C’è un modo semplice per smontare la narrativa dell’Iran “attore difensivo”: contare i morti. Non le dichiarazioni diplomatiche, non le giustificazioni ideologiche. I morti.
E il bilancio, quando lo si osserva senza filtri, racconta una realtà ben diversa da quella edulcorata che circola in certi ambienti mediatici.
Una strategia: guerra per procura, morti reali
La Repubblica Islamica ha costruito una rete di milizie in almeno sei paesi — Iraq, Siria, Libano, Yemen, Palestina e oltre — attraverso il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e la sua Forza Quds .
Questa rete non produce analisi accademiche: produce vittime.
Yemen: una catastrofe da centinaia di migliaia di morti
Il caso più devastante è quello degli Houthi, sostenuti dall’Iran:
- Circa 377.000 morti nella guerra yemenita entro il 2021
- Migliaia di civili colpiti da attacchi missilistici e droni
- Attacchi a infrastrutture, aeroporti e navi commerciali
Non si tratta di un conflitto marginale: è una delle peggiori crisi umanitarie contemporanee.
Libano e Gaza: cicli di guerra alimentati dai proxy
Attraverso Hezbollah e gruppi palestinesi sostenuti finanziariamente e militarmente:
- Guerra del Libano 2006: circa 2.100 morti
- Guerra di Gaza 2014: oltre 2.300 morti
- Conflitti ricorrenti con migliaia di vittime aggiuntive negli anni
Nel solo 2026, nuove escalation hanno causato oltre 2.200 morti in Libano
Siria e Iraq: guerre “ombra” e milizie parallele
Nel teatro siriano e iracheno:
- Centinaia di morti diretti tra forze iraniane e milizie
- Coinvolgimento in una guerra civile con centinaia di migliaia di vittime complessive (dato globale noto del conflitto siriano)
- Attacchi a infrastrutture e basi militari tramite milizie proxy
Queste operazioni non sono difensive: sono espansione strategica indiretta.
Escalation recente: il conto continua a salire
Nel conflitto più recente:
- Oltre 3.600 morti in poche settimane nel teatro iraniano e regionale
- Più di 3.400 iraniani uccisi nelle ultime escalation
E questo è solo l’ultimo capitolo.
Il totale: una stima realistica
Se si sommano i principali teatri in cui operano Iran e proxy:
- Yemen: ~377.000 morti
- Libano/Gaza (varie guerre): ~5.000+ morti diretti
- Siria/Iraq (coinvolgimento indiretto): centinaia di migliaia (quota attribuibile indirettamente ma significativa)
- Escalation recenti: migliaia
👉 Ordine di grandezza complessivo: centinaia di migliaia di morti, fino a oltre mezzo milione considerando gli effetti indiretti dei conflitti alimentati.
Il punto che molti evitano
Difendere l’Iran come “paese pacifico” significa ignorare un fatto semplice:
- non serve dichiarare guerra per causare guerra
- non serve occupare territori per destabilizzarli
- non serve firmare un attacco per esserne responsabili
La guerra per procura è costruita esattamente per questo:
uccidere senza assumersi pienamente la responsabilità.
Conclusione: propaganda vs realtà
L’Iran non è un attore neutrale né semplicemente “difensivo”.
È il centro di una rete militare informale che:
- arma milizie
- coordina conflitti
- prolunga guerre
- moltiplica vittime
E il bilancio — quello reale, fatto di corpi e macerie — non lascia spazio a narrazioni consolatorie.

