Netanyahu torna da Washington e Hamas accetta il disarmo: il premier israeliano affronta una situazione imprevista

Date:

31 luglio 2026

Il rientro del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu da Washington ha coinciso con uno sviluppo che potrebbe modificare profondamente gli equilibri politici e diplomatici del conflitto israelo-palestinese. Mentre il leader israeliano aveva illustrato al presidente statunitense Donald Trump uno scenario nel quale Hamas appariva intenzionato a respingere qualsiasi ipotesi di disarmo, poche ore dopo il suo ritorno in Israele il movimento palestinese ha annunciato, attraverso i mediatori internazionali, l’accettazione della roadmap predisposta dal Board of Peace per il completo smantellamento delle proprie capacità militari.

La tempistica dell’annuncio ha inevitabilmente aperto interrogativi sulle prospettive del governo israeliano e sul futuro dell’operazione militare nella Striscia di Gaza.


Washington, il colloquio con Trump e la posizione israeliana

Durante la visita negli Stati Uniti, Netanyahu aveva ribadito la posizione del proprio esecutivo: secondo il governo israeliano Hamas non avrebbe mai accettato volontariamente il completo disarmo e, di conseguenza, l’IDF avrebbe dovuto proseguire l’offensiva fino al raggiungimento degli obiettivi militari prefissati.

Israele aveva inoltre manifestato forti riserve sul piano elaborato dal Board of Peace, ritenendolo insufficiente a garantire una reale eliminazione delle capacità militari del movimento islamista.

Secondo fonti dell’amministrazione americana, tuttavia, Donald Trump avrebbe espresso crescente insoddisfazione verso eventuali ostacoli israeliani all’accordo, ritenendo che il nuovo piano rappresenti la migliore occasione disponibile per ottenere contemporaneamente:

  • il disarmo di Hamas;
  • la sicurezza di Israele;
  • la ricostruzione di Gaza;
  • la nascita di una nuova amministrazione civile palestinese.

Hamas accetta la roadmap

La sorpresa è arrivata al ritorno di Netanyahu.

Attraverso i mediatori di:

  • Egitto;
  • Qatar;
  • Turchia,

Hamas ha comunicato di aver accettato il testo finale della roadmap in 15 punti, elaborata dal Board of Peace.

L’organizzazione ha precisato che il processo di consegna delle armi inizierà nel momento in cui saranno attuate le clausole previste dall’accordo di cessate il fuoco dell’ottobre 2025.

Il principio guida dell’intero piano è estremamente semplice:

“Un’autorità, una legge, un’arma.”

L’obiettivo è eliminare definitivamente l’esistenza di milizie armate autonome all’interno della Striscia.


Come funzionerà il disarmo

Il piano è molto più articolato rispetto ai precedenti accordi.

La durata prevista oscilla tra:

  • 200 giorni
  • 350 giorni

a seconda delle verifiche internazionali.

Le varie fasi prevedono:

Prima fase

  • consegna delle armi della polizia civile;
  • registrazione degli arsenali.

Seconda fase

  • ritiro delle armi pesanti;
  • stoccaggio controllato;
  • distruzione dei depositi.

Terza fase

  • demolizione delle fabbriche clandestine di armamenti;
  • eliminazione dell’infrastruttura militare.

Quarta fase

  • smantellamento della rete di tunnel.

Quinta fase

  • raccolta delle armi leggere;
  • applicazione della legislazione palestinese sul possesso delle armi.

Tutte le milizie presenti nella Striscia dovranno consegnare integralmente il proprio arsenale.


Il nuovo organismo palestinese

Una delle principali novità consiste nella creazione del:

National Committee for the Administration of Gaza

che assumerà il controllo esclusivo delle armi confiscate.

L’organismo sarà composto da tecnici palestinesi e opererà sotto la supervisione internazionale del Board of Peace.

La gestione della sicurezza verrà progressivamente trasferita a:

  • una nuova polizia palestinese;
  • una Forza Internazionale di Stabilizzazione.

Parallelamente, le truppe israeliane procederanno a un ritiro graduale dalla Striscia secondo un calendario definito.


Trump: “Un momento storico”

Donald Trump ha definito l’accordo:

“Storico”

e

“Un passo monumentale verso una pace e una sicurezza durature.”

Sul proprio social Truth Social il presidente americano ha sostenuto che Gaza:

  • non sarà più utilizzata come base per attacchi contro Israele;
  • verrà amministrata da un nuovo governo palestinese dedicato esclusivamente alla ricostruzione civile.

Per Washington il successo del piano rappresenterebbe uno dei principali risultati diplomatici della nuova amministrazione.


Netanyahu davanti a una nuova realtà politica

L’annuncio di Hamas modifica profondamente il quadro politico.

Se il movimento palestinese dovesse realmente dare seguito agli impegni assunti, il governo israeliano sarebbe chiamato a decidere se:

  • aderire pienamente al processo;
  • richiedere modifiche sostanziali;
  • oppure proseguire l’offensiva militare nonostante l’accordo.

Secondo indiscrezioni provenienti da Washington, l’amministrazione Trump vedrebbe con crescente favore una soluzione politica che garantisca contemporaneamente la sicurezza di Israele e la fine del controllo militare di Hamas sulla Striscia.

L’esecutivo israeliano continua però a mantenere un atteggiamento prudente, ricordando come numerosi accordi passati non abbiano impedito il riarmo delle organizzazioni armate.


Le lezioni del passato

La cautela israeliana trova fondamento nella storia recente.

Le tregue del:

  • 2012;
  • 2014;

interruppero temporaneamente i combattimenti senza eliminare le capacità militari di Hamas.

Anche gli accordi del novembre 2023 e le successive fasi del piano di pace del 2025 produssero:

  • scambi di ostaggi;
  • pause umanitarie;
  • riduzione temporanea delle ostilità,

ma il nodo centrale del disarmo rimase irrisolto.

L’attuale roadmap si differenzia proprio perché introduce:

  • verifiche internazionali indipendenti;
  • un calendario dettagliato;
  • organismi tecnici di controllo;
  • il trasferimento dell’autorità militare a un’amministrazione civile palestinese.

Le prossime due settimane saranno decisive

Il testo dell’accordo prevede che entro quattordici giorni venga definito il calendario operativo dettagliato.

Un comitato internazionale di verifica potrà autorizzare eventuali proroghe qualora emergessero difficoltà nell’attuazione.

Da questo momento il successo dell’intera iniziativa dipenderà dalla concreta adesione di tutte le parti coinvolte.

Per Israele il risultato atteso è una Striscia definitivamente priva di organizzazioni armate.

Per Gaza, invece, la roadmap punta a creare le condizioni per una ricostruzione amministrativa, economica e civile sotto un’unica autorità palestinese riconosciuta dalla comunità internazionale.


Fonti

  • The Guardian – Trump says ‘complete disarmament’ of Hamas agreed in Gaza but Israel yet to accept (31 luglio 2026)
  • The Jerusalem Post – Officials detail ‘historic’ Hamas disarmament plan, Israel remains skeptical (31 luglio 2026)
  • Axios – Trump touts “historic” agreement to disarm Hamas, rebuild Gaza (30-31 luglio 2026)
  • CBS News – Trump says Hamas agreed to next phase of Gaza peace deal, including disarmament (31 luglio 2026)
  • Al Jazeera – Hamas reaches Gaza disarmament agreement with Board of Peace (30-31 luglio 2026)
  • The Times of Israel – Trump: Board of Peace has reached agreement on ‘complete disarmament’ of Hamas (30 luglio 2026)
  • Reuters / dpa International – Trump says Board of Peace reaches Hamas disarmament deal (31 luglio 2026)
  • The New York Times – Past Israel-Hamas Cease-Fires Have Proved Fragile e aggiornamenti sul piano di disarmo (31 luglio 2026)
  • BBC News – Hamas agrees to Trump’s plan to disarm in Gaza (31 luglio 2026)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Condividi il post:

Iscriviti

spot_img

Popolari

Altri contenuti simili
Related

Soros nell’ ombra di Ceuta, la crisi dei confini e la guerra delle narrazioni

I cani da riporto della controinformazione: come la propaganda...

La metastasi comunista e i cani da riporto della controinformazione

Dalle radici del marxismo al terzomondismo contemporaneo: una lettura...

Trump annuncia l’accordo «storico» per il disarmo di Hamas: Israele resta scettico, cautela nel mondo arabo

Il piano prevede la consegna progressiva delle armi, lo...