IL SISTEMA FAUCI SOTTO PRESSIONE: L’INCRIMINAZIONE DI DAVID MORENS RIAPRE IL DOSSIER SU EMAIL CANCELLATE, FOIA, ECOHEALTH E WUHAN

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Per anni il dibattito sulle origini del Covid-19 è stato trasformato in una guerra di slogan: da una parte chi pretendeva che l’ipotesi di un incidente di laboratorio fosse liquidata come complottismo, dall’altra chi vedeva in ogni documento la prova definitiva di una cospirazione.

Oggi, però, c’è qualcosa di molto più concreto degli slogan.

Ci sono email, audizioni del Congresso, documenti ufficiali e un’incriminazione federale.

Il 28 aprile 2026 il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato l’incriminazione di David M. Morens, per anni senior adviser nell’Office of the Director del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, il NIAID diretto da Anthony Fauci.

Morens non era un blogger, un osservatore esterno o un ricercatore senza accesso ai vertici.

Era dentro il sistema.

Dal 2006 al 2022 lavorò nell’ufficio del direttore del NIAID. Quel direttore, fino alla fine del 2022, era Anthony Fauci.

Ed è precisamente per questo che il caso Morens può diventare uno dei passaggi più delicati dell’intera ricostruzione della gestione istituzionale delle origini del Covid.

NON UNA TEORIA: UN’INCRIMINAZIONE FEDERALE

Occorre partire da una distinzione fondamentale.

Morens non è stato condannato. Si è dichiarato non colpevole e conserva integralmente la presunzione d’innocenza.

Ma sarebbe altrettanto scorretto minimizzare ciò che il Dipartimento di Giustizia gli contesta.

Secondo il DOJ, Morens è accusato di:

  • conspiracy against the United States;
  • distruzione, alterazione o falsificazione di documenti in relazione a indagini federali;
  • occultamento, rimozione o mutilazione di documenti;
  • aiding and abetting.

Il punto politicamente devastante non è soltanto l’elenco dei reati contestati.

È l’oggetto della presunta condotta.

Secondo l’accusa, Morens avrebbe partecipato a uno schema finalizzato a sottrarre determinate comunicazioni alla trasparenza prevista dal Freedom of Information Act, il FOIA, nel contesto delle controversie sui finanziamenti alla ricerca sui coronavirus e sulle origini della pandemia.

Il DOJ sostiene inoltre che, dopo la sospensione da parte del NIH di una sovvenzione collegata a EcoHealth Alliance e al Wuhan Institute of Virology, Morens e altri avrebbero cercato di contrastare quella decisione e le ricostruzioni favorevoli all’ipotesi di un’origine laboratoriale.

Saranno i tribunali a stabilire se le accuse siano provate.

Ma sul piano della trasparenza pubblica il problema era emerso anni prima dell’incriminazione.

«USO GMAIL PERCHÉ LA MIA EMAIL NIH È CONTINUAMENTE SOTTOPOSTA AL FOIA»

Questa è la parte che dovrebbe interessare chiunque, indipendentemente dalle proprie convinzioni sulle origini del SARS-CoV-2.

Nel 2023 e nel 2024 la Select Subcommittee on the Coronavirus Pandemic della Camera pubblicò comunicazioni attribuite a Morens.

In una di esse Morens scriveva:

“I always try to communicate over gmail because my NIH email is FOIA’d constantly.”

In sostanza: cercava di comunicare tramite Gmail perché l’account NIH era continuamente oggetto di richieste FOIA.

In un’altra comunicazione scriveva:

“I will delete anything I don’t want to see in the New York Times.”

Non siamo quindi davanti alla generica accusa secondo cui qualcuno avrebbe “nascosto qualcosa”.

Esistono comunicazioni specifiche che hanno spinto il Congresso a investigare sul modo in cui venivano gestiti i documenti pubblici.

E nel maggio 2024, durante l’audizione alla Camera, Morens riconobbe di aver utilizzato la posta elettronica personale per attività ufficiali e ammise che evitare il FOIA in quel modo era sbagliato.

Questa è la questione che dovrebbe demolire qualsiasi tentativo di ridurre tutto a una semplice “caccia alle streghe contro gli scienziati”.

La scienza non autorizza un funzionario pubblico a sottrarre il proprio operato alle norme sulla conservazione e sull’accesso ai documenti.

Anzi: più è importante la funzione pubblica ricoperta, maggiore dovrebbe essere la trasparenza.

«HO IMPARATO I TRUCCHI»: LE EMAIL CHE HANNO FATTO ESPLODERE IL CASO

La documentazione raccolta dalla commissione della Camera conteneva passaggi ancora più inquietanti.

Morens avrebbe scritto:

“I learned from our FOIA lady here how to make emails disappear.”

È una frase enorme.

Non perché dimostri automaticamente un reato: questo spetta ai tribunali.

Ma perché rivela, almeno secondo la documentazione acquisita dal Congresso, l’esistenza di una cultura nella quale la possibilità di evitare la tracciabilità delle comunicazioni istituzionali veniva discussa con sorprendente disinvoltura.

Morens parlava inoltre della possibilità di cancellare comunicazioni.

Il problema, quindi, non è stabilire oggi se ogni singola email sia stata effettivamente distrutta.

La domanda è un’altra:

perché un alto funzionario scientifico federale discuteva di come far “sparire” email riguardanti una delle questioni più importanti della storia contemporanea?

È una domanda alla quale il pubblico americano ha diritto di ottenere una risposta completa.

IL RAPPORTO CON PETER DASZAK

Poi c’è Peter Daszak.

Presidente di EcoHealth Alliance.

EcoHealth Alliance aveva ricevuto finanziamenti federali e aveva finanziato attraverso un subaward attività di ricerca presso il Wuhan Institute of Virology.

Proprio la natura di quelle ricerche è stata al centro di anni di polemiche.

Qui occorre evitare una scorciatoia.

Il fatto che esistessero finanziamenti statunitensi diretti a EcoHealth e successivamente al WIV non dimostra che SARS-CoV-2 sia stato creato in laboratorio, né dimostra che quelle ricerche abbiano prodotto il virus responsabile della pandemia.

Ma rende ancora più importante la completa trasparenza sui rapporti fra finanziatore, beneficiario e funzionari incaricati di controllare quei finanziamenti.

E Morens era estremamente vicino a Daszak.

Nei documenti congressuali Daszak viene descritto come suo amico; lo stesso Morens riconobbe la loro stretta relazione.

Le email acquisite dalla commissione sollevarono inoltre interrogativi sul trasferimento a Daszak di informazioni interne relative ai processi NIH.

A questo punto il conflitto istituzionale è evidente.

Un alto funzionario dell’agenzia finanziatrice mantiene un rapporto molto stretto con il presidente dell’organizzazione beneficiaria dei finanziamenti mentre quella stessa organizzazione si trova al centro di una gigantesca controversia politica, scientifica e amministrativa.

Non è necessario inventare complotti.

Bastano i documenti per chiedere spiegazioni.

E FAUCI?

È qui che il caso diventa politicamente esplosivo.

Morens lavorava nell’Office of the Director.

Il direttore era Fauci.

E alcune delle comunicazioni pubblicate dalla Camera riguardano direttamente il modo in cui Morens sosteneva di poter comunicare con lui.

In una email a Daszak, resa pubblica dalla commissione, Morens scriveva:

“I can either send stuff to Tony on his private gmail, or hand it to him at work…”

E aggiungeva che Fauci era troppo intelligente per permettere ai colleghi di inviargli materiale che potesse creargli problemi.

Attenzione alla distinzione decisiva: questa è un’affermazione di Morens, non la prova indipendente che Fauci abbia ordinato una violazione del FOIA o la distruzione di documenti.

Ma è proprio per questo che occorre investigare.

Chi era il destinatario finale delle informazioni?

Quali comunicazioni arrivarono effettivamente a Fauci?

Attraverso quali canali?

Quali informazioni gli furono consegnate personalmente?

Fauci sapeva che Morens utilizzava account privati per comunicazioni relative ad attività ufficiali?

Conosceva il rapporto fra Morens e Daszak?

Era a conoscenza delle informazioni interne trasferite a EcoHealth?

Sono domande investigative, non sentenze.

Ma dopo l’incriminazione di Morens liquidarle come “complottismo” sarebbe intellettualmente insostenibile.

FAUCI E IL QUINTO EMENDAMENTO

Nel 2026 il quadro si è fatto ancora più incandescente.

Durante una recente audizione del Senate Homeland Security and Governmental Affairs Committee, Fauci ha invocato ripetutamente il Quinto Emendamento e si è rifiutato di rispondere a numerose domande.

Le cronache parlano di oltre cento invocazioni; alcune ricostruzioni indicano 111.

Il comitato del Senato ha successivamente votato una risoluzione di contempt nei suoi confronti e il senatore Rand Paul ha trasmesso la questione al Dipartimento di Giustizia, che ha confermato di aver ricevuto il referral.

Anche qui bisogna essere rigorosi.

Invocare il Quinto Emendamento non equivale a confessare un reato.

È un diritto costituzionale e Fauci, come qualsiasi cittadino americano, può esercitarlo.

I suoi legali sostengono inoltre che l’indagine abbia natura politica.

Ma politicamente il risultato è comunque devastante.

Per anni Fauci è stato probabilmente il volto pubblico più autorevole della risposta americana alla pandemia.

Oggi il suo ex consigliere senior è sotto incriminazione federale e Fauci sceglie di non rispondere a numerose domande di una commissione del Senato per tutelarsi da possibili conseguenze penali.

Il pubblico ha tutto il diritto di pretendere che il materiale documentale venga esaminato fino in fondo.

IL CASO MORENS PUÒ DIVENTARE LA PORTA D’INGRESSO

La domanda più interessante, a questo punto, non è più soltanto:

“Che cosa sa Fauci?”

È:

“Che cosa sa David Morens?”

Morens si trovava in una posizione straordinariamente delicata.

Era vicino a Fauci.

Era vicino a Daszak.

Conosceva il funzionamento del NIAID.

Aveva accesso a informazioni interne.

Discuteva di FOIA.

Utilizzava comunicazioni private.

Partecipava alla circolazione di informazioni riguardanti EcoHealth.

Era inserito nella catena informativa di una delle agenzie sanitarie più potenti del mondo.

Se Morens possiede informazioni rilevanti, gli investigatori dovrebbero ricostruire meticolosamente quella catena.

Non attraverso teorie.

Attraverso metadati, email, documenti, testimonianze, date, riunioni e istruzioni verificabili.

MORENS POTREBBE COLLABORARE?

Naturalmente non esiste alcuna prova pubblica che Morens abbia deciso di collaborare con i procuratori contro Fauci o contro qualcun altro.

Sarebbe scorretto presentarlo come un fatto.

Ma è perfettamente legittimo domandarsi se, di fronte alle accuse federali, i procuratori possano valutare una collaborazione qualora Morens disponga di informazioni verificabili su eventuali condotte illecite commesse da altre persone.

È una normale possibilità investigativa.

Se Morens conosce fatti penalmente rilevanti, gli investigatori dovrebbero voler sapere:

chi diede determinate istruzioni?

Chi sapeva dell’utilizzo delle email personali?

Chi conosceva le cancellazioni?

Quali informazioni interne vennero trasmesse a EcoHealth?

Quali comunicazioni arrivarono a Fauci?

Quali discussioni interne si svolsero sull’ipotesi di origine laboratoriale?

Quali informazioni possedevano NIAID e NIH sulle ricerche condotte a Wuhan?

E soprattutto:

esiste una differenza documentabile tra ciò che veniva discusso privatamente e ciò che veniva comunicato pubblicamente?

Questa sarebbe la questione realmente esplosiva.

FAUCI NON PUÒ ESSERE TRATTATO COME SE FOSSE LA SCIENZA

Uno degli errori più gravi dell’era Covid è stato trasformare la critica a Fauci in una presunta critica alla scienza.

È un’assurdità.

Anthony Fauci era contemporaneamente uno scienziato e un potentissimo funzionario pubblico.

Come funzionario pubblico, le sue decisioni sono sottoposte al controllo democratico.

Contestare Fauci non significa contestare l’immunologia.

Chiedere le sue email non significa essere “anti-scienza”.

Indagare sulla gestione dei finanziamenti non significa negare l’esistenza del Covid.

Verificare cosa sapesse sulle ricerche di EcoHealth non significa dimostrare automaticamente la fuga dal laboratorio.

E chiedere se il suo staff abbia tentato di sottrarre documenti al FOIA significa semplicemente pretendere che le regole applicate ai normali funzionari pubblici valgano anche per l’uomo che per anni è stato presentato come l’incarnazione dell’autorità scientifica americana.

LA TRASPARENZA NON È FACOLTATIVA

C’è poi un aspetto che supera persino Fauci.

Durante una pandemia mondiale le autorità sanitarie hanno chiesto a miliardi di persone di fidarsi delle istituzioni.

Fidarsi delle informazioni.

Fidarsi degli esperti.

Fidarsi delle agenzie.

Fidarsi delle decisioni prese in condizioni di emergenza.

Ma la fiducia non può funzionare in una sola direzione.

Un cittadino deve essere trasparente con lo Stato, mentre un funzionario può discutere di Gmail personali, email da cancellare e sistemi per evitare il FOIA?

No.

Una democrazia non funziona così.

Più potere viene attribuito alle istituzioni durante un’emergenza, maggiore deve essere il controllo successivo su come quel potere è stato esercitato.

E BILL GATES?

Anche i rapporti fra Fauci, Morens e importanti protagonisti privati della politica sanitaria internazionale meritano trasparenza.

Documenti successivamente diffusi nell’ambito delle indagini congressuali hanno alimentato interrogativi anche sulle comunicazioni fra Fauci e Bill Gates riguardanti il libro di Gates How to Prevent the Next Pandemic.

Questo genere di rapporto non costituisce, di per sé, alcuna prova di illecito.

Scienziati, filantropi, funzionari pubblici e organizzazioni internazionali comunicano abitualmente.

Il punto interessante è un altro: Morens non era evidentemente una figura marginale nell’ambiente professionale di Fauci.

La loro collaborazione scientifica risaliva inoltre a molti anni prima della pandemia: Fauci e Morens risultano coautori di numerose pubblicazioni sulle malattie infettive emergenti e sulle pandemie.

Presentare quindi Morens come un semplice dipendente periferico significherebbe ignorare il suo curriculum e la sua collocazione istituzionale.

IL VERO SCANDALO SAREBBE NON INDAGARE

È possibile che alla fine alcune delle accuse politiche formulate contro Fauci risultino infondate.

È possibile che alcuni sospetti vengano smentiti.

È possibile che documenti oggi considerati inquietanti abbiano spiegazioni meno drammatiche.

È esattamente per questo che serve un’indagine.

Un’indagine seria non deve partire dalla conclusione che Fauci sia colpevole.

Deve partire dai documenti.

E i documenti pongono questioni sufficientemente serie da rendere ridicola l’idea che chiedere spiegazioni equivalga a perseguitare la scienza.

David Morens è stato incriminato.

Esistono email sull’utilizzo di Gmail per evitare il FOIA.

Esistono comunicazioni sulla cancellazione dei messaggi.

Esistono documenti sui suoi rapporti con Peter Daszak.

Esistono comunicazioni che fanno riferimento a canali privati verso Fauci.

Esiste un gigantesco dossier sui finanziamenti EcoHealth e sulle ricerche sui coronavirus.

E oggi esiste anche il rifiuto di Fauci di rispondere a numerose domande del Senato invocando il Quinto Emendamento.

Sono fatti diversi, con peso giuridico diverso.

Non devono essere artificialmente fusi per costruire una condanna anticipata.

Ma nemmeno possono essere separati artificialmente per impedire agli investigatori di ricostruire la catena degli eventi.

NON SERVE UN PROCESSO POLITICO. SERVONO I DOCUMENTI.

Il rischio maggiore sarebbe trasformare tutto in uno spettacolo partitico.

Fauci non deve essere condannato perché una parte politica lo detesta.

E non deve essere protetto perché un’altra parte politica lo considera un simbolo della scienza.

Entrambe le posizioni sono incompatibili con una vera indagine.

Servono invece:

documenti originali;

backup delle email;

account personali utilizzati per attività governative;

registri delle comunicazioni;

documentazione NIH e NIAID;

rapporti con EcoHealth Alliance;

materiale relativo ai finanziamenti al Wuhan Institute of Virology;

testimonianze sotto giuramento;

confronto fra dichiarazioni pubbliche e comunicazioni private.

Poi saranno le prove a parlare.

MORENS POTREBBE ESSERE L’ANELLO CHE MANCAVA

David Morens potrebbe alla fine risultare semplicemente responsabile delle proprie azioni.

Oppure potrebbe conoscere molto di più.

O potrebbe fornire informazioni capaci persino di scagionare persone oggi sospettate.

È precisamente questo il motivo per cui deve essere ascoltato e perché ogni sua affermazione deve essere verificata attraverso documenti indipendenti.

Se possiede prove su eventuali illeciti commessi da altri, dovrebbe consegnarle.

Se possiede prove che dimostrano che Fauci non sapeva nulla, dovrebbero essere rese note.

Se invece esistono documenti che mostrano che i vertici erano informati dei sistemi utilizzati per evitare la trasparenza, allora l’indagine deve salire di livello.

Nessun nome dovrebbe essere intoccabile.

Nemmeno quello di Anthony Fauci.

CONCLUSIONE: LA SCIENZA NON HA BISOGNO DI SANTI

Il caso Morens potrebbe diventare molto più importante della vicenda personale di un ex funzionario del NIAID.

Potrebbe finalmente consentire di ricostruire una parte della rete di comunicazioni che collegava funzionari federali, ricercatori, beneficiari di finanziamenti e protagonisti della politica sanitaria internazionale durante gli anni cruciali della pandemia.

La domanda non deve essere:

“Come possiamo incastrare Fauci?”

La domanda deve essere:

“Che cosa mostrano realmente i documenti?”

Se Fauci non ha commesso alcun illecito, un’indagine documentale rigorosa dovrebbe dimostrarlo.

Se altri funzionari hanno agito autonomamente, deve emergere.

Se invece esisteva un sistema più ampio destinato a sottrarre informazioni alla trasparenza pubblica, allora gli americani hanno diritto di conoscerne nomi, metodi e responsabilità.

La scienza non viene difesa proteggendo gli scienziati dalle domande.

Viene difesa attraverso trasparenza, verificabilità e responsabilità.

E dopo una pandemia che ha sconvolto il pianeta, chi ha esercitato un enorme potere pubblico non può pretendere una zona franca dalla verifica storica e giudiziaria.

David Morens potrebbe non essere la conclusione del dossier Covid.

Potrebbe essere la porta che conduce alla parte dell’inchiesta che per anni è rimasta chiusa.


FONTI E DOCUMENTI

1. U.S. Department of Justice — 28 aprile 2026
Former Senior NIAID Official Indicted for Concealing Federal Records During COVID-19 Pandemic.
Fonte primaria per l’incriminazione di David Morens, le imputazioni e la ricostruzione dell’accusa federale.

2. House Select Subcommittee on the Coronavirus Pandemic — 22 maggio 2024
New COVID Select Memo Details Allegations of Wrongdoing and Illegal Activity by Dr. Fauci’s Senior Scientific Advisor.
Contiene le email e le contestazioni congressuali relative a Gmail, FOIA, cancellazione delle comunicazioni e rapporti con EcoHealth Alliance.

3. House Committee on Oversight — 23 maggio 2024
Hearing Wrap Up: Dr. Fauci’s Top Advisor Held Accountable for COVID-19 Federal Records Violations, Undermining NIH Operations.
Resoconto ufficiale dell’audizione di Morens.

4. U.S. House Committee Repository — 22 maggio 2024
A Hearing with the National Institute of Allergy and Infectious Diseases Senior Scientific Advisor, Dr. David Morens.
Pagina ufficiale con documenti, materiale dell’audizione e trascrizione.

5. House Committee on Oversight — 29 maggio 2024
Wenstrup Requests Access to Dr. Fauci’s Personal Email and Cellphone, Investigates “Secret Back Channel”.
Contiene la comunicazione di Morens relativa alla possibilità di inviare materiale alla Gmail privata di Fauci o consegnarglielo personalmente.

6. House Committee on Oversight — 11 aprile 2024
Wenstrup Reveals Emails from Whistleblower Alleging Additional Attempts by Fauci Advisor to Subvert Transparency About COVID-19 Origins.
Ulteriore documentazione sulle comunicazioni Morens-Daszak-Keusch.

7. House Committee on Oversight — 28 maggio 2024
Wenstrup Investigates NIH Conspiracy to Evade FOIA, Avoid Public Transparency.
Documentazione relativa alla frase di Morens sui sistemi utilizzati per far “sparire” le email.

8. Congress.gov / Library of Congress
Preparing for the Next Pandemic: Lessons Learned and the Path Forward.
Trascrizione ufficiale contenente anche l’esame congressuale delle comunicazioni e delle presunte cancellazioni di Morens.

9. STAT News — 28 aprile 2026
Fauci adviser David Morens indicted on charges of concealing emails, avoiding records requests.
Ricostruzione giornalistica dell’incriminazione e delle contestazioni.

10. Senate Homeland Security and Governmental Affairs Committee / documentazione e resoconti 2026
Materiale relativo alle più recenti audizioni di Anthony Fauci e al successivo procedimento congressuale.

Nota metodologica: l’incriminazione di David Morens contiene accuse che devono essere provate in tribunale. Morens si è dichiarato non colpevole. Anthony Fauci non risulta imputato nel procedimento Morens. L’invocazione del Quinto Emendamento è un diritto costituzionale e non costituisce prova di colpevolezza. L’origine precisa di SARS-CoV-2 rimane oggetto di dibattito e le vicende relative a EcoHealth/Wuhan non dimostrano, da sole, che il virus sia stato creato o sia fuoriuscito da un laboratorio.

Link diretti ai documenti

Dipartimento di Giustizia USA — incriminazione di David Morens, 28 aprile 2026

House Oversight — memorandum sulle accuse e le email di Morens

House Oversight — resoconto dell’audizione Morens del maggio 2024

U.S. House — pagina ufficiale dell’audizione e transcript di David Morens

House Oversight — indagine sul presunto “secret back channel” e le comunicazioni con Fauci

House Oversight — email Morens, Daszak e Keusch

House Oversight — indagine sulle pratiche per evitare il FOIA

Congress.gov — Preparing for the Next Pandemic: Lessons Learned and the Path Forward

STAT — ricostruzione dell’incriminazione Morens

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