TERREMOTO IN GERMANIA: CROLLA LA CDU DI MERZ, L’AfD CONQUISTA IL MECKLENBURG-VORPOMMERN

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Due elezioni diverse, un unico sconfitto: il centro politico che governa Berlino

La Germania si è svegliata il 21 settembre davanti a una fotografia politica difficile da ignorare.

A Berlino vince Die Linke. Nel Mecklenburg-Vorpommern arriva prima Alternative für Deutschland. Due forze collocate agli estremi opposti dello spettro politico tedesco, due territori profondamente diversi, ma un elemento accomuna i risultati: la CDU del cancelliere Friedrich Merz subisce una pesantissima battuta d’arresto.

Nel Mecklenburg-Vorpommern l’AfD raggiunge il 38,2% dei secondi voti, davanti alla SPD con il 35,5%. La CDU precipita invece al 4,89%, contro il 13,3% ottenuto nel 2021, non superando la soglia del 5%. È un risultato senza precedenti per il partito nella storia delle elezioni regionali della Repubblica federale.

A Berlino il quadro politico è completamente differente, ma per la CDU il risultato resta negativo: Die Linke arriva al 25,7%, la CDU scende al 18,8%, perdendo 9,5 punti percentuali, mentre l’AfD sale al 16,3%, guadagnandone 7,2. Anche SPD e Verdi arretrano.

Non è quindi corretto leggere le due elezioni semplicemente come uno spostamento uniforme della Germania verso destra. Berlino si muove fortemente verso Die Linke mentre il Mecklenburg-Vorpommern premia l’AfD.

Il dato comune è un altro: la crisi delle forze tradizionali di governo e, soprattutto, il tracollo della CDU di Merz.

Merz pronuncia la parola che riassume tutto: «disastro»

Questa volta non sono gli avversari politici a scegliere il termine più duro.

È lo stesso Friedrich Merz.

Commentando il risultato della CDU nel Mecklenburg-Vorpommern, il cancelliere ha ammesso che non esiste alcun modo per addolcirlo e lo ha definito un «disastro».

I numeri spiegano perché.

Nel 2021 la CDU aveva ottenuto il 13,3%. Cinque anni dopo raccoglie appena il 4,89%.

L’AfD compie il percorso opposto: dal 16,7% del 2021 al 38,2%.

In termini di secondi voti significa un incremento di oltre 21 punti percentuali per AfD e una perdita di oltre 8 punti per CDU.

Ancora più interessante è osservare da dove siano arrivati i nuovi consensi.

Secondo l’analisi elettorale di Infratest dimap riportata da ARD, l’AfD avrebbe guadagnato circa 32.000 voti direttamente dalla CDU, oltre a 48.000 dalla SPD e 66.000 dall’area dell’astensione.

È uno dei dati politicamente più pesanti della giornata.

Non siamo soltanto davanti alla mobilitazione di un elettorato precedentemente astensionista. Una parte dell’elettorato conservatore ha direttamente attraversato il confine tra CDU e AfD.

Il voto contro Berlino

L’analisi di ARD/Infratest dimap individua inoltre un elemento nazionale dietro un’elezione formalmente regionale.

Molti elettori hanno utilizzato il voto nel Mecklenburg-Vorpommern per esprimere insoddisfazione nei confronti del governo federale. Secondo l’analisi di Tagesschau, questa dinamica ha favorito l’AfD e danneggiato pesantemente la CDU.

Ed è qui che il problema diventa direttamente quello di Merz.

Il cancelliere era arrivato alla guida della Germania promettendo rilancio economico, riforme e maggiore forza internazionale. Sedici mesi dopo, Reuters descrive un governo alle prese con crescente insoddisfazione, costi energetici e abitativi e contestazioni sulle riforme fiscali, pensionistiche e sanitarie.

La CDU non può quindi liquidare il risultato come un incidente locale.

Quando il partito del cancelliere precipita sotto il 5% e una parte consistente dei suoi precedenti elettori passa direttamente all’AfD, esiste evidentemente un problema politico nazionale.

La guerra in Ucraina entra nell’equazione

C’è poi un elemento che sarebbe altrettanto sbagliato ignorare: la politica verso Russia e Ucraina.

Il Mecklenburg-Vorpommern non è un Land qualsiasi sotto questo profilo. I rapporti economici ed energetici con la Russia, Nord Stream e la guerra in Ucraina hanno avuto per anni un peso particolare nella politica regionale.

Alla vigilia delle elezioni il Financial Times rilevava proprio come nell’est della Germania persistesse una maggiore diffidenza verso una politica fortemente conflittuale nei confronti di Mosca e come l’AfD stesse capitalizzando anche queste posizioni, insieme al malcontento economico e sociale.

Durante la campagna elettorale l’AfD aveva assunto una posizione nettamente diversa rispetto alla linea federale: fine dell’assistenza militare all’Ucraina, ritorno a relazioni economiche con la Russia e riapertura del dossier energetico russo. CNN indicava esplicitamente questi temi tra quelli utilizzati dall’AfD nella campagna regionale.

Nel confronto televisivo regionale, il candidato AfD Leif-Erik Holm aveva inoltre sostenuto la possibilità, una volta terminata la guerra, di tornare a utilizzare il gas russo attraverso Nord Stream. Il fact-check di NDR ha precisato che, allo stato attuale, la normativa europea impedirebbe una semplice riattivazione e che l’affermazione secondo cui ciò produrrebbe automaticamente gas più economico non può essere dimostrata.

Questo consente di formulare una conclusione più precisa rispetto allo slogan secondo cui «Merz ha perso per la guerra».

Non esistono elementi sufficienti per attribuire il tracollo della CDU a una sola causa.

Ma esistono elementi per affermare che il rapporto con Russia, Ucraina, sicurezza ed energia faceva parte della frattura politica presente nell’elettorato orientale e che l’AfD ha proposto su questi temi una linea nettamente alternativa.

La contraddizione di Merz

Il problema politico per Merz diventa allora evidente.

Se una parte crescente dell’elettorato considera sbagliata la direzione intrapresa dal governo federale, continuare semplicemente sulla stessa strada rischia di non recuperare quegli elettori.

Merz, tuttavia, dopo il voto ha ribadito di voler proseguire con il proprio programma di riforme.

È una scelta politica legittima. Ma saranno le prossime elezioni a misurarne gli effetti.

Perché il segnale arrivato dal Mecklenburg-Vorpommern è difficilmente equivocabile sotto un altro aspetto: la strategia della CDU non sta impedendo la crescita dell’AfD.

Al contrario, nel Land l’AfD è passata dal 16,7% al 38,2%, mentre la CDU è scesa dal 13,3% al 4,9%.

Il muro contro AfD non elimina i suoi voti

Esiste poi il grande paradosso della politica tedesca contemporanea.

AfD può arrivare prima alle elezioni e contemporaneamente restare fuori dal governo perché gli altri partiti rifiutano accordi di coalizione.

È esattamente ciò che potrebbe verificarsi nel Mecklenburg-Vorpommern.

Il partito ha ottenuto il maggior numero di voti, ma le altre forze politiche continuano a escludere coalizioni con esso.

La cosiddetta Brandmauer, il cordone sanitario contro AfD, può dunque impedirle di entrare nell’esecutivo.

Non può però cancellare il dato elettorale.

Ed è proprio qui che CDU e establishment tedesco si trovano davanti alla domanda più difficile: per quanto tempo è possibile contenere politicamente un partito se contemporaneamente continua a crescere nelle urne?

La risposta non dipende soltanto dall’AfD. Dipende dalla capacità degli altri partiti di capire perché milioni di elettori stanno abbandonando le forze tradizionali.

Berlino dimostra che la rivolta non ha un solo colore

Il risultato della capitale impedisce però interpretazioni troppo semplicistiche.

Se il voto fosse esclusivamente una svolta nazionale verso AfD, non si spiegherebbe il 25,7% ottenuto da Die Linke a Berlino.

Nella capitale l’elettorato ha premiato una forza della sinistra radicale e contemporaneamente ha ridimensionato CDU, SPD e Verdi.

Il fenomeno più ampio sembra dunque essere la frammentazione del vecchio centro politico tedesco.

A est ne beneficia soprattutto AfD.

A Berlino ne beneficia soprattutto Die Linke.

In entrambi i casi, però, CDU e SPD perdono terreno.

Il terremoto non è l’AfD. È la crisi del vecchio equilibrio tedesco

Questo è probabilmente il dato politico più importante del 20 settembre.

Per decenni la Germania è stata costruita intorno alla centralità di CDU/CSU e SPD. Cambiavano le coalizioni, cambiavano i cancellieri, ma il baricentro rimaneva relativamente stabile.

Quel sistema appare oggi molto più fragile.

Nel Mecklenburg-Vorpommern l’AfD ha raccolto più del doppio della percentuale ottenuta cinque anni fa.

A Berlino Die Linke ha guadagnato oltre tredici punti.

La CDU perde pesantemente in entrambi i territori.

E il cancelliere è costretto a definire personalmente il risultato del proprio partito un «disastro».

La questione, quindi, supera persino Friedrich Merz.

La Germania sta attraversando una fase di profonda riallocazione del consenso politico.

Economia, immigrazione, costo dell’energia, rapporti con la Russia, guerra in Ucraina, sicurezza e sfiducia nelle istituzioni concorrono in misura diversa a questa trasformazione. Attribuire tutto a una sola causa sarebbe una semplificazione; ignorare il peso della politica estera e della frattura sulla Russia nell’est tedesco sarebbe altrettanto riduttivo.

Il risultato del Mecklenburg-Vorpommern dice però qualcosa di inequivocabile attraverso i numeri: la linea politica della CDU di Merz non ha fermato AfD e non ha conservato il proprio elettorato.

Il 38,2% contro il 4,9% non è più un campanello d’allarme.

È un terremoto politico.


Fonti

Risultati ufficiali Berlino – Landeswahlleiterin Berlin
https://www.wahlen-berlin.de/wahlen/BE2026/Afspraes/agh/ergebnisse.html

Risultati Mecklenburg-Vorpommern – Wahlrecht
https://www.wahlrecht.de/news/2026/landtagswahl-mecklenburg-vorpommern-2026.html

ARD / Tagesschau – Analisi del voto in Mecklenburg-Vorpommern
https://www.tagesschau.de/inland/innenpolitik/analyse-landtagswahl-mecklenburg-vorpommern-100.html

Infratest dimap – Mecklenburg-VorpommernTREND settembre 2026
https://www.infratest-dimap.de/umfragen-analysen/bundeslaender/mecklenburg-vorpommern/laendertrend/2026/september-ii/

Tagesschau – Analisi elettorale CDU
https://www.tagesschau.de/inland/landtagswahlen/mecklenburg-vorpommern/2026/cdu

Tagesschau – Analisi elettorale AfD
https://www.tagesschau.de/inland/landtagswahlen/mecklenburg-vorpommern/2026/afd

Reuters – Risultato e crisi politica di Merz
https://www.reuters.com/world/merz-clings-after-german-election-disaster-2026-09-21/

Reuters – Elezioni Mecklenburg-Vorpommern
https://www.reuters.com/world/germanys-far-right-afd-leads-race-north-east-state-exit-poll-shows-2026-09-20/

Financial Times – Germania orientale, Russia e crescita AfD
https://www.ft.com/content/0aa2e6af-195d-40cc-a813-3e130cbb5553

NDR/Tagesschau – Fact-check del confronto Schwesig-Holm, Nord Stream e Russia
https://www.tagesschau.de/inland/regional/heute-live-der-liveblog-mit-faktencheck-zum-tv-wahlduell%2Cliveblogmittwoch-100.html

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