Abbiamo lasciato la prima serie di TWITTER FILES con il desiderio che già nelle ore successive si potesse leggere la seconda parte del thread. Invece Elon Musk invitato in uno “Space” su Twitter (dal quale abbiamo realizzato alcuni estratti tradotti), il pomeriggio successivo alla pubblicazione, ha comunicato a tutti gli utenti che Matt Taibbi avrebbe avuto bisogno di più tempo per produrlo.
Nonostante la grande euforia per le informazioni appena rilasciate, l’esigenza di avere il quadro completo di ciò che si cela dietro le quinte della piattaforma è consistente.
La motivazione di questo ritardo è stata però esposta poche ore fa con un tweet dallo stesso Elon Musk:
Tweet di Musk dove annuncia il licenziamento di Baker
CHI è Jim Baker? Sarà proprio il supplemento di Matt Taibbi a rivelarcelo
Jim Baker
“Venerdì è stata pubblicata qui la prima puntata dei Twitter Files. Ci aspettavamo di pubblicarne altri nel corso del fine settimana. Molti si sono chiesti il perché di questo ritardo. Ora possiamo dirvi parte del perché.
Martedì il vice consigliere generale di Twitter (ed ex consigliere generale dell’FBI) Jim Baker è stato licenziato. Tra i motivi? L’ aver controllato la prima serie di “Twitter Files”, all’insaputa della nuova dirigenza.
Il processo di produzione dei “Twitter Files” prevedeva la consegna a due giornalisti (Bari Weiss e io) tramite un avvocato vicino alla nuova dirigenza. Tuttavia, dopo il lotto iniziale, le cose si sono complicate.
Durante il fine settimana, mentre entrambi ci occupavamo degli ostacoli alle nuove ricerche, è stata @BariWeiss a scoprire che la persona incaricata di rilasciare i file si chiamava Jim. Quando ha chiamato per chiedere il cognome di “Jim”, la risposta è stata: “Jim Baker”: “Jim Baker“.
Q&A utenti Twitter
“La mia mascella ha toccato il pavimento“, dice Weiss. Il primo gruppo di file che entrambi i giornalisti hanno ricevuto era contrassegnato dalla dicitura “Spectra Baker Emails”.
Spectra Baker Emails
Baker è una figura controversa. È stato una specie di Zelig delle controversie dell’FBI che risalgono al 2016, dal Dossier Steele al pasticcio del server Alfa. Si è dimesso nel 2018 dopo un’indagine sulle fughe di notizie alla stampa.
Google ha già cancellato i riferimenti fra Baker e Biden
La notizia che Baker stava esaminando i “file di Twitter” ha sorpreso tutti i soggetti coinvolti, per non dire altro. Il nuovo capo di Twitter Elon Musk ha agito rapidamente per “far uscire” Baker martedì.
I giornalisti hanno ripreso le ricerche del materiale dei Twitter Files – molto materiale – oggi. La prossima puntata di “The Twitter Files” sarà pubblicata da @bariweiss. Restate sintonizzati.”
È assodato che questa sia una Guerra granulare e che si tratti di “Infiltrazione e non invasione”, ma i Twitter Files stanno dimostrando al mondo intero, anche ai più estremisti Dem , quanto marcio e corruzione erano e sono tuttora collocati all’interno di questa piattaforma ed anche in tutti i social e mainstream
Il fatto che l’ex consigliere generale dell’FBI, Jim Baker, lavorasse per Twitter è un’enorme bandiera rossa e lo è anche che lui stesse cercando di coprire i dettagli rilasciati dai file di Twitter dall’interno. Certo non dovrebbe sorprendere conoscendo i meccanismi che sono stati messi in atto, è soltanto un’ulteriore prova che l’FBI ha armato Twitter e che la dicitura “Impresa Privata” era falsa. Twitter era un’entità gestita dal Governo USA per procura ed evidenzia e conferma che l’FBI e DNC servono la stessa entità padronale.
Lo Stato profondo è reale.
In attesa del prossimo Thread dei Twitter Files 2 vi invito a leggere, se ancora non lo avete fatto, l’articolo di Twitter Files 1 tradotto. Alla prossima.
Contraddice, mente e “non ricordo” dal medico più maligno della Nazione
Il Procuratore Generale del Missouri, Eric Schmitt, ha rilasciato la trascrizione della testimonianza del dottor Anthony Fauci.
Come ricorderete, Fauci è stato chiamato a deporre come parte di una causa federale in corso, che contesta le violazioni del Primo Emendamento da parte dell’amministrazione Biden, nel prendere di mira e sopprimere gli interventi degli americani, che hanno sfidato la narrativa del governo sul COVID-19.
EcoHealth Alliance – il gruppo Peter Daszak – è immerso fino al ginocchio nella controversia di Wuhan, essendo stato finanziato dal NIH di Fauciper il coronavirus e la ricerca sul guadagno di funzione in Cina (e avendo lavorato con il team cinese a Wuhan).
Cosa dice Fauci di EcoHealth Alliance?
Oltre due anni dopo l’inizio della pandemia di COVID-19 e dopo milioni di morti in tutto il mondo, ha “una vaga familiarità” con il loro lavoro.
All’inizio del 2020,Fauci è stato informato che il suo gruppo – NIAID – aveva finanziato l’alleanza EcoHealth sulla ricerca sul coronavirus dei pipistrelli negli ultimi cinque anni.
Ciò ha coinciso con i primi rapporti – inviati direttamente a Fauci, da Jeremy Ferrar e Christian Anderson – sulla possibilità che ci fosse una manipolazione del virus”, basata sul fatto che “si trattava di un virus insolito”.
Fauci ha ammesso di essere stato specificamente informato da Anderson che: “le caratteristiche insolite del virus” lo facevano sembrare “potenzialmente ingegnerizzato”.
Fauci non riusciva a ricordare perché aveva inviato un articolo sulla ricerca sul guadagno di funzione in Cina, al suo vice, Hugh Auchincloss, dicendogli che era essenziale che parlassero al telefono.
Non riusciva a ricordare di aver parlato telefonicamente con Auchincloss quel giorno, ma, sorprendentemente, Fauci ricordava di aver assegnato compiti di ricerca ad Auchincloss.
Fauci è stato evasivo sulle conversazioni con Francis Collins sul fatto che il NIAID possa aver finanziato la ricerca relativa al coronavirus in Cina, affermando alla fine: “Non ricordo”.
La frase: “non ricordo” è stata prominente nella deposizione di Fauci, l’ha ripetuta 174 volte.
Ad esempio: Fauci non riusciva a ricordare cosa qualcuno avesse detto in una chiamata in cui si discuteva se il virus avesse avuto origine in un laboratorio.
Durante quella stessa telefonata, Fauci non riusciva a ricordare se qualcuno avesse espresso preoccupazione per il fatto che la fuoriuscita dal laboratorio: “potesse screditare i progetti di finanziamento scientifico”.
Inoltre, non riusciva a ricordare se ci fosse stata una discussione sulla fuoriuscita di laboratorio, che distraeva dalla risposta al virus.
Fauci ha ricordato, tuttavia, che hanno convenuto che ci doveva essere più tempo per indagare sulle origini del virus, compresa la teoria della perdita di laboratorio.
Cos’altro Fauci non ricordava?
Se, all’inizio della pandemia, i suoi confidenti abbiano sollevato preoccupazioni sui post sui social media, relativi alle origini del COVID-19.
Eppure, Fauci ha ammesso di essere preoccupato per i post sui social media, che incolpano la Cina per la pandemia.
Ha anche ammesso che la perdita accidentale di laboratorio “è certamente una possibilità”, contraddicendo le sue precedenti affermazioni rilasciate al National Geographic, dove ha detto che il virus “non può essere stato manipolato artificialmente o deliberatamente”.
Fauci, inoltre, non riusciva a ricordare se avesse avuto conversazioni con Daszak, sulle origini del COVID-19, nel febbraio 2020, ma ha ammesso che quelle conversazioni potrebbero essere avvenute:
“Le ho detto prima che non ricordavo alcuna conversazione diretta con lui sull’origine, e ho detto che avrei potuto benissimo avere avuto delle conversazioni, ma non ricordo specificamente le conversazioni”
e non riusciva a ricordare di aver detto ai media, all’inizio della pandemia, che il virus era coerente con un passaggio: “da animale a umano”.
Fauci ha affermato di essere all’oscuro delle azioni sui social media, per frenare i discorsi e sospendere gli accounts che hanno pubblicato informazioni sul COVID-19, che non si adattavano alla narrativa mainstream:
“Non sono a conoscenza della soppressione del discorso sui social media”.
Eppure, sono stati i proclami di Fauci della verità, sia sulle origini del COVID-19, che sull’efficacia dell’idrossiclorochina, che hanno portato le società di social media, a vietare le discussioni su informazioni contrarie.
Per quanto riguarda tali rimozioni di contenuti, Fauci non era personalmente a conoscenza di uno sforzo del governo degli Stati Uniti/Social Media, per frenare la “disinformazione”, ma ha ammesso la possibilità numerose volte.
Poi c’è la questione delle mascherine.
Nel febbraio 2020, Fauci ha informato un conoscente che era in viaggio: “Non ti consiglio di indossare una maschera”.
Fauci sarebbe poi diventato un sostenitore vocale delle maschere, solo due mesi dopo.
Questo è noto da tempo, ma è finalmente bello averlo registrato.
Sono giorni che imperversa la polemica scatenata dalla campagna pubblicitaria per la collezione “Primavera 2023” di Balenciaga.
Per iniziare è bene sapere che l’azienda proprietaria di Balenciaga è KERING, che possiede anche Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Alexander McQueen, Brioni, Boucheron, Pomellato, DoDo e Qeelin.
Le foto di bambini con orsacchiotti vestiti con elementi bondage in perfetto stile BDSM.
Tutto nasce da un tweet, il 19 novembre un utente pubblica le foto incriminate, inizia il tamtam e in pochissime ore lo scandalo è l’argomento del momento.
Con le scuse e la cancellazione del prodotto pubblicitario, forse, Balenciaga pensava di spegnere l’incendio che invece si sta allargando toccando argomenti purtroppo noti e decisamente importanti, vedremo infatti come non si è davanti, purtroppo, a un mero errore di marketing.
L’accaduto in oggetto ha semplicemente messo sotto i riflettori la volontà di normalizzare l’esposizione dei minori a realtà come l’LGBTQ, la pedofilia, il nudo e tutte le pratiche sessuali possibili.
Alle prime polemiche la casa di moda ha quindi cancellato la campagna pubblicitaria, con tanto di scuse pubbliche sulla propria pagina Instagram, minacciando azioni legali verso gli ideatori. Con una richiesta di risarcimento per 25 milioni di Dollari per danno di immagine.
Qualcosa però già non quadra: quale casa di moda ingaggia un team per realizzare una campagna pubblicitaria così importante e non verifica il risultato PRIMA di lanciarla?
Una quantità di dollari investiti e che dovrebbero renderne almeno il doppio senza nemmeno un controllo prima del lancio?
E’ ovviamente poco credibile la difesa della casa di moda che afferma di non aver avuto nessun ruolo nella realizzazione del set fotografico.
Il fotografo Gabriele Galimberti infatti afferma “Come di consueto per uno shooting commerciale, la direzione della campagna e la scelta degli oggetti esposti non sono nelle mani del fotografo”. Sostiene di aver pensato solo all’illuminazione della sala e agli scatti.
Non ha aggiunto altro se non segnalare il nome di Chris Maggio, collaboratore di spessore di Vogue, Balenciaga, Bloomberg ecc., realizzatore del “Double Magazine” e del servizio per la campagna con Adidas “Primavera Estate 2023”.
E’ con Chris Maggio che Lotta Volkova, una delle principali stiliste per Balenciaga dal 2014 al 2018, collaboratrice stretta del Direttore creativo Demna Gvasalia, ha collaborato per Adidas.
Definita da Vogue come “l’artista più cool del settore” nel 2016 hanno realizzato il book fotografico con lo scatto della famosa borsa appoggiata su alcuni documenti con in evidenza una pagina della sentenza della Corte Suprema del 2008. Sentenza nata da una petizione che metteva in dubbio le leggi federali del 2003 che criminalizzano la promozione, la pubblicità e la distribuzione di pornografia infantile, affermando che limitava il diritto di parola sancito dal Primo Emendamento. La Corte Suprema confermò la legge respingendo le valutazioni della petizione.
Ma c’è un’altra foto che fa discutere molto. Una modella seduta in un ufficio disordinato siede su una poltrona appoggiando i piedi sulla scrivania. In una pila di libri si scorge il volume di Michael Borremans, autore e pittore che ha prodotto una serie di quadri che raffigurano bambini nudi. Nella descrizione del libro “Fire From the Sun” su Amazon si legge ““Ricordano i cherubini dei dipinti rinascimentali, i bambini appaiono come allegorie della condizione umana, con la loro innocenza archetipica in contrasto con la loro suggerita subdolezza“.
Le pagine dell’opera sono diventate quadri le cui rappresentazioni mostrano “bambini impegnati in atti giocosi ma misteriosi con sfumature sinistre e insinuazioni di violenza” (David Zwirner di Hong Kong).
Lo stesso stile è stato adottato da H. Clinton: sulla sua scrivania una pila di libri tra i quali quello di Lucio Bubacco artista veneziano che nelle sue opere non manca di raffigurare esplicitamente riferimenti satanici.
L’account Instagram della Volkova, da qualche ora chiuso ai commenti (l’ha reso privato), era pieno di immagini di violenza a carattere satanico, questo l’ha messa sotto i riflettori dopo quanto successo con Balenciaga questo novembre.
Ora tutto il suo lavoro è al microscopio anche se non ha partecipato attivamente alla campagna pubblicitaria incriminata.
Non aiuta il fatto che abbia una relazione sentimentale con un pedofilo accusato.
Arriviamo così a John Podesta, Democratico di rilevante importanza nella campagna elettorale di Hillary Clinton, accusato di pedofilia, è collegato dal fratello Tony Podesta alla contorta “artista performativa” Marina Abramowicz. Famoso per diverse cose tra cui la sua collezione d’arte raffigurante stupri, torture, omicidi e cannibalismo su minori. Un dettaglio ad esempio : John Podesta aveva un’opera d’arte raffigurante il cannibalismo nel suo ufficio elettorale quando lavorava come presidente della campagna elettorale di Hillary Clinton.
Anche per la Abramovic è sempre Vogue a dare risalto al personaggio e alla sua arte, che per quanto si voglia negare, lo stampo satanista è ciò che è. Questo lo scatto pubblicato nel 2014 sul giornale ucraino.
Marina Abramović
Amica di Epstein, Clinton e Podesta l’artista è stata, per esempio la protagonista dell’edizione primavera del 2013 su Dust per Givenchy, molti gli scatti a carattere noir, inoltre il suo nome è comparso tra le mail di J. Podesta pubblicate nel 2016 per un invito a cena “Spirit Cooking”. Molte volte è stata sotto i riflettori per il tenore del suo lavoro, da anni è accusata di satanismo, lei ha risposto negando, resta il fatto che il carattere di molto del suo lavoro è facilmente riconducibile a questo tipo particolare di logica.
Balkan Baroque è una performance eseguita da Marina Abramović in occasione della Biennale di Venezia del 1997, premiata con il Leone d’Oro.Durante tale performance, l’artista si trovava seduta su un mucchio d’ossa di bovino che ripuliva dalla carne e dalla cartilagine residua, in un rituale di purificazione….
Il nome di Vogue torna spesso in questa storia, è infatti la stessa Vogue che già in passato ci ha intrattenuto con comunicazioni di “viziosi” trattamenti delle “belle stars” di Hollywood ed èlite. Solo ad esempio alcune di queste notizie, una (del 2021) per iniziare, i trattamenti del viso con “prepuzi di neonati coreani” della Cate Blachet ed amica Sandra Bullock, poi un articolo nel quale si mette in discussione se avere un figlio in questo giorno ed età può essere una forma di “vandalismo ambientale”, per non parlare della versione dedicata alle teenagers (12-17 anni) ovvero “Teen Vogue” che in un articolo bizzarro spiega come utilizzare il sangue mestruale nella stregoneria.
Molti altri i nomi legati a questo scandalo ma ciò che interessa è capire perché un brand decide di rischiare tutto con una pubblicità controversa, anzi, che potrebbe essere controproducente.
Qui nascono una serie di domande: dov’erano gli addetti ai lavori? Chi ha approvato quei documenti? Chi li ha scelti? E dov’era Demna, il designer che si è sempre schierato dalla parte dei diritti umani?
In secondo luogo, questo lavoro è stato progettato da Lotta Volkova, e tra le sue foto c’è quella di un passaporto con biglietto “Disney Cruise Line” per l’isola di Little St. James, ossia l’isola di Jeffrey Epstein. E’ una coincidenza? Può essere, ma la somma di coincidenze creano la prova…
Emergono molti nomi conosciuti, si palesano intrecci tra celebrità, politica e arte.
Vogue, Adidas, John Podesta, Marina Abrarmovic, N. Kidman, Kim Kardashian, tutti nomi famosi, tutte personalità che hanno in comune una posizione di influenza sulla gente comune, elemento fondamentale quando si vuole spingere una narrativa.
E’ una condizione di potere, anche grazie al giro di affari che questo “mondo” muove.
Moda e arte sono sicuramente due mondi che arrivano a tutti, ai ricchi per status symbol e ai meno abbienti per aspirazione.
I simboli, i soggetti e il modo di rappresentare l’arte e la moda sono chiari.
Pupazzi enormi da coniglio inquietanti, sangue ovunque, corna di capra, bambini legati a sedie o che sollevano teschi. Nulla è a caso.
Molti nomi famosi come la Kardashian e Kidman, la prima ci ha messo 7 giorni per prendere le distanze dal marchio, la seconda è rimasta in silenzio.
Reazioni che fanno riflettere, soprattutto quando si arriva a capire che l’esposizione voluta da questi personaggi è loro funzionale.
Palesano le loro perversioni perché se non vengono contrastate significa che sono accettabili, e acquistano ulteriore potere proprio perché legittimati, ecco perché il silenzio di molti VIP è preoccupante.
In conclusione le foto dell’ultima trovata pubblicitaria non sono state un errore, un investimento così non viene lasciato senza controllo e approvazione.
Si è voluto dire a cosa in realtà si ambisce per ottenere il consenso, o quanto meno l’indifferenza. Vanno fermati, vanno boicottati
Quello che è successo nelle ultime ore è incredibile. Abbiamo aspettato questo momento con la speranza e l’eccitazione dei bambini nella notte di Natale. Sapevamo che tutto avrebbe potuto cambiare in un attimo, ma nell’attesa di questo momento, molti sedicenti “patrioti” si sono persi per strada sfiduciati. Noi no. Abbiamo sempre tenuto la posizione fieri e con la consapevolezza che la verità non può essere nascosta per sempre e, questa sera, Elon Musk ci ha aperto un portone sulla verità che finalmente è approdata ovunque nel mondo. La cassa di risonanza che questo evento ha fornito non potrà mai più essere messa a tacere.
Molti di voi sono a conoscenza della psyops attuata per manipolare le informazioni sui media, ma soprattutto nei social media. Del contributo attivo di Facebook ne eravamo già venuti a conoscenza, era stato anch’esso insabbiato sotto montagne di soldi e bugie, ma da quando Elon Musk è entrato nella sede di Twitter con un lavandino in mano, abbiamo capito che eravamo vicini alla svolta. Ed eccoci qui, con un bellissimo regalo fra le mani che vogliamo condividere con voi.
Ingresso di Elon Musk come proprietario nella Sede di Twitter
L’ANNUNCIO: “Quello che è successo veramente con la soppressione della storia di Hunter Biden da parte di Twitter sarà pubblicato su Twitter alle 17:00!” Questo è il tweet che Elon Musk ha pubblicato scatenando incredulità nei patriots, ma panico assoluto nelle parti coinvolte. Ne sono seguiti immediatamente altri due : “Sarà fantastico 🍿” e un successivo che introduceva la possibilità di “Q&A” (domande e risposte) che è stato successivamente cancellato.
Musk si riferisce a quanto accaduto durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2020. Venne alla ribalta il ritrovamento di un laptop di Hunter Biden, apparentemente dimenticato da un riparatore, contenente una quantità di informazioni impressionante, tanto sulla dissoluzione e perversione di Hunter, quanto e soprattutto sugli affari sporchi della famiglia Biden, compresi quelli in Ucraina, e del loro coinvolgimento diretto nella questione Biolabs.
Le informazioni contenute nel laptop di Hunter Biden avrebbero, se diffuse, compromesso in modo definitivo l’elezione del padre Joe alla presidenza USA. Twitter è quindi coinvolto in fatti gravissimi, non si tratta qui di semplice censura, ma di manipolazione del risultato elettorale, operata dal più importante e consultato social network del mondo, in cospirazione con il DNC, l’FBI e i media. Per questo tipo di reati in America è prevista la pena capitale.
“Includerà domande e risposte”
Prima dell’orario stabilito per l’emissione un altro tweet di Musk annunciava un ritardo: “Stiamo ricontrollando alcuni fatti, quindi probabilmente inizieremo il live tweeting tra circa 40 minuti.”. Inutile dire che chiunque stesse aspettando quel tweet ha dovuto aspettare un po’ di più del tempo stabilito, ma alla fine tutto ha avuto inizio: “CI SIAMO!!”
Quella che state per leggere è la prima puntata di una serie, basata su migliaia di documenti interni ottenuti da fonti di Twitter.
. I “Twitter Files” raccontano una storia incredibile dall’interno di una delle piattaforme di social media più grandi e influenti al mondo. È un racconto Frankensteiniano di un meccanismo costruito dall’uomo cresciuto fuori dal controllo del suo progettista.
Twitter nella sua concezione era uno strumento brillante per abilitare la comunicazione di massa istantanea, rendendo possibile per la prima volta una vera conversazione globale in tempo reale.
In una prima concezione, Twitter è stato più che all’altezza della sua dichiarazione d’intenti, dando alle persone “il potere di creare e condividere idee e informazioni all’istante, senza barriere”.
Con il passare del tempo, tuttavia, l’azienda è stata lentamente costretta ad aggiungere tali barriere. Alcuni dei primi strumenti per il controllo della parola sono stati progettati per combattere spam e truffatori finanziari.
Lentamente, nel tempo, lo staff e i dirigenti di Twitter hanno iniziato a trovare sempre più usi per questi strumenti. Anche gli estranei iniziarono a chiedere alla società di manipolare il discorso: prima un po’, poi più spesso, poi costantemente.
Entro il 2020, le richieste di cancellazione dei tweet da parte di attori collegati erano una routine. Un dirigente scriveva a un altro: “Altri devono essere rivisti dal team di Biden”. La risposta sarebbe stata: “Gestito”.
Scambi di mail con richieste
Celebrità e sconosciuti potrebbero essere rimossi o rivisti per volere di un partito politico:
Report
Entrambi i partiti hanno avuto accesso a questi strumenti. Ad esempio, nel 2020 sono state ricevute e accolte richieste sia dalla Casa Bianca di Trump che dalla campagna di Biden. Tuttavia:
Questo sistema non era equilibrato. Si basava sui contatti. Poiché Twitter era ed è composto per la maggior parte da persone di un unico orientamento politico, c’erano più canali, più modi per lamentarsi, aperti alla sinistra (beh, ai democratici) che alla destra. Qui trovi le informazioni
Contributi versati dalle parti politiche
La conseguente inclinazione nelle decisioni di moderazione dei contenuti è visibile nei documenti che state per leggere. Tuttavia, è anche la valutazione di diversi dirigenti di alto livello, attuali e passati. Ok, c’è stato un altra marea di voci sul processo, ma al diavolo, saltiamo in avanti.
I file di Twitter, prima parte: come e perché Twitter ha bloccato la storia del Laptop di Hunter Biden. Il 14 ottobre 2020, il New York Post ha pubblicato BIDEN SECRET EMAILS, un’inchiesta basata sul contenuto del Laptop abbandonato di Hunter Biden:
Articolo del New York Post
Twitter ha adottato misure straordinarie per sopprimere la storia, rimuovendo i link e pubblicando avvisi che potrebbero essere “non sicuri”. Hanno persino bloccato la trasmissione tramite messaggio diretto, uno strumento finora riservato a casi estremi, come la pedopornografia.
Foto estratta dal Laptop
La portavoce della Casa Bianca Kaleigh McEnany è stata bloccata dal suo account per aver twittato sulla storia, provocando una lettera furiosa da parte dello Capo staff della campagna di Trump Mike Hahn, che ha inveito: “Almeno fate finta che vi interessi per i prossimi 20 giorni”.
mail inviata dal CapoStaff di Trump al Customer Service di Twitter
Ciò ha spinto la dirigente delle politiche pubbliche Caroline Strom a inviare una cortese richiesta a WTF. Diversi dipendenti hanno notato che c’era tensione tra i team di communication/politics, che avevano poco/meno controllo sulla moderazione, e i team di security/trust:
La nota di Strom ha restituito la risposta che la storia del portatile era stata rimossa per violazione della politica aziendale sui “materiali violati”: leggi Qui
Risposta degli analisti
Sebbene diverse fonti abbiano ricordato di aver sentito parlare di un avvertimento “generale” da parte delle forze dell’ordine federali quell’estate su possibili hackeraggi stranieri, non ci sono prove – che io abbia visto – di un coinvolgimento del governo nella storia del laptop. In effetti, questo potrebbe essere stato il problema…
La decisione è stata presa ai massimi livelli dell’azienda, ma all’insaputa dell’amministratore delegato Jack Dorsey, con l’ex responsabile del settore legale, politico e fiduciario Vijaya Gadde che ha svolto un ruolo chiave.
Un ex dipendente ha descritto la decisione in questo modo: “L’hanno fatto da soli”. “La scusa era l’hacking, ma nel giro di poche ore quasi tutti si sono resi conto che non avrebbe retto. Ma nessuno ha avuto il coraggio di cambiarla”.
La confusione è evidente nel lungo scambio che segue, che finisce per coinvolgere Gadde e l’ex capo della Trust and Security Yoel Roth. Trenton Kennedy, responsabile delle comunicazioni, scrive: “Faccio fatica a capire la base politica per contrassegnare questo luogo come non sicuro”.
Scambi di email fra comparti di Twitter
A questo punto “tutti sapevano che la situazione era fottuta”, ha detto un ex dipendente, ma la risposta è stata essenzialmente quella di sbagliare… continuando a sbagliare.
altri sscambidi email
L’ex vicepresidente di Global Comms Brandon Borrman chiede: “Possiamo affermare con certezza che questo fa parte della politica?”.
Mail Jim Baker
Un problema fondamentale delle aziende tecnologiche e della moderazione dei contenuti: molte persone che si occupano del discorso sanno o si preoccupano poco del discorso, e devono farsi spiegare le basi da persone esterne. Per intenderci: In uno scambio umoristico del primo giorno, la deputata democratica Ro Khanna si rivolge a Gadde suggerendogli di passare al telefono per parlare del “backlash re speech”. Khanna è l’unico funzionario democratico che ho trovato nei file che ha espresso preoccupazione.
Email di Vijaya Vs Congressman Khanna
Khanna cerca di dirottare la conversazione sul Primo Emendamento, di cui in genere è difficile trovare menzione nella Carta dei Diritti.
Khanna sul Primo Emendamento
Nel giro di un giorno, la responsabile delle politiche pubbliche Lauren Culbertson ha ricevuto una lettera/rapporto raccapricciante da Carl Szabo della società di ricerca NetChoice, che aveva già sondato 12 membri del Congresso, 9 deputati e 3 democratici, dal “Comitato giudiziario della Camera all’ufficio della rappresentante Judy Chu”.
Email sulla censura
NetChoice fa sapere a Twitter che si prevede un “bagno di sangue” nelle prossime udienze del Congresso, con i membri che affermano che si tratta di un “punto di svolta”, lamentando che la tecnologia è “cresciuta così tanto che non può nemmeno regolarsi da sola, quindi il governo potrebbe dover intervenire”.
Szabo riferisce su Twitter che alcuni esponenti di Hill stanno definendo la storia del laptop come “il momento Access Hollywood della tecnologia”.
.i file di Twitter hanno continuato: “IL PRIMO EMENDAMENTO NON È ASSOLUTO”. La lettera di Szabo contiene passaggi agghiaccianti che riportano l’atteggiamento dei legislatori democratici. Vogliono “più” moderazione e per quanto riguarda il Bill of Rights, esso “non è assoluto”.
“II Pimo emendamento non è assoluto”
Un aspetto sorprendente della vicenda del laptop di Twitter/Hunter Biden è stato quanto sia stato fatto all’insaputa dell’amministratore delegato Jack Dorsey e quanto tempo ci sia voluto perché la situazione venisse “sbloccata” (come ha detto un ex dipendente) anche dopo l’intervento di Dorsey. Rivedendo le email di Gadde, ho visto un nome familiare: il mio. Dorsey le ha inviato una copia del mio articolo su Substack che denunciava l’incidente
Email di Jack Dorsey (0.pizza)
Nei file ci sono diversi casi in cui Dorsey è intervenuto per mettere in discussione sospensioni e altre azioni di moderazione, per account di tutto lo spettro politico.
Il problema della sentenza “materiale violato”, hanno detto diverse fonti, è che di solito richiede una constatazione ufficiale/di applicazione della legge di una violazione. Ma tale accertamento non compare mai in quello che un dirigente ha descritto come un “vorticoso” caos di 24 ore a livello aziendale.
Accertamenti sulle violazioni
Sono state 96 ore movimentate anche per me. Ci sarà molto altro, tra cui la risposta a domande su questioni come lo shadow-banning, il boosting, il conteggio dei follower, il destino di vari account individuali e altro ancora. Questi temi non sono limitati alla destra politica.
Buona notte a tutti. Grazie a tutti coloro che hanno risposto al telefono negli ultimi giorni.
E con questo ultimo tweet di saluti, ha terminato quella che sembra solo la prima parte di un fiume di informazioni in arrivo. Vi terremo costantemente aggiornati sui nostri canali ed approfitto per pubblicare il link dell’articolo sul Laptop di Hunter Biden comprensivo di tutto il suo contenuto rilasciato da Marcopolo. A presto.
In data 15.10.2021 una dipendente era stata sospesa dal datore di lavoro a causa della mancata vaccinazione contro il Covid, come in molti altri casi trattati.
Una discriminazione tra lavoratori vaccinati e non in linea di principio infrange l’articolo 3 della Costituzione. L’obbligo vaccinale pertanto è in linea di principio impossibile da imporre a meno che sia uno strumento provato di prevenzione dal contagio. La carta fondamentale all’art. 1 indica l’Italia come “Repubblica fondata sul lavoro” ed il 32 stabilisce che i trattamenti sanitari non devono essere obbligatori, a parte le previsioni di legge che devono rispettare la dignità umana.
Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 32 La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Il DL44/21 alla lettera impone la vaccinazione contro il Sars-Cov 2 ad alcune categorie di lavoratori ed ai lavoratori oltre i 50 anni di età. Sempre secondo l’interpretazione letterale il DL stesso indica che la finalità dell’obbligo è prevenire il contagio.
Non esistono studi che ne portino evidenza ed è chiaro a tutta la popolazione che questo trattamento non previene il contagio. Infatti molte persone, anche con più dosi, si sono infettate ed hanno infettato altre persone. Proprio la mancanza di evidenza scientifica e l’esperienza comune della collettività fanno venire meno i presupposti dell’obbligo, ragione per cui la ricorrente è stata reintegrata ed il datore di lavoro è stato obbligato a corrispondere la retribuzione fin dalla data di sospensione della dipendente.
In conclusione il Tribunale dell’Aquila riammette la dipendente al lavoro, tenuto conto che sono venuti meno i presupposti giuridici della sospensione (lo stato di emergenza su cui si reggeva il DL e le relative restrizioni non sono più vigenti) ed osserva che un altro atto di sospensione che operasse una discriminazione sarebbe contro la legge ed inapplicabile.
La nuova serie natalizia della Disney, chiamata Santa Clauses, sta ricevendo reazioni negative dopo che una scena del film raffigura bambini che reggono cartelli con la scritta: “We Love You Satan“.
The Santa Clauses è una nuova serie tv per bambini su Disney + ed è un reboot del film Santa Clauses con Tim Allen.
I difensori della serie sostengono che la scena in cui i bambini tengono in mano le lettere che recitano, “Ti amiamo Satana”, dovrebbe dire, “Ti amiamo Babbo Natale” ed è solo una delle tante scene comiche nei film, ma i genitori non ridono.
Il nuovo film d’animazione Disney, “Strange World”, ha aperto con un deludente $ 4,2milioni mercoledì e dovrebbe guadagnare meno di $ 24 milioni nei suoi primi cinque giorni nei cinema. Per un film con una stima di $ 180 milioni di costi di produzione, questi sono rendimenti preoccupantemente bassi.
Il film sembra essere uno dei più grandi flop Disney di tutti i tempi.
Il film ha ottenuto un B CinemaScore, il punteggio più basso di sempre per una produzione animata Disney, secondoWorld of Reel. Da “La Bella e la Bestia”, ogni film d’animazione Disney è stato accolto con gradi A +, A o A-.
Per la prima volta in assoluto in un lungometraggio d’animazione dei Walt Disney Animation Studios, questo film presentava una storia d’amore adolescenziale gay.
“Strange World”narra di “Ethan” (doppiato da Jaboukie Young-White), un giovane adolescente gay la cui identità è pienamente supportata da entrambi i suoi genitori, Searcher (doppiato da Jake Gyllenhaal) e “Meridian” (doppiato da Gabrielle Union).
Searcher e la sua famigliahanno preferito a una vita di esplorazioni un meno incerto futuro nel settore dell’agricoltura, dopo che l’avventuroso padre di Searcher, Jaeger (doppiato da Dennis Quaid), scomparve quando era un bambino. La famiglia è chiamata in azione da Callisto Mal (Lucy Liu), il presidente della terra di Avalonia che li conduce in uno strano nuovo mondo. Lì la famiglia incontra animali e piante che non hanno mai visto prima, e una persona che conoscono fin troppo bene. Jaeger Clade, scomparso da anni.
Mentre la famiglia di “Searcher” sta affrontando questa grande avventura, “Ethan” il sedicenne gay del film sta affrontando il suo dramma incredibilmente riconoscibile: si lega la lingua ogni volta che è vicino alla sua cotta: un ragazzo di nome Diazo, doppiato nella versione originale da Jonathan Melo.
C’è una notevole “concessione” che appare oggi sul Washington Post:
“La maggior parte degli americani morti a causa del coronavirus ha ricevuto almeno la prima dose del vaccino”.
Gli ultimi dati mostrano che il 58% dei decessi COVID-19, nell’agosto 2022, proveniva da persone vaccinate o potenziate. Sulla base dei dati pregressi e delle tendenze attuali, possiamo ragionevolmente stimare che il numero di decessi COVID-19 vaccinati/potenziati potrà solo aumentare. (A settembre 2021, i vaccinati rappresentavano il 23% dei decessi COVID-19; a gennaio/febbraio 2022, i vaccinati erano il 42%.)
Questo è ciò che accade quando si affrettano vaccini inefficaci e pericolosi.
Le promesse di efficacia della FDA – 91% per il vaccino Pfizer e 93% per il vaccino Moderna – erano sempre basate sulla speranza, non sui dati. Così come le promesse di sicurezza.
Al momento delle approvazioni ufficiali, sia Pfizer che Moderna non avevano presentato alcun tipo di numeri a lungo termine sull’efficacia. Le loro prove sono state inquinate dallo smascheramento dei partecipanti e i loro studi sulla sicurezza sono “in corso“.
Ora, stiamo vedendo i numeri di efficacia precipitare entro pochi mesi dalla vaccinazione.
La pandemia è dei vaccinati.
I booster?
Sono a beneficio dell’establishment medico e delle aziende farmaceutiche, poiché mascherano i veri problemi con la doppia dose di vaccini.
Anche con questi numeri, l’uscente Anthony Fauci continua a garantire il vaccino, affermando che:
“i dati mostrano in modo schiacciante l’efficacia dei vaccini”.
Fauci: "If you look at the striking data, overwhelmingly show the effectiveness of vaccines…" pic.twitter.com/NNqzMmi8ia
Questo è lo stesso uomo che ha chiesto la chiusura delle scuole, si è inserito nelle elezioni del 2020, criticando la risposta di Trump al COVID-19, mentre si complimentava con la Cina e ha criticato il governatore Ron DeSantis per aver riaperto le scuole della Florida.
Per tutto il tempo, Fauci ha mentito al pubblico sulle origini di COVID-19.
Nel maggio del 2020, ha dichiarato al National Geographic che il COVID-19: “non avrebbe potuto essere manipolato artificialmente o deliberatamente”.
Quello che non ci ha detto è che lui e i “clienti” del governo degli Stati Uniti, stavano sabotando e chiudendo la ricerca e l’accertamento dei fatti, sulla teoria della perdita di laboratorio.
Quello che non ci ha detto è che le comunicazioni interne tra lui, Francis Collins e Jeremy Farrar, rivelate attraverso una richiesta FOIA di Jimmy Tobias, hanno discusso del “passaggio accidentale dal laboratorio agli animali” e di come il laboratorio di Wuhan fosse il “selvaggio West” e perché la fuoriuscita dal laboratorio fosse una seria possibilità.
Forse otterremo la verità una volta che i repubblicani prenderanno il potere.
Fauci ha promesso cooperazione, ma state certi che continuerà ad essere il “piccolo dottore scivoloso”.
Viste le premesse già trattate nel primo articolo che parlava di questa vicenda, la Procura di Firenze ha confermato quanto stabilito in prima battuta, cioè il reintegro alla pratica di una Psicologa precedentemente esclusa, addirittura da quella in modalità on-line, perché non si era sottoposta al siero.
Nel dispositivo il giudice Susanna Zanda ricorda che la ricorrente ha interpellato la Corte per la tutela dei suoi diritti costituzionali, che prevalgono rispetto al ricorso al TAR contro l’atto amministrativo, comunque vinto dalla professionista, rimandando a varie sentenze.
Riconosce che il D.L. 44/21 viola il diritto al sostentamento (Art. 4 Costituzione) ed il diritto ad un’esistenza dignitosa (Art. 36 Costituzione).
Art 4. : La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art 36. : Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
Il documento passa poi in rassegna i dati Euromomo ed Eudravigilance provando con evidenze pubbliche che i contagi avvengono ugualmente e che sugli effetti avversi il D.L. 44 oltre che anticostituzionale è contrario alla Convenzione di Nizza (Artt. 1 e 3). L’ordine degli psicologi nel ricorso aveva indicato che il Giudice necessita di un perito per la decisione: il dispositivo parla di “Scienza privata”, i dati di Euromomo ed Eudravigilance sono talmente di pubblico dominio che il Giudice può decidere senza una perizia. L’emergenza Covid impone un principio di fatto per cui, in nome del contenimento delle spese sanitarie, è tollerabile il sacrificio di vite umane purché in numero inferiore alle vittime della malattia. L’art. 2 della stessa Carta di Nizza parla di “Diritto alla Vita”. La contraddizione con l’art 32 della Costituzione è dove afferma che “La legge non può in ogni caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Il Giudice indica il contrasto con l’Art. 32 come principale motivazione.
C’è poi una definizione del consenso informato, un principio a tutela dei diritti individuali in vigore dal periodo post bellico, chiaramente espresso dagli artt. 1-2-5 della Convenzione di Oviedo.
Il fatto che i sieri siano stati approvati in forma condizionata rende motivato il rifiuto, ed è un ulteriore contrasto del D.L. 44 con la Carta di Nizza. Il Giudice Zanda evidenzia che invece di rafforzare la farmacovigilanza si è optato per la “farmacovigilanza passiva” e riporta anche qui i dati di due studi (del Thomas Jefferson Institute e della Lund University di Malmo).
Viene quindi illustrato il punto in cui il D.L. si pone in contrasto con l’Art. 21 della Convenzione di Nizza che vieta la discriminazione attuata rispetto alle opinioni personali che una persona si crea in campo medico, concludendo che, affinchè la scelta terapeutica sia libera, le eventuali certificazioni vaccinali dovrebbero avere il solo scopo di monitoraggio. Il secondo punto di arrivo è che: “Gli stati membrinon possono ricollegare alla scelta di non vaccinarsi, la perdita del lavoro e della retribuzione dei cittadini europei o la perdita di altre libertà personali” (Cit.).
L’Ordine degli Psicologi della Toscana dovrà inoltre risarcire i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dalla dottoressa a causa della illegittima sospensione dalla pratica professionale.
Il provvedimento viene altresì inviato alla Procura della Repubblica di Roma per le considerazioni riguardanti gli eventi avversi, i decessi e le numerose criticità evidenziate, oltre che per il fatto che la campagna vaccinale prosegue ed è stata estesa ai neonati dai sei mesi in su, senza alcuna sperimentazione.
Una cosa è certa, solo andando a fondo nelle cose si scoprono i veri intenti e senza dubbio “Call of Duty” è uno di quei videogiochi che più hanno allertato i pensieri dei giocatori. Suddividerò questo articolo in due parti, poiché il materiale trovato su questo argomento è davvero molto ed è interessante valutarne nel dettaglio tutti gli aspetti.
Come sapete, questi “giochi sparatutto” sono rivolti essenzialmente ad una fascia d’età compresa dai 18 ai 29 anni, ma soltanto sulla carta poiché lo si trova in quasi tutte le raccolte dei ragazzini dai 6 anni in su. Incredibile a dirsi, ma molti genitori concedono questi videogiochi ai figli senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze psicologiche ai loro danni. Chi ha potuto inoltrarsi in questo tipo di game, riconosce subito il modo cruento, esasperato di inoltrare la violenza su altri esseri umani. Non si discerne più il bene dal male, ma si mette in atto un meccanismo inconsulto di crudeltà che fa passare in totale inosservanza la coscienza umana.
“È solo un gioco”, solitamente sono queste le parole usate per giustificare tali scelte, ma non è affatto così, quindi mi sono preso un po di tempo per trovare qualche informazione in merito, in modo da poter mettere in allerta almeno qualche genitore o fruitore stesso di questo videogame. “Call of Duty: Modern Warfare II è disponibile da meno di tre settimane, ma sta già facendo faville. Battendo ogni record, in dieci giorni il videogioco sparatutto militare in prima persona ha guadagnato più di 1 miliardo di dollari.”
Tuttavia, è stato anche avvolto da polemiche, in parte perché le missioni includono l’assassinio di un generale iraniano chiaramente basato su Qassem Soleimani, uno statista e leader militare ucciso dall’amministrazione Trump nel 2020, e un livello in cui i giocatori devono sparare a “trafficanti di droga” che tentano di attraversare il confine tra Stati Uniti e Messico.
Tweet su Call Of Duty e l’uccisione di Soleimani
Il franchise di Call of Duty è un gigante dell’intrattenimento, avendo venduto quasi mezzo miliardo di giochi dal suo lancio nel 2003. Il suo editore, Activision Blizzard, è un gigante del settore, con alle spalle titoli come Guitar Hero, Warcraft, Starcraft, Tony Hawk’s Pro Skater, Crash Bandicoot e Candy Crush Saga. Uno sguardo più attento al personale chiave di Activision Blizzard e ai suoi legami con il potere statale, nonché i dettagli raccolti da documenti ottenuti attraverso il Freedom of Information Act, rivelano che Call of Duty non è uno sparatutto in prima persona neutrale, ma un pezzo di propaganda militare accuratamente costruito per promuovere gli interessi dello Stato di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. I documenti militari riportano la loro stretta collaborazione con i produttori di Call of Duty, con l’obiettivo di renderli più “credibili sostenitori” della macchina da guerra statunitense.
È noto da tempo che le spie americane hanno preso di mira e penetrato nei giochi di Activision Blizzard. I documenti rilasciati da Edward Snowden hanno rivelato che la NSA, la CIA, l’FBI e il Dipartimento della Difesa si sono infiltrati in vasti regni online come World of Warcraft, creando personaggi fittizi per monitorare potenziali attività illegali e reclutare informatori. In effetti, a un certo punto, c’erano così tante spie statunitensi in un videogioco che hanno dovuto creare un gruppo di “deconfliction” perché perdevano tempo a sorvegliarsi a vicenda, senza volerlo. I giochi virtuali, scrive l’NSA, erano un'”opportunità” e una “rete di comunicazione ricca di obiettivi”.
I documenti ottenuti legalmente in base alla legge sulla libertà di informazione dal giornalista e ricercatore Tom Secker e condivisi con MintPress News mostrano che le connessioni tra lo Stato di sicurezza nazionale e l’industria dei videogiochi vanno ben oltre la collaborazione attiva. Nel settembre 2018, ad esempio, l’aeronautica militare statunitense ha fatto volare un gruppo di dirigenti dell’industria dell’intrattenimento, tra cui il produttore di Call of Duty/Activision Blizzard Coco Francini, al suo quartier generale di Hurlburt Field, in Florida. Il motivo esplicito per cui è stato fatto, hanno scritto, è stato quello di “mettere in mostra” il loro hardware e di rendere l’industria dell’intrattenimento più “credibile sostenitrice” della macchina da guerra degli Stati Uniti.
USMC Call of Duty
“Abbiamo un gruppo di persone che lavorano a futuri blockbuster (pensiamo a Marvel, Call of Duty, ecc.) entusiasti di questo viaggio!”, ha scritto un ufficiale dell’Air Force. Un’altra e-mail affermava che l’obiettivo della visita era quello di fornire ai produttori “di spicco” “un’immersione nell’AFSOC [Air Force Special Operations Command] incentrata sugli aviatori di tattiche speciali e sulle capacità aria-terra”. “Questa è una grande opportunità per educare questa comunità e renderla più credibile nella produzione di qualsiasi futuro film/televisione sull’Aeronautica Militare e sulla nostra comunità di tattiche speciali”, ha scritto il capo delle relazioni comunitarie dell’AFSOC. A Francini e agli altri sono stati mostrati elicotteri CV-22 e aerei AC-130 in azione, entrambi presenti nei giochi di Call of Duty.
Ma la collaborazione di Call of Duty con l’esercito risale a molto prima. I documenti dimostrano che il Corpo dei Marines degli Stati Uniti (USMC) è stato coinvolto nella produzione di Call of Duty: Modern Warfare 3 e Call of Duty 5. I produttori dei giochi hanno contattato il Corpo dei Marines degli Stati Uniti (USMC). I produttori dei giochi si sono rivolti all’USMC per ottenere informazioni sui giochi. I produttori dei giochi si sono rivolti all’USMC durante la convention di intrattenimento E3 2010 a Los Angeles, chiedendo l’accesso agli hovercraft (veicoli che poi sono apparsi nel gioco). I dirigenti di Call of Duty 5 hanno anche richiesto l’uso di un hovercraft, di un carro armato e di un aereo C-130.
USMC
Questa collaborazione è proseguita nel 2012 con l’uscita di Modern Warfare 4, dove i produttori hanno richiesto l’accesso a tutti i tipi di veicoli aerei e terrestri.
Secker ha dichiarato a MintPress che, collaborando con l’industria dei videogiochi, l’esercito si assicura una rappresentazione positiva che può aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi di reclutamento, Per alcuni gruppi demografici di giocatori, questo è un portale di reclutamento; alcuni sparatutto in prima persona hanno incorporato pubblicità all’interno dei giochi stessi… Anche senza questo tipo di sforzo di reclutamento esplicito, giochi come Call of Duty fanno sembrare la guerra divertente, eccitante, una fuga dal grigiore delle loro vite normali”. Il documentario di Secker, “Theaters of War: How the Pentagon and CIA Took Hollywood“, è stato pubblicato all’inizio di quest’anno.
“Theaters of War”
L’esercito ha chiaramente esercitato una notevole influenza sulla direzione dei giochi di Call of Duty. Nel 2010, i produttori si sono rivolti al Dipartimento della Difesa (DoD) per chiedere aiuto su un gioco ambientato nel 2075. Tuttavia, il contatto del Dipartimento della Difesa “ha espresso preoccupazione per il fatto che lo scenario preso in considerazione prevede una futura guerra con la Cina”. Di conseguenza, Activision Blizzard ha iniziato a “considerare altri possibili conflitti su cui progettare il gioco”. Alla fine, anche a causa delle obiezioni militari, il gioco è stato definitivamente abbandonato.
DALLA GUERRA AL TERRORISMO AGLI SPARATUTTO IN PRIMA PERSONA Non solo Activision Blizzard collabora con l’esercito americano per i suoi prodotti, ma il suo consiglio di amministrazione è anche pieno di ex alti funzionari governativi. Tra questi Frances Townsend, senior counsel di Activision Blizzard e, fino a settembre, chief compliance officer e vicepresidente esecutivo per gli affari aziendali.
Prima di entrare in Activision Blizzard, Townsend ha trascorso la sua vita facendo carriera nella sicurezza nazionale. In precedenza, è stata capo dell’intelligence della Guardia Costiera e vice del Segretario di Stato Condoleezza Rice per l’antiterrorismo. Nel 2004, il Presidente Bush l’ha nominata membro dell’Intelligence Advisory Board. Come consigliere senior della Casa Bianca per il terrorismo e la sicurezza interna, Townsend ha lavorato a stretto contatto con Bush e Rice, diventando uno dei volti della guerra al terrorismo dell’amministrazione. Uno dei suoi principali risultati è stato quello di spingere l’opinione pubblica americana in un costante stato di paura per la presunta minaccia di nuovi attacchi di Al-Qaeda (che non si sono mai verificati).
Nell’ambito del suo lavoro, Townsend ha contribuito a rendere popolare il termine “tecniche di interrogatorio rafforzate”, un eufemismo dell’era Bush per indicare la tortura dei detenuti. Peggio ancora, il tenente colonnello Steven L. Jordan, l’ufficiale responsabile della famigerata prigione di Abu Ghraib, ha dichiarato che Townsend gli ha fatto pressioni per aumentare il programma di tortura, ricordandogli “molte, molte volte” che doveva migliorare la produzione di informazioni dalla prigione irachena.
Call of Duty WarZone
Townsend ha negato queste accuse. In seguito ha anche condannato le “manette” e le “umiliazioni” ad Abu Ghraib. Tuttavia, non si riferiva ai prigionieri. In un’intervista alla CNN, si è lamentata del fatto che “questi professionisti di carriera” – i torturatori della CIA – sono stati soggetti a “umiliazioni e rimproveri” dopo che i dettagli delle loro azioni sono stati resi pubblici, il che significa che le future amministrazioni saranno “ammanettate” dalla paura di una cattiva pubblicità, poiché la comunità dell’intelligence diventerà più “avversa al rischio”.
Durante l’amministrazione Trump, Townsend era fortemente favorita per diventare direttore dell’intelligence nazionale o segretario alla Sicurezza interna. Il Presidente Trump l’aveva anche avvicinata al ruolo di direttore dell’FBI. Invece, Townsend ha preso una deviazione di carriera apparentemente incongrua per diventare dirigente di un’azienda di videogiochi.
I PIANIFICATORI DI GUERRA ENTRANO IN SCENA Oltre a questo ruolo, Townsend è direttore della sezione NATO del Consiglio Atlantico, direttore del Council on Foreign Relations e amministratore del think tank falco Center for Strategic and International Studies, un gruppo che MintPress News ha già trattato in dettaglio.
Call of Duty Modern Warfare
Finanziato da aziende produttrici di armi, dalla NATO e dal governo degli Stati Uniti, il Consiglio Atlantico funge da think tank dell’alleanza militare, elaborando strategie su come gestire al meglio il mondo. Il suo consiglio di amministrazione comprende anche alti statisti come Henry Kissinger e Conzoleezza Rice, praticamente tutti i più importanti generali statunitensi in pensione e non meno di sette ex direttori della CIA. In quanto tale, il Consiglio Atlantico rappresenta la visione collettiva dello Stato di sicurezza nazionale.
Anche altri due collaboratori chiave di Call of Duty lavorano per il Consiglio Atlantico. Chance Glasco, cofondatore degli sviluppatori di Infinity Ward che hanno supervisionato la rapida ascesa del franchise di videogiochi, è senior fellow non residente del Consiglio e fornisce consulenza a generali e leader politici sugli ultimi sviluppi della tecnologia.
Un nuovo videogioco dell’aeronautica militare statunitense permette di bombardare con i droni iracheni e afghani
Il designer e produttore di videogiochi Dave Anthony, che ha contribuito al successo di Call of Duty, è anche un dipendente del Consiglio Atlantico, dal 2014. Qui fornisce consulenza su come sarà il futuro della guerra ed elabora le strategie di combattimento della NATO nei prossimi conflitti. Anthony non ha nascosto di aver lavorato con lo Stato di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti durante la realizzazione del franchise di Call of Duty. “Il mio più grande onore è stato quello di consultarmi con il tenente colonnello Oliver North sulla storia di Black Ops 2”, ha dichiarato pubblicamente, aggiungendo: “Ci sono così tanti piccoli dettagli che non avremmo mai potuto conoscere se non fosse stato per il suo coinvolgimento”.
Call of Duty
Oliver North è un alto funzionario del governo che è diventato famoso in tutto il mondo dopo essere stato condannato per il suo ruolo nell’affare Iran-Contra, in cui la sua squadra ha venduto segretamente armi al governo iraniano, usando il denaro per armare e addestrare squadroni della morte fascisti in America centrale – gruppi che hanno tentato di rovesciare il governo del Nicaragua e hanno compiuto ondate di massacri e pulizie etniche nel processo.
REPUBBLICANI A PAGAMENTO Un’altra assunzione che lascia perplessi è quella del direttore amministrativo di Activision Blizzard, Brian Bulatao. Ex capitano dell’esercito e consulente per McKinsey & Company, è stato direttore delle operazioni della CIA fino al 2018, posizionandosi al terzo posto tra i massimi dirigenti dell’agenzia. Quando il direttore della CIA Mike Pompeo è passato al Dipartimento di Stato, diventando Segretario di Stato di Trump, Bulatao è andato con lui ed è stato nominato Sottosegretario di Stato per la gestione.
Brian Bulatao
Secondo alcuni, Bulatao era il “cane da guardia” personale di Pompeo; gli ex colleghi lo hanno descritto come un “bullo” che ha portato una “nuvola di intimidazione” sul posto di lavoro, facendogli ripetutamente pressione per ignorare potenziali illegalità che si verificavano al dipartimento. Non è quindi chiaro se Bulatao sia l’uomo giusto per migliorare l’ambiente di lavoro notoriamente “tossico” di Activision Blizzard, che la scorsa estate ha causato l’abbandono in massa di decine di dipendenti.
Proteste all’ Activision Blizzard
Dopo la sconfitta elettorale dell’amministrazione Trump, Bulatao è passato direttamente dal Dipartimento di Stato ai vertici di Activision Blizzard, pur non avendo alcuna esperienza nel settore dell’intrattenimento.
Trump è in piedi con l’allora Chief Operations Officer della CIA Brian Bulatao al quartier generale della CIA, il 21 maggio 2018, a Langley, Virginia Evan Vucci | AP
Il terzo funzionario repubblicano di alto livello che Activision Blizzard ha reclutato nei suoi ranghi senior è Grant Dixton. Tra il 2003 e il 2006, Dixton è stato consulente associato del Presidente Bush, consigliandolo in molte delle attività legali più controverse della sua amministrazione (come la tortura e la rapida espansione dello Stato di sorveglianza). Di professione avvocato, ha poi lavorato per il produttore di armi Boeing, diventandone vicepresidente senior, consigliere generale e segretario aziendale. Nel giugno 2021 ha lasciato la Boeing per entrare in Activision Blizzard come direttore legale.
Grant Dixton
Tra gli altri dirigenti di Activision Blizzard con un passato nella sicurezza nazionale ci sono il vicepresidente senior e responsabile della sicurezza informatica Brett Wahlin, che è stato agente di controspionaggio per l’esercito degli Stati Uniti, e il capo dello staff Angela Alvarez, che fino al 2016 era specialista in operazioni chimiche dell’esercito.
Il fatto che lo stesso governo che si è infiltrato nei giochi 10-15 anni fa abbia ora così tanti ex funzionari che controllano le stesse società di giochi solleva seri interrogativi sulla privacy e sul controllo dello Stato sui media e rispecchia la penetrazione dello Stato di sicurezza nazionale nei social media che si è verificata nello stesso arco di tempo.
IInfiltrazioni dei Social media
GIOCHI DI GUERRA Questi profondi legami con lo stato di sicurezza nazionale degli Stati Uniti possono forse aiutare a spiegare in parte perché, per anni, molti si sono lamentati della palese propaganda a favore degli Stati Uniti che si manifesta in tutti i giochi. L’ultimo capitolo, Call of Duty: Modern Warfare II, non fa eccezione. Nella prima missione del gioco, i giocatori devono effettuare un attacco con un drone contro un personaggio chiamato Generale Ghorbrani. La missione è ovviamente una replica dell’attacco illegale dell’amministrazione Trump del 2020 contro il generale iraniano Qassem Soleimani – il generale nel gioco assomiglia addirittura in modo impressionante a Soleimani.
L’ultimo gioco di Call of Duty vede i giocatori assassinare un generale Ghorbrani, un nebuloso riferimento al generale iraniano Qassem Solemani, nella foto a destra
Call of Duty: Modern Warfare II presenta ridicolmente il generale come sotto il controllo russo e sostiene che Ghorbrani “fornisce aiuto ai terroristi”. In realtà, Soleimani è stato la forza chiave nello sconfiggere il terrore dell’ISIS in tutto il Medio Oriente – azioni per le quali persino i media occidentali lo hanno dichiarato “eroe”. Secondo i sondaggi condotti dagli Stati Uniti, Soleimani è forse il leader più popolare del Medio Oriente, con oltre l’80% degli iraniani che hanno un’opinione positiva di lui.
Subito dopo l’assassinio, il Dipartimento di Stato di Pompeo ha diffuso la falsa notizia che il motivo per cui hanno ucciso Soleimani era che stava per compiere un attacco terroristico contro gli americani. In realtà, Soleimani si trovava a Baghdad, in Iraq, per colloqui di pace con l’Arabia Saudita. Questi negoziati avrebbero potuto portare alla pace tra le due nazioni, cosa a cui il governo statunitense è totalmente contrario. L’allora Primo Ministro iracheno Adil Abdul-Mahdi ha rivelato di aver chiesto personalmente al Presidente Trump il permesso di invitare Soleimani.
Pertanto, proprio mentre Activision Blizzard sta reclutando alti funzionari del Dipartimento di Stato nei suoi ranghi, i suoi giochi celebrano gli assassinii più controversi del Dipartimento di Stato stesso. Tuttavia, non è la prima volta che Call of Duty istruisce giovani giocatori impressionabili a uccidere leader stranieri. In Call of Duty Black Ops (2010), i giocatori devono completare una missione per uccidere il leader cubano Fidel Castro. Se riescono a sparargli in testa, vengono premiati con una cruenta scena al rallentatore e ottengono il trofeo di bronzo “Morte ai dittatori”. In questo modo, i giocatori sono costretti a realizzare digitalmente ciò che Washington non è riuscito a fare in più di 600 occasioni.
Una missione di “Call of Duty: Black Ops” vede i giocatori assassinare un Fidel Castro che prende ostaggi
Allo stesso modo, Call of Duty: Ghosts è ambientato in Venezuela, dove i giocatori combattono il Generale Almagro, un leader militare socialista chiaramente modellato sull’ex presidente Hugo Chavez. Come Chavez, Almagro indossa un berretto rosso e usa la ricchezza petrolifera del Venezuela per forgiare un’alleanza di nazioni latinoamericane indipendenti contro gli Stati Uniti. Washington ha tentato più volte di rovesciare Chavez e il suo successore, Nicolás Maduro. Durante la sesta missione del gioco, i giocatori devono sparare e uccidere Almagro a distanza ravvicinata.
Call of Duty, Modern Warefare
Anche in Call of Duty: Modern Warfare (2019) la propaganda anti-russa è portata ai massimi livelli. Una missione ricrea il famigerato incidente della Highway of Death. Durante la prima guerra in Iraq, le forze guidate dagli Stati Uniti intrappolarono le truppe irachene in fuga sull’autostrada 80. Seguirono quelle che l’allora presidente dello Stato Maggiore Colin Powell descrisse come “uccisioni selvagge” e “massacri per il gusto di massacrare”, poiché le truppe statunitensi e i loro alleati bombardarono il convoglio iracheno per ore, uccidendo centinaia di persone e distruggendo migliaia di veicoli. Le forze statunitensi avrebbero anche sparato a centinaia di civili iracheni e di soldati arresi durante le loro operazioni.
Democracy Now
Call of Duty: Modern Warfare ricrea questa scena per ottenere un effetto drammatico. Tuttavia, nella loro versione, non sono le forze guidate dagli Stati Uniti a uccidere, ma la Russia, sbianchettando così un crimine di guerra incolpando i nemici ufficiali.
Una missione in “Call of Duty: Modern Warfare” prevede che i giocatori ricreano la famigerata autostrada della morte
“Call of Duty, in particolare, avrebbe ricreato eventi reali come missioni di gioco e li avrebbe manipolati per scopi geopolitici”, ha dichiarato Secker a MintPress, riferendosi alla Highway of Death, aggiungendo, “In una cultura in cui l’esposizione della maggior parte delle persone ai giochi (e ai film, ai programmi televisivi e così via) supera di gran lunga la loro conoscenza degli eventi storici e attuali, queste manipolazioni aiutano a inquadrare le reazioni emotive, intellettuali e politiche dei giocatori. Questo li aiuta a trasformarsi in sostenitori più generali del militarismo, anche se non lo sottoscrivono formalmente”. L’ultimo libro di Secker, “Supereroi, film e Stato: How the U.S. Government Shapes Cinematic Universes”, è stato pubblicato all’inizio di quest’anno.
GIOCO SOPRAVVISSUTO Nell’odierna era digitalizzata, il mondo della guerra e quello dei videogiochi stanno diventando sempre più simili. Molti hanno commentato le somiglianze tra il pilotaggio dei droni nella vita reale e nei giochi come Call of Duty 4: Modern Warfare. Il principe Harry, che è stato mitragliere di elicotteri in Afghanistan, ha descritto la sua “gioia” nel lanciare missili contro i nemici. “Sono una di quelle persone a cui piace giocare alla PlayStation e alla Xbox, quindi con i miei pollici mi piace pensare di essere probabilmente abbastanza utile”, ha detto. “Se ci sono persone che cercano di fare cose cattive al nostro popolo, allora le mettiamo fuori gioco”, ha aggiunto, paragonando esplicitamente le due attività. Le forze statunitensi controllano persino i droni con i controller della Xbox, confondendo ulteriormente i confini tra giochi di guerra e giochi di guerra.
L’esercito ha anche prodotto direttamente videogiochi come strumenti promozionali e di reclutamento. Uno di questi è un gioco dell’aeronautica militare statunitense chiamato Airman Challenge. Presenta 16 missioni da completare, intervallate da fatti di reclutamento e informazioni su come diventare operatori di droni. Nei suoi ultimi tentativi di commercializzare il servizio attivo ai giovani, i giocatori si muovono attraverso missioni di scorta a veicoli statunitensi in Paesi come l’Iraq e l’Afghanistan, servendo la morte dall’alto a tutti coloro che il gioco chiama “insorti”.
I giocatori guadagnano medaglie e risultati per la distruzione più efficace di obiettivi in movimento. Nel frattempo, sullo schermo è presente un pulsante “apply now” se i giocatori desiderano arruolarsi e condurre veri e propri attacchi con i droni in Medio Oriente.
Adolescenti alle prese con il “reclutamento”
L’esercito americano sta sfruttando la popolarità dei videogiochi per reclutare in modo massiccio tra i giovani, sponsorizzando tornei di gioco, schierando una propria squadra di Esports dell’Esercito degli Stati Uniti e cercando di reclutare gli adolescenti direttamente su siti di streaming come Twitch. La piattaforma, di proprietà di Amazon, ha dovuto porre un freno a questa pratica dopo che l’Esercito ha utilizzato finti premi in palio per attirare giovani spettatori impressionabili verso i siti di reclutamento.
Recruiting Us Army
I videogiochi sono un business enorme e un importante centro di soft power e ideologia. Il mezzo è particolarmente persuasivo perché i bambini e gli adolescenti li consumano, spesso per settimane o mesi, e perché sono un intrattenimento leggero. Per questo motivo, gli utenti non hanno la guardia alzata come se stessero ascoltando un politico. Il loro potere è spesso trascurato da studiosi e giornalisti a causa della presunta frivolezza del mezzo. Ma è proprio l’idea che si tratti di fonti di intrattenimento poco importanti a rendere il loro messaggio ancora più potente.
Il franchise di Call of Duty è particolarmente serio, non solo per il suo messaggio, ma anche per coloro che lo trasmettono. Sempre più spesso i giochi sembrano essere poco più che propaganda americana mascherata da divertenti sparatutto in prima persona. Per i giocatori, lo scopo è quello di godere di un intrattenimento veloce. Ma per coloro che sono coinvolti nella loro produzione, l’obiettivo non è solo quello di fare soldi, ma di servire la macchina da guerra imperiale.
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