C’è qualcosa di profondamente ironico e, allo stesso tempo, inquietante, nel panorama della controinformazione italiana contemporanea. Molti di coloro che ogni giorno si proclamano “anti-imperialisti”, “anti-globalisti”, “antisistema” e “antisionisti” finiscono spesso per sostenere proprio quei modelli che, se realizzati su scala planetaria, rappresenterebbero il più grande strumento di controllo sociale mai concepito.
Il paradosso è evidente.
Mentre accusano gli Stati Uniti di essere il centro di ogni male, ignorano o minimizzano il fatto che proprio l’amministrazione americana, almeno sotto Donald Trump, si è espressa contro le valute digitali delle banche centrali (CBDC) e contro l’idea di un’identità digitale federale obbligatoria.
Allo stesso tempo, molti di questi ambienti guardano con simpatia, quando non con aperta ammirazione, a Paesi che stanno costruendo sistemi sempre più integrati di:
- identità digitale;
- moneta programmabile;
- sorveglianza finanziaria;
- intelligenza artificiale;
- controllo delle informazioni;
- sistemi di credito sociale.
L’America demonizzata e la realtà delle CBDC
Negli ultimi anni numerosi esponenti del mondo conservatore americano, libertario e repubblicano hanno espresso una forte opposizione alle Central Bank Digital Currencies.
La preoccupazione è semplice.
Una moneta digitale emessa direttamente dalla banca centrale potrebbe teoricamente consentire:
- tracciamento totale delle transazioni;
- denaro programmabile;
- blocco selettivo dei pagamenti;
- scadenza del denaro;
- restrizioni sui consumi;
- sistemi di punteggio sociale.
Non a caso diversi Stati americani hanno approvato leggi per ostacolare l’introduzione delle CBDC e Donald Trump ha dichiarato pubblicamente la propria opposizione a una valuta digitale della Federal Reserve.
Eppure tutto questo viene quasi ignorato dalla controinformazione italiana.
L’entusiasmo ideologico per i modelli centralizzati
La stessa controinformazione che denuncia ogni giorno Wall Street, il capitalismo e la Silicon Valley mostra spesso una sorprendente indulgenza nei confronti di sistemi molto più centralizzati.
La Cina viene presentata come alternativa al globalismo.
I BRICS vengono descritti come la liberazione definitiva.
Le CBDC vengono dipinte come strumenti di emancipazione dal dollaro.
Eppure pochi sembrano chiedersi:
liberazione per chi?
Perché una CBDC non è semplicemente una nuova moneta.
È un’infrastruttura di potere.
È la possibilità di collegare:
- identità digitale;
- conti bancari;
- intelligenza artificiale;
- credito sociale;
- consumi;
- dati sanitari;
- mobilità;
- tassazione.
In altre parole, la CBDC rappresenta la spina dorsale di un sistema di controllo sociale senza precedenti.
Il grande paradosso dei nuovi “anti-imperialisti”
La contraddizione è straordinaria.
Con slogan contro:
- sionismo;
- imperialismo;
- globalismo;
- élite finanziarie;
molti cani da riporto della controinformazione italiana finiscono per sostenere sistemi che renderebbero possibile il sogno di qualunque tecnocrazia mondiale.
Perché se esiste uno strumento capace di realizzare un controllo capillare delle popolazioni, questo è proprio la combinazione tra:
- CBDC;
- identità digitale;
- intelligenza artificiale;
- censura algoritmica;
- sorveglianza permanente.
Ed è qui che emerge un paradosso storico quasi grottesco.
Coloro che si dichiarano nemici del “Nuovo Ordine Mondiale” rischiano di diventare i suoi più inconsapevoli alleati.
Il sogno delle vecchie élite
Da oltre un secolo esistono studi, progetti e visioni che immaginano una società sempre più pianificata e centralizzata.
Molti autori e ricercatori hanno interpretato alcune idee sviluppate in ambienti finanziari e tecnocratici legati a grandi famiglie industriali e bancarie come espressione di una tendenza verso una governance globale più integrata.
Al di là delle interpretazioni e delle teorie che circolano, una cosa è certa:
qualsiasi sistema che concentri nelle stesse mani:
- denaro;
- identità;
- dati;
- intelligenza artificiale;
- informazione;
costituisce un potere enormemente superiore a qualsiasi monopolio economico del passato.
E paradossalmente alcuni ambienti che si proclamano anti-Rothschild, anti-Rockefeller e anti-globalisti sembrano non rendersi conto che stanno sostenendo gli strumenti che renderebbero possibile proprio quel tipo di società altamente centralizzata che dichiarano di combattere.
L’ideologia prima della libertà
La verità è che per una parte della controinformazione italiana il problema non è il controllo.
Il problema è chi esercita il controllo.
Se il controllo è americano, allora diventa il male assoluto.
Se il controllo arriva da Pechino, da Bruxelles o da sistemi che si presentano come “multipolari”, improvvisamente diventa accettabile.
È una forma di tribalismo ideologico.
La libertà individuale viene sacrificata sull’altare dell’antiamericanismo.
La difesa dei diritti viene subordinata alla geopolitica.
La persona viene sacrificata all’ideologia.
Il rischio del XXI secolo
Il rischio più grande non è il dollaro.
Non è Wall Street.
Non è Palantir.
Il rischio più grande è la fusione tra:
- moneta digitale;
- identità digitale;
- intelligenza artificiale;
- sistemi di sorveglianza;
- controllo dell’informazione.
Perché una volta costruita questa architettura, il problema non sarà più se il potere sia americano, cinese, europeo o russo.
Il problema sarà che esisterà un potere capace di sapere tutto, controllare tutto e, potenzialmente, condizionare ogni aspetto della vita umana.
I cani da riporto della controinformazione e il loro suicidio ideologico
Così, mentre continuano a gridare contro l’imperialismo e contro il sionismo, molti cani da riporto della controinformazione italiana rischiano di trasformarsi nei più preziosi alleati di una società ipercontrollata.
Convinti di combattere il sistema, potrebbero finire per costruirlo.
Convinti di distruggere il globalismo, potrebbero contribuire alla nascita della più potente infrastruttura tecnocratica della storia.
E forse la più grande ironia è proprio questa.
Nel tentativo di abbattere il presunto impero americano, rischiano di preparare il terreno a qualcosa di infinitamente più invasivo:
un Leviatano digitale capace di governare non soltanto le economie, ma le coscienze stesse.
Perché la vera libertà non consiste nel sostituire un padrone con un altro.
Consiste nel non consegnare mai a nessun padrone il potere assoluto.
Fonti e approfondimenti
Opposizione degli Stati Uniti alle CBDC
Casa Bianca – Executive Order del 23 gennaio 2025
“Strengthening American Leadership in Digital Financial Technology”
L’ordine esecutivo dell’amministrazione Trump proibisce alle agenzie federali di promuovere o sviluppare una Central Bank Digital Currency (CBDC).
White House Fact Sheet
La scheda ufficiale precisa che l’ordine esecutivo vieta alle agenzie federali qualsiasi iniziativa finalizzata alla creazione o promozione di una CBDC.
TRM Labs – Analisi dell’Executive Order
L’analisi evidenzia che la motivazione principale del divieto riguarda i rischi per la privacy finanziaria e l’indipendenza economica dei cittadini.
Reuters – Il divieto americano e il vantaggio per Cina ed Europa
Reuters sottolinea come la scelta americana abbia lasciato a Cina ed Europa il ruolo di principali promotori delle valute digitali delle banche centrali.
Euro digitale e CBDC europee
Reuters – BCE e euro digitale
https://www.reuters.com/technology/ecb-pitches-digital-euro-response-trumps-crypto-push-2025-01-24
La Banca Centrale Europea considera il progetto dell’euro digitale una risposta strategica all’evoluzione del sistema finanziario globale.
Identità digitale europea
Commissione Europea – European Digital Identity
https://commission.europa.eu/topics/digital-economy-and-society/european-digital-identity_en
La Commissione Europea prevede la creazione di un portafoglio di identità digitale europeo per cittadini e imprese.
European Digital Identity Regulation
https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/eudi-regulation
Descrizione ufficiale del regolamento europeo sull’identità digitale.
EU Digital Identity Wallet Home
Presentazione del progetto ufficiale della Commissione Europea.
PagoPA – Portafoglio di identità digitale europea
https://www.pagopa.it/it/prodotti-e-servizi/european-digital-identity-wallet
Pagina informativa italiana sul progetto EUDI Wallet.
Cina e controllo digitale
Great Firewall
https://en.wikipedia.org/wiki/Great_Firewall
Censura di Internet in Cina
https://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_China
Human Rights Watch
“In China, the Great Firewall Is Changing a Generation”
https://www.hrw.org/news/2020/09/01/china-great-firewall-changing-generation
Sistema di credito sociale cinese
Stanford University
https://sccei.fsi.stanford.edu/china-briefs/assessing-chinas-national-model-social-credit-system
Princeton Journal
https://jpia.princeton.edu/news/social-credit-system-not-just-another-chinese-idiosyncrasy
Bertelsmann Stiftung
Observer Research Foundation
https://www.orfonline.org/expert-speak/chinas-social-credit-system-and-information-control-regime
Studi accademici sui rischi dell’identità digitale europea
Credential Disclosure in (EU) Digital Identity Wallets
https://arxiv.org/abs/2606.06354
Studio che evidenzia i rischi di violazioni della privacy e condivisione eccessiva dei dati personali.
European Digital Identity: A Missed Opportunity?
https://arxiv.org/abs/2601.14503
Gli autori mettono in guardia dai rischi di recentralizzazione e di monitoraggio dei cittadini.
Self-Sovereign Identity and eIDAS 2.0
https://arxiv.org/abs/2601.19837
Analisi critica dell’architettura dell’identità digitale europea e delle sue implicazioni politiche e giuridiche.
TrustVault: Privacy-first Data Wallet
https://arxiv.org/abs/2210.02987
Studio sul concetto di identità decentralizzata come alternativa ai modelli centralizzati.
Controllo dell’età e dei social media nell’UE
Reuters – Age Verification App
La Commissione Europea sta accelerando l’implementazione di sistemi di verifica dell’età integrabili con il portafoglio di identità digitale europeo.
Questi riferimenti permettono di confrontare tre modelli differenti:
- modello americano, caratterizzato dalla recente opposizione federale alle CBDC;
- modello cinese, basato sulla centralizzazione del controllo tecnologico e dell’informazione;
- modello europeo, fondato su identità digitale, regolamentazione e crescente integrazione dei servizi digitali.

