HAARP, terremoti e controllo del clima: cosa dice davvero la fisica (e perché le teorie complottistiche non reggono ai numeri)

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Per oltre vent’anni il progetto HAARP è stato al centro di alcune delle più diffuse teorie del complotto del mondo contemporaneo. Secondo queste narrative, gli Stati Uniti sarebbero in grado di provocare terremoti, tsunami, uragani, siccità e perfino manipolare il comportamento umano grazie a un gigantesco impianto installato in Alaska.

Ogni volta che si verifica un terremoto devastante o un evento meteorologico estremo, il nome HAARP torna puntualmente a circolare sui social network.

Il problema è che queste affermazioni non resistono a un’analisi scientifica quantitativa.

Cos’è realmente HAARP

HAARP (High-frequency Active Auroral Research Program) nasce nel 1993 come programma di ricerca finanziato inizialmente dalla US Air Force, dalla US Navy e dalla DARPA.

Lo scopo dichiarato era studiare la ionosfera, uno strato dell’atmosfera compreso tra circa 80 e 600 chilometri di quota che influenza la propagazione delle onde radio.

Dal 2015 l’impianto appartiene alla University of Alaska Fairbanks ed è utilizzato dalla comunità scientifica internazionale.

L’impianto utilizza 180 antenne che trasmettono onde radio ad alta frequenza verso una piccola porzione della ionosfera.

È importante comprendere una cosa fondamentale:

HAARP non “spara energia sulla Terra”.

Le onde radio vengono assorbite a centinaia di chilometri di quota, nella ionosfera.


Il primo problema delle teorie complottistiche: l’energia

La fisica non funziona per opinioni.

Funziona con i numeri.

La potenza massima trasmessa da HAARP è circa:

  • 3,6 Megawatt

Per capire quanto sia poco basta confrontarla con altri fenomeni.

Un uragano

Un uragano medio sviluppa energia termica pari a circa

600.000.000 Megawatt

Ogni giorno.

HAARP sviluppa quindi meno di un duecentomilionesimo dell’energia di un uragano.

Pensare di governare un uragano con questa potenza è come pensare di fermare un treno lanciandogli contro una pallina da ping pong.


Un terremoto

Il terremoto del Giappone del 2011 ha liberato circa

2 × 10¹⁸ Joule

HAARP, funzionando alla massima potenza per un’ora, trasmette circa

1,3 × 10¹⁰ Joule

La differenza è enorme.

Servirebbero circa

150 milioni di ore di funzionamento continuo

per accumulare l’energia di quel terremoto.

Parliamo di oltre

17.000 anni.

E questo assumendo un’impossibile efficienza del 100%.


La ionosfera non è la crosta terrestre

Un altro errore ricorrente riguarda la fisica dell’atmosfera.

HAARP opera a circa

80–300 km

di quota.

I terremoti si originano nella litosfera, da

5 a 700 km

di profondità.

Tra i due ambienti esistono centinaia di chilometri di atmosfera e crosta terrestre.

Non esiste alcun meccanismo fisico dimostrato che permetta a un debole riscaldamento ionosferico di trasferire energia sufficiente alle faglie geologiche.


“Ma esistono brevetti”

Una delle prove più citate riguarda alcuni brevetti di Bernard Eastlund.

Anche questa è una falsa dimostrazione.

Un brevetto dimostra soltanto che qualcuno ha registrato un’idea.

Non dimostra:

  • che sia stata costruita;
  • che funzioni;
  • che sia fisicamente possibile.

Ogni anno vengono registrati migliaia di brevetti che non verranno mai realizzati.


“L’esercito è coinvolto”

È vero.

HAARP nacque con finanziamenti militari.

Ma questo non implica automaticamente l’esistenza di un’arma climatica.

Durante la Guerra Fredda praticamente ogni tecnologia radio avanzata interessava anche i militari.

Lo stesso valeva per:

  • GPS
  • Internet
  • radar
  • satelliti
  • telecomunicazioni

L’interesse militare non dimostra la capacità di modificare il clima.


Tutti gli impianti simili nel mondo

HAARP non è unico.

Esistono o sono esistiti diversi impianti analoghi.

Stati Uniti

  • HAARP (Alaska)
  • HIPAS (Alaska, oggi dismesso)

Russia

  • SURA

Europa

  • EISCAT (Norvegia, Svezia e Finlandia)

Cina

Negli ultimi anni sono stati sviluppati impianti di ricerca ionosferica comparabili, destinati allo studio delle comunicazioni radio, dell’ambiente spaziale e delle interazioni tra atmosfera e ionosfera.

Nessuno di questi impianti ha mai dimostrato capacità di modificare il clima terrestre.


Perché tutti i Paesi studiano la ionosfera?

Per motivi molto più semplici.

La ionosfera influenza:

  • GPS
  • comunicazioni militari
  • comunicazioni navali
  • radar
  • collegamenti con sommergibili
  • propagazione radio
  • tempeste solari

Una tempesta geomagnetica può compromettere reti elettriche e satelliti.

Studiare la ionosfera significa migliorare la resilienza delle infrastrutture.


Il caso dei terremoti “sospetti”

Ogni grande terremoto genera inevitabilmente migliaia di post che accusano HAARP.

È successo dopo:

  • Haiti 2010
  • Giappone 2011
  • Turchia 2023
  • Marocco 2023
  • Myanmar
  • Venezuela

Il problema è che la Terra registra ogni anno:

  • circa 500.000 terremoti
  • oltre 100.000 percepibili
  • migliaia superiori a magnitudo 5

Statisticamente è inevitabile che alcuni coincidano con esperimenti radio o con fenomeni ionosferici naturali.

Una correlazione temporale non dimostra un rapporto di causa-effetto.


E il controllo del clima?

Anche qui occorre distinguere.

Esistono realmente tecniche di modifica meteorologica locale.

Ad esempio:

  • inseminazione delle nuvole con ioduro d’argento;
  • dispersione di sali igroscopici;
  • esperimenti di incremento delle precipitazioni.

Queste tecnologie possono influenzare condizioni molto limitate e solo in presenza di nuvole già esistenti.

Non possono:

  • creare uragani;
  • provocare siccità continentali;
  • generare tornado;
  • controllare il clima mondiale.

Attribuire queste capacità a HAARP significa confondere tecnologie completamente diverse.


Perché la teoria continua a diffondersi?

Le teorie su HAARP sopravvivono perché combinano diversi elementi psicologici:

  • la presenza di installazioni militari reali;
  • un impianto tecnologicamente complesso;
  • fenomeni naturali poco compresi;
  • la tendenza umana a cercare una causa intenzionale dietro ogni catastrofe.

Inoltre, immagini spettacolari delle antenne e documenti militari decontestualizzati alimentano facilmente narrazioni prive di riscontri sperimentali.


La conclusione

HAARP esiste davvero.

È nato con finanziamenti militari.

Studia realmente la ionosfera.

Come molte tecnologie strategiche ha avuto e continua ad avere interesse anche per le comunicazioni militari.

Ma da qui a sostenere che possa provocare terremoti, tsunami, uragani o controllare il clima esiste un salto enorme che non è supportato da alcuna prova scientifica verificabile.

Le leggi della fisica impongono limiti ben precisi: l’energia in gioco negli impianti di riscaldamento ionosferico è infinitesimale rispetto a quella necessaria per alterare i grandi processi geologici e meteorologici.

Le installazioni analoghe presenti in Russia, Europa, Cina e altri Paesi perseguono gli stessi obiettivi di ricerca sulla propagazione delle onde radio e sull’ambiente spaziale. Dopo decenni di attività, nessuna ha fornito evidenze credibili della capacità di generare terremoti, maremoti o modificare il clima su scala regionale o globale.

In un’epoca in cui la disinformazione viaggia più veloce delle verifiche, distinguere tra ricerca scientifica, applicazioni militari reali e affermazioni prive di fondamento è essenziale per comprendere ciò che sappiamo davvero e ciò che, invece, appartiene al mondo delle speculazioni.


Fonti

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