TRANSUMANESIMO; UTOPIA O REALTÀ (3a parte)

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ECTOGENESI – ECTOLIFE; LA FABBRICA DEI BAMBINI

Benvenuti al nostro terzo appuntamento sull’argomento “Ectogenesi” e quarto in merito alla riproduzione dell’umano in generale. Iniziammo il 10 maggio con la presentazione della “TATA IA PER UTERI ARTIFICIALI”, articolo che consigliamo di leggere per poter designare una mappa dettagliata di come si procede nello studio e sviluppo di queste pseudo “mamme” digitali che dovrebbero occuparsi dello sviluppo degli embrioni.

Il 19 maggio abbiamo esposto l’idea dell’ “Ectogenesi UTOPIA O REALTÀ  1^ parte” come futura sostituzione certa del grembo materno e delle discusse madri surrogate, con gli uteri artificiali. Sono stati evidenziati gli studi attualmente in corso in Olanda e la prospettiva per il 2024 di aver a disposizione i primi uteri artificiali.

Riportammo inoltre vari esperimenti tra cui quello del Children’s Hospital di Filadelfia (CHOP)  per il quale, già nell’aprile del 2017, i ricercatori pubblicarono un rapporto che descrive in dettaglio la creazione di un dispositivo extrauterino, o “Biobag”. (leggi l’articolo qui).

Nella seconda parte sull’ “ECTOGENESI – UTOPIA O REALTÀ 2^ parte” abbiamo analizzato diverse tipologie di pensiero, la fattibilità e la propaganda applicata per spingere su questa agenda che è parte integrante del Transumanesimo.

La ricerca scientifica in questo senso ha evidentemente lo scopo di arrivare ad un controllo sociale che si radica nel controllo delle nascite.

I limiti per ora sono imposti da questioni etiche che vengono facilmente scavalcate quando si opera al limite della legalità con sistemi di “prova” non ancora adatti alla vita umana.

Molti hanno visto la presentazione della “fabbrica dei bambini” che, ipoteticamente, potrebbe sfornare fino a 30.000 bimbi all’anno.

Tanti hanno creduto alla veridicità di quanto raccontato.
L’ipotesi che si arrivi a tanto non è poi così lontana, ne abbiamo già ampiamente parlato, come è stata ampiamente esposta la nostra preoccupazione in merito, ma questo non è altro che uno dei molti video creati da Hashem Al-Ghaili.

Ha presentato la propria visione utopica di utero artificiale. Questo dispositivo futuristico potrebbe consentire a un feto di crescere e svilupparsi al di fuori del corpo, senza che le donne debbano portare avanti una gravidanza. Per quanto utopico possa sembrare per persone con valori sani e tradizionali, con idee corrette di famiglia e non deviate da Bias Cognitivi, c’è da dire che una prospettiva del genere può invece essere ben accetta da persone completamente ormai succubi della manipolazione mentale

Hashem Al-Ghaili molecolare yemenita (nato l’11 agosto 1990) è un biotecnologo, divulgatore scientifico, regista e produttore. È meglio conosciuto per le sue infografiche e video sulle scoperte scientifiche, impegnato a educare il pubblico sulla scienza, la tecnologia e le questioni legate al futuro.

Oltre a tenere regolarmente discorsi, il suo lavoro comprende centinaia di video originali, che sono stati visti sui social media oltre 10 miliardi di volte.

Nel 2014 ha vinto il Futurism Excellence in Science Media and Literature Award. Al-Ghaili ha anche diretto, prodotto e scritto il film di fantascienza Simulation (2019), che ha vinto il premio di eccellenza e quello per i migliori effetti visivi al concorso internazionale Global Shorts di Los Angeles.

Per la sua ultima opera, Al-Ghaili ha rappresentato il potenziale futuro della tecnologia riproduttiva. EctoLife è un progetto per il primo utero artificiale al mondo, in grado di far crescere fino a 30.000 bambini all’anno in piccole capsule. Il progetto della macchina si basa su oltre 50 anni di ricerche scientifiche innovative condotte da ricercatori di tutto il mondo.

Per molte persone, le immagini e i video visti qui produrranno uno “shock futuro”, quella sensazione che a volte proviamo perché la tecnologia progredisce più velocemente di quanto riusciamo ad afferrare e non ci fa sentire a nostro agio. Il concetto incontra ovviamente l’opposizione delle istituzioni religiose e conservatrici.

Qui si sta cercando di preparare il terreno per i decenni futuri, la tecnologia come abbiamo visto è a buon punto, ora si cerca di spostare la finestra di Overton verso l’accettazione da parte della massa. Ovviamente per fare ciò si stanno creando dei Frame appositi in modo che l’idea sembri una soluzione a dei problemi, ma il vero problema è il percorso che stiamo intraprendendo.

Un’ipotesi di possibile problema da risolvere potrebbe apparire così:

A parte le preoccupazioni etiche e l’aspetto piuttosto distopico di questi bambini cresciuti in laboratorio, gli uteri artificiali hanno il potenziale per portare grandi benefici e soluzioni a problemi di vecchia data, se perfezionati e dimostrati sicuri.

“Potrebbe, ad esempio, consentire alle coppie sterili di concepire un bambino e diventare i veri genitori biologici della propria prole.”

“Potrebbe fornire una soluzione per le donne a cui è stato rimosso chirurgicamente l’utero a causa di cancro o altre complicazioni.”

“Le nascite premature, i tagli cesarei e il dolore del parto diventerebbero tutti cose del passato. Attualmente, circa 300.000 donne muoiono ogni anno per gravidanza o complicazioni poco dopo .

Questi sono solo alcuni esempi di manipolazione mentale utilizzati per spostare la finestra di Overton nella direzione voluta in modo che la gente comune veda un’idea inaccettabile come invece una soluzione per i problemi seri della vita, accantonando i veri ed unici valori della vita per poi dimenticarli.

Il fulcro della questione è purtroppo sempre lo stesso.  Si cerca da tempo di spiegare che la leva è essenzialmente sempre la stessa, il meccanismo viene alimentato dall’infelicità, dall’insoddisfazione, dai desideri inespressi di chi non è in grado di accettare che nella vita alcune condizioni sono ciò che sono e cerca di “comperarsi” la felicità!

Senza entrare nel merito dei motivi che causano l’impossibilità di realizzare un sogno, per esempio il sogno genitoriale in questo caso, è necessario però fare delle riflessioni.

Si cerca anche di far sembrare questa idea come aiuto ai paesi che soffrono di un grave declino demografico, tra cui Giappone, Bulgaria, Corea del Sud e potenzialmente molti altri.

E’ interessante notare come quando un argomento di un’agenda deve essere promosso vengono trovati diversi metodi per sostenere la tesi e la sua perfetta contraria.

Infatti ad esempio:

Mentre la sovrappopolazione è attualmente un problema globale, la sottopopolazione potrebbe emergere verso la fine di questo secolo . La conta degli spermatozoi è già diminuita del 62% negli ultimi 50 anni .

Quindi “siamo troppi ma rischiamo di estinguerci”. Ciò che viene mosso è sempre e comunque il sentimento della paura, procurando un allarme, perché è il modo più efficace per rendere incapaci al pensiero critico le persone.

Poi si aggiunga che mai come ora è allettante poter scegliere di avere un bimbo perfetto, magari per raccogliere milioni di LIKE?!

Perché avanti di questo passo, oltre a replicare i processi naturali di crescita e sviluppo, potrebbe poi essere possibile modificare alcune caratteristiche genetiche del bambino, non solo riducendo al minimo il rischio di malattie potenzialmente letali, ad esempio, ma consentendo ai genitori di scegliere caratteristiche come il colore degli occhi e dei capelli, la tonalità della carnagione della pelle, l’altezza, la forza e persino il livello di intelligenza.

Ancora una volta, è ovvio che questi bambini di design solleverebbero enormi preoccupazioni morali ed etiche, in particolare se i tratti potessero essere migliorati o resi superiori a quelli di un essere umano “normale”.

La smania della perfezione snatura la vita rendendo i figli semplice produzione di esseri. Bambole che respirano create per soddisfare ego e desideri effimeri. Non per amore, perché un figlio si ama ancor prima di tenerlo tra le braccia indipendentemente dalle caratteristiche fisiche.

Il video qui sotto mostra EctoLife, come un sistema di monitoraggio basato su AI, connessione dell’app al pod, tuta tattile e live view VR. Guardando ancora più avanti, Al-Ghaili prevede che i futuri genitori alla fine avranno la possibilità di installare un dispositivo nel comfort e nella privacy della propria casa.



Benvenuti nel vostro videogame personale.

Al-Ghaili è cresciuto nelle campagne dello Yemen. Suo padre era un contadino, ma anche caporedattore della rivista scientifica “Il futuro”. Da giovanissimo, Al-Ghaili ha pubblicato articoli su riviste scientifiche per i quali dice: “È stato bello vedere il mio nome pubblicato”.

Ha finanziato i suoi studi in Pakistan con una borsa di studio, poi ha presentato domanda al German Academic Exchange Service e ha ricevuto un sostegno per un master a Brema. Il capo del programma del Master Sebastian Springersin lo conosce lì dopo il suo primo colloquio di candidatura al telefono: “Allora era chiaro che era un comunicatore incredibilmente bravo”, dice. “Sarebbe fantastico per l’università e la scienza in generale se ci fossero più ambasciatori della scienza come questo”.

Al-Ghaili vuole raggiungere tutti con il suo bagaglio di conoscenze. Che si tratti di credenti, atei, professori o laici, è la curiosità che unisce le persone nella scienza e assicura discussioni animate. “Mi piace anche partecipare personalmente se trovo interessanti domande e commenti. Tuttavia, non condanno opinioni, ma presento fatti scientifici”.

Questo modo diretto di comunicare è essenziale per la scienza oggi, afferma Markus Weißkopf, amministratore delegato di “Wissenschaftim Dialog” . L’organizzazione si impegna per lo scambio e la comunicazione nella scienza tedesca.

“Oggi, i giovani tra i 14 ei 29 anni ottengono principalmente le loro informazioni scientifiche solo da YouTube”, afferma Weißkopf. Per ancorare più saldamente il riconoscimento della ricerca nella società, i risultati devono essere preparati in modo appropriato per il pubblico. L’approccio di Al-Ghaili valuta Weißkopf come scientificamente serio, soprattutto perché fornisce anche le fonti per ogni contributo.

La scienza nasce da visioni futuristiche per poi prendere corpo in esperimenti che necessariamente devono preparare le persone alla concretizzazione di realtà lontane dal sentire comune.

Video dimostrativi, film, social e piattaforme sono il mezzo più veloce ed efficace per raggiungere il maggior numero di persone con il minimo investimento ed il massimo risultato.

Infatti l’oggetto della trovata scientifica scatenerà discussioni, che lo faranno aumentare di popolarità raggiungendo ancor più persone, e via così.

Dai confronti nasceranno discussioni, anche accese, politiche, poi scientifiche, e piano piano la finestra di Overton si sposta, fino ad arrivare allo scopo: l’accettazione della scoperta scientifica e la legalizzazione del processo qui presentato.


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