Bloomberg pubblica il memorandum completo: l’accordo USA-Iran che potrebbe cambiare il Medio Oriente

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Fine della guerra “su tutti i fronti”: la bozza che scuote gli equilibri regionali

Secondo il testo del memorandum d’intesa visionato da Bloomberg, Stati Uniti e Iran sarebbero pronti a firmare il 19 giugno in Svizzera un accordo preliminare destinato ad aprire una fase di negoziati di 60 giorni per arrivare a un’intesa definitiva. Il documento contiene una serie di concessioni reciproche che vanno ben oltre la questione nucleare e affrontano direttamente i principali fronti di tensione del Medio Oriente.

Se confermato, l’accordo rappresenterebbe uno dei più importanti cambiamenti strategici nella regione dalla firma del JCPOA del 2015.


I dodici punti chiave del memorandum

Secondo la bozza pubblicata:

  • Teheran, Washington e i rispettivi alleati dichiarano la fine immediata della guerra su tutti i fronti.
  • Tutte le parti si impegnano a non intraprendere azioni ostili.
  • Accordo definitivo entro 60 giorni.
  • Revoca immediata del blocco navale americano.
  • Ritiro delle forze statunitensi dalla regione entro 30 giorni dall’accordo finale.
  • Ripristino della piena navigazione commerciale.
  • Fine graduale delle sanzioni economiche.
  • Impegno iraniano a non sviluppare armi nucleari.
  • Mantenimento dello status quo durante i negoziati.
  • Esenzione del petrolio iraniano dalle sanzioni.
  • Sblocco dei fondi iraniani congelati.
  • Ratifica finale tramite risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU.

Il punto che fa tremare Gerusalemme

L’aspetto più controverso dell’intero documento non riguarda il nucleare.

Le due parole che stanno provocando le maggiori reazioni politiche e strategiche sono contenute nel primo punto:

“Tutti i fronti”.

Questa formulazione lascia intendere che l’accordo non si limiterebbe ai rapporti diretti tra Washington e Teheran, ma comprenderebbe anche i vari teatri regionali dove l’influenza iraniana è considerata determinante.

In pratica, la cessazione delle ostilità potrebbe coinvolgere:

  • Libano;
  • Siria;
  • Iraq;
  • Golfo Persico;
  • Mar Rosso;
  • Stretto di Hormuz;
  • reti militari e gruppi alleati dell’Iran.

Per molti osservatori, questo rappresenta il vero cuore politico dell’intesa.


Petrolio iraniano di nuovo sul mercato

Uno degli aspetti economicamente più rilevanti riguarda il ritorno dell’Iran sui mercati energetici.

Il memorandum prevede che il Dipartimento del Tesoro americano conceda immediatamente deroghe alle sanzioni per consentire la vendita di petrolio, prodotti petrolchimici e relativi servizi bancari, assicurativi e logistici.

Per l’economia globale questo significherebbe:

  • aumento dell’offerta di greggio;
  • riduzione delle pressioni inflazionistiche;
  • normalizzazione del traffico nello Stretto di Hormuz;
  • diminuzione del rischio geopolitico sui mercati energetici.

Il nodo nucleare resta aperto

Nonostante le dichiarazioni ottimistiche, il dossier nucleare non sarebbe ancora completamente risolto.

L’Iran si impegnerebbe formalmente a non sviluppare armi nucleari, ma il destino delle scorte di uranio arricchito e delle infrastrutture nucleari verrebbe rinviato ai negoziati successivi. Proprio questo punto continua a generare forti critiche da parte di alcuni ambienti politici americani e israeliani.


Una svolta strategica per Trump

Se il memorandum verrà firmato nei termini attuali, l’amministrazione Trump potrà sostenere di aver raggiunto diversi obiettivi simultaneamente:

  • riapertura dello Stretto di Hormuz;
  • riduzione del rischio di guerra regionale;
  • rientro del petrolio iraniano nel mercato mondiale;
  • contenimento delle tensioni nucleari;
  • prospettiva di riduzione della presenza militare americana in Medio Oriente.

Una strategia che appare molto diversa dalle previsioni formulate da numerosi commentatori che davano per inevitabile un’escalation militare permanente tra Washington e Teheran.


Il vero interrogativo

La firma del memorandum non chiuderà automaticamente tutte le crisi regionali.

Le questioni più delicate — dal programma nucleare alle tensioni in Libano, fino ai rapporti tra Iran e Israele — dovranno essere affrontate nei successivi 60 giorni di negoziato.

Ma una cosa appare già evidente: se l’accordo verrà implementato integralmente, il Medio Oriente potrebbe entrare nella più grande fase di ridefinizione geopolitica degli ultimi anni.


Link e fonti

  • Bloomberg (memorandum visionato dai giornalisti Jonathan Tirone, Daniel Flatley e Josh Wingrove)
  • Reuters: accordo preliminare USA-Iran e riapertura dello Stretto di Hormuz
  • Reuters: dichiarazioni di Trump sul memorandum e sul programma nucleare iraniano
  • Reuters: dettagli preliminari sulla bozza di accordo
  • Bloomberg/Yahoo Finance: testo integrale del memorandum Read the 14-Point Draft Memorandum Between the US and Iran
  • Reuters: Tehran can immediately sell oil upon signing US-Iran deal Reuters Report
  • Axios: What’s in the Iran deal Trump says he’s ready to sign

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