Il dibattito sui biolaboratori finanziati dagli Stati Uniti all’estero è tornato al centro della scena politica americana dopo la decisione della direttrice dell’Intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, di declassificare una serie di documenti riguardanti programmi di ricerca biologica sostenuti da Washington in diversi Paesi del mondo.
Tra coloro che hanno immediatamente chiesto nuove indagini figura il senatore repubblicano del Kentucky Rand Paul, protagonista negli ultimi anni di numerosi scontri con Anthony Fauci sulla questione delle ricerche cosiddette “gain-of-function” e sull’origine del Covid-19.
Oltre 120 laboratori in più di 30 Paesi
Secondo quanto riportato dopo la declassificazione dei documenti, gli Stati Uniti avrebbero sostenuto o finanziato oltre 120 laboratori biologici distribuiti in più di 30 nazioni, comprese alcune strutture presenti in Ucraina impegnate nello studio di agenti patogeni potenzialmente pericolosi.
Si tratta di un tema che negli anni della pandemia aveva generato fortissime polemiche.
Molti osservatori sostenevano infatti l’esistenza di programmi biologici internazionali finanziati da Washington, mentre altri accusavano tali affermazioni di essere semplici teorie del complotto.
Rand Paul sostiene oggi che i nuovi documenti dimostrino che quei laboratori esistevano realmente:
«Per anni, quando si parlava di laboratori in Ucraina, ci veniva detto che si trattava di una teoria del complotto. Ora scopriamo che esistevano davvero».
Il nodo delle ricerche “gain-of-function”
Il cuore della controversia riguarda le cosiddette ricerche di “gain-of-function”, cioè esperimenti che modificano virus o altri patogeni per comprenderne meglio l’evoluzione, la trasmissibilità e la capacità di infettare gli esseri umani.
I sostenitori di tali studi ritengono che essi permettano di prepararsi meglio a future pandemie.
I critici, invece, sottolineano il rischio che organismi modificati possano accidentalmente fuoriuscire dai laboratori o essere utilizzati in modo improprio.
Paul ha dichiarato:
«Non vogliamo sostenere un laboratorio che prende un virus e lo rende più adattato agli esseri umani. È quello che stavano facendo a Wuhan».
La teoria dell’esternalizzazione della ricerca
Secondo il senatore repubblicano, alcuni esperimenti particolarmente controversi potrebbero essere stati trasferiti all’estero proprio per evitare le restrizioni e le obiezioni che avrebbero incontrato negli Stati Uniti.
Paul sostiene infatti:
«Alcune ricerche vengono affidate a Paesi stranieri perché chi le promuove sa che sono pericolose e che incontrerebbero una forte opposizione se fossero condotte sul suolo americano».
Questa interpretazione rappresenta uno dei punti più controversi dell’intera vicenda e continua a dividere comunità scientifica, apparato di sicurezza e mondo politico.
Le accuse di mancanza di trasparenza
Il senatore ha inoltre accusato parte della burocrazia federale e dell’apparato d’intelligence di avere ostacolato i tentativi di controllo del Congresso.
Secondo Paul:
«Nascondono le cose perché non vogliono essere sottoposti a scrutinio».
Nel corso degli anni egli ha più volte denunciato difficoltà nell’ottenere documenti classificati relativi ai programmi biologici e alle attività delle agenzie federali.
Nuove polemiche su Anthony Fauci
Le nuove rivelazioni hanno riacceso anche la controversia attorno ad Anthony Fauci.
Secondo documenti recentemente emersi, alcune strutture dell’intelligence americana avrebbero archiviato o ridimensionato accuse riguardanti presunte dichiarazioni fuorvianti rese da Fauci al Congresso sulla natura delle ricerche finanziate presso il laboratorio di Wuhan.
Paul sostiene da anni che durante la pandemia siano state utilizzate definizioni estremamente restrittive del termine “gain-of-function”, consentendo alle agenzie federali di sostenere che determinati esperimenti non rientrassero formalmente in quella categoria.
La proposta di una commissione presidenziale
Per affrontare il problema, Rand Paul propone la creazione di una commissione presidenziale composta da scienziati indipendenti incaricati di esaminare preventivamente i progetti di ricerca riguardanti agenti patogeni pericolosi.
L’obiettivo sarebbe valutare, caso per caso, se i benefici scientifici superino i rischi associati a tali studi.
Secondo il senatore:
«Esamineremo laboratorio per laboratorio e patogeno per patogeno, rendendo pubblici i rischi connessi».
Un dibattito destinato a proseguire
La vicenda riapre una delle questioni più controverse emerse dopo la pandemia:
- il livello di trasparenza delle agenzie federali;
- il finanziamento americano a programmi biologici all’estero;
- la regolamentazione delle ricerche gain-of-function;
- il ruolo svolto da Wuhan e da altri laboratori internazionali;
- il bilanciamento tra sicurezza biologica e ricerca scientifica.
Le nuove declassificazioni volute da Tulsi Gabbard e le richieste di ulteriori indagini avanzate da Rand Paul indicano che il confronto politico e scientifico sul tema è tutt’altro che concluso.
Fonti
- The National Desk: «Rand Paul calls for new scrutiny of overseas biolabs after Gabbard declassifies documents»
- The National News Desk/AP
- New York Post: documenti relativi alle controversie su Anthony Fauci e Wuhan
The National Desk
Rand Paul chiede nuove indagini sui biolaboratori all’estero dopo i documenti declassificati da Tulsi Gabbard
New York Post
Tulsi Gabbard rende pubbliche informazioni declassificate su oltre 120 biolaboratori finanziati dagli Stati Uniti
New York Post
Nuovi documenti sul ruolo di Anthony Fauci e sulle ricerche gain-of-function
CBS 12 News
Rand Paul chiede maggiore controllo sui biolaboratori finanziati dagli Stati Uniti
Ordine esecutivo di Donald Trump sulle ricerche gain-of-function
The White House
U.S. Department of Defense
Cooperative Threat Reduction Program
https://www.defense.gov/Spotlights/Cooperative-Threat-Reduction-Program
Victoria Nuland sulla presenza di laboratori biologici in Ucraina (audizione al Congresso)
https://www.c-span.org/video/?518869-1/undersecretary-state-victoria-nuland-testifies-ukraine
Office of the Director of National Intelligence (ODNI)
Documenti e comunicati dell’intelligence statunitense
Queste fonti consentono di distinguere tra i dati emersi dai documenti declassificati, le dichiarazioni politiche di Rand Paul e Tulsi Gabbard e le posizioni degli esperti che contestano l’interpretazione secondo cui tali strutture sarebbero state laboratori segreti o programmi di armi biologiche.

