È in atto una rivoluzione nella civiltà

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Come se l’Agenda 2030 del World Economic Forum non fosse già abbastanza grave:

  • mangiare insetti,
  • vivere in baccelli,
  • tirannia medica,
  • uno stato di sorveglianza internazionale, ecc. ecc.,

gli architetti del Grande Reset hanno ora svelato come intendono affrontare i milioni di “mangiatori inutili“, che saranno inevitabilmente necessari per sostenere le città distopiche del futuro.

La loro soluzione?

Stiparli tutti in un muro gigante.

Sì… davvero.

Nonostante i mali intrinseci dei muri – specialmente quelli che denotano i confini di un paese – le città del futuro vengono progettate come strutture lineari, al fine di ridurre l’impronta ambientale degli abitanti.

Questa settimana, l’Arabia Saudita ha svelato i suoi piani per una nuova città futuristica, che ospiterà 9 milioni di persone all’interno di un enorme muro a specchio, alto 1.500 piedi e lungo 109 miglia, nel mezzo del deserto.

Per avere un’idea, il pugno nell’occhio riflettente sarà più alto dell’Empire State Building e della Torre Eiffel, una volta completato.

Lunedì è stato rilasciato un video promozionale, propagandando la città avanzata come: “il futuro” della civiltà, a causa del suo design “rivoluzionario” e della ridotta impronta economica”.

Sarà situato nel cuore del deserto dell’Arabia Saudita, lungo “le principali rotte commerciali globali” e gli sviluppatori si vantano che avrà un clima temperato tutto l’anno, a causa della sua ventilazione aperta e della presunta produzione sostenibile di energia rinnovabile.

Il video ha causato un immediato contraccolpo online, da entrambe le parti, con molti che hanno definito il progetto: “infernalee distopico“, tuttavia, alcuni hanno trovato dell’umorismo nella soluzione ipocrita.

Se solo fosse così semplice!

Nonostante le battute, il video chiarisce che si tratta di un progetto serio: “È in atto una rivoluzione nella civiltà“, spiega il narratore.

La nuova “città lineare“, soprannominata “Neom“, dal principe ereditario saudita, Mohammad Bin Salman, sarà dotata delle tecnologie più avanzate disponibili, tra cui:

  • fattorie verticali,
  • riconoscimento facciale,
  • trasporto a emissioni zero,
  • cloud seeding e altri programmi in fase di sviluppo.

Probabilmente, la città presenterà anche alcune agghiaccianti comparse distopiche, come: combattimenti in gabbia robotica, una luna finta e, naturalmente, il tutto sarà gestito da una “IA avanzata“.

Il Wall Street Journal ha anche scoperto alcuni dettagli aggiuntivi, trapelati da documenti interni, molti dei quali è molto probabile che divengano realtà.

Ci sono piani per “raccogliere e raggruppare autonomamente” i prodotti delle fattorie comunitarie e costruire “un treno ad alta velocità che correrà sotto gli edifici a specchio“. Ci sarà anche uno stadio “a 1.000 piedi dal suolo” e ci sono piani per costruire un porto turistico sotto la città.

Anche se la gigantesca struttura sembra un muro continuo, “The Line“, alla fine, sarà composto da due enormi edifici paralleli collegati tra loro.

Non sorprende che le persone saranno stipate in piccoli alloggi, “organizzati in 3 dimensioni” e raggruppati in quelle che il progetto chiama: “comunità uniche“.

Ognuna di queste sezioni ospiterà il proprio centro commerciale, i servizi medici, i distretti alimentari, i centri ricreativi e i siti di lavoro comunali. Se le persone avranno bisogno di spostarsi tra le sezioni, i residenti della città distopica saranno in grado di viaggiare da un’estremità all’altra del muro, in 20 minuti, utilizzando il sistema di trasporto pubblico, a emissioni zero, della città lineare.

Mentre il progetto distopico sembra inverosimile e alcuni si chiedono se arriverà mai a buon fine, ci sono buone probabilità che sarà costruito, poiché Mohammad Bin Salman (MBS), vede il progetto come la sua “eredità“.

Il principe ereditario saudita è così innamorato della città lineare, che l’ha definita: la sua versione delle “piramidi egiziane” – secondo il Wall Street Journal.

A questo punto, apparentemente, l’unica cosa che potrebbe impedire la sua realizzazione, è un fallimento tecnologico.

Inoltre, il progetto ha probabilmente il timbro di approvazione WEF-Klaus Schwab, poiché MBS, è profondamente allineato con l’organizzazione globalista.

A gennaio, ha parlato alla conferenza del WEF, come ospite speciale ed ha incontrato la leadership del WEF numerose volte, negli ultimi anni. Ha anche segnalato il suo sostegno alla Vision 2030 del WEF, una sottosezione dell’Agenda 2030.

In tutto, MBS ha già stanziato ben 500 miliardi di dollari, per lo sviluppo di “Neom” e, come accennato in precedenza, è determinato a portarlo a termine.

Solo il tempo dirà se il progetto, all’apparenza troppo ambizioso, sarà completato.

Lunedì è stato rilasciato un secondo video promozionale per la città lineare.

Riportato e tradotto da

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