Una delle narrazioni più ripetute sulla guerra tra Stati Uniti e Iran è estremamente semplice: Washington avrebbe improvvisamente deciso di attaccare un Paese che non aveva mai fatto nulla contro gli americani.
La storia documentata racconta qualcosa di molto più complesso.
Questo non significa che ogni operazione militare americana contro l’Iran sia automaticamente giusta, né che Washington sia esente da responsabilità per decenni di interventi in Medio Oriente. Significa una cosa molto più precisa: la tesi secondo cui non esisterebbero precedenti attacchi iraniani o filo-iraniani contro cittadini, militari e strutture statunitensi è falsa.
La contrapposizione dura da quasi mezzo secolo.
Dal 1979: ostaggi, attentati e guerra clandestina
Il 4 novembre 1979 militanti iraniani occuparono l’ambasciata degli Stati Uniti a Teheran, prendendo in ostaggio diplomatici e cittadini americani. La crisi durò 444 giorni.
Negli anni successivi il confronto si spostò soprattutto sul terreno della guerra indiretta.
Nel 1983, un attentato contro l’ambasciata americana di Beirut provocò 63 morti, tra cui 17 americani.
Il 23 ottobre dello stesso anno un camion bomba devastò la caserma dei Marines a Beirut: morirono 241 militari statunitensi.
Washington attribuì questi e altri attentati dell’epoca a organizzazioni sciite legate all’Iran e successivamente a Hezbollah.
1984-1985: diplomatici, intelligence e militari americani nel mirino
Nel settembre 1984 venne colpito nuovamente il complesso diplomatico americano a Beirut.
Nello stesso periodo fu rapito William Francis Buckley, capo della stazione CIA nella capitale libanese, che morì durante la prigionia.
Nel giugno 1985 arrivò il dirottamento del TWA Flight 847, durante il quale venne assassinato il militare della U.S. Navy Robert Stethem.
Anche questi episodi fanno parte della lunga storia dello scontro tra gli Stati Uniti e la rete militante sostenuta dall’Iran.
1987-1988: Iran e Stati Uniti arrivano allo scontro diretto
Durante la Tanker War, le forze iraniane utilizzarono mine nel Golfo Persico.
Nel settembre 1987 gli americani intercettarono la nave iraniana Iran Ajr durante un’operazione di posa di mine.
Il 14 aprile 1988 la fregata USS Samuel B. Roberts colpì una mina iraniana e rischiò di affondare.
Quattro giorni dopo Washington rispose con Operation Praying Mantis, uno dei più importanti scontri navali tra Stati Uniti e Iran.
La guerra tra i due Paesi, quindi, non è nata nel 2026.
1996: Khobar Towers
Il 25 giugno 1996 un enorme camion bomba esplose davanti alle Khobar Towers in Arabia Saudita.
Morirono 19 aviatori americani e centinaia rimasero feriti.
L’indagine statunitense incriminò membri di Saudi Hezbollah e individuò collegamenti con elementi iraniani.
Qui occorre precisione: l’esatta responsabilità decisionale di Teheran è stata oggetto di controversia e non va trasformata in una certezza superiore alle prove disponibili.
Ma eliminare completamente il collegamento iraniano dalla ricostruzione significa commettere l’errore opposto.
Iraq: almeno 603 militari americani uccisi da gruppi sostenuti dall’Iran
È probabilmente il dato più pesante dell’intera storia.
Secondo una valutazione resa pubblica dal Pentagono, almeno 603 militari statunitensi morti in Iraq tra il 2003 e il 2011 furono uccisi da gruppi sostenuti dall’Iran.
Teheran, attraverso soprattutto la Quds Force dell’IRGC, sostenne diverse milizie sciite fornendo addestramento, finanziamenti e armamenti.
Tra le armi più pericolose comparvero gli EFP, ordigni esplosivi progettati per perforare mezzi corazzati.
Non stiamo quindi parlando soltanto di retorica antiamericana.
Stiamo parlando di centinaia di militari americani morti.
2007: Karbala
Nel gennaio 2007 un sofisticato attacco a Karbala provocò la morte di cinque soldati americani.
Anche questo episodio venne collegato dagli Stati Uniti alle reti militanti sciite sostenute dall’Iran.
2019: ancora morti americani
Il 27 dicembre 2019 una base nei pressi di Kirkuk venne investita da una salva di razzi.
Un contractor americano venne ucciso e quattro militari statunitensi rimasero feriti.
Washington attribuì l’attacco a Kata’ib Hezbollah, organizzazione sostenuta dall’Iran.
Gli Stati Uniti reagirono bombardando strutture della milizia.
Ancora una volta la cronologia conta:
attacco → vittime americane → rappresaglia americana.
Mostrare solamente l’ultimo passaggio significa raccontare soltanto metà della storia.
2019: assalto all’ambasciata americana di Baghdad
Pochi giorni dopo, sostenitori delle milizie filo-iraniane assaltarono il complesso dell’ambasciata americana a Baghdad.
Questa escalation costituisce una parte indispensabile del contesto nel quale, il 3 gennaio 2020, gli Stati Uniti uccisero Qassem Soleimani.
La legalità e l’opportunità dell’operazione americana possono essere discusse.
Descriverla come un fulmine a ciel sereno significa invece cancellarne il contesto.
2020: questa volta è direttamente l’Iran a lanciare i missili
L’8 gennaio 2020 la distinzione tra Iran e proxy scomparve completamente.
Le forze iraniane lanciarono missili balistici direttamente dal territorio iraniano contro le basi di Al-Asad ed Erbil, che ospitavano personale statunitense.
Numerosi militari americani subirono successivamente diagnosi di lesioni cerebrali traumatiche.
Questa volta non si può nemmeno ricorrere alla discussione sui proxy.
Fu l’Iran ad attaccare direttamente installazioni nelle quali erano schierate forze americane.
2021-2024: la guerra dei droni e dei razzi
Negli anni successivi le milizie sostenute dall’Iran continuarono a colpire installazioni statunitensi in Iraq e Siria utilizzando:
droni, razzi, missili e mortai.
Dopo il 7 ottobre 2023 la frequenza aumentò enormemente.
Tra ottobre 2023 e l’inizio del 2024 furono registrati oltre 160 attacchi contro le forze americane in Iraq e Siria.
2024: Tower 22
Il 28 gennaio 2024 un drone esplosivo colpì Tower 22, installazione statunitense in Giordania.
Morirono tre militari americani:
Sgt. William Jerome Rivers, Spc. Kennedy Ladon Sanders e Spc. Breonna Alexsondria Moffett.
Decine di altri militari rimasero feriti.
L’attacco venne attribuito a una milizia appartenente alla rete della Islamic Resistance in Iraq, sostenuta dall’Iran.
Gli Stati Uniti risposero colpendo decine di obiettivi collegati alle milizie e alla Quds Force.
Di nuovo:
attacco → americani morti → rappresaglia.
Gli Houthi e il Mar Rosso
A questa cronologia bisogna aggiungere gli Houthi dello Yemen, che hanno ricevuto dall’Iran sostegno militare e tecnologico fondamentale per lo sviluppo delle loro capacità missilistiche e dei droni.
Gli Houthi hanno ripetutamente attaccato il traffico navale e ingaggiato unità militari americane.
Anche qui, però, bisogna evitare una semplificazione: essere sostenuti dall’Iran non significa necessariamente ricevere da Teheran l’ordine operativo per ogni singolo attacco.
I proxy hanno propri interessi e proprie strutture decisionali.
È precisamente questa distinzione che rende più forte, non più debole, la ricostruzione storica.
I presunti piani di assassinio negli Stati Uniti
La guerra clandestina non si è limitata al Medio Oriente.
Nel 2022 il Dipartimento di Giustizia americano incriminò Shahram Poursafi, indicato dalle autorità statunitensi come membro dell’IRGC.
Secondo l’accusa avrebbe tentato di organizzare l’assassinio dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, offrendo 300.000 dollari per l’omicidio.
Le autorità americane hanno investigato anche altri presunti complotti collegati all’Iran contro ex funzionari statunitensi.
La cronologia che i soliti riporter della propaganda dimenticano
Basta mettere gli eventi in ordine:
1979 — ambasciata americana occupata e ostaggi detenuti per 444 giorni.
1983 — ambasciata USA a Beirut: 17 americani morti.
1983 — caserma dei Marines: 241 militari americani morti.
1984-1985 — attentati, sequestri e TWA 847.
1987-1988 — mine iraniane e guerra navale USA-Iran.
1996 — Khobar Towers: 19 militari americani morti.
2003-2011 — almeno 603 militari statunitensi uccisi in Iraq da gruppi sostenuti dall’Iran secondo il Pentagono.
2007 — cinque soldati americani uccisi a Karbala.
2019 — attacco di Kirkuk e morte di un contractor americano.
2019 — assalto al complesso dell’ambasciata USA a Baghdad.
2020 — missili balistici iraniani contro basi che ospitano forze americane.
2021-2024 — decine e poi centinaia di attacchi contro installazioni americane.
2024 — Tower 22: tre militari americani uccisi.
A tutto questo si aggiungono gli attacchi degli Houthi e le operazioni clandestine attribuite dall’intelligence e dalla giustizia americana all’IRGC.
Criticare Washington è legittimo. Cancellare la storia no.
Niente di tutto questo dimostra automaticamente che qualsiasi attacco americano contro l’Iran sia legittimo.
È necessario distinguere tre domande:
L’Iran e le organizzazioni da esso sostenute hanno attaccato gli Stati Uniti?
Sì, numerose volte.
Questo significa che ogni attacco dei proxy sia stato ordinato direttamente da Teheran?
No. Le prove devono essere valutate caso per caso.
Questa storia rende automaticamente legittima qualsiasi futura operazione americana?
No. Legalità, necessità e proporzionalità di ogni intervento devono essere giudicate separatamente.
Ma proprio per questo la formula secondo cui «gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran senza motivo perché l’Iran non aveva mai fatto nulla all’America» non regge alla verifica storica.
Il vero problema della narrazione
Il trucco comunicativo è semplice: iniziare il film dall’ultima scena.
Si mostra il bombardamento americano.
Si mostra la risposta iraniana.
Poi si elimina tutto ciò che viene prima.
Scompaiono Beirut, i Marines, le mine, gli EFP iracheni, Kata’ib Hezbollah, i missili del 2020, Tower 22 e centinaia di attacchi contro installazioni americane.
A quel punto lo spettatore vede inevitabilmente un aggressore e una vittima.
Ma la geopolitica non funziona così.
La guerra tra Stati Uniti e Repubblica Islamica iraniana non è iniziata nel 2026. È un conflitto politico, militare, terroristico e clandestino che attraversa quasi mezzo secolo.
Si può essere contrari all’intervento americano.
Si può contestare Washington.
Si può discutere del diritto internazionale.
Ma prima bisogna raccontare tutta la cronologia.
Perché la propaganda comincia esattamente nel momento in cui si decide arbitrariamente da quale giorno far iniziare la storia.
Fonti e link
- U.S. Department of State – The Iranian Hostage Crisis, 1979–1981
https://history.state.gov/departmenthistory/short-history/iraniancrises - U.S. Department of State – Lebanon, 1982–1984
https://history.state.gov/milestones/1981-1988/lebanon - U.S. Department of State – Attentati di Beirut del 1983
https://2017-2021.state.gov/remembering-the-1983-suicide-bombings-in-beirut-the-tragic-events-that-created-the-diplomatic-security-service/ - U.S. Department of State – Hezbollah, terrorismo e attività internazionali
https://2017-2021.state.gov/reports/country-reports-on-terrorism-2019/ - U.S. Department of State – Hezbollah: attentati, rapimenti e operazioni
https://2009-2017.state.gov/j/ct/rls/crt/2015/257523.htm - U.S. Department of State – Fuad Shukr e attentato ai Marines di Beirut
https://2017-2021.state.gov/briefing-on-u-s-efforts-to-counter-hizballah/ - U.S. Naval History and Heritage Command – Iran, mine navali e Operation Praying Mantis
https://www.history.navy.mil/content/dam/nhhc/browse-by-topic/War%20and%20Conflict/operation-praying-mantis/AnchorOfResolve.pdf - U.S. Naval History – USS Samuel B. Roberts e mina iraniana del 1988
https://www.history.navy.mil/content/dam/nhhc/about-us/leadership/hgram_pdfs/H-Gram_018.pdf - U.S. Department of Justice – Khobar Towers, 19 militari americani uccisi
https://www.justice.gov/archive/opa/pr/2001/June/275ag.htm - U.S. Department of Justice – Indagine sull’attentato alle Khobar Towers
https://www.justice.gov/archive/opa/pr/1999/October/465dag.htm - Navy Times – Pentagono: almeno 603 militari USA uccisi da gruppi sostenuti dall’Iran in Iraq
https://www.navytimes.com/news/your-military/2019/04/04/iran-killed-more-us-troops-in-iraq-than-previously-known-pentagon-says/ - U.S. Department of Defense – Attacco di Kirkuk e ruolo di Kata’ib Hezbollah
https://www.defense.gov/News/Feature-Stories/Story/Article/2050341/senior-dod-official-describes-rationale-for-attack-on-quds-force-commander/ - Congressional Research Service – Iran, milizie irachene e assalto all’ambasciata USA a Baghdad
https://www.everycrsreport.com/reports/R45633.html - U.S. CENTCOM – Attacco missilistico iraniano contro basi USA in Iraq, 8 gennaio 2020
https://www.centcom.mil/MEDIA/STATEMENTS/Statements-View/Article/2052111/dod-statement-on-iranian-ballistic-missile-attacks-in-iraq/ - U.S. Department of Defense – Attacchi delle milizie sostenute dall’Iran in Iraq e Siria
https://www.defense.gov/News/Transcripts/Transcript/Article/2692969/pentagon-press-secretary-john-f-kirby-holds-an-off-camera-press-briefing/ - U.S. CENTCOM – Attacco contro Al-Asad, gennaio 2024
https://www.centcom.mil/MEDIA/PUBLIC-RELEASES/Article/3651246/iranian-backed-militants-attack-al-asad-airbase-iraq/ - U.S. Department of Defense – Tower 22 e responsabilità delle milizie sostenute dall’Iran
https://www.defense.gov/News/Transcripts/Transcript/Article/3659838/deputy-pentagon-press-secretary-sabrina-singh-holds-a-press-briefing/ - Associated Press – Risposta americana dopo Tower 22
https://apnews.com/article/229a735edbb7759ba9ade543013917df - Council on Foreign Relations – Il sostegno iraniano agli Houthi
https://www.cfr.org/articles/irans-support-houthis-what-know - U.S. Department of Justice – Membro dell’IRGC accusato del complotto per assassinare John Bolton
https://www.justice.gov/archives/opa/pr/member-irans-islamic-revolutionary-guard-corps-irgc-charged-plot-murder-former-national - Reuters – Guerra USA-Iran e sviluppi del 2026
https://www.reuters.com/world/us/trump-urges-americans-accept-higher-gas-prices-he-escalates-iran-rhetoric-2026-08-14/

