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I tre fondi Usa che guadagnano dalle crisi

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«Fare soldi, per fare soldi: se esistono altre prospettive, chiedo scusa, non le ho viste». Correva l’anno 1962, a scrivere era Giorgio Bocca: Il Giorno lo aveva mandato a Vigevano per raccontare la provincia lombarda artigiana inebriata dal boom economico, quella dove nel giro di pochi anni erano sorte mille fabbriche ed erano sparite tutte le librerie. Ne venne fuori un reportage destinato a entrare nella storia del giornalismo italiano. Oggi, sessant’anni dopo, quel formidabile incipit suona tremendamente adatto a descrivere un altro fenomeno, molto diverso ma ugualmente figlio del suo tempo: il gran banchetto dell’alta finanza americana mentre il resto del mondo viene preso a cazzotti in faccia, prima da una pandemia, poi da una guerra e poi ancora da una crisi energetica. Seduti a capotavola, a contare le banconote, sono in tre: si chiamano Blackrock, Vanguard e State Street, sono società di gestione del risparmio e negli ultimi due anni, nonostante un susseguirsi di choc economici senza precedenti, il valore dei loro titoli in Borsa messi assieme è schizzato in alto del 61%.

Questi tre giganti di Wall Street hanno investito sui settori giusti: farmaceutica, armamenti, idrocarburi, elettronica. Con pacchetti azionari che oscillano intorno al 5% ciascuno, ci sono loro dietro i vaccini di Pfizer e Astrazeneca, le bombe di Lockheed Martin e Bae, il gas di Shell e Tellurian e i sistemi operativi di Apple e Microsoft. Tutti prodotti che dalle crisi di questi primi anni Venti hanno tratto enorme beneficio. Per avere un’idea della portata imperiale del business, basti dire che Blackrock, Vanguard e State Street gestiscono complessivamente asset per 20 trilioni di dollari, più di dieci volte il Pil dell’Italia. Sono società di gestione del risparmio, dicevamo: raccolgono i soldi degli investitori e li puntano come fiches sui mercati con l’obiettivo di farli fruttare. Il loro bazooka più potente sono gli Etf (Exchange Traded Products), fondi quotati che replicano l’andamento di un indice azionario, ossia di un paniere di titoli selezionati. Senza scendere troppo nei tecnicismi, si tratta di fondi a gestione passiva: non richiedono cioè l’intervento di un gestore che compra e vende azioni in tempo reale, ma fanno tutto “da soli” restando agganciati all’indice di riferimento. Dunque sono più economici. Ma hanno anche altri due importanti pregi: consentono di diversificare e danno rendimenti elevati. Ebbene, a colpi di Etf, negli ultimi vent’anni Blackrock, Vanguard e State Street hanno rastrellato un numero impressionante di azioni, arrivando – secondo uno studio del 2017 dell’Università di Amsterdam – a essere i maggiori azionisti nell’88% delle società quotate sullo S&P 500, il più importante indice azionario nordamericano, popolato da nomi del calibro di Amazon, Meta, Coca Cola. In altre parole, se andate a vedere la lista dei proprietari delle più ricche società del mondo, ai primi posti troverete quasi sempre i tre giganti di Wall Street.

Secondo l’analista Stefano Sanna, partner di NoRisk, un fattore decisivo di questa campagna di conquista è proprio il tratto americano: «Gli Usa sono il Paese più all’avanguardia nel settore finanziario, Wall Street è la Borsa per antonomasia dove vengono a quotarsi società da ogni parte del mondo», fa notare. «Per colossi come Blackrock avere un mercato così ampio su cui affermarsi è un vantaggio importante». Inoltre «questi asset manager offrono una gamma di prodotti molto variegata e altamente performante». Il fatto che la triade abbia piazzato le proprie bandierine praticamente ovunque pone però un tema di concentrazione del potere: Blackrock, Vanguard e State Street – si legge sempre nel rapporto dell’Università di Amsterdam – utilizzano infatti «strategie di voto coordinate e quindi perseguono obiettivi di corporate governance centralizzata». Due professori di Harvard, Lucian Bebchuk e Scott Hirst, hanno calcolato nel 2019 che la triade esprimeva complessivamente il 25% dei diritti di voto di tutte le società quotate sull’indice S&P 500. E che arriverà al 34,3% entro dieci anni e al 40,8% entro venti. «I responsabili politici – hanno avvertito i due studiosi – dovrebbero prendere sul serio le sfide che questo scenario pone in termini di governance delle aziende». Anche perché i tre fondi sono strettamente intrecciati fra loro: Vanguard e State Street detengono insieme il 12% di Blackrock; Vanguard e Blackrock possiedono il 18% di State Street; mentre Blackrock e State Street hanno il 20% di Vanguard. E se questi fondi possono sembrare entità evanescenti nell’immaterialità della finanza, va ricordato che dietro il loro inarrestabile successo ci sono manager in carne e ossa. Come Larry Fink, 69 anni, l’uomo che nel 1988 ha fondato Blackrock e che tutt’ora ne tiene le redini insistendo sul fatto che «il capitalismo ha il potere di plasmare la società». Storico sostenitore del Partito democratico ed ex consigliere personale del presidente Obama, Fink è stato definito «lo statista di Wall Street» per il ruolo di “pesce pulitore” di titoli tossici esercitato da Blackrock durante la crisi del 2008. Alla guida di Vanguard c’è Mortimer Buckley, 53 anni, allievo del «finanziere democratico» John Bogle, l’inventore dei fondi indicizzati.

Dopo anni di resistenze, Buckley solo di recente ha accettato di impegnarsi a non investire in attività che aumentano il surriscaldamento globale. Una missione di cui, al contrario, si è fatto capofila Blackrock: «Chiediamo alle aziende di fissare obiettivi per la riduzione dei gas serra», proclama da anni Fink. Ma secondo gli ambientalisti è solo greenwashing: Blackrock, Vanguard e State Street, infatti, continuano ad avere importanti partecipazioni in società dell’oil and gas come British Petroleum e Chevron e così – protesta l’associazione Friends of the Earth – «favoriscono uno status quo di inazione». Ma i tre giganti di Wall Street sono ben radicati anche in Italia. In particolare Blackrock, che detiene pacchetti del 5% ciascuno in Intesa Sanpaolo, Unicredit, Enel e Snam. La “roccia nera” e Vanguard sono i maggiori azionisti di un altro maxi-fondo americano, Blackstone, che fa private equity e che nel nostro Paese è molto attivo nel settore immobiliare.

Blackstone sta trattando l’acquisto della holding Atlantia dalla famiglia Benetton e sta per diventare socio al 24,5% di Autostrade per l’Italia, mentre una quota di pari misura andrà al fondo australiano Macquarie, che detiene anche il 40% di Open Fiber, la società della fibra ottica che dovrebbe fondersi con la rete di Tim. E indovinate chi c’è tra i maggiori azionisti di Macquarie? Sempre loro: Blackrock e Vanguard. L’intreccio, insomma, è fittissimo. E non mancano risvolti inquietanti. Secondo un articolo pubblicato nel 2015 su Limes dal professor Germano Dottori, Blackrock «svolse probabilmente un ruolo molto importante nella crisi del debito sovrano italiano del 2011»: il fondo infatti era socio di maggioranza relativa in Deutsche Bank, che in quei mesi fu il primo istituto a ritirare in misura massiccia i propri capitali investiti in titoli italiani. Spingendo il nostro Paese sull’orlo del default in nome del mantra che prevale su tutto: fare soldi, per fare soldi, per fare soldi.

Articolo di TPI

La Serbia e il legame con Russia e Cina

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Nel periodo compreso tra il 2015 e il 2021 la spesa per la difesa della Serbia è aumentata di circa il 70%, arrivando a toccare quota 1,4 miliardi di dollari all’anno. Giusto per fare qualche esempio, Belgrado ha acquistato droni da combattimento dalla Cina, un sistema di difesa area, vari elicotteri e 30 carri armati dalla Russia, oltre ad un sistema missilistico terra-aria dalla Francia e a dieci jet Mig-29 da Bielorussia e nuovamente Russia.

Il caso più recente, quello che ha riacceso i riflettori sul Paese balcanico, risale allo scorso 9 marzo, quando la Serbia ha ricevuto proprio dalla Cina il sofisticato sistema antiaereo cinese HQ-22, accogliendo all’aeroporto civile Nikola Tesla di Belgrado sei grandi aerei militari cargo inviati da Pechino. La consegna ha allarmato l’Unione europea, preoccupata sia per il possibile accumulo di armi nei Balcani che per il rischio di una possibile e improvvisa escalation in una regione dagli equilibri fragilissimi, per giunta indirettamente scossa dalla guerra in Ucraina.

Scendendo nei dettagli, pare che il governo serbo abbia accolto sei aerei da trasporto Y-20 dell’aeronautica cinese carichi di HQ-22 surface-to-air missile systems da girare in dotazione al proprio esercito. Il Ministero degli Esteri cinese non ha confermato di aver fornito alla Serbia il citato HQ-22, limitandosi a chiarire che i velivoli atterrati a Belgrado sabato scorso trasportavano “attrezzature militari convenzionali“.

Il portavoce del dicastero, Zhao Lijian, ha aggiunto che la missione in terra serba rientrava in un progetto di cooperazione annuale tra i due Paesi. La Cina “auspica che gli organi di stampa non distorcano eccessivamente la natura della collaborazione, che non è rivolta contro terze parti e non ha niente a che vedere con l’attuale situazione” in Ucraina, ha sottolineato lo stesso Zhao. Il portavoce ha poi respinto i dubbi riguardo alla possibilità che la mossa di Pechino possa danneggiare la pace nella regione. “Gli Stati Uniti vendono armi all’Europa e a Taiwan. Gli è mai importato di danneggiare la pace e la stabilità regionale?”, ha tuonato polemicamente il portavoce.

Le reazioni ufficiali alla notizia sono state contrastanti. Il ministro della difesa del Kosovo, Armend Mehaj, ha parlato di “comportamento distruttivo, pericoloso e antioccidentale” nonché di uno “spettacolo disgustoso in un momento in cui Ue, Nato e l’intero mondo dei valori euroatlantici affrontano l’aggressore di tali valori, la Russia e i suoi alleati”. Altri, come il presidente della Macedonia del Nord, Stevo Pendarovski, e il primo ministro dell’Albania, Edi Rama, ritengono che non ci siano motivi per preoccuparsi in merito ai recenti acquisti serbi.

All’indomani della guerra che ha distrutto la Jugoslavia negli anni ’90, la capacità militare della Serbia era evaporata come neve al sole. Nel 2014, con l’attacco russo all’Ucraina, Belgrado ha deciso di invertire la rotta ed è tornata ad armarsi. L’intervento di Mosca contro Kiev aveva appena dimostrato al governo serbo che l’era della guerra convenzionale in Europa non era ancora terminata.

Uno stato moderno ha bisogno di un esercito moderno, sostiene il presidente Aleksandar Vucic, fresco di conferma elettorale. Calcolatrice alla mano, considerando la spesa per la difesa in percentuale del pil la Serbia supera Albania, Bosnia, Montenegro, Kosovo e Macedonia del Nord messe insieme. Supera pure la Croazia, che sta acquistando jet francesi per ripristinare la sua capacità aerea quasi inesistente.

Se la Serbia stesse semplicemente modernizzando le sue forze armate, ha sottolineato l’Economist, a nessuno imporrerebbe più di tanto. È il contesto che fa risuonare gli allarmi, visto che in Ucraina è scoppiata la guerra, la Bosnia è stata recentemente attraversata da subbugli politici e i tabloid serbi proclamano in continuo che una guerra con gli albanesi del Kosovo o con i croati sarebbe imminente. Come se non bastasse, i nazionalisti serbi, compresi alcuni ministri e alti funzionari, hanno spesso parlato della creazione di un “mondo serbo”, che molti in Kosovo, Montenegro e Bosnia temono sia un tentativo per riferirsi alla nascita di una “Grande Serbia” che potrebbe inghiottirli. Vucic parla di “propaganda” e sostiene che tutti i vicini della Serbia sanno che il riarmo “non è contro di loro”.

Quanto sono realistici gli allarmi derivanti dal riarmo serbo? La sensazione è che tutto questo abbia un mero significato politico. Gli accordi sulle armi potrebbero servire a impressionare i sostenitori di Vucic nel tentativo, da parte dello stesso presidente, di continuare a mantenere elevati consensi e tenere, allo stesso tempo, in grande considerazione le forze armate.

La Serbia, infatti, è circondata dalla Nato, che di fatto protegge i piccoli vicini di Belgrado. In un simile contesto è altamente improbabile che i serbi possano cimentarsi in azioni militari. L’unico dubbio dell’Occidente è che l’armamento della Serbia, foraggiato per lo più da Russia e Cina, possa spingere il Paese balcanico verso un’altra guerra (credendo di avere le spalle coperte dall’asse Mosca-Pechino), soprattutto contro la sua ex provincia del Kosovo che ha proclamato l’indipendenza nel 2008. Ricordiamo che Serbia, Russia e Cina non riconoscono lo stato del Kosovo, al contrario degli Stati Uniti e della maggior parte dei Paesi occidentali.

“Stiamo rafforzando il nostro esercito per scoraggiare qualsiasi aggressore, non abbiamo intenzione di condurre alcun conflitto”, dichiarava due anni fa Vucic al termine di un’esercitazione militare denominata Cooperation 2020. Un’esercitazione durante la quale, non a caso, sono stati testati jet, elicotteri da combattimento e carri armati di fabbricazione russa e droni cinesi.

Articolo di InsideOver

Il DOD degli USA ha assegnato un contratto in Ucraina sul COVID-19 prima che esistesse

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Tre mesi prima che si sapesse dell’esistenza del Covid, Il Dipartimento della Difesa (DOD) degli Stati Uniti ha assegnato un contratto per la “Ricerca COVID-19” in Ucraina

Il mondo ha iniziato a sentire parlare per la prima volta di un nuovo coronavirus all’inizio di gennaio 2020, con segnalazioni di una presunta nuova malattia simile alla polmonite che si è diffusa a Wuhan, in Cina. Tuttavia, il mondo non conosceva il Covid-19 fino a febbraio 2020, perché è stato solo l’11 di quel mese che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ufficialmente chiamato la nuova malattia da coronavirus come Covid-19.

Quindi, essendo questa la verità ufficiale, perché i dati del governo degli Stati Uniti mostrano che il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD) ha assegnato un contratto il 12 novembre 2019 a Labyrinth Global Health INC. per la “ricerca COVID-19”, almeno un mese prima della presunta comparsa del nuovo coronavirus e tre mesi prima che fosse ufficialmente soprannominato Covid-19?

I risultati scioccanti, tuttavia, non finiscono qui. Il contratto aggiudicato nel novembre 2019 per la “Ricerca COVID-19” non solo doveva svolgersi in Ucraina, ma faceva parte di un contratto molto più ampio per un “Programma di riduzione della minaccia biologica in Ucraina” .

Forse spiegando perché Labyrinth Global Health ha collaborato con EcoHealth Alliance di Peter Daszak e Metabiota di Nathan Wolfe (membro del WEF – NdT) sin dalla sua formazione nel 2017.


Il governo degli Stati Uniti ha un sito web chiamato ‘ USA Spending ‘, una fonte ufficiale di dati aperti di informazioni sulla spesa federale. Secondo il sito, al 12 aprile 2021 il governo degli Stati Uniti ha speso 3,63 trilioni di dollari strabilianti “in risposta al COVID-19”. Ma non sono le uniche informazioni sul Covid che si possono trovare all’interno del sito.

Nascosti nella “Ricerca del premio” ci sono i dettagli su un contratto assegnato dal Dipartimento della Difesa a una società denominata ” Black & Veatch Special Projects Corp “, che sarebbe “una società globale di ingegneria, approvvigionamento, consulenza e costruzione specializzata nello sviluppo di infrastrutture” .

Il contatto è stato assegnato il 20 settembre 2012 ed è descritto come “Servizi professionali, scientifici e tecnici”. Ovviamente questo è molto vago e molto probabilmente di scarso interesse per chiunque si imbatta in esso. Ma c’è qualcosa contenuto nel profondo dei dettagli che dovrebbe interessare chiunque e tutti.

La “Cronologia dei premi” per il contratto contiene una scheda per i “Sub-premi” che dettaglia i destinatari, la data dell’azione, l’importo e una descrizione molto breve per 115 transazioni di Sub-premio. La maggior parte dei premi secondari sono estremamente banali per cose come “attrezzature di laboratorio per Kiev” o “mobili per ufficio per Kiev”.

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Ma c’è un sottopremio che spicca tra gli altri, ed è stato assegnato a Labyrinth Global Health INC per “SME Manuscript Documentation and COVID-19 Research”.

Un premio per la ricerca sul Covid-19 non è esattamente scioccante quando il mondo è presumibilmente nella morsa di una pandemia di Covid-19, ma considerando il fatto che il subappalto è stato assegnato il 12 novembre 2019, almeno un mese prima della presunta comparsa di il nuovo coronavirus, e tre mesi prima che fosse ufficialmente soprannominato Covid-19, il premio per la ricerca sul Covid-19 dovrebbe essere uno shock per tutti.

Fonte

Ma lo shock non finisce qui, perché il luogo in cui era stato incaricato il contatto per la ricerca sul Covid-19 era l’Ucraina, così come l’intero contratto assegnato dal DOD alla Black & Veatch Special Projects Corp.

I dettagli del contratto trovati sul sito “USA Spending” rivelano in realtà che il dipartimento specifico del DOD che ha assegnato il contatto era la Defense Threat Reduction Agency (DTRA). Il contratto è stato aggiudicato il 20 settembre 2012 e concluso il 13 ottobre 2020.

Sebbene i dettagli siano vaghi, il sito del governo degli Stati Uniti rivela anche che $ 21,7 milioni dei $ 116,6 milioni di contatti sono stati spesi per un “programma di riduzione della minaccia biologica in Ucraina”.

Perché il Dipartimento della Difesa ha pagato una società che è presumibilmente “una società globale di ingegneria, approvvigionamento, consulenza e costruzione specializzata nello sviluppo di infrastrutture”, per contribuire all’attuazione di un “programma di riduzione delle minacce biologiche in Ucraina”?

E perché sia ​​il DOD che la suddetta società hanno poi pagato Labyrinth Global Health INC per condurre ricerche sul COVID-19 in Ucraina almeno un mese prima della presunta comparsa del nuovo coronavirus e tre mesi prima che fosse ufficialmente soprannominato Covid-19?

Fondata nel 2017, Labyrinth Global Health è presumibilmente una “piccola impresa di proprietà di donne con una profonda esperienza e una comprovata esperienza a sostegno di iniziative per il progresso scientifico e medico”.

Si descrivono come “un’organizzazione multiculturale e internazionale con uffici in quattro paesi e un team di esperti con background e competenze diversi, tra cui microbiologia, virologia, salute globale, infermieristica emergente per malattie infettive, antropologia medica, epidemiologia sul campo, ricerca clinica e salute sistemi di informazione.”

Uno di questi uffici si trova a Kiev, in Ucraina, che l’azienda definisce “una porta d’accesso all’Europa orientale”.

FONTE: DAILYEXPOSEUK – https://dailyexpose.uk/2022/04/13/us-dod-contract-covid-research-ukraine-nov-2019/

FERRERO ESTENDE IL RICHIAMO DEI PRODOTTI

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IL RICHIAMO RIGUARDA ALCUNI PRODOTTI PER BAMBINI PROVENIENTI DALLO STABILIMENTO DI ARLON (BELGIO) A CAUSA DELLA SALMONELLA



Il focolaio scoppiato negli ultimi giorni e da noi reso noto sul nostro canale Telegram il 07 aprile 2022 si è esteso, ad oggi i casi sarebbero circa 150.

In via precauzionale e d’iniziativa, visto l’aumento dei casi, il Gruppo Ferrero ha ritirato dal mercato diversi lotti di ovetti al cioccolato Kinder prodotti nello stabilimento di Arlon, in Belgio.

Il richiamo interessa, in particolare, gli ovetti Kinder Surprice e gli Schoko-Bons prodotti nel sito belga, ritirati inoltre i Kinder Sorpresa “Maxi Puffi” e “Miraculous”. Lo ha reso noto il Ministero della Salute con un avviso pubblicato sul proprio sito internet .

Nel documento si legge che il ritiro del prodotto, realizzato da Ferrero Ardennes S.A. nello stabilimento belga di Rue Pietro Ferrero ad Arlon, riguarda tutti i lotti di produzione fino al L098L.

Sono sicuri, al contrario, ovetti e altri prodotti, come l’uovo di Pasqua Kinder Gran Sorpresa, realizzati nello stabilimento di Alba.

L’azienda dolciaria ha precisato che non sono coinvolti nel richiamo gli articoli dedicati alla Pasqua, e quindi anche le uova, perché “prodotte in Italia ad Alba (CN)”. Restano sospese, invece, le attività produttive presso la fabbrica di Arlon fino al termine degli accertamenti.


Dopo il primo caso segnalato nel Regno Unito, il 21 dicembre dello scorso anno, sono ora 119 i casi confermati e 31 quelli probabili segnalati in nove paesi UE/SEE (Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna e Svezia) e nel Regno Unito.

Secondo quanto ricostruito dall’Ecdc, tutto è partito proprio nel dicembre scorso anno, quando durante analisi in autocontrollo da parte di Ferrero è stata rilevata la presenta di Salmonella Typhimurium in una cisterna del latte presso lo stabilimento belga.

Da quel momento, si sono manifestati diversi casi di salmonella ma, solo alla fine di marzo 2022, gli scienziati hanno collegato i casi alla fabbrica in Belgio.

L’8 aprile l’autorità per la sicurezza alimentare belga ha eseguito controlli ufficiali presso lo stabilimento e ha revocato l’autorizzazione alla produzione.
Tale notizia é stata pubblicata anche dall’azienda stessa:



Inoltre, l’azienda ha richiamato tutti i dolci prodotti nello stabilimento di Arlon, indipendentemente dal numero di lotto o dalla data di scadenza.

Gli esperti dell’ECDC e dell’EFSA ritengono, comunque, sia necessario esperire ulteriori controlli ed indagini presso il sito di produzione Arlon.


Qui di seguito puoi verificare direttamente sul sito dell FERRERO COME CAPIRE SE IL TUO PRODOTTO REALIZZATO NELLO STABILIMENTO DI ARLON È COINVOLTO DAL RICHIAMO.

Nota

Particolarmente colpiti dal batterio sono i bimbi di età inferiore ai 10 anni, per i quali si è reso spesso necessario il ricovero in ospedale.

I principali sintomi, quando l’infezione da salmonella costringe all’ospedalizzazione, sono crampi, nausea, diarrea con presenza di sangue e febbre.

Solitamente, la malattia si risolve spontaneamente dopo pochi giorni ma, nei bambini, si possono presentare complicazioni anche gravi.

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DOJ, ACCUSE / ARRESTI / CONDANNE

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PROJECT SAFE CHILDHOOD – ( PROGETTO INFANZIA SICURA )

RAPPORTI DI CONDANNE GIORNALIERI DAGLI USA

Il Progetto Infanzia Sicura è un’iniziativa nazionale per combattere la crescente epidemia di sfruttamento e abuso sessuale dei bambini, lanciata nel maggio 2006 dal Dipartimento di Giustizia.

Guidata dagli uffici dei procuratori degli Stati Uniti Attorneys’ Offices e dalla Criminal Division’s Child Exploitation and Obscenity Section (CEOS), il Project Safe Childhood raccoglie risorse federali, statali e locali per meglio localizzare, arrestare e perseguire gli individui che sfruttano i bambini via Internet, così come per identificare e salvare le vittime.

Comunicato stampa del 13 aprile 2022

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CTCL: Alleanza degli Stati Uniti per gestire le elezioni

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CTCL annuncia un programma da 80 milioni di dollari per “l’eccellenza elettorale”.

Il Center for Tech and Civic Life (CTCL) senza scopo di lucro ora promette che si asterrà dal finanziare le elezioni di medio termine in autunno. Tuttavia, lunedì CTCL ha anche annunciato la sua “collaborazione apartitica” per “aiutare i dipartimenti elettorali locali a migliorare le operazioni, sviluppare una serie di standard e valori condivisi e ottenere l’accesso alle migliori risorse per gestire elezioni di successo”.

CTCL ha beneficiato di circa 350 milioni di dollari in donazioni dalla Fondazione Chan-Zuckerberg , aiutando il “Biden 2020” a vincere in città critiche in tutta la nazione. Gran parte del denaro è stato inviato alle roccaforti democratiche negli stati oscillanti, distribuito sotto forma di sovvenzioni. Alla fine, tuttavia, secondo The Capital Research Center , centinaia di funzionari elettorali di contea e città in 47 stati e nel Distretto di Columbia hanno ricevuto sovvenzioni .

Il direttore esecutivo Tiana Epps-Johnson ha pubblicizzato lunedì sul suo feed Twitter l’ultima iniziativa del Centro chiamata “US Alliance for Election Excellence”. È “un programma quinquennale apartitico da 80 milioni di dollari aperto a tutti i dipartimenti elettorali della nazione”.https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?creatorScreenName=uncoverdc&dnt=true&embedId=twitter-widget-0&features=eyJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3NwYWNlX2NhcmQiOnsiYnVja2V0Ijoib2ZmIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH19&frame=false&hideCard=false&hideThread=false&id=1513690265814405123&lang=en&origin=https%3A%2F%2Funcoverdc.com%2F2022%2F04%2F12%2Fctcl-announces-80-million-program-to-run-elections%2F&sessionId=c26507c436b30f230d4bddbf642366b53018a05a&siteScreenName=uncoverdc&theme=light&widgetsVersion=940dd9ee54270%3A1649359550911&width=550px

CTCL afferma di aver invitato “tutti i dipartimenti elettorali statunitensi” a diventare un Centro per l’eccellenza elettorale degli Stati Uniti”, afferma la pagina web dell’Alleanza. La scadenza per la partecipazione è il 6 maggio alle 19.00 Sembra, tuttavia, che ci sarà un processo di selezione per la partecipazione, come catturato dal loro sito Web di seguito:

graphic/electionexcellence.org/CTCL

“Ogni elettore americano, indipendentemente dal suo codice postale, dovrebbe avere accesso a un processo che sia equo e affidabile”, ha affermato Tiana Epps-Johnson, direttore esecutivo del Center for Tech and Civic Life . Sfortunatamente, anni di investimenti insufficienti significano che molti dipartimenti elettorali locali hanno spesso capacità e formazione limitate. L’Alleanza americana per l’eccellenza elettorale riunirà partner di livello mondiale in modo che i funzionari elettorali locali non debbano più fare da soli.

[La US Alliance for Election Excellence è] lanciata con generosi finanziamenti attraverso The Audacious Project. Lanciato nell’aprile 2018, The Audacious Project è un’iniziativa di finanziamento collaborativo che catalizza l’impatto sociale su larga scala. Ospitato presso TED, l’organizzazione no profit dedicata alle idee che vale la pena diffondere, e con il supporto del principale consulente per l’impatto sociale The Bridgespan Group, The Audacious Project riunisce finanziatori e imprenditori sociali con l’obiettivo di supportare soluzioni audaci alle sfide più urgenti del mondo.

Ogni anno The Audacious Project sostiene una nuova coorte. I destinatari 2021-2022 sono The Center for Tech and Civic Life , ClimateWorks: Drive Electric, Code for America, Glasswing International, The International Refugee Assistance Project, myAgro, Noora Health, The Tenure Facility e Woodwell Climate Research Center.

Punti elenco su US Alliance for Election Excellence/https://www.electionexcellence.org/media/alliance-launch-ted2022

CTCL inonda gli Stati con finanziamenti elettorali

Il finanziamento privato ha svolto un ruolo enorme nelle elezioni del 2020. Molti credono che il finanziamento, in gran parte fornito da Zuckerberg, abbia inclinato le elezioni ingiustamente a favore di Biden e dei Democratici. Sebbene il modulo di dichiarazione dei redditi 2020 di CTCL indichi che si tratta di un 501(c)(3) e non ha partecipato a sforzi di lobbying, si potrebbe sostenere che le sovvenzioni abbiano effettivamente manipolato le elezioni a causa delle disuguaglianze nel modo e nel luogo in cui sono stati utilizzati i fondi .
Con molte delle sovvenzioni destinate alle roccaforti democratiche, i fondi sono andati a molteplici iniziative, molte delle quali avrebbero dovuto essere avviate dalle legislature statali in qualsiasi altra elezione. La pandemia è stata usata come copertura per giustificare l’installazione di cassette postali, schede elettorali di massa per corrispondenza e modifiche a tutti i tipi di regole e leggi elettorali, solo per citarne alcuni. Influence Watch , nato da un’idea del Capital Research Center, ha esaminato il ruolo di CTCL nelle elezioni e ha scoperto numerose aree in cui sono state utilizzate le sovvenzioni.

Dove è andato il denaro della sovvenzione CTCL/InfluenceWatch.org

Influence Watch ha anche utilizzato l’informativa “2020 IRS Form 990” di CTCL per segnalare il numero effettivo di sovvenzioni pagate dallo stato comprese le somme, preservando il numero preliminare riportato da CTCL. 

Controllo dell’influenza/Stati che ricevono sovvenzioni/Quanto

Uno sguardo aggiornato ai totali delle sovvenzioni classificati per Stato trovato in un articolo di Capital Research dell’11 aprile 2022 sugli stati che sono stati “inondati” di finanziamenti CTCL.

Zuckbucks/Flusso di sovvenzioni agli Stati/Centro di ricerca sui capitali

Il finanziamento privato delle elezioni attualmente è destinato a continuare in 32 Stati

È di vitale importanza notare che, nonostante i risultati del 2020, il finanziamento privato delle elezioni è stato limitato o vietato solo in 18 stati. Ciò potrebbe preparare il terreno per ulteriori imbrogli nelle elezioni future se le legislature non riusciranno a riconoscere pienamente l’impatto dei finanziamenti privati ​​sulle elezioni. Ad aprile del 2022, secondo il Capital Research Center, solo  “18 stati hanno vietato o limitato l’uso di fondi privati ​​per gli uffici elettorali e 6 governatori, tutti democratici, hanno posto il veto a potenziali divieti. Il governatore del Wisconsin Tony Evers (D) ha posto il veto a 2 divieti di Zuck buck; Il legislatore del Kansas ha annullato il veto del suo governatore democratico”.

Mentre alcuni stati hanno citato in giudizio varie entità per il “finanziamento privato illegale delle elezioni”, altri sembrano non essere sfasati dal potenziale per i presunti risultati iniqui di “denaro non regolamentato iniettato nelle elezioni”. Ad esempio, il procuratore generale della Louisiana, Jeff Landry, il 5 aprile, ha vinto la sua causa per l’integrità elettorale in appello, “annullando la decisione di un tribunale di grado inferiore nel 2020”. La corte ha convenuto che interessi speciali non dovrebbero pagare le elezioni. Landry sostiene che i contributi privati ​​promuovono interessi specifici e “seminano sfiducia nell’amministrazione del sistema elettorale”.

Causa in Louisiana/New Venture Fund/Ricerca sul capitale

I sei stati che hanno preso in considerazione i divieti ma alla fine non sono riusciti a vietare o limitare i finanziamenti privati ​​sono; Louisiana, Michigan, Missouri, Montana, Carolina del Nord e Pennsylvania. Un disegno di legge proposto nella Carolina del Sud è stato bloccato in commissione. Il Minnesota ha un disegno di legge in corso e, in particolare, il Wisconsin, il W. Virginia e lo stato rosso del Texas “[regolano] ma [non] proibiscono” i finanziamenti privati, secondo l’analisi di Capital Research della legislazione degli stati.

Va notato un aggiornamento in Pennsylvania. Lunedì, il Comitato del governo statale in Pennsylvania ha avanzato progetti di legge che vietano il finanziamento privato delle elezioni ed eliminano le cassette postali. Il comitato ha anche votato per approvare un disegno di legge che “richiede che le persone che consegnano schede elettorali per corrispondenza possano consegnare tali schede solo presso l’ufficio principale della loro contea”. Il governatore dell’AP Tom Wolfe ha posto il veto alle versioni precedenti dei progetti di legge nello stato nel 2021. I progetti di legge nell’AP dovrebbero avanzare al Senato per l’esame.

La deputata di New York Claudia Tenney, che è in corsa per la rielezione e attualmente ricopre il ruolo di presidente dell’Election Integrity Caucus, ha detto a Steve Bannon nel suo programma del martedì che Zuckerberg ha effettivamente “riciclato” il denaro attraverso un “501(3)(c)” con poca o nessuna svista perché “non ha nemmeno rivelato il suo 990 fino a dicembre del 2021”. Pertanto, ha continuato: “Non c’era modo di sapere come venivano spesi i soldi” fino a molto tempo dopo le elezioni. Ha proposto una legge chiamata “End Zuckerbucks Act” per vietare il flusso di finanziamenti privati ​​per le elezioni. Tenney ha dichiarato:

“Ci sono (sic) enormi quantità di denaro (sic) riciclato attraverso questo 501(c)(3). Ed è così che sono stati in grado di innescare la pompa, portare la gente a votare, votare la raccolta, votare il traffico in tutte queste zone chiave solo per superare Joe Biden oltre il limite. Basta con solo un margine di voto di 42.000, circa 42.000 nell’intera nazione in questi stati chiave in oscillazione, che è ciò che ha effettivamente deciso le elezioni.

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Tenney dice di essere preoccupata che i repubblicani “non siano abbastanza aggressivi” sulla “questione in questo momento”:

“È davvero una cosa davvero importante. Non mi fido di Zuckerberg . Penso che qualcun altro, alcuni altri grandi oligarchi della tecnologia, [cercheranno] di entrare lì perché i Democratici sanno che questa è la differenza tra i diabolici Democratici e i Repubblicani. Sanno che l’onda rossa sta arrivando. Sanno che non possono vincere sulla politica. Stanno distruggendo tutto ciò che possono in questo processo elettorale, ovunque, ogni stato, ogni angolo, sia che si tratti di riorganizzazione, per assicurarsi che l’onda rossa non colpisca le coste, motivo per cui ho avviato l’Election Integrity Caucus e perché ogni singolo membro del Congresso, specialmente ogni repubblicano, dovrebbe essere un membro di questo caucus.

(Fonte: “CTCL annuncia un programma da 80 milioni di dollari per eseguire le elezioni” di Di Wendi Strauch Mahoney-12 aprile 2022

Giorgio Bianchi: “La propaganda di Zelensky”

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In un’intervista a Radio-Radio il giornalista e fotoreporter italiano racconta cosa sta realmente accadendo in Ucraina.

Giorgio Bianchi vive e opera da otto anni in Ucraina, soprattutto nel Donbass e in questa recentissima intervista chiarisce ogni cosa sulla propaganda del regime Zelensky in Ucraina: ogni sua parola, anche sulle tattiche operate dall’esercito russo, sono illuminanti e soprattutto pone palesemente il confronto con la strategia militare USA/NATO operata in passato soprattutto nei territori dell’Iraq e della Serbia .
Le parole di Giorgio Bianchi corrispondono esattamente a quanto riportato sul posto anche da un altro reporter: quello che noi abbiamo battezzato come il “Testimone di Kiev” e la cui testimonianza abbiamo pubblicato in un video riproposto anche recentemente sui nostri canali (Guarda il Video).

L’intervista di Giorgio Bianchi è di quelle da ascoltare!

Intervista a Giorgio Bianchi sulla situazione in Ucraina (Radio-Radio)

Per conoscere di più su Giorgio Bianchi e sulla storia dell’Ucraina vista dall’interno del Paese, consiglio di guardare anche questa intervista.

🔗Veleno_ODYSEE
🔗Veleno_RUMBLE

“AMERICA’S GRAND JURY”: Parte 1a

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IL POPOLO CONTRO DR. FAUCI – LIVE streaming del 11 Aprile 2011 (1a Parte)

Per la prima volta nella storia, si può assistere al “GRAND JURY” in diretta streaming, in un caso che coinvolge la morte di milioni di persone in tutto il globo.
A questo scopo, abbiamo messo insieme il “Gran Giurì d’America!”: Il modo giusto ed equilibrato per decidere se Anthony Fauci dovrebbe essere incriminato! Vogliamo che TU sia un giurato e che esprima il TUO VOTO!.
Anche se il Gran Giurì d’America è un’indagine simulata su Fauci e le agenzie governative che supervisionano i servizi sanitari della nostra nazione, le prove raccolte sono informazioni reali e provate e saranno presentate per l’applicazione della legge nel mondo reale.
Il Gran Giurì d’America fornirà prove reali per verificare se Fauci e queste agenzie siano collusi con le aziende farmaceutiche, i principali media e le grandi tecnologie per:.

  • Falsificare le prove a sostegno di un’accusa di pandemia al fine di incitare il panico pubblico.
  • Sopprimere illegalmente e immotivatamente il trattamento precoce e riutilizzare i farmaci al fine di promuovere i vaccini.
  • Giustificare arresti illegali, mandati di maschere e vaccini.
  • Fornire indicazioni fraudolente e disinformazione per incoraggiare l’uso di un vaccino noto per essere inutile, inefficace e dannoso.
A causa di un problema tecnico lo Streaming parte dal minuto 27:20

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🔗Veleno_RUMBLE

Il Deep State sei tu 

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Chi detiene il controllo sull’umanità?
Come lo ha raggiunto?

Un excursus tra guerra, creazione del mondo finanziario, bene e male, traffico di esseri umani, armi e droga, enti governativi e molto altro, per comprendere come tutto questo sarebbe stato inattuabile senza la fattiva collaborazione dell’intera umanità, manipolata e plasmata per aderire a un modello di controllo perfettamente disegnato e attuato 

SOCIAL ENGINEERING CONFERENCE – Spot

Una conferenza per scoprire come viene applicato il più potente strumento di controllo sull’umanità mai concepito

Capiremo i collegamenti tra  Fabian, WEF e il CFR, il Royal Institute for International Affairs, l’OSS,  la ,CIA, il Psychological Warefare Bureau britannico, il Tavistock Istitute.

Relatori: Veleno e Vincenzo

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI 

LA TRAPPOLA INFERNALE DEI SOCIAL MEDIA

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ATTENZIONE GENITORI ARRIVA “HUGGY WUGGY”

Potremmo apparire ripetitivi e noiosi: non è nostra intenzione.

Ciò che ci preme è fornire il nostro contributo affinché la gente assuma consapevolezza e non abbassi mai la guardia.

Non è il momento di adagiarsi sugli allori.

La realtà in cui viviamo continua a rappresentare una minaccia, partorendo sgradevoli sorprese per i nostri ragazzi.

Abbiamo, da poco, lasciato alle spalle sfide pericolose, come quella della “cassa del latte” o dello “schiaffo all’insegnante” piuttosto che la rivisitazione del “Squid Game” ed ora si presenta un nuovo, allarmante intrattenimento che, apparentemente, potrebbe sembrare innocuo ed innocente, atteso il nome del protagonista, ma non è affatto così

La star in questione è l’orso.

Huggy Wuggy, non un delizioso orsacchiotto da coccolare virtualmente bensì un vero e proprio mostro, di una malvagità inaudita, con denti aguzzi ed affilati come lame, che, all’interno del gioco horror per PC, Poppy Playtime, di MOB Games, si aggira in una fabbrica di giocattoli abbandonata tappezzata di sangue.
Un orribile gioco di sopravvivenza in cui l’orso di pezza blu si diletta a cacciare, con intenzioni poco amichevoli, mentre i giocatori devono risolvere degli enigmi.
Intona canzoni raccapriccianti ed agghiaccianti, con i suoi denti sporgenti, ben in mostra, a mó di serial killer, incutendo terrore.

Una scuola elementare del Regno Unito, la Deal Parochial Primary School, ha allertato i genitori in merito al sinistro quanto ingannevole personaggio, che inneggia alla morte e che, malgrado questo, viene seguito, online, da una folta schiera di alunni.
La scuola avrebbe, inoltre, segnalato, alle famiglie, condotte inquietanti assunte dai bambini, nei riguardi dei compagni di classe…atteggiamenti, spesso, accompagnati da frasi volgari e pesanti, sussurrate di nascosto.
Evitare Poppy Playtime è possibile, certo…ma il grande problema, purtroppo, è che si possono visualizzare i suoi contenuti anche su TikTok nonché su YouTube e, sebbene, YT disponga delle opzioni per il parental control, l’orribile orso sembrerebbe baipassarle, in virtù del suo nome dolce e grazioso che evoca piacevoli momenti ludici.
I video pubblicati, però, non sono affatto deliziosi ed amorevoli.

Come se non fosse sufficiente l’ambiente horror propinato ai bimbi, una sorta di “Shining” in versione più soft, numerosi TikTockers (followers amanti di TikTok) si sono lanciati nelle c.d. “FanArt” ovvero delle creazioni rimodulate, riviste e corrette dei video originali, dando vita a clip, video ed immagini ancor più sconvolgenti e violenti.

TikTok è accessibile a tutti ed ha milioni di followers.
Huggy Wuggy non sarà sicuramente l’ultimo prodotto trash che verrà immesso nel mercato.
I social sono un fucina e sempre sul piede di guerra per produrne altri.
Il loro obiettivo è la manipolazione mentale, l’alterazione degli equilibri, per sconvolgere e creare caos, confusione, instabilità.
Solo delle menti insane e malate sono in grado di concepire intrattenimenti così perversi e violenti, con il fine ultimo di destabilizzare e deviare l’attenzione.
Distrarre ma in modo cruento, tale da disumanizzare un individuo, a maggior ragione, un bambino.
Deprivarlo di emozioni sane e di sentimenti buoni, pacifici.

Solo per darvi un’idea delle sfide che abbiamo sopramenzionato e di quanto siano assurde e rischiose, quella della “cassa del latte” consiste nel creare una piramide costituita da casse di latte (di plastica) per poterle scalare. Arrampicarsi sul precario, sul fatiscente.
L’improvvisato quanto infelice “divertimento”
ha causato numerose cadute e ferite di non scarsa entità. Un disastro annunciato perché è facile intuire l’epilogo: qualcuno si farà del male e seriamente.

La sfida “schiaffeggia un insegnante“, riteniamo che sia sufficientemente autoesplicativa e si commenti da sé, per aggressività, totale mancanza di rispetto, civiltà ed educazione.

Il gioco “Squid Game” non è altro che un adattamento dello spettacolo.
Squid Game, una serie Tv sudcoreana, lanciata da Netflix, dedicata ad un pubblico maturo ed adulto.
Ha una violenza estrema, inaudita, ripetitiva e costante. Assolutamente deleterio per dei bambini che nell’emulare e replicare le scene della serie, in un parco giochi, ovviamente, diventano estremamente aggressivi, picchiandosi, strattonandosi, spingendosi, colpendosi, duramente e ferendosi.
Si è assistito a calci, pugni, ginocchiate, schiaffi…sferrati con tale veemenza e cattiveria da inorridire, come giá riportato dal nostro Team.
Inoltre abbiamo anche potuto tristemente riportare che c’é stato un caso a Nichelino (TO) nel quale una maestra avrebbe prima intimidito i bambini minacciando di fargli vedere una puntata di Squid Game, ma poi avrebbe cambiato idea, scegliendo un altro film horror vietato ai minori.
Risultato?

“Alcuni bambini si sono fatti la pipì addosso, altri piangevano, altri cercavano di non guardare”

Avete idea di quanto possano essere scioccanti e traumatiche esperienze del genere per una creatura in età prepuberale?
Riuscite ad immaginare che danni possono scaturire, a livello psicologico?
Danni irreparabili.
La salute mentale delle future generazioni sarà severamente compromessa.
Non ci si stupisca, poi, se si assiste, impotenti, ad un aumento esponenziale dell’aggressività e della violenza.

Non ci si stupisca di casi, sempre più all’ordine del giorno, di stupri, abusi, maltrattamenti.

Baby gang, Cyberbullismo, torture indicibili su esseri umani ed animali, abuso di alcol, sostanze stupefacenti e psicotrope…sono solo alcune delle espressioni in cui trovano rifugio ragazzi la cui psiche è stata “seviziata” attraverso i social.

Plasmata, soggiogata, influenzata in modo nefando e nefasto.

La Deal Parochial Primary School si è resa portavoce di quelle che dovrebbero essere le condotte da assumere nei riguardi dei propri figli. Linee guida e consigli pratici che vi suggeriamo di seguire e spesso abbiamo evidenziato.

Al di là di sorvegliare i vostri ragazzi ed i loro dispositivi multimediali e di assumere le giuste precauzioni, per controllare che non “inciampino” e non cadano nelle infinite trappole, PARLATE con loro ed ASCOLTELI.

Invitateli ad aprirsi con voi, a confidarsi.

Conduceteli al dialogo, alla comunicazione.

Solo attraverso uno scambio reciproco e l’interazione è possibile conoscere i loro pensieri e quanto possano essere stati inquinati, intossicati.

Parlate loro con amore e comprensione, facendogli capire a quale rischi vanno incontro e a quanto potrebbero essere nocivi per sé stessi per gli altri, verso i compagni, gli amici, gli insegnati, gli adulti e, più in generale, verso la società.

Loro sono il nostro futuro e non possiamo permettere che la società di domani venga strutturata su un terreno privo di fondamenta e radici.

Un albero forte e ben radicato resisterà a qualunque tempesta, a qualunque uragano.

Nulla potrà abbatterlo.

Alcuni articoli riportati dal notro Team ChildResQue attinenti all’argomento:

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