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TRANSNISTRIA: Lo Stato che non c’è

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Impariamo a conoscere uno Stato e un territorio chiave per l’equilibrio tra Russia, Ucraina e Moldavia:
Il piano della RAND Corp e il ruolo dello Stato fantasma, ‘buco nero d’Europa’ per traffici e spie.

La Transnistria è ufficialmente la Repubblica Moldava di Pridniestrov o Pridnestrovie.

(in romeno: Republica Moldovenească Nistreană; in russo: Приднестровская Молдавская Республика, Pridnestrovskaja Moldavskaja Respublika; in ucraino: Придністровська Молдавська Республіка?Prydnistrovs’ka Moldavs’ka Respublika), è uno Stato indipendente de factonon riconosciuto dai Paesi membri dell’ONU, essendo considerato de iure parte della Moldavia: è governato da un’amministrazione autonoma con sede nella città di Tiraspol. (Fonte: WIKIPEDIA)
Si trova al confine tra Moldavia e Ucraina come una sottile striscia di terra verso il Mar Nero, senza sbocco. Le due città più vicine sono Odessa (Ucraina) e Chișinău (Moldavia).

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TRANSISTRIA – Mappa

La Transnistria è a oggi l’ultimo Paese ad avere la falce e martello nella bandiera.

Tralasciando i cenni storici sullo Stato di Transnistria, che si possono agevolmente trovare sul link di Wikipedia o su altri collegamenti a siti storici, entriamo negli argomenti che ci interessano di più e che riguardano in parte l’attuale situazione geo-politica:
Il 18 marzo 2014 la Transnistria ha chiesto l’adesione alla Russia in seguito alla secessione della Crimea dall’Ucraina e alla sua integrazione nella Federazione Russa

Bandiera dello Stato di TRANSISTRIA

La Transnistria è quindi uno stato indipendente non riconosciuto, rimasto fedele alla Russia dopo lo scioglimento dell’Urss. Una lingua di terra che si trova tra la Moldavia, di cui fa formalmente parte, e l’Ucraina. Lo Stato a oggi non è stato ancora riconosciuto dai Paesi membri dell’ONU.

Già a febbraio 2022 il governo moldavo, che è governato da una coalizione filo-americana (in stile Ucraina) e dove gli interessi USA sembrano essere diversi da quelli dichiarati e con lo scopo di portare sempre più pressione sulla Russia, nel timore di essere il prossimo paese a finire nel mirino del Cremlino, ha chiesto l’adesione all’Unione Europea. In realtà è più probabile che la Transnistria possa diventare invece la perfetta base militare da cui la Russia potrebbe condurre nuove e decisive offensive in Ucraina

La Moldavia, per bocca della sua presidentessa Maia Sandu, confuta le notizie sulla ridistribuzione delle truppe russe in Transnistria e nega che ci sia movimento ai suoi confini: “Al momento, non ci sono informazioni che confermino la mobilitazione di truppe nella regione della Transnistria” afferma il ministro degli Esteri moldavo, il quale ha anche etichettato le informazioni ucraine come “non vere”. Maia Sandu ha anche affermato che i rappresentanti moldavi “hanno avvertito l’esercito russo dell’illegalità del posizionamento dei simboli “Z” , utilizzati dalle truppe russe in Ucraina”.

La sede del Parlamento con la statua di Lenin a

La posizione attuale delle forze in campo tra quella che è la politica espansionistica della NATO (USA/EU) e la Russia, che vede sempre più da tempo aumentare la pressione attorno ai suoi confini, sembra delinearsi in modo sempre più chiaro.
Ma dietro a questa situazione attuale esiste, secondo alcuni studiosi e giornalisti bene informati, un piano ben preciso, denominato “PIANO RAND”, che avrebbe dovuto partire proprio da quella “Rivoluzione Colorata” dello scorso gennaio in Kazakistan, fomentata da forze filo europeiste/globaliste e finanziate sempre dai soliti “noti” (Soros &Co), ma messa a tacere in pochissimi giorni dall’intervento del CSTO (Collective Security Treaty Organization) e della Russia, accompagnato dalla dichiarazione di Putin che Mosca non permetterà che il Kazakistan si trasformi in un teatro di disordini, fertile per innescare le note Rivoluzioni Colorate”.

Questo fantomatico piano della “RAND CORPORATION” potrebbe essere realmente la chiave per capire tutta la situazione attuale: il giornalista Manlio Dinucci scrive per IL MANIFESTO un articolo molto importante a riguardo di questo argomento, ma dopo averlo pubblicato, il giornale lo fa eliminare dal sito e dopo alcuni giorni appare sul solito sito “Il Vangelo secondo BUTAC” l’immancabile bollatura di “FAKE NEWS”! La scomparsa di quella notizia e di altre riguardanti quel soggetto fa però rizzare le antenne a molti.
Lo stesso giornalista Dinucci lo fa pubblicare altrove, accompagnando la nuova pubblicazione con queste parole:
“L’8 marzo, dopo averlo per breve tempo pubblicato online (vedi link sotto), il Manifesto ha fatto sparire nottetempo questo articolo anche dall’edizione cartacea, poiché mi ero rifiutato di uniformarmi alla direttiva del Ministero della Verità e avevo chiesto di aprire un dibattito sulla crisi ucraina. Termina così la mia lunga collaborazione con questo giornale, su cui per oltre dieci anni ho pubblicato la rubrica L’Arte della guerra

(Manlio Dinucci: – Ucraina, era tutto scritto nel piano della Rand Corp | il manifesto)

L’articolo completo può essere letto su questo nuovo link ma riporto sinteticamente che la RAND Corporation, il cui quartier generale ha sede a Washington, si può definire come «un’organizzazione globale di ricerca che sviluppa soluzioni per le sfide politiche»: ha un esercito di 1.800 ricercatori e altri specialisti reclutati da 50 paesi, che parlano 75 lingue, distribuiti in uffici e altre sedi in Nord America, Europa, Australia e Golfo Persico. Personale statunitense della Rand vive e lavora in oltre 25 paesi.

“La Rand Corporation, che si autodefinisce «organizzazione nonprofit e nonpartisan», è ufficialmente finanziata dal Pentagono, dall’Esercito e l’Aeronautica Usa, dalle Agenzie di sicurezza nazionale (Cia e altre), da agenzie di altri paesi e potenti organizzazioni non-governative.
Gli analisti della Rand ritengono che la maggiore vulnerabilità della Russia sia quella economica, dovuta alla sua forte dipendenza dall’export di petrolio e gas, i cui introiti possono essere ridotti appesantendo le sanzioni e accrescendo l’export energetico Usa.
In campo geopolitico, armare l’Ucraina permette agli Usa di sfruttare il punto di maggiore vulnerabilità esterna della Russia, ma ciò deve essere calibrato per tenere la Russia sotto pressione senza arrivare a un grande conflitto in cui essa avrebbe la meglio.
Questo è il futuro che ci prospetta la RAND Corporation, il più influente think tank dello Stato profondo, ossia del centro sotterraneo del potere reale detenuto dalle oligarchie economiche, finanziarie e militari: quello che determina le scelte strategiche non solo degli Usa ma dell’intero Occidente.”

Questo chiarirebbe quindi molti aspetti della situazione attuale e in quale altro modo ci si sarebbe potuti arrivare, se il progetto avesse funzionato: infatti, secondo questo piano della RAND CORP, dopo il Kazakistan sarebbe stato il turno della Transnistria proprio per aumentare la pressione internazionale sulla Russia.

Tornando alla Transnistria, gli Stati Uniti hanno mobilitato l’Unione Europea per decretare un blocco economico di quello Stato, non riconosciuto, la cui popolazione al momento della dissoluzione dell’Unione Sovietica si è separata per referendum dalla Moldavia.
I funzionari della Missione d’assistenza dell’Unione Europea alle frontiere della Moldavia e dell’Ucraina (European Union Border Assistance Mission to Moldova and Ukraine – EUBAM), sotto la direzione di Stefano Sannino (ex rappresentante dell’OSCE in Serbia), coordinano le dogane di Moldavia e Ucraina (Paesi che non sono membri della UE) per procedere dal 1° gennaio 2022 al blocco del Paese. La Russia sarà costretta a sistemare l’ex base spaziale sovietica e istituire un ponte aereo per nutrire i 500 mila abitanti dell’enclave.

L’Unione Europea organizza il blocco della Transnistria appoggiandosi su Ucraina e Moldavia, due Stati che non hanno aderito alla UE.

I cittadini dell’Unione Europea l’hanno dimenticato, ma nel 1992 gli Stati Uniti tentarono invano di schiacciare militarmente la Transnistria (oggi Repubblica Moldava del Dnestr) utilizzando un esercito reclutato nelle prigioni rumene. Il coraggio di questa popolazione fedele al modello dei Soviet, in particolare delle donne, ha fatto fallire il progetto della CIA.

Segnaliamo en passant che, seppure la popolazione della Transnistria parli russo, tre villaggi continuano a parlare francese. Gli abitanti sono discendenti dei soldati della vecchia guardia napoleonica che durante la campagna di Russia lì si sposarono e vi si stabilirono.

È bene sapere che in Transnistria è presente il più grande deposito di armi e munizioni dell’Europa centro-orientale, residuo dell’Unione Sovietica e sotto il controllo delle truppe russe. Pensate che contiene 22 mila tonnellate di munizioni. Potrebbe essere allora la stessa Ucraina a provare a distruggerlo oppure a o impossessarsene, col rischio di trascinare anche la Moldavia nel conflitto.

A ogni modo Kiev si è portata avanti, mostrando più un intento difensivo che offensivo. Ha infatti bombardato già a inizio marzo e in almeno due punti il collegamento ferroviario meridionale che la lega a Transnistria e Moldavia. Una mossa che potrebbe rallentare l’eventuale offensiva delle truppe russe stanziate a Tiraspol e dintorni. A proposito, recentemente la stessa Ucraina ha affermato, come abbiamo già accennato, che il contingente russo in Transnistria si stia effettivamente organizzando per entrare in guerra, ma la notizia è stata per ora smentita dalle autorità moldave, transnistriane e russe.

Tutti questi sono argomenti che val davvero la pena di approfondire, per capire chi c’è dietro a questa RAND CORPORATION, perché sembrerebbe a tutti gli effetti la regia più accreditata per capire come si è sviluppata la situazione attuale e quali sono i veri intenti che si celano dietro il sordido attacco ai confini della Federazione Russa e le conseguenti azioni intraprese dalla Russia di Putin a difesa della propria sovranità e degli Stati e dei popoli legati all’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO). 

Alla “RAND Corporation” sono legati moltissimi nomi eccellenti tra organizzatori e consulenti tra i quali spicca il nome, come consulente, anche di uno dei personaggi più inquietanti ed ingombranti della storia: HENRY KISSINGER
Questo chiarirebbe già molte cose…ma lo vedremo insieme in un prossimo articolo. 


FONTI:
https://www.voltairenet.org/article215270.html
https://www.geopop.it/transnistria-il-buco-nero-deuropa-e-in-moldavia-che-importanza-ha-per-la-russia-di-putin/
https://www.rand.org/

Milioni di donne e bambini in fuga dall’Ucraina

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Un ragazzo rifugiato fuggito dal conflitto dalla vicina Ucraina piange alla stazione ferroviaria dopo essere arrivato a Zahony, Ungheria, 27 febbraio 2022. (AP Photo/Anna Szilagyi

L’esodo di 2,5 milioni di donne e bambini e l’orrore al confine.

In un momento epocale come questo, il rischio che si mobilitino criminali e farabutti senza scrupoli che possono capitalizzare il dolore e la sofferenza altrui, sono elevatissimi. Milioni di donne e bambini in fuga dall’Ucraina. Agli uomini tra 18 ed i 60 anni, è fatto divieto. Persone fragili, indifese e vulnerabili che si rivolgono ad estranei per essere messi in salvo, per un passaggio, un lavoro, un porto sicuro, un rifugio, una meta.

Loro sono le potenziali prede per i trafficanti di esseri umani.

Loro saranno le potenziali vittime.

Donne a cui viene promesso un lavoro inesistente o illegale, bambini che scompaiono, casi di sfruttamento ed estorsioni.

La disperazione conduce per mano i profughi nella tana del lupo.

Casi di bambini mandati da soli, da genitori disperati, per incontrare parenti o amici oltre il confine ucraino ma arrivati senza nessuno ad aspettarli. Immaginate l’angoscia.

Bambini soli che vagano disorientati, confusi, nelle stazioni, in preda al panico…nei casi peggiori, scompaiono.

Un ente di beneficenza polacco ha detto che i bambini mandati da soli da genitori disperati per incontrare i parenti oltre il confine stanno arrivando senza nessuno che li incontri. Foto: Beata Zawrzel/NurPhoto/Rex/Shutterstock

Il timore che donne e bambini in fuga dall’Ucraina possano finire nelle mani dei trafficanti di esseri umani è assai elevato.

Mentre milioni di donne e bambini fuggono attraverso i confini dell’Ucraina di fronte all’aggressione russa, crescono le preoccupazioni su come proteggere i rifugiati più vulnerabili dal diventare vittime dei trafficanti di esseri umani o di altre forme di sfruttamento.

L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati dice che più di 2,5 milioni di persone, tra cui 4,3 milioni di bambini, sono già fuggiti dall’Ucraina devastata dalla guerra in quella che è diventata una crisi umanitaria senza precedenti in Europa e il suo esodo più veloce dalla seconda guerra mondiale.

Nei paesi di tutta Europa, comprese le nazioni di confine di Romania, Polonia, Ungheria, Moldavia e Slovacchia, privati cittadini e volontari hanno accolto e offerto aiuto a coloro le cui vite sono state distrutte dalla guerra.

Circa una persona su 10 nella capitale polacca Varsavia sono rifugiati ucraini. 
( AP: Czarek Sokolowski )

Dall’alloggio gratuito al trasporto gratuito alle opportunità di lavoro e altre forme di assistenza, l’aiuto non è lontano, ma nemmeno i rischi. La polizia di Wrocław, in Polonia, ha detto giovedì di aver arrestato un sospetto di 49 anni con l’accusa di stupro dopo aver presumibilmente aggredito una rifugiata ucraina di 19 anni che aveva attirato con offerte di aiuto su internet. Il sospetto potrebbe affrontare fino a 12 anni di prigione per il “crimine brutale”, hanno detto le autorità. La polizia di Berlino ha messo in guardia donne e bambini in un post sui social media in russo e ucraino contro l’accettazione di offerte di pernottamento, e li ha invitati a segnalare qualsiasi cosa sospetta.

https://twitter.com/polizeiberlin/status/1504402878894645254?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1504402878894645254%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_c10&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.bz-berlin.de%2Fberlin%2Fpolizei-warnt-fluechtlinge-auf-ukrainisch-und-russisch-vor-kriminellen

Ci sono molte proposte molto pericolose Alla frontiera rumena di Siret, dopo cinque giorni di viaggio in auto dalla città storica bombardata di Chernihiv, Iryna Pypypenko, 44 anni, ha aspettato in una tenda con i suoi due bambini, riparandosi dal freddo. Ha detto che un amico a Berlino, che sta cercando una sistemazione per lei, l’ha avvertita di stare attenta alle offerte potenzialmente nefaste.

Pypypenko ha detto che le persone stavano offrendo aiuto – ma non era sicura di chi poteva fidarsi. “Ci sono molte proposte molto pericolose”, ha detto Pypypenko, il cui marito e i genitori sono rimasti in Ucraina. “Mi ha detto che devo comunicare solo con persone ufficiali”. Il rischio della tratta di esseri umani è elevatissimo poiché i profughi, stremati e privati di ogni confort, sono, ogni giorno in viaggio e sempre più vulnerabili. I trafficanti ed i reclutatori sono in allerta e monitorano attentamente, poi, colpiscono ed attaccano gli indifesi.

© UNICEF/John Stanmeyer VII Foto Una giovane ragazza ucraina riposa con il suo cane dopo essere arrivata a Medyka, in Polonia, con la sua famiglia.

Ciò che li attende è un futuro denso di dolore, di privazioni, di violenze, maltrattamenti ed abusi, dallo sfruttamento sessuale, ai mostri pedofili, al lavoro forzato, alla schiavitù domestica, al prelievo di organi ed alla criminalità forzata.

“Quando si confronta, si sceglie solo ciò che sarà meno pericoloso, il male minore. Quando si scappa da qualcosa, quando si è in fuga da un orrore, non si bada ad altro“.

Un certo numero di funzionari e di organizzazioni non governative hanno lanciato l’allarme sui maggiori rischi di traffico di esseri umani. “Il rischio che queste cose accadano è molto alto”, ha detto Andreea Bujor, direttrice delle comunicazioni di World Vision Romania.

In momenti come questo, quando le persone si mobilitano… i rischi per altre persone che possono capitalizzare il dolore di queste famiglie è molto alto

Funzionari della sicurezza in Romania e Polonia hanno detto che agenti dell’intelligence in borghese erano alla ricerca di elementi criminali. Nella città di confine rumena di Siret, le autorità hanno detto che gli uomini che offrono passaggi gratuiti alle donne sono stati mandati via. Ionut Epureanu, il commissario capo della polizia della contea di Suceava, ha detto che al confine di Siret la polizia stava lavorando a stretto contatto con l’agenzia nazionale del paese contro il traffico di esseri umani e altre forze dell’ordine. La polizia ha dato consigli alle donne alla frontiera, ha detto, incluso assicurarsi che tenessero le batterie dei loro telefoni cariche e che annotassero le targhe delle auto in cui salivano.

La prostituzione forzata è solo una forma di potenziale sfruttamento

Il Migration Data Portal nota che le crisi umanitarie come quelle associate ai conflitti armati “possono esacerbare le tendenze preesistenti del traffico e darne origine a nuove” e che i trafficanti possono prosperare “sull’incapacità delle famiglie e delle comunità di proteggere se stessi e i loro bambini”. Dallo sfruttamento sessuale, al lavoro forzato, alla schiavitù domestica, al prelievo di organi, alla criminalità forzata, il traffico di esseri umani è spesso inflitto attraverso la coercizione e l’abuso di potere.

Un rapporto sul traffico di esseri umani del 2020 della Commissione europea, il ramo esecutivo dell’UE, ha detto che lo sfruttamento sessuale è la forma più comune di traffico di esseri umani nel blocco di 27 nazioni e che quasi tre quarti di tutte le vittime sono donne e ragazze, e quasi una vittima su quattro è un bambino.

Una gran parte dei rifugiati che arrivano nei paesi di confine vuole raggiungere amici o familiari altrove in Europa e molti si affidano a sconosciuti per raggiungere le loro destinazioni.

Articolo pubblicato da ChildResQue il 13 Marzo 2022:

L’esodo di 2,5 milioni di donne e bambini e l’orrore al confine

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BAMBINI ABORTITI SCOPERTI A WASHINGTON DC

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POSSIBILE INFANTICIDIO

L’età apparente suggerisce ci possano essere state violazioni della legge federale sull’aborto e del Born Alive Infants Protection Act.

Proseguono le indagini sulla vicenda dei feti abortiti ricevuti da un camionista addetto allo smaltimento di rifiuti biologici, ricevuti da una clinica per aborti.

I membri della Rivolta Progressive Anti-Abortion (PAAU) hanno chiesto che il dottor Cesare Santangelo, abortista della clinica in questione, venga indagato per l’uccisione di 115 bambini al terzo trimestre di gravidanza e che non ci siano insabbiamenti da parte della polizia del Distretto di Columbia. Le scatole in cui erano custoditi i feti provengono dalla Curtis Bay Energy, società di rifiuti organici che provvede ad incenerire rifiuti biomedici per il fabbisogno energetico a Baltimora.

La società dunque brucia cadaveri di bambini per produrre energia?

Oltre, dunque, ad un infanticidio post-aborto – procedura su cui si stanno svolgendo accurate indagini, in quanto sembrerebbe si siano osservate anche procedure illegali per eseguire gli aborti – apprendiamo di corpicini di creature innocenti che verrebbero inceneriti. La Curtis Bay Energy ha negato fermamente tali dichiarazioni, affermando che l’azienda non smaltisce resti umani e che non sono mai stati consegnati contenitori con feti abortiti. Peccato, però, che da alcune foto ottenute da The Daily Wire, emergano scatole con il logo della Curtis Bay, scatole che contenevano contenitori di plastica con al loro interno FETI. Il Dipartimento di Polizia Metropolitana di Washington DC non ha confermato di avere la scatola in suo possesso ed ha affermato che, considerata la delicata natura dell’indagine, non possono pronunciarsi su dettagli riservati.

Il caso è ancora oggetto di indagine attiva.

Da RUMBLE il video ci é stato bannato!
Guarda il video su ODYSEE:

Il ritrovamento di corpi di neonati può indicare un infanticidio dopo tentativi di aborto [CONTENUTO GRAFICO]

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BAMBINI ABORTITI SCOPERTI A WASHINGTON POSSONO INDICARE L’INFANTICIDIO DOPO AVER TENTATO DI ABORTIRE

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Johnson & Johnson, TALCO ALL’AMIANTO

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TALCO ALL’AMIANTO E UN PREZZO TROPPO ALTO PER IL CANCRO ALLE OVAIE

WASHINGTON

La Johnson & Johnson chiede la revisione del verdetto della Corte Suprema con il quale sancì il rimborso di 2 miliardi di dollari a favore delle donne che avevano citato l’azienda sostenendo di aver sviluppato un cancro alle ovaie a causa dell’uso dei prodotti a base di talco dell’azienda. Molti gli avvocati di alto profilo impegnati anche con alleanze insolite, tra cui l’ex consulente legale indipendente Kenneth Starr, che rappresenta le donne che hanno citato in giudizio il colosso americano. Grandi gruppi economici americani stanno supportando la Johnson&Johnson, tra loro anche il padre di un giudice vista la sua lunga collaborazione con il gruppo commerciale di cosmetici e prodotti per la cura della persona.

La corte potrebbe dire già martedì se sarà coinvolta. In sostanza la Johnson&Johnson sostiene di non aver avuto un trattamento equo presso il tribunale statale del Missouri che ha portato a un verdetto iniziale di 4,7 miliardi di dollari a favore delle 22 donne querelanti. Una corte d’appello statale ha ridotto a meno della metà il risarcimento iniziale e ha portato il numero delle querelanti a 20. Ha comunque confermato l’esito del processo durante il quale si sono succedute diverse testimonianze di esperti circa la presenza e di amianto e la sua dannosità all’interno dei prodotti a base di talco dell’azienda. Secondo il giudice M. Burlison la società sapeva dell’amianto, ne conosceva il potenziale danno e ha ignorato per decenni che tali prodotti non fossero sicuri per donne e bambini, definendo tale condotta riprovevole.

Nel frattempo nove donne sono morte di cancro alle ovaie. Johnson&Johnson nega la responsabilità dei suoi prodotti perché, sostiene, non c’è amianto. Propone decenni di studi scientifici indipendenti per confermarne la sicurezza. L’azienda produce anche uno dei tre vaccini COVID-19 approvati per l’uso negli Stati Uniti. L’accaduto giudiziario e la risonanza mediatica del caso hanno innescato molte altre azioni legali negli Stati Uniti per lo stesso motivo. Il talco è un minerale con struttura simile all’amianto rinomatamente cancerogeno e spesso è ottenuto dalle stesse miniere. L’industria cosmetica nel 1976 ha deciso di assicurarsi che i suoi prodotti a base di talco non contengano quantità rilevabili di amianto.

L’anno scorso il governo degli Stati Uniti ha disposto un’indagine su 250.000 donne. Non sono state trovate prove evidenti che colleghino il borotalco al cancro ovarico anche se l’autore principale dello studio abbia definito i risultati “molto ambigui”, al contrario dell’editoriale pubblicato con lo studio nel gennaio 2020 sul Journal of American Medical Association che invece li definisce “complessivamente rassicuranti”. L’editoriale afferma anche che un approfondimento non è possibile poiché la domanda di questi prodotti è significativamente scesa. Infatti, qualche mese dopo tale articolo, la vendita del prodotto Johnson’s Baby Powder è stata sospesa negli Stati Uniti e in Canada, attribuendo il calo delle vendite alla disinformazione nata a causa delle vicissitudini legali.

L’alta Corte non si occupa del legame tra malattia e prodotto. La società ha infatti affermato che non avrebbe dovuto difendersi dalle accuse di donne provenienti da 12 stati, con culture e storie diverse circa l’uso del talco incriminato, attraverso una dichiarazione del suo avvocato che asserisce che coloro che hanno citato in giudizio Johnson & Johnson hanno cercato nel paese “donne a cui era stato diagnosticato un cancro alle ovaie e tra i milioni che usavano i prodotti a base di talco delle firmatarie”. Ha anche sostenuto, sempre attraverso una memoria scritta da Neal Katyal avvocato di Washington, che il danno concretizzato nella cifra di 1,6 miliardi di dollari è eccessivo e dovrebbe essere ridimensionato. La Katyal è stata anche l’avvocato della Corte Suprema ad interim nell’amministrazione Obama, ha rifiutato di partecipare ad un’intervista registrata.

La Camera di Commercio statunitense, le associazioni di categoria per i produttori, gli assicuratori e l’industria sono tutti a sostegno dell’appello avviato da Johnson & Johnson. Tiger Joyce, presidente dell’american Tort Reform Association (organizzazione nazionale per la riforma del sistema giudiziario civile) ha insinuato che il poco tempo che il giudice ha impiegato per leggere quanto prodotto dalla giuria sia un chiaro indicatore dell’ingiustizia protratta nei confronti della Johnson&Johnson. Ken Starr, il PM che rappresenta le querelanti, ha dichiarato in un’intervista all’Associated Press che nessuno degli argomenti legali di Johnson &Johnson vale il tempo della corte.

“Come ha riscontrato la giuria e come ha concluso ogni giudice che ha esaminato questo processo di sei settimane, la condotta di Johnson & Johnson per decenni è stata riprovevole“, ha affermato Starr. I nomi di risalto vicini a questo processo sono molti, dall’ex procuratore generale John Ashcroft al giudice E. Edward Kavanaugh che indagò sulla relazione tra il presidente Bill Clinton e Monica Lewinsky che portò all’impeachment di Clinton. Fu anche il presidente di lunga data della Cosmetic, Toiletry and Fragrance Association ed è il padre della giustizia.

Kavanaugh e il suo gruppo (il giudice è in pensione e oggi il gruppo si chiama Personal Care Products Council) hanno combattuto per inserire il talco come elemento cancerogeno, applicare etichette di avvertenza ai prodotti a base di talco. I giudici Samuel Alito e Brett Kavanaugh si sono rifiutati di prendere in considerazione il caso, secondo la legge federale che vieta ai giudici di occuparsi di casi in cui hanno interessi finanziari. Alito per esempio ha riferito l’anno scorso di possedere da $ 15.000 a $ 50.000 in azioni Johnson & Johnson.

Articolo pubblicato da ChildResQue il 31 maggio 2021:

Johnson & Johnson chiede all’Alta Corte di annullare il verdetto di 2 miliardi di dollari sul talco

Tratto da:Johnson & Johnson chiede all’Alta Corte di annullare il verdetto di talco da 2 miliardi di dollari 31 maggio 2021

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Who Is Hunter Biden | THE PRINCELING (IL PRINCIPINO) – Episodio 2

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Chi è Hunter Biden ?

IL PRINCIPINO – I particolari di quanto contenuto nel suo portatile si fanno sempre più interessanti. La vita dissoluta di Hunter sarebbe durata anni e sarebbe stata finanziata da oligarchi stranieri, per nulla scoraggiati a fare affari con il figlio drogato del vice presidente americano Joe Biden.

Scopriamo come un azienda di poco conto cinese inizi a fare affari con i Biden, di come Hunter abbia ottenuto un’esenzione per entrare nella Riserva Navale ad un’età piuttosto avanzata e come Biden, il padre, sia stato aiutato a portare nel consiglio della Rosemont Seneca dei “bravi ragazzi”.

Guarda il video integrale su RUMBLE 👇

Who Is Hunter Biden |  THE PRINCELING (IL PRINCIPINO) – Episodio 2 (Kanekoa The Great)

Who Is Hunter Biden | THE POET – Episodio 1
Who Is Hunter Biden | THE PORN STAR – Episodio 3

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DOJ, ACCUSE / ARRESTI / CONDANNE

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PROJECT SAFE CHILDHOOD – ( PROGETTO INFANZIA SICURA )

RAPPORTI DI CONDANNE GIORNALIERI DAGLI USA

Il Progetto Infanzia Sicura è un’iniziativa nazionale per combattere la crescente epidemia di sfruttamento e abuso sessuale dei bambini, lanciata nel maggio 2006 dal Dipartimento di Giustizia.

Guidata dagli uffici dei procuratori degli Stati Uniti Attorneys’ Offices e dalla Criminal Division’s Child Exploitation and Obscenity Section (CEOS), il Project Safe Childhood raccoglie risorse federali, statali e locali per meglio localizzare, arrestare e perseguire gli individui che sfruttano i bambini via Internet, così come per identificare e salvare le vittime.

Comunicato stampa del 7 aprile 2022

ALTRE NOTIZIE>>>

I precedenti studi nella carriera del Dott. Fauci

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Hiv, Ricerche in Africa per una cura contro l’Aids, Antrace

I video di seguito ripercorrono tre momenti significativi nella ricerca scientifica di Fauci.

La diffusione dell’ HIV, come quella del Covid-19 ha shockato il mondo. Le sperimentazioni per le cure contro l’AIDS hanno sollevato molti dubbi, proprio come vediamo oggi per il vaccino covid. Fauci è coinvolto in tutte e due le epidemie, e va tenuto in considerazione nelle nostre ricerche per comprendere come i fatti salienti della salute in USA influenzino anche le politiche sanitarie che vengono attuate qui in Italia.

L’ascesa al potere di Fauci

Il prima fase della sua carriera è l’epidemia di Aids degli anni 80 nei quartieri gay delle principali città degli Usa. In quell’occasione, sotto l’amministrazione Reagan, il Dott Fauci ha iniziato a costruirsi la credibilità che lo ha portato a ricoprire una posizione di vertice nella sanità USA.

Fauci: AIDS, farmaci e vaccino

L’NIAID, diretta dall’infettivologo della casa bianca, spesso ha condotto i suoi esperimenti ai limiti dell’etica. Nel 2002 è stato messo sotto osservazione dalla FDA per aver testato in Uganda dei farmaci anti Aids sui bambini. La stessa FDA ha chiesto a Boheringer Ingelheim di raccogliere le statistiche. L’NIAID ha incaricato il consorzio Westat per spuntare risultati meno deludenti, tuttavia i riscontri erano peggiori rispetto a quelli della Boheringer. Nel 2005 è poi emerso che i farmaci anti Aids sono stati testati sui bambini in affido, con una pesante carenza etica dei responsabili. Per le 10 vittime della sperimentazione non è stata dichiarata alcuna #correlazione tra il farmaco ed il decesso.

Fauci e vaccini: l’antrace


Un altro momento significativo è stato il 2003, quando L’NIAID ha condotto studi sull’antrace, in accordo con la FDA e l’NID. La finalità era implementare strategie per prevenire il bioterrorismo. Dopo 4 anni non solo il vaccino non era ancora disponibile, ma lo stesso Fauci ha ammesso che l’antrace farebbe molto meno danno che una coppia di autobombe. I suoi detrattori ritengono che tutta l’operazione bioshield sia stata una distrazione per evitare che il pubblico puntasse l’attenzione su altre attività del virologo americano.

ONG ACCUSATE DI TRAFFICO DI ESSERI UMANI

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“SAVE THE CHILDREN”, “MEDICI SENZA FRONTIERE” E “JUGEND RETTET” FINISCONO SOTTO INCHIESTA DI COMPLICITÀ CON I TRAFFICANTI DI ESSERI UMANI NEL MEDITERRANEO

In questa interrogazione parlamentare E-001797/2021 art. 138, 31 marzo 2021, si trovano indicati i nomi delle più conosciute e attive ONG mondiali.

Save the Children”, “Medici senza frontiere” e “Jugend Rettet” sono accusate di collaborare con i trafficanti libici.

Chi salva i bambini da questi flussi illeciti?

La magistratura italiana con la Procura di Trapani ha da poco chiuso le indagini e reso note le conclusioni dell’inchiesta avviata nel 2017 procedendo con il rinvio a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso rivolte a comandanti, capimissione ed equipaggi di diverse navi della flotta umanitaria che tra il 2016 e il 2017 si dedicarono al salvataggio di migranti. Le tre organizzazioni non governative (ONG) implicate sono “Save the Children” (con la nave Prudence), “Medici senza frontiere” (con la Vox Hestia) e la “Jugend Rettet” per la quale nel 2017, con il sequestro della motonave Iuventa si avviarono le indagini.

L’indagine ipotizza il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, tutte sono sospettate di complicità con i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo, allo scopo di agevolare l’immigrazione illegale in l’Italia. Sono state formulate accuse a carico di ventuno membri delle suddette ONG. Sono tutti cittadini dell’Unione Europea o del Regno Unito e rischiano fino a vent’anni di reclusione.

Interessante ricordare che alcune ONG come “Medici senza Frontiere” si sono opposte all’accordo rifiutandone la sottoscrizione, tra Unione Europea e Turchia, marzo del 2016, volto a limitare e controllare il numero di rifugiati ammessi in Europa. Dette ONG condurrebbero quindi azioni illegali, mettendo a rischio la vita dei rifugiati e la sovranità degli Stati membri al solo fine di favorire i propri piani immigrazionisti.

L’interrogazione parlamentare citata pone tre domande fondamentali:

1. La Commissione è a conoscenza di queste attività illegali condotte dalle ONG nel Mediterraneo? 2. Come intende intervenire nei confronti di queste ONG sospettate di complicità in attività criminali aventi ripercussioni dirette sull’integrità degli Stati membri? 3. Intende sospendere i finanziamenti a favore delle ONG le cui attività sono in contrasto con la legislazione nazionale degli Stati membri?

La risposta della commissione arriva il 17 giugno 2021:

1. La commissione è a conoscenza delle accuse e dei procedimenti avviati dalle autorità italiane.

2. Ai sensi del trattato sul l’Unione europea e del trattato sul funzionamento del l’Unione europea, la Commissione non ha poteri per indagare su singoli casi penali. In questo caso, le autorità giudiziarie e di polizia italiane hanno la competenza esclusiva di indagare e perseguire qualsiasi presunta facilitazione della migrazione irregolare. La direttiva 2002/90/CE sulla facilitazione obbliga gli Stati membri a sanzionare in modo appropriato chiunque assista intenzionalmente un cittadino di un paese non UE per entrare o transitare o risiedere in un paese dell’UE. Ricordando che il diritto dell’UE non intende criminalizzare l’assistenza umanitaria, la Commissione ha pubblicato una guida sull’attuazione della direttiva sull’agevolazione. La Commissione invita gli Stati membri a distinguere tra le attività svolte ai fini dell’assistenza umanitaria, da un lato, e le attività volte a facilitare l’ingresso o il transito irregolare, al fine di escludere le azioni precedenti dalla criminalizzazione. La Commissione ha inoltre adottato una nuova strategia sulla lotta contro la tratta di esseri umani, incentrata sulla prevenzione della criminalità, sulla giustizia per i trafficanti e sulla protezione e il rafforzamento delle vittime.

3. Il regolamento finanziario sul bilancio UE 2018/1046(4) obbliga la Commissione ad escludere gli enti dalla partecipazione alle procedure di aggiudicazione, in particolare se una sentenza definitiva li riconosce colpevoli di un reato grave di cui all’articolo 136, anche in caso di contrabbando di migranti. Analogamente, gli Stati membri sono tenuti a garantire il rispetto del diritto dell’Unione e nazionale nell’attuazione del bilancio dell’UE.

Articolo pubblicato da ChildResQue il 26 luglio 2021:

“SAVE THE CHILDREN”, “MEDICI SENZA FRONTIERE” E  “JUGEND RETTET” FINISCONO SOTTO INCHIESTA DI COMPLICITÀ CON I TRAFFICANTI DI ESSERI UMANI NEL MEDITERRANEO

CORTE DI CASSAZIONE

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PEDOPORNOGRAFIA DOMESTICA

alle SS.UU. la questione della (ir)rilevanza penale del c.d. sexting primario

Con questo articolo si vuole sottolineare come l’approccio al problema della pedopornografia sia essenziale affinché non venga svilito della sua assoluta inaccettabilità.

In questo breve articolo è infatti evidente come, spostando l’attenzione dall’atto del pedofilo sulla consensualità della vittima, si punti a svilire il reato che resta ABUSO DI MINORE.

L’obiettivo è capire quali leggi proteggono i minorenni, da chi sono “protetti” i bambini.

Ciò che conta è capire se l’obiettivo è fermare la divulgazione di materiale pedopornografico o l’adulto che, manipolando e plagiando un minore, lo porta ad avere rapporti sessuali che poi diventano materiale pedopornografico.

Vi consigliamo di leggere attentamente quanto accaduto e ricordiamo che i documenti sono ufficiali e reperibili on line.

13 luglio 2021 – quotidiano giuridico –

La questione giuridica in essere nasce dall’interpretazione che i diversi organi di giustizia danno al reato in oggetto.

Inizialmente la Corte d’appello aveva confermato per l’imputato la condanna inflitta in primo grado dal GUP del tribunale per il reato di pornografia minorile. L’accusato era così stato dichiarato colpevole di aver utilizzato una minorenne, con la quale aveva instaurato una relazione intima, per produrre materiale pornografico composto da immagini della minore durante il compimento di atti sessuali, da diffondere e divulgare in rete, rendendolo accessibile sul social network Facebook.

La Corte di Cassazione penale, Sez. III, si è pronunciata sul ricorso proposto contro tale sentenza con l’ordinanza del  1° luglio 2021, n. 25334.

Il ricorso implementato dalla difesa si basava sull’errata interpretazione che la Corte d’Appello aveva dato a quanto affermato con la sentenza dalle Sezioni Unite n.51815 del 31 maggio 2018. Secondo tale sentenza «ai fini dell’integrazione del reato di cui all’art. 600-ter comma 1 n. 1 c.p., con riferimento alla condotta di produzione del materiale pedopornograficonon è più necessario, viste le nuove formulazioni della disposizione introdotte a partire dalla legge 6 febbraio 2006 n. 38, l’accertamento del pericolo di diffusione del suddetto materiale».

Ciò significa che L’utilizzo privato o meno del materiale prodotto diventa una discriminante al momento di individuare l’area penale di rilevanza.

Così facendo si è nuovamente posta in discussione la questione giuridica circa l’esclusione dell’art. 600-ter c.p., comma 1, n.1 nel caso in cui il materiale pedopornografico sia prodotto ad uso esclusivamente privato delle persone coinvolte, con il consenso del minore, che abbia compiuto i quattordici anni, nel contesto di una relazione affettiva con persona minorenne che abbia la capacità di prestare un valido consenso agli atti sessuali, ovvero con persona maggiorenne.

Articolo pubblicato da ChildResQue il 13 luglio 2021:

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE. Pedopornografia domestica: alle SS.UU. la questione della (ir)rilevanza penale del c.d. sexting primario

DOJ, ACCUSE / ARRESTI / CONDANNE

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PROJECT SAFE CHILDHOOD – ( PROGETTO INFANZIA SICURA )

RAPPORTI DI CONDANNE GIORNALIERI DAGLI USA

Il Progetto Infanzia Sicura è un’iniziativa nazionale per combattere la crescente epidemia di sfruttamento e abuso sessuale dei bambini, lanciata nel maggio 2006 dal Dipartimento di Giustizia.

Guidata dagli uffici dei procuratori degli Stati Uniti Attorneys’ Offices e dalla Criminal Division’s Child Exploitation and Obscenity Section (CEOS), il Project Safe Childhood raccoglie risorse federali, statali e locali per meglio localizzare, arrestare e perseguire gli individui che sfruttano i bambini via Internet, così come per identificare e salvare le vittime.


Comunicato stampa del 5 aprile 2022

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