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lunedì, Settembre 26, 2022

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Allarme pedofilia, si tenta la legalizzazione

MAP o Pedofili? La neolingua per normalizzare la pedofilia

MAP: IL TERMINE PER SDOGANARE LA PEDOFILIA

PAROLE E PENSIERO

È noto che ogni popolo può espandere la propria cultura e conoscenza in base alle esperienze accumulate e tramandate di generazione in generazione, quindi elaborate dal proprio pensiero in base alle conoscenze acquisite durante il percorso della vita. Queste esperienze vengono tradotte in linguaggio per permettere la comunicazione tra gli esseri umani. Ogni parola attiva un processo neuronale intrinseco alla parola stessa in base al significato che gli abbiamo attribuito, ne consegue che per comunicare dei concetti occorre usare le parole appropriate affinché il messaggio venga recepito come desiderato. 

PAROLE: MECCANISMI TOTALITARI DI CONTROLLO DEL PENSIERO

Tramite gli svariati articoli inerenti gli strumenti della scienza del potere, dei quali abbiamo ampiamente discusso (nelle conferenze e forum da noi tenuti) e scritto, si comprende che il linguaggio è uno strumento essenziale per la manipolazione mentale.

George Orwell, con 1984, ci ha magistralmente illustrato i meccanismi dell’alterazione autoritaria nei contesti formalmente democratici, attraverso i concetti di neolingua. Con 1984 ci mandava un monito, ci avvisava del pericolo che avrebbe comportato l’inserimento della NEOLINGUA nella comunicazione alle masse:

“Fine specifico della NEOLINGUA non è solo quello di fornire, a beneficio degli adepti dell’ingegneria sociale, un mezzo espressivo che sostituisce la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero”

(G. Orwell, 1984; Appendice, I principi della Neolingua)

Una volta radicata la neolingua e scalzata la “vecchia” lingua, ogni pensiero eretico (cioè contrario ai princìpi di coloro che governano il mondo) è praticamente impossibile.

Ad oggi una rete di professori e politici a livello internazionale sta gettando le basi per normalizzare la pedofilia come possibile “orientamento” sessuale. A supporto di tale affermazione si può ricordare quanto  riportato nel giugno dell’anno scorso a riguardo di Carlo Nordio. L’ex PM dice che “la pedofilia è un orientamento sessuale come un altro, proprio come l’omosessualità“ , a tale voce si aggiunge quella del PD che con il DDL 1052, e poi con il DDL Zan afferma la stessa cosa. Accadde così anche con i gay: personaggi di spicco si indignavano quando venivano discriminati gli omosessuali, iniziarono i primi coming-out di persone famose (nel mondo del cinema o della musica, anche la storia veniva raccontata in modo diverso indicando grandi nomi come gay). Il risultato è che, oggigiorno, chiunque esprima un pensiero non in linea con questa realtà viene definito OMOFOBO e retrogrado. .
Si può quindi affermare senza ombra di dubbio che per arrivare a questo cambio di narrativa e rendere accettabile la pedofilia è indispensabile “lavorare” sul linguaggio e sulla narrativa mediatica. E’ necessario cancellare qualsiasi possibile associazione che porti il pensiero all’abuso sui bambini e possibilmente rendere i carnefici le vittime.

COSA VUOL DIRE MAP (PLURALE MAP’S)

Il termine è stato coniato all’inizio del 2007 come neologismo da due attivisti con attrazioni diverse (pedofilo e non pedofilo). Alla fine del 2021, a seguito di un uso costante nel mondo accademico, MAP era stato menzionato oltre 100 volte in Google Scholar. L’uso costante in ambienti stimati di un vocabolo attribuisce in automatico al vocabolo stesso un’accezione degna di rispetto.

Qui entra in funzione la neolingua: il termine pedofilo suscita ribrezzo, è ributtante, provoca un vero senso di avversione e disprezzo, com’è giusto che sia per le persone normali. Per riuscire a portare la finestra di overton fino all’ultimo step che prevede la legalizzazione del crimine, si procede dando a questo concetto nuove definizioni usando termini  politically correct. Il primo passo è usare la nozione di emarginazione. Chi sta perpetrando questo obiettivo infatti cercherà di far sentire coloro che non accettano l’idea della pedofilia come semplice orientamento sessuale come intolleranti, razzisti, ponendo i predatori di bambini sotto il riflettore della discriminazione, definendoli “minoranze” da proteggere. Questo cambiamento, da predatore a vittima, è quello che porta a definire il pedofilo “MAP (minor attracted person)” che, letteralmente, nella nostra lingua vuol dire “persona attratta da minore”.  E’ fondamentale notare la scelta delle parole e le loro associazioni: la definizione “persona attratta da minore” attutisce l’impatto, non scatenando le reazioni di disgusto che invece provoca la parola “pedofilo” e cioè colui che ha un’inclinazione alla pedofilia, che per definizione si manifesta con azioni, ricorrenti impulsi e fantasie erotiche che implicano attività sessuali con bambini prepuberi.

Uno spunto di riflessione si può cogliere se si afferra che i termini vengono suddivisi volutamente in diverse categorie. Nel caso dei  MAP si includono i pedofili, nefili, efebofili o ebefili, tutti rientrano nella categoria della parafilia. Wikipedia ne è una fonte. Solo qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo sul nostro canale ChildResQue, a dimostrazione che si sta già passando da  PERVERSIONE sessuale a PREFERENZA sessuale e in ultimo si arriverà a DEVIANZA. Anche da questo si evince che il percorso previsto dalla finestra di Overton pare essere più avanti di quanto si possa pensare.

ASSISTIAMO ALLA NORMALIZZAZIONE DELLA #PEDOFILIA? Wikipedia è stata modifica innumerevoli volte da quando è stata creata a riguardo della pedofilia

Ultimo accenno a wikipedia, che in ogni nazione pare adattare il significato delle parole allo stato del progresso della finestra di Overton. Sulla pagina dedicata si legge:

L’attenzione che si pone alla figura del carnefice è destabilizzante: ci si raccomanda di non offenderlo utilizzando termini impropri (ha un’anima e può essere ferito) e si fa notare che non tutti i pedofili molestano i bambini (quindi esistono pedofili buoni?!)

CHI SONO I MAP

I MAP si distinguono in NOMAP e ACNOMAP: NO sta per “Non Offending”, questa categoria specifica che non ha rapporti sessuali con i bambini; ACNO sta per “Anti-contact”, questo gruppo precisa di essere favorevole al divieto assoluto di relazioni fisiche/sessuali tra minorenni e adulti. Poi ci sono i Pro-Contact, all’interno di questa classe c’è battaglia tra i membri poiché alcuni sono a favore del contatto solo se c’è matrimonio, altri sono a favore del contatto con minore se “consenziente”. La domanda sorge spontanea: come si fa solo a pensare che un minore possa essere consenziente? Un minore per valutare ha a disposizione poche conoscenze che tra l’altro gli vengono indottrinate non si può quindi considerare consapevolmente “consenziente”.

Siamo già al punto in cui si sta creando un mondo ad hoc, parallelo, è già una realtà riscontrabile: nei siti dedicati esiste una wiki personalizzata ovvero la NewgonWiki, fondata nel 2007, ci sono diverse bandiere disegnate apposta per l’orgoglio MAP.

Non sono fantasie, purtroppo è realtà. Tutto è accaduto in sordina, nessun mass media ne parla, ma forse dopo questo articolo come spesso accade ci si farà più caso.

Possiamo condividere in toto le preoccupazioni che la ONLUS ProVita&famiglia ha più volte manifestato e proprio per questo ci sentiamo in dovere di portare all’attenzione del lettore questo articolo. Si descrive bene come i MAP’s stiano cercando di “trovare accoglienza” presso gruppi già radicati socialmente e politicamente; che siano già attivi e tutelati dalle istituzioni. In pratica i MAP’s stanno tentando di (ri)agganciarsi alla comunità gay, tentativo espletato nella creazione della propria versione della bandiera arcobaleno per il gay pride month (il mese dedicato al gay pride, ossia giugno).

Ma sui social i profili con l’indicazione “MAP” aumentano notevolmente, spesso chiedono di entrare in contatto con chi si identifica in questo acronimo per costituire piccole aggregazioni. Da una breve ricerca queste persone stanno cercando di ottenere una giornata tutto per loro, il “MAP PRIDE”, lanciando l’hashtag #MAPPride.

Non c’è ancora una data fissata, tuttavia ci sono video e azioni pubblicitarie volte a sostenere il movimento.

Ci sono persone omosessuali in buona fede che stanno segnalando sui social network la differenza tra i due arcobaleni, ma forse ignorano che in origine la battaglia per la liberazione sessuale era portata avanti da una sola realtà con due anime: omosessuale e pedofila allo stesso tempo. E’ un dato di fatto che “negli anni ’60 e ’70 gruppi come il NAMBLA (North American Man/Boy Love Association – Associazione nord americana per l’amore tra adulti e ragazzi) erano parte integrante dell’ILGA (International Lesbian and Gay Association), la più grande coalizione omosessuale sul piano internazionale. Le radici profonde del movimento gay erano apertamente antifamiliari, e praticamente riducevano tutti gli esseri umani a niente di più che oggetti sessuali. La “liberazione gay” ha sempre lottato per la liberazione sessuale di tutti, indipendentemente dall’età. Il NAMBLA fu membro dell’ILGA per almeno un decennio, e il connubio si sciolse solo quando, nel 1994, l’ILGA si vide sospendere lo status consultivo ottenuto presso l’ONU, per aver attirato su di sé le accuse di affiliazione con gruppi pedofili. Fu allora che, per ragioni di convenienza politica e giudiziaria, prese le distanze da una causa che fino ad allora aveva perorato.”

LA STRADA È SPIANATA

La finestra di Overton prevede anche che dell’argomento si occupi la scienza, la cultura e che passi per le scuole. Per quanto riguarda il ramo scientifico il passaggio è stato fatto nel silenzio più assoluto:  l’Associazione Psichiatrica Americana (APA) ha classificato la pedofilia come disturbo mentale usando la classificazione ICD-10-CM Codice diagnosi F65.4. Ciò significa che oggi questa perversione rientra tra i “Disturbi mentali, comportamentali e del neurosviluppo”, classificazione convalidata inoltre dal DSM-5, DSM noto anche come “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali” che definisce la pedofilia come disturbo.

Normalizzare la pedofilia: TEDx 2018- Mirjam Heine “La pedofilia è un orientamento sessuale….”

Anche negli atenei rinomati del mondo ci si è spinti a parlare di pedofilia come di orientamento naturale sessuale, un caso famoso è quello di Mirjam Heine (VIDEO), o di Allyn Walker (professore transgender all’ OLD DOMINION UNIVERSITY in Virginia) che dopo aver destigmatizzato i predatori sessuali di bambini chiamandoli MAP’s nel suo libro è stato costretto a dimettersi.


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