Negli ultimi anni, ogni conflitto internazionale è diventato anche una guerra narrativa.
Non si combatte soltanto sul terreno militare, ma nello spazio informativo, mediatico e psicologico.
Ed è precisamente in questo contesto che testi come quello su Palantir Technologies e l’Ucraina si inseriscono perfettamente: costruzioni retoriche che mescolano fatti reali, omissioni strategiche e interpretazioni ideologiche con l’obiettivo di consolidare una precisa visione geopolitica.
Una visione che, dietro il linguaggio pseudo-critico, ripropone la consueta matrice antiamericana e antioccidentale secondo cui ogni innovazione tecnologica occidentale sarebbe automaticamente espressione di imperialismo, dominio globale e interessi occulti.
Il problema non è discutere criticamente il ruolo delle grandi aziende tecnologiche nella guerra contemporanea — discussione assolutamente legittima — ma il modo in cui tali informazioni vengono selezionate, deformate e presentate al pubblico.
La prima manipolazione: trasformare un supporto tecnologico in una “macchina autonoma di morte”
Il testo suggerisce implicitamente che Palantir sia una sorta di entità semi-autonoma che decide bersagli, pianifica eliminazioni e conduce la guerra per conto dell’Ucraina e degli Stati Uniti.
Questa rappresentazione è profondamente fuorviante.
I software sviluppati da Palantir Technologies sono principalmente piattaforme di:
- integrazione dati,
- analisi predittiva,
- gestione informativa,
- supporto decisionale.
Non “intelligenze artificiali assassine” che operano autonomamente sul campo.
Che i sistemi vengano utilizzati per:
- aggregare immagini satellitari,
- analizzare dati ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance),
- coordinare logistica e comunicazioni,
- migliorare il targeting,
è un fatto noto e pubblico.
Ma questo non equivale a dire che “Palantir conduce la guerra”.
Ogni esercito moderno utilizza sistemi analoghi:
- la Russia,
- la Cina,
- la NATO,
- Israele,
- l’Iran,
- la Turchia,
- persino attori non statali.
La digitalizzazione del campo di battaglia non nasce con Palantir e non è una peculiarità “imperialista americana”: è l’evoluzione inevitabile della guerra contemporanea.
L’omissione sistematica: solo l’Occidente viene dipinto come “complesso tecnocratico-militare”
Uno degli aspetti più rivelatori della propaganda antioccidentale contemporanea è la selettività morale.
Quando:
- la Russia utilizza IA per targeting e guerra elettronica,
- la Cina integra AI e sorveglianza militare,
- l’Iran usa droni Shahed guidati da sistemi avanzati,
- gruppi jihadisti sfruttano OSINT e crittografia,
la narrazione dominante negli ambienti antiamericani parla di:
- “resistenza”,
- “multipolarismo”,
- “difesa sovrana”.
Quando invece lo stesso avviene in Ucraina o negli Stati Uniti, improvvisamente emerge il lessico:
- “capitalizzazione della guerra”,
- “imperialismo tecnologico”,
- “algoritmi di morte”.
Questa non è analisi geopolitica.
È costruzione ideologica.
Il caso Iran: insinuazioni presentate come fatti
Il passaggio più problematico del testo è quello relativo all’Iran:
“Palantir e i suoi algoritmi sono stati decisivi nell’individuazione di bersagli colpiti da Israele e Stati Uniti”.
Questa affermazione viene presentata come fatto accertato, ma non viene fornita alcuna prova verificabile.
Non esistono conferme pubbliche indipendenti che attribuiscano a Palantir un ruolo operativo diretto nell’identificazione di specifici obiettivi iraniani o addirittura della Guida Suprema Ali Khamenei.
Qui si vede chiaramente una tecnica tipica della propaganda contemporanea:
- si parte da un elemento plausibile (“Palantir collabora con governi occidentali”),
- lo si collega a un evento sensibile,
- si usa linguaggio assertivo,
- si evita accuratamente la documentazione concreta.
Il lettore viene così spinto emotivamente verso conclusioni già confezionate.
L’Ucraina come “laboratorio della guerra”: una mezza verità usata ideologicamente
Che il conflitto in Ucraina rappresenti un laboratorio tecnologico è vero.
Ma questo vale:
- per i droni FPV,
- per la guerra elettronica,
- per i satelliti commerciali,
- per l’intelligenza artificiale,
- per la cyberwarfare,
- per le comunicazioni tattiche.
Ed è vero per entrambe le parti.
La Russia stessa utilizza:
- sistemi automatizzati di targeting,
- IA applicata alla sorveglianza,
- droni coordinati algoritmicamente,
- analisi avanzate SIGINT.
Presentare quindi l’Ucraina esclusivamente come “campo sperimentale dell’imperialismo tecnologico americano” significa cancellare metà della realtà.
La retorica antiamericana contemporanea: il nemico assoluto come chiave interpretativa universale
Il testo segue uno schema ormai ricorrente:
- gli Stati Uniti vengono rappresentati come motore occulto di ogni conflitto,
- le aziende occidentali come strumenti di dominio globale,
- la tecnologia occidentale come minaccia sistemica,
- mentre le responsabilità geopolitiche di altri attori vengono minimizzate o dissolte.
È una struttura narrativa semplice, emotivamente efficace e molto diffusa nei circuiti della controinformazione ideologica.
Il problema è che questo approccio:
- non aiuta a comprendere la complessità dei conflitti,
- non informa realmente il pubblico,
- ma produce una visione caricaturale della geopolitica.
Conclusione
Il testo su Palantir e Ucraina non è completamente falso.
Ed è proprio questo il punto.
La propaganda più efficace non inventa totalmente la realtà:
la seleziona, la decontestualizza e la orienta emotivamente.
Sì:
- Palantir collabora con Kiev,
- l’IA sta cambiando il warfare,
- il conflitto ucraino è un laboratorio tecnologico,
- le aziende della difesa traggono vantaggio economico dalle guerre.
Ma usare questi elementi per costruire l’ennesima narrativa:
- antiamericana,
- antioccidentale,
- anti-NATO,
- pseudo-antimperialista,
significa allontanare il pubblico dalla comprensione reale dei fenomeni geopolitici.
Perché la vera informazione non consiste nel sostituire una propaganda con un’altra.
Consiste nel distinguere:
- fatti,
- interpretazioni,
- omissioni,
- manipolazioni retoriche,
- e interessi ideologici nascosti dietro la narrazione.
Approfondimenti e fonti
- Palantir Technologies – sito ufficiale
- NATO Review – Artificial Intelligence in modern warfare
- Council on Foreign Relations – Technology and the Ukraine War
- CSIS – AI and the future battlefield
- Reuters – coverage on Palantir and Ukraine cooperation
- Brookings Institution – Information warfare and propagand

