I SOLITI RIPORTER: COLOMBIA, LA SOLITA PROPAGANDA ANTI-AMERICANA: DE LA ESPRIELLA “INCASSA UN MILIARDO”? NO, WASHINGTON ERA GIÀ IL PRINCIPALE PARTNER STRATEGICO DA DECENNI

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C’è un sistema narrativo che funziona sempre allo stesso modo.

Cambiano i Paesi, cambiano i presidenti, cambiano gli avvenimenti, ma lo schema rimane sorprendentemente identico: quando un governo latinoamericano si avvicina politicamente agli Stati Uniti, improvvisamente ricompaiono “Washington”, “l’impero”, i finanziamenti americani e la presunta subordinazione.

Quando invece miliardi, accordi militari, cooperazione economica e programmi di sicurezza attraversano governi progressisti, tutto diventa molto meno interessante.

È esattamente il problema della narrazione proposta da InsideOver nell’articolo intitolato:

“De la Espriella si insedia, spalanca le porte agli Usa e incassa un miliardo: ecco la nuova era della Colombia”.

Un titolo formidabile dal punto di vista propagandistico.

Molto meno formidabile quando lo si mette davanti ai numeri.

Perché il miliardo americano esiste.

Ma la Colombia non ha affatto “spalancato le porte” agli Stati Uniti con l’arrivo di Abelardo De la Espriella.

Quelle porte erano aperte da oltre vent’anni.

E basta leggere i documenti del Congresso degli Stati Uniti per scoprirlo.


IL MILIARDO ESISTE. IL RACCONTO COSTRUITO ATTORNO AL MILIARDO È UN’ALTRA COSA

Cominciamo eliminando qualsiasi possibile equivoco.

L’amministrazione Trump ha effettivamente annunciato l’intenzione di fornire 1 miliardo di dollari di assistenza alla sicurezza alla Colombia.

Reuters lo conferma.

Ma già qui compare la prima differenza sostanziale rispetto al titolo sensazionalistico.

Non stiamo parlando di De la Espriella che arriva al potere e “incassa” un miliardo come se Washington gli avesse consegnato una valigetta per essersi schierato dalla parte giusta.

Reuters riferisce che l’amministrazione americana intende, lavorando con il Congresso, fornire un pacchetto da un miliardo di dollari destinato alla security assistance.

Quindi sicurezza.

Antinarcotici.

Cooperazione strategica.

Contrasto alle organizzazioni armate e criminali.

Non un assegno personale a De la Espriella.

E soprattutto non qualcosa nato dal nulla il 7 agosto 2026.


LA DOMANDA CHE DISTRUGGE IL FRAME: QUANDO SONO ENTRATI DAVVERO GLI STATI UNITI IN COLOMBIA?

Qui la propaganda comincia ad avere qualche problema.

Perché la risposta non è:

“con De la Espriella”.

La risposta è:

decenni fa.

Il Congressional Research Service, organismo di ricerca del Congresso americano, definisce la Colombia un partner fondamentale degli Stati Uniti per la sicurezza e l’economia sudamericana da decenni.

Non da agosto 2026.

Non dall’elezione di De la Espriella.

Da decenni.

La svolta fondamentale risale al Plan Colombia, avviato nell’anno fiscale 2000.

Da allora Washington ha finanziato programmi contro narcotraffico, terrorismo e guerriglia e ha contribuito all’addestramento e all’equipaggiamento delle forze di sicurezza colombiane.

Un precedente rapporto del Congressional Research Service calcolava che dal 2000 la Colombia avesse ricevuto oltre 13 miliardi di dollari di assistenza americana attraverso Dipartimento di Stato, Dipartimento della Difesa e USAID.

Tredici miliardi.

Adesso improvvisamente dovremmo scandalizzarci perché Washington propone un altro miliardo?

Dov’era la scoperta dell’“apertura delle porte agli Stati Uniti” durante i precedenti venticinque anni?


BIDEN AVEVA ADDIRITTURA TRASFORMATO LA COLOMBIA IN “MAJOR NON-NATO ALLY”

C’è poi un particolare ancora più divertente.

Nel maggio 2022 il presidente democratico Joe Biden designò ufficialmente la Colombia:

Major Non-NATO Ally degli Stati Uniti.

Alleato principale extra-NATO.

Non lo fece Trump.

Non lo fece De la Espriella.

Lo fece Joe Biden.

E quella designazione offre alla Colombia accesso privilegiato a programmi di cooperazione militare, addestramento, equipaggiamenti e ricerca nel settore della difesa.

Il Congressional Research Service lo scrive nero su bianco.

Quindi quale porta avrebbe “spalancato” De la Espriella nel 2026?

Quella di una casa nella quale gli Stati Uniti erano già entrati da venticinque anni?


E CON PETRO I RAPPORTI CON WASHINGTON NON ERANO AFFATTO SCOMPARSI

Qui arriva la parte ancora più interessante.

Perché persino durante la presidenza di Gustavo Petro — non certamente accusabile di essere un trumpiano — la cooperazione americana non era sparita.

Il Congressional Research Service riporta che l’amministrazione Biden aveva stanziato per la Colombia 453,1 milioni di dollari di assistenza per l’anno fiscale 2023.

Per il 2024 il Congresso aveva indicato almeno 377,5 milioni di dollari, sottoponendoli a determinate condizioni.

Quindi facciamo una domanda estremamente semplice.

Quando centinaia di milioni di dollari arrivavano durante il governo Petro, perché non raccontare che Bogotá aveva “spalancato le porte agli Stati Uniti”?

Perché il frame cambia improvvisamente quando cambia il colore politico del presidente?

Questa è la domanda che dovrebbe porsi chiunque voglia distinguere l’informazione dall’ideologia.


E POI CI SONO 37,2 MILIARDI DI DOLLARI CHE QUALCUNO SEMBRA DIMENTICARE

Passiamo all’economia.

Perché anche qui la teoria della Colombia improvvisamente conquistata dagli Stati Uniti nel 2026 diventa difficile da sostenere.

Secondo lo United States Trade Representative, nel 2025 il commercio di beni fra Stati Uniti e Colombia valeva circa:

37,2 miliardi di dollari.

Le esportazioni americane verso la Colombia ammontavano a:

19,4 miliardi.

Le importazioni americane dalla Colombia:

17,8 miliardi.

E l’accordo commerciale tra i due Paesi?

Nemmeno quello nasce con De la Espriella.

Lo United States-Colombia Trade Promotion Agreement venne firmato nel 2006 ed entrò in vigore nel 2012.

Quattordici anni prima dell’insediamento dell’attuale presidente.

Altro che porte appena aperte.

Stiamo parlando di due economie profondamente integrate da anni.


PLAN COLOMBIA: LA STORIA CHE MANDA IN FRANTUMI LA NARRAZIONE

Il vero problema della rappresentazione ideologica della Colombia è che bisogna praticamente cancellare dalla memoria Plan Colombia.

Il programma di cooperazione tra Washington e Bogotá fu una delle più importanti operazioni americane di assistenza militare e antinarcotici dell’America Latina contemporanea.

Il Congressional Research Service riconosce che l’assistenza americana contribuì ad addestrare ed equipaggiare le forze colombiane, recuperare territori controllati dai gruppi armati illegali, migliorare la sicurezza e indebolire le FARC fino a contribuire a creare le condizioni che portarono al negoziato.

Naturalmente la storia di Plan Colombia comprende anche controversie gravissime, comprese violazioni dei diritti umani attribuite a forze di sicurezza e paramilitari.

Ma proprio questo dimostra quanto sia assurdo presentare l’attuale cooperazione come l’improvvisa colonizzazione americana della Colombia.

Washington è dentro l’architettura della sicurezza colombiana da un quarto di secolo.


MA C’È UN ALTRO NUMERO CHE VA RICORDATO: 13 MILIARDI

Dal 2000 gli Stati Uniti hanno destinato alla Colombia oltre 13 miliardi di dollari di assistenza secondo un precedente rapporto del Congressional Research Service.

Ripetiamolo:

OLTRE 13 MILIARDI.

E allora il miliardo annunciato oggi assume una prospettiva completamente differente.

Non rappresenta la nascita della presenza americana in Colombia.

Rappresenta semmai un forte rilancio di una cooperazione strategica già esistente dopo il deterioramento dei rapporti verificatosi durante gli ultimi anni della presidenza Petro.

Questa è una lettura politicamente discutibile, naturalmente.

Si può essere favorevoli o contrari.

Ma almeno rispetta la cronologia.


PERCHÉ WASHINGTON STA INVESTENDO NUOVAMENTE NELLA SICUREZZA COLOMBIANA?

Anche qui bisognerebbe raccontare tutto il quadro.

De la Espriella si è insediato promettendo una politica estremamente aggressiva contro narcotraffico, coltivazioni illegali e organizzazioni armate.

Ha annunciato la fine dei negoziati con alcuni gruppi guerriglieri e l’adesione della Colombia allo Shield of the Americas, iniziativa guidata dagli Stati Uniti.

Questa è certamente una svolta politica.

Ed è corretto raccontarla.

Ma contemporaneamente bisogna ricordare cosa sta succedendo sul territorio.

A distanza di appena un giorno dall’insediamento del nuovo presidente, un’autobomba è esplosa lungo la Panamericana vicino a Cali.

L’esercito colombiano ha attribuito l’attacco a dissidenti delle FARC che non hanno aderito all’accordo di pace.

Questa è la Colombia reale con cui deve confrontarsi il nuovo governo.

Narcotraffico.

Guerriglie.

Dissidenze FARC.

Organizzazioni criminali.

Controllo territoriale.

Coltivazioni di coca.

Non esattamente problemi inventati dalla CIA per giustificare un bonifico bancario.


IL FALLIMENTO DELL’ANTIDROGA DURANTE GLI ULTIMI ANNI È UN ALTRO PEZZO DEL PUZZLE

C’è inoltre un precedente che non può essere ignorato.

Nel settembre 2025 l’amministrazione Trump stabilì formalmente che la Colombia aveva “failed demonstrably” nel rispettare i propri obblighi internazionali nella lotta antidroga.

Era la prima volta in quasi trent’anni.

La decisione arrivò dopo anni di divergenze con il governo Petro sulle strategie antidroga.

Paradossalmente, però, Washington stabilì contemporaneamente che continuare l’assistenza americana alla Colombia rimaneva fondamentale per gli interessi nazionali degli Stati Uniti.

Questo passaggio è importantissimo.

Dimostra precisamente che gli aiuti americani non sono semplicemente un premio assegnato al presidente ideologicamente gradito.

Persino quando Washington certificava il fallimento della politica antidroga colombiana sotto Petro, riteneva necessario continuare l’assistenza.


QUINDI COSA È CAMBIATO DAVVERO CON DE LA ESPRIELLA?

Finalmente possiamo porre la domanda corretta.

Non:

“Gli Stati Uniti sono entrati in Colombia?”

Perché c’erano già.

Non:

“Gli Stati Uniti hanno cominciato a finanziare la Colombia?”

Perché la finanziano da venticinque anni.

Non:

“La Colombia è diventata improvvisamente un alleato militare americano?”

Perché Biden l’aveva già designata Major Non-NATO Ally nel 2022.

La vera novità è molto più semplice:

è cambiata la linea politica del governo colombiano.

De la Espriella vuole ripristinare una cooperazione molto più stretta con Washington nella sicurezza, nella lotta alla droga, nella politica energetica e nella strategia regionale.

E Trump vuole sfruttare questa convergenza.

Questa è politica internazionale.

Può piacere oppure no.

Ma non servono caricature.


LA VECCHIA LENTE IDEOLOGICA: SE ARRIVANO SOLDI AMERICANI È “IMPERIALISMO”

Ed eccoci al problema culturale più interessante.

Una parte della lettura geopolitica latinoamericana continua a utilizzare categorie che sembrano provenire direttamente dalla Guerra Fredda.

Gli Stati Uniti non possono avere alleati.

Devono avere “satelliti”.

Non possono finanziare programmi di sicurezza.

Devono “comprare governi”.

Non possono costruire coalizioni.

Devono necessariamente “controllare” qualcuno.

E quando un governo conservatore decide autonomamente di stringere i rapporti con Washington, evidentemente non può farlo perché considera quella scelta conveniente per il proprio Paese.

Deve necessariamente essere diventato una pedina dell’impero.

È il vecchio determinismo ideologico applicato alla geopolitica.


E SE APPLICASSIMO LO STESSO METRO A TUTTI?

Qui sta la questione fondamentale.

Quando la Colombia di Petro decise di aderire alla Belt and Road Initiative cinese, avremmo dovuto dire che Bogotá aveva “spalancato le porte alla Cina”?

Quando governi latinoamericani ricevono investimenti cinesi, dobbiamo automaticamente considerarli governi fantoccio di Pechino?

Quando Russia, Cina o Iran finanziano infrastrutture, cooperazione militare, energia o programmi strategici all’estero, dobbiamo utilizzare automaticamente la parola imperialismo?

Se la risposta è no, allora non possiamo cambiare dizionario esclusivamente quando compare Washington.

Altrimenti non stiamo facendo geopolitica.

Stiamo facendo ideologia.


LA COLOMBIA NON È STATA “COMPRATA PER UN MILIARDO”

Questa è probabilmente la sintesi più importante.

Gli Stati Uniti stanno proponendo un miliardo di dollari di assistenza alla sicurezza.

È vero.

De la Espriella vuole una partnership molto più stretta con Washington.

È vero.

Trump considera il nuovo governo colombiano un partner strategico.

È vero.

Ma da questi fatti non deriva automaticamente che Washington abbia “comprato” Bogotá.

Per sostenerlo servirebbero prove.

Documenti.

Condizioni segrete.

Accordi occulti.

Non semplicemente l’esistenza di un programma di assistenza militare pubblicamente annunciato.


LA REALTÀ È MOLTO PIÙ SCOMODA DELLO SLOGAN

La Colombia è stata uno dei più importanti partner strategici degli Stati Uniti in America Latina per oltre vent’anni.

Ha ricevuto miliardi di dollari di assistenza.

Ha costruito parte della propria capacità militare e antidroga attraverso la cooperazione americana.

Ha un accordo commerciale con Washington operativo dal 2012.

Joe Biden l’ha nominata Major Non-NATO Ally.

Durante Petro ha continuato a ricevere centinaia di milioni di dollari americani.

Nel 2025 Stati Uniti e Colombia hanno scambiato beni per oltre 37 miliardi di dollari.

Poi i rapporti politici si sono deteriorati.

Adesso arriva De la Espriella, cambia radicalmente strategia e Washington decide di rilanciare la cooperazione con un pacchetto di sicurezza da un miliardo.

Questa è la storia.

Tutto il resto è interpretazione.


IL VERO PROBLEMA È RACCONTARE I FATTI SOLO QUANDO SERVONO ALL’IDEOLOGIA

È perfettamente legittimo criticare De la Espriella.

È perfettamente legittimo criticare Trump.

È perfettamente legittimo chiedersi quali interessi strategici abbiano gli Stati Uniti in Colombia.

Anzi: bisogna farlo.

Ma allora bisogna raccontare anche venticinque anni di rapporti USA-Colombia.

Bisogna raccontare Plan Colombia.

Bisogna raccontare gli oltre 13 miliardi di assistenza precedente.

Bisogna raccontare Biden.

Bisogna raccontare la designazione Major Non-NATO Ally.

Bisogna raccontare i finanziamenti arrivati durante Petro.

Bisogna raccontare l’accordo commerciale.

Bisogna raccontare i 37,2 miliardi di commercio bilaterale.

E soprattutto bisogna distinguere un miliardo di security assistance da un miliardo “incassato” personalmente dal presidente colombiano.

Altrimenti non si sta spiegando al lettore quello che sta succedendo.

Gli si sta consegnando una conclusione ideologica già confezionata.

Ed è proprio questo il problema di certa controinformazione: denuncia continuamente la propaganda degli altri mentre continua a interpretare il mondo attraverso lo stesso vecchio schema binario.

USA uguale imperialismo.

Governo alleato degli USA uguale servo.

Aiuti americani uguale corruzione o subordinazione.

La realtà internazionale è infinitamente più complessa.

E in questo caso possiede anche un difetto terribile per la propaganda:

è documentata.


FONTI

Reuters — US says it plans $1 billion security assistance to government of Colombia’s new leader
https://www.reuters.com/world/us/us-says-it-plans-1-billion-security-assistance-government-colombias-new-leader-2026-08-08/

Reuters — New Colombia president pledges robust fight against crime, fiscal austerity in maiden speech
https://www.reuters.com/world/americas/de-la-espriella-take-office-colombia-president-pledges-security-crackdown-2026-08-07/

Congressional Research Service — Colombia: Background and U.S. Relations
https://www.congress.gov/crs-product/R48287

Congressional Research Service — rapporto sulle relazioni USA-Colombia e assistenza dal 2000
https://www.congress.gov/crs_external_products/R/HTML/R47426.web.html

Congressional Research Service — Colombia’s Antidrug Efforts and the “Failed Demonstrably” Designation
https://www.congress.gov/crs-product/IN12610

United States Trade Representative — Colombia
https://ustr.gov/countries-regions/americas/colombia

Associated Press — A car-bomb attack targets southwest Colombia a day after conservative president takes office
https://apnews.com/article/130f812b834295ae3cd591bea8328b09

InsideOver — articolo oggetto della critica
https://it.insideover.com/politica/de-la-espriella-si-insedia-spalanca-le-porte-agli-usa-e-incassa-un-miliardo-ecco-la-nuova-era-della-colombia.html

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