NODO SCORSOIO 26 settembre 2022

Date:

LA VOCE DI UN IRRIVERENTE

LA UE corre coi paraocchi

L’Europa è divisa da una faglia e le manifestazioni di protesta sono già all’ordine del giorno.

Agli inizi di settembre Zelensky aveva proposto un trattato sulla sicurezza del Paese che coinvolgerebbe l’Europa e la NATO in modo permanente. E questo argomento tiene banco proprio nel momento in cui l’esito dei referendum nelle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, oltre che nei territori liberati delle regioni di Zaporozhye e Kherson, preludono ad una imminente annessione alla Russia.

Le èlite sono chiaramente intenzionate a insistere in questa strategia suicida per l’Europa, infischiandosene delle divisioni, cosi, nel prossimo Consiglio dei ministri degli Esteri dell’UE, che si terrà a ottobre, Josep Borrell ha confermato che l’Unione potrebbe creare una missione permanente per fornire assistenza militare all’Ucraina, su iniziativa dei ministri degli Esteri di Francia, Polonia e Germania.

Gli aiuti all’Ucraina, a dispetto del momento drammatico per l’economia europea, che, ricordiamolo, è determinato dalle sanzioni che la UE impone alla Russia per conto di Washington, consistono in sostanziose iniezioni finanziarie da 5 miliardi al mese, di cui i primi già erogati. Dopo quasi sette mesi, anche un bambino avrebbe capito che le sanzioni intaccano in minima parte la Russia – che gas e petrolio li vendono altrove anche in maggior quantità – ma producono effetti devastanti sull’Europa stessa.
È chiaro a tutti, Putin lo ha spiegato a chiare lettere: il piano delle èlite è quello di distruggere l’economia europea, esattamente come fu al tempo delle due grandi guerre del secolo scorso. La Storia insegna sempre.

Borrell, cui i russi non riconoscono alcuna autorità, dopo essersi rimangiato le accuse di “fascismo” (con la scusa che a capire male fosse stato l’interprete), non trovando terreno fertile attorno a sé, ha ribadito che bisogna vincere sul campo di battaglia; allusione assai perigliosa per uno che avrebbe dovuto farsi i cazzi suoi sin dal principio, diplomazia a parte. La bozza del trattato proposto da Zelensky, stranamente approvato dal segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, è ancora oggetto di discussione tra i membri della NATO e potrebbe inoltrarsi, e poi arenarsi, dopo le elezioni americane di mid term, a novembre, ma di sicuro ci proveranno.

Fatto sta che il confine tra intervento e non intervento diretto si assottiglierà, come espresso chiaramente da Lavrov all’Assemblea delle Nazioni Unite.
I missili a lungo raggio saranno probabilmente esclusi, per scongiurare un conflitto nucleare, ma, a parte questo, le sanzioni rimarranno. E rimarranno l’assistenza e gli aiuti all’Ucraina, ormai a un passo dall’inverno del precipizio.

La UE della baronessa nazista proseguirà con le sue azioni mafiose, tagliando i fondi alla ribelle Ungheria, minacciando il ritorno del populismo italico e ignorando il malcontento finché potrà, confidando ancora nel persistere del conflitto, che però è un’operazione speciale.
Anche da lì una sorpresina potrebbe arrivare, per le vie diplomatiche o per le armi.
E poi come giustificheranno, le perfide sanguisughe, tutte queste fughe di denaro?

Condividi il post:

Iscriviti

spot_img

Popolari

Altri contenuti simili
Related

Il Piano Mattei si realizza?

Nel pieno di una fase storica segnata da instabilità energetica, guerre ibride e ridefinizione delle catene di approvvigionamento, l’Italia sembra riscoprire una traiettoria che affonda le radici nel secondo dopoguerra.

Guerra asimmetrica all’Europa e all’Italia: il gioco invisibile delle sanzioni e del petrolio che sta cambiando tutto

Mentre i media parlano di guerra, embargo e crisi energetica globale, una parte decisiva della realtà resta fuori dal dibattito pubblico. Non si tratta di ipotesi, ma di strumenti ufficiali del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, gestiti dall’Office of Foreign Assets Control. Le sanzioni non funzionano come un blocco totale. Funzionano come un sistema di gestione selettiva dei flussi. Ed è qui che nasce il concetto di guerra asimmetrica all’Europa e all’Italia.

Sanzioni, petrolio e guerra: il sistema invisibile delle licenze che ridisegna l’energia globale

Nel marzo 2026, mentre l’attenzione globale era concentrata sull’escalation militare tra Stati Uniti e Iran e sulla crisi energetica legata allo Stretto di Hormuz, una serie di atti amministrativi passava quasi inosservata. Si tratta di documenti ufficiali del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, pubblicati attraverso l’Office of Foreign Assets Control, l’ente responsabile della gestione del sistema sanzionatorio americano. Questi documenti – le cosiddette General Licenses – non impongono restrizioni. Al contrario, le sospendono temporaneamente.

I file Epstein, la finanza pandemica e la questione della sovranità

Quando il rischio sanitario diventa asset finanziario e nodo...