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DAGLI “STATI UNITI D’EUROPA” ALLA FINE DELLE SOVRANITÀ? IL PROGETTO CHE MOLTI PREFERISCONO NON DISCUTERE “GLI STAI UNITI D’ EUROPA ISLAMICI”

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Per anni una parte dell’informazione mainstream e una parte della cosiddetta controinformazione hanno concentrato il dibattito pubblico quasi esclusivamente su Donald Trump, sul sionismo, sull’imperialismo americano, sulla NATO e su Israele.

Qualunque evento internazionale viene spesso interpretato attraverso questa lente ideologica.

Eppure, mentre l’attenzione viene costantemente spostata verso Washington, Tel Aviv o il “nemico esterno” di turno, esistono documenti ufficiali che mostrano come all’interno delle istituzioni europee si stia discutendo apertamente di un progetto politico molto più vicino ai cittadini europei: la trasformazione dell’Unione Europea in una struttura federale sempre più simile agli Stati Uniti d’Europa.

Non si tratta di una teoria.

Non si tratta di una ricostruzione giornalistica.

Non si tratta di una fuga di notizie.

È scritto nero su bianco nei documenti ufficiali del gruppo Socialisti & Democratici del Parlamento Europeo e della delegazione del Partito Democratico.


IL DOCUMENTO CHE MOLTI PREFERISCONO IGNORARE

Nei documenti intitolati:

“Verso gli Stati Uniti d’Europa. Ora.”

si legge chiaramente:

“Occorre con forza rilanciare l’opzione federale dell’Unione Europea come unica risposta credibile alle sfide globali.”

Il documento individua come ostacoli principali:

  • l’amministrazione Trump;
  • il ritorno dei nazionalismi;
  • i movimenti sovranisti europei.

La soluzione proposta?

Più Europa.

Più integrazione.

Più centralizzazione.

Più trasferimento di poteri dagli Stati nazionali alle istituzioni comunitarie.


LA FINE DEL DIRITTO DI VETO

Uno dei passaggi più significativi riguarda l’abolizione dell’unanimità.

Il testo afferma infatti:

“Superare il potere di veto.”

Tradotto in termini pratici significa che un singolo Stato non potrebbe più bloccare decisioni ritenute contrarie ai propri interessi nazionali.

Oggi Paesi come Ungheria, Slovacchia o altri Stati membri possono rallentare o bloccare alcune decisioni europee.

Domani potrebbero non essere più in grado di farlo.

Per i sostenitori del federalismo europeo questo rappresenta un progresso.

Per i difensori delle sovranità nazionali rappresenta invece una riduzione del potere decisionale degli Stati.


DEBITO COMUNE, FISCO COMUNE, BILANCIO COMUNE

Il documento propone inoltre:

  • aumento del bilancio europeo;
  • nuove entrate fiscali europee;
  • armonizzazione fiscale;
  • ricorso al debito comune.

In sostanza una progressiva evoluzione verso una struttura statale sovranazionale.

Si tratta di una visione politica perfettamente legittima.

La vera domanda è un’altra:

Perché questo dibattito viene raramente affrontato con la stessa intensità con cui vengono affrontati Trump, Musk, Netanyahu o le presunte cospirazioni internazionali?


UNA DIFESA EUROPEA COMUNE

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Un altro elemento fondamentale è la richiesta di:

  • politica estera comune;
  • diplomazia europea comune;
  • difesa europea comune.

Il documento richiama esplicitamente l’articolo 42 del Trattato di Lisbona e la necessità di sviluppare una vera difesa europea.

Anche qui non siamo nel campo delle speculazioni.

È una proposta politica ufficiale.


IL PARADOSSO DELLA CONTROINFORMAZIONE

Da anni una parte della controinformazione sostiene che il vero obiettivo delle élite sia la costruzione di un governo sovranazionale.

Tuttavia, quando documenti ufficiali mostrano concretamente progetti di integrazione politica europea sempre più avanzata, improvvisamente il tema scompare.

Si preferisce tornare a parlare esclusivamente:

  • di Trump;
  • di Israele;
  • del sionismo;
  • dell’imperialismo americano.

Come se Bruxelles non esistesse.

Come se il Parlamento Europeo non approvasse risoluzioni.

Come se i gruppi politici europei non pubblicassero programmi ufficiali.

Come se il trasferimento di competenze dagli Stati nazionali all’Unione Europea fosse un argomento marginale.


IL TEMA DELL’IMMIGRAZIONE E DELL’ISLAMIZZAZIONE

Qui è necessario distinguere attentamente tra fatti documentati e opinioni politiche.

Il documento non parla di “Europa islamica”.

Non esiste nei testi alcun riferimento alla costruzione di uno Stato islamico europeo.

Questa affermazione non è contenuta nei documenti.

Esiste però un dibattito politico reale su:

  • immigrazione;
  • multiculturalismo;
  • integrazione;
  • demografia europea;
  • politiche migratorie dell’UE.

Chi critica l’attuale modello europeo sostiene che l’immigrazione di massa e il multiculturalismo stiano modificando profondamente l’identità culturale del continente.

Chi difende tali politiche ritiene invece che esse rappresentino una necessità economica e demografica.

Sono due visioni politiche contrapposte.

Ma attribuire ai documenti del Partito Democratico o del gruppo S&D l’obiettivo dichiarato di creare una “Europa islamica” non è supportato dal testo disponibile.


LA QUESTIONE CHE RESTA APERTA

La domanda politica che emerge da questi documenti è semplice:

Gli europei vogliono una federazione sempre più simile a uno Stato unico?

Oppure vogliono mantenere il primato delle sovranità nazionali?

Questa è la vera questione.

Eppure il dibattito pubblico continua spesso a concentrarsi esclusivamente su Washington, Mosca, Pechino o Tel Aviv.

Nel frattempo, a Bruxelles, una parte significativa della classe politica europea discute apertamente di:

  • Stati Uniti d’Europa;
  • superamento del veto nazionale;
  • bilancio federale;
  • debito comune;
  • politica estera comune;
  • difesa comune.

Temi che incidono direttamente sul futuro politico dei cittadini europei molto più di molte polemiche quotidiane costruite attorno alle guerre culturali e alle contrapposizioni ideologiche.


Documenti originali allegati

I documenti fotografati riportano il titolo:

“Verso gli Stati Uniti d’Europa. Ora.”

a firma di:

  • Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo
  • Partito Democratico

e contengono le proposte di:

  1. Rafforzamento del bilancio europeo.
  2. Politica estera e difesa comune.
  3. Superamento del potere di veto.
  4. Cooperazioni rafforzate verso una maggiore integrazione federale.

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