IRAN E STATI UNITI VERSO UN ACCORDO? DA TASS L’INDISCREZIONE CHE POTREBBE CAMBIARE IL MEDIO ORIENTE

Date:

https://images.openai.com/static-rsc-4/ATlkyfwtz57uDkKtBrVHCR2ESgta7ad4jdl7iovtQG6AP0GDAiSRkV3JRv0DyU5lN20CBznT0SIPq4oBhbWAQwR2IybqU8z7KdHMygDRHjwo3KdO0bQFbQUX2HcThHobs_ERKPWSFl-YXTVp5pywKkya61p7tm2LFlu5mbbBMxuYSm6ugDvoNxgyxS1_HEJ1?purpose=fullsize
https://images.openai.com/static-rsc-4/YuzkUIV7_xN8cr95bgQoaL-VZB8NAEmlg3AifTy4NoDafw2iywhRpkZwRw8XEUDcV9HjRhwOtJqt9VNAAtix6ru39vSPVo0_Xc8Jzc6fR_vKHBhtiBuiazjYhn5IWq74ad0KaTeKNxb3yAchMfuwMpuED2dYEa0ZwSpA6NpcZoRo5CvLT30ehrmerUqgV34L?purpose=fullsize
https://images.openai.com/static-rsc-4/Q0IXHFU-GmXjqUVYZSlDUFelVXtzy3gqP5LfsYoyZFyPvAd0UcMRQO5oooP6UwBWrzaB14A9x7cNOVftpFZK42Rb_Ai1dSbHu1NOkLiknc_d8BKJ1G5FbnFCvbBuMyGr0rl7c1S8qoj-zLZLXE5zir1qgxvoUQ5B1Bx88q4vJXGigeTFhPysWR43F1ddAt7n?purpose=fullsize

Per anni ci è stato raccontato che tra Iran e Stati Uniti non esisteva alcuna possibilità di dialogo.

Da una parte la Repubblica Islamica, descritta come uno dei principali avversari dell’Occidente. Dall’altra Washington, impegnata da decenni in una strategia di contenimento politico, economico e militare nei confronti di Teheran.

Eppure la geopolitica reale raramente segue le narrazioni mediatiche.

Secondo quanto riportato dall’agenzia russa TASS e rilanciato dal giornalista Umberto Pascali, sarebbero in corso sviluppi significativi nei colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti che potrebbero aprire la strada a un nuovo accordo sul programma nucleare iraniano.

La notizia, se confermata, rappresenterebbe una svolta di portata storica.

Non soltanto perché coinvolge due paesi che da oltre quarant’anni vivono in una condizione di ostilità permanente, ma soprattutto perché potrebbe modificare profondamente gli equilibri strategici dell’intero Medio Oriente.


Quando i nemici parlano significa che qualcosa sta cambiando

Nella storia delle relazioni internazionali i negoziati più importanti non nascono tra alleati ma tra avversari.

Anzi, spesso è proprio quando le tensioni raggiungono livelli particolarmente elevati che le parti iniziano a cercare un compromesso.

Iran e Stati Uniti si trovano oggi in una situazione simile.

Negli ultimi anni:

  • l’Iran ha rafforzato i rapporti con Russia e Cina;
  • è entrato ufficialmente nei BRICS;
  • ha consolidato il proprio ruolo nelle reti commerciali eurasiatiche;
  • ha dimostrato una crescente resilienza alle sanzioni occidentali.

Parallelamente gli Stati Uniti si trovano a dover gestire contemporaneamente il dossier ucraino, la competizione strategica con la Cina, le tensioni nel Pacifico e la crescente instabilità mediorientale.

In questo contesto un accordo con Teheran potrebbe rappresentare una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti.


Il ruolo dell’Oman e la diplomazia silenziosa

Molto spesso i grandi accordi internazionali vengono preparati lontano dai riflettori.

Anche in questo caso il ruolo dell’Oman appare fondamentale.

Il Sultanato è da anni uno dei pochi attori regionali capaci di mantenere relazioni costruttive sia con Washington sia con Teheran.

Non è un caso che molti dei contatti che portarono all’accordo nucleare del 2015 siano passati proprio attraverso Muscat.

Oggi la diplomazia omanita sembra nuovamente impegnata nel tentativo di costruire un ponte tra due mondi che ufficialmente continuano a presentarsi come nemici.


Il dossier nucleare resta il nodo centrale

La questione principale rimane naturalmente il programma nucleare iraniano.

L’Occidente continua a chiedere limitazioni e controlli stringenti.

L’Iran, invece, sostiene il proprio diritto allo sviluppo di tecnologie nucleari a scopo civile e considera molte delle richieste occidentali come una limitazione della propria sovranità nazionale.

Secondo le indiscrezioni riportate da TASS, i negoziatori avrebbero però individuato alcuni principi comuni sui quali lavorare.

Non si parla ancora di accordo definitivo.

Si parla piuttosto di un possibile percorso negoziale che potrebbe consentire:

  • una riduzione graduale delle tensioni;
  • un alleggerimento di alcune sanzioni;
  • maggiori garanzie internazionali;
  • un sistema di verifiche condiviso.

Perché Washington potrebbe voler chiudere il dossier iraniano

Dietro ogni trattativa esistono interessi concreti.

Per gli Stati Uniti un’intesa con Teheran significherebbe:

  • ridurre il rischio di una nuova guerra regionale;
  • evitare una crisi energetica globale;
  • limitare il rafforzamento dell’asse Russia-Cina-Iran;
  • alleggerire la pressione militare nel Golfo Persico.

In altre parole Washington potrebbe considerare più conveniente un Iran controllato diplomaticamente piuttosto che un Iran completamente integrato nei meccanismi geopolitici eurasiatici.


Perché l’Iran potrebbe essere interessato all’accordo

Anche Teheran avrebbe motivazioni significative.

Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, le sanzioni continuano a rappresentare un peso enorme per l’economia iraniana.

L’accesso limitato ai mercati finanziari internazionali, le restrizioni commerciali e le difficoltà nei pagamenti internazionali costituiscono ostacoli importanti alla crescita economica.

Un eventuale accordo potrebbe favorire:

  • maggiori investimenti;
  • aumento delle esportazioni energetiche;
  • accesso facilitato ai mercati globali;
  • riduzione delle pressioni economiche interne.

Israele osserva con preoccupazione

Ogni volta che si parla di accordi tra Stati Uniti e Iran emerge inevitabilmente la questione israeliana.

Da anni Israele considera il programma nucleare iraniano una minaccia strategica.

Per questo motivo ogni apertura diplomatica viene osservata con estrema attenzione dagli ambienti politici e militari israeliani.

Una parte dell’establishment teme che qualsiasi compromesso possa lasciare all’Iran margini di sviluppo tecnologico considerati eccessivi.

Altri osservatori ritengono invece che un accordo verificabile sia preferibile a un’escalation militare permanente che potrebbe trascinare l’intera regione in un conflitto devastante.


Il vero significato geopolitico della notizia

L’aspetto più interessante di questa vicenda non riguarda soltanto il nucleare.

Riguarda il cambiamento degli equilibri mondiali.

Negli ultimi anni abbiamo assistito:

  • all’espansione dei BRICS;
  • alla crescente influenza diplomatica della Cina;
  • al rafforzamento delle relazioni tra Mosca e Teheran;
  • alla crisi dell’ordine unipolare nato dopo il 1991.

In questo scenario un accordo tra Iran e Stati Uniti assumerebbe un significato molto più ampio.

Potrebbe rappresentare il tentativo di adattarsi a un mondo in cui nessuna potenza è più in grado di imporre unilateralmente le proprie condizioni.

La diplomazia tornerebbe così a sostituire almeno in parte la logica dello scontro permanente.


Una svolta ancora tutta da verificare

È importante mantenere prudenza.

Le indiscrezioni riportate da TASS descrivono un processo negoziale in evoluzione, non un accordo già firmato.

Restano aperte numerose questioni:

  • livelli di arricchimento dell’uranio;
  • modalità delle ispezioni;
  • tempistiche per la rimozione delle sanzioni;
  • garanzie reciproche;
  • ruolo degli attori regionali.

Tuttavia il semplice fatto che il dialogo sia ripreso rappresenta già una notizia significativa.

Per anni il mondo ha sentito parlare soltanto di escalation, minacce e guerre.

Oggi, almeno secondo quanto riportato da TASS, si torna a parlare di diplomazia.

E in una fase storica caratterizzata da conflitti sempre più numerosi e pericolosi, questa potrebbe essere la notizia più importante di tutte.


Fonti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Condividi il post:

Iscriviti

spot_img

Popolari

Altri contenuti simili
Related

PFIZERGATE: LA COMMISSIONE EUROPEA SOTTO ACCUSA. IL CASO CHE CONTINUA A INSEGUIRE URSULA VON DER LEYEN

Trasparenza, potere e miliardi di euro: perché il caso...

LA GRANDE INVERSIONE: COME LA SINISTRA EUROPEA HA CAMBIATO BANDIERA E COME LA CONTROINFORMAZIONE È DIVENTATA LO SPECCHIO DEL MAINSTREAM

La memoria corta della politica contemporanea Se esiste una caratteristica...

LA FABBRICA DELLA PROPAGANDA: COME NASCONO LE LEGGENDE SULLA CONQUISTA DEL MONDO ATTRAVERSO L’INIZIATIVA DEI TRE MARI

La controinformazione che assomiglia sempre di più al mainstream...