C’è un dettaglio che smonta completamente la narrazione dominante di una certa controinformazione di sinistra.
Ed è un dettaglio enorme.
Per anni questi ambienti hanno indicato Palantir Technologies come il simbolo assoluto del tecnofascismo globale:
- sorveglianza;
- militarizzazione;
- intelligence;
- controllo sociale;
- imperialismo americano;
- complesso militare-industriale.
Ma improvvisamente, quando emerge il caso Anthropic, il silenzio cala quasi totale.
E la domanda allora diventa inevitabile:
Perché?
Perché chi passa le giornate a denunciare Palantir non attacca con la stessa violenza Anthropic?
La risposta è molto più politica di quanto vogliano ammettere.
Anthropic non rientra nella narrativa ideologica utile
Secondo la ricostruzione circolata negli ultimi giorni, Anthropic sarebbe stata colpita dal Pentagono dopo aver imposto limiti etici:
- niente armi completamente autonome;
- niente sorveglianza di massa sui cittadini americani.
Ma c’è un altro elemento fondamentale che molti fingono di non vedere.
Nel testo si parla chiaramente della percezione di Anthropic come azienda vicina alla “sinistra radicale woke”.
Ed è qui che l’intero castello retorico crolla.
Perché una larga parte della controinformazione ideologizzata:
- non combatte realmente il tecnopotere;
- non combatte davvero l’AI militarizzata;
- non combatte la sorveglianza in quanto tale.
Combatte solo il potere quando può associarlo:
- alla destra;
- al trumpismo;
- all’Occidente conservatore;
- al sionismo;
- al capitalismo tradizionale.
Quando invece il potere tecnologico assume:
- linguaggio progressista;
- estetica woke;
- retorica inclusiva;
- branding etico;
- sensibilità liberal;
allora improvvisamente smette di essere il nemico principale.
Il doppio standard ideologico
Se domani:
- Palantir parlasse di inclusività;
- il Pentagono usasse linguaggio DEI;
- i contractor militari sponsorizzassero campagne LGBTQ;
- le AI militari avessero manifesti progressisti;
molti ambienti pseudo-rivoluzionari entrerebbero immediatamente in cortocircuito.
Perché il loro problema non è il controllo tecnologico.
Il loro problema è l’identità politica percepita di chi esercita quel controllo.
Ed è esattamente per questo che Anthropic crea imbarazzo.
Perché:
- è Big Tech;
- sviluppa AI avanzatissima;
- lavora con il Pentagono;
- opera dentro apparati strategici;
- costruisce infrastrutture cognitive;
ma contemporaneamente viene percepita come:
- liberal;
- progressista;
- “etica”;
- woke;
- vicina agli ambienti democratici americani.
E quindi diventa molto più difficile demonizzarla senza contraddire la propria narrativa.
La nuova tecnocrazia non ha più colore politico
Il vero errore di molta controinformazione contemporanea è continuare a leggere il mondo attraverso categorie del Novecento:
- fascismo;
- antifascismo;
- imperialismo;
- destra;
- sinistra.
Ma il paradigma emergente è diverso.
Oggi il potere reale si esercita attraverso:
- algoritmi;
- dati;
- infrastrutture cloud;
- AI predittive;
- moderazione automatizzata;
- profilazione cognitiva;
- sorveglianza comportamentale.
E questo sistema:
non appartiene più a una sola ideologia.
Può essere:
- conservatore;
- progressista;
- neoliberale;
- tecnocratico;
- globalista;
- nazionalista.
La forma cambia.
La struttura resta.
Il nuovo volto del controllo
La vecchia immagine del potere era:
- repressione visibile;
- censura esplicita;
- propaganda di Stato;
- autoritarismo dichiarato.
Il nuovo potere invece:
- parla di sicurezza;
- usa linguaggio etico;
- si presenta come inclusivo;
- promette protezione;
- combatte la “disinformazione”.
Ed è proprio qui che molte sinistre contemporanee diventano completamente cieche.
Perché continuano a cercare il fascismo nel vecchio formato:
- stivali;
- dittature classiche;
- simboli autoritari.
Mentre non vedono la nascita di qualcosa di molto più sofisticato:
il paternalismo algoritmico.
Un sistema dove:
- le piattaforme decidono cosa puoi vedere;
- gli algoritmi stabiliscono cosa è vero;
- le AI moderano il linguaggio;
- il dissenso viene classificato come rischio sociale.
E tutto questo viene spesso giustificato:
- in nome della sicurezza;
- della lotta all’odio;
- della tutela democratica;
- dell’antifascismo.
Anthropic rompe la narrativa semplificata
Anthropic rappresenta una contraddizione gigantesca per la controinformazione ideologica.
Perché dimostra che:
- anche aziende woke sviluppano AI strategiche;
- anche ambienti progressisti collaborano con la difesa;
- anche il liberalismo tecnologico costruisce strumenti di governance algoritmica.
Quindi il problema non può più essere ridotto a:
- “fascismo digitale”;
- “capitalismo occidentale”;
- “Palantir cattiva”;
- “destra autoritaria”.
Il problema reale è:
la costruzione di un ecosistema tecnocratico globale.
E questo ecosistema supera:
- destra e sinistra;
- capitalismo e socialismo;
- Occidente e Oriente.
La grande ipocrisia
La verità più scomoda è questa:
una parte della controinformazione non combatte il potere.
Combatte soltanto il potere che non controlla culturalmente.
Se il controllo:
- è progressista;
- usa linguaggio inclusivo;
- si presenta come etico;
- parla di diritti;
- utilizza retorica antifascista;
allora improvvisamente diventa più accettabile.
Ed è per questo che:
- Palantir Technologies viene trasformata nel mostro assoluto;
- mentre Anthropic riceve molto più silenzio, molte più cautele e molte meno campagne mediatiche.
Nonostante entrambe operino dentro lo stesso ecosistema strategico-tecnologico.
Questa non è controinformazione indipendente.

