Per anni hanno venduto ai loro follower una favola ideologica tossica:
il mondo sarebbe diviso tra:
- “imperialismo americano”,
- e “resistenza dei popoli”.
Una narrazione infantile, semplicistica, costruita per trasformare qualsiasi regime antiamericano in automaticamente “buono”, anche quando:
- reprime oppositori,
- affama la popolazione,
- collabora con reti criminali,
- usa narcotraffico e riciclaggio,
- distrugge economicamente il proprio paese.
Ed è qui che emerge la più grande truffa della controinformazione italiana.
Perché mentre passavano anni a urlare contro:
- Wall Street,
- la NATO,
- la CIA,
- “l’impero americano”,
non hanno quasi mai parlato seriamente del vero cuore storico della finanza offshore globale:
la City di Londra.
Il grande tabù: la City di Londra
È quasi comico osservare questo schema ripetersi da anni.
Ogni problema del pianeta viene attribuito esclusivamente:
- agli Stati Uniti,
- al Pentagono,
- alla CIA,
- al “capitalismo americano”.
Nel frattempo però:
- paradisi fiscali,
- trust offshore,
- shell companies,
- reti di riciclaggio,
- finanza opaca internazionale,
continuano a gravitare attorno a sistemi finanziari storicamente collegati alla sfera britannica globale:
- Cayman,
- Jersey,
- Guernsey,
- Isole Vergini Britanniche,
- Commonwealth offshore.
Eppure la controinformazione italiana resta quasi sempre in silenzio.
Perché?
Perché la loro analisi geopolitica non è realmente anti-globalista.
È semplicemente antiamericana.
E questa ossessione ideologica li ha portati negli anni a diventare i migliori difensori di:
- narco-regimi,
- oligarchie corrotte,
- sistemi criminali,
- apparati repressivi,
- traffici internazionali illegali.
Maduro e il collasso della narrativa “rivoluzionaria”
Il caso Venezuela è devastante proprio perché smaschera completamente questa propaganda.
Per anni Nicolás Maduro è stato presentato come:
- simbolo della resistenza,
- erede della rivoluzione bolivariana,
- vittima dell’imperialismo,
- baluardo socialista contro il capitalismo globale.
Nel frattempo però emergevano accuse internazionali su:
- narcotraffico,
- riciclaggio,
- traffico clandestino di petrolio,
- rapporti con cartelli criminali,
- uso di reti offshore,
- corruzione sistemica. (justice.gov)
Eppure la controinformazione italiana continuava:
- a negare,
- minimizzare,
- giustificare,
- accusare sempre e soltanto le “sanzioni americane”.
Le sanzioni diventavano il paravento universale per nascondere:
- il saccheggio interno,
- il collasso economico,
- la distruzione produttiva,
- l’arricchimento delle élite,
- il controllo criminale dello Stato.
La truffa delle “sanzioni”
Ogni volta il copione è identico.
Un regime:
- distrugge l’economia,
- impoverisce il popolo,
- crea sistemi clientelari,
- concentra il potere,
- reprime dissidenti,
e immediatamente arriva la giustificazione:
“è colpa delle sanzioni”.
Mai una riflessione su:
- corruzione,
- incompetenza,
- apparati mafiosi,
- oligarchie interne,
- denaro offshore,
- riciclaggio internazionale.
Perché la narrativa deve restare intatta:
se un governo è antiamericano allora non può essere veramente colpevole.
Anche quando milioni di persone fuggono dal paese.
Anche quando emergono accuse di traffico di droga e denaro sporco.
I falsi rivoluzionari dentro il capitalismo criminale globale
Il punto più grottesco è questo:
molti dei regimi difesi dalla controinformazione italiana non combattevano il capitalismo finanziario globale.
Lo utilizzavano perfettamente.
Usavano:
- offshore,
- paradisi fiscali,
- triangolazioni petrolifere,
- reti bancarie opache,
- società schermo,
- money laundering internazionale.
Quelli che parlavano ogni giorno di:
- rivoluzione socialista,
- anti-imperialismo,
- lotta al neoliberismo,
secondo le accuse internazionali finivano immersi nei meccanismi più estremi della globalizzazione finanziaria.
Ed è qui che emerge il collegamento ideologico con la famosa “Terza Via” della sinistra progressista anglosassone.
La “Terza Via” e la globalizzazione progressista
Negli anni Novanta il blairismo britannico costruì il modello della:
- globalizzazione finanziaria,
- governance sovranazionale,
- progressismo liberal,
- deregulation economica.
La famosa “Third Way” di Tony Blair non eliminò il capitalismo finanziario:
lo rese semplicemente compatibile con il linguaggio progressista.
Da quel momento nacque una strana convergenza:
- sinistra radicale,
- ONG globali,
- élite finanziarie,
- attivismo progressista,
- governance internazionale.
E la controinformazione italiana è rimasta intrappolata dentro questo schema ideologico.
Convinta di combattere il sistema…
mentre finiva spesso per difendere strutture perfettamente integrate dentro il capitalismo globale offshore.
La propaganda antiamericana come religione
La realtà è semplice:
questa pseudo controinformazione non analizza il potere.
Tifa.
E il loro tifo ideologico li porta a:
- difendere trafficanti,
- giustificare dittature,
- minimizzare narcotraffico,
- ignorare il riciclaggio,
- negare la corruzione,
purché il regime in questione sia antiamericano.
Così:
- il traffico di esseri umani diventa “resistenza”;
- il narco-Stato diventa “socialismo”;
- l’oligarchia corrotta diventa “lotta anti-imperialista”;
- la repressione diventa “difesa della sovranità”.
È il totale collasso morale e intellettuale di una pseudo cultura politica incapace di distinguere:
- i popoli,
- dai loro carnefici.
Il collasso finale della maschera
L’arresto di Maduro ha creato il panico in questi ambienti perché distrugge l’intera impalcatura narrativa costruita negli ultimi vent’anni.
Perché oggi emerge una domanda devastante:
come hanno potuto per anni difendere sistemi accusati di:
- traffico di droga,
- riciclaggio,
- traffico di esseri umani,
- corruzione internazionale,
- gestione criminale delle risorse nazionali?
La risposta è brutale:
perché l’odio ideologico verso gli Stati Uniti aveva sostituito completamente la capacità di analizzare la realtà.
E così la controinformazione italiana è finita nel punto più paradossale possibile:
convinta di combattere il globalismo…
ha spesso finito per difendere una delle sue forme più oscure:
quella del capitalismo criminale offshore mascherato da rivoluzione anti-imperialista.

