C’è un metodo molto efficace per fare propaganda senza inventare necessariamente una notizia falsa: prendere alcuni fatti reali, selezionare quelli utili alla propria tesi, eliminare il contesto che li rende comprensibili e infine costruire un titolo capace di suggerire al lettore una conclusione già confezionata.
Il caso dell’accordo tra il governo americano e la società energetica tedesca RWE è un esempio perfetto di quanto sia importante distinguere il fatto dalla cornice ideologica con cui viene raccontato.
La storia viene presentata più o meno così: l’amministrazione Trump starebbe utilizzando miliardi di dollari dei contribuenti americani per pagare le compagnie energetiche affinché abbandonino l’eolico offshore e trasferiscano i propri investimenti nei combustibili fossili.
Un racconto perfetto per alimentare il solito schema: Trump nemico dell’ambiente, petrolieri al comando, rinnovabili sacrificate e miliardi pubblici regalati alle multinazionali.
Peccato che la vicenda reale sia decisamente più complessa.
1. RWE NON RICEVE 1,22 MILIARDI PER “SMETTERE DI PRODURRE ENERGIA PULITA”
Cominciamo dal punto fondamentale.
RWE non sta spegnendo centrali eoliche operative in cambio di un assegno del governo americano.
Le concessioni interessate riguardano aree offshore al largo di New York, California e Louisiana destinate allo sviluppo di possibili futuri impianti eolici.
Sono quindi diritti di sviluppo relativi a progetti futuri, non giganteschi parchi eolici già funzionanti che Trump avrebbe deciso di demolire.
La differenza è enorme.
Secondo Reuters, i progetti erano ancora nelle prime fasi e non sarebbero diventati operativi prima degli anni Trenta.
Eppure, eliminando questa informazione, il lettore può facilmente immaginare miliardi di dollari spesi per cancellare energia già disponibile.
Non è ciò che sta accadendo.
2. QUELLE CONCESSIONI ERANO COSTATE A RWE CIFRE ENORMI
C’è poi un dettaglio ancora più importante.
Quelle concessioni non erano state regalate a RWE.
Le compagnie avevano pagato il governo federale americano per ottenere i diritti sulle aree offshore.
Nel caso della concessione New York Bight, RWE e National Grid avevano presentato nell’asta federale del 2022 un’offerta da circa 1,1 miliardi di dollari.
Questo cambia radicalmente la prospettiva.
Il governo americano non sta semplicemente prendendo 1,22 miliardi dalle tasche dei contribuenti per dire a RWE:
“Ecco i soldi, basta con l’eolico”.
Sta chiudendo un rapporto economico e giuridico riguardante concessioni federali precedentemente acquistate e restituite, insieme al relativo contenzioso.
Si può certamente discutere se l’operazione sia conveniente.
Si può criticare la politica energetica di Trump.
Si può perfino sostenere che l’amministrazione abbia creato deliberatamente condizioni regolatorie ostili all’eolico offshore.
Ma bisogna raccontare tutta la storia.
Altrimenti non è analisi.
È costruzione narrativa.
3. RWE STESSA DICE CHE I PROGETTI NON AVEVANO PROSPETTIVE REALISTICHE
Un altro elemento viene spesso lasciato ai margini.
RWE ha dichiarato di essere arrivata alla conclusione che non esistesse una prospettiva realistica di ottenere le autorizzazioni necessarie per questi progetti nel prossimo futuro.
Questo non significa che Trump non abbia responsabilità.
Al contrario.
L’amministrazione Trump ha assunto una posizione chiaramente ostile all’espansione dell’eolico offshore americano e questa scelta politica ha contribuito pesantemente a creare l’attuale situazione.
Ma proprio per questo bisogna raccontare correttamente la vicenda.
La questione è:
gli Stati Uniti stanno cambiando strategia energetica.
Non:
Trump paga miliardi alle multinazionali affinché distruggano energia pulita già disponibile.
Sono due affermazioni profondamente differenti.
4. I SOLDI VENGONO REINDIRIZZATI VERSO ALTRI INVESTIMENTI ENERGETICI AMERICANI
E arriviamo all’omissione probabilmente più significativa.
RWE non dovrebbe semplicemente incassare il denaro e portarselo in Germania.
L’accordo prevede il reindirizzamento di capitali verso nuovi investimenti energetici negli Stati Uniti.
Reuters riferisce che RWE intende destinare circa 900 milioni di dollari a un progetto LNG in Louisiana e circa 300 milioni di dollari a turbine destinate a 15 centrali elettriche a gas negli Stati Uniti.
Ecco allora apparire il quadro completo.
Non:
1,22 miliardi → RWE → addio eolico.
Ma:
restituzione delle concessioni offshore → chiusura del contenzioso → riallocazione del capitale → investimenti in infrastrutture energetiche americane.
Questo non significa automaticamente che sia una politica corretta.
Significa semplicemente che è questa la politica che bisogna discutere.
5. LA VERA STRATEGIA DI TRUMP È LA SICUREZZA ENERGETICA
L’amministrazione Trump non nasconde affatto la propria strategia.
Vuole aumentare la disponibilità di energia programmabile, sviluppare gas naturale e LNG e ridurre quella che considera una dipendenza eccessiva da fonti intermittenti.
Il segretario dell’Interno Doug Burgum ha infatti parlato esplicitamente di investimenti capaci di rafforzare la sicurezza energetica americana e garantire energia affidabile.
È una scelta politica.
E come qualsiasi scelta politica può essere contestata.
Ma chiamarla semplicemente “guerra alle rinnovabili” significa eliminare deliberatamente dal dibattito il vero problema che Washington sostiene di voler affrontare:
quanto costa garantire energia disponibile 24 ore al giorno, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche?
E soprattutto:
quale mix energetico garantisce contemporaneamente sicurezza nazionale, competitività industriale, prezzi sostenibili e stabilità della rete?
Queste sarebbero le domande interessanti.
Molto più difficile, però, trasformarle in uno slogan ideologico.
6. LA FAVOLA DEI “4 MILIARDI SPESI PER BLOCCARE L’EOLICO”
Poi arriva la cifra perfetta per il titolo:
quasi 4 miliardi di dollari.
La cifra complessiva dei vari accordi è reale.
Il problema è cosa rappresenta.
Presentarla semplicemente come:
“4 miliardi dei contribuenti spesi per bloccare progetti eolici”
è una descrizione enormemente incompleta.
Gli accordi riguardano concessioni federali, restituzione di diritti precedentemente acquistati, chiusura di controversie e riallocazione degli investimenti.
Prendiamo un altro caso.
Il Dipartimento dell’Interno americano ha annunciato un accordo con Invenergy riguardante concessioni offshore per circa 765 milioni di dollari.
Anche in quel caso l’operazione è stata associata all’impegno a effettuare investimenti energetici americani per una cifra equivalente, indirizzati verso gas naturale e geotermia.
Si può criticare la scelta delle tecnologie.
Ma dire che Washington abbia semplicemente “bruciato 765 milioni per cancellare l’eolico” significa eliminare metà dell’operazione dalla narrazione.
7. ESISTE ANCHE UNA CONTROVERSIA LEGALE: E VA RACCONTATA
Per correttezza bisogna riportare anche ciò che non conviene alla narrativa opposta.
La California ha contestato legalmente la politica dell’amministrazione Trump e sostiene che almeno alcuni di questi accordi rappresentino un utilizzo illegittimo delle risorse federali.
È una controversia reale.
Ed è precisamente così che dovrebbe funzionare un’informazione seria:
tesi dell’amministrazione, contestazioni degli avversari, documenti, cifre e contesto.
Non serve nascondere le critiche a Trump per dimostrare quanto sia semplicistica una determinata narrazione.
Anzi.
Presentarle rende l’analisi più forte.
8. RWE NON STA ABBANDONANDO LE RINNOVABILI
C’è poi un fatto particolarmente interessante.
Se RWE avesse improvvisamente scoperto che l’eolico offshore è economicamente insostenibile, ci aspetteremmo che abbandonasse questa tecnologia ovunque.
Non sta succedendo.
RWE continua infatti a sviluppare grandi progetti eolici offshore in Europa.
Nel 2026 la società ha annunciato, per esempio, un accordo con Amazon relativo alla produzione del progetto Nordseecluster B in Germania.
Nordseecluster A, da circa 660 MW, è già in costruzione.
RWE continua inoltre a stipulare accordi di fornitura di lungo periodo basati sull’eolico offshore.
Quindi anche la narrativa opposta sarebbe sbagliata:
“RWE abbandona l’eolico perché ha capito che non funziona.”
No.
RWE sta abbandonando determinate concessioni americane perché il contesto politico, regolatorio ed economico degli Stati Uniti è cambiato.
La differenza è sostanziale.
9. IL PROBLEMA NON È CRITICARE TRUMP: È MISTIFICARE I FATTI
Ed eccoci al punto centrale.
Criticare Trump è assolutamente legittimo.
Contestare la sua politica energetica è legittimo.
Sostenere che gli Stati Uniti dovrebbero investire molto di più nell’eolico offshore è legittimo.
Sostenere che il governo stia privilegiando eccessivamente gas e combustibili fossili è altrettanto legittimo.
Ma un’opinione diventa propaganda quando il contesto viene selezionato in modo da portare inevitabilmente il lettore verso una conclusione prestabilita.
Ed è precisamente questo meccanismo che bisogna imparare a riconoscere.
Il fatto:
RWE riceve 1,22 miliardi nell’ambito di un accordo con il governo americano e rinuncia a concessioni eoliche offshore.
La narrativa:
Trump regala 1,22 miliardi dei contribuenti a una multinazionale affinché distrugga le energie rinnovabili.
Tra queste due frasi esiste un oceano di informazioni.
Ed è proprio dentro quell’oceano che spesso spariscono i dettagli scomodi.
10. IL VERO DIBATTITO CHE NON VOGLIONO FARE
La discussione seria dovrebbe riguardare altro.
Gli Stati Uniti stanno affrontando contemporaneamente crescita dei data center, intelligenza artificiale, rilocalizzazione industriale, elettrificazione e aumento della domanda energetica.
In questo scenario Washington deve decidere quale sistema energetico costruire per i prossimi venti o trent’anni.
Nucleare?
Gas?
LNG?
Eolico?
Solare?
Geotermia?
Sistemi di accumulo?
Probabilmente una combinazione di molte tecnologie.
Ed è proprio qui che dovrebbe concentrarsi il dibattito.
Quanto costa realmente un MWh considerando anche rete, accumulo e capacità di backup?
Quanto rapidamente può essere costruita nuova capacità?
Quali tecnologie garantiscono continuità?
Quanto pesa la dipendenza dalle catene di approvvigionamento straniere?
Qual è il costo industriale dell’energia?
Quale livello di sicurezza energetica deve mantenere una superpotenza?
Queste sono domande molto più complicate di:
“Trump cattivo vuole il petrolio, le multinazionali prendono miliardi e l’energia verde viene distrutta.”
Ma sono proprio le domande che distinguono un’analisi energetica da un volantino politico.
CONCLUSIONE: QUANDO LA NOTIZIA È VERA MA IL RACCONTO È PROPAGANDA
Questo caso dimostra una cosa importante.
La propaganda più efficace non ha bisogno di inventare tutto.
Molto spesso funziona attraverso selezione, omissione e framing.
La cifra da 1,22 miliardi è reale.
L’uscita di RWE dalle concessioni offshore americane è reale.
La politica ostile di Trump verso l’eolico offshore è reale.
Il reindirizzamento degli investimenti verso gas e LNG è reale.
Ma sono altrettanto reali le concessioni precedentemente acquistate, il contenzioso, la natura ancora embrionale dei progetti, gli investimenti energetici alternativi e il fatto che RWE continui contemporaneamente a investire nell’eolico offshore fuori dagli Stati Uniti.
Un’informazione seria mette questi elementi sul tavolo e permette al lettore di giudicare.
La propaganda sceglie quelli utili alla propria ideologia e nasconde gli altri.
Ed è precisamente così che un fatto vero può diventare una storia profondamente fuorviante.
FONTI
Reuters – RWE says reached $1.22 bln deal to cancel US offshore wind leases, invest in gas
https://www.reuters.com/legal/litigation/rwe-says-reached-122-bln-deal-cancel-us-offshore-wind-leases-invest-gas-2026-08-06/
Associated Press – approfondimento sugli accordi dell’amministrazione Trump per le concessioni offshore
https://apnews.com/article/d39aaf20d259d15d0777dcaec7aa3524
U.S. Department of the Interior – accordo energetico con Invenergy
https://www.doi.gov/pressreleases/interior-announces-new-energy-agreement-strengthen-american-energy-security-and-lower
California Attorney General – contestazione legale della politica federale sull’eolico offshore
https://oag.ca.gov/news/press-releases/california-sends-notice-intent-file-suit-challenging-trump-administration%E2%80%99s
RWE – accordo Amazon e Nordseecluster
https://www.rwe.com/en/investor-relations/financial-calendar-and-publications/news-and-ad-hoc-announcements/news/news-2026-02-03/
RWE – fornitura di energia eolica offshore all’aeroporto di Monaco
https://www.rwe.com/en/press/rwe-supply-and-trading/2026-03-10-munich-airport-procures-offshore-wind-power-from-rwe/

