PENTAGONO IN ALLERTA SU ISRAELE? IL PARADOSSO CHE SMONTA LA NARRATIVA DELLA “FUSIONE MILITARE”

Date:

Se Israele è considerato una minaccia di controspionaggio, come può esistere la presunta fusione degli eserciti?

Negli stessi giorni in cui una parte dell’informazione alternativa e alcuni media hanno sostenuto che Stati Uniti e Israele starebbero procedendo verso una sorta di “fusione militare”, emerge una notizia che racconta una realtà decisamente più complessa.

Secondo quanto riportato da diverse fonti e rilanciato dall’ex ufficiale dell’esercito americano Anthony Aguilar, il Pentagono avrebbe elevato il livello di minaccia di controspionaggio associato a Israele fino al livello “Critical”, il più alto previsto dalle classificazioni interne.

Se confermata, questa informazione aprirebbe un interrogativo evidente:

Perché un Paese che starebbe per fondersi militarmente con gli Stati Uniti dovrebbe contemporaneamente essere considerato una delle principali minacce di intelligence per Washington?

La domanda è tanto semplice quanto devastante per una certa narrativa che negli ultimi giorni ha dominato i social network.


Immagine suggerita

https://images.openai.com/static-rsc-4/tNhcbWpn_b9wqN-buVgPguKubBAPuwWcHh_7-hlr39Kmo9WSa-Hm24HlCHP-rWztYdbHV1tRH0WDox9tCRucIkTcmjhHyVs4pYGFFvRckL4iIUCvb7EG-VPK7c-TnBF_kbRxwJ3xXTDDSc9bHN556XAvIqJQKSaamFyw59_KOf53VQR8VokcqbQTZJbfw-r8?purpose=fullsize
https://images.openai.com/static-rsc-4/DMPx7uSRMAGbOo-Hxbz3PLeZ5ZqJFzI6LcI08YEhNq5Q7gVYZMNclju8l8kYwuQmxd4aJRBC8ictja0cZ4MEuAZdlVp7wgYFWF6OBjVcV49wRyuc6gSKK930GC-8E1yY0wnkEOSV9CBplNzuMQdvBs9y9BeHIApohO0Rngi01kejg9cEMoD5qgF2vb-Qr1nX?purpose=fullsize
https://images.openai.com/static-rsc-4/thgHb7PEDc52qp6VQhgofOTmMNsessWt9kxIagjv4xbZ-jKJf82eKIRQOLYxgPS_zRuaoPPDTU9VhJ6D5tjFt0te653kOz6NAopTgpaphUpuiYGlZfnkots9buOLh3a6439BC4qySUWZfJZ65R5Xrwp7jooUARFaUp8aEtj1xpz4ZvznXlw3vcSoeXA6ewqk?purpose=fullsize


Il mito della fusione militare

Negli ultimi giorni si è diffusa l’idea che la Sezione 224 dell’NDAA 2027 rappresenti una vera e propria integrazione militare tra Stati Uniti e Israele.

Secondo questa interpretazione:

  • Washington e Tel Aviv starebbero creando una struttura militare comune;
  • Israele starebbe assumendo un’influenza senza precedenti sul Pentagono;
  • gli aiuti militari verrebbero occultati attraverso nuovi meccanismi industriali;
  • il controllo democratico sarebbe aggirato.

Una narrativa che ha avuto enorme successo sui social.

Il problema è che il testo della legge racconta altro.

La Sezione 224 istituisce una cooperazione avanzata in materia di:

  • ricerca militare;
  • sviluppo tecnologico;
  • cybersicurezza;
  • intelligenza artificiale;
  • sistemi autonomi;
  • quantum computing;
  • industria della difesa.

Non crea:

  • un esercito comune;
  • una catena di comando unica;
  • un comando integrato;
  • una sovranità condivisa.

Se Israele fosse un partner “fuso”, il controspionaggio non avrebbe senso

Qui emerge il vero paradosso.

Le attività di controspionaggio esistono per monitorare soggetti considerati potenziali rischi per la sicurezza nazionale.

Storicamente gli Stati Uniti hanno spiato:

  • alleati;
  • partner commerciali;
  • governi amici;
  • organizzazioni internazionali.

E allo stesso modo sono stati spiati da essi.

La storia dell’intelligence è piena di episodi di questo tipo.

Persino tra i membri della NATO.

Persino all’interno del sistema Five Eyes.

Persino tra Washington e Londra.

Ma proprio questa realtà dimostra quanto sia fuorviante parlare di “fusione”.

Gli Stati continuano a difendere i propri interessi nazionali anche quando cooperano strettamente.


Una lunga storia di tensioni tra Washington e Tel Aviv

L’idea di una relazione perfettamente armoniosa tra Stati Uniti e Israele non trova riscontro nella storia.

I momenti di attrito sono stati numerosi.

Il caso Jonathan Pollard

Negli anni Ottanta Jonathan Pollard, analista dell’intelligence navale americana, venne arrestato per aver passato enormi quantità di informazioni classificate a Israele.

Il caso provocò una delle più gravi crisi nei rapporti tra i due Paesi.

Per decenni è stato considerato uno dei più importanti episodi di spionaggio contro gli Stati Uniti da parte di un Paese alleato.

Il caso USS Liberty

Nel 1967, durante la Guerra dei Sei Giorni, la nave americana USS Liberty venne attaccata dalle forze israeliane.

L’episodio rimane ancora oggi oggetto di controversie e discussioni.

Divergenze strategiche

Negli ultimi decenni Washington e Tel Aviv si sono scontrate ripetutamente su:

  • Iran;
  • insediamenti nei territori palestinesi;
  • gestione della guerra a Gaza;
  • accordi regionali in Medio Oriente.

La relazione è certamente stretta.

Ma non equivale a un’identità di interessi.


Immagine suggerita

https://images.openai.com/static-rsc-4/rxsxMdm8VFW_CZvdbFc8CLr2gj582Kj4xbkOKi_wvVByXWYIB3mvTd6VAe58jQYrtGC939iN0TrfsSDgbhBlVpskYc82xw6uI3tRt15m7MMHWYbbt3uYDuvjW1xnupSnMd5Xsh_IuCJPqqq98rgqSbXiLNUyVXs2Nn4BXlUsTP8Fz4xvrkXGXzwJJ36q7p4O?purpose=fullsize
https://images.openai.com/static-rsc-4/z4iUuGS1K6-F48o_-P4XF0coXZ070l6t1fXgGsGQHLNgqOFx5YG3U16EY5W3TlXYkgVyqEKB1QHlYByUrEMAh5ovqKIoHGWv4M5a5XlfN7Pw-PwdEFstYdfSqGcYahq9DmVvzS2lWuyDDNpoKSDjuoc55Aly0bk0oE-86-FKKBOm1Vyi7hUuPt9CbGngH0vV?purpose=fullsize
https://images.openai.com/static-rsc-4/HdyPbWwG_vKq8fnLL79sLodYyVaD3-ztuV5VrtSwmx0PKR5euKu9vkrHee-5ZJspvU07brf3sksxYLA2IEwsB2vkKv28k0xzy2Rnsd_mPDwFsqFkA2RtVjv2kj9ou-AvyfuLXrVVfUvaSNRVs_4ebrkYd0EhQRHA-RpeJSSx0HW9h3zCSjWXmEpHrez5fFbj?purpose=fullsize


Gli Stati Uniti spiano anche gli alleati

Un aspetto spesso ignorato riguarda la natura stessa dell’intelligence.

Nel 2013 le rivelazioni di Edward Snowden mostrarono che la NSA aveva monitorato:

  • Germania;
  • Francia;
  • Brasile;
  • istituzioni europee;
  • leader alleati.

Tra questi anche la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Questo non significava che gli Stati Uniti fossero in guerra con la Germania.

Significava semplicemente che gli Stati raccolgono informazioni anche sugli alleati.

Lo stesso principio vale nella direzione opposta.


Perché questa notizia crea imbarazzo ai teorici della “fusione”

Se il Pentagono considera necessario mantenere attive strutture di controspionaggio nei confronti di Israele, emerge una realtà evidente:

Washington continua a considerare Israele uno Stato estero con interessi propri e potenzialmente divergenti.

Questa è la normalità delle relazioni internazionali.

Non esistono amicizie eterne.

Esistono interessi.

Ed è proprio per questo che anche i partner più stretti mantengono apparati di intelligence indipendenti.


La vera lezione

La notizia sul possibile innalzamento del livello di allerta controspionistica dovrebbe spingere a una riflessione più ampia.

Da una parte assistiamo a una cooperazione tecnologica e militare sempre più avanzata.

Dall’altra continuiamo a osservare diffidenze, monitoraggi e rivalità tipiche delle relazioni tra Stati sovrani.

Le due cose non si escludono.

Anzi.

Spesso convivono.

Ed è proprio questa complessità che viene cancellata quando si riduce tutto allo slogan:

“USA e Israele si stanno fondendo militarmente.”

La realtà, come quasi sempre accade in geopolitica, è molto meno spettacolare ma molto più interessante.


Conclusioni

La possibile elevazione del livello di minaccia di controspionaggio associato a Israele rappresenta un elemento che contraddice la narrativa semplicistica della presunta fusione militare tra Washington e Tel Aviv.

Gli Stati Uniti e Israele restano partner strategici di primaria importanza.

Collaborano su numerosi programmi militari e tecnologici.

Condividono intelligence e interessi regionali.

Ma continuano a essere due Stati distinti, con interessi nazionali autonomi, apparati di sicurezza indipendenti e inevitabili aree di competizione.

Ed è proprio questo che rende poco credibile la retorica secondo cui la Sezione 224 avrebbe creato una sorta di esercito unico o una fusione delle sovranità.

La geopolitica reale è fatta di cooperazione e diffidenza simultaneamente.

Le narrative virali, invece, preferiscono raccontare solo una delle due.


Link e approfondimenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Condividi il post:

Iscriviti

spot_img

Popolari

Altri contenuti simili
Related

KHAZARIA, SIONISMO, COMUNISMO E SATANISMO: ANALISI CRITICA DI UNA NARRATIVA COMPLOTTISTA MODERNA

Quando storia, politica e propaganda vengono fuse in un'unica...

LA “FUSIONE” USA-ISRAELE CHE NON ESISTE: COME NASCE UNA NARRATIVA SENSAZIONALISTICA E PERCHÉ I FATTI RACCONTANO ALTRO

Quando la propaganda sostituisce l'analisi Negli ultimi giorni numerosi articoli,...

DAL PONTE DELLA PACE KENNEDY-KHRUSHCHEV AL “TUNNEL” PUTIN-TRUMP: LA STORIA DIMENTICATA CHE TORNA A FAR DISCUTERE

Una vecchia mappa emersa dagli archivi sovietici riaccende il...

PUTIN A SORPRESA: «VI PREGO DI PORGERE UN CALOROSO SALUTO AL PRESIDENTE TRUMP»

Il messaggio del leader russo riaccende il dibattito sui...