AUTISTICI/INVENTATI, ANTIFA E IL CORTOCIRCUITO EUROPEO: QUANDO LA RETE DELL’ANTAGONISMO ARRIVA FINO ALLE ISTITUZIONI

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Washington sanziona l’infrastruttura accusandola di fornire servizi a organizzazioni estremiste. Intanto emerge il caso Paolo De Rosa: dalla nascita di AI ODV a Palazzo Chigi, dal gruppo digitale del PD fino alla Commissione europea. E mentre Bruxelles dovrebbe pretendere chiarimenti, dal PD arriva un’interrogazione per difendere A/I dagli effetti delle sanzioni americane.

C’è una domanda che ormai non può più essere liquidata come propaganda politica:

come è stato possibile che una vicenda legata alla galassia digitale dell’antagonismo radicale sia arrivata così vicino alle istituzioni italiane ed europee?

Il caso Autistici/Inventati non riguarda più soltanto qualche server, qualche mailing list o un gruppo di attivisti digitali.

Il 26 agosto 2026 l’Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha adottato sanzioni contro Autistici Inventati, descrivendola come un’entità italiana che fornisce «architettura digitale specializzata, strumenti e servizi» a cellule Antifa e ad altri estremisti violenti dell’estrema sinistra. Washington sostiene inoltre che tra gli utilizzatori dei suoi servizi figurino organizzazioni già sanzionate o designate come terroristiche.

È un’accusa di enorme gravità.

Ed è importante essere precisi: si tratta di una designazione amministrativa americana, non di una condanna pronunciata da un tribunale italiano o europeo. Autistici/Inventati respinge integralmente le accuse e sostiene di aver sempre rispettato le richieste formalmente ricevute dalle autorità.

Ma proprio perché le accuse sono così pesanti, la risposta delle istituzioni dovrebbe essere una sola:

trasparenza totale.

COSA CONTESTANO GLI STATI UNITI

Il comunicato ufficiale del Tesoro americano non usa mezzi termini.

Secondo l’OFAC, Autistici Inventati offrirebbe hosting, email cifrate, chat, videoconferenze e infrastrutture digitali a organizzazioni dell’estrema sinistra violenta.

Il Tesoro sostiene inoltre che A/I selezioni i soggetti ai quali fornire i propri servizi sulla base dell’affinità ideologica e cita espressamente, tra gli utilizzatori, anche il PKK, organizzazione inserita nelle liste terroristiche non soltanto degli Stati Uniti ma anche dell’Unione europea.

Questo è il punto che dovrebbe interessare Bruxelles.

Non l’etichetta “antifascista”.

Non la battaglia ideologica tra destra e sinistra.

La domanda è molto più semplice:

un’infrastruttura digitale europea ha fornito consapevolmente servizi a organizzazioni terroristiche o a gruppi responsabili di violenza politica?

Se la risposta fosse no, bisogna dimostrarlo.

Se fosse sì, bisognerebbe spiegare come sia potuto accadere per anni.

AUTISTICI/INVENTATI NON È UN NORMALE PROVIDER

Anche la ricostruzione pubblicata da Open contiene un particolare fondamentale.

Autistici/Inventati fornisce hosting, posta elettronica, videoconferenze e altri strumenti digitali. Ma non funziona esattamente come un normale provider commerciale: secondo Open, per ottenere determinati servizi occorre dichiararsi “antifascista”, e in alcuni casi vengono richieste ulteriori informazioni sull’attività svolta. L’intestatario dei servizi è AI ODV.

Questo particolare rende ancora più importante accertare la natura dei rapporti con i gruppi ospitati.

Perché se esiste una selezione politica degli utenti, diventa legittimo chiedere quanto il provider conoscesse delle organizzazioni alle quali metteva a disposizione la propria infrastruttura.

Non significa automaticamente responsabilità penale.

Significa che la domanda merita una risposta.

IL NOME CHE PORTA IL CASO DENTRO LE ISTITUZIONI: PAOLO DE ROSA

Ed è qui che la vicenda diventa politicamente esplosiva.

Il nome è Paolo De Rosa.

Secondo le ricostruzioni giornalistiche pubblicate negli ultimi giorni, De Rosa partecipò nel 2018 alla costituzione di AI ODV, diventandone segretario. In quel momento lavorava già nella struttura statale dedicata alla trasformazione digitale.

La sua carriera successiva non è marginale.

De Rosa è stato responsabile tecnologico presso il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, lavorando durante più governi, e oggi è funzionario della Commissione europea nell’ambito dell’identità digitale. Open conferma inoltre che in passato ha fatto parte del gruppo di lavoro sulle politiche digitali e l’innovazione del Partito Democratico.

Non stiamo quindi parlando di un personaggio periferico.

Parliamo di un tecnico che ha lavorato su infrastrutture digitali pubbliche estremamente delicate e che oggi opera nella macchina comunitaria.

Ed è precisamente per questo che le risposte sono indispensabili.

IL PD NON PUÒ FAR FINTA CHE DE ROSA SIA UNO SCONOSCIUTO

Il Partito Democratico ha un problema politico che non può essere cancellato accusando Donald Trump.

De Rosa è stato coinvolto nel gruppo di lavoro sulle politiche digitali e l’innovazione del PD.

Quindi le domande sono inevitabili.

Chi propose il suo nome?

Quali verifiche furono effettuate?

Il PD conosceva il suo ruolo in AI ODV?

Conosceva i rapporti tra AI ODV e Autistici/Inventati?

Erano note le infrastrutture e le organizzazioni che utilizzavano quei servizi?

Non sono accuse penali.

Sono domande politiche.

E un partito che pretende continuamente trasparenza dagli avversari dovrebbe essere il primo a rispondere.

E INVECE IL PD PORTA LA DIFESA DI A/I A BRUXELLES

Il passaggio più sorprendente arriva proprio il 4 settembre.

L’eurodeputato PD Brando Benifei, a nome del gruppo Socialisti & Democratici, ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea chiedendo come Bruxelles intenda tutelare i titolari dell’infrastruttura e gli utenti di Autistici/Inventati dagli effetti delle sanzioni americane.

È una posizione politicamente legittima.

Ma appare singolare che, contemporaneamente, rimangano aperte domande molto più vicine a casa.

Prima di preoccuparsi esclusivamente dell'”extraterritorialità” delle sanzioni americane, non sarebbe opportuno accertare perché Washington abbia formulato accuse tanto precise?

E soprattutto:

quali rapporti sono realmente esistiti tra A/I, AI ODV, De Rosa e le organizzazioni che utilizzavano quelle infrastrutture?

Benifei chiede alla Commissione se sia riuscita a confermare autonomamente le accuse americane e se autorità europee abbiano precedentemente accertato violazioni da parte di A/I.

Benissimo.

È esattamente ciò che bisogna fare.

Ma allora si vada fino in fondo.

BRUXELLES DEVE SPIEGARE COSA SAPEVA

Fratelli d’Italia ha presentato la questione dalla direzione opposta.

Gli eurodeputati Carlo Fidanza e Francesco Torselli hanno chiesto alla Commissione di chiarire il ruolo di De Rosa e l’eventuale conoscenza dei suoi rapporti con AI ODV e Autistici/Inventati. Torselli ha posto esplicitamente il problema della compatibilità tra questa vicenda e incarichi riguardanti l’identità digitale europea.

È una questione istituzionale seria.

Perché chi lavora su identità digitale, infrastrutture pubbliche e sicurezza informatica opera in un settore nel quale fiducia, trasparenza e assenza di conflitti d’interesse devono essere assolute.

Non basta dire che nessun tribunale europeo ha condannato Autistici/Inventati.

Questo è vero e deve essere ricordato.

Ma è altrettanto vero che il governo degli Stati Uniti ha adottato formalmente sanzioni antiterrorismo contro l’organizzazione.

Di fronte a un provvedimento del genere, una verifica interna della Commissione non sarebbe persecuzione politica.

Sarebbe normale prudenza istituzionale.

ATTENZIONE: NON RISULTA PROVATO UN FINANZIAMENTO UE DIRETTO AD AUTISTICI/INVENTATI

Su un punto bisogna evitare scorciatoie.

Non abbiamo trovato documentazione sufficiente per sostenere che la Commissione europea abbia finanziato direttamente Autistici/Inventati o AI ODV.

La banca dati europea rende pubblici i beneficiari dei finanziamenti direttamente erogati dalla Commissione, ma le fonti esaminate per questo articolo non documentano un trasferimento di fondi UE ad A/I.

Sostenere oggi come fatto che “Bruxelles finanziava Autistici/Inventati” significherebbe andare oltre le prove disponibili.

Il problema documentato è diverso — e politicamente non meno importante:

un uomo collegato alla nascita dell’associazione che costituisce il soggetto giuridico dei servizi A/I ha attraversato strutture centrali dello Stato italiano, un gruppo di lavoro del PD e infine la Commissione europea.

È questo il cortocircuito sul quale Bruxelles deve rispondere.

LA DIFESA AUTOMATICA DELL’AREA ANTIFA NON PUÒ SOSTITUIRE LE VERIFICHE

C’è poi un problema culturale più vasto.

Da anni una parte della politica europea tratta la parola “antifascismo” come una sorta di certificato preventivo di innocenza.

Ma un’etichetta politica non può rendere legittima qualsiasi organizzazione né cancellare eventuali responsabilità individuali.

Essere antifascisti non significa essere terroristi.

Esattamente come definirsi antifascisti non garantisce automaticamente che ogni attività svolta sotto quella bandiera sia democratica o legale.

Sono i comportamenti che contano.

Ed è precisamente questo che bisogna accertare nel caso Autistici/Inventati.

LE ACCUSE AMERICANE NON POSSONO ESSERE CANCELLATE CON “È TRUMP”

La linea più comoda sarebbe ridurre tutto alla politica americana.

Trump è cattivo.

Rubio è ideologico.

Bessent perseguita gli antifascisti.

Caso chiuso.

No.

Il provvedimento non consiste in un tweet di Donald Trump.

È un’azione formale dell’Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro, adottata nell’ambito dell’Executive Order 13224 e accompagnata da accuse circostanziate sul tipo di servizi forniti e sui soggetti che ne avrebbero beneficiato.

Quelle accuse possono essere contestate.

Possono essere impugnate.

Possono perfino risultare infondate.

Ma devono essere verificate, non semplicemente cancellate perché provengono dall’amministrazione Trump.

LA QUESTIONE È DIVENTATA EUROPEA

La vicenda Autistici/Inventati ormai presenta tre livelli.

Il primo è giudiziario: capire se siano state commesse violazioni della legge europea o italiana.

Il secondo è istituzionale: chiarire il rapporto tra Paolo De Rosa, AI ODV e gli incarichi pubblici ricoperti.

Il terzo è politico: comprendere cosa sapessero il PD e la Commissione europea, quali verifiche siano state effettuate e perché oggi una parte della sinistra europea sembri concentrarsi soprattutto sulla protezione dell’infrastruttura dagli Stati Uniti.

Open riferisce che la questione è arrivata direttamente all’attenzione di Ursula von der Leyen e che la Commissione dovrà rispondere alle interrogazioni presentate.

A questo punto non bastano comunicati.

Servono documenti.

PUBBLICATE TUTTO

La Commissione europea renda pubblico ciò che può rendere pubblico sulle verifiche effettuate.

Il PD chiarisca come e perché Paolo De Rosa sia entrato nel suo gruppo sulle politiche digitali.

De Rosa chiarisca la natura, la durata e l’eventuale cessazione dei propri rapporti con AI ODV.

AI ODV e Autistici/Inventati chiariscano quali rapporti abbiano avuto con le organizzazioni citate dal Tesoro americano.

E Washington, a sua volta, dovrebbe mettere a disposizione il maggior numero possibile di elementi verificabili alla base della propria designazione, compatibilmente con esigenze investigative e di intelligence.

Perché la trasparenza non può funzionare a corrente alternata.

Se le accuse americane sono sbagliate, una verifica completa permetterà di dimostrarlo.

Se invece esiste davvero una rete di infrastrutture digitali che ha permesso a organizzazioni violente o terroristiche di comunicare e operare, allora bisognerà stabilire chi sapeva, da quando lo sapeva e perché nessuno sia intervenuto prima.

Ed è proprio questa la domanda che oggi sembra mettere maggiormente in difficoltà il sistema:

com’è possibile che una vicenda partita dall’underground digitale dell’antagonismo sia arrivata fino alle stanze nelle quali si progettano le infrastrutture digitali dello Stato e dell’Unione europea?

Non servono cacce alle streghe.

Servono nomi, date, incarichi, documenti e responsabilità.

E soprattutto serve una regola elementare:

nessuna protezione politica e nessuna indulgenza ideologica. Né a destra né a sinistra.


DOCUMENTI E FONTI

U.S. Department of the Treasury – OFAC, 26 agosto 2026
Treasury Takes Action Against Violent Far-Left Terrorist Networks

Documento centrale: contiene la designazione di Autistici Inventati e le accuse formulate ufficialmente dal governo statunitense.

Open – 4 settembre 2026
Il caso Autistici/Inventati arriva a Bruxelles: le interrogazioni alla Commissione UE

Ricostruisce l’interrogazione del PD/S&D, quella annunciata da FdI, il ruolo di Paolo De Rosa e la posizione difensiva di Autistici/Inventati.

ANSA – 29 agosto 2026
Torselli: Commissione europea e PD chiariscano sul caso Autistici/Inventati

Riporta le richieste rivolte alla Commissione europea sulla posizione di De Rosa e sulla sicurezza digitale europea.

Commissione europea – Financial Transparency System
Banca dati dei beneficiari dei finanziamenti europei

È lo strumento ufficiale per verificare i soggetti che ricevono finanziamenti direttamente dalla Commissione europea.

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