Quando un sindaco afferma che nella propria città “non esistono le baby gang”, non sta semplicemente esprimendo un’opinione. Sta formulando una valutazione politica che può essere confrontata con i dati, con gli atti delle forze dell’ordine, con le statistiche giudiziarie e con la realtà quotidiana vissuta da cittadini e commercianti.
Nel caso di Bologna, la dichiarazione attribuita al sindaco Matteo Lepore appare sempre più difficile da sostenere alla luce delle informazioni disponibili.
La questione non è semantica. Nessuno sostiene che Bologna sia diventata una metropoli dominata da organizzazioni criminali giovanili strutturate sul modello delle gang latinoamericane. Ma negare l’esistenza di gruppi di minorenni o giovanissimi che agiscono in branco, compiono aggressioni, rapine, pestaggi, intimidazioni e reati predatori significa ignorare una parte consistente della cronaca cittadina e delle statistiche ufficiali.
I dati ufficiali parlano di un’esplosione della criminalità minorile
Secondo i dati riportati nel 2026 dagli uffici giudiziari dell’Emilia-Romagna, i reati commessi da minori sono aumentati in modo significativo negli ultimi anni.
La Corte d’Appello di Bologna ha evidenziato un forte incremento delle cosiddette “condotte irregolari” e un abbassamento dell’età dei soggetti coinvolti nei reati. Il fenomeno è stato descritto come un’escalation della violenza giovanile.
Ancora più significativo è il dato riportato dalla Procura Generale: nel 2025 i reati commessi da minorenni nell’area bolognese hanno registrato una crescita superiore all’11%, con un aumento dell’utilizzo di coltelli e armi improprie nelle aggressioni.
Parallelamente, il Ministero della Giustizia ha documentato una crescita costante dei procedimenti penali a carico di minori su scala nazionale, fenomeno che interessa in modo rilevante anche l’Emilia-Romagna.
Bologna è tra le città più colpite dalla criminalità
Secondo l’Indice della Criminalità pubblicato dal Sole 24 Ore, Bologna continua a collocarsi ai vertici delle classifiche nazionali per numero di denunce e reati denunciati in rapporto alla popolazione.
Lo stesso rapporto evidenzia un incremento dei minori denunciati superiore al 30% rispetto al periodo pre-pandemico.
Non si tratta dunque di percezioni o slogan politici.
Si tratta di numeri.
Numeri che descrivono una città dove il problema della sicurezza è diventato centrale nel dibattito pubblico.
Le operazioni della Polizia smentiscono la narrazione
La stessa Questura di Bologna ha pubblicato negli anni numerose operazioni contro gruppi di giovani responsabili di rapine, aggressioni e atti violenti.
In una nota ufficiale della Polizia di Stato viene addirittura utilizzata la definizione di “baby gang” per descrivere un gruppo di giovani denunciati dalla Squadra Mobile dopo una serie di episodi criminali.
Nel solo primo quadrimestre del 2025 risultano oltre cento minori denunciati e decine di arresti per furti, rapine e lesioni personali.
Se non esistono le baby gang, come dovrebbero essere definiti questi gruppi?
Branchetti giovanili?
Aggregazioni spontanee?
Compagnie di ragazzi particolarmente vivaci?
La sostanza non cambia.
Quando più giovani si organizzano per intimidire, derubare o aggredire coetanei e cittadini, il fenomeno esiste indipendentemente dal nome che si sceglie di attribuirgli.
Il problema della Bolognina e delle periferie
La stessa letteratura sociologica e le ricostruzioni giornalistiche hanno documentato nel tempo la presenza di fenomeni di devianza giovanile organizzata in aree come la Bolognina.
Tra i casi più noti vi è quello dei cosiddetti “Bolognina Warriors”, gruppo giovanile coinvolto in aggressioni, rapine e atti di violenza che ha attirato l’attenzione di forze dell’ordine, magistratura minorile e studiosi del fenomeno.
Naturalmente non si può ridurre l’intera realtà bolognese a un singolo quartiere.
Ma è altrettanto difficile sostenere che il problema non esista.
La politica del negazionismo
Negli ultimi anni molte amministrazioni europee hanno adottato una strategia comunicativa ricorrente.
Non negano completamente il problema.
Negano il termine.
Non esistono baby gang.
Non esiste degrado.
Non esiste emergenza sicurezza.
Non esistono zone franche.
Esistono soltanto “situazioni complesse”.
Ma i cittadini vedono altro.
Vedono negozi assaltati.
Vedono aggressioni in stazione.
Vedono rapine.
Vedono accoltellamenti.
Vedono minorenni armati.
La realtà quotidiana pesa più delle formule comunicative elaborate negli uffici stampa.
Quando la percezione coincide con i dati
Un argomento spesso utilizzato dalle amministrazioni è quello della cosiddetta “sicurezza percepita”.
Secondo questa teoria i cittadini si sentirebbero meno sicuri di quanto i dati reali giustifichino.
Eppure nel caso di Bologna la percezione sembra trovare conferma proprio nelle statistiche.
Un sondaggio citato nel dibattito pubblico locale indica che circa il 65% dei cittadini considera le baby gang una preoccupazione concreta e che la maggioranza percepisce un aumento della microcriminalità.
Quando la percezione collettiva coincide con l’aumento dei reati, con le denunce, con gli arresti e con le segnalazioni delle forze dell’ordine, liquidare tutto come allarmismo diventa sempre più difficile.
Conclusione: il problema non si risolve negandolo
La vera questione non è se utilizzare o meno l’espressione “baby gang”.
La vera questione è se Bologna stia vivendo un aumento della criminalità giovanile organizzata in gruppi.
Le statistiche dicono di sì.
Le procure dicono di sì.
Le forze dell’ordine dicono di sì.
La cronaca quotidiana dice di sì.
Si può discutere sulle cause.
Disagio sociale, integrazione fallita, crisi educativa, assenza di presidi territoriali, degrado urbano, povertà culturale o politiche migratorie.
Ma il primo passo per affrontare un problema è riconoscerne l’esistenza.
Quando invece si sceglie la strada della negazione, il rischio è che la distanza tra istituzioni e cittadini diventi sempre più ampia.
E una città che non riesce più a fidarsi della propria classe dirigente è una città che perde uno dei presupposti fondamentali della convivenza civile.
Fonti
- Indice della Criminalità 2025 – Il Sole 24 Ore
- Esplode la violenza giovanile: aumentano i reati e cala l’età – Il Resto del Carlino
- Delinquenza giovanile, sempre più casi – Università di Bologna InCronaca
- L’allarme della Procura: più reati e più coltelli tra i minori – Repubblica Bologna
- Baby gang sgominata – Questura di Bologna
- Analisi dei Servizi Minorili – Ministero della Giustizia
- 102 minori denunciati e 28 arrestati nei primi mesi del 2025 – BolognaToday

