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LA CRUDA REALTÀ DEL TRAFFICO DI BAMBINI

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LA NUOVA SCHIAVITÙ, LA SCHIAVITÙ MODERNA

Stante la definizione di numerose organizzazioni ed organismi anti-schiavitù nonché degli organi di polizia competenti, il Governo britannico, nel 2014, ha stabilito che il traffico di esseri umani è da ritenersi la Nuova Schiavitù Moderna caratterizzata dal perpetrare abusi sui minori.

Gli scopi sono molteplici e ciascuno di loro costituisce un’efferata violenza nei confronti dei bambini/adolescenti.

 ⁃ Lo sfruttamento sessuale è il primo obiettivo dei responsabili di tale agghiacciante realtà, sempre più in espansione. Adolescenti e bambine da destinare al mondo della prostituzione, spesso appartenenti a classi sociali poco abbienti o a dimensioni degradate, economicamente non agiate e sviluppate, che vengono attratte con l’inganno e la menzogna ed alle quali viene fatto credere che potranno lasciare le proprie famiglie, la propria città, il proprio Paese d’origine, per raggiungere un luogo in cui verrà offerto loro un lavoro dignitoso, uno stipendio decoroso, una qualità di vita migliore. Nella maggior parte dei casi, saranno imbarcate con documenti di identità falsi e allontanate il più possibile dalla propria Nazione. Solo quando avranno raggiunto l’obiettivo prefisso, realizzeranno di essere cadute in una trappola fatale, in un giro vizioso, pericoloso, insalubre e violento, dal quale sarà estremamente difficile evadere; un mondo fatto di violenze, aggressioni, sfruttamento, percosse, ferite, lesioni, umiliazioni, minacce continue e ritorsioni. Solo allora comprenderanno di vivere un incubo e di essere giunte all’inferno. Alcune di loro riusciranno ad essere tratte in salvo ma molte di esse saranno talmente divenute succubi dei propri carnefici, tali da ritenere di non poter più sopravvivere senza la loro tutela ed il loro mantenimento e di non essere più in grado di gestirsi autonomamente, in un ambito che sia differente da quello, di non essere più in condizione di tornare alla normalità.

 ⁃ Le attività criminali ed illecite. Spesso, ad alcune di queste attività, sono indirizzate anche le minori destinate al traffico sessuale ed alla prostituzione. In altri casi, sono attività primarie, dalla coltivazione di cannabis, allo spaccio di droga, al furto, all’accattonaggio/borseggio ed altri numerosi illeciti facenti parte della c.d. criminalità di strada o rientranti nella categoria delle frodi. Un circuito dal quale sarà quasi impossibile fuggire. Avranno a che fare con criminali incalliti, privi di scrupoli e di coscienza, armati ed assetati di denaro, spesso già con precedenti penali, abituati a fronteggiare ogni tipo di ostacolo ma, soprattutto, senza anima. Per loro, infliggere violenze e dolore è solo puro divertimento, sadismo, fonte di guadagno. Sono anche abili manipolatori, scaltri, preparati e astuti: sanno come incatenare le proprie vittime e renderle dipendenti.

Si prevede che altri 10 milioni di ragazze si sposeranno entro il 2030, lasciando più ragazze a rischio di morire. Il matrimonio infantile uccide più di 60 ragazze al giorno a livello globale, questo porta a cifre annue spaventose, ovvero 22.000 ragazze muoiono all’anno per la gravidanza e il parto derivanti dal matrimonio infantile

 ⁃ Matrimonio forzato, servitù domestica, lavori forzati presso ristoranti, fabbriche, aziende agricole, fattorie. Il matrimonio forzato è una consuetudine ancora in atto in numerosi paesi. Le “spose bambine” ne sono un esempio esauriente. Piuttosto comune il fatto che siano i genitori e i familiari stessi a cedere le proprie figlie/nipoti/parenti strette, in cambio di denaro. Trattasi di situazioni al limite della sopravvivenza e di povertà estrema che costringono numerose famiglie a compiere gesti mostruosi ed inaccettabili. Il traffico di bambine in tenera età, da offrire in spose ad adulti ed anziani è assai attivo e redditizio e, pertanto, anche i criminali, perfetti sconosciuti, si adoperano per rapimenti e sequestri, al fine di “prendere possesso” delle minori, per poi farle approdare in territori e località ignote, in cui ad attenderle c’è il ricco privato che ha pagato profumatamente per averle. I danni fisici, oltre che psicologici, che, spesso, si verificano in queste creaturine, anche dell’età di 8/9 anni, posso essere di grave entità.


I minori che verranno condotti al lavoro forzato presso aziende agricole, fattorie, fabbriche non hanno un destino migliore.

Saranno costretti a lavorare per giornate intere, in ambienti malsani e privi di ogni norma di sicurezza, precari ed insalubri.

Condizioni igieniche al limite, assenza di bagni, pasti scarsi, insufficienti, impossibilità di contattare genitori e familiari, isolamento, sfruttamento a livelli massimi.

 ⁃ Adozioni illegali. Questa è divenuta ormai una tendenza sempre più in ascesa. Ne abbiamo parlato ampiamente, anche in merito ai profughi in fuga dall’Ucraina che, ultimamente, sono tra i soggetti più a rischio ma non sono i soli: la fame, la paura, la povertà, l’angoscia e la disperazione inducono gli esseri umani ad essere più vulnerabili e fragili, facilmente manipolabili, gestibili ed ingannabili, tali da essere posti nella condizione di sudditanza o di credere a qualunque menzogna, tali da essere posti, sovente, innanzi a scelte e decisioni avventate e da irresponsabili, tali da renderli ingenui e sprovveduti, da non poter riconoscere e distinguere lucidamente un pericolo incombente, per sé stessi e per la propria prole. Ecco, dunque, che si verificano situazioni assurde come l’affidarsi ad estranei per un passaggio o l’affidare loro i propri figli, sulla scorta di promesse da parte di buoni samaritani e finti eroi, che si immoleranno innanzi ai loro occhi, che si spacceranno per soccorritori, per uomini generosi ed altruisti, pronti a supportarli, ad aiutarli e a salvarli. Carnefici sotto false spoglia. Ecco, dunque, che potrà accadere, nel caos, nel trambusto e nel panico più totale, la scomparsa di bambini che non riusciranno più a trovare i propri genitori, creature sole ed abbandonate o di cui si perde traccia, che non posseggono più un’ancora di salvezza e che saranno potenziali vittime di predatori, appostati come condor, in attesa di porre gli artigli su una preda, su un cerbiatto smarrito, deprivato della propria famiglia.


I TRAFFICANTI DI ESSERI UMANI SONO UOMINI BEN ADDESTRATI, NON IMPROVVISATI.
Hanno tecniche consolidate mai create sul momento. Hanno esperienza comprovata sul campo, sovente, fanno parte di reti criminali più vaste che agiscono in modo capillare, attento, scrupoloso e preciso. Organizzazioni che sanno perfettamente come muoversi, che hanno una folta fauna di contatti a livello nazionale ed internazionale, che si avvalgono, finanche, di individui corrotti e corruttibili, riconducibili ad enti ed organi istituzionali. Non sempre sono piccoli criminali che devono sbarcare il lunario o che hanno una gestione “familiare” della loro organizzazione. Esistono anche loro, ovviamente: non sono meno pericolosi ma più facilmente localizzabili.

Le reti criminali più ampie sono, al contrario, difficilmente penetrabili e rintracciabili se non attraverso lunghe e tortuose indagini, se non attraverso azioni coordinate ed operazioni congiunte di più organi competenti e di task force internazionali che lavorano in sinergia, si scambiano dati ed informazioni, in una attività di collaborazione e mutuo scambio costante.



DANNI FISICI E PSICOLOGICI NEI CONFRONTI DEI BIMBI

Al di là di quelle che sono le violenze e le conseguenze materiali, a livello fisico subite dai bambini e dagli adolescenti oggetto di tratta – che assai spesso vengono costretti a vivere in condizioni proibitive, tali da cagionare seri problemi alla loro salute – non bisogna sottostimare quelli che sono i danni a livello psicologico, altrettanto deleteri e devastanti.

L’allontanamento da genitori, familiari, punti di riferimento, amici e conoscenti, l’isolamento, il senso di abbandono ed impotenza, il senso di fallimento ed angoscia profonda, i traumi fisici a cui sono stati sottoposti e gli shock vissuti creeranno delle fratture irreversibili nella loro psiche. Gli equilibri mentali saranno messi a dura prova ed alterati, e marcati segni di instabilità potranno affacciarsi. Depressione, disturbo post traumatico da stress, aggressività, alterazioni continue dell’umore, rabbia, anoressia o altre disfunzioni alimentari, attacchi di panico, autolesionismo ed istinti suicidi, abuso di alcol o sostanze stupefacenti: vere e proprie fratture dell’anima.

Sono bambini a cui viene rubata l’infanzia, ali spezzate, creature che, se tratte in salvo, difficilmente potranno tornare a sorridere e a gioire per una nuova alba.

Bambini che, una volta adulti, avranno il timore di non poter più avere un’autonomia propria ed una stabilità emotiva nonché economica, avendo sempre e soltanto vissuto in una coltre di nebbia e di fumo soffocanti, all’interno di una gabbia, lacerati quotidianamente da torture fisiche e mentali e da abusi inauditi.

Bambini che una volta adulti, probabilmente, avranno un futuro che li vedrà tristemente protagonisti di storie al limite, di maltrattamenti da infliggere, di derive ben peggiori di quelle affrontate durante le loro distruttive esperienze.

Lo scenario rappresentato è tra i più tristi e sconvolgenti e portarlo alla luce affinché più persone possibili possano assumere coscienza e consapevolezza, si rende fondamentale.


COME RICONOSCERE I CAMPANELLI D’ALLARME

In un contesto del genere, sebbene gli sforzi e l’impegno da parte delle Forze dell’ordine e di tutti gli organi competenti nonché delle numerose Organizzazioni anti-schiavitù siano incessanti ed imponenti, il contributo, seppur minimo, di ogni singolo individuo si rende indispensabile.

Un semplice passaggio di informazioni, una notizia appresa casualmente, una scena che ha attratto l’attenzione, un dettaglio che ha fatto sorgere un dubbio, una perplessità, un sospetto, se comunicati rapidamente alle autorità competenti, possono essere determinanti e salvare una vita.

Dati che possono apparire irrilevanti, a volte, non lo sono affatto.

Per tale ragione forniamo utili suggerimenti che dovrebbero rappresentare un sorta di alert, di campanello di allarme perché un bimbo coinvolto in un traffico illecito potrebbe essere alla vostra portata, in prossimità della vostra abitazione o della vostra sede di lavoro, più di quanto immaginiate, potrebbe essere un vostro vicino di casa piuttosto che il ragazzo addetto alle consegne della spesa, potreste trovarlo all’autolavaggio in cui portate solitamente il vostro autoveicolo o all’interno del garage in cui fate custodire la vostra automobile.

Attività o segnali che possono costituire un allarme e rappresentare un’anomalia devono essere monitorate e prese in considerazione senza indugiare, come, ad es., un bimbo dedito eccessivamente a faccende domestiche o che non frequenta assiduamente la scuola oppure un bimbo che dimostra di non avere sufficiente libertà di movimento e di azione se non accanto ai genitori o ad adulti oppure ancora, un bimbo che esce assai poco di casa e risulta vivere intensamente tra le mura domestiche.

Ampliando il discorso, le circostanze che possono e devono innescare domande e destare perplessità riguardano minori che potreste veder aggirarsi, con una certa costanza e frequenza, all’esterno di un supermercato, nell’area adibita al parcheggio dei veicoli o al deposito dei carrelli della spesa, alla zona di scarico merci/scatoloni, presso una stazione ferroviaria o metropolitana, presso una stazione di servizio, un capolinea di autobus o pullman turistici, fuori da una chiesa, in un parco giochi, in un mercato scoperto, presso un porto, un terminal, seduti su un marciapiede, all’angolo di un bar, di un ristorante.

Un bimbo solo, non accompagnato, deve essere in grado di spiegare perché non sono presenti i genitori o dei familiari; un adolescente che si aggirasse per troppo tempo, con fare strano o sospetto, avvicinandosi a persone/clienti, dovrebbe essere in grado di fornire le stesse spiegazioni nonché il motivo per il quale non si trova a scuola o per cui non possiede, magari, un documento di identità. Dovrebbe trovarsi sempre nella condizione di fornire informazioni relative alla propria abitazione/residenza, non dovrebbe avere un comportamento stravagante o, comunque, poco comune, tale da far sollevare delle domande.

Un bimbo oggetto di una tratta rivelerà, nella maggior parte dei casi, un atteggiamento anomalo, una mente poco lucida e idee confuse, uno stato di smarrimento e non appartenenza, occhi malinconici e tristi, sorrisi di circostanza, frasi fatte, quasi da sembrare finte, fittizie, già predisposte. In numerosi casi potrebbe quasi sorprendere per aver un formulario di risposte già pronte che piovono come da una gettoniera o da un jukebox. Ciò accade perché i loro carnefici faranno in modo di plasmarli a dovere prima di metterli su una strada o di destinarli a qualsivoglia compito/mansione o prima di cederli, magari, ad altri sconosciuti, ad altri acquirenti. Verranno addestrati ed indottrinati, verrà loro inculcato cosa dire se degli estranei o dei tutori dell’ordine li avvicinassero, ma considerate, ad ogni buon fine, che seppur preparati e manipolati, sebbene minacciati o ricattati, resteranno comunque creature innocenti intimorite, spaventate, traumatizzate e, atteso che pochissimi sapranno essere dei bravi attori, la verità trasparirà, comunque, dalle loro parole e dai loro occhi. Un’anima ed un cuore provati, spezzati, fratturati non possono essere nascosti facilmente e a lungo.

In diverse circostanze, potrebbero mostrare un look trascurato, degli abiti non esattamente della propria taglia o dismessi, capelli in disordine, un fisico dal quale potrebbero emergere dati salienti che un occhio attento può catturare, come maltrattamenti, percosse, lesioni, malnutrizione, condizioni di salute precarie.

In questi casi, sarebbe opportuno provvedere a segnalare immediatamente il bambino agli organi di polizia ed alle autorità locali competenti ma, dapprima, per evitare che possa svanire nel nulla, ottimale sarebbe avvicinarsi al minore e cercare, con cautela ed estrema tranquillità, di conquistare la sua fiducia, di fare amicizia, di provare ad instaurare un contatto per rassicurarlo e farlo parlare, per fargli comprendere che si hanno buone intenzioni e che si desidera aiutarlo, avendo intuito che potrebbe essere in difficoltà.

Il dialogo e la comunicazione sono, solitamente, le armi vincenti; cercare di approcciarlo offrendogli un panino, un cappuccino caldo, un dolce, delle golosità, un pezzo di pizza.

Badate sempre all’atteggiamento che assumente, al linguaggio del vostro corpo, oltre a quello verbale. Porsi in apertura totale e non in attacco, utilizzare toni morbidi, pacati, rassicuranti e protettivi. Rappresentare degli esempi citando i propri figli, inventando, nel caso, che anche loro hanno corso dei pericoli e che il vostro istinto di protezione (o materno, se donna) vi ha condotto sino a lui, vi ha ha fatto percepire il disagio, l’esistenza di un problema. Moderazione, serenità, sguardi ed espressioni del volto che possano far sentire il minore al sicuro ed al riparo.

Da tenere a mente che laddove il bimbo fosse accompagnato (una “compagnia” a distanza debita, un controllore, un adulto che monitora da lontano e compare all’improvviso, nel momento in cui ci si avvicina al piccolo), si deve cercare di acquisire più elementi possibili direttamente dal bambino, si deve fare ogni utile tentativo per poter rapportarsi soltanto con lui, sebbene rappresenti un rischio: evitare contatti diretti con gli eventuali adulti accompagnatori ed evitare di insospettirli.

Solo con un minimo di dati utili alla mano, si è in condizione di agire, recandosi presso gli organi di polizia o le autorità locali preposte.


OSSERVARE OGNI PIÙ PICCOLA SFUMATURA.

Considerare che il bimbo potrebbe nutrire sensi di colpa per le proprie azioni e per ciò che è costretto a fare come, al contrario, potrebbe non rendersi conto di ciò che sta accadendo intorno a lui o di aver subito un abuso, una violenza, soprattutto se è stato accarezzato. Potrebbe sentirsi colpevole per aver infranto la legge oppure potrebbe ritenere di avere un ruolo nell’abuso stesso.

Considerare l’eventualità che il minore intimorito, spaventato, toccato ed accarezzato, abusato, nel percepire di aver fatto qualcosa di erroneo (ma al contempo, manipolato e soggiogato per indurlo a credere che sia tutto estremamente pulito e normale), potrebbe essere refrattario nell’aprirsi, nella convinzione che potrebbe subire ritorsioni (lui o i familiari, eventualmente ci fossero, esistessero), con la paura di essere perseguito penalmente, giudicato, criticato, incompreso o, finanche rimpatriato nel proprio Paese d’origine.

Non tralasciare mai, inoltre, l’ipotesi che il piccolo possa aver risentito di grandi stress post-traumatici e possa incorrere in vuoti di memoria.

Da quanto esposto è più che evidente che il traffico di bambini, la Nuova Schiavitù Moderna, è una piaga di entità imponente, non facile da contrastare ed eradicare. Le difficoltà riscontrate nell’identificazione delle vittime nonché quelle incontrate affinché possano e riescano a collaborare sono di portata immensa e richiedono un’azione incisiva sia a livello locale che globale.

Il mercato è estremamente proficuo e redditizio e, come avete potuto evincere, più la richiesta di minori è alta maggiore e più vasto sarà il mercato dell’offerta. Rendere edotta l’opinione pubblica ed insistere nell’attività di divulgazione affinché venga colpita e sensibilizzata è lo scopo di chi ritiene che LA TUTELA DEI BAMBINI SIA LA PRIORITÀ.

Altrettanto fondamentale è che tutte le operazioni connesse ad indagini, valutazioni, analisi, monitoraggi e tutti i piani studiati ed elaborati per la sicurezza a lungo termine vengano condivisi a livello internazionale: organizzazioni, enti, organismi, istituzioni, agenzie, servizi sociali devono collaborare tra loro a pieno ritmo, in uno scambio continuo di dati ed informazioni costantemente aggiornati.

Il flusso delle informazioni e dei piani di intervento, a livello globale, il c.d. lavoro multi-agenzia, è indispensabile, così come la fattiva cooperazione/partecipazione di ogni singolo individuo, di ciascuno di noi, ognuno nel proprio piccolo.

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LATTE IN FORMULA. Necessità o interesse?

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Dalla notte dei tempi, l’allattamento al seno è il più importante atto d’ amore che si riserva al proprio figlio appena nato. Attraverso di esso si innesca l’imprinting, che lega indissolubilmente la mamma al suo bambino. Il contatto, il calore, gli sguardi, la tenerezza e l’esclusività di tale rapporto, solidifica la relazione di appartenenza reciproca e dà modo, ad entrambi, di scambiarsi delle informazioni e codici animici e biologici che altrimenti potrebbero perdersi.

Negli ultimi tempi, abbiamo letto su alcuni quotidiani, la crisi legata alla fornitura di Latte in Formula in US (comunemente chiamato “in polvere” in Italia), che ha reso difficoltosa se non, in alcuni casi, impossibile, la reperibilitá di tale prodotto nei negozi. Potete bene immaginare milioni di mamme prese dallo sconforto, per non riuscire a nutrire correttamente il proprio figlio. È delle ultime ore, che il Governo Uk aiuterà gli Stati Uniti per ovviare alla carenza di Baby Formula.
Questa grave crisi ha origini profonde, a causa di un’amministrazione attuale, maldestra ed inefficace.
Noi di ChildResQue però, vorremmo focalizzare un altro punto di vista importante, da cui partire: IL LATTE IN FORMULA È DAVVERO UNA NECESSITÀ, O È STATO RESO TALE PER AUMENTARE GLI INCASSI DELLE AZIENDE PRODUTTRICI?
Scopriamo insieme i Pro e i Contro di tale prodotto.
Dalle prime parole di questo articolo, possiamo, senza paura di smentita, affermare che il latte materno è fondamentale per il neonato, poiché esso contiene:

• milioni di cellule vive: globuli bianchi, ad esempio, che aiutano a rinforzare il suo sistema immunitario e cellule staminali, che favoriscono lo sviluppo e l’eventuale guarigione degli organi.
• Più di 1.000 proteine che sostengono la crescita e lo sviluppo del bambino, ne attivano il sistema immunitario e favoriscono lo sviluppo e la protezione dei neuroni cerebrali.
• Tutte queste proteine sono composte da amminoacidi. Il latte materno contiene più di 20 di questi composti; alcuni, i nucleotidi, aumentano durante la notte e, secondo gli scienziati, possono conciliare il sonno.
• Oltre 200 zuccheri complessi, gli oligosaccaridi, che fungono da prebiotici, introducono “batteri buoni”, nell’intestino del bambino. Questi, inoltre, prevengono il rischio di infezioni del sangue e riducono il rischio di infiammazione cerebrale.
• Più di 40 enzimi. Gli enzimi sono catalizzatori che accelerano le reazioni chimiche nel corpo. Quelli contenuti nel latte facilitano la digestione del tuo bambino e ne rafforzano il sistema immunitario, oltre a favorire l’assorbimento del ferro.
• Fattori di crescita che favoriscono uno sviluppo sano. Interessano molte parti del corpo del bambino come: l’intestino, i vasi sanguigni, il sistema nervoso e le ghiandole secretorie degli ormoni.
• A proposito di ormoni, il latte materno ne contiene molti. Queste sostanze chimiche intelligenti, trasmettono messaggi tra organi e tessuti, per assicurarne il corretto funzionamento. Alcuni di essi aiutano a regolare l’appetito e i ritmi del sonno del bambino e giovano, come detto sopra, persino al legame fra mamma e figlio.
• Vitamine e minerali; sostanze nutritive in grado di favorire una crescita sana e il corretto funzionamento degli organi, oltre che a promuovere lo sviluppo dei denti e delle ossa del bambino.
• Anticorpi, anche detti immunoglobuline. Esistono cinque forme principali di anticorpi e il latte materno le contiene tutte. Proteggono il bambino da malattie e infezioni, neutralizzando batteri e virus.
• Forse avete già sentito parlare degli acidi grassi a catena lunga, che svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema nervoso del bambino, oltre a favorirne lo sviluppo sano di cervello e occhi. Esatto, il latte materno è ricco anche di questi acidi.
• 1.400 micro RNA che regolano l’espressione genetica, prevengono o bloccano lo sviluppo di malattie, aiutano il sistema immunitario del bambino e contribuiscono al rimodellamento del seno.

Quindi, stando a quanto si evince dalla composizione e dalla ricchezza del latte materno, per il bambino è davvero un’immensa perdita, non poterne usufruire.

Vediamo anche, brevemente, altri particolari:

• Il colostro supporta il sistema immunitario e la funzione intestinale del bambino,
• Il colostro è particolarmente ricco di un anticorpo fondamentale chiamato sIgA, che protegge il bambino dalle malattie, non attraverso il suo flusso sanguigno, ma rivestendo il suo tratto gastrointestinale. È anche ricco di altri componenti immunologici e di fattori di crescita, che stimolano la formazione di membrane mucose protettive nell’intestino, ma non solo, i bambini, di solito, nascono con basse riserve di vitamina A, il colostro aiuta quindi a colmare il deficit.

Si comprende, quindi, che avviare un allattamento con latte in formula, nonostante gli esperti sostengano sia ricco di tutte le sostanze necessarie al suo corretto sviluppo, è sempre un danno. Il fattore principale di rischio è che possa sviluppare intolleranze e, nei casi più gravi, anche vere e proprie allergie.

Latte in formula.

In molti casi, però, la neo-mamma non secerne abbastanza latte, per cui le consigliano di ricorrere al latte in formula, non discutendo con lei un eventuale aiuto alla produzione naturale, sollecitando le ghiandole mammarie con la moxa, o il massaggio della fascia, ma soprassedendo a queste efficaci pratiche, per consigliare la soluzione più semplice che, però, può risultare la peggiore rispetto alle eventuali intolleranze.
Difatti, questa formula, usata per la composizione, è un estratto del latte bovino e per farvi capire meglio da cosa possano scaturire queste intolleranze, bisogna tenere conto di questo fattore: In generale il latte vaccino non è appropriato alla nutrizione umana.

Se si tiene presente che un vitello, alla nascita, pesa oltre 60kg e un bambino meno di 4, si può intuire che, dal punto di vista nutrizionale, non ha il profilo corretto.
Che induca allergie o reazioni è, quindi, piuttosto normale, anche considerando il profilo proteico.
L’intestino dell’infante, infatti, viene portato a maturazione, e quindi reso colonizzabile da parte della flora, con l’alfa lattoalbumina.
Il latte vaccino è povero di questa proteina e ricco di beta lattoalbumina, che è, invece, pro infiammatoria per l’intestino umano.
La saggezza antica, difatti, escludeva totalmente il latte vaccino per i neonati che non potevano essere allattati al seno, ma prediligevano, a ragion veduta, il latte d’asina, o tutt’al più di capra, poiché hanno tenori di alfa lattoalbumina più adeguati.

Latte di Capra
Latte d’asino.

In parole semplici, sono più adatti fisiologicamente al sistema digestivo ed intestinale del neonato, escludendo nella quasi totalità fenomeni di intolleranza nella somministrazione e questo Studio lo dimostra.
Ora passiamo al punto cruciale di questa discussione.
Ogni tanto capita di sentire qualche bella leggenda metropolitana, sul latte materno che, evidentemente, non è mai abbastanza, dopo i primi mesi diventa acqua e non sazia, non nutre e anzi, può addirittura essere nocivo per il bambino che, sicuramente, crescerà male e denutrito.
Queste sono solo alcune delle falsità che circolano sull’allattamento materno e sul latte di mamma.

Food & Nutrition Research.

Chiaramente, niente di tutto questo è vero; il latte materno è specie-specifico, quindi calibrato assolutamente e specificamente sulle necessità del neonato. Non solo, il latte materno si modifica nel corso del tempo e nel corso della giornata, adattandosi e calibrandosi sulle esigenze di ciascun bambino.
Una delle inesattezze peggiori che sono state diffuse sul latte materno, è che questo possa provocare allergie.

Ora, valutiamo subito un punto fondamentale: il latte materno, di per sé, non dà alcuna allergia.
Ci sono dei rarissimi casi in cui realmente il bambino non tollera il latte della madre, ma stiamo parlando di gravi patologie e, come detto, veramente molto, molto rare e si riferiscono all’ 1% dei neonati.
Non è proprio rarissimo, ma comunque accade con poca frequenza, che il neonato sviluppi delle allergie mentre è allattato al seno. Ecco, in questo caso, viene sempre incriminato il latte materno.
La soluzione proposta dai medici, più di una volta, è quella di sospendere l’allattamento e di allattare artificialmente il bambino.

Serve davvero fare il punto della situazione: non è il latte materno a causare eventuali allergie nel neonato, quanto alcune proteine che passano nel latte e che vengono ingerite dalla mamma. Tra queste, per esempio, può indurre reazione allergica il lattosio che, tra le altre cose, è presente nel latte formulato, dato che la formula è composta di latte vaccino addizionato con vitamine.

INTOLLERANZE

Spesso abbiamo sentito parlare di intolleranze alimentari relative al latte materno , oltre a questa pubblicazione scientifica che aiuterà a fare chiarezza, apriremo un Focus su ciò che è diventato uno degli argomenti più discussi degli ultimi giorni, aprendo scenari piuttosto complessi, che noi del Team ChildResQue, ci poniamo da tempo:
“LE FORMULE IN POLVERE SONO MIGLIORI DEL LATTE MATERNO E POSSONO DAVVERO SOSTITUIRLO?”
“PERCHÉ MOLTI PEDIATRI CONSIGLIANO LE PUERPERE DI ADOPERARE LE FORMULE E NON FAVORISCONO L’ALLATTAMENTO AL SENO?”
“È SOLO BUSINESS, O COME DICONO I PEDIATRI ED ALCUNI ESPERTI, SERVE A PROTEGGERE IL NEONATO DA POSSIBILI INTOLLERANZE?”

Le nostre ricerche hanno portato a delle evidenze indiscutibili: il Latte Materno, come abbiamo già descritto e per fare un breve riassunto, è l’alimento essenziale per il nascituro. Il colostro, fluido prodotto dalla ghiandola mammaria nei primissimi giorni dopo il parto, è fonte di proteine, carboidrati, grassi, vitamine, minerali e anticorpi e per questo la prima barriera di difesa che il corpo del neonato acquisisce ed è indiscutibile, quanto il piccolo ne possa trarre beneficio.

Indagine di ChilResQue.

Perché allora sempre più Neonatologi, o Pediatri, consigliano il Latte in formula?
In base ad una specifica sull’argomento, si è notato che l’introduzione di questo latte, nei primi giorni di vita, (in attesa della montata lattea), è associata con un aumento del rischio di sviluppo di allergia alle proteine del latte.
Proviamo ad analizzare alcuni studi, di cui vi forniremo i link.
Confronto della crescita e dello stato nutrizionale nei lattanti che ricevono formule a base di latte di capra e formule a base di latte di vacca: uno studio randomizzato, in doppio cieco.

Uno studio scientifico ha scoperto che a migliaia di bambini viene erroneamente diagnosticata un’allergia al latte vaccino.
Dei 1.300 bambini stimati e analizzati nello studio, tre su quattro hanno avuto “sintomi” all’età di un anno.
Secondo le attuali linee guida del NHS, i sintomi dell’allergia al latte vaccino nei bambini possono variare da eruzioni cutanee a problemi digestivi, come vomito, o diarrea.
Tuttavia, i ricercatori hanno avvertito che il consiglio ufficiale potrebbe portare a una “diagnosi eccessiva” delle allergie al latte, quando erano “sintomi infantili normali”, come pianto eccessivo, rigurgito di latte e feci molli.
Lo studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Bristol, ha rilevato che il 38% dei bambini di tre mesi e il 74% dei bambini di 12 mesi analizzati, presentavano sintomi multipli, da lievi a moderati.
Tutti i partecipanti provenivano dall’Inghilterra e dal Galles ed erano stati allattati esclusivamente al seno, per almeno le prime 13 settimane di vita.

Tabella 1
Tabella 2

La dott.ssa Rosie Vincent, autrice principale dello studio, ha dichiarato: “Abbiamo valutato la prevalenza dei sintomi di allergia al latte definiti dalle linee guida, in 1.303 bambini.”
“Le linee guida possono promuovere la sovra-diagnosi dell’allergia al latte, etichettando i normali sintomi infantili come possibile allergia al latte.”
“Si presume che l’esistenza di una linea guida, sia più vantaggiosa di nessuna linea guida”, ha affermato, aggiungendo: “Tuttavia, le linee guida ben intenzionate, devono essere supportate da dati solidi, per evitare danni da sovra-diagnosi che superano i danni di mancata diagnosi e ritardata diagnosi di allergia al latte vaccino, che stanno cercando di prevenire”.

I genitori partecipanti hanno riferito sulla salute generale del loro bambino e sul consumo di alimenti, ogni mese, fino all’età di 12 mesi dei loro figli, in un questionario predisposto per lo studio.

I risultati, pubblicati sulla Clinical and Experimental Allergy, arrivano dopo che una recente indagine ha rilevato che, meno di un bambino su 100, in tutta Europa, è effettivamente colpito dalle allergie al latte.
La dott.ssa Vincent ha affermato che, quasi tre quarti dei bambini analizzati, presentavano due o più sintomi “lievi-moderati”, mentre quasi uno su dieci, presentava sintomi “gravi”, ad un certo punto tra i tre e i 12 mesi di età.
“La percentuale di bambini affetti, era più alta, a tre mesi di età, sia per due o più sintomi lievi-moderati (37,6%), sia per due o più sintomi gravi (4,3%), quando nessuno veniva nutrito direttamente con latte di vacca”, ha aggiunto.

Nel 2018, il dott. Chris van Tulleken ha rivelato in BMJ un’indagine, secondo la quale le prescrizioni di formule specialistiche per i bambini con allergie al latte vaccino, sono aumentate del 500%, tra il 2006 e il 2016.
Nello stesso periodo – secondo l’indagine – il SSN ha aumentato del 700% la spesa per le formule specialistiche.
Sette linee guida su nove, consigliano alle donne che allattano al seno, di eliminare tutti i latticini nella loro dieta, se credono che il loro bambino abbia un’allergia al latte.
In Inghilterra, i medici prescrivono circa 10 volte più formule specialistiche di quanto ci si aspetterebbe, in base alla proporzione di famiglie che usano latte artificiale e alla proporzione di lattanti che hanno un’allergia al latte.
La dott.ssa Vincent ha affermato: “L’ eccessiva percezione dell’allergia alimentare nel pubblico, in generale è di vecchia data e precede l’emergere di linee guida sull’allergia al latte, sia per gli adulti che per i bambini.
“Tuttavia, le linee guida che potenzialmente esacerbano il problema della diagnosi eccessiva, non sono utili”.

Il Team di ChildResQue, a più riprese ha evidenziato le anomalie relative al problema, per esempio in questi due post:

NASHVILLE (FDA). La FDA, insieme al CDC e ai partner statali e locali, sta indagando sui reclami dei consumatori e/o sulle segnalazioni di malattie infantili legate ai prodotti dello stabilimento di Sturgis, MI di Abbott Nutrition. Tutti i pazienti malati sono segnalati per aver consumato latte artificiale in polvere prodotto da Abbott Nutrition’s Sturgis, MI facility.
Cinque le malattie (quattro infezioni da Cronobacter e un’infezione da Salmonella Newport) hanno portato all’ospedalizzazione e il Cronobacter può aver contribuito alla morte di due pazienti.

19 APRILE 2022 – Abbott Baby Formula viene richiamato dopo che 4 neonati si ammalano, un possibile decesso.
L’azienda sanitaria Abbott Nutrition ha annunciato il richiamo di più formule in polvere per bambini, dopo le segnalazioni di quattro neonati che si sono ammalati con il consumo.
Per identificare un prodotto richiamato, i clienti possono controllare il numero a più cifre sul fondo del contenitore del prodotto. Se inizia con qualsiasi numero tra 22 e 37, e contiene i codici SH, Z2, o K8, rientra nella categoria di richiamo, dato che la data di scadenza è il 1 aprile 2022, o più tardi.

Non solo, recentemente, analizzando alcune delle formule in commercio è venuta alla luce una realtà davvero inquietante, dove esistono contenuti all’ interno persino elementi cancerogeni

Stando alle informazioni sopracitate, il Latte in Formula è una delle prime cause di intolleranze e, nelle fasi più gravi, di allergie per il neonato e nella prima infanzia, visto che il prodotto viene somministrato con diversi fattori di crescita, fino ai 2/3 anni, accompagnando lo svezzamento e i primi pasti.
Quindi la domanda è legittima: Perché continua ad essere promosso ed usato come la soluzione migliore? Cosa spinge i Pediatri a consigliarlo alle puerpere, invece di sostenere ed incentivare l’allattamento al seno? Perché, pur sapendo che il latte materno dà al neonato, le risorse necessarie per affrontare in salute e con le risorse necessarie, il suo sviluppo, si è creato un circolo vizioso che induce ad una scelta velatamente forzata ed in nome “della ricerca scientifica”, di escludere questo fantastico alimento che lega, oltretutto, madre e figlio in senso animico?
Molte potrebbero essere le risposte, ma ci sovviene sempre la più probabile, giusto per non chiamarla certezza: Business.
Le Aziende produttrici fanno in modo di insinuarsi in tutti i campi pubblicitari; gli informatori scientifici hanno molti incentivi a disposizione, da sottoporre ai pediatri, per promuovere la loro gamma di prodotti.

Questo è un indice fortissimo su quanto le decisioni dei governi, le politiche e la borsa  possano far precipitare la situazione di un’intera nazione. Il business che esiste dietro questo mercato, sempre sulla pelle dei più piccoli è immenso, il costo di un barattolo di latte in polvere varia dalle 15 fino a 50 euro e più (per un kg di prodotto) a seconda della formula, in US, ora introvabili, si aggirano dai 29,90$ in su. La situazione in Italia la situazione non è differente poiché i costi del latte in polvere stanno lievitando in modo sempre più repentino. Se pensate ai neonati che necessitano di svariate poppate al giorno potete ben capire quanto sia redditizio questo mercato, tanto da determinarne la forzatura da parte delle Autorità Sanitarie di tutti gli Stati mondiali.

Certo, non sempre, purtroppo, esistono i presupposti perché una mamma possa allattare al seno il proprio bambino, potrebbe essere vittima di patologie serie, aver avuto una gravidanza complicata, per cui la montata lattea non si presenta, potrebbe aver subito una mastectomia in precedenza, o avere patologie ai dotti lattiferi, ma queste sono solo le eccezioni.
Quando sentiamo mamme che non vogliono allattare per paura dello svuotamento del seno, o delle eventuali problematiche di ragadi dovute alla poppata, o perché, per impegni di lavoro o personali, sono intenzionate ad affidare immediatamente a tate, o babysitter il loro bambino, non possiamo fare a meno di constatare quale livello di egoismo sia stato raggiunto, a scapito di ciò che in natura è, da sempre, stato il rapporto più importante ed indissolubile: quello fra madre e figlio.

Noi del Team di ChildResque, avremo sempre un occhio puntato su tutto ciò che le Industrie dedicate ai prodotti alimentari e articoli per bambini hanno in produzione, metteremo sempre in guardia i genitori dai pericoli che posso incorrere nell’uso di prodotti inefficaci, nocivi e, in molti casi, letali, poiché il nostro interesse è proteggere i bambini e non le Aziende e/o Case Farmaceutiche, come, invece, la maggior parte degli Addetti ai lavori e Pediatri fanno.

Quarantena: sentenza sfavorevole Consulta

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Reggio Calabria, il teatro della contesa

Su ricorso della procura di Reggio Calabria

La corte costituzionale era stata interpellata dal giudice, perché un cittadino era incorso nelle sanzioni per essere uscito di casa durante il periodo di quarantena, che prevede di non abbandonare l’abitazione. Di seguito il testo integrale:

Le restrizioni alla libertà personale sono molto simili a quelle degli arresti domiciliari, ai sensi dell’Art.13 della costituzione. Il ricorrente, pur non essendo sottoposto a restrizioni di libertà per motivi penali, lamentava di aver ricevuto un trattamento in tutto e per tutto simile agli arresti.

Citazione art 13:


“La libertà personale è inviolabile.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.”

La libertà personale è inviolabile e tutte le eccezioni, motivate dall’autorità giudiziaria, devono rispettare la legge. Il Giudice ha considerato non manifestamente infondato il ricorso alla corte costituzionale per il contrasto della legge con l’articolo sopracitato.

Nel procedimento davanti alla Consulta, oltre alla parte ricorrente, ha preso parte il Presidente del Consiglio, assistito dall’avvocatura dello Stato. La linea del Legale di stato è quella che la norma che regola le restrizioni sanitarie non è riconducibile all’art 13, ma al 16, che regola la libertà di circolazione, invece della libertà personale.

Citazione art 16:

Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.

Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.”

La libertà di Circolazione per la Carta può essere limitata per ragioni di sanità o sicurezza e non per ragioni politiche. La circolazione oltre i confini italiani deve rispettare la legge.

La Consulta ha dato ragione all’avvocatura dello stato, poiché il motivo delle restrizioni è sanitario e con la quarantena si evita che il soggetto possa infettare altre persone. Il ricorso, pertanto non è stato accolto.

L’ID Digitale dell’OMS e il 6G (3a parte)

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Il Trattato dell’OMS è legato ad un passaporto digitale globale e ad un sistema di identificazione. 
L’incarico è stato affidato alla T-Systems, consociata tedesca di Deutsche Telekom.
Le dichiarazioni di Pekka Lundmark, CEO della NOKIA sul 6G
Il loro piano però sembra essere a un punto di stallo.

Il cerchio continua a stringersi, mentre le persone si stanno sempre più svegliando: a Davos si parla del futuro Economico del Mondo, ma soprattutto tecnologico, basato sul controllo degli Stati, ormai infiltrati dal loro potere, da decenni di asfissiante e paziente lavoro.

Il controllo Digitale è il loro obiettivo e lo stanno portando avanti, condito dalle devastanti affermazioni del famigerato dr. Harari, degno dei peggiori personaggi dei vecchi film di spionaggio di 007 e di quello che credevamo ormai sepolto nella storia: le teorie naziste del dr. Mengele. 

In pratica, Harari dice che stanno puntando ad HACKERARE l’ESSERE UMANO, come non erano riusciti a fare Nazisti e Comunisti e neppure la STASI della DDR…

Yuval Harari nel programma afferma, infatti, che: ““Netflix ci dice cosa guardare e Amazon ci dice cosa comprare. Alla fine, entro 10, 20, 30 anni gli algoritmi potrebbero anche dirti cosa studiare al college, dove lavorare, chi sposare. Perfino per chi votare. A quel punto non si potrà nemmeno parlare di “hackerare” un essere umano. Sarà come telecomandarlo.

Cosa accadrebbe allora, se questo progetto continuasse il suo percorso e capissimo una volta per tutte che non è un gioco, ma che questi hanno intenzione di fare sul serio, soprattutto dopo aver compiuto il passo dal già sufficientemente abborrito 5G verso il nuovo 6G?

Sentite cosa si permette di affermare al WEF 2022 Pekka Lundmark, Presidente e CEO della NOKIA: “Con la tecnologia 6G, gli smartphone diventeranno obsoleti. Entro il 2030 tutte le tecnologie saranno direttamente costruite e integrate nel corpo umano”. 

Potete quindi credere che tutta questa follia incontrollabile cercherà, in tutti i modi, di rovinarci proprio la vita e tutti i valori a cui essa è attaccata.
Ascoltate con attenzione, con le vostre orecchie e i vostri occhi, le sue parole espresse in questo video:

Dal WEF 2022 – Pekka Lundmark, Pres. e CEO della NOKIA.

Non sarà quindi solo il passaporto digitale o il Green Pass a condizionarci la vita e a impedirci o autorizzarci (a seconda dei casi), di compiere azioni anche le più normali della nostra esistenza, come è già accaduto col condizionamento del Green Pass COVID-19.

L’OMS, sta annunciando i piani per un  trattato pandemico internazionale legato a un passaporto digitale e ad un sistema di identificazione digitale e nella riunione del dicembre 2021, in una sessione speciale avvenuta solo per la seconda volta, dalla fondazione dell’OMS nel 1948, l’Assemblea Sanitaria dell’OMS ha adottato un’unica decisione intitolata: ” Il mondo insieme “.

L’OMS prevedeva quindi di finalizzare un trattato entro il 2024, che mirerà a trasferire l’autorità di governo – ora riservata agli stati sovrani – direttamente all’OMS, durante una pandemia dagli Stati membri legalmente vincolanti ai  regolamenti sanitari internazionali rivisti dell’OMS . 

Ne abbiamo già parlato in un precedente articolo, ma la novità è che, come parte di questo piano, l’OMS ha incaricato T-Systems, consociata tedesca di Deutsche Telekom, di sviluppare un  sistema globale di passaporti per i vaccini , con l’intenzione di collegare ogni persona del pianeta a un ID digitale con codice QR. 

I certificati di vaccinazione a prova di manomissione e verificabili digitalmente, creano fiducia. L’OMS sta, quindi, supportando gli Stati membri nella creazione di reti fiduciarie nazionali e regionali e nella tecnologia di verifica” – ha spiegato Garret Mehl, capo del Dipartimento per la salute e l’innovazione digitale dell’OMS – “Il servizio gateway dell’OMS funge anche da ponte tra i sistemi regionali. Può anche essere utilizzato come parte di future campagne di vaccinazione e registri domiciliari”.

Questo sistema sarà universale, obbligatorio, transnazionale e gestito da burocrati non eletti, in una ONG catturata, che ha già pasticciato la risposta alla pandemia covid.

Se pensavate, però, che tutto fosse una FAKE NEWS, o una BUFALA da Butac, o da OPEN Society di Mentana/Soros & Co, beh:

Benvenuti alla PRESA DI COSCIENZA!

La buona notizia, comunque, ci viene da Ginevra, dove la carne al fuoco sembra essere troppa per l’assemblea dell’OMS, riunita in questi giorni e quindi, dopo aver rieletto, a scrutinio segreto, lo stesso Tedros Gebreyesus PER ALTRI CINQUE ANNI (🤦🏻), secondo il parere dell’Agenzia Reuters, il Trattato di cui stiamo parlando, subirà dei gravi ritardi e sicuramente non sarà oggetto di discussioni accese o decisioni finali, almeno fino al 2024.

 Quello che sta accadendo a Davos e il risveglio sempre più diffuso dell’attenzione dell’opinione pubblica su questi temi importanti, stanno avendo un effetto boomerang su tutte queste agende Globali portate avanti dalle Istituzioni Mondiali.

Ma il bello deve ancora arrivare…


FONTI:

Brownstone.org
WEF

Futuro Prossimo: Dr. HARARI e le sue folli dichiarazioni.
AGENZIA REUTERS da Ginevra: riunione OMS 2022.


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“IL SIGNORE DELLE GUERRE HA PARLATO”

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 Nuovi venti di guerra spirano verso Levante

Quando lunedì  il “Signore delle Guerre” prende la parola, in collegamento con i pretoriani di una Davos esautorata, lascia tutti di sasso. Da non credersi, avrà pensato la maggior parte degli accoliti, che già si fregavano le mani in attesa del proclama della “baronessa” Von Der Leyen, che da lì a poco lancerà il suo urlo di battaglia “Kiev vincerà la guerra!”

Ma il vero Signore delle Guerre, Henry Kissinger – 99 anni di catastrofi alle spalle – ha in serbo la pennellata d’autore che dia un senso alle vuote parole di Klaus Schwab, che al forum presenta il suo libro mancabilissimo dal titolo “La Grande Narrazione”.

Il forum è tutto lì, nella virata improvvisa di Kissinger, gran maestro di guerra psicologica e nucleare, il gestore occulto della Guerra Fredda, del Vietnam e del Kippur (ma la lista è ben più lunga), crisi per le quali accampa i meriti della risoluzione, ma solo dopo averle cominciate.

“I negoziati devono iniziare nei prossimi due mesi” -afferma compassato -“prima che si creino sconvolgimenti e tensioni difficilmente arginabili. Perché andare oltre non sarebbe utile all’Ucraina e condurrebbe ad una guerra con la Russia”, che per ora è combattuta solo per procura dall’Unione Europea.

“L’Ucraina deve perciò rinunciare a qualcosa”, secondo il vegliardo, che ben sa di tenerla saldamente in pugno. Insomma si torna allo status quo e la Crimea è russa. Punto.

La strategia è vecchia, ma gli europei, e non solo loro, hanno poca memoria.

Stepan Bandera: la figura più controversa della storia dell’Ucraina:
NAZISTA dichiarato e proclamato nel 2010 Eroe Nazionale Ucraino.

Sfugge, ad esempio, che negli anni ‘30 del secolo scorso le corporazioni americane avevano finanziato la Germania nazista (e pure l’Ucraina di Bandera), col pretesto gradito all’Europa di contenere il bolscevismo. Gli Stati Uniti vivevano il tempo della “grande depressione” e quale miglior occasione di una guerra in Europa per imbarcare soldi a palate, vendendo armi, automezzi e carburante? Così i banchieri tedeschi Kurt von Schroeder e  Hjalmar Schacht incanalarono i possenti investimenti “offerti” nobilmente da industriali e finanzieri di USA e Regno Unito.

E questo continuò anche dopo che gli Stati Uniti entrarono in guerra per dare la stoccata finale al presunto nemico, la Germania, che i russi però avevano già indebolito, e si riempirono la pancia con tutti i finanziamenti elargiti alle economie disastrate europee, fra le quali Inghilterra, Francia e Italia.

La storia si ripete ancora una volta. Stavolta il pupillo di Schwab –e indirettamente di Kissinger -è il pluri-finanziato Zelensky.

Ma il Signore della Guerra è stato molto chiaro a riguardo: “entro due mesi e non oltre”.

Perché il nemico adesso ha le sembianze del Dragone.

VelenoQB sui Canali Video:

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Forum Cino-Pacifico alle Fiji

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Le Fiji, sede dell'incontro

Il gigante asiatico conta di siglare accordi con 10 stati

Il Dragone ha fissato un incontro alle isole Fiji la prossima settimana (dal 26maggio al 4 giugno), durante il quale conta di portare a buon fine negoziati bilaterali con almeno 10 paesi (Fiji, Kiribati, Papua Nuova Guinea, Samoa, Timor Est, Tonga e Vanuatu, saranno presenti, Isole Cook, Niue e gli Stati federati della Micronesia, saranno in videoconferenza).

Il Common Development Vision è un accordo molto temuto dai paesi AUKUS (Australia, UK, USA).

A capo della delegazione il ministro degli Esteri Wang Yi. Il nuovo ministro degli esteri Australiano si recherà alle Fiji giovedì prossimo, per riallacciare i rapporti con gli stati interessati e cercare di riavvicinarli a posizioni filo-occidentali.

La Cina ha interesse ad espandere la sua influenza sul Pacifico nei seguenti settori:

  • formazione della polizia/militare: l’accordo prevede un’integrazione nella lotta al crimine internazionale, lo scambio dei dati delle rispettive polizie (condividendo anche i laboratori per analisi forensi su impronte digitali, campioni di stupefacenti, esami autoptici ed indagini sulle impronte digitali) e di aumentare la difesa della legge facendo cooperare i corpi di polizia,
  • sicurezza informatica: saranno definite regole condivise per una gestione globale dei dati in rete,
  • mappatura marina ed ottenimento di un maggiore accesso alle risorse naturali: in contropartita ai punti precedenti la Cina permetterà un’intensificazione degli scambi commerciali e l’ammissione dei firmatari ad un’area di libero scambio. Pechino si aspetta di accedere a infrastrutture e materie prime energetiche, minerali, informatiche, agricole, di silvicoltura e di pesca. L’intensificazione dei commerci mira ad incentivare investimenti diretti delle aziende cinesi nell’area. La mappatura dei mari e la loro esplorazione permetterà all’esecutivo di Xi un accesso prioritario alle risorse naturali dell’area.
La Cina ha interesse ad ampliare la sua influenza sulle isole del Pacifico

L’accordo ricalca quello siglato con le isole Salomone il mese scorso, dove la Cina ha ottenuto di collaborare anche alle politiche anti-covid, agli scambi culturali, ad iniziative scolastiche comuni ed alla gestione delle crisi.

Le acque agitate intorno a Taiwan e la contrapposizione con gli Usa, dopo le continue esercitazioni da una parte e le dichiarazioni di Biden dall’altra, stanno alzando la tensione in tutta la regione Asia-Pacifico. Pechino dimostra di avere le idee chiare sul futuro, muovendosi con piani a medio termine (tutti gli accordi sono a 5 anni, in linea con i piani di governo e partito), cercando di costruire un mondo basato su un equilibrio multipolare e puntando a superare il modello unipolare creatosi dopo il crollo del muro di Berlino nel 1989.

Pechino: la città proibita

Fonti:

https://www.theguardian.com/world/2022/may/26/deal-proposed-by-china-would-dramatically-expand-security-influence-in-pacific

https://www.huffingtonpost.it/esteri/2022/05/25/news/il_tour_della_cina_nell_indo_pacifico_la_regione_contesa_atollo_per_atollo-9463779/

Dr. MALONE SUL VAIOLO DELLE SCIMMIE E LA “GAVI” DI BILL GATES

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Il dr. Robert Malone, alla trasmissione WAR ROOM – Real American Voice, condotta dal mitico Steve Bannon, ci spiega, con parole semplici e comprensibili, la nuova “proposta” del vaccino JYNNEOS per il VAIOLO DELLE SCIMMIE…e chi sta davvero finanziando questi programmi.

Iniziamo subito la nostra analisi partendo dalla semplice domanda di Bannon al dr. Malone, durante il dibattito: 
Cos’è il Monkeypox (Vaiolo delle Scimmie): Un gioco al depistaggio, o una cosa seria?”

Il dr. Malone risponde immediatamente: “Un gioco di depistaggio“, iniziando subito la spiegazione, parlando di cosa sia il vaiolo e denunciando che i dati della Fondazione GAVI siano già stati manipolati, passando da una percentuale di rischio per l’essere umano di 3,7%, ad un’incomprensibile e ingiustificato 10%!!!
Il dr. Malone parla, quindi, del nuovo farmaco che è stato comprato dal governo USA, con una spesa di soldi DEI CONTRIBUENTI di ben 114.000.000 di $ e poi dice che tale vaccino esisteva già nei magazzini, in quantità enorme (quindi la spesa è solo una speculazione finanziaria) e aggiungendo testualmente:

“… hanno già accumulato vaccini per il vaiolo. Quello che hanno comprato sono ancora più vaccini per il vaiolo… Il nome del prodotto si chiama JYNNEOS… È commercializzato dalla Bavarian Nordic. Tutto quello che devi fare è cercare la scatola di JYNNEOS e tirare fuori il bugiardino della confezione per il prodotto, scoprirai che questo non è assolutamente un prodotto benigno, proprio come con il vecchio prodotto Dr. X, che è un po’ più sicuro di quello che avevo sperimentato con quello e questo prodotto, quando lavoravo per DOD. 

Questo ha come uno dei principali eventi avversi dei casi gravi, aspettatevi miocarditi e cardio-tossicità.”
Quindi ancora MIOCARDITI…ancora CARDIO-TOSSICITÀ come effetti avversi ai vaccini, ma non ne abbiamo già abbastanza? Siamo nelle mani di veri criminali. 
Ma chi c’è dietro a tutto questo commercio e a questa speculazione fondata sulla PAURA, tanto da portare il Dr. Malonea usare una battuta geniale:  Siamo dentro al PORNO DELLA PAURA (Fear Porn)”!!!  

GUARDA IL VIDEO 👇

Dr. Malone: “Vaiolo delle Scimmie CONTRO il Porno della Paura (VIDEO)

LA CULTURA DELLA PAURA E DEL CATASTROFISMO

Il “gusto” della PAURA, l’uso del CATASTROFISMO, della SHOCK THERAPY (Terapia dello SHOCK, della PAURA) come enunciato, ormai molti decenni fa, da Augusto Peccei, fondatore del CLUB DI ROMA e ripreso pari pari anche in questi giorni dai “grandi” del World Economic Forum (WEF), con in testa il solito inossidabile pelatissimo Klaus Schwab, a evocare resilienze varie, per pandemie e disastri naturali che avrebbero  lo scopo di ridurre drasticamente il numero di questa creatura, secondo loro, “inutile e dannosa per il Pianeta“, che sarebbe proprio…L’ESSERE UMANO.

Già… perché il male, secondo la loro opinione, siamo noi… siamo proprio NOI: gli ESSERI UMANI da combattere, per la nostra “necessità” di mangiare, di respirare, di bere, di vivere e magari di voler anche essere felici…ogni tanto. Insomma:
Finito il CONSUMISMO, ci vogliono CONSUMARE. 
Ma perché, allora, non ci lasciano crepare in pace??? 
Cos’è quest’attenzione per la nostra salute e verso i disastri che porterebbero le pandemie e che avrebbero solo l’obiettivo di decimare la popolazione mondiale, come asseriscono anche i vari ministri CingolaniColao e tutti i frequentatori mondiali del Circolo di Davos?

Al WEF di Davos, in questi giorni applaudono tutti in piedi l’ennesima “apparizione” dell’ectoplasma Zelensky… Ascoltano le amenità dello spaventoso dr. Harari e le prediche sempre più deboli dei suoi accoliti e dello stesso Schwab, che il danno al pianeta lo provoca più che altro lui stesso, soprattutto con il suo modo di parlare: la sua patologica iperproduzione salivare e la sua inascoltabile pronuncia anglo/tedesca crea infatti piogge torrenziali e inondazioni attorno a sé a tal punto, che solo per quello, Schwab dovrebbe essere relegato in un silenzioso LOCKDOWN PERENNE, a salvaguardia del pianeta e del cosmo (che gli stanno così tanto a cuore), oltre che dei suoi abitanti. 
Il microfono, dopo il suo intervento, ha chiesto asilo politico in Russia…😂😂😂

Klaus Schwab parla di VIRUS e RESILIENZA all’apertura del WEF 2022 di Davos

LA GAVI FOUNDATION

Scherzi a parte, torniamo invece al video del dr. Malone e ai suoi contenuti: nel suo intervento a THE WAR ROOM il dottore cita la GAVI Foundation e il sagace Steve Bannon, coglie immediatamente al volo l’opportunità per fargli raccontare al pubblico che cosa sia, come è nata e a cosa serve la GAVI Foundation di Bill & Melinda Gates: Potete trovate il sito di questa “mostruosa” associazione (come la definisce il dr. Malone), al link collegato alla sua pagina Web ed è facile capire che si tratta della più grande organizzazione mondiale per il controllo della VACCINAZIONE e dell’IMMUNIZZAZIONE, come dice il nome stesso: Global Alliance for Vaccines and Immunization.
Vi esorto ad ascoltate con attenzione, la descrizione che fa nel video il dr. Malone, ma alla fine vi spingo anche a fare una piccola ricerca personale, per capire quanto questo argomento tocchi da vicino anche NOI Italiani.

Vi fornisco alcuni spunti: ricordate la sig.ra Beatrice Lorenzin, allora Ministro della Salute e l’accordo stretto e rinnovato a Washington nel 2017, in cui si imponevano vaccinazioni sui nostri bambini di un’entità sempre maggiore?
Leggetevi questo articolo intitolato: “La legge vaccini: la Lorenzin spieghi il fiume di denaro dall’Italia a GAVI”… il titolo dice già tutto sull’argomento, ma è solo uno dei tanti articoli usciti in merito a questo dibattito.

In un altro articolo più recente, l’avv. Alessandra Devertag traccia un percorso  chiaro e trasparente, sugli intrecci che ha l’Italia con le fondazioni GATES e GAVI, partendo da un grafico tratto dal sito dell’Istituto Superiore di Sanità, per  i casi di morbillo dal 1970 al 2016, tutto questo per avere maggiore contezza e consapevolezza. 

Nel 2011 l’avvocato ricorda che ci fu un’epidemia, così detta, se proprio vogliamo usare questo termine, di 4671 casi di morbillo e ciò nonostante, l’anno dopo venne approvato il Piano Nazionale vaccini per il triennio 2012/2014. Questo Piano prevedeva di superare presto l’obbligo vaccinale e passare alla raccomandazione. Un piano che avrebbe portato, quindi, progressivamente, tutte le regioni in maniera sincrona, verso il superamento dell’obbligo vaccinale.

Ma questo non accadde e nel marzo del 2017, si era già concluso invece il dibattito sul decreto Lorenzin, ed era già stato presentato.
Quindi significa che l’epidemia che giustificava l’introduzione dell’obbligo vaccinale era già in corso.
NON ERA PERÒ ASSOLUTAMENTE VERO!!!
Di quanti casi si stava parlando? 
Al 30 maggio 2017 erano solo 2700 casi, peraltro l’età media era di soli 27 anni. 
Come mai 4671 casi nel 2011 legittimarono, addirittura, di passare dall’obbligo alla raccomandazione e solo 2700 portano, invece, portarono all’adozione della legge sulle vaccinazioni che prevede, addirittura, l’espulsione dei bambini dell’asilo?

Nel frattempo, in un articolo tratto dal sito di Aifa Agenzia italiana del farmaco, il 28 settembre 2014, l’italia viene insignita del ruolo di capofila per le strategie vaccinali dei successivi cinque anni: e a ricevere l’incarico fu proprio il ministro Lorenzin, il presidente di Aifa, Sergio Pecorelli Ranieri Guerra (che sicuramente ve lo ricordate per lo scandalo sul Piano Pandemia dell’OMS…) consigliere scientifico dell’ambasciata a Washington.

L’articolo e i dati, procedono come un caterpillar nel sollevare domande e dubbi su questo tema angoscioso dell’Obbligo Vaccinale, tirando in causa personaggi come il già citato Ranieri GuerraRoberto Speranza e altri, che notoriamente, al momento, sono stati per ora protetti dal “Segreto Militare”, arrivato a schermo delle verità e delle decisioni prese nella prima fase dell’emergenza COVID-19, soprattutto a Bergamo-Brescia e nel Lodigiano.

Aggiungiamo solo, per tornare al tema dell’OBBLIGO VACCINALE, che di recente, il ministro Speranza, in una conferenza ha dichiarato: ”La vaccinazione è un pilastro per noi,  del lavoro che faremo nell’ambito della prevenzione, come riconosciuto a livello internazionale, contesto nel quale l’Italia ha assunto anche importanti impegni, come ad esempio, il finanziamento significativo  a favore di Gavi Alliance, per vaccini d’immunizzazione. Il Ministero della Salute, pertanto, conferma l’impegno a proseguire un attento e continuo monitoraggio, sull’adesione all’obbligo vaccinale, e conferma altresì la disponibilità a interagire con le iniziative di natura parlamentare”.

Ci rendiamo conto che è DA TEMPO che ci stavamo avviando verso una DITTATURA SANITARIA e che questo che stiamo vivendo, è solo il compimento, o meglio, il tentativo disperato di completare un piano antico?
È di questi giorni la notizia che l’ONU ha firmato con l’OMS proprio un accordo per accelerare i tempi per l’attuazione della famigerata AGENDA 20-30. Siamo sempre a parlare delle stesse cose, ma in maniera ora totalmente ESPOSTA e DAVANTI AGLI OCCHI DI TUTTI.

Andiamo ai fatti: “Quanto versa, annualmente, lo Stato Italiano alle casse della GAVI Foundation, che sta dietro a tutte le nefandezze che denuncia il dr. Malone e molti altri inascoltati luminari della Scienza e del BUONSENSO”?
Consultiam il SITO DEL GOVERNO ITALIANO: così non ci possiamo sbagliare!
Sul sito del DIPARTIMENTO DEL TESORO, appare orgogliosamente il resoconto sulla GAVI FOUNDATION, con la presentazione del progetto dalla sua nascita nel 2000.
 
Il sito governativo italiano riporta quanto segue:

Trascrivo il contenuto dello screenshot per comodità di lettura:

L’International Finance facility for immunization (Iffim), lanciato nel 2004 su proposta del Regno Unito e con immediato sostegno dell’Italia, mobilita risorse sui mercati di capitale attraverso l’emissione di titoli (Iffim bonds), garantiti dagli impegni pluriennali e giuridicamente vincolanti dei paesi donatori, a versare i loro contributi in un arco di tempo di 20 anni. Rappresenta il principale strumento di finanziamento a lungo termine del Gavi.
Partecipazione italiana. L’Italia è impegnata con Gavi Alliance dal 2006 quando è diventata un membro fondatore del Iffim. Inoltre, l’Italia ha ottenuto un ruolo primario nel lancio del primo Amc per accelerare lo sviluppo e la disponibilità dei vaccini. L’Italia è il quarto donatore assoluto del Gavi, dopo Usa, UK e Francia. Nel quinquennio 2016-2020 l’Italia ha contribuito con 100 milioni di euro. Le tematiche Gavi sono seguite dal Maeci-Dgcs e dal Mef.”

Sono tanti soldi dei contribuenti, che sono andati alla GAVI e in questi ultimi anni i contributi sono stati ancora aumentati e sono destinati ad un continuo incremento, per l’uso della vaccinazione come mezzo di controllo della Salute Pubblica, IMPOSTO da una volontà sovra-nazionale, vista la discussione sui TRATTATI PANDEMICI, in corso in questi giorni all’OMS (WHO).

Credo sia il momento di diffondere, con forza e convinzione, queste notizie e di risvegliare sempre più persone, da quella che il dr. Malone ha battezzato come il “PORNO DELLA PAURA”!!! 


FONTI: 

GAVI Foundation
FREEDOMPRESS: “La legge vaccini: la Lorenzin spieghi il fiume di denaro dall’Italia a GAVI
Corrierequotidiano.it: Gli intrecci del nostro Governo con le fondazioni Bill Gates-Gavi
DEPARTIMENTO DEL TESORO – GAVI Foundation

VelenoQB sui Canali Video:

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Incontro annuale Davos 2022

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Il Logo del WEF

I temi del forum internazionale del WEF che si tiene in questi giorni

Dopo un’assenza di due anni e mezzo, Davos sta ospitando in questi giorni l’incontro annuale del World Economic Forum. I temi sul banco sono: la crisi Ucraina, il Cambiamento Climatico ed una serie di altre problematiche attuali.


L’inaugurazione si è tenuta domenica sera e, tra tutti i leader intervenuti ci sono, oltre all’immancabile Zelensky, la Von Der Leyen, Scholz, altri capi di stato, tra cui una delegazione Indiana di politici federali e locali e direttori di azienda.

Quest’anno l’appuntamento è stato posticipato a maggio, invece del tradizionale gennaio, dopo che l’edizione 2021 era stata annullata, a causa della pandemia.

La cittadina dei Grigioni nel suo tradizionale evento, in gennaio

Il tema degli incontri sarà: “la storia ad un punto di svolta”.

Gli invitati discuteranno di come fare rete tra le loro idee, scambiare le loro visioni, scambiarsi punti di vista brillanti ed arrivare a soluzioni su alcuni dei problemi contemporanei:

  • politiche governative e strategie economiche di contrasto alla pandemia,
  • come affrontare la questione della guerra in Ucraina,
  • identificare delle soluzioni alla crisi del clima.

Il WEF stesso, indica tra le priorità, quelle di accelerare il progresso e di agire in modo deciso per affrontare le sfide globali e migliorare la situazione mondiale, in linea con l’ultimo libro presentato da Klaus Schwab: La grande narrazione, dove, molto in sintesi, l’autore chiama l’umanità a partecipare alla creazione di un futuro più sostenibile. Le catastrofi, sempre secondo Schwab, sono delle occasioni uniche per preparare la strada al cambiamento.

Se tutto questo è presentato con una finalità apparentemente positiva, cioè creare una società dove lo stile di vita di ciascuna generazione non indebita quelle successive, i cambiamenti sono calati dall’alto, in una prospettiva di cooperazione fissa, verso il raggiungimento degli obiettivi ed il pensiero critico diventa un ostacolo nella corsa verso questi scopi. Il sistema consumistico resta, tuttavia, i suoi tempi sono allungati, per poter far stare bene anche le generazioni successive e si introducono limitazioni ambientali per conservare il pianeta.

Negli ultimi due anni, la pandemia, evento unico nel secolo, ci ha messo di fronte a grosse sfide sia nella sanità, che nell’ecologia, nell’educazione, nella tecnologia e nelle sfide legate all’energia.

Una delle iniziative è detta “Reskilling Revolution”, per fornire migliore educazione ad 1 bilione di persone entro il 2030, favorendo la loro occupazione. Poi un’altra azione per promuovere lo “Shareholder Capitalism”, attraverso la definizione dei parametri ESM con cui definire il rating delle singole imprese, in base al loro impatto sulle questioni ecologiche e sociali.

Questi parametri sono definiti in modo top-down ed in caso di inosservanza, c’è il grosso rischio di ottenere un rating basso, con problemi per le stesse compagnie.

Infine, sono stati stanziati dei fondi per ripiantare alberi. “1 Trillion Trees” è il nome dell’iniziativa. Secondo l’organizzazione di Schwab, siamo ad una svolta della storia, dove i leader politici e delle industrie devono cooperare, per entrare nella quarta rivoluzione industriale.

Il WEF si definisce come un organismo internazionale che promuove la cooperazione pubblico-privata.

In quest’occasione, 2500 leader politici, aziendali, dei media, si riuniscono per discutere di un mondo che si deve adattare alla crisi. Dopo la pandemia e la guerra, il paradigma del mondo unipolare lascia spazio al mondo multipolare.

I punti fondamentali delle discussioni sono:

  • stimolare la cooperazione tra locale e globale;
  • ripristinare la stabilità dopo i conflitti geopolitici;
  • assicurare la crescita economica;
  • creare una nuova era di crescita;
  • stabilizzare il rapporto tra economia reale e mercati finanziari;
  • costruire società sane ed eque.

Si discuterà anche di come introdurre elementi di resilienza, utili ad affrontare le prossime crisi.

Parteciperanno a queste discussioni anche i leader di start-up ed altre imprese innovative, ONG, sindacati ed associazioni di categoria, leader religiosi/spirituali, insieme ai giovani leader dell’organizzazione di Davos.


Tutti gli obiettivi, le riforme presentate ed i cambiamenti prospettati, sono ancora lì, tuttavia, molti accadimenti dell’ultimo anno e l’accettazione di un passaggio da un mondo multipolare ad uno unipolare, fanno ben sperare che, alla fine, gli sarà difficile imporre cambiamenti forzati e molto rapidi. Va seguito l’evolversi della situazione.



Fonti:

https://www.hindustantimes.com/world-news/with-ukraine-climate-change-in-focus-world-economic-forum-in-davos-to-return-101653171270128.html

https://www.laverita.info/per-il-burattinaio-del-grande-reset-la-guerra-ci-fara-diventare-piu-verdi-2657374387.html

ATLETI, SPORTIVI E “EFFETTI AVVERSI”

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Decessi, Danni Irreversibili, Ritiro dall’AttivitàAppello alle Federazioni Sportive: promuovere al più presto una ricerca seria sugli “effetti delle Vaccinazioni per Covid-19” tra gli sportivi, per aprire finalmente su questo tema un dibattito serio e responsabile.

La notizia di una morte troppo precoce per una giovane atleta era arrivata per l’ennesima volta qualche settimana fa: Mariasofia Paparo, che avrebbe presto compiuto 28 anni, era stata stroncata da un infarto: la ragazza avrebbe conseguito la laurea il giorno 28 aprile. 

Il mio commento a freddo in quel momento in una ADMIN RING LIVE era stato questo: “È possibile che nessuna istituzione sportiva internazionale prenda ufficialmente una chiara posizione sul tema dei danni provocati dalla vaccinazione Covid-19?
Sembra una cosa davvero assurda e incomprensibile.”

Dietro a queste tragedie e alle molte altre situazioni drammatiche sorte dall’inizio di questa assurda campagna vaccinale di massa, non c’è solo la maggiore incidenza di problemi cardiaci, ma anche un diffuso indebolimento del sistema immunitario. 
Diversi atleti hanno chiamato in causa per la prima volta ad alta voce i vaccini anti-Covid. Serve quindi una ricerca seria, promossa dalle Federazioni sportive internazionali. Ma prima va superato il tabù culturale creato da governi, colossi farmaceutici e media.

Recenti dati dell’UKHSA (UK Health Security Agency), contenuti nel Vaccine surveillance report (Rapporto di sorveglianza sui vaccini) e relativi alla situazione nel Regno Unito, ci mostrano come sia i casi di malattia sia le ospedalizzazioni sia, infine, i decessi avvengano in prevalenza in persone vaccinate (72%, 74% e 82% rispettivamente) ponendo dei seri dubbi sulla decantata sicurezza ed efficacia degli attuali vaccini anti-Covid (JR Hope, The Desert Review, April 2022).

UKHSA (UK Health Security Agency) mostrano che i decessi avvengano in prevalenza in persone vaccinate.

Per capire questa situazione drammatica, facciamo un passo indietro: dall’introduzione sul mercato dei farmaci genetici sperimentali basati sulla tecnologia “mRNA” (Pfizer e Moderna su tutti) chiamati in un primo tempo erroneamente “Vaccini”, tanto da fare cambiare recentenente addirittura l’etimologia del termine sul dizionario medico di riferimento del CDC americano, sono iniziate segnalazioni sempre crescenti da parte di importanti medici e ricercatori sui rischi che la diffusione così capillare di quella particolare terapia, che non ha avuto i tempi sufficienti di poter essere regolarmente testata soprattutto sulle persone SANE, potesse portare a gravi effetti avversi e quindi a conseguenti danni collaterali gravi per i pazienti sottoposti a questo nuovo genere di vaccinazione. 

Uno dei pediatri più accreditata negli USA, il dr. Kirk Milhoan aveva da subito messo in guardia sui rischi di miocardite provocata dalla vaccinazione mRNA sui bambini; lui disse testualmente che “avremmo rischiato in breve tempo di veder cadere a terra i nostri figli senza motivo nel parco mentre giocano”…  e a conferma di questo, il dr. Peter McCullogh poco tempo dopo aveva ribadito che si stavano verificando danni al cuore nei bambini sotto l’età della pubertà e anche oltre: già dopo pochi mesi dall’inizio delle inoculazioni la Federazione del Basket americano aveva anche affermato che quasi il 50% degli atleti tesserati mostravano già i primi danni cardiaci di diversa entità.
Nel dicembre 2021 uscivano preoccupanti statistiche, mentre le campagne mondiali di vaccinazione procedevano imperterrite: L’indagine di Real-Time News ha rilevato 108 morti su 183 casi di questo tipo tra atleti professionisti, allenatori, atleti di università e college e atleti giovanili, tutti avvenuti dal dicembre 2020, mese in cui è iniziata la campagna di immunizzazione globale. 

Nella maggior parte dei casi, è stato riportato che la causa del malore è correlata al cuore, inclusa la miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco), la pericardite (infiammazione del pericardio) o una combinazione di entrambe: peri-miocardite, infarto o arresto cardiaco. La seconda causa segnalata, sono eventi di coagulazione, tra cui embolia polmonare, coaguli di sangue nei polmoni e nel cervello. 
Nessuna presa di posizione da parte delle Federazioni Sportive c’era stata allora e non c’è stata nemmeno fino al giorno d’oggi: non c’è ancora una reale presa di coscienza e un serio dibattito aperto su questi avvenimenti.

A due anni di distanza le statistiche e le notizie che arrivano ogni giorno sono impressionanti e davvero shoccanti…e finché ad accasciarsi sul campo erano bambini o adolescenti, a lamentarsi al più era purtroppo solo qualche genitore. 
Ora che invece la cosa tocca sempre di più i professionisti al più alto livello, il clamore comincia a farsi mediatico.

Dopo le polemiche per il “caso” Djokovic in Australia, il Tennis sembra essere diventato lo sport più tartassato. I malori agli Open di Melbourne e il caso di Rafa Nadal sono stati infatti solo l’inizio. Recentemente “Il mondo del tennis ha reagito con shock dopo che i favoriti Paula Badosa e Jannik Sinner hanno dovuto ritirarsi durante i quarti di finale del Miami Open.  Alla fine, un numero senza precedenti di tennisti (vaccinati) si è ritirato dal Miami Open della scorsa settimana. Ben 15 giocatori non hanno concluso la gara, tra questi anche i favoriti della competizione maschile e femminile.
Il The Liberty Daily di Miami scrive: “Come tante cose a cui abbiamo assistito negli ultimi tre anni, sembra esserci uno sforzo coordinato per sopprimere la verità. Gli atleti di tutto il mondo sono in calo. La gente media sta vivendo orribili reazioni avverse. Decine, forse centinaia di migliaia di persone stanno morendo a causa di questi “vaccini”. Potrebbero anche essere milioni; i dati sono oscurati. Per tutto il tempo, i politici e i media aziendali fanno finta che tutto sia normale”.

Secondo queste voci preoccupate, il tennis non è stato il primo sport i cui giocatori sono stati colpiti da condizioni “inspiegabili”.
Rafa Nadal e i suoi colleghi tennisti hanno avuto fortuna. Possono raccontarlo.
L’elenco infatti è purtroppo molto lungo fino ad arrivare ad oggi, con la nuotatrice Mariasofia Paparo…e si tratta tutti di eventi che sono stati resi pubblici…molti purtroppo vengono ancora tenuti riservati o addirittura nascosti all’opinione pubblica. 
Diversi atleti hanno chiamato in causa apertamente per la prima volta i vaccini anti-Covid correlando un aumento esponenziale di malanni invalidanti l’attività agonistica con il periodo dell’inoculazione delle terze dosi. 
Un grido d’allarme motivato non solo dalla maggiore incidenza di problemi cardiaci, ma anche dalla semplice constatazione che il sistema immunitario si è talmente indebolito da non riuscire a opporsi a malanni, anche banali, che in epoche anteriori erano sconosciuti ai più o se non altro facilmente tenuti a bada senza bisogno di interrompere l’attività agonistica.

La Federazione italiana medici sportivi, con un questionario diffuso negli ambulatori dei propri associati, ha provato, invece, a deviare la palla sul Covid e sul long Covid, anche se un’altra ricerca americana, pubblicata a novembre dal British Journal of Sports Medicine, su 3.597 atleti contagiati statunitensi, di college e università, ha rivelato che solo l’1,2% presentava sintomi di lungo periodo. Una ricerca – questa – limitata, peraltro, alla fascia meno a rischio (18-24 anni) e che non era in grado di distinguere quali effetti avversi fossero figli della malattia, o invece del vaccino.

I medici sportivi italiani stanno auspicando che sia redatto un registro di atleti NON VACCINATI ed è singolare che non si adoperino, invece, al contempo, per averne uno analogo – ben più importante – sugli effetti avversi conseguenti alla vaccinazione. 

È ormai evidente che non si possa delegare tale ricerca alla farmacovigilanza, per lo meno nel nostro Paese, dove – per stessa ammissione dell’AIFA – la farmacovigilanza attiva non supera il 4% delle segnalazioni totali (percentuale persino sovrastimata) e dove quella passiva, è unanimemente considerata di gran lunga sottostimata.

Qui sta il punto. Se vogliono raccogliere l’appello dei loro atleti, le Federazioni internazionali devono finalmente associarsi e finanziare una ricerca seria, sugli effetti tra gli sportivi, non solo del Covid, ma anche e soprattutto delle vaccinazioni, giusto per togliersi il legittimissimo dubbio e calibrare eventuali contromisure. AL PIÙ PRESTO!

È ovvio, però, che prima vadano rimossi i tabù culturali promossi dalle politiche sanitarie governative e dai colossi farmaceutici spalleggiati dai media: quello che ha impedito finora, un approccio serio, libero e scientifico, agli eventuali esiti avversi, o sequele negative del trattamento farmacologico anti-Covid. 

Quest’ultima condizione dovrebbe comunque valere per tutti, NON SOLO PER GLI SPORTIVI!

Esiste una casistica indiscutibile che va affrontata con un confronto ONESTO e CHIARO, sul tema della vaccinazione, che tenga in considerazione soprattutto gli ultimi risultati delle battaglie legali in Italia, in Europa e nel Mondo. In particolare negli USA, dove, dopo la pubblicazione dei dati della PFIZER sugli effetti avversi (pubblicazione che ricordo doveva essere fatta nel 2075, come aveva richiesto la casa farmaceutica…), sono stati già forniti dati davvero eloquenti: un rapporto 12 volte più grande tra i morti a causa della malattia Covid-19 e i decessi da vaccino.

Un totale dello 0,25% per i morti da Covid, contro il 3% dei morti da vaccino.

In ultima analisi, le statistiche pubblicate da EuroMOMO parlano chiaro sulla curva dei decessi del 2021 nei paesi EU è molto più alta rispetto a quella del 2019 e 2020.
Basta guardare i dati ufficiali di Euromomo relativi all’eccesso della mortalità negli ultimi tre anni nei paesi EU.

Prendiamo le misure osservando la tabella:

– L’anno di riferimento (normalità, senza virus) è il 2019
– L’anno della Covid è il 2020
– L’anno del siero genico magico è il 2021

Una domanda legittima: Il vaccino non doveva salvare le vite umane e, al limite, far solo ammalare lievemente?
Inoltre, perché il 2020, l’anno del terribile Covid, presenta meno morti del 2021, l’anno del potente e liberatorio Vaccino?
Dovrebbe essere l’esatto contrario, seguendo la narrazione ufficiale.
Qui, al netto della propaganda di Regime, il grafico ci dice altro: dice che la curva dei decessi, sta prendendo il volo dal giugno 2021!

Grafico EuroMOMO 2019/2021 (euromomo.eu)

Sono cifre che devono fare pensare… perché i tribunali in tutto il mondo si stanno iniziando a muovere e i risultati non tarderanno a farsi sentire.

FONTI: 
https://lanuovabq.it/it/atleti-e-miocarditi-perche-centrano-i-vaccini-mrna
https://lanuovabq.it/it/atleti-e-mal-di-vaccino-urge-una-ricerca-delle-federazioni
EuroMOMO

Nell’Allegato PDF: l’Elenco aggiornato degli atleti Colpiti da affetti Avversi che hanno perso la vita o sono stati costretti al ritiro dall’attività.

Elenco di infortuni e decessi di atleti fino ad oggi

TRANSUMANESIMO: ECTOGENESI – UTOPIA O REALTÀ Parte 2

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DESIDERIO INDOTTO – IL “BISOGNO” DELL’ ECTOGENESI

Finora qualsiasi speculazione sul futuro dell’ectogenesi al pubblico può sembrare più una teoria futuristica che una previsione scientifica. Per molto tempo qualsiasi ricerca sugli embrioni umani è stata limitata alle prime due settimane. La Società internazionale per la ricerca sulle cellule staminali (ISSCR) ha rilasciato, nel 2021, una versione aggiornata delle linee guida etiche per gli esperimenti su cellule umane e sugli embrioni, che ha effettivamente abolito la “regola dei 14 giorni”. Ora quindi la ricerca può teoricamente essere effettuata in qualsiasi momento, ma non ci sono informazioni pubbliche circa l’avvento di operazioni eseguite con questa nuova opportunità.

Se vi siete persi la prima parte dell’articolo, lo troverete quì di seguito:
TRANSUMANESIMO: ECTOGENESI – UTOPIA O REALTA’ – UTERI ARTIFICIALI – NECESSITÀ REALE O UN DESIDERIO INDOTTO?

Embrioni di topo, i cui cuori pulsanti sono visibili, sono cresciuti fuori dall’utero dopo quattro giorni. Credito Credito… Di A. Aguilera-Castrejon Et Al., Natura 2021

Sicuramente grazie all’ectogenesi, gli scienziati troveranno in futuro il modo di studiare la formazione e la nascita di un nuovo essere umano dall’inizio alla fine. Il problema etico della maternità surrogata scomparirà e i medici saranno ancora più efficaci nell’assistere le persone senza utero o con infertilità.

Allo stesso tempo, qualsiasi tecnologia basata su un nuovo modo di vedere la gravidanza porta con sé una serie di problemi. In primo luogo, non c’è garanzia che la parte della famosa distopia di Huxley sul rigido controllo sociale non diventi profetica.

In secondo luogo la posizione delle donne può cambiare, in meglio o in peggio, in base alla realtà che vivono. Nei paesi progressisti, per esempio, l’abbandono del parto naturale rischia di approfondire il concetto di equa condivisione delle responsabilità genitoriali dal momento del concepimento. Nelle società conservatrici, invece, la perdita della funzione essenzialmente unica delle donne di procreare può portare a una situazione disastrosa per quanto riguarda i diritti di genere. Si può, per esempio, tentare di rimuoverle completamente dalla questione dell’allevamento delle generazioni future, lasciando loro solo il poco invidiabile ruolo di fornitrici di ovuli.

Ovociti derivati ​​in laboratorio da cellule staminali embrionali. O. Hikabe et. al., Nature 538, 7625 (20 ottobre 2016) © MacMillian Publisher Ltd

In ogni caso, il lavoro sulla biotecnologia riproduttiva è già iniziato da molto tempo e forse l’ectogenesi al di fuori dei laboratori sperimentali sarà il motivo di riflessione dal quale l’umanità dovrà, ancora una volta, ripartire per rivalutare e ripensare la sua visione del mondo.

LA MACCHINA DELLA PROPAGANDA È GIÁ A PIENO REGIME

Ciò che preoccupa è la dissonanza delle informazioni e le reazioni che tale realtà crea nei diversi paesi del mondo.

Per esempio, in alcuni stati americani i governatori si stanno impegnando in una campagna di sensibilizzazione sull’importanza di non abortire se non necessario per la salute della madre. Ne è un promotore di tutto rispetto il governatore Ron DeSantis in Florida che ha firmato una legge il 14 aprile scorso per vietare gli aborti oltre le 15 settimane di gestazione.

In altri invece, come in Colorado, i governatori si stanno adoperando affinché vengano modificate le leggi. Modifiche che se venissero approvate sarebbero vere e proprie “leggi della morteperché permetterebbero l’infanticidio, quindi l’uccisione del bambino nella fase PERINATALE.

Non bisogna poi dimenticare che le chiare posizioni dell’industria dell’aborto, sostenuta dall’ONU e dalle diverse organizzazioni nazionali americane unite sotto il nome di Planned Parenthood, incentrate sullo sviluppo della legislazione abortista e sul mantenimento del pagamento di ogni singolo aborto da parte del contribuente, costo che può arrivare a 750$ e che in alcuni casi è coperto da piani assicurativi come quello di Medicaid. In riferimento al discorso sugli aborti vi ricordiamo l’articolo dell’8 aprile dove riportammo il ritrovamento di feti ritrovati da un camionista che lavorava per un’azienda di rifiuti biologici e che indicava un possibile infanticidio

Il ritrovamento di corpi di neonati può indicare un infanticidio dopo tentativi di aborto [CONTENUTO GRAFICO]

Ma l’aborto è una pratica che comporta anche delle conseguenze che superano il mero costo sociale economico, a riguardo l’approfondimento nella pubblicazione “il legame ABORTO-AUTISMO”.

Anche il clero sembra appoggiare la tecnica dell’utero artificiale e quindi la tendenza al transumanesimo poiché, come riportato in questo articolo “Gli uteri artificiali potrebbero creare un cambiamento sismico nel dibattito sull’aborto, sui diritti riproduttivi”.

ALCUNE PUBBLICAZINI IN MERITO

Di pochi giorni fa la pubblicazione della casa editrice Springer che ha presentato il libro “Tecnologie della narrativa speculativa femminista

Essere un utero artificiale macchina-uomo”.

Abstract: Anne Charnock predice l’imminente era delle nascite senza madre descrivendo il futuro delle tecnologie riproduttive e le sue innumerevoli conseguenze per omo/eterogenitori in Dreams Before the Start of Time (2018). Narra come l’ectogenesi e la partenogenesi possano costringere le scelte produttive delle donne attraverso le generazioni a causa di circostanze sociali e di dominio pubblico che considerano la gravidanza come “un’anomalia sociale”. Il romanzo di Charnock si occupa della disuguaglianza sociale e delle questioni dell’abilismo, poiché i bambini geneticamente modificati potenzialmente creeranno un’altra distinzione di classe tra umani “GenRich” geneticamente superiori e “GenPoor” nati per natura. Questo capitolo mostra come le scelte riproduttive alterate distintamente dalla biotecnologia influiscano sul legame e sulla relazione genitore-figlio, offrendo nuove forme familiari e modificando lo stato sociale della genitorialità. Mostra l’importanza di essere genitore, figlio e famiglia in ogni generazione.



Sul sito Researchgate tra i seminari di perinatologia possiamo trovare una pubblicazione che intitola “Considerazioni etiche nell’uso della tecnologia artificiale dell’utero/placenta”.

Abstract: nonostante i miglioramenti nella sopravvivenza negli ultimi decenni, l’immaturità polmonare e l’uso della ventilazione meccanica hanno rallentato la riduzione delle morbilità a breve e lungo termine per i bambini al limite della vitalità (22-24 settimane di gestazione). È stato a lungo sospettato che l’uso di un utero o di una placenta artificiale, per preservare la fisiologia fetale nativa e mantenere i polmoni pieni di liquidi anziché di aria, aiuterebbe a migliorare i risultati per questi bambini. Pertanto, diverse istituzioni stanno implementando gli sforzi per sviluppare questa tecnologia, portandola sul campo della neonatologia in vista delle sperimentazioni cliniche. Prima dell’uso negli esseri umani, dovrebbero essere considerate e discusse diverse importanti questioni etiche, incluso lo stato morale di questi pazienti e il termine usato per descriverli: neonato, feto o altro. Queste definizioni determineranno quando è opportuno utilizzare la tecnologia e quando è consentito ritirare questo supporto, nonché come attribuire i diritti dei genitori e lo stato legale di questi pazienti.

CONSIDRAZIONI FINALI

Molte tecnologie promettono la creazione di un futuro più sano, la cura di disabilità e affermano di avere uno scopo premuroso nei confronti dei destinatari.

Il discorso sugli uteri artificiali si basa sulla trasparenza dei termini chiave: salute, disabilità, assistenza, che sono in effetti altamente controversi ed eticamente e politicamente ambigui.

I risultati dell’intervento ectogenetico richiedono un’analisi approfondita e le motivazioni e le ipotesi che guidano tale sviluppo tecnologico necessitano di un esame informato e serio.

Fin qui gli aspetti normativi, etici e lo stato, perlomeno dichiarato, della ricerca scientifica in merito all’ectogenesi.

Vi sono tuttavia delle considerazioni, attinenti a aspetti ben differenti, da cui non si può prescindere.

La scienza ha operato, nei confronti della Vita, e conseguentemente della comprensione che le persone ne hanno, pesanti riduzionismi e meccanicismi, riconducendola a mera questione biochimica.

Gli aspetti spirituali, misterici, energetici, emotivi e mentali sono stati esclusi dal corpus di conoscenze che vengono prese in considerazione quando si tratta di operare delle scelte relative ai margini di intervento consentiti, come se essi non avessero alcun peso nel concorrere alla creazione di ciò che noi consideriamo umano.

Poiché la scienza moderna occidentale opera in modo sistematico una selezione di tutti questi aspetti è considerazione conseguente e ovvia l’affermare che non ne abbia comprensione alcuna e ignori l’interazione che essi creano con la biologia, partecipando, de facto, al funzionamento dell’organismo.

Legittimo quindi chiedersi che tipo di creatura, certamente non umana, vedrà la luce a seguito dello sviluppo di queste tecnologie.

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