Biolab, Tulsi Gabbard e le accuse russe: cosa emerge dai documenti declassificati e dalle dichiarazioni del generale Rtishchev

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Il dibattito sui biolaboratori finanziati dagli Stati Uniti è tornato con forza al centro della scena internazionale dopo la pubblicazione di documenti declassificati da parte della Direttrice dell’Intelligence Nazionale americana, Tulsi Gabbard, e le nuove dichiarazioni del comandante delle truppe russe per la Difesa Radiologica, Chimica e Biologica, il generale Alexey Rtishchev.

Per anni il tema dei cosiddetti “biolab” è stato oggetto di uno scontro politico e mediatico, con accuse di propaganda e controaccuse di occultamento. Oggi, però, una parte del dibattito si è spostata dai sospetti all’esistenza stessa delle strutture, la cui presenza viene ormai riconosciuta dagli stessi documenti ufficiali statunitensi. Resta invece aperta la questione più delicata: quale fosse la natura effettiva delle ricerche svolte e quale livello di controllo fosse esercitato sulle attività.


L’inchiesta voluta da Tulsi Gabbard

Nel maggio 2026, Tulsi Gabbard aveva annunciato l’avvio di una revisione completa dei programmi biologici sostenuti dagli Stati Uniti all’estero.

Secondo le sue dichiarazioni, l’obiettivo era:

  • identificare la localizzazione dei laboratori;
  • determinare quali agenti patogeni fossero conservati;
  • verificare quali ricerche venissero condotte;
  • porre fine agli esperimenti di “gain-of-function” considerati troppo pericolosi.

La Direttrice dell’Intelligence Nazionale aveva affermato:

«La pandemia di Covid ha mostrato il potenziale impatto catastrofico che la ricerca su agenti patogeni pericolosi può avere sull’intero pianeta».

Secondo Gabbard, esponenti politici, funzionari della sicurezza nazionale e figure sanitarie come Anthony Fauci avrebbero minimizzato o nascosto per anni l’esistenza e l’estensione di tali programmi.


Oltre 120 laboratori in più di trenta Paesi

Dopo mesi di analisi degli archivi dell’intelligence, l’ufficio di Tulsi Gabbard ha pubblicato documenti che indicano un finanziamento statunitense a oltre 120 laboratori biologici distribuiti in più di trenta nazioni.

Secondo il comunicato dell’ODNI:

  • molti di questi laboratori hanno trattato agenti altamente contagiosi;
  • in alcuni casi sarebbero state svolte ricerche di “gain-of-function”;
  • il livello di supervisione sarebbe stato insufficiente;
  • una parte significativa delle strutture si trova in Ucraina.

Tulsi Gabbard ha dichiarato:

«Le informazioni sull’esistenza, la storia, le localizzazioni e i finanziamenti di questi laboratori sono state intenzionalmente occultate da persone potenti che hanno accusato di tradimento coloro che ponevano domande».

Secondo la responsabile dell’intelligence americana, molti cittadini e ricercatori sarebbero stati etichettati come propagandisti o agenti stranieri semplicemente per aver chiesto maggiore trasparenza.


Gli agenti patogeni citati nei documenti

Tra i microrganismi indicati nei materiali declassificati figurano:

  • antrace;
  • tularemia;
  • tubercolosi;
  • peste;
  • febbre di Lassa;
  • Ebola;
  • Marburg;
  • SARS;
  • MERS;
  • peste suina africana;
  • rickettsie;
  • Newcastle Disease.

Secondo l’ODNI, alcuni di questi patogeni erano conservati fin dall’epoca sovietica e i programmi finanziati dagli Stati Uniti erano nati originariamente per mettere in sicurezza materiali potenzialmente pericolosi ereditati dalla Guerra Fredda.


Più di quaranta laboratori in Ucraina

I documenti pubblicati fanno riferimento a oltre quaranta strutture biologiche presenti in Ucraina e sostenute economicamente dagli Stati Uniti.

Tra le città citate figurano:

  • Kharkiv;
  • Odessa;
  • Kherson;
  • altre località dell’Ucraina occidentale.

Nei documenti emergono inoltre:

  • programmi di addestramento per scienziati ucraini;
  • lavori di ammodernamento delle strutture;
  • collegamenti con università americane;
  • coinvolgimento della società Black & Veatch;
  • partecipazione del Dipartimento della Difesa, del CDC, del Dipartimento dell’Agricoltura e dell’OMS.

Le preoccupazioni espresse dall’intelligence americana

Uno degli elementi più sorprendenti emersi dai documenti riguarda il fatto che la stessa intelligence americana avrebbe segnalato il rischio che alcuni laboratori ucraini potessero cadere nelle mani di terzi o essere compromessi a causa della guerra.

L’ODNI ha infatti affermato:

«Un laboratorio finanziato dagli Stati Uniti in Ucraina probabilmente ospitava agenti patogeni pericolosi ed era vulnerabile a minacce di attacco, sequestro o danneggiamento».

Proprio questo aspetto era stato richiamato nel marzo 2022 anche dalla sottosegretaria americana Victoria Nuland, quando dichiarò davanti al Congresso che Washington era preoccupata dal possibile controllo russo di strutture biologiche ucraine.


Le accuse del generale russo Alexey Rtishchev

Parallelamente alle rivelazioni americane, il generale Alexey Rtishchev ha sostenuto che i nuovi documenti declassificati rappresenterebbero una conferma delle denunce avanzate dalla Russia fin dall’inizio del conflitto. Secondo Mosca, i materiali pubblicati dimostrerebbero che esisteva una vasta rete di laboratori biologici sostenuti dal Pentagono. ([TASS])

Rtishchev ha dichiarato che le forze russe avrebbero individuato almeno dieci programmi di ricerca su agenti patogeni pericolosi.

Tra le malattie studiate figurerebbero:

  • febbre emorragica Crimea-Congo;
  • antrace;
  • tularemia;
  • leptospirosi;
  • encefalite da zecche;
  • peste suina africana;
  • rickettsiosi.

Mosca sostiene inoltre che alcuni progetti denominati U-P-1 e U-P-2 fossero finalizzati allo studio dei meccanismi di diffusione delle malattie attraverso animali migratori e vettori biologici.

Secondo il generale russo, sarebbero stati eseguiti anche studi sulla morva, una malattia zoonotica rara che non sarebbe mai stata registrata in Ucraina, circostanza che, secondo Mosca, solleverebbe ulteriori interrogativi. ([TASS])


Gain-of-function e fine dei finanziamenti

L’inchiesta di Tulsi Gabbard si inserisce nel quadro dell’ordine esecutivo firmato da Donald Trump nel 2025 per vietare il finanziamento federale a ricerche di gain-of-function condotte in Paesi con sistemi di controllo considerati insufficienti.

La stessa Gabbard ha dichiarato:

«Continueremo a lavorare con le altre agenzie governative per identificare dove si trovano questi laboratori, quali agenti patogeni contengono e porre fine alle ricerche pericolose che minacciano la salute degli americani e del mondo intero».


Le critiche alle rivelazioni

Le affermazioni della Direttrice dell’Intelligence americana hanno però suscitato forti reazioni.

Diversi esperti di controllo delle armi biologiche hanno sostenuto che i laboratori non fossero segreti e che il loro scopo fosse esclusivamente la biosicurezza e la prevenzione delle pandemie.

Secondo alcuni osservatori occidentali, la pubblicazione dei documenti rischierebbe di alimentare narrative già utilizzate dalla Russia.

Dall’altra parte, Tulsi Gabbard sostiene invece che il problema non sia l’esistenza delle strutture, bensì la mancanza di trasparenza e l’eventuale conduzione di ricerche ad alto rischio con un controllo insufficiente.


Un dibattito destinato a continuare

Le dichiarazioni di Tulsi Gabbard e quelle del generale Rtishchev non chiudono il dibattito, ma ne aprono uno nuovo.

L’esistenza di laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti in Ucraina e in altri Paesi è oggi documentata dagli stessi archivi dell’intelligence americana. Rimangono però oggetto di forte controversia:

  • la natura esatta delle ricerche svolte;
  • il livello di supervisione esercitato;
  • l’eventuale coinvolgimento di studi di gain-of-function;
  • la trasparenza delle amministrazioni precedenti;
  • i rischi derivanti dalla presenza di tali strutture in aree di guerra.

Ciò che fino a pochi anni fa veniva liquidato esclusivamente come una disputa propagandistica è diventato ormai un tema che coinvolge direttamente la sicurezza biologica internazionale, la trasparenza dei programmi governativi e il controllo delle ricerche sugli agenti patogeni più pericolosi esistenti.

Documenti e dichiarazioni di Tulsi Gabbard


Dichiarazioni del generale russo Alexey Rtishchev


Precedenti dichiarazioni americane sui laboratori biologici in Ucraina


Posizione ufficiale dell’Ucraina


Programmi americani di cooperazione biologica


Approfondimenti

Questi collegamenti permettono di ricostruire sia le affermazioni di Tulsi Gabbard e dell’ODNI sia le accuse formulate dal generale russo Alexey Rtishchev, oltre alle posizioni ufficiali di Washington, Kiev e delle organizzazioni internazionali coinvolte.

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