LA CONTROINFORMAZIONE CHE È DIVENTATA PROPAGANDA: QUANDO L’IDEOLOGIA CONTA PIÙ DEI FATTI LA FABBRICA DELLE MENZOGNE

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Palantir, OMS, IA e controllo sociale: cosa c’è di verificabile e cosa no

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Il testo dell’intervista contiene un insieme di fatti reali, interpretazioni personali, ipotesi speculative e affermazioni che non risultano supportate da prove pubbliche verificabili. Una lettura critica richiede di distinguere attentamente tra ciò che è documentato e ciò che viene presentato come certezza senza evidenze sufficienti.

Palantir elimina avversari politici tramite l’intelligenza artificiale?

Nell’intervista si sostiene che Palantir utilizzi sistemi di intelligenza artificiale per identificare ed eliminare avversari politici.

Non esistono però prove pubbliche che dimostrino che Palantir disponga o utilizzi sistemi autonomi incaricati di eliminare fisicamente persone o oppositori politici. Palantir sviluppa principalmente piattaforme di integrazione dati, intelligence e analisi delle informazioni utilizzate da governi, forze armate e aziende. I suoi prodotti più noti, come Gotham e Foundry, sono strumenti di supporto decisionale e analisi, non sistemi autonomi di eliminazione fisica dei bersagli.

Confondere un software di analisi con una macchina che decide autonomamente chi colpire è un salto logico che non trova conferma nella documentazione disponibile.


Palantir decideva chi intubare durante il Covid?

L’intervista afferma che durante la pandemia i software Palantir avrebbero deciso automaticamente chi vaccinare, chi ricoverare, chi intubare e quali cure somministrare.

Non risultano prove che i sistemi Palantir abbiano avuto autorità clinica autonoma. Durante il Covid alcune piattaforme dell’azienda sono state utilizzate per la gestione logistica, la distribuzione dei vaccini, l’organizzazione dei dati sanitari e la gestione delle risorse ospedaliere.

Le decisioni mediche restavano però affidate ai medici e alle strutture sanitarie. Non esiste documentazione che dimostri che Gotham o Tiberius abbiano avuto il potere di decidere autonomamente il trattamento dei pazienti.


Palantir è parte integrante del progetto Stargate di Trump?

Secondo l’intervista, Palantir sarebbe un pilastro del progetto Stargate annunciato dall’amministrazione Trump.

Il progetto Stargate riguarda investimenti nell’infrastruttura statunitense per l’intelligenza artificiale e coinvolge ufficialmente soggetti come OpenAI, Oracle e SoftBank.

Palantir non figura tra i promotori principali annunciati pubblicamente. Possono esistere collaborazioni indirette o convergenze tecnologiche, ma sostenere che Palantir sia il cuore del progetto non trova conferma nelle dichiarazioni ufficiali.


Peter Thiel sostiene l’esistenza di una razza superiore?

Nel testo Peter Thiel viene descritto come promotore di una filosofia suprematista basata sull’esistenza di una razza superiore.

Thiel è certamente una figura controversa. Ha espresso idee libertarie, tecnocratiche ed elitiste, ma non esistono dichiarazioni pubbliche note in cui sostenga l’esistenza di una razza biologicamente superiore o una teoria razziale assimilabile al suprematismo classico.

Attribuirgli una filosofia razziale rappresenta una caratterizzazione che non risulta supportata dalle fonti disponibili.


Alex Karp vuole terrorizzare la popolazione?

L’intervista attribuisce all’amministratore delegato di Palantir, Alex Karp, una frase secondo cui la missione dell’azienda sarebbe “tenere sotto controllo, terrorizzare e fare in modo che la gente faccia quello che diciamo noi”.

Non risulta alcuna citazione pubblica verificabile di Alex Karp che contenga affermazioni di questo tipo. Karp ha spesso difeso il ruolo della tecnologia nella sicurezza nazionale e la collaborazione con governi occidentali, ma la frase riportata non compare nelle sue interviste, nei suoi libri o nei suoi interventi pubblici noti.

Senza una fonte verificabile, l’affermazione appare priva di fondamento documentale.


Agenda 2030 e società del controllo

Nel testo si sostiene che Palantir rappresenti lo strumento attraverso cui verrebbe realizzata l’Agenda 2030 e una futura società globale di sorveglianza.

L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite consiste in un insieme di obiettivi di sviluppo sostenibile riguardanti povertà, salute, istruzione, ambiente e sviluppo economico.

Si possono certamente criticare alcune politiche internazionali o alcune forme di governance globale, ma nei documenti ufficiali dell’Agenda 2030 non esiste alcun piano che preveda l’abolizione della democrazia, la creazione di una dittatura tecnologica o l’affidamento del controllo sociale a Palantir.


L’OMS governerà direttamente gli Stati?

Una delle tesi centrali dell’intervista è che il nuovo accordo pandemico attribuirebbe all’Organizzazione Mondiale della Sanità il potere di governare direttamente gli Stati.

Il testo dell’accordo pandemico non prevede il trasferimento della sovranità nazionale all’OMS. L’organizzazione non acquisisce il potere di imporre lockdown, vaccinazioni obbligatorie o misure sanitarie contro la volontà dei governi nazionali.

Le decisioni finali continuano a essere adottate dagli Stati membri. L’accordo rafforza il coordinamento internazionale, ma non trasforma l’OMS in un governo mondiale della sanità.


I tamponi PCR hanno accuratezza del 5%?

L’intervista sostiene che i test PCR avrebbero un’accuratezza del 5%.

Questa affermazione è falsa. I test PCR correttamente eseguiti presentano elevata sensibilità ed elevata specificità. Possono verificarsi falsi positivi o falsi negativi, ma non esiste alcuno studio scientifico serio che dimostri un’affidabilità del solo 5%.

Questa tesi è circolata ampiamente durante la pandemia in ambienti complottisti senza essere supportata da evidenze scientifiche.


I vaccinati erano il principale veicolo di diffusione del Covid?

Nel testo si afferma che le persone vaccinate sarebbero state il principale veicolo di diffusione del virus.

I dati raccolti durante la pandemia mostrano che i vaccini non eliminavano completamente il contagio, ma riducevano significativamente il rischio di infezione e trasmissione nelle prime varianti. Con le varianti successive tale protezione si è ridotta, ma non esistono evidenze che consentano di affermare che i vaccinati siano stati il principale motore della diffusione.

Si tratta di una semplificazione che non riflette il quadro epidemiologico reale.


L’OMS costruirà un laboratorio militare in ogni regione italiana?

L’intervista sostiene che l’OMS stia organizzando la costruzione di laboratori di livello 3 o 4 in ogni regione italiana.

Non esiste alcun progetto ufficiale che confermi questa affermazione. I laboratori BSL-3 e BSL-4 sono strutture di biosicurezza presenti in molti Paesi per lo studio di agenti patogeni pericolosi, ma non risultano piani OMS per la creazione di una rete di laboratori militari regionali in Italia.


Bill Gates finanzia la prossima pandemia?

Nel testo viene suggerito che Bill & Melinda Gates Foundation avrebbe finanziato lo sviluppo dell’H5N1 come preparazione alla prossima pandemia.

La fondazione finanzia da anni programmi di ricerca sulle malattie infettive, sui vaccini e sulla salute globale. Non esistono prove che tali finanziamenti siano finalizzati alla creazione o alla diffusione di pandemie.

Si tratta di una conclusione che non trova riscontro nella documentazione disponibile.


Palantir prevede il comportamento umano con precisione del 97%?

L’intervista afferma che Palantir sarebbe in grado di prevedere il comportamento umano con un’accuratezza del 97%.

Non risultano pubblicazioni tecniche, documenti aziendali o studi indipendenti che confermino una capacità predittiva di questo livello. Anche i sistemi più avanzati di analisi comportamentale incontrano limiti enormi quando si tratta di prevedere il comportamento individuale in contesti reali.

La percentuale citata appare quindi priva di una base verificabile.


Conclusione

L’intervista parte da alcuni elementi reali — l’esistenza di Palantir, il ruolo di Peter Thiel, l’utilizzo di software di analisi dati da parte di governi e agenzie di sicurezza, la crescita dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie di sorveglianza — ma costruisce attorno a questi fatti una narrazione che presenta come certezze una serie di ipotesi, deduzioni e scenari privi di adeguato supporto documentale.

Il problema principale non è discutere criticamente di Palantir, dell’intelligenza artificiale, della sorveglianza digitale o del potere crescente delle grandi aziende tecnologiche. Sono temi legittimi e importanti. Il problema nasce quando affermazioni molto gravi vengono presentate come fatti accertati senza documenti, fonti primarie, studi verificabili o prove concrete a sostegno. In questi casi il rischio è quello di sostituire l’analisi con la speculazione e la critica con la costruzione di una narrativa che non regge a un controllo rigoroso delle fonti.

Per anni una parte della controinformazione ha costruito la propria credibilità denunciando le menzogne dei media mainstream.

Ha accusato televisioni, giornali e grandi piattaforme di selezionare i fatti, manipolare il contesto e costruire narrazioni funzionali agli interessi del potere.

Molte di quelle critiche erano legittime.

Il problema è che oggi una parte della stessa controinformazione è diventata esattamente ciò che sosteneva di combattere.

Non informa.

Non verifica.

Non ricerca.

Costruisce narrazioni.

E quando la narrazione entra in conflitto con la realtà, viene sacrificata la realtà.

L’IDEOLOGIA PRIMA DEI FATTI

Esiste ormai una categoria di commentatori che sembra incapace di analizzare qualsiasi evento senza ricondurlo automaticamente a un’unica spiegazione:

Gli Stati Uniti sono sempre il colpevole.

Sempre.

A prescindere dai fatti.

A prescindere dalle prove.

A prescindere dal contesto.

Se esplode una crisi economica, la colpa è di Washington.

Se cade un governo, la colpa è di Washington.

Se scoppia una guerra, la colpa è di Washington.

Se una potenza regionale invade un vicino, la responsabilità finale viene comunque attribuita a Washington.

Non importa più ciò che accade realmente.

Importa soltanto proteggere una visione ideologica del mondo.

LA FABBRICA DELLE MENZOGNE

Il meccanismo è ormai riconoscibile.

Si parte da un fatto reale.

Poi si aggiunge una supposizione.

Poi una deduzione.

Poi una teoria.

Poi una suggestione.

Infine tutto viene presentato come una verità assoluta.

I documenti spariscono.

Le fonti diventano facoltative.

Le prove vengono sostituite dalle convinzioni.

Chi chiede verifiche viene accusato di essere un servo del sistema.

Chi pretende documentazione viene definito ingenuo.

Chi non si allinea diventa automaticamente un nemico.

È lo stesso schema che per anni è stato attribuito ai media mainstream.

IL VERO IMPERIALISMO CHE NON SI DEVE NOMINARE

L’aspetto più curioso è che molti di questi professionisti dell’anti-imperialismo sembrano vedere l’imperialismo soltanto quando indossa una determinata bandiera.

Se una superpotenza esercita pressioni economiche è imperialismo.

Se lo fa un’altra potenza diventa cooperazione.

Se un blocco geopolitico interferisce negli affari di altri paesi è imperialismo.

Se lo fa un attore considerato “amico” diventa difesa della sovranità.

Se una nazione espande la propria influenza economica, politica o militare viene condannata.

Se la stessa cosa viene fatta da un paese percepito come antagonista degli Stati Uniti, improvvisamente diventa un atto di liberazione.

L’imperialismo non viene giudicato per ciò che è.

Viene giudicato in base a chi lo pratica.

E questo non è giornalismo.

È militanza ideologica.

LA MORTE DEL PENSIERO CRITICO

Il vero pensiero critico consiste nel verificare.

Nel controllare le fonti.

Nel confrontare documenti.

Nel distinguere i fatti dalle interpretazioni.

Oggi invece una parte della controinformazione funziona come una tifoseria.

Si scelgono le conclusioni prima ancora di esaminare le prove.

Successivamente si cercano soltanto gli elementi utili a confermare ciò che si è già deciso di credere.

È un metodo antiscientifico.

È un metodo antistorico.

È un metodo propagandistico.

QUANDO LA CONTROINFORMAZIONE DIVENTA IL NUOVO MAINSTREAM

Molti di questi personaggi amano definirsi dissidenti.

In realtà spesso si limitano a sostituire una narrativa con un’altra.

Cambiano i protagonisti.

Cambiano i cattivi.

Cambiano gli slogan.

Ma il metodo rimane identico.

Selezione delle informazioni.

Omissione dei fatti scomodi.

Semplificazione estrema della realtà.

Costruzione di un nemico assoluto.

Demonizzazione degli avversari.

Ricerca continua della conferma ideologica.

La differenza rispetto al mainstream è sempre più sottile.

IL CASO PALANTIR E LE NARRATIVE COSTRUITE A TAVOLINO

Le recenti narrazioni costruite attorno a Palantir rappresentano un esempio emblematico.

Invece di discutere seriamente temi reali come:

  • sorveglianza digitale;
  • concentrazione del potere tecnologico;
  • uso dell’intelligenza artificiale;
  • raccolta dei dati personali;
  • rapporti tra tecnologia e apparati statali;

si preferisce spesso trasformare ogni discussione in una gigantesca teoria totalizzante.

Ogni elemento viene piegato per dimostrare una conclusione già decisa in partenza.

Non si analizzano i documenti.

Si costruisce una storia.

E la storia deve confermare il dogma.

CHI FA INFORMAZIONE HA UN DOVERE

Chi comunica al pubblico ha una responsabilità.

Può certamente avere idee politiche.

Può avere preferenze ideologiche.

Può avere una visione del mondo.

Ma non può inventare fatti.

Non può attribuire dichiarazioni mai pronunciate.

Non può trasformare ipotesi in certezze.

Non può spacciare deduzioni personali per documentazione storica.

L’informazione indipendente dovrebbe essere migliore del mainstream.

Non peggiore.

CONCLUSIONE

Il problema non è essere antiamericani.

Il problema non è essere di destra o di sinistra.

Il problema è sostituire la ricerca della verità con la difesa di una fede politica.

Quando l’ideologia diventa più importante dei fatti, la propaganda prende il posto dell’informazione.

Quando le prove vengono sostituite dalle convinzioni, il giornalismo muore.

E quando la controinformazione rinuncia alla verifica per inseguire la narrativa più conveniente, smette di essere una voce libera.

Diventa semplicemente un altro megafono della propaganda.


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