Tra illegalità dell’intervento e necessità di smantellare una rete criminale transnazionale



4
Introduzione
Negli ultimi anni il Venezuela è diventato l’epicentro di una crisi che non è più solo nazionale. È una crisi politica, economica, umanitaria, ma anche criminale e transnazionale. Intorno al paese si è coagulato un conflitto ibrido in cui sanzioni, enforcement extraterritoriale, operazioni di intelligence e azioni militari indirette hanno sostituito la diplomazia classica.
L’azione del governo Donald Trump contro il Venezuela ha rappresentato una svolta radicale: un salto di qualità che ha messo in discussione i principi del diritto internazionale, pur mirando a colpire una rete criminale reale che, secondo numerose indagini, stava assumendo dimensioni globali. Questo articolo affronta entrambe le verità:
- l’illegittimità e pericolosità dell’approccio trumpiano;
- la necessità storica di smantellare un ecosistema criminale che vedeva l’emergere di cartelli sudamericani con ambizioni sistemiche.
1. Il Venezuela come “Stato catturato”
Sotto la presidenza di Nicolás Maduro, il Venezuela ha mostrato tratti sempre più evidenti di State Capture: le istituzioni formali sopravvivono, ma il potere reale migra verso reti informali che intrecciano apparati di sicurezza, élite economiche, traffici illeciti e protezione politica.
Questo modello non nasce nel vuoto. È l’esito di:
- collasso economico e iperinflazione;
- isolamento finanziario;
- militarizzazione dello Stato;
- progressiva sovrapposizione tra apparato pubblico e criminalità organizzata.
2. Dalla criminalità locale alla rete globale
Ciò che rende il caso venezuelano qualitativamente diverso è l’evoluzione della criminalità da fenomeno territoriale a infrastruttura transnazionale.
Secondo accuse e designazioni statunitensi (contestabili sul piano giuridico, ma rilevanti sul piano investigativo), gruppi come il Cartel de los Soles e il Tren de Aragua avrebbero:
- facilitato traffici di cocaina verso Nord America ed Europa;
- utilizzato rotte marittime e fluviali protette da apparati statali;
- reinvestito i proventi tramite hub finanziari internazionali.



Grafico concettuale – Catena del valore criminale (descrizione editoriale):
Produzione (Ande) → Logistica (Venezuela) → Trasporto (Caraibi/Atlantico) → Riciclaggio (hub finanziari) → Reinvestimento (armi, politica, nuove rotte).
3. L’azione Trump: perché è condannabile
L’amministrazione Trump ha adottato una strategia di massima pressione che ha incluso:
- sanzioni economiche estese;
- sequestri extraterritoriali;
- designazioni di gruppi criminali come organizzazioni terroristiche;
- uso politico del diritto penale e finanziario.
Questa strategia è condannabile per almeno quattro ragioni:
- Erosione del diritto internazionale: l’enforcement unilaterale sostituisce i meccanismi multilaterali.
- Precedente pericoloso: chi decide cosa è “terrorismo” e cosa è “criminalità”?
- Punizione collettiva: le sanzioni hanno colpito duramente la popolazione civile.
- Strumentalizzazione geopolitica: la lotta al crimine diventa arma di politica estera.
4. Perché però non si può “non intervenire”
Condannare il metodo non significa negare il problema. La rete criminale emersa attorno al Venezuela mostrava segnali inquietanti:
- scalabilità globale;
- ibridazione tra cartelli, milizie e finanza;
- capacità di corrompere Stati fragili;
- ambizione quasi “statuale”.


Schema editoriale – Rete criminale ibrida:
Cartelli sudamericani → Protezione istituzionale → Finanza offshore → Armi → Espansione transcontinentale.
Ignorare questo processo avrebbe significato assistere alla nascita di una struttura criminale internazionale stabile, paragonabile – per capacità di penetrazione – a una corporazione globale del crimine.
5. Il paradosso morale e politico
Il nodo centrale è un paradosso:
- L’azione di Trump è stata politicamente aggressiva e giuridicamente discutibile;
- l’inerzia internazionale precedente aveva però permesso alla rete criminale di crescere.
In assenza di:
- tribunali penali realmente operativi in tempo reale;
- cooperazione multilaterale efficace;
- capacità ONU di enforcement,
il vuoto è stato riempito dal potere unilaterale.
6. Una via alternativa: cosa sarebbe stato necessario
Un intervento legittimo e sostenibile avrebbe richiesto:
- mandato multilaterale;
- distinzione netta tra Stato, popolazione e reti criminali;
- azioni mirate su finanza, riciclaggio, logistica, non sull’economia generale;
- tribunali internazionali speciali per il crimine transnazionale.
Conclusione
Il caso Venezuela dimostra che il mondo non è preparato a gestire Stati catturati da reti criminali globali.
L’azione del governo Trump va condannata perché ha sostituito il diritto con la forza. Ma sarebbe altrettanto irresponsabile negare l’esistenza di una rete criminale in espansione, finanziata e protetta da un sistema statuale degenerato.
La vera lezione è questa:
quando la comunità internazionale abdica, il crimine organizza la globalizzazione meglio degli Stati.

