DeepSeek, la registrazione trapelata che mette in discussione il “miracolo” dell’IA cinese: cosa sappiamo davvero

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Per oltre due anni DeepSeek è stata presentata come la dimostrazione che la Cina fosse riuscita a colmare il divario con gli Stati Uniti nell’intelligenza artificiale avanzata. L’azienda fondata da Liang Wenfeng è diventata il simbolo della capacità cinese di costruire modelli competitivi spendendo molto meno rispetto ai colossi americani, alimentando la narrativa secondo cui le restrizioni statunitensi sull’export di semiconduttori avevano ormai perso efficacia.

Negli ultimi giorni, tuttavia, una registrazione attribuita a una riunione privata tra Liang Wenfeng e alcuni investitori ha iniziato a circolare sulle piattaforme cinesi. Se autentica, quella conversazione offre un quadro molto diverso da quello promosso pubblicamente negli ultimi mesi.

È importante sottolineare un elemento fondamentale: DeepSeek non ha confermato l’autenticità della registrazione e diversi media internazionali, tra cui Bloomberg, precisano che il materiale non è stato verificato in maniera indipendente. Ciò nonostante, il contenuto del presunto incontro ha avuto conseguenze concrete, arrivando perfino a influenzare il nuovo round di finanziamento della società.


Il mito dell’autosufficienza tecnologica cinese

Dal 2022 gli Stati Uniti hanno progressivamente imposto controlli sempre più severi sull’esportazione verso la Cina dei chip più avanzati destinati all’intelligenza artificiale.

L’obiettivo era semplice:

  • rallentare l’addestramento dei modelli di nuova generazione;
  • impedire l’accesso ai processori Nvidia più potenti;
  • limitare la capacità cinese di sviluppare sistemi AI di livello strategico.

Da Pechino è sempre arrivata la risposta opposta.

La narrativa ufficiale sosteneva che:

  • Huawei avrebbe rapidamente sostituito Nvidia;
  • i laboratori cinesi avrebbero trovato soluzioni alternative;
  • l’innovazione software avrebbe compensato la minore disponibilità di hardware.

DeepSeek è stata spesso utilizzata come esempio di questa presunta superiorità dell’efficienza cinese.


La registrazione: cosa avrebbe detto Liang Wenfeng

Secondo il lungo verbale trapelato, Liang descrive una situazione molto meno favorevole.

Tra le affermazioni maggiormente discusse figurano:

  • disponibilità limitata di GPU Nvidia di fascia alta;
  • forte dipendenza dalla capacità di calcolo americana;
  • enorme differenza rispetto ai principali laboratori statunitensi;
  • impossibilità economica di addestrare modelli molto più grandi.

Uno dei passaggi più citati riguarda proprio il tema delle risorse computazionali.

Secondo il testo diffuso, Liang avrebbe spiegato che il principale ostacolo non sarebbe il talento degli ingegneri cinesi ma la scarsità di potenza di calcolo disponibile, attribuendo a questo fattore gran parte del divario con gli Stati Uniti.


Il vero collo di bottiglia: la potenza di calcolo

Negli ultimi anni il dibattito sull’intelligenza artificiale si è concentrato spesso sugli algoritmi.

In realtà, per costruire modelli di frontiera servono soprattutto:

  • enormi quantità di GPU;
  • energia elettrica;
  • infrastrutture di rete;
  • memoria ad alta velocità;
  • investimenti da miliardi.

OpenAI, Anthropic, Google DeepMind, Meta e xAI utilizzano cluster composti da decine o centinaia di migliaia di GPU Nvidia.

La registrazione attribuita a Liang confermerebbe proprio questo punto:

non sarebbe l’algoritmo il problema principale, bensì l’impossibilità materiale di acquistare abbastanza chip.


“Il gap è tutto nella compute”

Uno dei concetti che ricorre più volte nella trascrizione riguarda il fatto che:

il divario tra Cina e Stati Uniti dipenderebbe quasi interamente dalla disponibilità di potenza di calcolo.

La trascrizione riporta anche stime secondo cui DeepSeek utilizzerebbe una frazione delle risorse computazionali disponibili ai principali laboratori americani, descrivendo la strategia dell’azienda come un adattamento alla scarsità più che come una dimostrazione che enormi cluster non siano necessari.

Questa interpretazione ridimensiona una delle narrazioni più diffuse del 2025: che DeepSeek avesse dimostrato come fosse possibile raggiungere prestazioni di frontiera con costi molto inferiori.


Huawei può davvero sostituire Nvidia?

Altro punto particolarmente delicato riguarda Huawei.

Negli ultimi mesi l’azienda cinese ha promosso i sistemi Ascend come alternativa nazionale ai chip Nvidia.

La registrazione trapelata attribuisce invece a Liang una valutazione molto più prudente.

Secondo il testo:

  • l’hardware Huawei sarebbe ancora significativamente meno efficiente;
  • servirebbero molte più unità per ottenere prestazioni comparabili;
  • il divario tecnologico resterebbe di circa due anni.

Anche in questo caso DeepSeek non ha confermato la trascrizione, ma il contenuto ha alimentato un acceso dibattito nell’industria cinese sull’effettiva maturità dell’ecosistema nazionale dei semiconduttori.


Il tema più delicato: i chip soggetti ai controlli USA

La parte più controversa riguarda il possibile riferimento all’acquisto di schede Nvidia sottoposte ai controlli statunitensi.

Secondo la trascrizione circolata online, Liang avrebbe affermato che l’azienda può procurarsi “alcune schede non conformi”, un’espressione interpretata da molti osservatori come un riferimento a GPU soggette alle restrizioni all’esportazione. Tuttavia, il significato preciso della frase e il contesto non sono stati verificati indipendentemente.

Negli ultimi mesi, le autorità statunitensi e taiwanesi hanno effettivamente intensificato le indagini su presunte reti di riesportazione illegale di chip avanzati verso la Cina, con arresti e perquisizioni che mostrano come il tema sia al centro dell’attenzione delle autorità.

Questo non dimostra che DeepSeek abbia violato le norme, ma spiega perché le dichiarazioni attribuite a Liang siano considerate particolarmente sensibili.


Perché gli investitori si sono fermati

Nei giorni successivi alla diffusione della registrazione è emersa un’altra notizia significativa.

Secondo Bloomberg, DeepSeek avrebbe comunicato ad alcuni investitori la sospensione temporanea del nuovo round di raccolta fondi.

La decisione sarebbe collegata anche al clamore suscitato dalla diffusione della trascrizione della riunione privata.

Le indiscrezioni parlavano di una valutazione potenziale vicina ai 500 miliardi di yuan (circa 74 miliardi di dollari) per il nuovo round, dopo una prima raccolta di oltre 7 miliardi di dollari conclusa a giugno. Altre fonti documentali avevano invece implicato una valutazione di circa 350,9 miliardi di yuan (52 miliardi di dollari), mostrando come le stime sul valore della società variassero sensibilmente.


Cosa cambia per la corsa globale all’IA

Anche se il contenuto della registrazione non fosse mai confermato ufficialmente, il caso DeepSeek mette in evidenza alcuni fatti ormai difficilmente contestabili:

  • la disponibilità di GPU resta il principale fattore competitivo nell’IA avanzata;
  • i controlli americani sui semiconduttori continuano a incidere sulla capacità cinese di scalare rapidamente;
  • l’ecosistema domestico cinese sta crescendo, ma il livello di maturità rispetto ai leader del settore è ancora oggetto di dibattito;
  • il successo dell’IA dipende non solo dagli algoritmi, ma anche da capitali, infrastrutture e accesso all’hardware.

Conclusioni

La vicenda della registrazione attribuita a Liang Wenfeng dimostra quanto sia necessario distinguere tra fatti accertati, indiscrezioni e narrazioni.

Da un lato, il documento non è stato autenticato ufficialmente e DeepSeek non ne ha confermato il contenuto. Dall’altro, la sua diffusione ha coinciso con sviluppi concreti, come la sospensione del nuovo round di finanziamento riportata da Bloomberg, e ha riacceso il dibattito internazionale sul reale stato della competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina.

Se la trascrizione riflette realmente le parole del fondatore, il messaggio centrale sarebbe che il vantaggio americano nell’intelligenza artificiale non deriva soltanto dal software o dal talento, ma soprattutto dall’accesso a enormi risorse computazionali. Se invece il documento risultasse inesatto o manipolato, resterebbe comunque un caso emblematico di quanto il controllo dei semiconduttori sia diventato un elemento decisivo nella competizione geopolitica e tecnologica del XXI secolo.

Fonti

  • Bloomberg – DeepSeek pauses fundraising after viral transcript.
  • South China Morning Post – Analisi della trascrizione e del profilo di Liang Wenfeng.
  • Reuters – Valutazione di DeepSeek e raccolta fondi.
  • The Information – Primo round di finanziamento di DeepSeek.
  • Hello China Tech – Analisi dettagliata della trascrizione trapelata.

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