L’ossessione selettiva della controinformazione italiana
Da anni una parte della controinformazione italiana ripete lo stesso copione. Ogni evento internazionale viene filtrato attraverso due sole lenti ideologiche: l’antisionismo e l’antimperialismo americano.
Se Donald Trump firma un accordo diplomatico, viene accusato di essere un agente di Israele.
Se Trump riduce il coinvolgimento militare americano in una regione, viene accusato di nascondere un secondo fine.
Se Trump entra in conflitto con apparati burocratici, agenzie federali o grandi centri di potere, la questione viene ignorata o minimizzata.
L’obiettivo non è comprendere la realtà. L’obiettivo è adattare la realtà a una narrativa già scritta.
E mentre ogni giorno vengono prodotti contenuti contro Trump, contro Washington e contro il presunto “impero americano”, c’è un tema che continua a rimanere sorprendentemente assente dalle analisi dei professionisti della controinformazione: il ruolo delle fondazioni finanziate da George Soros e la loro influenza globale.
La domanda che nessuno vuole fare
Se queste realtà si definiscono “antisistema”, perché non dedicano la stessa attenzione alle reti di potere che operano attraverso fondazioni, ONG, gruppi di pressione, campagne mediatiche e organizzazioni di mobilitazione politica?
Perché ogni notizia che riguarda Trump viene amplificata all’infinito, mentre le attività delle Open Society Foundations vengono spesso liquidate come semplici teorie del complotto o ignorate completamente?
La domanda diventa ancora più interessante oggi, mentre negli Stati Uniti emergono nuove indagini che coinvolgono organizzazioni finanziate dalla galassia Soros.
Improvvisamente, coloro che sostengono di voler smascherare ogni forma di potere sembrano perdere interesse.
L’attivismo globale non nasce dal nulla
Negli ultimi decenni le reti collegate alle fondazioni di Soros hanno finanziato migliaia di progetti in tutto il mondo.
Dall’Europa orientale all’America Latina, dall’Africa agli Stati Uniti, queste organizzazioni hanno sostenuto campagne politiche, programmi educativi, ONG, iniziative per la riforma della giustizia, movimenti sociali e attività di pressione istituzionale.
Questo non è un segreto.
È materiale pubblicamente disponibile.
Le stesse fondazioni descrivono apertamente la propria missione e i propri programmi.
Eppure una parte della controinformazione italiana sembra incapace di affrontare seriamente il tema.
L’antimperialismo a senso unico
La contraddizione appare evidente.
Molti commentatori denunciano ogni forma di influenza occidentale quando proviene da governi o istituzioni ufficiali.
Ma quando l’influenza passa attraverso fondazioni private, reti transnazionali e organizzazioni non governative, improvvisamente il problema scompare.
È come se esistessero poteri che possono essere criticati e altri che devono essere protetti.
Un atteggiamento che finisce per trasformare la controinformazione in una forma alternativa di propaganda.
Quando l’ideologia sostituisce l’analisi
Il problema principale non riguarda Soros.
Il problema riguarda il metodo.
Un analista dovrebbe seguire i fatti ovunque conducano.
Molti dei cosiddetti esperti della controinformazione fanno invece l’opposto: decidono prima la conclusione e poi selezionano soltanto le informazioni che la confermano.
Se un fatto danneggia la narrativa anti-Trump, viene ignorato.
Se un fatto mette in discussione le organizzazioni progressiste internazionali, viene minimizzato.
Se un evento contraddice l’idea di un conflitto ridotto semplicemente a “imperialismo americano contro resistenza globale”, viene escluso dalla discussione.
La realtà è più complessa delle tifoserie
La politica internazionale non è una partita di calcio.
Non esistono eroi assoluti e cattivi assoluti.
Esistono interessi, poteri, lobby, apparati burocratici, fondazioni, gruppi economici e strategie geopolitiche che spesso si sovrappongono.
Ridurre tutto a slogan come “sionismo”, “imperialismo” o “resistenza” può essere utile per raccogliere visualizzazioni e costruire comunità ideologiche, ma non aiuta a comprendere il mondo.
Il silenzio che vale più di mille articoli
Forse la vera domanda non è perché questi commentatori attacchino continuamente Trump.
La vera domanda è perché evitino sistematicamente alcuni argomenti.
Perché certe fondazioni internazionali vengono trattate come intoccabili?
Perché determinate reti di influenza non meritano mai approfondimenti?
Perché chi sostiene di combattere il potere sembra interessato soltanto ad alcune forme di potere e non ad altre?
Finché queste domande resteranno senza risposta, la distanza tra informazione, controinformazione e propaganda continuerà ad assottigliarsi.
E i cosiddetti “cani da riporto della controinformazione” rischieranno di diventare esattamente ciò che affermano di combattere: amplificatori di una narrativa precostituita, incapaci di seguire i fatti quando conducono fuori dal recinto ideologico.
Fonti e approfondimenti
Open Society Foundations (sito ufficiale)
Chi siamo – Open Society Foundations
George Soros – Profilo ufficiale
Open Society Foundations – Grants Database
Ohio Organizing Collaborative
Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti
Federal Bureau of Investigation (FBI)
Articolo Conservative Brief
Copertura AOL News
Wall Street Journal – Indagini sulle organizzazioni finanziate da Soros
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