apertamente la testata “Daily Best” come gli eventuali responsabili della sua possibile sparizione e morte. Parole molto forte pronunciate con un’evidente emozione nella voce.
Sergey Velichko, appartenente al Battaglione Krake (SUB) di Azov, esibisce il segno richiesto per affermare di essere a conoscenza della fine di Gonzalo Lira. Il testo del Tweet dice: ” Se qualcuno sa dov’è Gonzalo Lira faccia una posa alzando un solo bicipite”
La notizia della morte di Gonzalo Lira non è però ancora stata confermata da nessuna fonte ufficiale: nemmeno dai suoi familiari e dai tantissimi amici che lo seguono sul suo canale Telegram e sul suo canale Youtube. Ogni giorno che passa però le speranze si affievoliscono.
A peggiorare la situazione arrivano poi le notizie più disparate come quella che starebbe girando sul “Dark Web” un video proprio con la decapitazione di Gonzalo Lira…in “stile ISIS” Questa la notizia e il Link che vi riporta all’articolo.
“Non c’è dubbio che questi nazisti ucraini, in termini di puro male e crudeltà, sono solo rivali dei jihadisti islamici in Medio Oriente. Ora questa barbarie ha raggiunto l’Europa
“Osserva sempre con il cuore prima che con gli occhi. Cerca di trovare la strada maestra, non farti deviare il cammino dalle false informazioni. Scava, ricerca, attingi alla fonte. Solo in questo modo avrai la consapevolezza di non essere stato schiavo della narrativa.”
Fine anni ’90. In due paesi della Bassa Modenese vennero alla luce una serie di casi di presunti abusi sessuali: attraverso una serie di accuse, 16 bambini vennero allontanati dalle loro famiglie. Zii, nonni e genitori finirono sotto processo, una presunta setta di pedofili, che venne messa in dubbio dall’inchiesta “Veleno”.
Dalla denuncia di uno dei bambini seguì una vasta indagine della polizia che portò all’allontanamento definitivo di tutti i ragazzini dalle proprie famiglie. Lo chiamarono “Bambino Zero“.
Fotografia di “Dario” Davide “il Bambino zero”.
Il caso ebbe inizio con una famiglia di Massa Finalese, i Galliera: Davide, 3 anni, ultimo di tre figli, venne prelevato dai Servizi Sociali ed affidato, con la giustificazione di impossibilità di provvedere al minore per indigenza, alla famiglia di Oddina e Silvio, i loro vicini. Per qualche tempo il bimbo restò con la coppia, fino a che, nel giorno di Santo Stefano del 1993, venne trasferito al “Cenacolo Francescano” a Reggio Emilia. Davide venne trasferito in questo Istituto, dove vivrà per quasi due anni. All’età di 5 anni, venne affidato a un’altra famiglia della provincia di Mantova e nel 1995 iniziarono i rientri programmati dai genitori naturali. Nel frattempo, ad aiutare i Galliera c’era, oltre alla famiglia di Oddina, anche don Giorgio Govoni, il parroco della zona, che gli mise a disposizione un’abitazione. Davide tornò a casa dai genitori per l’ultima volta il 23 febbraio 1997: da quel giorno le visite alla famiglia biologica si interruppero bruscamente.
Casa di Via Abba Motto 19. La casa era stata trovata ai Galliera, dopo lo sfratto, da Don Giorgio.Cucina della Casa di via Abba Motto 19.
Davide, questo si capirà successivamente, raccontó alla psicologa nei vari colloqui, che la sua famiglia biologica, il fratello Ivan e il papà Romano, in particolare, avevano abusato di lui. La psicologa dei Servizi che lo seguiva era Valeria Donati, della quale successivamente vennero rivelati gli interessi personali alla vicenda. Ovviamente vennero allertate, dalla stessa, le Autorità ed i Servizi Sociali incaricati per sospetti abusi. Davide non si ferma. Non solo accusa i suoi familiari di abusare di lui in casa, ma anche fuori. Le trascrizioni agli atti, riportano che raccontó di essere stato più volte venduto a scopo sessuale, facendogli scattare anche delle foto pornografiche, sempre in cambio di denaro. Il suo racconto divenne sempre più orribile.
Nell’aprile dello stesso anno infatti, prima la maestra e poi la mamma affidataria avevano raccolto una confidenza di Davide, che raccontava di alcuni “scherzi” che il fratello avrebbe fatto alla sorella “sotto le coperte”. Come ha raccontato il giornalista Pablo Trincia nel podcast Veleno, all’epoca la madre affidataria venne sentita dalle forze dell’ordine, alle quali dichiarò che Davide tornava incupito dai weekend a casa: “Fui io a un certo punto – si legge nel verbale della madre affidataria, riportato da Trincia – a chiedergli se quelle cose fatte a Barbara erano state afflitte anche a lui da Igor. Dario mi disse di sì”.
Successivamente, in altri colloqui, iniziò ad inserire nuovi elementi. I Cimiteri. Raccontó di questi luoghi, dove avrebbe ucciso con altri, 3 bambini, per adempiere ai Rituali Satanici condotti, secondo la storia agli atti, dallo stesso Don Giorgio che si era prodigato ad aiutare la sua famiglia. Davide, ampiamente sollecitato dalla psicologa Donati, da come gli atti processuali confermeranno, allarga il cerchio, coinvolge altre famiglie, altri bambini. I carabinieri, quindi, iniziarono a smantellare la rete di “pedofili”. I primi nomi fatti dal piccolo Galliera sono quelli di Federico Scotta e dei suoi bambini, quello della vicina di Scotta, Francesca Ederoclite e di sua figlia Marta. Kaenphet Scotta, non viene mai nominata. In base alle indagini, sia la bambina della Famiglia Scotta che Marta, la Piccola figlia di Francesca Ederoclite, vennero portate da una ginecologa, che confermò gli abusi subiti. Il 28 settembre del 1997, prima dell’inizio del processo di primo grado a Modena, Francesca Ederoclite si suicidò, gettandosi dalla finestra al quinto piano del suo appartamento. Fu con la morte della madre che Marta iniziò a parlare, accusando la donna.
Gli interessi rivelati successivamente della Psicologa Valeria Donati.
Il racconto di quei momenti da parte di un protagonista, suo malgrado, a questa orribile vicenda, contiene dei tratti agghiaccianti: L’ intervista a Federico Scotta : «Vennero a casa per cercare materiale pedopornografico. La perquisizione diede esito negativo e al termine ci dissero andare in commissariato per notificarci l’atto di avvenuta perquisizione. Erano le otto del mattino, dopo circa un’ ora di attesa, ci dissero di salire al piano superiore». L’ atto da notificare, in realtà, era un altro: il Tribunale dei minori, infatti, aveva disposto l’allontanamento «del tutto temporaneo» e non definitivo dei bambini.
Federico e Kaenphet, la moglie, sono confusi, non riescono a darsi una spiegazione. E non l’avranno prima di settembre. Nel frattempo, Elisa, la maggiore, di 3 anni, e Nik, il fratellino più piccolo, di soli 6 mesi, spariscono dalle loro vite. Un anno dopo l’allontanamento dai primi due, Kaempet dà alla luce un’altra bambina, Stella, ma il responsabile dei servizi sociali, la sottrarrà ai genitori senza nemmeno fargliela vedere. «Mi dissero di aspettare in una stanzetta, da solo. Mentre la mia ex moglie venne portata in reparto perché aveva subito un cesareo. Dopo, mi concessero di andare a vedere come stava. Lei mi chiedeva della bambina». Federico non aveva la forza di darle quella notizia. Kaenphet ci arrivò da sola: «Ce l’hanno portata via?», chiede al marito, «Purtroppo, sì», risponde lui.
Federico Scotta, condannato a 11 anni di carcere per Pedofilia e Satanismo seppur innocente, furono portati via tutti e 3 i figli e non li ha mai più rivisti.
Davide, iniziò infatti a raccontare alcune cose che accusavano la propria famiglia, che col tempo si arricchirono di particolari scabrosi e che coinvolsero sempre più persone. Nell’ inchiesta vennero annoverati abusi e violenze, filmati pedo pornografici, di riti satanici svolti nei cimiteri condotti da un Parroco, Don Giorgio Govoni, che coinvolgevano anche altri bambini e persino di rituali con violenze sui bambini che venivano spinti ad uccidere i loro coetanei. In seguito alle sue dichiarazioni il 15 luglio 1997 venne chiesto il rinvio a giudizio per sette persone.
Studio di Don Ettore Rovatti. Qui all’ epoca scrisse il libro su Don Giorgio e catalogato e studiato tutte le indagini e i processi perchè non poteva credere alle accuse che venivano fatte.
Il paesino è incredulo, devastato, si dubita di tutti. L’equilibrio sociale pesantemente compromesso.
I bambini, uno dopo l’ altro, iniziarono ad essere portati via. L’ angoscia che potesse capitare a chiunque era una scure su tutte le famiglie. Bastava soltanto che i bambini si conoscessero, che si fossero anche solo visti a scuola, un nome per un bambino è solo un nome.
Dopo i Galliera è il turno della figlia di Santo e Maria Giacco, che il 16 marzo 1998 viene prelevata da scuola dalla polizia. La piccola era la compagna di giochi di Davide, il “Bambino 0”.
Santo Giacco, padre di “Margherita, 8 anni. Non ha mai più rivisto la figlia.
Il 12 novembre 1998 tocca alla famiglia Covezzi a cui vengono portati via tutti e quattro i figli insieme ad un altro bambino, Christopher, che a diciott’anni sarà l’unico a ritornare poi a casa negando di aver accusato i suoi genitori. Le accuse iniziali furono per scarsa vigilanza sui propri figli, ma successivamente, con l’ ascolto da parte dei Servizi Sociali dei “racconti” dei loro bambini, l’ accusa diventò “Pedofilia ed Abusi sessuali”.
Casa di Lorena Morselli e Delfino Covezzi. Avevano 4 figli tutti portati via e mai più rivisti. Lorena all’ epoca era incinta del quinto così fuggi in Francia dove ancora oggi vive con il suo unico figlio rimasto, Stefano.
Le accuse che questi bambini, dopo estenuanti interrogatori da parte degli assistenti sociali, rivolgono ai loro stessi genitori sono pesantissime. I fascicoli venivano riempiti di racconti terribili, da rituali orgiastici nei cimiteri, diretti da Don Govoni, per i quali, I genitori, mettevano a disposizione i loro figli dandogli modo di compiere anche sacrifici umani dove, i cadaveri di altri bambini, venivano gettati in un fiume. In quel fiume, che fu puoi dragato, non si trovò mai niente e nessuno mai nella zona, sparì.
Interno del cimitero di Finale Emilia. La proprietaria della casa rosa che affacci all’ interno del cimitero racconta che 20 anni fa non ha mai sentito alcun romore e non ha mai notato movimenti sospetti all’ interno del cimitero.In questo Fiume i bambini raccontavano che durante i riti satanici venivano gettati i corpi di altri bambini uccisi. All’ epoca il fiume fu controllato e non si trovò mai nessuna prova.Videocassette con interrogatori ai bambini.
Del nostro articolo, postato nel canale ChildResQue in data 17 Agosto 2021, pubblichiamo questo estratto, che riassume l’epilogo di ciò che è stata una delle storie più inquietanti italiane fino ad ora e che ha messo in evidenza gli interessi e i meccanismi dei SERVIZI SOCIALI coinvolti. Senza porsi il minimo scrupolo hanno buttato nel fango intere famiglie, distrutte dal dolore e dalla vergogna, scaraventate in prima pagina come dei mostri pedofili e Satanisti, senza aver fatto mai nulla di simile. Purtroppo quasi tutti non hanno potuto riabbracciare i figli. Questi genitori distrutti e il povero Parroco incriminato, hanno trovato la morte prima che la giustizia potesse pronunciarsi a loro favore ed altri, pur essendo sopravvissuti, sono stati isolati dal resto del mondo. Da innocenti.
Alberi nella nebbia.
Proprio recentemente il «bambino zero», Davide Galliera ha confessato che all’epoca inventò gli abusi perché si sentì costretto dalle pressioni che subiva.
Ma torniamo a Federico Scotta. Dopo l’uscita di Veleno (il podcast), a distanza di vent’anni, le cose iniziano a cambiare. Marta contatta Trincia: “Ho inventato tutto. Era la psicologa a farmi dire ciò che voleva lei” . L’accusa crolla, anche se, sono solo tre, gli ex bambini che dicono di avere dei dubbi sul proprio passato e che ammettono di aver inventato quelle storie. Altri restano fermi sulla loro posizione e continuano ad avere quei ricordi nitidi nella loro memoria. Sarà proprio la dichiarazione di Marta a scagionare definitivamente Federico e Kaenphet: “Erano gli unici adulti che conoscevo, perché erano amici della mamma, quindi ho detto i loro nomi” . Solo quando la psicologa le dice che la mamma è morta, Marta inizia infatti a parlare. Fino a quel momento, non una parola, né sugli abusi, né sui cimiteri. Nelle registrazioni dei colloqui tra Valeria Donati e Marta, si sente la prima chiedere se per caso la mamma non fosse sempre stata buona con lei, se fosse vero che le avesse fatto del male e se lei provasse rabbia nei suoi confronti. Marta annuisce, visibilmente perplessa. Parla. Racconta degli incontri nei cimiteri, parla anche lei, come Davide, dei bambini uccisi e seppelliti nel cimitero di Massa.
Eppure, dalle indagini, non è mai emerso nulla: non un cadavere, non una traccia di sangue, non un centimetro di terra spostato nelle città dei morti. ” I bambini hanno sempre ragione” , ripetevano gli assistenti sociali. Quando uno dei bambini interrogati dirà che i cadaveri dei bambini sacrificati sono stati buttati anche nel fiume, il comune spenderà 90 milioni di lire per le ricerche: non trovarono mai nulla.
Uno dei particolari emersi dalle indagini, è stato che la ONLUS, che ha fornito alcune delle consulenze che hanno portato ai processi della Bassa MODENESE, sarebbe la stessa che nel giugno 2019 è stata indagata per la vicenda dei bambini tolti alle famiglie in provincia di Reggio Emilia. Questo avvalora la tesi per la quale da sempre ci battiamo. La tutela dei bambini deve essere esclusa dagli interessi economici e personali dei Servizi Sociali, Cooperative e di tutti coloro che devono vegliare sul loro benessere, cose che purtroppo, ritroveremo nella nostra prossima inchiesta riguardante LO SCANDALO DI BIBBIANO.
Ad Aprile 2019, è stato depositato un esposto alla Corte dei Conti dal Deputato Platis, relative alle “Cure Specialistiche” eseguite per il caso ammontanti a 2.200.000 euro, duemilioniduecentomila euro. Capire l’entità economica di ciò che sta dietro le quinte di questi casi, rimette tutto nella giusta prospettiva. Sommate alle consulenze dei Professionisti nominati , al sostegno economico valutato approssimativamente sulle 400 Euro al giorno per bambino inserito nelle Comunità assegnate, sono numeri impressionanti, che evidenziano il lato commerciale e di “interesse” relativo a questi eventi.
“Alessandro”, un bimbo coinvolto nell’ inchiesta, con il padre.
Il calvario di Federico Scotta è lungo 23 anni. Poi, è Nik, ormai 24enne e cresciuto all’oscuro della sua vera storia, a contattarlo. È dicembre 2020. Nel frattempo, il padre ha perso la casa, il lavoro, vive in roulotte e ha divorziato da Kaenphet. In un’ intervista dichiara : “Quando Nik è venuto a bussare alla porta della mia roulotte ho provato un’emozione indescrivibile. Abbiamo prima parlato per messaggi, su whastapp, poi per telefono, finché non è venuto da me. Ci siamo abbracciati, e risentire il suo profumo, risentire il suo calore è stato un momento meraviglioso”.
Federico, sostenuto questa volta anche dal figlio Nik, ha atteso il verdetto della Cassazione di Roma sulla richiesta di revisione della sentenza emessa a Modena vent’anni fa. Una richiesta che, nel 2017, la Corte d’appello di Ancona non accolse. “Se le condanne verranno annullate, significa che la giustizia avrà vinto. Queste storie non devo accadere mai più”. Purtroppo l’ esito della Cassazione è stato negativo. Nessuna revisione al Processo, a meno che non si ravvedano nuovi elementi per cui procedere.
Sonia, una delle bambine prelevate dai Servizi Sociali in merito a questa inchiesta, ha trovato la forza di richiamare sua mamma Daniela, incriminata ingiustamente ed ha dichiarato, in un incontro pubblico realizzato in collaborazione con Pablo Trincia, che le è sembrato di rinascere. Qui, potete ascoltare le sue parole.
Archivo di documenti, articoli e testimonianze opera di Don Ettore Rovatti deceduto nel 2015 conservato nella parrocchia di Finale Emilia
Pablo Trincia con Davide Galliera “Bambino Zero”.
Non ci fermiamo qui, il nostro Team di ChildResque è sempre al lavoro ogni giorno per darvi notizie, informazioni ed inchieste dettagliate e veritiere. Nella nostra prossima inchiesta, punteremo un faro su un altro caso ancora in discussione, che ha scosso l’ Opinione pubblica: “ANGELI E DEMONI, LO SCANDALO DI BIBBIANO”.
TR – Tutti noi, o quasi, sappiamo che il mondo è in fase di cambiamento, di transizione da un sistema a un altro, e sappiamo anche come il WEF tramite il “Great Reset“, e l’ONU, tramite “Agenda 2030” si stiano impegnando a creare questo cambiamento. Ci sono molti personaggi, aziende, banche e multinazionali che partecipano attivamente, molti dei quali con trascorsi, o presenti controversi. Questo è il caso del filosofo israeliano Yuval Harari, che funge da consulente del World Economic Forum (WEF), che nel corso della sua carriera ha spesso avvertito di una classe crescente di “persone inutili”.
Secondo il consulente del WEF, l’ascesa dell’intelligenza artificiale darà origine a miliardi di “persone inutili” con cui l’umanità dovrà “fare i conti”. Per affrontare il crescente numero di cosiddette “persone inutili”, Harari suggerisce di tenerle docili con droghe e videogiochi.
“La più grande domanda forse in economia e politica nei prossimi decenni sarà cosa fare con tutte queste persone inutili”, ha detto Harari durante una conferenza. Questa particolare conferenza può essere vista su Rumble, anche se ha discusso questo argomento in più occasioni. “Il problema è più noia, cosa fare con loro e come troveranno un senso di significato nella vita quando sono fondamentalmente privi di significato, senza valore”, ha continuato Harari. “La mia migliore ipotesi al momento è una combinazione di droghe e giochi per computer.”
Harari ha poi detto che questo stava già accadendo sotto “titoli diversi”.
Harari ha continuato dicendo che l’umanità è nel bel mezzo di una “seconda rivoluzione industriale” incentrata sull’intelligenza artificiale. “Ma il prodotto questa volta non saranno tessuti, o macchine, o veicoli, o anche armi, il prodotto questa volta saranno gli esseri umani stessi”, ha affermato Harari. “Fondamentalmente stiamo imparando a produrre corpi e menti. I corpi e le menti saranno, credo, i due principali prodotti della prossima ondata di tutti questi cambiamenti”.
Le “persone inutili” a cui fa riferimento il consulente del WEF sarebbero quelle che rifiutano di essere iniettate con capacità di intelligenza artificiale nei prossimi decenni. Descrivendo gli esseri umani come “animali hackerabili”, Harari ritiene che “le masse” “non avrebbero molte possibilità” contro questi cambiamenti anche se dovessero organizzarsi.
L’intellettuale israeliano, che lavora come professore all’Università di Gerusalemme, ha tenuto numerose conferenze sul tema delle “persone inutili” create a seguito dell’intelligenza artificiale. Ha scritto diversi libri sull’IA e crede che i cambiamenti siano “inevitabili”.Harari è stato relatore annuale alla conferenza del World Economic Forum (WEF) a Davos. La sua lunga biografia del WEF lo descrive come storico, filosofo e autore dei bestseller “Sapiens: A Brief History of Humankind”, “Homo Deus: A Brief History of Tomorrow” e “21 Lessons for the 21st Century”.
Tanto tempo fa, molto prima che il coniglietto di Pasqua portasse le uova ai bambini, c’era un re. 🤴🏼
Era il periodo prima della Pasqua, il compleanno 🎂 del re si stava avvicinando e lui si aspettava che tutte le persone del regno gli facessero un regalo. E più i regali erano costosi, più gli piacevano.
Nel suo regno viveva una donna molto povera 👩🏻🦱, che di prezioso aveva solo una gallina 🐓 che deponeva molte uova 🥚🥚🥚. La donna non aveva soldi per comprare un regalo al re, così decise di regalargli la sua gallina.
L’avido re non fu molto colpito dal regalo, anche se la gallina gli dava tutte le mattine gustose uova da mangiare 🍳 a colazione. Ma un giorno gli venne un’idea 💡.
Chiamò il suo mago di corte e gli disse che gli sarebbe piaciuto di più se la gallina avesse deposto uova d’oro. Il mago 🧙🏻♂️ si mise a lavorare molto duramente per trovare un incantesimo che facesse deporre alla gallina uova d’oro, e alla fine ci riuscì.
L’incantesimo del mago, però, non era perfetto: ogni mattina infatti la gallina deponeva splendide uova tutte colorate 💜💚🧡, e solo ogni tanto deponeva anche uno splendido uovo d’oro 💛.
Il re ne fu comunque molto felice, perché così diventava sempre più ricco e se ne poteva vantare con tutti. La gallina dalle uova d’oro, però, attirò le invidie 😒😒😒 di tutti i nobili del regno, così il re decise di far costruire una solida gabbia per proteggerla.
Il re, poi, pensò furbamente anche ad uno stratagemma per evitare che la gallina venisse rubata: ogni volta che qualcuno fosse venuto a fargli visita al castello, avrebbe detto al mago di nascondere la gallina speciale e sostituirla con una gallina normale.
Un giorno venne a far visita al re una delegazione di nobili di un altro paese e quindi la gallina speciale fu scambiata con una normale 🐔. Come il re aveva previsto, quella notte qualcuno rubò la gallina dalla gabbia.
La mattina dopo, quando il re vide la gabbia vuota, si mise a ridere 😂 perché sapeva che la sua gallina speciale era ancora al sicuro. Il re disse al mago di rimettere nella gabbia la sua gallina dalle uova d’oro e se ne andò a fare una passeggiata.
Quando tornò a controllare la gabbia, però, ci vide dentro solo un coniglio bianco 🐇. 🤴🏼”E tu come sei entrato lì?” disse il re.
Pensando ad un buffo scherzo del suo mago 🤭, il re chiamò il suo inserviente e gli ordinò di riportare il coniglio nella foresta. Il re convocò il mago, perché voleva sapere dove fosse la sua gallina speciale.
Il mago rispose che l’aveva rimessa nella gabbia, poi sbiancò in viso e si rese conto di aver dimenticato qualcosa… 👳🏼 “Tutte le volte che qualcuno vi viene a far visita, mio sire, trasformo la gallina in un coniglio bianco per nasconderla meglio, solo che questa volta, quando ho rimesso il coniglio nella gabbia, mi sono dimenticato di ritrasformarlo in gallina!” disse piangendo il mago.
Il re si rese conto che il coniglio che aveva fatto riportare nella foresta era in realtà la sua gallina speciale…😣 Tutti i suoi soldati perquisirono l’intera foresta, ma ormai del coniglio non c’era più traccia. Il re pianse 😢😢😢 per molti giorni la perdita della sua gallina dalle uova d’oro, ma alla fine se ne fece una ragione.
Passarono gli anni e il coniglietto non si vide mai più, ma i bambini del regno ancora oggi, proprio nel periodo prima della Pasqua, trovano delle strane ma bellissime uova colorate 💜🧡💚🤍lasciate nei giardini e nella foresta vicino al paese.
E ogni tanto, qualche bambino fortunato trovava anche un uovo d’oro! 💛
Buona Notte e Sogni Magici da Sonia.🧚🏻♀️ ed il Tuo ChildResQue Team ✨💫🌟🤍
Il “Think Tank” che studia come minare la Federazione Russa
Parlando dello stato di Transinstria, nel precedente articolo ci siamo trovati a parlare di una realtà poco conosciuta che corrisponde al nome di RAND CORPORATION. Cosa sia e cosa rappresenti la RAND Corporation lo possiamo sintetizzare in poche parole: La RAND Corporation (Research AND Development: “Ricerca e sviluppo”) [7] è un “think tank” americano senza scopo di lucro creato nel 1948 dalla Douglas Aircraft Company per offrire ricerca e analisi alle forze armate degli Stati Uniti è finanziato dal governo degli Stati Uniti e da fondi privati , società, università e privati. L’azienda è cresciuta per assistere altri governi, organizzazioni internazionali, società private e fondazioni con una serie di questioni di difesa e non, inclusa l’assistenza sanitaria. RAND mira alla risoluzione di problemi interdisciplinari e quantitativi traducendo concetti teorici dall’economia formale e dalle scienze fisiche in nuove applicazioni in altre aree, utilizzando la scienza applicata e la ricerca operativa .
RAND Corporation
Ci troviamo quindi di fronte a una dei tanti, tantissimi THINK TANK che si sono sviluppati nel dopoguerra e che sono finanziati, oltre che dal governo americano, da privati filantropi e da organizzazioni non-governative…questo fa sempre suonare un certo campanello di allarme che dietro a queste realtà nata con scopi sociali e umanitari, ci siano sempre i soliti personaggi, finanziatori di “Rivoluzioni Colorate”, di “Movimenti Arcobaleno” o di altre iniziative simili, come le moltissime ONG operanti in tutto il mondo e che, rivestite proprio di carattere umanitario, operano e sfruttano i grandi movimenti migratori e spingono per’affermazione dei progetti e delle idee globaliste che hanno fondamento e radici profonde in quello che si definisce ormai universalmente come “Il partito DEM-OCRATICO”. L’esportazione della DEM-ocrazia, anche a suon di guerre, di propagande e di pressioni militari, che nella storia ci hanno accompagnato attraverso la successione di tutti i presidenti USA, con l’unica eccezione di Donald Trump, sembrano ormai essere state accettate e digerite dai popoli e dalle istituzioni come “buone e indispensabili” solo quando hanno quel particolare colore politico di stampo USA.
Quale è stato e quale sarebbe ancora il progetto principale perseguito da questo “Think Tank”, chiamato RAND Corp. e con sede in Washington, negli ultimi decenni? Quello di interessarsi di minare la Federazione Russa, con un piano che prende proprio il nome di “Piano RAND”. Questo progetto è stato esposto in dettaglio in un articolo pubblicato proprio sul sito ufficiale della RAND Corporation nel maggio del 2019, dal titolo “L’estensione e lo sbilanciamento della RUSSIA”. CLICCA PER ACCEDERE al documento completo di RAND maggio 2019
Rapporto pubblicato sul siti ufficiale RAND succose “Sovratendere e Sbilanciare la Russia”
Tutto si racchiude in una semplice domanda: “Perché gli Stati Uniti vogliono un cambio di regime in Russia? Perché la famigerata RAND Corporation descrive in dettaglio il piano per spaccare la Russia?
Questa guerra va più in profondità di quanto molti possano immaginare.
Secondo un rapporto elaborato dalla “Rand Corporation”, gli Stati Uniti potrebbero usare una varietà di strategie economiche, militari e ideologiche per dividere e destabilizzare la Russia, indebolendone l’economia, le strutture militari e governative del paese. Nel rapporto della Rand, intitolato “Overextending and Unbalancing Russia” (ovvero costringere l’avversario a estendersi eccessivamente per sbilanciarlo e abbatterlo), si scrive che gli Stati Uniti dovrebbero finanziare una serie di operazioni con l’obiettivo di destabilizzare la Russia.
I punti salienti dell’attacco alla Russia, secondo il Piano RAND sarebbero riassunti in 6 fasi:
1. Armare l’Ucraina 2. Aumentare il support per I Jihadisti in Siria. 3. Promuovere il cambio di regime in Belorussia 4. Aumentare la tensione nel Sud della Caucasia 5. Riducendo l’influenza della Russia in Asia Centrale. 6. Rivaleggiare la presenza russa in Transnistria.
Il giornalista italiano Manlio Dinucci (autore del già citato articolo (“Ucraina, era tutto scritto nel piano della Rand Corp | il manifesto”) commentò e ampliò il suo stesso articolo, apparso e poi cancellato sul giornale e sul sito de IL MANIFESTO, proprio prendendo spunto dall’analisi apparsa sul sito ufficiale della RAND. A questo nuovo articolo, scritto in lingua inglese, Dinucci diede un interessante titolo: “Rand Corporation: come distruggere la Russia. “Sovrestensione e sbilanciamento della Russia” Traduciamo e riportiamo la parte essenziale di quell’articolo, tralasciando le parti già pubblicate nell’articolo sulla Transnistria.
“Costringere l’avversario ad espandersi incautamente per sbilanciarlo, e poi distruggerlo. Questa non è la descrizione di una presa di judo, ma un piano contro la Russia elaborato dalla Rand Corporation, il più influente “think tank” degli Stati Uniti. Con uno staff di migliaia di esperti, RAND si presenta come la fonte più affidabile al mondo di intelligence e analisi politiche per i leader degli Stati Uniti e dei loro alleati.”
La Rand Corp si vanta di aver contribuito all’elaborazione della strategia a lungo termine che ha permesso agli Stati Uniti di vincere la Guerra Fredda, costringendo l’Unione Sovietica a consumare le proprie risorse economiche nel confronto strategico. È questo modello che è stato l’ispirazione per il nuovo piano, Overextending and Unbalancing Russia , pubblicato da RAND. Secondo i loro analisti, la Russia rimane un potente avversario per gli Stati Uniti in alcuni settori fondamentali. Per gestire questa opposizione, gli USA e i loro alleati dovranno perseguire una strategia comune a lungo termine che sfrutti le vulnerabilità della Russia. Così Rand analizza i vari mezzi con cui sbilanciare la Russia, indicando per ciascuno le probabilità di successo, i benefici, il costo ei rischi per gli USA.
Nel settore ideologico e dell’informazione sarebbe necessario incoraggiare la contestazione interna (leggi: “Rivoluzioni Colorate” NdT) e, allo stesso tempo, minare l’immagine esterna della Russia, escludendola dai forum internazionali e boicottando gli eventi sportivi internazionali che organizza.
Nel settore geopolitico, armare l’Ucraina consentirebbe agli USA di sfruttare il punto centrale della vulnerabilità esterna della Russia, ma questo dovrebbe essere calcolato attentamente per tenere la Russia sotto pressione senza scivolare in un grande conflitto, che vincerebbe.
Nel settore militare, gli USA potrebbero godere di elevati benefici, con costi e rischi contenuti, aumentando il numero di truppe di terra dei paesi NATO che operano in funzione antirussa.
Gli USA possono godere di elevate probabilità di successo e di alti benefici, con rischi moderati, soprattutto investendo principalmente in bombardieri strategici e missili d’attacco a lungo raggio diretti contro la Russia. Lasciare il Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) e schierare in Europa nuovi missili nucleari a raggio intermedio puntati contro la Russia porterebbe ad alte probabilità di successo, ma presenterebbe anche alti rischi. Calibrando ogni opzione per ottenere l’effetto desiderato – concludono gli analisti di Rand – la Russia finirebbe per pagare il prezzo più duro in un confronto, ma anche gli Usa dovrebbero investire ingenti risorse, che quindi non sarebbero più disponibili per altri obiettivi. Questo è anche un avvertimento preventivo di un prossimo importante aumento della spesa militare USA/NATO, a svantaggio dei bilanci sociali.
Qui termina l’articolo di Dimucci, ma leggendo con attenzione quanto riportato all’interno dell’articolo e sul sito ufficiale della RAND, si riescono a leggere anticipazioni davvero molto precise di quanto era stato programmato per creare pressione contro la Russia e quanto siano attuali le misure previste dal piano per minare l’immagine della Russia ed escluderla, non solo da eventi o da forum internazionali, ma proprio anche da istituzioni di governance mondiali come sta accadendo in questi giorni alle Nazioni Unite.
Chi sono allora le persone di punta di questo Think Tank e quali sono le “partnerships” della RAND Corporation Nel suo sito vediamo elencate moltissime persone di grande nome, di caratura internazionale e di grandissima influenza. Spiccano soprattutto nomi di persone impegnate nella ricerca e nella strategia della guerra (soprattutto nucleare), esperti in criptografia civile e militare, economisti, filosofi e pensatori, uomini politici e militari. Moltissimi di questi personaggi sono anche stati insigniti col “Premio Nobel” e visto come il premio è stato molto spesso assegnato nella storia, questo ci porta ad accrescere ulteriori dubbi sui temi finora analizzati.
Due rapporti di collaborazione o finanziamento saltano subito agli occhi dopo poche ricerche:
Partnership con RAND Corporation
BILL&MELINDA GATES FOUNDATION – Finanziatori e Partners della RAND, menzionati all’interno del sito della RAND. La fondazione Bill&Melinda Gates ha all’interno del suo sito un riferimento diretto alla RAND Corporation. (Questo è il LINK). Su molti articoli viene sottolineata la collaborazione della RAND con Bill Gates sia nel campo educativo che nella ricerca e in molte altre discipline.
Cito per terminare solo alcuni dei nomi eccellenti che hanno fatto parte della RAND, rimandando alla pagina ufficiale per chi volesse fare ricerche personali e più approfondite: questo è il LINK.
HENRY KISSINGER – uno degli uomini più potenti e influenti del Mondo.
JEAN PAUL AUSTIN – Presidente e CEO della COCA COLA dal 1962 al 1981
DONALD WILLS DOUGLAS – Fondatore della RAND e della DOUGLAS AIRCRAFT CORP
MICHAEL D. RICH – Attuale Presidente RAND dal
JOHN FORBES NASH JR – Premio Nobel per l’Economia
THOMAS SCHELLING – Economista e scrittore ha ispirato “Dr. Strangelove” di S. Kubrick.
MICHAEL JENKINS – Esperto di Terrorismo e membro anche del WEF.
Vedremo in un prossimo articolo di approfondire il rapporto tra HENRY KISSINGER e KLAUS SCHWAB, visto che anche in questa sede li abbiamo ritrovati collaboratori di realtà comuni.
A volte nelle uova di Pasqua c’è una sorpresa inaspettata! Bastano dei piccoli e semplici gesti di condivisione per far felici i bambini, magari solo un po’ più sfortunati degli altri.
C’era un uovo 🥚 che era stato lasciato dalla gallina 🐓 in una zona appartata del fienile. Lo aveva lasciato lì di proposito perché era straordinariamente grande, diverso dagli altri. E sapeva che, come tutte le cose diverse doveva essere isolato, non far parte del gruppo 😔.
Questo è quello che pensava la gallina. Non era poi successo così anche alla sua amica anatra 🦆? Non aveva uno degli anatroccoli , il più brutto, che aveva lasciato di proposito mamma e fratelli perché lo insultavano sempre? Era troppo grosso e diverso. Proprio come il suo uovo!
E l’odiosa e dispettosa gatta 😼, non aveva messo da parte un piccolo gattino perchè il suo istinto lo credeva malato? E la coniglietta 🐇, che dopo aver partorito è stata con loro solo due minuti per allattarli. Eh sì, lei dice che lo ha fatto per proteggere i piccoli, così la tana resta segreta. Ma a chi la vuole dare a bere? E l’odiosa aquila 🦅, che ogni tanto arriva dalle montagne sorvolando sopra le loro teste facendole scappare tutte. A volte però riusciva ad afferrare al volo qualche animale e lo portava via con gli artigli: si dice che lasci che i figli si azzuffino tra di loro senza intervenire. Poverini!
Insomma, avrebbe potuto raccontarne tante altre di storie che aveva visto in prima persona in cascina, quindi anche lei doveva fare qualcosa. E lo fece, aveva contribuito mettendo da parte il suo uovo diverso. Ma era in fin dei conti una buona mamma, quindi lo depose nella paglia , al morbido, in una zona più fresca, in alto, in modo che altri animali non se ne cibassero. Di più non poteva fare, affidava tutto al destino. Il suo compito era finito.
Sta di fatto che quel giorno fosse Pasqua e, nel pomeriggio, tutti i bimbi del vicinato chiesero al padrone della cascina se potevano fare una festa nel fienile , portando tutte le uova 🥚🥚🥚ricevute in dono e giocando con le varie sorprese contenute. L’uomo acconsentì, ben sapendo che gli avrebbero lasciato tutte le carte e la paglia sparpagliata qua e là. Figuriamoci se non avessero giocato a buttarsela addosso. Ma In fin dei conti era Pasqua! 😍
Al pomeriggio ecco che un frotta di bimbi 👧🏼👧🏻🧒🏼🧒🏻👦🏻👦🏼 arrivarono, chi con uno chi con due o più uova. Sarebbe stata una grande festa! Il figlio del contadino non potette partecipare perché era povero, non aveva ricevuto nemmeno un uovo 😔. Che figura avrebbe fatto ad entrare? Da mendicante, e lui non voleva questo. Stette in disparte a sbirciare e vide tirar fuori dalle uova tanti giochi 🎲🧩🎰🏎.
Ma lui avrebbe preferito prima mangiarsi un uovo di cioccolata intero 🍫, poi i giochi.
I ragazzi, una volta finito con le uova fecero quello che il padrone aveva pensato: giocare con la paglia. Ma mentre fecero questo chi trovarono 👀? Il nostro grande uovo di gallina 🥚! Meravigliati dalla grossezza lo esaminarono tutti e a uno di loro, il più giudizioso, venne in mente che il figlio del contadino non era con loro, e sapevano che era molto orgoglioso per accettare di condividere con lui le uova di cioccolato ma…
In cerchio, perché lui non vedesse (lo avevano intravisto che sbirciava), presero dolcemente l’uovo di gallina, lo pulirono bene, e, con i pezzetti di cioccolato avanzati fecero un mosaico attorno al guscio ❤️🧡💛💚💙🤎💜🤍: diventò così un bellissimo uovo di cioccolato variopinto. Cioccolato nero fondente, al latte, bianco, alla nocciola. Lo avvolsero nella carta più bella che avevano e lo chiamarono. Entrato gli diedero il suo uovo, visto che la gallina era sua. Non poteva così rifiutarlo!
Lo aprì delicatamente e, meraviglia, anche lui aveva il suo Uovo di Pasqua, molto particolare e dentro c’era un pulcino 🐣. Che bellissimo regalo!!! Ma la sorpresa maggiore fu capire che aveva tanti amici e non lo immaginava 💕💕💕.
Adesso anche lui e il suo pulcino potevano unirsi con loro a giocare. Che bella Pasqua!🕊
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Sleep_Well
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Nelly se ne stava li, con le mani nelle mani in silenzio. Ciondolava sulla sedia, seduta, un movimento ritmico, quasi ossessivo. Ogni tanto guardava fuori dalla finestra. Pioggia, sempre e solo pioggia, dentro e fuori di lei. Il pendolo situato nella stanza dava la cadenza ad ogni movimento del suo corpo : Avanti e indietro, avanti e indietro.
Il rumore del clacson la fece sobbalzare dalla sedia. Si alzò e con lo sguardo perso nel vuoto si avviò verso la porta di ingresso. Era ora di andare a scuola, ma ogni giorno, per lei diventava sempre più difficile, Vide con la coda dell’ occhio la mamma affrettarsi verso l’uscita, non la degnó di attenzione, ma sentì il suo sguardo severo posarlesi addosso.
“Buongiorno” , salutò lei verso il finestrino del bus parcheggiato nel vialetto antistante, si girò verso di me e con lo sguardo duro e le labbra serrate mi chiese di affrettarmi. “Non vorrai far perdere del tempo prezioso a queste persone così gentili, non è vero Nelly?”. Annuii. “Ma non sono affatto gentili” pensai, pregna del dolore che mi attanagliava il petto. Salii nella parte posteriore del bus, accanto a quell’uomo che puzzava di alcool , che con il suo corpo viscido e la sua mente perversa, faceva di me ciò che più gli aggradava. Ed io, in silenzio, subivo.
Vista dI Rotherham
Una realtà orribile è emersa, come un fulmine a ciel sereno, nella cittadina del Sud dello YorkShire, nella parte settentrionale dell’ Inghilterra per una denuncia fatta da Angie Hart, una ricercatrice assunta dalle Autorità locali. Dalla fine degli anni 80 fino al 2010, si sono perpretati migliaia di abusi e crimini sessuali ai danni di minori da parte di gang, perlopiù pakistane, che rapivano, violentavano e seviziavano le proprie vittime nell’ assoluto silenzio ed inoperabilità delle stesse Autorità e dei servizi Sociali che ne erano a conoscenza.
Le indagini sono state avviate dopo che alcuni episodi di abuso erano erano stati raccontati dal Times: Nel 2012, infatti, il quotidiano aveva pubblicato dei documenti riservati che dimostravano la latitanza dei servizi sociali e della polizia di Rotherham. Successivamente nel 2013, il giornale esposte in diversi articoli, l’ «abuso endemico di ragazze adolescenti da parte di uomini più grandi, per lo più di origine pakistana» che avveniva a Rotherham.
“Una vergogna nazionale”. The Times
Dal rapporto risulta che tra le vittime di violenza ci fossero per lo più bambine e ragazze di età compresa tra gli 11 e i 16 anni: la maggior parte di loro di origine inglese, ma anche minori di origine pakistana o rom. Secondo il rapporto le bambine sono state stuprate in gruppo, picchiate, intimidite e sequestrate. Alcune di loro, ha spiegato l’autrice del rapporto, «sono state cosparse di benzina e minacciate di essere bruciate», altre «sono state minacciate con le armi o costrette ad assistere a degli stupri». La maggioranza degli stupratori sono stati descritti dalla vittime come «asiatici», in particolare di origine pakistana.
Per molti anni questo scempio è stato taciuto per non creare “Problemi di ordine razziale”, ma tutto ciò che hanno vissuto quelle povere piccole vittime non potrà essere cancellato da nessuna sentenza pur andata a buon fine. Il segno indelebile rimarrà sempre nella loro carne, le minacce, gli abusi, le violenze continue resteranno impresse a fuoco nella loro mente.
“La polizia ‘non riesce a proteggere’ migliaia di ragazze a rischio di abusi sessuali“. Dieci anni dopo che il Times ha smascherato le bande di adescatori a Rotherham, le bambine da 11 anni stanno ancora scivolando, senza effettiva giustizia, attraverso il sistema corrotto. Un articolo del Maggio 2021 evidenzia ancora una volta quando la Giustizia non sia degna di tale nome e, certamente, ancor meno in questo caso, dove sarebbe indispensabile e di vitale importanza assegnare ai colpevoli pene esemplari, perché ciò non accada più .
Qualcosa si era mosso, in questi anni, ma solo per pochissimi attori di questa inenarrabile vicenda. La prima condanna di gruppo è avvenuta nel 2010, quando cinque uomini britannico-pakistani sono stati condannati per reati sessuali contro ragazze di età compresa tra 12 e 16 anni.
I condannati
Dal gennaio 2011 Andrew Norfolk del Times ha insistito sulla questione, riferendo nel 2012 che gli abusi nella città erano diffusi e che la polizia e il consiglio ne erano a conoscenza da oltre dieci anni.
Articolo del The Times a riguardo
Come da sempre vogliamo dimostrare, però, in certi ambiti esistono degli intoccabili che, in un modo o nell’ altro, riescono ad uscire “puliti” e senza conseguenze. Uno di questi casi lo riporta un articolo della BBC, dove sottolinea l’ inefficienza della giustizia che ha scagionato molti degli Agenti che, inosservanti del loro ruolo, hanno preferito non agire, omettendo tutto ciò che di marcio stava accadendo in quel periodo.
L’ Agente David Walker
“L’ultimo dei 47 agenti di polizia indagati sulla loro gestione delle accuse storiche di abusi sessuali su minori a Rotherham è stato scagionato.
L’ex Det Sgt David Walker era stato accusato di non aver dato seguito alle soffiate sulle bande di adescamento in città.
Il Comitato che stabilisce la Cattiva Condotta, ha dichiarato che, in quei frangenti, l’ Agente aveva esercitato in modo “appropriato qualsiasi informazione”. Incredibile.
La deputata di Rotherham, Sarah Champion, ha dichiarato che “Questo risultato sarà una amara delusione” per le vittime di abusi.
Walker, che si è ritirato nel 2018, era tra gli agenti indagati dall’Ufficio Indipendente per la Condotta della Polizia (IOPC) sulla scia del Rapporto Jay. L’ inchiesta del 2014 ha rilevato che almeno 1.400 ragazze sono state sottoposte a sfruttamento sessuale tra il 1997 e il 2013 e ha accusato la polizia del South Yorkshire di non aver dato priorità alla questione. L’ IOPC ha scoperto che otto agenti avevano un caso a cui rispondere per cattiva condotta e sei per colpa grave. Cinque di essi hanno subito sanzioni, ma finora nessun funzionario ha perso il lavoro o è stato incriminato.”
Uno degli appelli più accorati, per dare una svolta alle indagini, è stato effettuato dalla NATIONAL CRIME AGENCY la quale ha lanciato un’ importante Campagna di sensibilizzazione, anche attraverso lo “YorkShire Post” che invitava le vittime di tali abusi, sollecitatandole anche con un video in allegato, di presentarsi e fornire informazioni utili per portare a termine l’ Indagine per la “Pulizia profonda” . L’ Agenzia, infatti, riporta che “più di 1.000 vittime sono state identificate tra il 1997 e il 2013, mentre altre sono invitate a farsi avanti, il tutto per contattare un numero maggiore di vittime delle ” Bande di Predatori sessuali sui minori di Rotherham “che hanno depredato le ragazze della città negli anni ’90 ad almeno il 2000.”
Press
A quanto si evince dalle recenti indagini, però, questi crimini sono tutt’oggi compiuti ai danni di adolescenti che vengono abusate in cambio di un cellulare o qualcosa da mangiare. In alcuni casi, come è stato più volte segnalato alle Autorità, vengono usati anche taxi come alcove per finalizzare i crimini verso le minori, lontano da occhi indiscreti e con il silenzio comprato e/o obbligato delle vittime.
Questo è uno stralcio della denuncia portata in evidenza in questi ultimi mesi:
“Ogni giorno in cui il consiglio rifiuta di accettare che c’è un problema, i bambini vengono accarezzati, violentati e trafficati. I recenti casi individuali di cui ho sentito parlare sono assolutamente strazianti e sette anni dopo il Jay Report semplicemente non ci sono scuse per non fare nulla al riguardo.
Cosa ha detto la polizia del South Yorkshire?
Il dottor Alan Billings, commissario per la polizia e la criminalità del South Yorkshire, afferma che il rapporto che dettaglia le accuse di CSE contiene “falsità”.”.
Pedophiles Predators
In quel lembo di terra, pare ci sia una delle più alte concentrazioni di Predatori sessuali e pedofilia mai registrate in un’area circoscritta. Basti pensare alla reticenza delle autorità e dei Servizi Sociali che, soltanto raramente e per “accontentare” gli animi in subbuglio, consegnano in mano alla giustizia e ai media, qualche predatore di quell’ orrendo pedophile Ring :
“I tre fratelli a capo del grooming ring Rotherham sono stati condannati rispettivamente a 35 anni, 25 anni e 19 anni di carcere per crimini che hanno causato “danni inimmaginabili” alle giovani ragazze vulnerabili.
C’è stato un sussulto di “SÌ!” dalla tribuna dei presenti, quando al capobanda, Arshid Hussain, 40 anni, è stata letta la sentenza e riferito che sarebbe stato incarcerato per 35 anni per 23 gravi crimini di sfruttamento sessuale infantile dal 1987 al 2003. Suo fratello Basharat, 39 anni, è stato incarcerato per 25 anni e il terzo fratello, Bannaras, 36, che si è dichiarato colpevole di 10 reati, è stato condannato a 19 anni. Gli Hussain e altri tre, sono stati condannati al ” Tribunale della Corona di Sheffield” con l’ accusa di aver adescato, brutalizzato ed abusato sessualmente 15 ragazze, durante un periodo di 16 anni ed aver causato “danni inimmaginabili” alle loro vittime, alle loro famiglie e alla comunità di Rotherham. Così ha sentenziato il Giudice Sarah Wright. Qurban Ali, lo zio 53 anni degli Hussain, è stato condannato a 10 anni di carcere e Karen MacGregor, 59 anni, per aver attirato le ragazze a casa sua per poi sfruttarle è stata condannata a 13 anni di detenzione . “
Articoli sui Predatori arrestati
Con il Team di Child Resque sono state fatte delle straordinarie ricerche in merito, per venire a capo e dare un contributo fattivo per puntare un faro su questa vicenda :
📆 28 Febbraio 2022. L’enorme scandalo che coinvolge gli agenti di polizia e gli assistenti sociali a Rotherham nel South Yorkshire continua a far emergere scenari sempre più raccapriccianti. https://t.me/childresQueitaliachannel/16053
ChildReQue Team
Chiunque viva personalmente e per professione la ricerca di questi esseri, che non riesco nemmeno ad identificare come criminali, ma come Bestie Predatrici, conosce le dinamiche e le immense difficoltà che le indagini, la ricerca, le incriminazioni comportano. Non sempre si ottengono i risultati sperati, a volte ci sono immensi buchi nell’ acqua indipendenti dalla nostra volontà, ma in questo caso di Rotherham, sono stati l’ inadempienza, la negligenza, l’ indifferenza e soprattutto l’ Interesse, i motivi per cui non hanno agito per evitare che tutto questo strazio fosse diretto nei corpi e nelle anime di tutte le piccole vittime abusate e, in alcuni casi, fatte scomparire nel nulla. Le indagini sono ancora in corso grazie alla volontà delle Associazioni nate spontaneamente dopo lo scandalo, ma anche noi, ovunque siamo, possiamo dare il nostro contributo diffondendo questo articolo perché Nelly e tutte le ragazze come lei, possano ottenere almeno giustizia.
“Nelly rientrò a casa, aveva un lembo di gonna stracciato e l’odore acre di quella bestia ancora addosso. Salì le scale, andò in camera sua ed accese l’acqua calda nella vasca. Guardò lo scroscio cristallino, mentre piccole lacrime scivolavano nella vasca, perdendosi nell’insieme. Per lei, che sognava di diventare una cantante famosa, restava solo la tristezza di un destino senza forza e senza voce….. “.
Il trauma psicologico è una “ferita dell’anima” in cui un evento improvviso irrompe negativamente nella quotidianità dell’infante
SE CREDETE CHE LO SCHERZETTO SIA DOLCE SBAGLIATE
La paura è un’emozione naturale, sana e utile!
E’ fondamentale per la sopravvivenza perché fa scattare l’allarme davanti a situazioni minacciose che potrebbero essere dannose facendo così attivare risposte di attacco o fuga con correlati atteggiamenti fisiologici strutturati e ben definiti.
Le paure dei bambini sono quindi assolutamente naturali e derivino dalla continua esplorazione della realtà, tutta sconosciuta e quindi possibile fonte di minaccia.
E’ quell’emozione che dà al bambino gli strumenti per comprendere la natura pericolosa dell’ignoto e mettersi al riparo ponendo in essere diversi comportamenti.
La paura relativa ai mostri e a personaggi inquietanti si manifesta intorno ai 3 anni di età e finisce di solito a 6/8 anni, età in cui il piccolo comprende l’inesistenza di tali entità, impara ad assimilare e gestire l’angoscia e la paura che rappresentano. Derivano dal mondo interno del bambino fatto di preoccupazioni e insicurezze di fronte all’ignoto che, proiettato all’esterno, viene rappresentato nelle figure fantastiche che animano la realtà del bambino (fantasmi, streghe, ecc). Immaginate cosa può provare se costretto ad avere un contatto fisico con qualcosa o qualcuno che incarna la sua paura.
Obbligato proprio da un familiare che dovrebbe proteggerlo.
La paura di questi piccoli è evidente, ma sembra insignificante per questi genitori inconsapevoli
Chiarito che le paure dei bambini sono naturali ed attraverso di esse si attivano normali processi di crescita, non vanno criticate ma accolte e ascoltate con cura e reale attenzione.
I genitori devono aiutare il bambino ad esprimere e a comunicare quanto prova così da ridurre la tensione, la comprensione trasmette un senso di accettazione e supporto.
Non sentirsi abbandonato contro quanto temuto è per i piccoli molto importante perché sperimentano la possibilità di affrontare l’ignoto con maggiore sicurezza e senza sentirsi soli.
Cerchiamo di non sminuire mai i loro timori, nemmeno i più bizzarri.
Non diciamo “non avere paura” o “non fare il fifone “ perché così facendo si instaura nel piccolo l’idea di essere inadeguato, incapace, inadatto. Impara che esprimere le proprie emozioni a chi dovrebbe proteggerlo può causare dolore, ed è quindi controproducente perché lo si spinge a inibire e nascondere quanto sente.
COSA FARE QUINDI?
Mamma e papà non dovrebbero mai minimizzare le emozioni dei piccoli, anzi! Lo sforzo dovrebbe essere cercare di entrare nel mondo dei loro figli per comprendere la natura dei personaggi fantastici e quale significato assumono per loro.
Solo così si possono aiutare, infondendo loro sicurezza. Con il tempo i bambini sono perfettamente in grado di trovare gli strumenti per sconfiggere i mostri e la paura imparando a gestirla.
Rendere meno pericoloso l’oggetto della paura può essere un modo, magari scrivendo con i bambini una fiaba in cui loro e l’essere spaventoso diventano amici, oppure dove quest’ultimo svela un lato umano.
COSA ACCADE AI PICCOLI COSTRETTI A SUBIRE LA PAURA?
Momenti che dovrebbero essere felici , trasformati in incubi che rimangono per una vita.
Costringere un piccolo a subire il suo terrore è una vera e propria violenza psicologica.
Molti genitori, inconsapevolmente, compiono azioni a cui non danno peso e che purtroppo hanno conseguenze nella psiche dei propri bambini causando loro dei veri e propri micro-traumi.
Il trauma psicologico è una “ferita dell’anima” in cui un evento improvviso irrompe negativamente nella quotidianità dell’infante alterandola e creando confusione all’interno della stessa distorcendone la percezione.
Si chiamano “piccoli traumi” perché sono delle esperienze soggettive disturbanti caratterizzate da una percezione del pericolo non particolarmente intensa.
I traumi emotivi sono molteplici nel corso della vita, tutti siamo sottoposti a piccoli o grandi shock, spesso si risolvono da soli, ma sempre più spesso lasciano ferite profonde, basti pensare che il 78% dei bambini sotto i 5 anni ha subito almeno un trauma e almeno il 20% sotto i 6 anni è in terapia per superare i turbamenti dovuti da abusi, abbandono o altro.
Insistere costringendo un piccolo a stare in posa con qualcosa che teme, pretendendo che non abbia paura perché glielo dice mamma o papà, o pensare che sia un modo per fargli superare il disagio è assolutamente controproducente! Si crea solo insicurezza, disorientamento.
La violenza a cui vengono sottoposti li rende timorosi anche di ciò che conoscono, resistenti al cambiamento.
Avere la foto ricordo con il personaggio di turno è così importante? Che sia il coniglietto di Pasqua, Babbo Natale o il supereroe, quello che conta è la reazione del piccolo.
I bambini non vanno manipolati ma cresciuti con amore, avvolgendoli in un costante abbraccio che li faccia sentire al sicuro, accompagnandoli quando devono affrontare ed elaborare qualcosa che per loro, non solo non è familiare, ma può essere pericoloso.
EFFETTI NEL BREVE E NEL MEDIO LUNGO PERIODO, LA PSICOLOGA RISPONDE
La psicologa interpellata dal nostro team spiega che i piccoli hanno risposte diverse poiché le variabili che ne condizionano le modalità di risposta sono molteplici.
La sensibilità, il livello di sicurezza, la capacità di elaborazione sono tutti elementi che variano da bambino a bambino.
Possono verificarsi, nel breve tempo, difficoltà nella gestione della separazione dalle figure di riferimento, enuresi, incubi, stati di ansia, ecc.
Precisa in ultimo, che nella maggior parte dei casi (ma non esiste una legge univoca e precisa) i bambini possono avere comportamenti deviati da adulti quando l’esposizione a traumi è costante, reiterata nel tempo; ma sottolinea che lo sminuire o ironizzare sulla paura porta comunque insicurezza e destabilizza il bambino.
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