CASO DE ROSA–AUTISTICI/INVENTATI: ORA ELLY SCHLEIN DEVE SPIEGARE COSA SAPEVA IL PD

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Dal Team Digitale di Palazzo Chigi a Immuni, Green Pass, cloud pubblico e identità digitale europea. Nel 2018 Paolo De Rosa compare tra i fondatori di AI ODV, associazione indicata dalla stampa come soggetto giuridico collegato ai servizi di Autistici/Inventati. Nel 2023 il PD lo sceglie per il proprio gruppo nazionale sull’innovazione. Il 26 agosto 2026 Washington sanziona Autistici/Inventati nell’ambito della normativa antiterrorismo. Il garantismo è doveroso. Il silenzio politico, molto meno.

C’è una domanda semplicissima alla quale Elly Schlein e il Partito Democratico dovrebbero rispondere:

quando Paolo De Rosa venne inserito nel gruppo di lavoro nazionale del PD sulle politiche digitali e l’innovazione, qualcuno verificò il suo ruolo in AI ODV e i rapporti di questa associazione con Autistici/Inventati?

Sì o no.

Non servono comizi sull’antifascismo, dichiarazioni sulla libertà della rete o lezioni sulla democrazia digitale.

Serve una risposta.

Perché ciò che sta emergendo non riguarda un militante qualunque, né l’amministratore di qualche oscuro forum internet.

Riguarda un tecnico che ha lavorato dentro alcuni dei dossier digitali più delicati dello Stato italiano e successivamente dell’Unione europea.

E riguarda una scelta compiuta direttamente dal Partito Democratico.

IL NOME DI DE ROSA NEL GRUPPO VOLUTO DAL PD

Partiamo da un fatto che non è un’indiscrezione.

Il 13 settembre 2023 il Partito Democratico annunciò ufficialmente la nascita del proprio “Gruppo di lavoro sulle politiche digitali e innovazione”.

La presentazione avvenne nella sede nazionale del partito, alla presenza della segretaria Elly Schlein.

Tra gli “esperti indipendenti” scelti dal PD compare esplicitamente:

“Paolo de Rosa, ex CTO del dipartimento digitale e policy officer per la Commissione europea”.

Non lo sostiene un avversario politico.

Lo scrive ancora oggi il sito ufficiale del Partito Democratico.

Il problema nasce da ciò che è emerso successivamente.

Secondo le ricostruzioni pubblicate in questi giorni da La Verità e da altre testate, De Rosa compare nell’atto costitutivo del 13 aprile 2018 di AI ODV, insieme ad altri sei fondatori, entra nel primo consiglio direttivo e viene nominato segretario.

All’epoca De Rosa lavorava già nell’ecosistema della trasformazione digitale dello Stato.

Ed è precisamente qui che la storia smette di essere una curiosità biografica e diventa una questione politica.

CHE COS’È AI ODV?

Secondo la documentazione riportata dalla stampa, AI ODV non sarebbe un’associazione casualmente vicina ad Autistici/Inventati.

La Verità riferisce che Autistici/Inventati identifica AI ODV come soggetto giuridico dei propri servizi e delle donazioni.

La stessa ricostruzione sostiene che, al momento della costituzione nel 2018, AI ODV ricevette 50.000 euro provenienti dal patrimonio della precedente associazione Investici, sciolta e indicata nell’atto notarile come avente un oggetto analogo.

Sono circostanze che richiedono verifiche e spiegazioni, non processi sommari.

Ma c’è un fatto nuovo che rende quelle spiegazioni politicamente urgenti.

26 AGOSTO 2026: ARRIVA IL TESORO DEGLI STATI UNITI

Il 26 agosto 2026 l’Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro americano ha sanzionato Autistici/Inventati ai sensi dell’Executive Order 13224, lo strumento utilizzato dagli Stati Uniti contro soggetti accusati di sostenere il terrorismo.

Non è una voce di giornale.

È scritto nel comunicato ufficiale del Tesoro degli Stati Uniti.

Washington descrive Autistici/Inventati come un’organizzazione italiana di estrema sinistra che fornisce strumenti e servizi tecnologici a gruppi estremisti violenti: hosting su server esteri, email criptate, chat, videoconferenze e l’architettura digitale collegata alla piattaforma Noblogs.

Il Tesoro afferma inoltre che i servizi sarebbero stati forniti anche a soggetti designati dagli Stati Uniti come organizzazioni terroristiche.

Nella motivazione ufficiale pubblicata dal Tesoro viene citato espressamente il PKK.

Ulteriori ricostruzioni giornalistiche riferiscono inoltre che, nelle contestazioni americane più ampie, vengono richiamati contenuti e comunicati riconducibili anche a organizzazioni quali Hamas, Hezbollah, Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Jihad Islamica Palestinese e Guardie Rivoluzionarie iraniane.

Occorre essere estremamente precisi su questo punto: la designazione americana riguarda Autistici/Inventati. Non risulta che Paolo De Rosa sia stato personalmente designato dagli Stati Uniti come terrorista né che gli siano state contestate personalmente attività terroristiche.

Ma questo non cancella il problema.

Semmai rende ancora più chiara la domanda politica.

DE ROSA NON ERA UN TECNICO QUALUNQUE

Paolo De Rosa ha ricoperto incarichi di grande rilievo nel processo di digitalizzazione italiano.

Documenti pubblici lo indicano nel Dipartimento per la Trasformazione Digitale.

Durante l’emergenza Covid fu coinvolto nel lavoro tecnologico relativo a Immuni.

Un atto parlamentare lo indicava come responsabile tecnologico del Dipartimento e tra i coordinatori della task force che individuò l’applicazione.

Nel 2021 firmò inoltre, insieme a rappresentanti del Ministero della Salute e della Commissione europea, un intervento dedicato proprio al percorso:

“Da Immuni al Green Pass, avanza una Europa unita e digitale”.

Poi c’è il cloud pubblico.

La strategia dei dati.

Le infrastrutture digitali della Pubblica amministrazione.

L’identità digitale europea.

Sono settori nei quali fiducia, trasparenza, sicurezza e verifica delle eventuali incompatibilità non sono dettagli burocratici.

Sono parte del lavoro.

ED È QUI CHE IL PD DEVE RISPONDERE

Nel 2023 il Partito Democratico aveva davanti una persona con un curriculum istituzionale di primissimo livello.

La inserisce nel proprio gruppo nazionale sul digitale.

Benissimo.

Ma il PD conosceva anche l’attività di De Rosa in AI ODV?

La segreteria Schlein aveva verificato?

Qualcuno aveva letto il curriculum completo?

De Rosa aveva comunicato al PD il proprio ruolo nell’associazione?

Il partito aveva verificato quale rapporto esistesse tra AI ODV e Autistici/Inventati?

Se sì, quale valutazione politica venne fatta?

Se no, come è possibile che un partito che aspira a governare l’Italia inserisca persone in gruppi dedicati a settori strategici senza effettuare verifiche sufficientemente approfondite sulle loro attività associative?

Queste non sono domande giudiziarie.

Sono domande sulla qualità della selezione della classe dirigente.

IL PARADOSSO DEL PARTITO CHE VUOLE CONTROLLARE TUTTO TRANNE I PROPRI CONTROLLI

Qui il caso diventa politicamente devastante.

Il Partito Democratico parla continuamente di sicurezza digitale, trasparenza, responsabilità delle piattaforme, disinformazione, cybersicurezza e protezione delle istituzioni.

Perfetto.

Allora applichi gli stessi standard a casa propria.

Perché non si può pretendere la radiografia politica e morale di chiunque venga nominato dagli avversari e poi improvvisamente scoprire il garantismo assoluto quando una questione imbarazzante riguarda il proprio gruppo di lavoro nazionale.

Il garantismo serve a evitare accuse infondate contro De Rosa.

Non serve a evitare domande fondate al PD.

Sono due cose completamente diverse.

IMMUNI, GREEN PASS E DATI: LE ISTITUZIONI COSA SAPEVANO?

La questione, peraltro, supera il PD.

De Rosa ha attraversato differenti stagioni di governo.

Ha lavorato nella trasformazione digitale sotto esecutivi di colore diverso.

Per questo sarebbe scorretto trasformare il caso in una responsabilità esclusiva dei democratici.

Le domande devono essere rivolte anche alle istituzioni.

Quando De Rosa entrò nel Team per la Trasformazione Digitale, le sue attività associative vennero dichiarate?

Quando nel 2018 venne costituita AI ODV, l’incarico fu comunicato all’amministrazione?

Esistevano procedure per verificare eventuali conflitti di interesse?

Quando De Rosa lavorò sui dossier collegati a Immuni e al Digital Covid Certificate, quale due diligence era stata effettuata?

Quando lavorò alla strategia cloud nazionale, qualcuno conosceva il suo ruolo associativo?

Quando arrivò alla Commissione europea, Bruxelles ne era informata?

E soprattutto:

qual è stato esattamente il ruolo di De Rosa in AI ODV e quando è eventualmente terminato?

Domande.

Non condanne.

Ma domande che uno Stato serio dovrebbe porsi automaticamente.

SCHLEIN NON PUÒ FARE FINTA CHE DE ROSA SIA ARRIVATO AL NAZARENO PER CASO

Per Elly Schlein esiste però una responsabilità politica specifica.

De Rosa non compare accidentalmente in una fotografia del PD.

Il suo nome compare nell’elenco ufficiale degli esperti del gruppo nazionale sulle politiche digitali presentato nel settembre 2023 alla presenza della segretaria.

Perciò il Nazareno dovrebbe rendere pubbliche alcune informazioni elementari.

Chi propose Paolo De Rosa?

Chi ne valutò il curriculum?

Il PD conosceva AI ODV?

Conosceva il rapporto indicato tra AI ODV e Autistici/Inventati?

De Rosa dichiarò spontaneamente quella attività?

Esiste un documento nel quale vengono dichiarati incarichi, associazioni o potenziali conflitti d’interesse degli esperti scelti dal partito?

E, dopo la decisione americana del 26 agosto:

De Rosa fa ancora parte del gruppo di lavoro del PD?

Sono domande alle quali si può rispondere in poche righe.

Il silenzio, invece, rischia di trasformarle in un problema politico molto più grande.

NON È UNA SENTENZA CONTRO DE ROSA. È UN ESAME PER IL PD

La distinzione deve essere chiarissima.

Paolo De Rosa non risulta condannato per terrorismo.

Non risulta personalmente inserito nella blacklist americana.

E l’inserimento di Autistici/Inventati nelle liste sanzionatorie statunitensi è un atto amministrativo americano, non una sentenza di un tribunale italiano.

Autistici/Inventati, inoltre, respinge le accuse americane.

Tutto questo va scritto.

Ma nessuno di questi elementi cancella ciò che ormai è documentato o necessita di essere chiarito.

Esiste una decisione ufficiale americana contro Autistici/Inventati.

Esiste una ricostruzione documentale sul ruolo di De Rosa nella costituzione di AI ODV.

Esiste un rapporto tra AI ODV e l’infrastruttura di Autistici/Inventati riportato da più fonti giornalistiche.

Esiste il curriculum istituzionale di De Rosa.

Ed esiste soprattutto un documento ufficiale del Partito Democratico che nel 2023 lo inserisce nel proprio gruppo nazionale sul digitale.

Il problema politico è tutto qui.

Il PD pretende da anni trasparenza sulle nomine altrui.

Adesso dimostri che quella trasparenza vale anche quando il nome da spiegare compare nei suoi documenti.

Elly Schlein non deve stabilire se Paolo De Rosa abbia commesso reati.

Quello spetta eventualmente alla magistratura.

Deve spiegare qualcosa di molto più semplice:

il Partito Democratico sapeva?

E se non sapeva:

perché non aveva controllato?

In entrambi i casi, una risposta è dovuta.

Perché quando si parla di persone che hanno lavorato su dati pubblici, infrastrutture cloud, strumenti sanitari digitali e identità elettronica europea, il curriculum non può essere letto a metà.

E la trasparenza non può funzionare soltanto quando serve per mettere sotto accusa gli avversari.


FONTI E DOCUMENTI

U.S. Department of the Treasury – “Treasury Takes Action Against Violent Far-Left Terrorist Networks”, 26 agosto 2026
Comunicato ufficiale del Dipartimento del Tesoro USA

Partito Democratico – “Gruppo di lavoro sulle politiche digitali e innovazione”, 13 settembre 2023
Pagina ufficiale del Partito Democratico

ANSA – Fidanza (FdI): Ue e Pd chiariscano su De Rosa
ANSA, 29 agosto 2026

ANSA – Torselli: “In gioco la sicurezza digitale Ue”
ANSA, 29 agosto 2026

La Verità – ricostruzione su Paolo De Rosa, AI ODV e Autistici/Inventati
La Verità, 30 agosto 2026

la Repubblica – “Da Immuni al Green Pass, avanza una Europa unita e digitale”
Intervento firmato anche da Paolo De Rosa

Camera dei Deputati – atti parlamentari relativi a Immuni
Documentazione parlamentare

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