Dalla futura Homeland Force britannica ai programmi di Canada e Australia: la carenza di personale militare sta modificando il rapporto tra cittadinanza, immigrazione e servizio armato
L’Occidente si sta preparando a un’epoca di conflitti più estesi, sabotaggi, attacchi informatici e operazioni contro infrastrutture strategiche. Le decisioni assunte negli ultimi anni da Regno Unito, Canada, Australia, Germania, Svezia, Polonia e Francia indicano una tendenza difficile da ignorare: i governi vogliono rafforzare la difesa territoriale, ma non dispongono sempre del personale necessario.
Da qui nasce una domanda che non può essere liquidata come propaganda o xenofobia:
chi verrà autorizzato a indossare la divisa, portare armi e proteggere le infrastrutture critiche dello Stato?
La questione non riguarda l’origine etnica di una persona e neppure la presunzione che uno straniero non possa essere leale. Riguarda il rapporto giuridico e politico tra cittadinanza, fedeltà allo Stato, accesso alle armi e poteri esercitabili sui civili.
Alcuni Paesi conservano un modello fondato sulla cittadinanza. Altri hanno già aperto il reclutamento militare ai residenti permanenti. Il Canada, nel 2026, ha compiuto un passo ulteriore, creando un percorso migratorio riservato a determinate categorie di militari stranieri altamente qualificati.
La Gran Bretagna, invece, sta ancora elaborando le regole della sua futura forza di difesa interna.
La Homeland Force britannica: esiste il progetto, non ancora le regole definitive
La Strategic Defence Review britannica del 2025 ha raccomandato di studiare una nuova forza destinata alla protezione delle basi militari e delle infrastrutture nazionali critiche.
Il documento non ha istituito automaticamente un nuovo corpo con un regolamento già completo. Ha incaricato il Ministero della Difesa di esplorare una struttura reclutata localmente, presumibilmente collegata all’Esercito e organizzata secondo un modello vicino a quello delle riserve.
Secondo l’analisi del Royal United Services Institute, la forza potrebbe ricevere armamento ed equipaggiamento di base, utilizzare droni e svolgere compiti territoriali circoscritti. L’obiettivo sarebbe liberare le unità regolari e le riserve più addestrate, permettendo loro di concentrarsi sulle operazioni di combattimento.
La funzione appare chiara:
- proteggere installazioni militari;
- sorvegliare infrastrutture strategiche;
- contribuire alla sicurezza del territorio;
- reagire a sabotaggi e minacce ibride;
- sostenere la resilienza nazionale durante una guerra.
Molto meno chiaro è il criterio di reclutamento.
Al momento non risultano pubblicate disposizioni definitive che stabiliscano se potranno aderire esclusivamente cittadini britannici oppure anche cittadini del Commonwealth, residenti permanenti o altre categorie di stranieri legalmente presenti.
Non è stato ancora chiarito pubblicamente neppure quali poteri potranno essere esercitati nei confronti dei civili, quali armi saranno assegnate, quale livello di controllo di sicurezza sarà richiesto e se la forza potrà affiancare la polizia durante disordini, sabotaggi o emergenze nazionali.
È necessario separare i fatti dalle ipotesi: non esiste alcuna prova pubblica di un piano britannico per reclutare clandestini o richiedenti asilo nella Homeland Force.
Ma l’assenza di una prova non sostituisce la necessità di regole trasparenti. Finché i requisiti non saranno pubblicati, la domanda sull’idoneità rimarrà legittima.
Il precedente canadese: da residenti permanenti a soldati
Nel novembre 2022 il Canada ha aperto le proprie Forze Armate ai residenti permanenti. I dati ufficiali mostrano una crescita molto rapida:
- 7 residenti permanenti arruolati a partire dal novembre 2022;
- 109 nell’anno fiscale 2023-2024;
- 823 nel 2024-2025;
- 1.400 nel 2025-2026.
Nell’ultimo periodo considerato, i residenti permanenti hanno rappresentato quasi un quinto dei 7.310 nuovi ingressi complessivi nelle Forze Armate canadesi.
Non si tratta di persone entrate illegalmente nel Paese. Sono soggetti titolari di uno status giuridico riconosciuto, sottoposti alle procedure di arruolamento e ai controlli previsti dalle Forze Armate.
La portata politica della scelta rimane però evidente: il Canada non considera più la cittadinanza un requisito assoluto per entrare nelle proprie forze militari.
Le condizioni pubblicate dal sistema di reclutamento canadese precisano che il candidato deve essere cittadino o residente permanente. Ai residenti permanenti può essere richiesta la prova di almeno tre anni di presenza fisica in Canada, anche attraverso la documentazione relativa a un’eventuale domanda di cittadinanza.
Il confine tradizionale tra residente straniero e militare dello Stato è quindi già stato superato.
Il nuovo percorso migratorio per militari stranieri qualificati
Nel febbraio 2026 Ottawa ha aggiunto un elemento ancora più significativo. Il governo canadese ha inserito tra le categorie di selezione di Express Entry quella dedicata alle skilled military recruits, cioè alle reclute militari qualificate.
Il meccanismo permette a determinati militari stranieri altamente specializzati, in possesso di un’offerta di lavoro delle Forze Armate canadesi, di essere invitati a presentare domanda per la residenza permanente.
Il governo ha indicato, a titolo di esempio, medici, infermieri e piloti militari.
Le condizioni sono molto più restrittive di quanto suggerirebbe una formula generica come “reclutamento degli immigrati”. La categoria riguarda candidati che:
- prestano servizio in una forza armata straniera riconosciuta;
- possiedono almeno dieci anni di servizio continuativo;
- dispongono di formazione ed esperienza coerenti con le professioni militari indicate;
- ricevono un’offerta dalle Forze Armate canadesi;
- devono superare i controlli militari e di sicurezza.
Questo significa che il Canada non sta semplicemente reclutando manodopera migrante senza qualifiche. Sta costruendo un canale selettivo attraverso il quale il reclutamento militare può diventare parte del percorso verso la residenza permanente.
Il rapporto può quindi funzionare in entrambe le direzioni:
la residenza permanente consente l’arruolamento e, per alcune reclute straniere specializzate, l’interesse delle Forze Armate può favorire l’accesso alla residenza permanente.
È una trasformazione reale del rapporto tra immigrazione e difesa nazionale.
Australia: il “Rubicone” del reclutamento dei non cittadini
Nel giugno 2024 l’Australia annunciò l’apertura delle proprie Forze di Difesa a determinate categorie di residenti permanenti non cittadini.
Dal luglio 2024 l’accesso fu esteso ai cittadini neozelandesi residenti permanenti in Australia. Dal gennaio 2025 la possibilità venne ampliata ai residenti permanenti provenienti da Regno Unito, Stati Uniti e Canada.
Le condizioni inizialmente indicate prevedevano:
- almeno dodici mesi di residenza permanente in Australia;
- rispetto degli standard ordinari di arruolamento;
- superamento dei controlli di sicurezza;
- assenza di servizio in forze armate straniere nei due anni precedenti;
- possibilità di ottenere la cittadinanza australiana.
Il ministro della Difesa Richard Marles definì la decisione un «Rubicone» attraversato dalla politica governativa. L’espressione descriveva con precisione il significato del provvedimento: per la prima volta il governo accettava esplicitamente che determinate persone non ancora cittadine potessero entrare nella forza armata nazionale.
Il programma australiano resta selettivo. Non autorizza chiunque risieda nel Paese ad arruolarsi e non riguarda immigrati irregolari. Tuttavia dimostra che, quando cresce la necessità di personale, anche un requisito considerato per lungo tempo fondamentale può essere ridefinito.
Germania: una divisione dedicata alla sicurezza interna
La Germania ha scelto di rafforzare direttamente la propria organizzazione territoriale. La Bundeswehr ha riunito le forze di sicurezza interna in una struttura dedicata alla difesa del territorio nazionale.
La Heimatschutzdivision è concepita per proteggere infrastrutture, porti, nodi logistici, vie di comunicazione e installazioni militari; contrastare minacce ibride; sostenere il transito delle forze alleate e permettere alle principali unità operative tedesche di essere impiegate altrove.
È una risposta alla stessa esigenza che ha prodotto la proposta britannica: se le unità da combattimento vengono inviate sul fronte esterno, qualcuno deve proteggere il territorio, le basi e la logistica interna.
La differenza risiede nella struttura scelta. Il sistema tedesco rimane inserito nella Bundeswehr e soggetto alle sue regole militari, ai controlli di sicurezza e ai requisiti previsti dalla legislazione nazionale. Non rappresenta, allo stato attuale, un equivalente del modello canadese di integrazione tra reclutamento militare e accesso alla residenza permanente.
Svezia, Polonia e Francia: il modello della cittadinanza
Altri Paesi mantengono una barriera più netta.
La Guardia Nazionale svedese, Hemvärnet, costituisce una componente delle Forze Armate e svolge compiti di sorveglianza, protezione e combattimento. I suoi membri sono militari, possono essere armati e devono rispondere rapidamente in caso di mobilitazione. L’accesso ordinario è legato alla cittadinanza svedese e ai controlli previsti dalle autorità militari.
La Polonia ha sviluppato le proprie Forze di Difesa Territoriale come quinto ramo delle Forze Armate. Anche in questo caso il reclutamento militare ordinario richiede la cittadinanza polacca.
In Francia, per entrare nella riserva operativa militare è richiesta la nazionalità francese, oltre al rispetto dei requisiti di età, idoneità e condotta.
Questi sistemi non dimostrano che la cittadinanza garantisca automaticamente la fedeltà. Nessun documento può leggere nella mente di una persona. Stabilisce però una relazione formale con lo Stato, composta da diritti, obblighi, responsabilità legali e appartenenza politica.
La vera convergenza: guerra, migrazione e carenza di personale
Il punto centrale non è sostenere l’esistenza di un piano segreto coordinato tra i governi occidentali. Le prove disponibili non lo dimostrano.
Esiste però una convergenza documentabile di quattro fenomeni:
- l’aumento della preparazione a conflitti ad alta intensità;
- la crescita delle strutture di difesa territoriale;
- la difficoltà di reclutare e trattenere personale militare;
- la presenza di vaste popolazioni straniere, residenti permanenti e nuovi cittadini.
In Canada questa convergenza ha già prodotto un collegamento formale tra immigrazione qualificata e reclutamento militare. In Australia ha portato all’apertura delle Forze di Difesa a specifiche categorie di non cittadini. In Germania, Svezia, Polonia e Francia prevale ancora un impianto più strettamente ancorato alla cittadinanza.
La Gran Bretagna deve ora decidere quale modello adottare.
Le domande alle quali Londra deve rispondere
Prima che la Homeland Force diventi operativa, il governo britannico dovrebbe rendere pubbliche almeno le seguenti informazioni:
- sarà obbligatoria la cittadinanza britannica?
- potranno aderire cittadini del Commonwealth o residenti permanenti?
- sarà previsto un periodo minimo di residenza?
- quali controlli saranno effettuati sui precedenti trascorsi all’estero?
- come saranno valutati precedenti servizi militari stranieri?
- quali verifiche riguarderanno legami estremisti o collegamenti con apparati stranieri?
- quale giuramento sarà richiesto?
- il servizio potrà agevolare l’insediamento permanente o la cittadinanza?
- quali armi potranno essere assegnate?
- quali poteri saranno esercitabili nei confronti dei civili?
- la forza potrà essere impiegata durante manifestazioni o disordini?
- i requisiti potranno essere modificati durante una guerra o un’emergenza?
Non sono domande sulla razza. Sono domande sulla sicurezza nazionale e sui limiti del potere armato.
La cittadinanza non è un dettaglio amministrativo
Uno Stato può legittimamente decidere che un residente permanente, dopo controlli rigorosi e un giuramento formale, sia idoneo al servizio militare. Può anche decidere che soltanto un cittadino debba avere accesso alle armi e alle infrastrutture più sensibili.
Ciò che non può fare è lasciare la questione nell’ambiguità.
Affidare a una persona la sorveglianza di una centrale elettrica, di un porto, di una base militare o di una rete di comunicazione non equivale ad assegnarle un normale impiego. Significa inserirla nella catena del potere coercitivo dello Stato.
Se la cittadinanza non sarà più il requisito decisivo, il governo dovrà spiegare pubblicamente cosa prenderà il suo posto: residenza, anzianità, autorizzazione di sicurezza, giuramento, controlli internazionali o una combinazione di questi elementi.
L’Occidente sta ricostruendo la propria difesa interna. Canada e Australia hanno già ampliato il bacino di reclutamento. La Gran Bretagna è davanti alla scelta.
Prima che arrivi una crisi, i cittadini hanno diritto a una risposta semplice e completa:
chi indosserà la divisa, chi gli darà gli ordini e quali poteri potrà esercitare?
Documenti e fonti
- Regno Unito – Strategic Defence Review 2025
https://www.gov.uk/government/publications/strategic-defence-review-2025-making-britain-safer-secure-at-home-strong-abroad - RUSI – Lessons for the UK Strategic Defence Review “Home Guard”
https://www.rusi.org/explore-our-research/publications/commentary/lessons-uk-strategic-defence-review-home-guard - Governo britannico – Defence Investment Plan, sintesi ufficiale
https://www.gov.uk/government/publications/defence-investment-plan-summary - Canada – Dati ufficiali sul reclutamento 2025-2026
https://www.canada.ca/en/department-national-defence/news/2026/04/canadian-armed-forces-reach-highest-recruitment-in-30-years.html - Canadian Armed Forces – Requisiti per cittadini e residenti permanenti
https://forces.ca/en/apply-now/ - Canada – Categoria Express Entry per militari stranieri qualificati
https://www.canada.ca/en/immigration-refugees-citizenship/services/immigrate-canada/express-entry/rounds-invitations/category-based-selection.html - Canada – Annuncio delle categorie Express Entry 2026
https://www.canada.ca/en/immigration-refugees-citizenship/news/2026/02/canada-prioritizes-top-talent-in-2026-immigration-express-entry-categories.html - Australia – Apertura dell’ADF ai residenti permanenti non cittadini
https://www.defence.gov.au/news-events/news/2024-06-04/adf-opens-its-ranks-non-citizens - Ministero della Difesa australiano – Comunicato ufficiale
https://www.minister.defence.gov.au/media-releases/2024-06-04/australian-defence-force-opens-recruitment-non-australian-citizens - Polonia – Requisito della cittadinanza per i candidati ufficiali
https://www.wojsko-polskie.pl/wat/en/articles/muts-news/as-many-as-1280-places-for-military-studies-at-the-military-university-of-technology-registration-is-now-open/ - Unione Europea – Protezione e resilienza delle infrastrutture critiche
https://home-affairs.ec.europa.eu/policies/internal-security/counter-terrorism-and-radicalisation/protection/critical-infrastructure-resilience-eu-level_en - Regno Unito – Requisiti generali per la cittadinanza britannica
https://www.gov.uk/british-citizenship

