Un evento senza precedenti
Per la prima volta dall’inizio del conflitto esploso dopo il 7 ottobre 2023, un palestinese residente nella Striscia di Gaza avrebbe presentato una denuncia presso la International Criminal Court accusando Hamas di crimini di guerra contro gli stessi palestinesi. La notizia, circolata inizialmente attraverso organizzazioni pro-Israele e rilanciata sui social, rappresenta un potenziale spartiacque politico e mediatico.
Secondo quanto riportato, il dossier accuserebbe Hamas di:
- utilizzare civili come scudi umani;
- installare infrastrutture militari in aree civili;
- operare da scuole, ospedali e moschee;
- sacrificare deliberatamente la popolazione di Gaza;
- reprimere violentemente il dissenso interno.
Sebbene la documentazione completa non sia stata ancora resa pubblica integralmente attraverso canali ufficiali della Corte, il fatto stesso che un palestinese di Gaza abbia deciso di rivolgersi alla giustizia internazionale contro Hamas è indicativo di una trasformazione profonda all’interno della società palestinese.
La narrativa internazionale e il ruolo di Hamas
Per anni il conflitto israelo-palestinese è stato raccontato in Occidente attraverso una lente semplificata: da una parte Israele, potenza militare; dall’altra il popolo palestinese, vittima dell’occupazione.
Questa rappresentazione, pur contenendo elementi reali legati all’occupazione, ai bombardamenti e alla crisi umanitaria, ha spesso oscurato il ruolo di Hamas nella gestione della Striscia di Gaza dal 2007.
Hamas: da movimento islamista a governo armato
Hamas nasce nel 1987 durante la Prima Intifada come ramo palestinese della Fratellanza Musulmana. Dopo la vittoria elettorale del 2006 e la guerra civile con Fatah del 2007, Hamas prende il controllo totale della Striscia di Gaza.
Da quel momento, Gaza diventa di fatto:
- un territorio sotto embargo israeliano ed egiziano;
- una zona militarizzata;
- una piattaforma operativa per il braccio armato delle Brigate al-Qassam.
Israele, Stati Uniti, Unione Europea e numerosi altri Paesi classificano Hamas come organizzazione terroristica.
Le accuse dell’uso di scudi umani
Uno dei punti più controversi riguarda l’accusa — avanzata da anni da Israele — secondo cui Hamas utilizzerebbe sistematicamente infrastrutture civili per scopi militari.
Ospedali, scuole e tunnel
Nel corso delle operazioni militari a Gaza, Israele ha più volte sostenuto di aver trovato:
- tunnel sotto ospedali;
- centri di comando vicino a scuole;
- depositi di armi in aree residenziali.
Ospedale Al-Shifa
Israele affermò che l’ospedale Al-Shifa fosse utilizzato come centro operativo di Hamas. Hamas e numerose ONG negarono o ridimensionarono tali accuse, sostenendo che Israele non avesse fornito prove sufficienti.
Le proteste dei palestinesi contro Hamas
Uno degli sviluppi meno raccontati dai media internazionali è stata l’emersione di proteste interne contro Hamas.
Nel 2025 sono esplose manifestazioni anti-Hamas nella Striscia di Gaza.
“Hamas ci ha distrutti”
Secondo testimonianze riportate da varie fonti:
- cittadini gazawi avrebbero accusato Hamas di aver provocato la devastazione della Striscia;
- alcune famiglie si sarebbero opposte all’installazione di lanciarazzi vicino alle proprie case;
- diversi manifestanti avrebbero chiesto apertamente la fine del governo di Hamas.
Un episodio particolarmente significativo riportato nelle cronache riguarda un anziano residente che avrebbe rifiutato di permettere ai miliziani di lanciare razzi dalla propria abitazione. Secondo testimoni, i vicini avrebbero reagito contro gli uomini armati gridando:
“Non vogliamo le vostre armi che ci hanno portato distruzione e morte.”
Gaza devastata dalla guerra
La guerra ha lasciato dietro di sé una distruzione immensa:
- quartieri completamente rasi al suolo;
- infrastrutture collassate;
- crisi sanitaria e alimentare;
- milioni di sfollati.
Secondo organismi internazionali, la crisi umanitaria a Gaza rappresenta una delle più gravi del XXI secolo.
Repressione interna e torture
Le accuse contro Hamas non riguardano soltanto il conflitto con Israele.
Negli anni, organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno denunciato:
- torture contro oppositori politici;
- esecuzioni sommarie;
- repressione del dissenso;
- eliminazione di presunti collaboratori.
Secondo alcune testimonianze, manifestanti anti-Hamas sarebbero stati arrestati, torturati o uccisi.
La CPI e le accuse reciproche
La situazione giuridica internazionale è estremamente complessa.
La International Criminal Court sta già indagando sia su Hamas sia su Israele per possibili crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
Mandati e indagini
Nel corso del conflitto:
- sono stati richiesti mandati di arresto contro leader israeliani;
- Hamas è stata accusata di massacri, sequestri e attacchi contro civili;
- Israele è stato accusato di uso sproporzionato della forza e distruzione sistematica di infrastrutture civili.
Una guerra narrativa oltre che militare
Il conflitto israelo-palestinese non si combatte soltanto sul terreno.
Esiste una guerra parallela:
- mediatica;
- propagandistica;
- psicologica;
- diplomatica.
Il monopolio morale della vittima
Per molti anni Hamas ha beneficiato, almeno in parte, della sovrapposizione tra:
- causa palestinese;
- resistenza armata;
- governo di Gaza.
Questo ha reso difficile distinguere:
- il popolo palestinese;
- Hamas;
- le responsabilità politiche interne;
- le responsabilità militari esterne.
La possibile denuncia alla CPI rompe proprio questo schema.
Per la prima volta emerge pubblicamente una voce palestinese che accusa Hamas non soltanto di aver combattuto Israele, ma di aver contribuito direttamente alla distruzione della propria società.
Una società palestinese sempre più spaccata
Le proteste interne contro Hamas indicano un fenomeno importante:
non tutti i palestinesi sostengono Hamas.
Anzi, dopo anni di guerra, embargo e distruzione, una parte crescente della popolazione di Gaza sembra considerare Hamas corresponsabile della catastrofe umanitaria.
Questa frattura potrebbe avere conseguenze enormi:
- sul futuro politico palestinese;
- sui rapporti con Fatah;
- sui negoziati internazionali;
- sulla legittimità stessa di Hamas.
Conclusione
La possibile denuncia di un palestinese di Gaza contro Hamas presso la Corte Penale Internazionale rappresenta un fatto storico e simbolico.
Non perché cancelli le responsabilità israeliane nel conflitto.
Ma perché rompe un tabù politico e mediatico:
l’idea che Hamas coincida automaticamente con il popolo palestinese.
Sempre più palestinesi sembrano voler distinguere:
- la propria identità nazionale;
- la propria sofferenza;
- la propria sopravvivenza;
- dalle scelte militari e ideologiche di Hamas.
Ed è forse proprio questo il dato più destabilizzante emerso dalla guerra di Gaza.

