TRUMP E IRAN FIRMANO L’ACCORDO: LA GUERRA SI FERMA, LE SANZIONI VACILLANO E IL MEDIO ORIENTE CAMBIA VOLTO

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Per anni ci è stato ripetuto che uno scontro diretto tra Stati Uniti e Iran fosse inevitabile. Gli esperti televisivi, gli analisti da salotto e i professionisti della geopolitica da tastiera hanno costruito intere narrative sull’impossibilità di un accordo tra Washington e Teheran.

Ora, se quanto riportato da Axios verrà confermato definitivamente nei dettagli operativi, ci troviamo davanti a un evento destinato a entrare nei libri di storia.

Il presidente Donald Trump avrebbe infatti firmato a Versailles un Memorandum d’Intesa con la Repubblica Islamica dell’Iran, già sottoscritto anche da Teheran, con effetto immediato.

Non si tratta ancora del trattato definitivo, ma di una cornice politica e diplomatica che potrebbe aprire la strada alla più grande normalizzazione dei rapporti tra Stati Uniti e Iran dalla rivoluzione del 1979.

Fine delle ostilità su tutti i fronti

Il primo articolo del Memorandum è probabilmente il più rivoluzionario.

Washington, Teheran e i rispettivi alleati si impegnano a porre fine alle operazioni militari in corso e a non intraprendere nuove azioni belliche reciproche.

Nel documento viene citato esplicitamente anche il Libano, uno dei teatri più delicati del confronto regionale degli ultimi anni.

Se questa clausola dovesse essere pienamente implementata, il Medio Oriente potrebbe assistere a una drastica riduzione delle tensioni che hanno caratterizzato l’intera regione per decenni.

Hormuz torna al centro del commercio globale

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Uno dei punti più importanti riguarda lo Stretto di Hormuz.

Il Memorandum prevede la progressiva eliminazione del blocco navale statunitense e il ripristino della piena sicurezza della navigazione commerciale.

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei passaggi marittimi più strategici del pianeta.

Da questo corridoio transitano ogni giorno milioni di barili di petrolio e una quota enorme del commercio energetico mondiale.

La sua completa riapertura potrebbe ridurre la pressione sui mercati energetici internazionali e contribuire a una stabilizzazione dei prezzi.

Il ritorno del petrolio iraniano

Tra le clausole che stanno già facendo discutere compare l’impegno americano a consentire nuovamente l’esportazione del petrolio iraniano.

Il Dipartimento del Tesoro dovrebbe rilasciare autorizzazioni e deroghe per permettere:

  • esportazioni di greggio;
  • prodotti petroliferi;
  • servizi bancari;
  • assicurazioni;
  • trasporti internazionali.

In altre parole, l’economia iraniana potrebbe tornare ad avere accesso a una delle sue principali fonti di reddito.

Per molti osservatori questa clausola rappresenta uno dei veri pilastri dell’intero accordo.

Il nodo delle sanzioni

Per oltre quarant’anni il sistema delle sanzioni è stato il principale strumento utilizzato da Washington contro Teheran.

Il Memorandum prevede un percorso negoziale finalizzato alla progressiva eliminazione delle restrizioni:

  • ONU;
  • AIEA;
  • sanzioni americane primarie;
  • sanzioni americane secondarie.

Qualora il processo arrivasse fino in fondo, ci troveremmo davanti a una delle più grandi trasformazioni economiche della regione dalla fine della Guerra Fredda.

Trecento miliardi di dollari per la ricostruzione

Uno dei punti più sorprendenti del documento riguarda la creazione di un piano di sviluppo economico da almeno 300 miliardi di dollari.

Secondo il testo, gli Stati Uniti e i partner regionali dovrebbero collaborare alla definizione di un programma destinato alla ricostruzione e alla modernizzazione dell’economia iraniana.

Una cifra enorme che dimostra come la dimensione economica dell’accordo sia probabilmente importante quanto quella geopolitica.

La questione nucleare

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Sul fronte nucleare il Memorandum mantiene una linea chiara.

L’Iran riafferma di non voler sviluppare armi nucleari.

In cambio, il materiale arricchito già accumulato dovrebbe essere gestito attraverso un meccanismo concordato e supervisionato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.

L’accordo definitivo dovrà inoltre chiarire il futuro delle attività di arricchimento e delle necessità energetiche civili iraniane.

Fondi congelati e nuovi equilibri

Altro elemento centrale è lo sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero.

Washington si impegnerebbe a rendere nuovamente accessibili asset e risorse finanziarie rimaste bloccate per anni.

Per Teheran si tratta di una delle richieste storiche avanzate in ogni negoziato con gli Stati Uniti.

Perché questo accordo cambia tutto

Al di là delle posizioni politiche, il Memorandum contiene elementi che fino a poco tempo fa sarebbero stati considerati impensabili:

  • cessazione delle ostilità;
  • ritiro militare progressivo;
  • riapertura di Hormuz;
  • ritorno del petrolio iraniano sul mercato;
  • percorso verso la fine delle sanzioni;
  • sblocco dei fondi congelati;
  • negoziato sul nucleare.

Se il processo dovesse arrivare all’accordo definitivo previsto entro sessanta giorni, il Medio Oriente potrebbe entrare in una fase completamente nuova.

Per anni il conflitto permanente è stato considerato inevitabile.

Oggi, almeno sulla carta, Washington e Teheran stanno tentando di percorrere una strada diversa.

La vera domanda non è più se sia possibile raggiungere un accordo.

La vera domanda è chi abbia interesse a impedirne la realizzazione.


Testo del Memorandum d’Intesa (Traduzione italiana)

Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran hanno concordato congiuntamente e in buona fede, in data [___], quanto segue:

Articolo 1 – Fine immediata e permanente delle operazioni militari

Gli Stati Uniti d’America, la Repubblica Islamica dell’Iran e i loro alleati nell’attuale conflitto firmano il presente Memorandum d’Intesa per dichiarare l’immediata e permanente cessazione delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano.

Le parti si impegnano, a partire da ora, a non iniziare alcuna guerra o operazione militare reciproca, ad astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza l’una contro l’altra e a garantire l’integrità territoriale e la sovranità del Libano.

L’accordo finale confermerà la cessazione permanente della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, e le altre disposizioni del presente articolo.

Articolo 2 – Rispetto della sovranità

Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran si impegnano a rispettare reciprocamente la propria sovranità e integrità territoriale e ad astenersi da qualsiasi interferenza negli affari interni dell’altra parte.

Articolo 3 – Accordo definitivo entro 60 giorni

Le due parti si impegnano a negoziare e raggiungere un accordo definitivo entro un massimo di 60 giorni, prorogabili previo consenso reciproco.

Articolo 4 – Fine del blocco navale e riduzione della presenza militare USA

Immediatamente dopo la firma del presente Memorandum, gli Stati Uniti inizieranno la rimozione del blocco navale e di qualsiasi ostacolo o impedimento nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran, completando la cessazione totale del blocco entro 30 giorni.

Durante questo periodo, il traffico marittimo sarà progressivamente riportato ai livelli precedenti al conflitto.

Gli Stati Uniti si impegnano inoltre a ritirare le proprie forze dalle vicinanze dell’Iran entro 30 giorni dalla firma dell’accordo definitivo.

Articolo 5 – Sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz

Con la firma del Memorandum, l’Iran si impegna a compiere ogni sforzo per garantire, per un periodo di 60 giorni, il passaggio sicuro e gratuito delle navi commerciali tra il Golfo Persico e il Mare di Oman in entrambe le direzioni.

Il traffico commerciale riprenderà immediatamente.

Tenendo conto della necessità di rimuovere ostacoli tecnici e militari e delle operazioni di sminamento effettuate dall’Iran, la piena operatività sarà ristabilita entro 30 giorni.

L’Iran avvierà inoltre consultazioni con il Sultanato dell’Oman e con gli altri Stati rivieraschi del Golfo Persico per definire il futuro assetto amministrativo e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz, nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti sovrani degli Stati costieri.

Articolo 6 – Fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione

Gli Stati Uniti si impegnano, insieme ai partner regionali, a sviluppare un piano definitivo e concordato per la ricostruzione e lo sviluppo economico della Repubblica Islamica dell’Iran per un valore di almeno 300 miliardi di dollari.

Il meccanismo di attuazione sarà definito nell’accordo finale entro 60 giorni.

Gli Stati Uniti concederanno tutte le autorizzazioni, deroghe e licenze necessarie per le relative transazioni finanziarie.

Articolo 7 – Revoca delle sanzioni

Gli Stati Uniti si impegnano a porre fine a tutte le forme di sanzioni contro l’Iran, comprese:

  • le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite;
  • le risoluzioni del Consiglio dei Governatori dell’AIEA;
  • tutte le sanzioni unilaterali statunitensi, primarie e secondarie.

La revoca avverrà secondo un calendario concordato nell’accordo finale.

Le due parti riconoscono l’importanza cruciale della questione delle sanzioni e dichiarano la volontà di affrontarla immediatamente nei negoziati.

Articolo 8 – Questione nucleare

L’Iran riafferma di non voler acquisire né sviluppare armi nucleari.

Le due parti concordano di definire il destino del materiale nucleare arricchito accumulato secondo un meccanismo da concordare reciprocamente.

La metodologia minima prevista sarà la diluizione del materiale direttamente sul territorio iraniano sotto la supervisione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA).

Le parti discuteranno inoltre dell’arricchimento dell’uranio e delle altre necessità nucleari civili dell’Iran.

L’accordo finale confermerà tali disposizioni.

Articolo 9 – Mantenimento dello status quo

Fino alla conclusione dell’accordo definitivo:

  • l’Iran manterrà invariato l’attuale stato del proprio programma nucleare;
  • gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni;
  • gli Stati Uniti non dispiegheranno ulteriori forze militari nella regione.

Articolo 10 – Esportazioni petrolifere iraniane

Gli Stati Uniti si impegnano affinché, immediatamente dopo la firma del Memorandum e fino alla completa revoca delle sanzioni, il Dipartimento del Tesoro rilasci deroghe per:

  • l’esportazione di petrolio greggio iraniano;
  • prodotti petroliferi e derivati;
  • servizi collegati, inclusi:
    • operazioni bancarie;
    • assicurazioni;
    • trasporti;
    • altri servizi finanziari correlati.

Articolo 11 – Sblocco dei fondi iraniani congelati

Gli Stati Uniti si impegnano a rendere disponibili all’Iran tutti i fondi e gli asset congelati o soggetti a restrizioni.

Le procedure saranno definite durante i negoziati.

Tali fondi potranno essere utilizzati liberamente per effettuare pagamenti a qualsiasi beneficiario finale designato dalla Banca Centrale della Repubblica Islamica dell’Iran.

Gli Stati Uniti rilasceranno tutte le autorizzazioni necessarie.

Articolo 12 – Meccanismo di monitoraggio

Le parti concordano di istituire un meccanismo esecutivo incaricato di verificare la corretta attuazione del Memorandum e il rispetto dell’accordo finale.

Articolo 13 – Avvio dei negoziati sull’accordo definitivo

Dopo la firma del Memorandum e l’avvio dell’attuazione degli articoli 1, 4, 5, 10 e 11, le due parti inizieranno i negoziati relativi agli altri articoli dell’accordo definitivo.

Articolo 14 – Approvazione ONU

L’accordo definitivo sarà approvato mediante una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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