I soliti reporter della propaganda marxista mistificano i fatti per la loro ideologia: il caso Santurbán in Colombia

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Quando un problema ambientale complesso viene trasformato in un racconto politico a senso unico

C’è un metodo propagandistico estremamente efficace perché non richiede necessariamente di inventare tutto da zero. Basta prendere alcuni fatti veri, eliminare quelli scomodi, confondere un’accusa con una prova e costruire tra un passaggio e l’altro una catena causale che nessuno ha ancora dimostrato.

Il caso del Páramo di Santurbán, in Colombia, è quasi un manuale di questo meccanismo.

La storia viene raccontata così: il governo progressista di Gustavo Petro avrebbe protetto l’acqua di quasi due milioni di persone; arriva il governo di destra di Abelardo De La Espriella; viene cancellata la protezione; le multinazionali minerarie sono pronte a entrare; l’acqua viene sacrificata sull’altare del profitto.

Perfetto per un manifesto politico.

Molto meno perfetto se l’obiettivo è informare.

Perché tra riesaminare un provvedimento amministrativo e autorizzare una multinazionale a devastare Santurbán esiste un’enorme distanza giuridica, tecnica e fattuale.

Ed è precisamente quella distanza che certa propaganda preferisce far scomparire.

Il particolare che cambia il racconto: la decisione di Petro arrivò alla vigilia dell’uscita dal governo

Partiamo da ciò che spesso viene relegato a una riga.

La Resolución 0994 relativa alla microcuenca La Baja fu adottata il 6 agosto 2026, praticamente alla vigilia del cambio di governo.

La misura interessava circa 1.499 ettari.

Questo non significa affatto che la decisione fosse automaticamente illegittima o ambientalmente sbagliata. Gli studi sull’importanza idrogeologica della zona esistono e Santurbán costituisce realmente un ecosistema estremamente delicato.

Ma politicamente la tempistica è tutt’altro che irrilevante.

Un governo uscente adotta una misura estremamente significativa nell’ultimo giorno utile; il governo successivo ne contesta l’iter e decide di riesaminarla.

Un giornalista dovrebbe partire da qui e chiedere:

la procedura era corretta?

Le contestazioni del nuovo governo sono fondate?

La nuova valutazione manterrà, rafforzerà o ridurrà le protezioni?

Quali attività saranno effettivamente consentite?

La propaganda sceglie invece una scorciatoia molto più efficace:

Petro protegge l’acqua. La destra cancella la protezione. Le multinazionali prendono Santurbán.

Il problema è che l’ultimo passaggio non deriva automaticamente dai primi due.

Riesaminare una risoluzione non significa concedere una licenza mineraria

Questa è probabilmente la mistificazione più importante.

Dal racconto sembra quasi che, cancellata la risoluzione, il giorno seguente possano arrivare le ruspe di Aris Mining.

Non funziona così.

Il controverso progetto Soto Norte non dispone automaticamente di un’autorizzazione ambientale per procedere. Le ricostruzioni disponibili ricordano che il progetto dovrà comunque affrontare i procedimenti di valutazione previsti prima di una sua eventuale realizzazione.

Quindi:

revisione della risoluzione ≠ autorizzazione della miniera.

E ancora:

possibilità di attività mineraria ≠ autorizzazione del progetto Soto Norte.

Sono distinzioni fondamentali.

Eliminarle permette però di costruire un messaggio emotivamente potentissimo: hanno tolto la protezione per consegnare l’acqua alla multinazionale.

È un’accusa politica legittima da formulare come ipotesi e da investigare.

Non è un fatto che si possa semplicemente dare per dimostrato.

Anche la risoluzione di Petro era più complessa dello slogan “vietata la miniera”

C’è poi un’altra semplificazione.

Presentare il provvedimento come una gigantesca barriera attraverso la quale Petro avrebbe semplicemente “vietato l’attività mineraria” nasconde la complessità della disciplina.

La questione riguarda nuovi titoli, autorizzazioni, attività minerarie di diversa dimensione, situazioni giuridiche preesistenti e processi di formalizzazione.

Ed è proprio quest’ultimo punto a essere quasi sempre cancellato dal racconto ideologico.

Perché nella regione il problema della miniera esiste già.

Esistono attività minerarie e una parte fondamentale della discussione colombiana riguarda proprio come sottrarre l’estrazione all’informalità e all’illegalità.

Il dibattito reale quindi non è:

acqua oppure miniera.

È molto più difficile:

quali aree devono essere totalmente protette, quali attività possono essere consentite, quali miniere esistenti devono essere formalizzate, quali standard ambientali devono essere imposti e quali progetti devono invece essere respinti.

Ma un problema così formulato non produce facilmente indignazione sui social.

Fabio Arjona e la frase trasformata in una confessione

Il ministro dell’Ambiente Fabio Arjona è stato molto criticato per avere indicato l’esperienza di Aris Mining in Antioquia come possibile esempio di formalizzazione.

È perfettamente legittimo contestarlo.

Anzi, trattandosi di Santurbán, ogni proposta di espansione dell’attività estrattiva merita un livello eccezionalmente alto di controllo scientifico e pubblico.

Ma Arjona ha parlato della necessità di delimitare il páramo, stabilire quali aree possano eventualmente essere utilizzate e formalizzare l’attività mineraria esistente.

Questo viene trasformato propagandisticamente in:

“Il governo consegna Santurbán ad Aris Mining.”

Non è la stessa affermazione.

Arjona può avere torto.

Il suo modello può essere ambientalmente inadeguato.

Le valutazioni del governo possono essere contestate.

Ma criticare significa confrontarsi con ciò che una persona ha realmente sostenuto, non sostituirlo con la versione più utile alla propria battaglia politica.

I 38.000 “minatori di Aris Mining”: persino qui il linguaggio conta

La frase riportata nella propaganda parla inoltre di una Aris Mining che “impiega 38.000 minatori regolarizzati”.

Anche questa formulazione merita attenzione.

Il riferimento di Arjona è alla formalizzazione di migliaia di minatori, non necessariamente a 38.000 normali dipendenti diretti della multinazionale.

La differenza non è cosmetica.

Formalizzare operatori minerari significa cercare di far entrare attività precedentemente informali dentro un sistema di regole, controlli e rapporti economici legali.

Si può discutere se il modello funzioni davvero.

Si possono verificare i risultati ambientali.

Si può contestare il rapporto di forza creato con una grande impresa.

Ma prima bisogna descrivere correttamente ciò di cui si sta parlando.

Poi arriva Petro e l’accusa diventa immediatamente “verità”

L’ex presidente Gustavo Petro ha accusato De La Espriella di voler consegnare l’area alle multinazionali aurifere, sostenendo inoltre l’esistenza di rapporti societari.

Ed ecco un’altra tecnica classica della propaganda politica:

un avversario formula un’accusa → l’accusa viene incorporata nella narrazione come spiegazione dei fatti.

In realtà esiste un elemento che merita certamente attenzione.

È documentato un rapporto commerciale tra De La Espriella e l’imprenditore Serafino Iácono attraverso un’altra società. Black Swan Finance Corp., riconducibile a Iácono, compare con una partecipazione dell’8% in Dominio De La Espriella.

È quindi assolutamente legittimo chiedere trasparenza.

È legittimo verificare eventuali conflitti d’interesse.

È legittimo pretendere che ogni decisione riguardante Santurbán venga presa con procedure inattaccabili.

Ma da questo non deriva che De La Espriella sia socio di Aris Mining.

Una ricostruzione giornalistica sul caso ha esplicitamente precisato che non risultano prove pubbliche che Abelardo De La Espriella sia azionista o socio della compagnia mineraria.

Inoltre Aris Mining ha dichiarato che Iácono lasciò il proprio consiglio d’amministrazione nel 2024 e ha contestato la descrizione dell’imprenditore come suo azionista di controllo.

Questa è esattamente la distinzione che il giornalismo dovrebbe evidenziare.

Esiste un rapporto commerciale indiretto che giustifica domande?

Sì.

Dimostra che il presidente possiede Aris Mining o che abbia già consegnato Santurbán alla società?

No.

E c’è un’altra cosa che disturba la narrazione: cosa hanno votato gli abitanti della zona?

C’è poi un dato politico particolarmente interessante.

Alle elezioni del 2026, De La Espriella ha ottenuto una larghissima maggioranza proprio nei sei comuni della provincia di Soto Norte: Vetas, California, Suratá, Matanza, Charta e Tona.

Secondo i risultati riportati da Blu Radio, De La Espriella ha ottenuto complessivamente 12.799 voti contro 2.311 di Iván Cepeda in questi comuni.

A Vetas il risultato riportato è addirittura 998 contro 62.

Questo naturalmente non significa che ogni abitante approvi Soto Norte o voglia una grande miniera.

Ma demolisce un’altra comoda rappresentazione: quella secondo cui esisterebbe da una parte “il territorio” compatto contro l’estrazione e dall’altra un governo estraneo che vuole imporre dall’alto gli interessi delle multinazionali.

La realtà locale appare molto più divisa e complessa.

Ed è precisamente la complessità che la propaganda ideologica sopporta meno.

Attenzione: Santurbán deve essere protetto sul serio

Non bisogna però cadere nell’errore opposto.

Sarebbe altrettanto propagandistico sostenere che, siccome il racconto degli avversari è manipolatorio, allora non esista alcun problema ambientale.

Esiste eccome.

Il Páramo di Santurbán è un ecosistema strategico per l’approvvigionamento idrico della regione. La protezione delle sorgenti, delle zone di ricarica e dei sistemi idrologici collegati deve venire prima degli slogan politici.

Proprio per questo bisogna pretendere:

  • valutazioni idrogeologiche indipendenti;
  • pubblicazione integrale degli studi;
  • procedure amministrative trasparenti;
  • controllo rigoroso degli eventuali conflitti d’interesse;
  • valutazioni ambientali serie su qualsiasi progetto;
  • monitoraggio indipendente delle acque;
  • responsabilità economiche chiare per eventuali danni;
  • esclusione dell’attività estrattiva dalle aree nelle quali il rischio ambientale risulti incompatibile con la sicurezza idrica.

Questa è tutela ambientale.

Trasformare invece ogni questione tecnica in una favola morale nella quale la sinistra “difende l’acqua” mentre la destra “la vende alle multinazionali” è propaganda.

Il trucco: partire da fatti veri per arrivare a una conclusione non ancora dimostrata

Ed eccoci al cuore del problema.

La propaganda migliore raramente è composta soltanto da falsità.

È molto più efficace prendere:

un’area ambientalmente delicata + una risoluzione realmente adottata + una revisione realmente controversa + una multinazionale realmente interessata + rapporti commerciali realmente esistenti + dichiarazioni realmente discutibili

e assemblare tutto fino a ottenere:

“Il governo ha consegnato l’acqua di due milioni di persone alle multinazionali.”

Ma questa conclusione necessita di prove ulteriori.

Ed è qui che informazione e propaganda si separano.

Il giornalismo dovrebbe domandare:

Qual è il nuovo regime di protezione?

Quali parti della Resolución 0994 erano proceduralmente contestabili?

Quali studi scientifici giustificano la nuova decisione?

Aris Mining riceverà effettivamente qualche autorizzazione?

Quali condizioni ambientali dovrà rispettare Soto Norte?

Esistono conflitti d’interesse concreti nelle decisioni governative?

Quali aree rimarranno completamente interdette all’attività estrattiva?

La propaganda invece conosce già la risposta prima ancora di terminare l’indagine.

La Colombia merita un dibattito migliore degli slogan ideologici

Santurbán non appartiene né a Petro né a De La Espriella.

E l’acqua non dovrebbe diventare proprietà propagandistica di una fazione politica.

Se il nuovo governo tenterà realmente di sacrificare la sicurezza idrica per favorire interessi privati, dovrà essere denunciato con la massima durezza.

Se emergessero prove di favoritismi verso Aris Mining, dovranno essere pubblicate.

Se gli studi dimostreranno che Soto Norte costituisce un rischio incompatibile con la protezione delle acque, il progetto dovrà essere fermato.

Ma tutto questo deve essere dimostrato.

Non proclamato.

Perché il compito del giornalismo non dovrebbe essere scegliere prima il colpevole e successivamente selezionare i fatti necessari a costruire l’accusa.

Il compito dovrebbe essere esattamente l’opposto:

raccogliere tutti i fatti e lasciare che siano questi a determinare la conclusione.

Quando invece si nascondono le sfumature, si trasformano le accuse politiche in fatti accertati, si confonde un riesame amministrativo con una licenza mineraria e si presenta una relazione commerciale indiretta come prova definitiva di un piano già concordato, non stiamo più leggendo informazione.

Stiamo leggendo militanza politica travestita da cronaca.

Ed è proprio così che i soliti reporter della propaganda ideologica mistificano i fatti: non necessariamente inventandoli, ma scegliendo quali raccontare, quali omettere e soprattutto quale conclusione imporre al lettore prima che abbia avuto la possibilità di farsi un’opinione propria.


Fonti e documenti

La República – Aris Mining chiarisce il ruolo di Serafino Iácono
https://amp.larepublica.co/empresas/aris-mining-aclaro-que-serafino-iacono-no-es-accionista-mayoritario-de-la-compania-4430948

La Silla Vacía – struttura societaria e rapporti imprenditoriali di De La Espriella
https://www.lasillavacia.com/silla-nacional/el-universo-empresarial-de-la-espriella-socios-cuestionados-saldos-en-rojo-y-bienes-raices/

Diario La Libertad – rapporti De La Espriella/Iácono e progetto Soto Norte
https://diariolalibertad.com/2026/07/08/investigacion-revela-vinculo-empresarial-entre-abelardo-de-la-espriella-y-accionista-de-aris-mining/

La Silla Vacía – controversia sulla delimitazione di Santurbán e dichiarazioni di Fabio Arjona
https://www.lasillavacia.com/en-vivo/por-disputas-suspenden-mesa-de-concertacion-de-santurban/

Blu Radio – risultati elettorali nei comuni della provincia di Soto Norte
https://www.bluradio.com/regiones/santanderes/de-la-espriella-gano-en-municipios-ubicados-en-zona-de-influencia-del-paramo-de-santurban-rg10

Vanguardia – politica mineraria ed energetica del governo De La Espriella
https://www.vanguardia.com/politica/2026/08/07/se-autorizara-el-fracking-la-declaracion-de-abelardo-de-la-espriella-que-impacta-a-santander/

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