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DENUNCIATO LO SCANDALO DELL’FBI

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Il regista Dinesh D’Souza, autore del film “2000 MULES”, riporta e denuncia il contenuto di alcune lettere inviate dal senatore Grassley al procuratore Garland e al Direttore dell’FBI Wray: informatori parlano di reati e coperture da parte dell’Agenzia Investigativa, che sta diventando sempre più il braccio armato della politica del partito DEM

La recente perquisizione operata dall’FBI quasi come un attacco personale e mirato alla residenza del 45o Presente degli Stati Uniti Donald J Trump a Mar-A-Lago, porta all’attenzione e alla ribalta una denuncia fatto recentemente dal regista Dinesh D’Souza, autore del film “2000 muli”, contro l’operato dell’FBI che sembra aver drasticamente modificato i suoi parametri di ricerca nelle loro indagini, in base a precise direttive fornite del governo in carica presieduto dal presidente Joe Biden. 

Il regista D’Souza in un video messaggio, denuncia una serie di avvenimenti che prendono spunto da alcune lettere scritte dal Senatore Repubblicano dello Iowa, Chuck Grassley, al procuratore Merritt Garland e al direttore dell’FBI Christopher Wray. 

Il regista del film “2000 MULES” Dinesh D’Souza denuncia lo scandalo dell’FBI

Nessuno, dice il regista, ha mai dato molto peso a lettere scritte alle amministrazioni, ma il senatore Grassley sembra invece essere molto influente ed ascoltato, essendo a capo della commissione giudiziale proprio dell’FBI. 

La denuncia che Grassley avanza è basata su informazioni ricevute direttamente da membri all’interno dell’FBI stessa e fondamentalmente si basa su due argomenti principali:

  • L’FBI è molto coinvolta nel sopprimere e occultare le indagini relative a Hunter Biden e in generale alla famiglia criminale dei Biden.
  • Il secondo punto riguarda invece la classificazione che l’FBI sta facendo per quello che riguarda i “domestic violent Terrorists” (crimini domestici violenti). 

È evidente che in entrambi i punti esposti nelle lettere di denuncia di Grassley ci sono prove inconfutabili che i fatti sussistano ed esistano come suggeriti dagli informatori. 
In particolare, tutti ormai conoscono quanto è stato pubblicato, anche dai media mainstream, a riguardo dell’attività criminale del figlio del Presidente degli Stati Uniti Hunter Biden: esiste il suo laptop in cui sono contenute e conservate tutte le e-mail personali e in particolare tutte le comunicazioni inviate alle aziende con cui collaborava in Cina e in Ucraina (BURISMA, METABIOTA, ROSEMONT SENECA, ECO HEALTH ALLIANCE etc) e dove sono contenuti anche tutti i video e i messaggi privati riguardanti la sua vita personale alquanto deprecabile e condotta in modo dissoluto. 


Tutto ciò che è poi riconducibile alla famiglia Biden, lo potete trovare in molti dei video che abbiamo tradotto e anche in molti articoli che abbiamo scritto e pubblicato su TRUEREPORT.NET: l’attività criminale in Cina e Ucraina attende soltanto di essere posta sotto seria indagine da una Commissione appositamente nominata e soprattutto dalle autorità competenti, perché la protezione che in questo momento l’FBI e i servizi segreti stanno operando attorno a questo argomento e a questo soggetto ha già da tempo varcato il limite del tollerabile, della vergogna e dell’assurdità, facendo diventare di fatto e a tutti gli effetti, i potenziali “difensori della giustizia” come veri e propri complici dei crimini commessi. 

Sen. CHUCK GRASSLEY Procuratore MERRICK GARLAND Direttore FBI CHRISTOPHER WRAY

Quello che invece sta accadendo per l’identificazione dei cittadini che non sono allineati al pensiero unico e che sono critici nei confronti del governo attuale, la politica e l’ordine dall’alto è quello di bollarli tutti come “terroristi domestici e violenti”: questo è un fenomeno veramente preoccupante e che sta assumendo dimensioni mai viste in precedenza. 

Basta, per esempio, una frase detta in famiglia e intercettata e riportata da chiunque, oppure una frase urlata durante una manifestazione con soltanto magari esclamazione “non si può più andare avanti così“  può essere presa dall’FBI come una prova che la persona che ha parlato in quel modo sia un violento terrorista domestico.

Sembra in pratica che sia in atto una tendenza alla soppressione di chiunque non si voglia piegare ai “diktat governativi”. E questo è un problema che, portato a diffondersi come avviene spesso nel mondo, può portare a una nuova ghettizzazione ed eliminazione delle persone e a una vera e propria soppressione di qualunque pensiero critico e di chiunque esprima un pensiero che porti ad una analisi diversa da quello che sono le linee guida di chi ha in mano il potere.

FBI: URGE ASSOLUTAMENTE UNA RIFORMA PERCHÈ TORNI STRUMENTO DI UTILITÀ PUBBLICA E NON DI PARTITO.

Sulla base di queste pesanti denunce, viene logico pensare che l’FBI non si possa, a ragione, più ritenere un’agenzia super-partes, ma un vero e proprio “braccio armato” della politica e nello specifico, in mano al partito Democratico USA: la denuncia è forte, come è forte l’esigenza di una profonda riforma dell’Agenzia investigativa perché, come espresso dal Procuratore Generale dello Stato della Florida in occasione dell’assedio dell’FBI alla residenza di Mar-A-Lago del presidente Donald Trump:  “si inizia a parlare apertamente di violazione del diritto pubblico e di uso politico fazioso dell’FBI e quindi dell’urgenza assoluta della sua riforma, perché torni ad essere uno strumento di utilità pubblica e NON di partito”.

LINKS :

MAR-A-LAGO MISTERY: What were FBI agents looking for and what are the consequences?
Aggiornamento sulla frode elettorale e “2000 MULES” – Truereport.net
Salta fuori il documento segreto di Zelensky su METABIOTA – Truereport.net
Biolab della NATO nel sottosuolo di Mariupol – Truereport.net

LINKS VIDEO

HUNTER BIDEN E KLAUS SCHWAB collegati ai Bio-Lab dell’Ucraina

Who Is Hunter Biden | THE POET – Episodio 1
Who Is Hunter Biden | THE PRINCELING – Episodio 2
Who Is Hunter Biden | THE PORN STAR – Episodio 3
Who Is Hunter Biden | THE POET – Episodio 4

🔗Veleno_ODYSEE
🔗Veleno_RUMBLE

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO POTREBBE ESSERE RADICAL CHIC E UN PO’ POLITICALLY “UNCURRECT”

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1. COSA E’ DAVVERO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO? DIPENDE DAVVERO DALL’UOMO?

Il cambiamento climatico ha come data di nascita l’inizio della rivoluzione industriale, quindi il momento in cui l’uomo inizia ad interferire sull’ecosistema terrestre attraverso azioni che causano l’innalzamento dei livelli di C02 (gas serra, combustibili fossili, deforestazione, agricoltura e allevamento).

Il primo a ipotizzare la teoria secondo cui un aumento dell’anidride carbonica avrebbe portato a gravi conseguenze per il pianeta fu il premio Nobel per la chimica S. Arrhenius.

Negli ultimi 20 anni ci è stato chiesto sempre di più di adottare comportamenti “green” per evitare il collasso del pianeta. Sempre più prepotente, la filosofia del “eco-sostenibile” – “eco-compatibile” ha toccato tutte le sfere possibili della vita umana.

A portare avanti il punto 13 dell’Agenda2030 l’icone per eccellenza è l’adolescente Greta Thunberg, attivista di “Friday for future” gira il mondo inneggiando la fine del pianeta.

Su questo punto solo due dettagli per insinuare il dubbio che non è poi tutto oro ciò che luccica: pare che la ragazza abbia fatturato 82 milioni di dollari (lo afferma il “People With Money” ma la notizia non è certa). Sicuramente però la finanza mondiale, in accordo con ONU e UE, sta sfruttando al massimo il fenomeno mediatico che ne nasce per creare allarmismo oltre il necessario per un programma di investimenti dal valore di 100 trilioni dollari (sito canadese “Global Reserch, inchiesta Engdahl).

Senza contare che sono molti gli scienziati che ne demoliscono l’atteggiamento catastrofico, Claudio Rubbia Nobel per la fisica e poi il fisico Franco Prodi parlano di “abbaglio mondiale”.

Negli anni si sono introdotte modifiche alla vita dell’uomo, anche sostanziali e costose, in nome del cambiamento climatico. Per esempio sono state introdotte nuove modalità di riscaldamento (pellet, fotovoltaico, solare), nuovi modelli di auto (elettrico o ibrido), la raccolta differenziata per l’immondizia, le diete vegane o addirittura fruttariane, i mercati equosolidali, e molto altro.

Ma si è davvero sicuri che tutto ciò che viene richiesto alla popolazione mondiale abbia come scopo il rispetto del pianeta? Si ha la certezza assoluta che la Terra stia cambiando le condizioni conosciute a causa dell’uomo? Insomma, si è sicuri, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la narrativa perpetrata violentemente negli ultimi 25 anni abbia come scopo salvare le sorti dell’ambiente?

C’è una specifica da fare, i cambiamenti prodotti dall’attività umana si definiscono “mutamenti climatici” mentre quelli che si verificano per cause naturali si chiamano “variabilità climatica” come stabilito dalla UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite). Il cambiamento climatico è decisamente un concetto troppo ampio ed astratto e racchiude tutti i cambiamenti, indipendentemente dalle cause che lo scatenano.


2. LA NASA, GLI STUDI E LE INFORMAZIONI INCOMPLETE

Proviamo ad analizzare la questione in modo obiettivo. Partiamo da questa foto, “Marmo Blu 2002”. Realizzata dalla NASA cucendo strisce di dati raccolti in 4 mesi dal sistema MODIS. Sul sito ufficiale si legge che gli scienziati “Hanno aggiunto uno strato di nuvole per creare questo marmo blu composito”. Non salta nulla all’occhio? Perché aggiungere nuvole bianche per creare il blu? E cosa c’era da correggere per essere costretti a modificare la foto? Anche perché dei cloni così evidenti di nuvole non hanno nulla di bello.

Il tizio che ha creato l’immagine della Terra spiega perché aveva bisogno di falsificarla

Un’altra domanda che ci si pone senza nessuna polemica è: perché si parla sempre del ghiaccio marino artico che diminuisce e non si menziona mai il ghiaccio marino antartico che invece aumenta? Il primo, parzialmente chiuso, sembra risentire del riscaldamento mentre nell’Antartide sembra esserci l’influenza del cambiamento dei venti e dell’Oceano che la circonda.

In sintesi mentre il ghiaccio nell’Artico registra una riduzione significativa a partire dal 1970, quello in Antartide ha segnato un incremento sostanziale complessivo dal 1979 al 2014, dovuto al cambiamento dei venti e all’aggiunta di acqua dolce proveniente dai ghiacciai. Aumento confermato anche dalla NASA che con un articolo del 2015 afferma che “aumento dell’accumulo di neve antartica iniziato 10.000 anni fa sta attualmente aggiungendo abbastanza ghiaccio al continente per superare le maggiori perdite dai suoi ghiacciai che si assottigliano”.

Fonte: https://www.nasa.gov


In questo rapporto si stima che la calotta glaciale abbia guadagnato 112 miliardi di tonnellate di ghiaccio tra il 1992 e il 2001. Dato che sfida le conclusioni degli studi comunemente riportati da tutti i media e dalle organizzazioni internazionali.

Sempre la NASA attesta che questa espansione stia asciugando l’atmosfera sull’Oceano Antartico. La minor evaporazione del ghiaccio marino incide sui modelli di precipitazione del mondo non permettendo la formazione di nuvole e quindi riducendo le precipitazioni. Ma, attenzione, L. Boisvert, ricercatrice del Goddard Space Flight Center della NASA, afferma nel 2020 che “ll motivo per cui ci preoccupiamo di cambiare le condizioni del ghiaccio marino in questa regione è perché il ghiaccio marino vieta l’interazione tra l’oceano e l’atmosfera”. Quindi è possibile interferire con il sistema climatico, influenzandone le precipitazioni. E quindi l’ingegneria climatica esiste! Le cosiddette “scie chimiche” non sono un’idea complottista. La modificazione del clima non è fantascienza ma avviene regolarmente attraverso ciò che viene chiamata “inseminazione delle nuvole” che consiste nel disperdere sostanze chimiche attraverso dispositivi a terra, voli aerei, razzi o cannoni antiaerei. Le sostanze possono essere iniettate direttamente nelle nuvole o lasciate cadere sopra o sotto di esse, in base alle correnti.

E’ evidente che le quattro stagioni, conosciute per come erano, non sono più le stesse: piove sempre meno e quando lo fa spesso sono alluvioni e disastri ambientali. La neve non cade più come fino a qualche anno fa e le temperature estive sono aumentate.

Ora, se il problema è l’innalzamento della temperatura globale, e lo strumento per contenerlo c’è determinando le precipitazioni perché le cose peggiorano e aumentano i cataclismi? Eppure lo insegnano anche ai più piccoli:


3. IL PARADIGMA DELLA FOTOSINTESI E IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Ai tempi delle scuole elementari negli anni ‘70/’80 spiegavano il processo mediante il quale le piante producono il nutrimento necessario per sopravvivere grazie alla luce solare e la clorofilla, sono esseri autotrofi quindi non si cibano di altri esseri viventi. Trasformano l’acqua (H2O) e l’anidride carbonica nota anche come diossido di carbonio, o biossido di carbonio(il CO2 è un gas incolore e inodore, è solubile in acqua, non combustibile e inerte, il che ne rende difficile la misurazione affidabile). in sostanze nutritive. E’ il processo a tutti noto come FOTOSINTESI CLOROFILLIANA.

La clorofilla è il protagonista del processo biochimico, è un pigmento, verde, in grado di attirare la luce solare per trasformarla nell’energia necessaria a convertire l’anidride carbonica in zuccheri e carboidrati per alimentare la pianta. Stabilito che l’anidride carbonica per le piante è vitale c’è da precisare che la quantità di anidride carbonica (CO2) presente nell’atmosfera è pari allo 0,04% (circa 400 ppm) circa.

Ora è ovvio restare basiti: “ma come solo lo 0,04% di anidride carbonica nell’atmosfera?” Sì, è così! Come riportato anche da dati ufficiali riscontrabili in tutti gli studi scientifici fatti in merito, ma lo si trova anche su WIKI. Un ultimo dato importante per avere un quadro completo di analisi è conoscere la composizione dell’aria, quella che respiriamo e che è la stessa che le piante usano per estrarre la CO2.

L’aria è composta da:

  • Azoto (N2) = 78,08%.
  • Ossigeno (O2) = 20,95%
  • Argon (Ar) = 0,93%.
  • Anidride carbonica (CO2) = 0,04%. 400 ppm
  • Neon (Ne) = 18,18 ppm
  • Elio (He) = 5,24 ppm
  • Krypton (Kr) = 1,14 ppm
  • Idrogeno (H2) = 0,5 ppm.

Inoltre acqua ed altri componenti in quantità minori, tra cui anche particelle solide in sospensione, costituiscono il cosiddetto “pulviscolo atmosferico”.

Grafica 1

Grafica 2

Secondo i dati ufficiali la concentrazione dell’anidride carbonica alla metà del 19° secolo era di 280 ppm, nel marzo del 2013 era di 399 ppm mentre oggigiorno siamo a 400 ppm (0,04%), anche se secondo gli stessi scienziati tale misurazione risulta difficile e quindi incerta. Qui nasce la prima domanda: come fanno a sapere a quanto ammontava la presenza di COa metà del IX° sec. se ancora oggi ci sono difficoltà in una misurazione affidabile

Osservando le due immagini (Grafica 1 e Grafica 2) ci si chieda quale reale impatto può avere lo 0.04 % di Anidride carbonica sul clima. Può essere il circolo naturale della terra che cambia la concentrazione di questo elemento nell’aria?

Premesso che non si cercano scusanti per evitare comportamenti virtuosi e rispettosi del pianeta,  la domanda è spontanea: se la terra non fosse in grado di autoregolarsi, come avrebbe potuto, dal momento della sua formazione, viste anche le continue collisioni con meteoriti pianeti ed eruzioni vulcaniche che avrebbero gorgogliato gas per milioni di anni – anidride carbonica, azoto e anidride solforosa – eliminare tutta quell’anidride carbonica?

© guenterguni/ iStock.com

Se si presuppone che abbassando la concentrazione di CO2, si influisce sull’ecosistema della terra, si può pensare che le piante non avranno più la possibilità di prodursi le sostanze delle quali hanno notoriamente bisogno per il sopravvivere? Di conseguenza ci si ritroverà in un unico deserto terrestre (sempre credendo che la terra non sia in grado di autoregolarsi)?

Quindi la politica GREEN che dice che produciamo troppo CO2 a cosa mira in realtà?


4. I PROVVEDIMENTI RICHIESTI PER SALVARE IL PIANETA

Qualcosa non torna anche se si pensa a tutta una serie di azioni che gli Stati e le organizzazioni internazionali richiedono.

Per esempio le auto; ad oggi l’imperativo è l’auto elettrica o ibrida poiché l’obiettivo è la diminuzione dell’emissione dei gas di scarico. Va bene, ma ci hanno mai detto come vengono prodotte le batterie delle auto elettriche, o dei monopattini tanto di moda oggi? E ci hanno mai fatto sapere come verranno smaltite? Quando la batteria giunge a fine vita, i suoi vantaggi ecologici svaniscono.

C’è mai stato un titolo di giornale o una trasmissione nota che abbia mai detto che le batterie sono prodotte con il cobalto estratto in Congo sfruttando minori (nel novembre 2021 la stima contava 40.000 ragazzini), picchiati e maltrattati dalle guardie di sicurezza, in condizioni di povertà inimmaginabili, che spesso muoiono in incidenti dovuti a carichi troppo pesanti o a crolli di gallerie artigianali?

Estrazione del “cobalto” nelle miniere della Repubblica democratica del Congo: sfruttamento minorile per una politica “GREEN” di transizione per ipocriti.

Senza contare che l’elettrico porterà al fallimento molti del settore che faticano ad adattarsi come afferma il CEO Stellantis e un impennata significativa delle tasse per i cittadini da poter essere definita una vera e propria stangata. Per concludere, le batterie hanno una vita relativamente breve e il loro smaltimento è un vero e proprio problema poiché contengono litio, nichel, cobalto, vanadio, silicio, stagno e grafite, inoltre se finiscono nelle discariche possono rilasciare queste sostanze nel terreno. Lo confermano molti scienziati come nel caso della scienzaiata dei materiali Dana Thompson dell’Università di Leicester che nel suo studio riporta che il riciclaggio della batteria può essere un’attività pericolosa, e se si taglia troppo a fondo una cella di questi pacchi batterie, o nel punto sbagliato, questa può andare in cortocircuito, bruciare e rilasciare fumi tossici, Sono soggette anche ad autocombustione, e molto difficili da gestire.

Il loro impatto ambientale è decisamente pesante. Perché allora si spinge così tanto verso una soluzione che tale non è? Ma la soluzione c’è, se si volesse davvero un’alternativa green: l’auto a idrogeno, la Toyota è già pronta e l’Italia corre già, come spesso accade, per eccellere in questo nuovo mercato realizzando impianti ad idrogeno.

Perché insistere con qualcosa dall’impatto economico, sociale e ambientale devastante dalla sua nascita al suo smaltimento, dal costo spropositato, quando l’alternativa c’è, davvero eco sostenibile e soprattutto dai costi contenuti sotto tutti i punti di vista? Un ultimo domanda: perché sono le auto di tutti a inquinare ma le numerose auto blu di scorta dei politici, i loro aerei privati o yatch non sono un problema?

Forse il “GREEN” è POLITICALLY “UNCORRECT” ed anche un pochino radical chic.


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WEF: LA MANIPOLAZIONE SOCIALE E’ POLITICALLY CORRECT

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UNA CAMPAGNA CONTRO LE TRADIZIONI ED I VALORI : QUESTO È IL VERO RESET

Con questo articolo continua la serie dedicata agli “strumenti della scienza del potere”. Come già anticipato nell’articolo la finestra di Overton 3^ parte”  qui approfondiremo e dimostreremo con gli opportuni documenti cosa c’è in serbo per il nostro futuro in base  all’agenda 2030 al punto 5 del quale abbiamo già accennato anche in un articolo precedente.

Analizzeremo questo argomento per poter capire a fondo come queste organizzazioni ed istituzioni utilizzano consapevolmente gli strumenti come le finestre di Overton e la tecnica del Framing per manipolare il pensiero delle masse. Vi mostreremo come sia possibile, concretamente, cambiare l’atteggiamento nei confronti di un  problema e costruire nuovi valori.

È una tecnica ormai ben collaudata e utilizzata all’insaputa dell’essere umano, che senza accorgersi, passo dopo passo si adatta a idee e situazioni che, se proposte all’improvviso, non avrebbe mai preso nemmeno in considerazione perché inaccettabili, questo l’effetto spiegato dalla metafora della rana bollita.

Facciamo un passo indietro al 13 giugno del 2019. Klaus Schwab per il World Economic Forum e António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, si sono trovati per assistere alla firma del quadro di partnership strategica: In questo momento storico il portavoce generale delle Nazioni Unite Stephane Dujarric annunciò che occorreva “ACCELERARE L’ATTUAZIONE DELL’AGENDA2030”.

L’obiettivo è l’evoluzione dell’Agenda2030 per potere ottenere congiuntamente i vari obiettivi prefissati con le varie organizzazioni ed enti che desiderano governarci.

I punti dell’Agenda2030 sono 17 ma sta sera parleremo del punto 5, quello rosso, colore non scelto a caso poiché ha una valenza emotiva intensa, particolarmente visibile e spesso usato per catturare immediatamente l’attenzione. Come già ben descritto nel nostro articolo del 12 luglio 2022 l ’obiettivo 5 punta a raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne, ragazze e bambine. Termini onorevoli, utilizzati purtroppo come strumenti di manipolazione mentale, infatti toccano l’emozione dell’essere, fanno leva sul nostro cervello.

Nel rapporto annuale del WEF del 2019 vengono scritte le basilari tecniche per il controllo delle masse, esamineremo il documento per cercare di capire quello che hanno in mente.

Partiamo dal primo capitolo,“Impact Model” (Modello di impatto) qui il testo integrale tradotto. Studiamone il contenuto.

Nell’introduzione si legge :

Nell’ultimo anno, il Forum ha collaborato con molti leader culturali, istituzioni culturali e scientifiche, ONG, imprese e media per mettere in evidenza le voci sottorappresentate e per invitare i leader ad agire su questioni urgenti. Nell’ambito di questo lavoro, il Forum ha contribuito a produrre mostre, installazioni, proiezioni, spettacoli, prodotti di conoscenza e campagne, impiegando i propri eventi, i media e la presenza sui social media per promuovere il dibattito locale e globale e l’azione.

1. 	Perché la cultura conta
“C'è un aspetto culturale in molte questioni spinose, dalla disuguaglianza al cambiamento climatico. L'incapacità di risolverle facilmente può essere il risultato di paure, pregiudizi, credenze radicate, un fallimento collettivo dell'immaginazione e persino di narrazioni escludenti. Al contrario, queste dimensioni culturali possono diventare il cuore pulsante di un cambiamento inclusivo e sostenibile.
Forze dinamiche plasmano le percezioni delle persone. Queste forze si intrecciano continuamente: la nostra esperienza della cultura, che si manifesta nell'educazione, nelle arti, nell'intrattenimento, nella tecnologia e nei media; il nostro senso di appartenenza, che si esprime nei valori, nell'etica e nell'identità di gruppo; i nostri comportamenti, che si concretizzano nel modo in cui pensiamo, vediamo e prendiamo decisioni. Questa tensione, fondamentale per la società, è ciò che noi chiamiamo cultura.”

Consideriamo il cambiamento climatico: per anni e a tutt’oggi la narrativa è prepotente in merito. L’uso delle auto, gli allevamenti di bestiame, le coltivazioni intensive, e tutto ciò che l’uomo usa per vivere viene indicato come causa del riscaldamento globale; tutti i giorni il messaggio dell’importanza del concetto “green” viene proposto senza sosta. Ognuno di noi ormai è convinto di essere la parte essenziale del problema, però i potenti della terra si muovono da una parte all’altra del mondo usando aerei privati e una serie di auto blindate come per l’evento del G20. Ci sono studi, che vengono tacciati di complottismo o di infondatezza, che dimostrano che il clima non è a rischio ma che subisca semplicemente variazioni naturali. Interessante la versione di F. Battaglia secondo il quale l’allarme non ha alcuna ragione di esistere perché la pretesa di governare il clima della terra è un’illusione. Altrettanto interessante la posizione di Zachichi e altri che mettono in discussione i modelli climatici utilizzati. Altri studi affermano che tali cambiamenti, non solo non sono così catastrofici, ma non sono imputabili all’uomo. Altri fanno una considerazione di fondo interessante: viene sempre menzionata l’Artide e mai l’Antartide. Ma in merito a tutto questo uscirà presto un articolo con informazioni che nessuno vi ha mai dato.


2.	Una teoria del cambiamento
“La ripetizione delle esperienze culturali aiuta a cambiare gli assunti, a riscrivere le narrazioni, a ispirare nuovi pensieri e a mettere le persone in contatto con nuove realtà. Oltre a questo, hanno anche il potere di cambiare il senso di appartenenza di una persona e, a sua volta, il suo comportamento, che una volta modificato diventa un processo di cambiamento culturale.
Per creare società più inclusive e sostenibili è necessario un impegno mirato al cambiamento culturale. A questo proposito, il Forum economico mondiale ha un ruolo unico da svolgere, che riflette la sua ricerca di un impatto duraturo.”

Se in un momento storico di crisi economica come questo, una coalizione di grande aziende come Open for Business, e quindi meritevole di stima e considerazione, produce studi economici che dimostrano che una società inclusiva è più produttiva, più sana e più sostenibile chi di noi, in condizioni di difficoltà non afferrerebbe l’idea, facendola sua, che la soluzione è semplice, anzi è democratica e inclusiva! Secondo tali pubblicazioni un’azienda inclusiva è migliore di un’azienda che non promuove l’inclusione. Ma esiste un’altra faccia della medaglia: a chi si toglie lavoro, possibilità di sviluppo e lavoro se si punta su una sola categoria? Se un’azienda pensa di far ripartire il business assumendo i transgender in quanto tali, e avesse a disposizione solo due posizioni e le dedicasse esclusivamente a questo genere non creerebbe discriminazione in partenza per tutti coloro che non hanno questa peculiarità? Possiamo dire che l’obiettivo non è includere ma dividere facendo leva su sentimenti di invidia, frustrazione e discriminazione, in entrambi i sensi.Sembra che si abbia come vero scopo finale creare i consumatori perfetti del futuro e le società inclusive perché economicamente e socialmente più forti, come dichiarato pubblicamente dal WEF sul sito ufficiale:
Great Reset:Perché l’inclusione LGBT+ è il segreto del successo post-pandemia delle città. Patetici quanto sfacciati, te lo schiaffano in faccia e nessuno se ne accorge.


2A.   La teoria
Il lavoro del Forum nel campo delle arti e della cultura si avvale delle seguenti teorie e ipotesi: 
- La cultura svolge un ruolo critico nella società.
- La teoria dello stupore: ripetute esperienze di stupore suscitano altruismo, umiltà e gentilezza, a sostegno di società inclusive.
- La teoria del contatto intergruppi (anche nota come "ipotesi del contatto"): in condizioni adeguate, il contatto interpersonale è uno dei modi più efficaci per ridurre il pregiudizio.
- Il potere delle narrazioni di plasmare le credenze: le narrazioni possono portare una nazione alla guerra e mantenere le comunità nella povertà, ma possono anche smantellare la discriminazione e dare energia ai movimenti per la giustizia.
- Il concetto di finestra di Overton: 
il cambiamento positivo avviene quando quella che è considerata l'intera finestra accettabile del discorso si sposta verso l'inclusione. Spostare la finestra di Overton in questa direzione richiede un pensiero e un'azione radicali.

Basti pensare alle manifestazioni con spettacoli, anche grotteschi, dei generi LGBTQ+. Il ripetere continuamente eventi, prima erano “solo” gay pride, oggi un mese intero (giugno) viene dedicato alla celebrazione di questi nuovi 37 generi. Il perpetrare e insistere crea semplicemente abitudine, e l’abitudine rende tutto accettabile.

Questo modo di programmare il pensiero unico, con l’uso della neolingua, avviene in modo così subdolo che è impossibile rendersene conto. L’obiettivo ufficiale di unire le persone è decisamente mancato, anche il mondo dell’arte si è spezzato in due: artisti che difendono l’Arte per come la conosciamo da sempre e artisti che in nome del “politically correct” sono pronti a discriminare il pubblico e quindi la cultura di un Paese. In merito è esaustivo l’articolo del nostro Fabio Army“POLITICALLY CORRECT” ALL’OPERA, HA PROFONDAMENTE STUFATO

L’arte, in ogni sua forma, è ciò che più di ogni altra cosa ha il potere di unire, ma ad oggi è diventata un’arma potentissima di divisione.


 2B. Attivazione della piattaforma

Utilizzando queste teorie del cambiamento, il Forum si avvale di quattro risorse chiave:
 - La nostra rete di leader culturali e istituzioni di livello mondiale. La rete comprende alcuni dei più eccezionali artisti creativi e interpretativi che lavorano in diverse discipline. Al suo interno ci sono commentatori culturali, storici, esperti di cultura e leader sportivi, ognuno dei quali ha un'influenza significativa a livello locale e globale. Insieme, questi leader e istituzioni collaborano con il Forum, utilizzando la sua piattaforma per imparare, condividere narrazioni inclusive e sviluppare partnership in tutti i settori.
- I nostri eventi globali e regionali, che attirano politici di spicco, responsabili, leader aziendali e della società civile e scienziati.
- La rete unica del Forum di stakeholder di tutto il mondo, con competenze in ogni settore e accesso a risorse senza precedenti.
- La significativa presenza del Forum sui media, compresi i social media, che lo rende un'organizzazione mediatica a tutti gli effetti.

Se a parlare di inclusione, diritti e inclusione sono persone che raccolgono consenso il pensiero pubblico si uniforma. Siamo infatti nell’era degli influencer ( i ragazzi le prime vittime di una narrativa incessante), dei social con messaggi pubblicitari subdoli e odiatori seriali pronti al gioco al massacro se ci si allontana dalla narrativa ufficiale.


 2C. Fornire contenuti 
“Utilizziamo la piattaforma per produrre e distribuire contenuti culturali. Questo avviene sotto forma di pannelli di attualità, presentazioni visive, interviste, mostre, installazioni, workshop, performance, proiezioni di film e cerimonie di premiazione. L'obiettivo è riflettere le tensioni culturali, spingere per mettere in discussione gli assunti fondamentali, liberare l'immaginazione e sviluppare relazioni. Coproduciamo anche progetti speciali al di là degli eventi del Forum. Tra gli esempi vi sono la commissione, la produzione esecutiva e la prima mondiale del film in realtà virtuale Collisions, di LynetteWallworth, vincitore di un Emmy, e la produzione del primo tour internazionale dell'Orchestra femminile afgana.”

2D. Creare impatto
L'utilizzo del punto di cui sopra crea livelli di impatto aiutando i leader ad imparare e a mettere in discussione le loro percezioni e ipotesi, aiutando a generare storie di cambiamento che ricevono attenzione a livello globale, consentendo l'impegno diretto delle persone a livello locale e creando un ciclo di feedback nella comunità culturale. E a far progredire il cambiamento culturale
Tutto questo, considerato nel suo insieme, può liberare l'immaginazione e creare un'apertura mentale utile a cambiare il comportamento individuale e poi collettivo promuovendo un senso di appartenenza. A sua volta, ciò può favorire la creazione di nuovi modi di costruzione di un mondo più inclusivo e sostenibile.

Attraverso film, serie tv, spettacoli teatrali si arriva a toccare la parte emozionale di ognuno di noi, così storie di amori impossibili od ostacolati, di famiglie disgregate o di abbandono producono empatia, attraverso l’emozione, così, si può cambiare la percezione che si ha in merito.

Sul sito del WEF c’è una pagina interessante dal titolo “Una guida in 10 punti per una leadership responsabile nell’era del populismo“. Si consiglia di leggerla, qui riportato solo il piè di pagina che dice:

”Non riesco a pensare a un antidoto migliore contro il populismo: leader reattivi e responsabili.”

E’ chiaro che questi potenti utilizzano tutti gli strumenti possibili per manipolare il pensiero.

Nel nostro rapporto del 12 luglio su truereport abbiamo parlato ampliamente dell’ONU e della sua creatura ovvero:

l’Agenda2030  che alla voce “target” del punto 5 specifica tutti i punti da realizzare per ottenere la parità di genere tra uomo e donna:

  • eliminare ogni discriminazione,
  • cessare ogni violenza,
  • cancellare tutte le pratiche nocive a danno di donne e bambine,
  • valorizzare il lavoro di cura e domestico fino ad oggi non riconosciuto,
  • garantire alle donne l’accesso alle pari opportunità,
  • garantire la salute sessuale e riproduttiva.

Ottimi obiettivi ma siamo sicuri che non ci sia nulla volto a indorare la pillola? E’ davvero così come dicono o tra le righe c’è altro? Forse il concetto nascosto che si vuole proporre è la parità di genere TRANS? O forse ciò che vogliono anche alla luce degli studi citati al punto 2 è:

  • dividerci
  • incassare per medicamenti
  • incassare  per la transizione medica
  • incassare  per tornare all’origine
  • incassare  per la maternità surrogata

Partiamo da qui: fin da piccoli hanno tentato di dividerci creando confusione, divisioni e instillando dubbi circa l’identità e le capacità e i talenti di ognuno di noi. I bambini sono i più colpiti dalla narrativa spossante di questi anni.

Non si può a questo punto non  sottolineare il ruolo fondamentale che ha l’argomento “PEDOFILIA”: troppe volte, con l’alibi della tolleranza, si è cercato di mitigare il ribrezzo a tale pratica. Per esempio Allyn Walker e molti altri transgender hanno tentato di declassificare questo reato parlando di “orientamento sessuale”. La pedofilia è un abominio, è violenza, è abuso, è un crimine e null’altro!

Questi strumenti sono subdoli e pericolosi, per il bene dei piccoli e per protegger loro il futuro è necessario prenderne consapevolezza.

Con questo articolo l’augurio è che si possa avere un’idea un po’ più ampia circa quanto possa essere subdolo e pericoloso questo strumento per il futuro di tutti ma soprattutto per il futuro dei bambini.


Stai sempre aggiornato seguici qui su TRU3R3PORT/CHILDRESQUE e su ChildResQue Italia Channel, aiutaci a accendere piú riflettori possibili su queste orrende realtá, condividendo.

IL “POLITICALLY CORRECT” ALL’OPERA, HA PROFONDAMENTE STUFATO

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Il Teatro e la vita non sono la stessa cosa”, dice Canio, nei Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, un’opera che è il manifesto del verismo, ma che sintetizza anche quanto sia importante conoscere le regole che definiscono il teatro, per comprendere la corretta distinzione tra la finzione teatrale e la vita reale.

Forse, in questo momento storico, dove la confusione regna sovrana, si sta operando uno stranissimo e pericolosissimo scambio tra il teatro – inteso come rappresentazione dell’espressione artistica e della finzione scenica – e la realtà dei fatti e delle cose della “vita reale” che, purtroppo, nei tempi che viviamo, sembra sempre di più assomigliare proprio ad un teatro di pessima categoria. 

Le polemiche che sono state sollevate negli ultimi tempi, soprattutto negli USA, per quanto riguarda alcune tematiche discriminanti in ambito teatrale, oggi purtroppo, prendono campo anche nella vita reale, in maniera davvero sempre più inaccettabile. 

IL TEATRO È FINZIONE …MA NON FALSITÀ

Esistono pericolose ideologie che portano le persone a creare delle fratture tra di loro, a creare dei contrasti e delle assurde lotte, di assurda rivendicazione, per fare in modo che tutti si sentano nemici di tutti, senza più utilizzare l’arma del confronto corretto e rispettoso, per tutti i temi trattati: dalla storia alla scienza, dall’arte alla medicina, dalla politica alla vita di tutti i giorni, tutto in nome del cosiddetto: “politicamente corretto”.

Sono anni, che le opere teatrali dei più grandi compositori della storia del melodramma, soprattutto italiano, vengono stravolte da registi sempre più maleducati e irriverenti, che compensano la loro mancanza di idee, con la storpiatura dei contenuti delle opere d’arte che mettono in scena. 

Dopo aver stravolto le storie, portandole completamente fuori dal contesto voluto dal compositore e quindi, mancando di rispetto a quello che è il valore intrinseco di un’opera artistica, si è cominciato anche a sollevare e a speculare su problemi di natura ideologica, con un utilizzo strumentale e divisorio dei temi che, di volta in volta, si sono sollevati nelle questioni sociali e “della moda“.

Si è iniziato con i Rigoletti senza la gobba, per poi passare a Otello, lo storico “Moro di Venezia”, completamente bianco, rendendo stupida e banale tutta la narrazione nata dal genio Shakespeare e portata nel teatro musicale, dall’omonima opera di Gioacchino Rossini e di Giuseppe Verdi.

“Interpretare AIDA non è razzismo ma è Arte e Storia” Grace Bumbbry, soprano

A tutte queste storie, purtroppo, ci siamo ormai abituati e da quando il “politicamente corretto” ha preso campo, non si è più parlato di queste cose molto volentieri, per non scatenare inutili polemiche, ma la cronaca di questi giorni, all’Arena di Verona, durante il tradizionale Festival estivo, ce le ha riportate tutte prepotentemente alla ribalta. 

Anche Aida, una schiava etiope degli egiziani, quando viene interpretata da una cantante di carnagione chiara, NON DEVE TRUCCARSI, perché, secondo questa idea, portata avanti dal movimento politico del Black Lives Matter e dalle politiche della “Cancellazione Culturale e delle memorie Storiche dei Popoli”, è un affronto alla diversità ed è:

 “Una pratica profondamente fuorviante basata su tradizioni teatrali arcaiche, che non hanno posto nella società moderna” (soprano Angel Bue – Intervista su: IL GIORNALE del 17/7/2022).

Dobbiamo forse ricordare a chi legge, che si sta parlando, in questo caso, di una storia che si racconta in un particolare contesto di quasi 3000 anni fa, che si parla di teatro, dove, chi crea l’opera teatrale, porta sul palcoscenico un dramma, proprio per evidenziarne i temi, per valorizzarne le caratteristiche, anche educative, del messaggio e quando si tratta di opere di valore storico, come in moltissimi dei capolavori del melodramma italiano, si devono rispettare questi parametri, perché parte del bagaglio storico, culturale ed educativo, di un popolo e della sua memoria storica. 

Io credo, fermamente, che non siano queste le battaglie da affrontare per risolvere i problemi del mondo e soprattutto, per avvicinare le culture ed aumentare e crescere il rispetto tra le persone. Le ideologie, quando portate avanti da politiche divisorie e sempre più tese ad esacerbare gli animi, per arrivare a dei conflitti, non sono progetti che portano ad un miglioramento dei rapporti e della vita sociale tra le persone, tra gli Stati e tra i popoli. 

Chi porta avanti queste politiche, non lo fa in nome di un concetto veramente democratico e rispettoso dei valori più profondi dell’essere umano e dell’esistenza. Sono nuove fedi, falsi idoli, falsità espressa nel nome ingannevole di “valori reali”, o di rivendicazioni ancestrali, ma che portano soltanto a continue lotte e a continue mancanze di rispetto dell’altro e, soprattutto, ottenendo risultati esattamente opposti a quanto, invece, esprimono coloro che portano avanti queste battaglie ideologiche in tutti i loro Manifesti e in tutte le loro Agende, cosiddette globaliste, che parlano di mondi senza confini, senza differenze, senza nessuna restrizione alla libertà.

Pare assai evidente che tutto questo sia un grandissimo imbroglio, che sta ormai palesandosi ed esponendosi in modo sempre più chiaro, davanti agli occhi di tutti.

 
Quando manca il confronto e quando manca la voglia di passare oltre le ideologie che limitano, o escludono totalmente l’utilizzo del buon senso, per accendere discussioni costruttive che possono portare a porre fine a qualsiasi tipo di “emergenza”, non esistono mai soluzioni.

Ho sentito dire spesso, dai molti leader di questi movimenti, “moderni e progressisti”, che non si tornerà mai più alla “normalità di prima, che noi conoscevamo“ e questo veniva detto con riferimento alla situazione provocata dalla pandemia del Covid-19; credo però, che questa affermazione si possa riferire, veramente, a tutto quello che riguarda i rapporti tra le persone e le diverse culture. 

La vera integrazione, a mio avviso, arriva con il buon senso e nasce proprio dal rispetto delle diversità, che NON viene ottenuto in nome di ideologie, ma in nome del valore stesso della vita, che dovrebbe essere – per tutti – la continua ricerca di un equilibrio e di una corretta consapevolezza e presa di coscienza, poiché il nostro limitato percorso su questa Terra deve tendere soprattutto al progresso, all’evoluzione e al miglioramento del nostro valore spirituale e animico interiore. 


Il teatro, fin dai tempi dell’antica Grecia, nasce come catarsi, come la proiezione dei nostri problemi sul palcoscenico, per suggerirci delle soluzioni che possono aiutarci a vivere meglio e a comprendere i veri ideali della nostra esistenza: nel teatro sono sempre esaltati i Valori Universali, che sono: quelli dell’Amore, dell’Odio, della Passione, ma anche della Sofferenza, dell’Invidia, della Gelosia, dell’Ambizione… 

Questi vengono messi in scena, in modo che il pubblico tragga vantaggio dall’esperienza teatrale, per sentirsi coinvolto e sollevato a tal punto, da poter dare il giusto peso ed equilibrio, alle esperienze della vita. 

Nel teatro ci sono i protagonisti, che devono far esaltare i sentimenti interiori e creare dei punti di riferimento, per la vita di ciascuno spettatore, che deve sentirsi poi, realmente sempre più protagonista della propria vita.

Purtroppo, quando il teatro perde questo senso di valore educativo e diventa una mera forma di esibizionismo ed un’opportunità per fare valere ragioni differenti e analoghe all’ambizione, alla prevaricazione, alla discriminazione ed a quanto di peggio possa esistere, diventando dannoso per chi deve invece fruire di questa meravigliosa forma d’arte, per evolvere e migliorare la propria vita, il valore del teatro viene esautorato di ogni significato più profondo e allora, veramente arriva ad installarsi una stranissima commistione e confusione, tra la VITA REALE e il TEATRO.

Spendiamo solo alcune parole, per citare, a questo proposito, alcuni dettagli sulla vicenda sollevata dal soprano statunitense Angel Blue, che l’hanno portata ad abbandonare il suo impegno per l’opera LA TRAVIATA, al festival estivo all’Arena di Verona 2022.

 
La vicenda è ben descritta nell’articolo già citato de IL GIORNALE, così titolato:

Angel Blue punta il dito contro la rappresentazione de L’Aida, con Anna Netrebko nei panni della principessa etiope e rinuncia a La Traviata” che potete trovare a questo link:

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/fuorviante-soprano-accusa-larena-verona-blackface-e-d-2051738.html

La portavoce del “politically Correct”, è stata invitata, con una lettera della Fondazione Arena di Verona, a ripensare alla sua posizione. 

La risposta dei responsabili dell’Arena, sottolinea temi molto condivisibili di invito al dialogo.

Potete trovare il testo completo della lettera a questo link:

La vocazione principale di Fondazione Arena di Verona è sempre stata creare pace mediante lo sviluppo della musica e dell’arte. La cultura costruisce ponti. La produzione in corso di Aida è stata rappresentata per la prima volta nel 2002, 20 anni orsono, e da allora riproposta in numerose edizioni del Festival. Pertanto, l’affermazione che l’attuale allestimento di Aida sia “recente”, non è corretta.

La Stagione 2022 e quindi la produzione di Aida, sono state annunciate nel settembre 2021. L’accordo tra Fondazione Arena di Verona e Angel Blue, rappresentata dalla sua agenzia, è stato raggiunto quasi un anno fa, come per quasi tutti gli altri cantanti impegnati nel Festival. La prima di Aida della Stagione 2022 ha avuto luogo il 18 giugno. Pertanto, le caratteristiche di questa produzione erano ben note quando Angel Blue si è impegnata, consapevolmente, a cantare all’Arena di Verona.

Tutti i Paesi hanno radici diverse e la loro struttura culturale e sociale si è sviluppata attraverso percorsi storico-culturali differenti. Sullo stesso argomento la sensibilità e l’approccio possono essere molto diversi tra loro nei diversi angoli del mondo; spesso si arriva ad una idea condivisa solo dopo anni di dialogo e comprensione reciproca. Non abbiamo alcun motivo, né alcuna volontà, di offendere e disturbare la sensibilità di alcuno. Raggiungiamo con vive emozioni persone provenienti da diversi Paesi, da contesti religiosi differenti, ma per noi tutte le persone sono uguali. Crediamo nel dialogo, nello sforzo di comprendere il punto di vista altrui, nel rispetto degli impegni artistici presi. 
Angel, noi e il pubblico areniano ti aspettiamo fiduciosi, sarà l’occasione di dialogare in modo costruttivo e concreto partendo proprio dalle tue riflessioni. Il mondo digitale non crea la stessa empatia che solo il contatto diretto riesce a determinare: proprio come in Teatro. Le contrapposizioni, i giudizi, le categorizzazioni, la mancanza di dialogo non fanno altro che alimentare una cultura del conflitto che noi rifiutiamo totalmente.   
Ed auspichiamo che tutti lavorino per non alimentare divisioni.”

Molto forte è stata la presa di posizione di un grande soprano di colore, protagonista di spicco della storia dell’opera lirica di tutti i tempi: la grandissima GRACE BUMBRY.Questo è il suo messaggio, diretto alla giovane collega americana:

Voglio anche postare i messaggi di due colleghi, che hanno risposto a queste polemiche in modo misurato e intelligente:
ci servono queste testimonianze costruttive e focalizzate, per continuare a svegliare le persone che sono disorientate da messaggi davvero fuorvianti e divisori.

Il primo, è di un soprano: AMARILLI NIZZA, che sul suo profilo Facebook, ha postato questo messaggio:



Il secondo, è il messaggio del collega tenore PIERO PRETTI, che condivido in pieno

Io non sono dalla parte di tutti i neri,
non sono dalla parte di tutti i gialli, 
non sono dalla parte di tutte le donne,
non sono dalla parte di tutti i gay, 
non sono dalla parte …

Mi è stato insegnato che siamo tutti uguali per valore umano
e che le differenze sono una ricchezza.
Il teatro va salvaguardato
per quello che è e che rappresenta.  
La mia collega in questione,
quando avrà un trucco che non le piace o non la rappresenta, potrà fare una scelta differente.
Il resto è solo continua divisione
e frammentazione sociale,
auto-ghettizzazione,
ignoranza e non voler progredire.
Come diceva Lucio Dalla:
Potenza della lirica,
dove ogni dramma è un falso, con un po’ di trucco e con la mimica,
puoi diventare un altro
“.

Per fortuna possiamo farlo!










Concludo, esortando tutti a non alimentare questa inutile polemica, che puzza sempre tanto di strumentalizzazione promozionale e commerciale e invece dedico a TUTTI – come ho scritto sul mio profilo Facebook e sul nostro Canale VelenoQB Italian Channel – un video contenente tre frasi tratte dai nostri capolavori dell’opera lirica e interpretati da veri GIGANTI del MELODRAMMA, per tornare proprio a parlare di musica e di messaggi belli, costruttivi ed educativi:

1 – “IL TEATRO E LA VITA NON SON LA STESSA COSA” (Leoncavallo – PAGLIACCI: Atto 1°) – Mario del Monaco, tenore

2 – “RECONDITA ARMONIA DI BELLEZZE DIVERSE” (Puccini – TOSCA, Atto 1°) – Franco Corelli, tenore

3 – “E VO GRIDANDO PACE, E VO GRIDANDO AMOR” (Verdi – SIMON BOCCANEGRA, Atto 2°) – Piero Cappuccilli, baritono

le 3 Frasi d’OPERA di riferimento per l’articolo

Sentenza del Tribunale del lavoro di Ivrea

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Le "rosse torri" del castello di Ivrea (TO) che fanno da sfondo alla vicenda

Un OSS sconfigge l’ASL

Un Operatore socio sanitario ricollocato all’anagrafe zootecnica dell’ASLTO3, è stato sospeso il 23.11.2021, per inosservanza dell’obbligo vaccinale (vaccino sars cov 2).

La Asl gli aveva inviato una raccomandata con la richiesta della documentazione attestante la vaccinazione, il dipendente aveva risposto indicando che, essendo amministrativo da tre anni, non era tenuto ad ottemperare e che richiedeva di essere esentato a causa di patologie plurime di cui era affetto. Come detto il 23/11/2021 è stato sospeso.

L’operatore ha contestato il provvedimento senza ottenere riscontro, il ricorso è stato successivamente notificato dal suo legale.

In data 24/12/2021 la ASL prorogava il provvedimento, indicando che il dipendente era stato inizialmente inquadrato come OSS, pertanto rientrava nelle categorie ricomprese nell’obbligo, prolungando successivamente la sospensione al 14/06/2022.

A fine gennaio, il lavoratore ricorreva alla corte chiedendo di essere reintegrato operando in modalità agile, indicando i seguenti motivi:

  1. egli non rientrerebbe nel novero dei soggetti destinatari dell’obbligo vaccinale, atteso che le sue mansioni sono di tipo 
esclusivamente amministrativo;
  2. in ragione delle pluripatologie da cui è affetto e del suo status di invalido civile al 67% e portatore di handicap ex art. 3 L. 104/1992, egli è qualificabile quale lavoratore fragile e, dunque, da un lato non sarebbe assoggettato all’obbligo vaccinale e dall’altro, l’ASL avrebbe il dovere di fargli svolgere le proprie mansioni da remoto; 
  3. la vaccinazione sarebbe una misura del tutto inefficace nel prevenire il contagio e, dunque, la limitazione dei diritti costituzionali del lavoratore sarebbe priva di giustificazione; 
  4. l’ASL non aveva adempiuto al 
proprio onere di verificare la presenza di mansioni disponibili, che non prevedessero contatti interpersonali a cui adibire il ricorrente. Infine, il ricorrente lamentava il diniego opposto dall’ASL, a corrispondergli, durante il periodo di sospensione, gli assegni previsti dall’art. 82 D.P.R. 3/1957. 

In più, il lavoratore è stato riammesso in servizio il 19/04/2022 avendo contratto il covid ed essendone guarito.

Come per il collega di Torino, il punto centrale della questione è che il Dl 44/2021 si applica soltanto a chi lavora nelle strutture indicate all’l’art. 8-ter, comma 1, D.lgs 502/1992.

Tali strutture, citando la norma sono:

  1. strutture che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo, o diurno per acuti;
  2. strutture che erogano prestazioni di assistenza specialistica, in regime ambulatoriale, ivi comprese quelle riabilitative, di diagnostica strumentale e di laboratorio;
  3. strutture sanitarie e sociosanitarie che erogano prestazioni in regime residenziale, a ciclo continuativo o diurno.

La ASL aveva poi indicato che, per i soggetti over-50, era obbligatorio il vaccino, sia come requisito anagrafico, sia per accedere ai luoghi di lavoro. In caso di non ottemperanza, il lavoratore avrebbe subito la sospensione del salario, senza perdere il posto di lavoro.

La restrizione riguardava solo l’ottenimento del super green pass, che è un requisito di accesso ai luoghi di lavoro, non per prestare l’opera. Dal 23/03/2022, in seguito ai cambiamenti normativi, l’accesso era consentito con il semplice tampone antigenico. Il DL 44, in conclusione, non prevede la sospensione dal servizio quale conseguenza della mancata somministrazione del vaccino.

La battaglia delle arance è il simbolo del Carnevale di Ivrea e ricorda le lotte che i cittadini hanno portato avanti nei secoli per non soccombere ai soprusi dei tiranni. Il ricorso del protagonista di questa vicenda ricorda lo spirito della più famosa festa eporediese

La corte ha disposto il reintegro del dipendente, il pagamento degli arretrati dall’ASL e non dispone la revoca della sospensione, perché è decaduta con la guarigione dell’operatore.

Anche in questo caso è chiaro che ricorrere paga (come a Padova, Brescia, Firenze, Torino) affidatevi alla giustizia.

Fonte:

https://www.eventiavversinews.it/nuova-sentenza-pesantissima-condanna-per-la-asl-che-sospende-loss-con-funzioni-amministrative-non-vaccinato-oltre-10-000-euro-di-risarcimento-oltre-gli-arretrati-maggiorati-degli-interessi-legali/

Il Papa è cattolico? Domanda interessante

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Questa sarà la prima parte di due articoli dove ci porremo più volte questa domanda e approfondiremo i vari aspetti.

Il papa è cattolico?

È una domanda interessante, e la prima persona a chiederlo è stato il pugile Max Baer Jr. nel 1959. Ultimamente però, parecchie persone hanno posto la stessa domanda.

Oggi Rod Dreher racconta la sua visita al famoso santuario Mariano vicino a Częstochowa in Polonia: Jasna Góra. Scrive di quanto fosse commosso dalla grade devozione cattolica dei polacchi che incontrò lì, e scrive:

“Il conforto che ho tratto dall’essere tra i cattolici polacchi, e l’ammirazione che nutro per come la loro fede li ha guidati attraverso così tante sofferenze, non fa che esacerbare l’incomprensione che ho su come Papa Francesco e i vescovi sembrino così decisi a distruggere la fede cattolica o, se non a distruggerla, di per sé, a trasformarla in qualcosa che non è mai stato”.

La crociata maniacale di Francesco contro la messa tradizionale in latino è semplicemente bizzarra. Relativamente pochi cattolici frequentano oggi la messa in latino, ma le parrocchie in cui viene celebrata sono quasi sempre vivaci e piene. È certamente vero che si possono trovare alcune persone rancorose intorno alle comunità Latine, ma capita di incontrare persone invadenti e insopportabili ovunque nella Chiesa cattolica, e, a ben vedere, in tutte le chiese. Durante i tredici anni in cui sono stato cattolico, ho preso parte alla messa in latino un paio di volte. Non sono mai diventato un frequentatore abituale, ma è stato facile coglierne il fascino, ed ero contento che i cattolici che vi trovavano profondità e bellezza potessero averla come opzione. Non ero più cattolico quando Papa Benedetto XVI diede il permesso universale affinché la messa tridentina (messa in latino) fosse celebrata ovunque. Il Cardinale Ratzinger – il futuro Benedetto XVI – una volta disse:

Naturalmente aveva ragione, e ha ragione. Eppure il suo successore, Francesco, si è adoperato per sopprimere il vecchio rito. Quello che una volta era il più santo e il più alto valore della Chiesa cattolica, è ora proibito nella Chiesa di Francesco, per ordine del Papa stesso. E, come prevedeva Ratzinger, questo mette in discussione l’esistenza stessa della comunità.

Non è che Dio preferisca ascoltare le preghiere in latino. Non è questo il punto.

Il punto ha a che fare con l’autorità del Papa e della classe dirigente della Chiesa. Come può essere difendibile la soppressione della messa latina da parte di Francesco? Vale a dire, dopo aver fatto questo, e ordinato ai suoi vescovi di farlo, il Papa mina radicalmente la sua stessa autorità, in gran parte per la ragione presente nella citazione di Ratzinger.

Per essere chiari, non è proprio la “Messa latina” che Bergoglio odia così tanto, bensì la Liturgia Tradizionale Romana, incentrata sul Canone Romano, la Messa Gregoriana, che nella sua forma attuale risale praticamente al tempo di Gregorio Magno, al VI secolo.

Dreher continua citando uno Steve Skojec molto arrabbiato:

Il papa, i vescovi e molti sacerdoti odiano i fedeli che vivono per servire e odiano la fede che esiste per proteggere. E secondo la teologia cattolica, Dio li ha posti in autorità al di sopra di entrambi.

E aggiunge:

Per essere chiari, citandolo qui non sto approvando tutto ciò che dice Skojec. Penso però che lui parli a nome di più di qualche cattolico. Il comportamento dei vescovi cattolici nel corso della mia vita richiama alla mente la grande frase dello storico Robert Conquest: “Il comportamento di qualsiasi organizzazione burocratica può essere compreso meglio assumendo che essa sia controllata da una cabala segreta dei suoi nemici”.

Sembra essere un malinteso comune – certamente condiviso da Skojec, tra le altre idee sbagliate che sottintende – che la teologia cattolica insegni che Dio in qualche modo ha deciso di costringere coloro che ripongono la loro fede in Lui a sottomettersi ai non credenti in materia di fede e governo della chiesa. Questa è in realtà una distorsione relativamente recente della fede cattolica. Per una visione più autentica, che elimini lo scandalo causato dall’idea sciocca secondo la quale Dio avrebbe sottoposto il Suo gregge alla cura dei lupi:

Papa Francesco è cattolico?

Professare la fede è un requisito per essere un membro della Chiesa, un cattolico.

Non è ovvio che sia Francesco stesso il grande ostacolo all’evangelizzazione, e la grande dissuasione per chi cerca risposte?

Continueremo ad approfondire nel prossimo articolo.

Parti di questo articolo vengono riportate da qui

La seconda parte la puoi trovare QUI: Papa Francesco è cattolico? Versione estesa

RED ROOMS/BLACK ROOMS: LE STANZE DEL DELIRIO

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STANZE VIRTUALI OVE PERVERSI BEN PAGANTI PARTECIPANO STREAMING LIVE IMPARTENDO ORDINI DI VIOLENZE INAUDITE FINO ALLA MORTE DI POVERE PICCOLE VITTIME; MITO O REALTÁ?

LE TRE FACCE DEL WEB


Viviamo in un’era di accesso senza precedenti all’informazione e alla comunicazione con altre persone. Grazie a Internet, possiamo fare molte cose comodamente da casa. Ma oltre al SURFACE WEB ci sono il DEEPWEB ed il DARKWEB.

Innanzitutto facciamo chiarezza sui termini: DEEPWEB e DARKWEB non sono la stessa cosa. Spesso vengono usati come sinonimi ma in realtà indicano due territori digitali differenti.

Il DEEPWEB è definito come la sezione Internet che non è indicizzata dai web crawler di conseguenza non lo troveremo mai sui motori di ricerca come ad esempio Google. Secondo alcune stime, questa parte costituisce circa oltre del 90% del web. Quello che vediamo della Rete è quindi una frazione piccolissima. Tra i contenuti non indicizzati dai motori di ricerca possiamo elencare i messaggi diretti, le e-mail, le transazioni bancarie, ecc…

Un’altra piccola porzione di web non indicizzato nel SURFACE WEB è il DARKWEB, che possiamo considerare un sottoinsieme del DEEPWEB. Al DARKWEB si può accedere solo con appositi strumenti. Mentre il primo è utilizzato principalmente per attività online quotidiane legittime, il secondo è più anonimo e noto per le transazioni illegali. Stando alle stime dei ricercatori della Nasa, conta decine di migliaia di indirizzi URL: pochi se confrontati alla grandezza della Rete che conta trilioni di URL.
Praticamente è popolato da una diversità di persone, alcuni desiderano solo navigare in rete in anonimato, magari per accedere a ciò che il governo vieta limitando l’accesso alla totalità delle informazioni (basti pensare ai Paesi che oscurano siti Russi a causa dell’azione speciale della Russia in Ucraina), altri invece frequentano questa parte di web per nascondersi poiché perseguono finalità illegali.
Il DARKWEB si compone di pagine che sono ospitate su dei server utilizzando il protocollo Tor, sviluppato in origine dal dipartimento di difesa statunitense per consentire comunicazioni anonime e sicure. Nel 2004 è diventato di dominio pubblico ed è uno strumento per proteggere la privacy. Da allora, però, al suo interno è cresciuto anche il mercato nero: è possibile trovare droga, armi, persino affittare dei killer per uccidere qualcuno.


PERVERSIONE NELLA RETE

Altro aspetto allarmante del DARKWEB sta nella massiccia presenza di aberranti siti pedofili, che mettono in vendita filmati e fotografie di bambini e adolescenti abusati e violentati. Da questo punto di vista il DARKWEB rappresenta per i pedofili un’occasione unica per poter condividere tali devianze sessuali con altri soggetti e reperire agevolmente materiale pedopornografico. Di queste orrende realtà riportiamo giornalmente, e giornalmente vengono arrestati pedofili che producono, vendono ed acquistano materiale aberrante, per il quale vengono seviziati e maltrattati fino allo sfinimento i poveri bimbi.

Non ultimo un caso di produzione e vendita di materiale riguardanti abusi avvenuto in Germania a Wermelskirchen, che supera i casi precedentemente noti – gli investigatori: “Brutalità inimmaginabile. Raggiunge una nuova dimensione di crudeltà”.

Il capo della polizia di Colonia Falk Schnabel ha dichiarato:

“Sono scioccato e stordito. Non ho mai incontrato una tale portata di brutalità disumana e indifferenza insensibile nei confronti dei bambini piccoli, del loro dolore e delle loro urla”

La vittima più giovane aveva un mese.

L’umanità è stata così ben manipolata ed abituata all’orrore che non basta più il “solito” film dell’orrore, o il reportage di guerra con immagini cruente, la perversità va ben oltre, è come una piovra che espande i suoi tentacoli nella mente dell’essere umano, si passa così dai film a veri “snuff video”, una versione Internet del film “Hostel” dove personaggi benestanti ed annoiati dalla vita quotidiana si acquistano una botta di adrenalina prenotando stanze occulte lontano dagli occhi del mondo dove torturare fino alla morte povere vittime, rapite e strappate alla loro vita quotidiana.

 

I video possono rappresentare il perseguitare la vittima, lo stupro, la tortura, fino alla morte o addirittura l’omicidio su commissione, come segnalato dalla Polizia Postale il 13 luglio 2022.

E’ qui che nasce la nuova tendenza: la cosiddetta Red Room (Stanza Rossa). Qui i partecipanti appartengono ad una cerchia ristretta. Vengono anche chiamate Black Room (Stanza Nera) ma in questo caso i partecipanti non si conoscono, anche se lo scopo è praticamente lo stesso. Precisata la differenza tra le due qui parleremo in generale di Red Room sapendo che esiste anche la Black Room e che si differenziano da quanto appena sottolineato.

Se lo streaming delle live avviene dal Dark Web non è accertato a causa della velocità, ma è sicuro che nel DARK WEB si possono effettuare tutti i tipi di pagamento anonimo possibili, se poi lo streaming viene trasmesso con dei software appositi non ci è stato possibile provarlo. Fatto sta che i “Snuff video” e il materiale, foto o video di pedofilia, si possono trasmettere in ogni modo nella rete.



COS’È  LA RED ROOM


Ci sono molte voci, piuttosto cupe, su Internet circa le Red Rooms.

Si dice che siano un servizio nascosto o un sito Web in cui perversi ben paganti possono vedere video in diretta streaming e partecipare ad attività interattive dando ordine all’amministratore di stupro, abusi sessuali, torture fino all’uccisione della vittima. Ogni azione con il progredire delle sevizie, è legata in progressione ad un pagamento di somme in cripto valute (Bitcoin).

In poche parole le stanze rosse funzionano come le aste, solo che vengono svolte sulla vita di innocenti vittime. Altri utenti pagheranno per guardare lo spettacolo online, mentre l’amministratore fa con il prigioniero ciò che gli viene ordinato da chi paga di più. Si parla di migliaia o addirittura di decine di migliaia di euro per avere accesso. Mentre alcuni credono che le stanze rosse esistano, altri sostengono il contrario.

In questo articolo approfondiremo questo fenomeno per scoprire se le Red Room sono reali o solo un’altra leggenda metropolitana.


 

L’ORIGINE DEL TERMINE RED ROOM

Cominciamo dal nome: si presume che “Red Room”  divenne famoso grazie a “The Shining”(1980) di Stephen King con un anagramma della parola Murder (redroom->redrum->murder).

Nel 1983 poi nel film “Videodrome” la tortura avveniva in una stanza dipinta di rosso e trasmessa in diretta televisiva. La trama del film racconta del personaggio principale, produttore televisivo Max Renn, alla ricerca di un porno fresco e originale per il suo canale via cavo e si imbatte in “Videodrome”, un programma sul sesso e l’omicidio, la cui visione ripetuta decompone non solo la psiche umana, ma anche la sua carne.

Questo film rappresentava un segmento web in cui un canale di notizie satellitare in diretta mostrava interrogatori militari e torture che si svolgevano in una stanza dalle pareti rosse. Il protagonista inizia così un viaggio per capire la differenza tra televisione e realtà.

Il termine Red Room appare per la prima volta nel 2000 con un significato già simile a quello odierno. In Giappone è stato prodotto un gioco flash chiamato “Red Room“. Probabilmente dopo la pubblicazione della serie ” Red Room: Forbidden Royal Game ” del 1999.

Sullo schermo lampeggiano finestre pop-up, dopo che la stanza rossa è stata visualizzata e chiusa viene mostrato un sito con l’elenco di nomi delle persone uccise.

In generale, questo gioco può essere incomprensibile per la maggior parte delle persone, ma il suo carattere ha contribuito allo sviluppo del mito degli omicidi su Internet.


LA RICERCA DELLA RED ROOM

Molto spesso, si legge su Reddit che gli utenti continuano a cercare Red Rooms in tutto il DARKWEB e

ad annullare l’iscrizione dopo aver soddisfatto tali ricerche.

Pare che per accedere alle Stanze Rosse occorra pagare con bitcoin e poi pagare per ogni azione compiuta sulla vittima da un uomo incappucciato. Una specie di club chiuso, in cui si può entrare solo con molti soldi. Secondo alcune indiscrezioni, già per ottenere indirizzi di pagina e password per completare richieste e crackare codici è necessario pagare e sono previste commissioni esorbitanti.

Nel 2016, l’FBI ha arrestato Brent Justice e la sua complice Ashley Nicole Richards che gestiva un sito Darknet chiamato “CruelOnion”. I giovani “hanno preso ordini” dai partecipanti al forum, dopo di che hanno filmato e pubblicato video di atti sessuali, bullismo e uccisione di animali domestici. Secondo la polizia, Brand Justice, condannato a 50 anni di prigione, aveva una “base di clienti” abbastanza ampia e guadagnava attivamente denaro sugli “ordini”.


IL CASO DI PETER SCULLY

Un caso che suggerisce che potrebbero esserci siti o RED ROOM è quello  di Peter Scully, un pedofilo attualmente sotto processo nelle Filippine.

Secondo quanto riferito gli utenti di un sito di pedofili hanno pagato fino a $ 10.000 per guardare i video degli abusi e delle torture di Scully su un bambino piccolo – uno di una serie di video prodotti dalla compagnia di Scully, No Limits Fun. Il suo creatore, Peter Scully, è in prigione nelle Filippine. Il video intitolato “Daisy’s Destruction” mostrava una bambina di 18 mesi legata a testa in giù per i piedi, aggredita sessualmente e picchiata da Scully e da una donna mascherata. Nella serie di video, viene frustata e aggredita con giocattoli sessuali dalla ragazza di Peter Scully.

Secondo il Sydney Morning Herald, il filmato era così orribile che la polizia lo ha definito “il peggiore che abbiamo incontrato nei nostri anni di campagna contro la pornografia infantile“.

Scully è anche accusato di aver aggredito sessualmente una ragazza di 11 anni prima di strangolarla e seppellire il suo corpo sotto una casa dove stava in affitto. Il materiale è stato trasmesso in streaming tramite un sito Web di pedofili che ospitava video di torture, chiamato Hurt 2 The Core, e vantava 15.000 download di video al giorno.


RED ROOM I FATTI

L’OPERAZIONE “DELIRIO”Bimbi abusati e torturati fino alla morte in diretta sul dark web.

L’operazione “Delirio” ha ricostruito un vero e proprio inferno degli orrori, con bambini abusati sessualmente e torturati fino all’uccisione, con il progredire delle sevizie legate a pagamenti di somme in criptovalute (Bitcoin) sempre maggiori da parte degli spettatori collegati online su siti del dark web.

L’operazione “Delirio” iniziata nell’ottobre 2019, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Siena e coordinati dal capo della procura minorile Antonio Sangermano, ha scoperto la chat chiamata ‘Shoah Party’. Al 15 luglio 2020 l’operazione aveva registrato 25 indagati (19 minorenni e 6 maggiorenni), residenti in 13 province italiane, accusati di diffusione e detenzione di materiale pedo-pornografico ed istigazione a delinquere.

Ciò che ha lasciato molto sconcertati è che in questo caso a pagare per vedere bimbi seviziati e uccisi in diretta erano dei 17enni

Tutto è iniziato con le perquisizioni eseguite a carico di due minorenni piemontesi, un ragazzo e una ragazza entrambi di 17 anni, indagati per istigazione a delinquere e pedo-pornografia.

Le attività investigative – che contano decine di perquisizioni nell’autunno scorso e proseguite con gli interrogatori – hanno fatto affiorare, come spiegano gli investigatori, “la parte più oscura e drammatica delle risultanze indiziarie”, quella relativa al ‘deep web’, un contesto internet criptato, “dove circolano immagini di efferata violenza, anche in situazioni ‘live’, in cui agli utenti che sono riusciti ad accedere a questi ambienti reconditi, viene consentito di interagire in condotte di violenza sessuale e tortura su minori, attuate in diretta da adulti”.

Gli utenti interagiscono con gli aguzzini formulando richieste agghiaccianti. E’ stato accertato come venga ad esempio chiesto che sia amputato un braccio oppure versato sul corpo del bambino seviziato olio bollente. Gli investigatori affermano che “Le richieste ‘live’ hanno costi molto elevati e assicurano guadagni altissimi alle organizzazioni straniere che compiono tali atti disumani”.

Le investigazioni hanno consentito di accertare le modalità di accesso al ‘deep web’, dove vengono acquisite e poi fatte circolare le immagini ‘gore’, con esecuzioni, omicidi, smembramenti, estrapolazioni di organi, castrazioni, immagini raccapriccianti e atti sessuali compiuti in danno di animali, ma anche pedopornografia sui bambini piccolissimi, anche di pochi anni (due, tre, quattro anni), con video spesso anche associati a simboli nazisti. Le indagini proseguono.

Di seguito un documento trovato in rete che riguarda uno studio LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA NELL’ERA DIGITALE:LE NUOVE FRONTIERE DEL DEEP WEB E DEI BITCOIN (BORSE DI STUDIO GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO)

È un’analisi molto approfondita delle criminalità organizzate in rete, riporta:

”Streaming e download di video dal contenuto violento “Dark Red Room”, ad esempio, è dedicato alla trasmissione in streaming di snuff movie ossia di video di stupri che terminano con l’uccisione della vittima. Altri siti offrono video di violenze su detenuti, prigionieri di guerra e animali.
Anche in questo caso l’accesso è ristretto; l’utente si registra al sito pagando una quota di ingresso in criptovaluta (solitamente bitcoin) e attende la data fissata per la diretta.”

RED ROOM’S – ANALISI FINALE

Queste  STANZE o LUOGHI virtuali, indipendentemente dai nomi che si adottano per definirle, sono delle terribili realtà. Molti i FACKTCHECHERS che cercano di negarne l’esistenza. Per quanto riguarda il dove trovarle, nella lettura di questo articolo si può facilmente evincere che le conferme arrivano dal DEEP WEB e non dal DARK NET. Si può dunque dire che la confusione viene creata ad hoc per fare credere che il tutto non sia tecnicamente possibile tramite il DARK NET? Resta comunque il fatto che le Red Rooms a pagamento ci sono e funzionano.

“Il fatto che su commissione, in live o in differita si ricevano dei filmati di abusi, violenze, torture tali da portare alla morte povere piccole creature o adulti, dovrebbe smuovere le coscienze e non portare al ridimensionamento della perversione che alimenta questo fenomeno con cui giornalmente ci scontriamo.”

Purtroppo, dopo un’analisi in rete, secondo le query di ricerca, abbiamo appurato che le persone fanno ogni giorno ricerche su vari portali Internet per capire come accedere alla Red Room del DARKWEB. Queste persone sono davvero consapevoli di ciò che stanno per fare?

Se è così, iniziamo a preoccuparci seriamente della nostra società.”

Le richieste non sono poche, e come per il fenomeno dell’adrenocromo (sul quale abbiamo tenuto una conferenza il 09 luglio 2022 e disponibile come WEBINAR su Talknow) e rispecchiano una parte della società che non può fare a meno di appagare il desiderio del “c’è di peggio”, magari solo per mettersi in mostra con amici e parenti parlando della notizia più aberrante che esiste.
Le torture delle RED ROOM’S esistono e sono l’inferno quotidiano per povere creature abusate, violentate, e torturate magari prima di morire nel terrore e nel dolore.

Inseguire questo sogno perverso in un mondo deviato sotto ogni aspetto è una importante spia di allarme psicologico.
C’è da chiedersi se questa spia implica un fallimento psicologico del singolo, o della società intera?


Stai sempre aggiornato seguici qui su TRU3R3PORT/CHILDRESQUE e su ChildResQue Italia Channel, aiutaci a accendere piú riflettori possibili su queste orrende realtá, condividendo.

Il drago potrebbe iniziare a sputare fuoco?

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Il simbolo iconico della Cina è il “Drago“.

Da qui il mio titolo.

Le prossime due settimane potrebbero essere due delle più pericolose nella storia degli Stati Uniti, perché sembra che Joe Biden e il suo team di sicurezza nazionale, si stiano facendo strada verso una resa dei conti con la Cina, che è irta di pericolo della guerra.

Il governo cinese ora rifiuta la politica di una sola Cina, che è stata il fondamento delle relazioni USA/Cina per 43 anni.

CSIS lo riassume bene:

Quando gli Stati Uniti si mossero per riconoscere la Repubblica Popolare Cinese (RPC) e disconoscere la Repubblica di Cina (ROC), nel 1979, dichiararono che il governo della Repubblica Popolare Cinese era: “l’unico governo legale della Cina”.

Unico, che significa che la RPC era ed è, l’unica Cina, senza alcuna considerazione della RDC come entità sovrana separata.

Gli Stati Uniti, tuttavia, non hanno ceduto alle richieste cinesi di riconoscere la sovranità cinese su Taiwan (che è il nome preferito dagli Stati Uniti, poiché hanno scelto di non riconoscere la RDC). Invece, Washington ha riconosciuto la posizione cinese secondo cui Taiwan faceva parte della Cina.

Per ragioni geopolitiche, sia gli Stati Uniti che la RPC, erano disposti ad andare avanti con il riconoscimento diplomatico, nonostante le loro differenze su questo argomento.”

I cinesi, ora, sono inflessibili sulla loro pretesa di sovranità su Taiwan. Non ha più importanza che Washington minacci un’azione, se la Cina fa qualche passo per imporre la sua “sovranità”, la Cina sta per dimostrare la sua sovranità.

Un modo in cui può farlo, è negare a Nancy Pelosi e a qualsiasi altro dignitario di Washington DC, di volare a Taiwan e mettere piede sul “territorio cinese“, senza il permesso di Pechino.

Gli Stati Uniti non hanno un’ambasciata a Taiwan. Hanno un consolato, che è subordinato all’ambasciata degli Stati Uniti a Pechino.

In altre parole: qualsiasi visita ufficiale di un funzionario degli Stati Uniti, deve avere l’autorizzazione della Cina.

Capito?

Ciò che rende la situazione attuale così pericolosa, è che il comandante delle forze statunitensi nella regione indo-pacifica (alias INDOPACCOM), ha ordinato al Ronald Reagan Carrier Strike Group, di raggiungere il Mar Cinese Meridionale come “dimostrazione di forza“.

Questo è un atto deliberato, per dimostrare ai cinesi che non hanno sovranità su questo territorio.

La reazione cinese a questa provocazione è allarmante:

L’esercito cinese ha esortato i cittadini a “prepararsi per la guerra”, in un post sui social media venerdì, che ha raccolto migliaia di Mi piace, secondo il Global Times, sponsorizzato dallo stato.

I funzionari cinesi hanno emesso severi avvertimenti di un possibile conflitto, se la presidentessa della Camera, Nancy Pelosi, dovesse mantenere la sua promessa di visitare Taiwan ad agosto, promettendo una risposta “forte“.

Il post dell’80° Gruppo dell’Esercito di Liberazione popolare cinese (PLA) ha ricevuto oltre 300.000 pollici in su, sulla piattaforma di social media cinese Weibo, in 12 ore, “tra il morale alto tra i soldati cinesi“, ha detto il Global Times.

“Dobbiamo tenere a mente la responsabilità fondamentale di prepararci alla guerra e preparare il viaggio di un esercito forte”, ha scritto l’80th Group Army, in un commento che ha ricevuto 8.000 Mi piace – secondo il Global Times

Il portavoce del Ministero della Difesa cinese è stato insolitamente schietto nel descrivere la reazione della Cina:

Il portavoce del ministero della Difesa cinese, Tan Kefei, ha detto, martedì, che una visita della Pelosi a Taiwan “violerebbe seriamente” il principio di una sola Cina e “metterebbe gravemente in pericolo la sovranità e l’integrità territoriale della Cina”.

Mentre i funzionari cinesi si sono fermati, prima di garantire una guerra totale con gli Stati Uniti, sulla base del viaggio della Pelosi a Taiwan, Kefei ha detto che: “l’esercito cinese non rimarrà mai inattivo e certamente prenderà misure forti e risolute, per contrastare qualsiasi interferenza da parte di forze esterne e tentativi secessionisti per l'”indipendenza di Taiwan” e difendere fermamente la sovranità nazionale e l’integrità territoriale della Cina.”

osa può fare la Cina, oltre a imporre una “No Fly Zone“, su Taiwan? La Cina ha missili ipersonici.

La Cina mantiene l’arsenale missilistico più grande e diversificato del mondo. Dalla fine della Guerra Fredda, Pechino ha rapidamente modernizzato la sua forza missilistica, passando da un piccolo arsenale di missili balistici, ingombranti e imprecisi, ad una formidabile forza di missili balistici e da crociera, a guida di precisione, munizioni vaganti e, più recentemente, armi ipersoniche.

Il dispiegamento di armi ipersoniche, da parte della Cina, ha attirato un’attenzione significativa e per una buona ragione.

Le armi ipersoniche combinano le velocità estreme dei missili balistici, con la manovrabilità e il volo a bassa quota dei missili da crociera, stressando i tradizionali mezzi di allerta precoce e difesa.

Il missile ipersonico può affondare una portaerei statunitense.

Nessuna delle navi del Ronald Reagan Carrier Strike Group ha una difesa adatta per contrastare un missile ipersonico.

In altre parole, la Cina può affondare una o più navi di quella Task Force, se gli Stati Uniti si avventurano nello Stretto di Taiwan.

Tutto questo avviene mentre la Cina affronta una grave crisi economica in patria, un crollo del mercato immobiliare:

La crisi del mercato immobiliare cinese, evidenziata dal default di Evergrande, lo sviluppatore immobiliare più indebitato del paese, lo scorso novembre, si sta diffondendo. Sta minacciando un calo significativo della crescita economica, mentre il governo sta combattendo per affrontare gli effetti della pandemia del COVID.

Nelle ultime settimane, si è sviluppato un movimento di boicottaggio degli acquirenti di case, attraverso il quale gli acquirenti si rifiutano di continuare i pagamenti per gli appartamenti che hanno acquistato, ma che sono ancora in costruzione.

Un metodo certo e verificato, nel corso della storia, che i governi usano per distrarre il malcontento interno, è quello di focalizzare l’attenzione pubblica su una minaccia straniera.

Se si considerano tutti questi fattori insieme, abbiamo una situazione estremamente volatile, in cui la Cina potrebbe benissimo usare la forza militare, per respingere un nemico “straniero”.

Mi rendo conto che molti, dell’establishment della politica estera degli Stati Uniti, stanno scommettendo che la Cina farà marcia indietro.

Non accetterei questa scommessa.

Articolo riportato da

10 consigli per un migliore discernimento

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Il discernimento è definito come la capacità di giudicare bene e, ora più che mai, abbiamo un disperato bisogno di affinare le nostre capacità di giudizio, per combattere l’incredibile quantità di notizie false provenienti dai media mainstream, dalla scienza, dall’establishment religioso e dalla disinformazione clickbait, diffusa attraverso la cultura della teoria della cospirazione.

Se solo ci venissero insegnate adeguate capacità di pensiero critico durante il nostro periodo alle elementari… anche se è abbastanza sciocco aspettarci che il nostro governo armi le nostre menti con gli strumenti necessari per mantenerci sovrani e liberi.

È nel loro interesse non farlo!

A loro piace insegnarci cosa pensare (non come pensare), processo altrimenti noto come: lavaggio del cervello.

Quindi, dobbiamo assumerci la responsabilità di rafforzare il nostro discernimento.

Spesso si dice, o si pensa, che il discernimento sia qualcosa che ci viene dato da una forza esterna – “pregare per il discernimento” – e su questo non sono d’accordo, noi dobbiamo essere attivi nella pratica.

Non è “dato”, è costruito, affinato, forgiato.

Attraverso la ricerca, l’esperienza e la conoscenza pratica, il nostro discernimento migliora e possiamo scegliere di rafforzare tutte queste qualità.

Dobbiamo assumerci la responsabilità di noi stessi e della nostra acutezza mentale, per liberarci dalle catene mentali che le forze oscure, su questo pianeta, stanno cercando di mantenere.

Rafforzandoci fisicamente, mentalmente e spiritualmente, abbiamo una possibilità di combattere contro questi principati e possiamo sconfiggere la disinformazione e la manipolazione che affliggono il nostro mondo.

Non dimenticare: più forte è il tuo corpo, più forte può diventare la tua mente. Mangia bene, dormi abbastanza, esercitati correttamente, limita la merda cattiva.

Non sottovalutare la tua salute fisica e il suo impatto sul tuo stato mentale.

Non ti stai solo trasformando in un essere umano forte, tosto e libero, per te stesso, ma l’umanità dipende da te.

Dove andiamo insieme, andiamo tutti.

Ecco i dieci consigli per affinare il discernimento, quando si tratta di verificare i resoconti dei media mainstream e le affermazioni fornite nel movimento Verità / Divulgazione / Patriota:

1) Sii consapevole delle tue emozioni

Le emozioni possono essere uno dei maggiori ostacoli al corretto pensiero critico. Quando siamo impegnati in una reazione emotiva, piuttosto che in un calmo ragionamento collettivo, possiamo essere facilmente catturati da una logica debole e da false affermazioni. I centri primordiali, di lotta o di fuga, della nostra mente subconscia, sono attivati a dispetto dei centri responsabili dell’autoconsapevolezza e dell’apprendimento superiore. Quando valuti qualcosa che ti sta riscaldando, fai del tuo meglio per controllare le tue emozioni, con tecniche che funzionano per te; che si tratti di esercizi di respirazione per stimolare il lato parasimpatico del tuo sistema nervoso (il suo aspetto rilassante), una meditazione veloce, fare una passeggiata, parlare della situazione con un amico imparziale, o qualsiasi altra cosa ti piaccia.

Bisogna anche considerare che gli influencers dei social media useranno dei contenuti basati sulle emozioni, per risucchiare i seguaci nella loro truffa.

L’altro giorno stavo parlando con una donna, nella mia chat di Telegram, che è stata risucchiata da questo influencer totalmente fraudolento, solo perché parlavano di salvare i bambini e, a causa di quell’argomento, questo follower ha poi creduto a tutto il resto che stavano sostenendo e pensava che fossero onesti.

Bisogna stare attenti a quel tipo di segnalazione di virtù.

2) Identificare le fonti e la loro legittimità

Identificare la fonte, i loro possibili pregiudizi e la loro credibilità, è più importante che mai.

Le informazioni che stai leggendo provengono da una fonte mainstream?

Dove si trovano: nello schieramento sinistro, destro, indipendente?

Hanno un interesse acquisito a distorcere la narrazione della storia?

Stanno identificando la fonte delle affermazioni all’interno dell’articolo, o del video, o mantenendole anonime?

Stai sentendo queste affermazioni sui social media?

L’influencer dei social media è affidabile o no?

È fondamentale riservarsi il giudizio sull’affidabilità di un influencer, fino a quando non ti dimostra che ci si può fidare di lui e non ha una motivazione sottostante legata al denaro, o alla fama.

Come descritto al punto 1, la segnalazione virtuosa, può essere impiegata dalle personalità di Internet per ottenere un seguito e molte di queste presunte personalità “oneste” e “patriottiche basate sulla verità“, potrebbero dare valore al denaro e alla fama più di quanto si pensi.

Lo stesso vale anche per i media mainstream, per quanto riguarda la loro valutazione del denaro e dei clic.

L’amore per il denaro è la radice del male!

3) Mettere in discussione i presupposti

La nostra società è costruita con illusioni su illusioni, quindi, deve mettere da parte il nostro ego e mettere in discussione anche le nostre ipotesi di base su ciò che pensiamo di sapere. Gioca costantemente all’avvocato del diavolo con te stesso: “e se mi sbagliassi su questo o quello?“.

Non essere emotivamente legato ai tuoi sistemi di credenze e sii un osservatore distaccato dai tuoi pensieri e convinzioni.

Sfortunatamente, questo è molto difficile per alcune persone, poiché il loro intero senso di sé è profondamente legato alle loro strutture di credenze e se osano metterle in discussione, allora la loro sicurezza personale è in frantumi. Non essere questa persona, starai bene mettendo in discussione anche le tue idee più radicate sulla realtà.

4) Cerca altre opinioni

Una persona non avrà mai la verità assoluta, o sarà un esperto di tutto, quindi, cercare gli appassionati e aggiungere le loro prospettive all’immagine che stai creando su una situazione, può essere molto utile. Usate cautela nei confronti dei cosiddetti “esperti“, sbattuti in faccia dai media e dalla scienza dell’establishment, perché questi sono spesso esperti in nient’altro che propaganda.

La bellezza dei social media è che possono connetterti alle persone e alle loro idee, che non avremmo mai ottenuto altrimenti. Cerca tra le sezioni dei commenti, trova blog alternativi, controlla i video di YouTube e i post sui social media, potresti trovare una pletora di informazioni e opinioni in queste aree, che possono essere molto utili nell’analisi di una situazione.

5) Ricorda che non sai cosa non sai

I “cose note” sono: o quelle di cui siamo consapevoli e comprendiamo, o le cose di cui siamo consapevoli, ma non capiamo. Le “incognite” sono le cose che comprendiamo, ma di cui non siamo consapevoli, o le cose di cui non siamo né consapevoli, né comprendiamo.

Presta la tua totale attenzione a questo.

Quindi, quando analizziamo una situazione, in genere stiamo cercando di capire meglio le cose di cui siamo consapevoli, o diventare consapevoli delle cose che già capiamo.

Quest’ultima categoria, “cose di cui non siamo né consapevoli né comprendiamo”, o le cose che non sappiamo di non sapere, è quella difficile e ciò che dovremmo ricordare, quando attraversiamo quel processo di deduzione.

Di cosa non sono nemmeno consapevole in questa situazione?

Ammettere che potrebbe esserci qualcosa là fuori, esclusa dal tuo radar, può aiutare quel dettaglio ad emergere nella tua coscienza, portando a una comprensione più completa.

6) Anche gli esperti possono essere fuorviati

Da un lato potrebbe essere utile chiedere l’opinione di esperti del settore, come descritto al punto #4 sopra, ma va notato che, solo perché qualcuno viene identificato come un “esperto“, un “medico“, ha un “dottorato di ricerca” accanto al proprio nome, ha un diploma, o una licenza di fantasia, ecc., non lo rende un’autorità onnisciente su un argomento.

In effetti, ciò potrebbe semplicemente significare che sono stati incredibilmente sottoposti al lavaggio del cervello, da parte dell’establishment, con una particolare narrativa che è totalmente una fregatura.

Pensaci: una persona “autorevole“, che paga $ 100.000 + per la sua laurea e trascorre 8 anni della sua vita in questa costosa università, ha un interesse acquisito a difendere le informazioni che gli sono state dette, non importa quanto possa essere sbagliato, e il loro ego combatterà fino alla morte, per evitare di essere smentito.

Il nostro sistema di “apprendimento superiore“, non è progettato per costruire pensatori critici, tanto quanto le persone che sono brave a memorizzare e possono rigurgitare ciò che viene loro detto. Fondamentale da ricordare.

7) Conosci i tuoi errori logici

Trova un elenco di errori logici e memorizzalo. Sapere come identificare questi errori nelle proprie argomentazioni, può fare molto per individuare quando la loro tesi sta fallendo, e la loro conoscenza può aiutarti anche a rafforzare le tue motivazioni.

Mentre i nomi variano, gli errori logici comunemente noti e usati, includono: la falsità di Strawman, l’appello all’autorità, la fallacia dell’onere della prova, gli argomenti ad hominem, gli argomenti circolari, l’inganno del carrozzone e altri.

8) Dettagli

Molto spesso verrà fatto un post, sui social media, con toni entusiastici e un sacco di persone lo accetteranno automaticamente, senza alcuna richiesta di prove o dimostrazioni che questa affermazione sia legittima.

Chi è onesto, con la sua segnalazione dovrebbe offrire i dettagli necessari e pertinenti nel suo post originale, e se non lo fa, dovrebbe essere più che disposto a offrirli, quando viene chiesto dopo la pubblicazione. Lo stesso vale per i resoconti dei media mainstream: chi, cosa, dove, quando, perché e come?

Una delle domande che mi pongo più spesso quando vedo le affermazioni su Internet, specialmente sui social media, è: “come farebbero a saperlo? “. Una domanda spesso necessaria con tutti quegli influencer che affermano, o insinuano di avere, una sorta di “fonte interna“, che fornisce loro informazioni. “Sauce it or toss it” è uno dei miei adagio preferiti, per la mancanza di prove a supporto delle affermazioni che le persone fanno.

9) La regola

In questo mondo di cultura clickbait, troppi giornalisti mainstream, alternativi e indipendenti, apprezzano di essere i primi,senza aspettare di chiarire i fatti su una storia, perché danno la priorità ad ottenere le condivisioni e i Mi piace, sui loro post, piuttosto che avere contenuti con sostanza.

Ciò ha portato molti consumatori di informazioni, ad adottare un approccio saggio, che chiamano la regola delle 24 o 48 ore, il che significa che si dovrebbe aspettare un giorno o due, per far emergere più fatti su una situazione, prima di trarre qualsiasi tipo di conclusione al riguardo.

Avere pazienza e la capacità di non lasciare che le emozioni facciano saltare a giudizi avventati, può fare molto per rendere una persona, un pensatore critico di successo.

10) Utilizzare diversi strumenti

Per strumenti di ricerca, intendo più dei semplici motori come Google o DuckDuckGo, ma utilizzare una varietà di strumenti come la ricerca inversa di immagini, l’archivio web e le funzioni di ricerca sulle piattaforme di social media.

La ricerca inversa di immagini su siti Web, come Tineye, può fare molto per verificare se le fotografie sono reali, da dove provengono e se sono state pubblicate su Internet in precedenza. Le funzioni di ricerca su piattaforme di social media come Twitter o Telegram, sono molto sottovalutate e possono essere utilizzate per trovare un bel po’ di informazioni, che potrebbero non essere presenti sui blog, siti Web, o in una ricerca su Google.

Avere pazienza e perseveranza, è tutto ciò di cui hai davvero bisogno per creare un rilevatore di stronzate messo a punto.

Fai attenzione alle tue emozioni, sii consapevole delle tue convinzioni e sii attivo nel reperire e verificare i fatti delle affermazioni che vedi su Internet. Dobbiamo trasformare noi stessi nelle persone libere e criticamente pensanti che siamo destinati ad essere, nessuna autorità, istituzione o altro individuo lo farà per noi.

La nostra apatia e pigrizia intellettuale è ciò che ci ha portato in questo pasticcio di società e a questo diciamo: Mai più!

REPORTED FROM JORDAN SATHER

LA FINESTRA DI OVERTON (3a parte)

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Le neuroscienze della manipolazione mentale

IL W.E.F. E LA FINESTRA DI OVERTON


COME CAMBIARE LA PERCEZIONE SOCIALE NEI CONFRONTI DI UN ARGOMENTO E COSTRUIRE NUOVI VALORI, OTTENENDO IL CONSENSO E L’APPOGGIO DELLA SOCIETÀ

È dimostrato che la cosiddetta “Overton Window” consente di introdurre qualsiasi idea nella coscienza pubblica.

È il meccanismo di ingegneria sociale più usato al mondo, prevede 5 fasi che scandiscono il cambiamento della valutazione sociale circa le nuove idee che partono da una posizione definita “Impensabile” per poi passare a “Radicale → Accettabile → Ragionevole → Popolare → Legalizzato”


Nel rapporto annuale del WEF del 2019 vengono descritte le tecniche basilari che si sono creati e concessi per ottenere il controllo del pensiero delle masse. L’obiettivo è raggiungere gli scopi che si sono prefissati, non è complottiamo, è chiaramente scritto e affermato in più eventi ufficiali.

Qui verrà fatto solo un accenno alle mire che vengono perseguite, approfondiremo successivamente con un altro articolo in merito al W.E.F. e al suo padrino Klaus Schwab.

Partiamo dal rapporto annuale del WEF, a pagina 2 troviamo il cosiddetto “Impact Model” (Modello di impatto).

Il capitolo inizia con la seguente introduzione:

Nell’ultimo anno, il Forum ha collaborato con molti leader culturali, istituzioni culturali e scientifiche, ONG, imprese e media per mettere in evidenza le voci sottorappresentate e per invitare i leader ad agire su questioni urgenti. Nell’ambito di questo lavoro, il Forum ha contribuito a produrre mostre, installazioni, proiezioni, spettacoli, prodotti di conoscenza e campagne, impiegando i propri eventi, i media e la presenza sui social media per promuovere il dibattito locale e globale e l’azione.”

Al punto 1 di si sottolinea quanto sia importante la cultura come strumento di cambiamento, specificando che ‘la ripetizione delle esperienze culturali aiuta a “riscrivere la narrativa”, a ispirare “nuovi pensieri”, e a mettere le persone in contatto con “nuove realtà”.

Inoltre si specifica che “Oltre a questo, ha anche il potere di “cambiare il senso di appartenenza di una persona” e, a sua volta, il suo comportamento, che una volta scalato diventa un processo di “cambiamento culturale.”

Il WEF punta ad innescare cambiamenti culturali per creare società più inclusive e sostenibili e ha fatto di questo obiettivo la sua missione d’onore per realizzare, come ufficialmente definito, unimpatto duraturo”.

La cultura è il punto di partenza perché coinvolge diversi aspetti della vita sociale:

“la cultura, che si manifesta nell’educazione, nelle arti, nell’intrattenimento, nella tecnologia e nei media”.


Interessante diventa il punto 2 dello stesso capitolo:

Il concetto della finestra di Overton: il cambiamento positivo avviene quando ciò che è considerato accettabile muove la finestra del discorso verso l’inclusione. Muovere la finestra di Overton in tale direzione richiede un pensiero e un’azione radicali.


Qui pare evidente che qualcuno sta progettando in maniera “democratica” un complotto, è evidente anche che poi debbano utilizzare la parola complottisti per coloro che ricercano e fanno la vera informazione.


COME SI PUÒ NEUTRALIZZARE LA TECNOLOGIA IN AZIONE?

Non è difficile intuire che una tale tecnologia può facilmente fare breccia in una società tollerante, nella quale non ci sono confini alla normalità, perché tutto deve essere trattato con tolleranza. In una tale società non ci sono criteri di verità e falsità, non c’è bene e male – ci sono opinioni e l’illusione della libertà. Tale illusione consente di spostare ulteriormente la finestra: nell’illusione del permissivismo, dove non c’è nulla di sacro, non ci sono concetti inviolabili, ma c’è “libertà di parola” e punti di vista.

È consuetudine per noi essere orgogliosi dei nostri orizzonti, ma quando il raggio dei nostri orizzonti è minimo, si trasforma in un punto. Punto di vista!

Possiamo quindi tranquillamente ammettere di essere manipolabili perché abbiamo dei punti deboli come l’EMOZIONE e l’EGO. Le strategie di manipolazione puntano sempre su questi aspetti, e funzionano perché ci coinvolgono dandoci l’illusione di poter partecipare alla lotta di quello che é rappresentato come “MALE COMUNE”. Questa è la leva che viene utilizzata. A volte ritirarsi ed analizzare sé stessi ed avere il proprio pensiero aiuta a riconoscere la MATRIX o la “mappa pensiero” che abbiamo acquisito, a questo punto, per quanto possa essere duro e doloroso aver consapevolizzato che abbiamo fatto degli errori, è necessario iniziare a riconsiderare tutti i pensieri, affidandosi in primis al proprio SÈ e a qualche persona di cui ci possiamo fidare.

Esporremo alcuni esempi di applicazione di queste tecnologie che attualmente sono in atto.

Ad oggi, si può vedere come una tecnologia simile per promuovere le bestialità come la pedofilia e l’eutanasia sia già operativa nei paesi europei ed oltre Oceano. Sembra pazzesco, ma chissà come reagirà la società europea progressista a tutto ciò tra dieci anni.

“PS. Si noti che gli autori non sono in alcun modo omofobi violenti che incitano all’odio e alla discriminazione. Gli autori sono contrari alla creazione di un gruppo sociale separato, basato sulle caratteristiche sessuali (qualsiasi esse siano). Nessuno è offeso dal pensiero di cosa possono fare due uomini, o due donne, in camera da letto, ma lo sono dalla propaganda ossessiva di valori non convenzionali ​​che sicuramente tutti devono vedere, capire e accettare.”

Si precisa che

La tutela e la difesa di tutte le diversità va sostenuta e incoraggiata, ma va contrastato con forza lo sfruttamento di queste diversità per fini politici e di ingegneria sociale.”


INFILTRAZIONE NEI CERVELLI DELLE MASSE?

Uno studio ancora nelle sue prime fasi di attuazione,  realizzato dalla pubblicista russa ElizavetaKvasnyuk, utilizzando gli esempi di personaggi del cinema e della letteratura, tenta di sviluppare idee sull’applicazione e gli effetti della tecnologia della finestra di Overton. Come dimostrato dall’analisi della moderna cultura di massa, gli organizzatori di tali innovazioni non intendono fermarsi qui. Ora ci sono già nuovi temi che stanno attraversando le prime fasi delle finestre di Overton. Stanno procedendo bene e, ovviamente, sono per ora relativamente invisibili all’intera società, o non riuscirebbero ad infiltrarsi nella mente delle persone subdolamente. Tornando al cinema, questo è evidente nei film e nei cartoni animati moderni, rivolti al grande pubblico. Ma anche in alcuni titoli di notizie di agenzie di stampa e nei titoli di giornale, molti dei quali possono già essere definiti internazionali o globali. L’autore dello studio si propone di identificare con esempi specifici ciò che esattamente stanno cercando di legalizzare nella mente del pubblico.

PROSTITUZIONE.

Questa professione non è invano chiamata la più antica e sì, è stata legalizzata per molto tempo in Europa e persino nella Russia zarista. Ma l’immagine di una prostituta non è mai stata glorificata, romanzata e nemmeno idealizzata nella cultura di nessun paese. Mai prima d’ora l’immagine di una prostituta è stata l’immagine di Cenerentola, ha iniziato ad avere un’accezione romantica nel famoso film, ormai quasi un classico “Pretty Woman”. Se prima si poneva il problema della prostituzione nelle opere letterarie o cinematografiche, allora la prostituta veniva solitamente mostrata come una vittima delle circostanze, frutto della malvagità del sistema. Nel nostro tempo l’immagine di una prostituta volontaria viene già romanzata e umanizzata nel cinema. La donna che ha scelto per sé questa professione. Diventano i personaggi principali di film e programmi TV. Ed ecco palesato il concetto di pornografia. Questa direzione si è sempre distinta nell’industria cinematografica e, sebbene abbia sempre portato grandi profitti, non è stata discussa in una società decente e non è stata considerata una forma d’arte. Tuttavia, negli ultimi anni, le pornostar non sono state timide riguardo al loro tipo di lavoro – al contrario, rilasciano interviste a destra e a sinistra, diventano partecipanti e conduttori di vari programmi televisivi, scrivono libri, agiscono come noti blogger e opinion leader. Siamo condizionati a pensare che questa sia una professione come le altre, forse anche più eccitante di un contabile o di un ingegnere, molto redditizia e priva di obblighi stringenti.

PEDOFILIA.

Il cinema e la letteratura sono stati precursori della nuova narrativa che si sta spingendo in questi tempi circa la pedofilia.

Il primo libro e il film ad esso ispirato “Lolita”, causa di uno scandalo in una famiglia nobile poiché storia di un amore tra un uomo adulto e una bambina, hanno fatto da  apripista ad altri lavori che hanno coinvolto spettatori e lettori in più occasioni.

Un esempio tangibile in merito  è l’americano “Lumberjack”, che con grande simpatia mostra il tormento di un grazioso insegnante di scuola, pedofilo, oppure si può menzionare “Lollipop”, dove lo stesso amante delle ragazze è la vittima.

Molti altri film hanno questo stampo, nella maggior parte di questi la narrativa comune esprime il concetto che la pedofilia è un sentimento naturale: se porta gioia ad entrambe le parti, cosa può esserci di sbagliato?

Tantissimi i casi reali di cui abbiamo anche scritto in questi ultimi anni, che mostrano il cambio di narrativa.

Esemplare la vicenda di STEPHEN KERSHNAR, professore presso l’università State University of New York a Fredonia, che vede il docente sotto inchiesta in seguito ad alcune sue dichiarazioni durante una Zoom.

Kershnar disse di non essere sicuro che fare sesso con BAMBINI DI UN ANNO fosse moralmente sbagliato, e aggiunse:


“Immagina che un maschio adulto voglia fare sesso con una ragazza di dodici anni”

Un’opinione molto standard, molto diffusa, che c’è qualcosa di profondamente sbagliato in questo”

“Non è ovvio per me che sia in realtà sbagliato. Penso che questo sia un errore, e penso che esplorare il motivo per cui è un errore ci dirà non solo cose sul sesso adulto-bambino e sullo stupro legale, ma anche sui principi fondamentali della moralità”

“Non è ovvio per me che sia in realtà sbagliato”

“L’idea che sia sbagliato anche con un bambino di un anno, non è del tutto ovvia per me.”

Qui una sua dichiarazione disponibile oline

Nel seguente articolo sono riportati dei video nei quali dichiara:

“ci sono benefici e vantaggi nel sesso adulto-bambino”
“Un adulto che vuole fare sesso con un bambino è considerato sbagliato ma non è ovvio per me che in realtà sia sbagliato”

Paragona i minori che acconsentono al sesso a coloro che acconsentono a una partita o a lezioni di kickball, e suggerisce che


non sappiamo se il sesso con un minore è buono o cattivo, quindi quindi non dovrebbe essere vietato o condannato

Il professor Stephen Kershnar suggerisce quindi che il sesso con un minore potrebbe essere dannoso solo per il modo in cui la società reagisce ad esso e non per l’atto reale:

Sul sesso adulto-bambino -Non credo che lo sfruttamento sia illecito”

Un altro episodio esplicativo in tal senso è quello di MIRJAM HEINE ,  Univeritá di Würzburg, che al TEDx 2018, presenziando ad una conferenza, cercò di sdoganare la pedofilia qualificandola come un semplice “orientamento sessuale”:

“La pedofilia è solo la preferenza sessuale per i preadolescenti e i bambini. La pedofilia è un orientamento sessuale con cui si nasce, non mutabile, paragonabile all’eterosessualità”

Di seguito il video completo:

Ne abbiamo riportati tantissimi di questi episodi tutti volti a normalizzare la PEDOFILA ma uno dei più eclatanti è quello di  ALLYN WALKER,  “assistente professore” alla Old Dominion University di Norfolk, Virginia. Un transgender da femmina a maschio che si identifica come non-binario, definisce la pedofilia “attrazione minore“.

In un incontro via Zoom ha sostenuto che i pedofili non dovrebbero essere biasimati perché “minor-attracted persons” (“MAPs”). Secondo questa persona il termine “pedofilo” ha un’accezione negativa che non è adatta perché l’attrazione per i bambini è un orientamento sessuale e non immorale. Dopo che 15.000 persone hanno firmato una petizione online in seguito all’accaduto Allyn Walker ha accettato di dimettersi dal suo ruolo in università.

Un ultimo caso rilevante è quello del gruppo di difesa dei pedofili Prostasia, che cerca di  promuovere i pedofili. Ha pubblicato un post su “3 semplici passi che possono ridurre il CSA”, o abuso sessuale infantile. Alcuni dei principali concetti che Prostasia suggerisce di inserire nella “educazione sessuale completa” detta CSE, sono: il piacere, il consenso, i feticci, ecc., e la cronofilia,  ovvero l’attrazione per persone al di fuori della propria fascia d’età.

Il tabù della cronofilia, scrivono, è una proibizione che “molti non conoscono nemmeno finché non diventa parte della loro vita”. Si afferma quindi che le persone che sono sessualmente attratte dai bambini sono appena approdate in quel modo.

“La migliore scienza che abbiamo a portata di mano in questo momento è che l’attrazione minore è qualcosa con cui nasci e non puoi cambiare”

Mettono inoltre l’accento sulla possibilità che i minori possano avere attrazione sessuale per gli adulti:

“I minori possono avere poca o nessuna attrazione per quelli della loro stessa fascia di età mentre sono attratti dagli adulti in generale”(anche se l’onere è sempre dell’adulto di dire di no.)”

Il resto lo potete leggere qui.

Esiste un limite umano ed etico che non dovrebbe mai essere superato. Ogni accesso dopo quel limite può essere chiamato FOLLIA “.

Leggendo l’articolo “EUNUCO FETISH. L’ultima frontiera della follia” si può afferrare come l’estremo rasenti lo psichiatrico e se si aggiunge che a praticare certe tecniche sono Medici accreditati, quanto letto diventa indigeribile. Non esiste più limite alla trasformazione di una pulsione dettata dalla propria eccitazione alla messa in pratica della stessa su piccole creature innocenti, colpevoli solo di essere capitate nelle mani di psicopatici.

Per concludere questa parte ricordiamo a tale proposito che le Nazioni Unite (ONU) tra le varie agende sta spingendo per imporre la controversa “Educazione sessuale completa” (CSE) ai bambini, sia nelle scuole che in altri ambienti educativi e sociali.
E’ normale che bambini neonati e appena in grado di camminare vengano indirizzati alla masturbazione o vengano spronati a esplorare la loro identità di genere, o educati circa le relazioni omosessuali?


SADISMO E STUPRO

Quante volte si è parlato di stupro nei film degli anni ’50? O nelle opere del 19° o 18° secolo? Forse nella pittura? Nessuno dice che questo non sia avvenuto, ma non aveva posto nella letteratura, nella pittura o nel cinema. Non era il messaggio per la gente comune.

Ora il tema dello stupro è sollevato nei film, nei libri, e non solo come un crimine, ma anche come una sorta di gioco, elogio per la bellezza di una donna, manifestazione d’amore da parte di un uomo. Dalla lingua inglese ci è già arrivato un termine come “cultura dello stupro”, cioè la cultura di una società in cui lo stupro è la norma, sebbene sia ufficialmente punito dalla legge. Oggi la violenza sessuale è attivamente romanticizzata nei film, nei libri, nella musica, nella cultura popolare in generale. Nelle opere moderne che raccontano di vampiri, si possono spesso trovare scene in cui un mostro morde la sua vittima. Il paradosso sta nel fatto che il mostro stesso è sempre più un personaggio positivo e la vittima gode della violenza. L’ultima grande svolta in questo argomento è stato il famoso libro, seguito dal film “50 sfumature di grigio”, che ha guadagnato un’immensa popolarità grazie a una campagna pubblicitaria su larga scala nei media. Il film, come i libri, racconta la relazione tra una ragazza e un sadico. Una ragazza, per amore di un uomo, gli permette di prendere in giro se stessa, ma poi si rende conto di trarne piacere. Nonostante le numerose proteste di organizzazioni religiose e pubbliche, il film è stato proiettato anche in Russia su un grande schermo.


Ciò che è fondamentale capire è che questo strumento può essere usato per QUALSIASI cambiamento venga ritenuto necessario, utilizzando tutti i mezzi a disposizione per toccare ogni sfera della vita delle persone, affronteremo questo punto nel prossimo articolo.


Se desideri leggere gli articoli precedenti su gli “strumenti della scienza del Potere” di seguito ci sono i vari articoli:

Nel prossimo articolo tratteremo come la finestra di Overton si sposta per creare una nuova realtà centrata sull’importanza della comunità LGBTQ+ a livello economico e sociale


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