Introduzione
Per anni una parte della controinformazione italiana si è presentata come alternativa al sistema dominante.
Si proponeva come:
- voce libera;
- critica dell’imperialismo americano;
- opposizione alla NATO;
- denuncia delle guerre occidentali;
- difesa della sovranità dei popoli.
Ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato.
Quella che un tempo era una critica geopolitica è diventata, in molti casi, una forma di propaganda ideologica incapace di distinguere tra:
- opposizione agli Stati Uniti;
- sostegno implicito all’islam politico;
- giustificazione del radicalismo;
- romanticizzazione della violenza antioccidentale.
Nel nome dell’antiimperialismo americano, una parte della controinformazione italiana è finita paradossalmente per diventare megafono di un altro imperialismo:
quello islamista.
Il riflesso automatico: “se è contro l’America allora è giusto”
La morte dell’analisi critica
Una delle degenerazioni più evidenti della controinformazione contemporanea è la sostituzione dell’analisi con il riflesso ideologico.
Lo schema mentale è semplice:
- se gli USA sono contro qualcuno → quel qualcuno diventa automaticamente “resistenza”;
- se Israele combatte un gruppo armato → quel gruppo diventa automaticamente “liberazione”;
- se l’Occidente critica un regime islamista → quel regime diventa automaticamente vittima.
In questo modo il pensiero geopolitico scompare.
Rimane soltanto un antiamericanismo meccanico e infantile.
Il risultato è devastante:
movimenti teocratici, integralisti e autoritari vengono ripuliti mediaticamente e trasformati in simboli rivoluzionari.
Hamas trasformata in “resistenza romantica”
Una parte della controinformazione italiana ha progressivamente smesso di raccontare Hamas per ciò che è realmente:
- un’organizzazione islamista;
- nata dalla Fratellanza Musulmana;
- con una lunga storia di attentati contro civili;
- ideologicamente teocratica;
- ostile ai valori liberali occidentali.
Al contrario, Hamas viene spesso rappresentata esclusivamente come:
- movimento di liberazione;
- resistenza anti-coloniale;
- simbolo degli oppressi;
- avanguardia rivoluzionaria.
Qualsiasi analisi sulla natura religiosa e totalitaria del movimento viene accusata di:
- “sionismo”;
- “propaganda occidentale”;
- “servilismo atlantista”.
In questo modo il terrorismo viene progressivamente normalizzato dentro il linguaggio politico occidentale.
La sinistra radicale e l’abbraccio all’islamismo
L’alleanza più contraddittoria del XXI secolo
Uno degli aspetti più surreali è vedere settori progressisti e pseudo-rivoluzionari sostenere indirettamente movimenti che, se governassero l’Europa, abolirebbero:
- libertà individuali;
- diritti delle donne;
- pluralismo religioso;
- libertà sessuale;
- laicità;
- democrazia liberale.
Molti ambienti della controinformazione sembrano ignorare completamente che:
- Hamas;
- Fratellanza Musulmana;
- Hezbollah;
- Talebani;
- regime iraniano;
non combattono per emancipazione sociale.
Combattono per modelli teocratici.
Eppure vengono continuamente romanticizzati perché “antioccidentali”.
È il paradosso perfetto:
inermi attivisti occidentali difendono ideologie che li considererebbero decadenti, corrotti e moralmente impuri.
Qatar, Al Jazeera e la manipolazione narrativa
In questo processo il ruolo del Qatar è stato centrale.
Attraverso:
- Al Jazeera;
- lobbying;
- università;
- think tank;
- social media;
- reti ideologiche;
Doha ha costruito una gigantesca macchina narrativa globale.
Molti influencer, attivisti e canali di controinformazione occidentali hanno finito per assorbire inconsapevolmente questo linguaggio.
Le parole cambiano:
- terrorismo diventa “resistenza”;
- jihadismo diventa “anticolonialismo”;
- integralismo diventa “lotta di liberazione”.
È una guerra cognitiva.
E una parte della controinformazione italiana ne è diventata vettore inconsapevole.
L’antioccidentalismo come religione politica
Quando l’Occidente diventa il male assoluto
Per molti ambienti radicali l’Occidente è ormai percepito come:
- origine di ogni guerra;
- causa di ogni oppressione;
- centro di ogni male storico.
Da questa ossessione nasce un fenomeno pericoloso:
chiunque combatta l’Occidente acquisisce automaticamente una patente morale.
Non importa:
- quanto sia autoritario;
- quanto sia violento;
- quanto sia fanatico;
- quanto sia misogino;
- quanto sia totalitario.
Conta soltanto essere “contro l’impero americano”.
Così:
- Iran diventa “resistenza”;
- Hamas diventa “liberazione”;
- Hezbollah diventa “anti-imperialismo”;
- gli Houthi diventano “ribelli popolari”.
La complessità geopolitica viene sostituita da una favola ideologica.
La guerra delle narrative
La vera guerra moderna non si combatte soltanto con armi e missili.
Si combatte soprattutto:
- nei social network;
- nei media alternativi;
- nelle università;
- nei contenuti virali;
- negli algoritmi;
- nelle emozioni collettive.
La controinformazione italiana spesso denuncia giustamente:
- propaganda NATO;
- manipolazione mainstream;
- interessi economici occidentali.
Ma poi cade nello stesso identico meccanismo propagandistico che critica.
Semplicemente cambia padrone.
Da opposizione al potere diventa strumento di un altro potere.
L’imperialismo islamista esiste
Uno degli errori più gravi della controinformazione occidentale è fingere che esista soltanto l’imperialismo americano.
Ma anche:
- Iran;
- Turchia;
- Qatar;
- reti della Fratellanza Musulmana;
perseguono progetti di espansione ideologica e geopolitica.
L’islam politico non è soltanto religione.
È:
- potere;
- influenza;
- controllo culturale;
- ingegneria sociale;
- conquista narrativa.
Negarlo significa essere ciechi.
L’Europa come terreno di conquista culturale
Immigrazione, propaganda e crisi identitaria
L’Europa contemporanea attraversa una crisi profonda:
- demografica;
- culturale;
- spirituale;
- politica.
In questo vuoto si inseriscono reti ideologiche che sfruttano:
- multiculturalismo radicale;
- senso di colpa occidentale;
- antiamericanismo;
- relativismo culturale.
Molti movimenti vicini all’islam politico hanno compreso perfettamente che l’Occidente può essere indebolito non militarmente, ma culturalmente.
Attraverso:
- media;
- attivismo;
- ONG;
- università;
- pressione identitaria;
- polarizzazione sociale.
La controinformazione italiana, invece di analizzare criticamente questo fenomeno, spesso lo legittima nel nome dell’anti-NATO.
I nuovi utili idioti geopolitici
Lenin definiva “utili idioti” coloro che, senza comprenderlo, favorivano la propaganda sovietica in Occidente.
Oggi il fenomeno si ripresenta in forma diversa.
Una parte della controinformazione:
- convinta di combattere l’imperialismo americano;
- ossessionata dall’antioccidentalismo;
- incapace di riconoscere il totalitarismo islamista;
finisce per diventare strumento narrativo di:
- Qatar;
- Iran;
- Fratellanza Musulmana;
- reti islamiste internazionali.
Non per malafede necessariamente.
Ma per cecità ideologica.
Conclusione
Criticare gli Stati Uniti, la NATO o Israele è legittimo.
Anzi, spesso necessario.
Ma esiste una differenza enorme tra:
- analisi geopolitica;
- propaganda ideologica.
Quando ogni nemico dell’Occidente diventa automaticamente “resistenza”, il pensiero critico muore.
E quando il terrorismo islamista viene romanticizzato come lotta rivoluzionaria, la controinformazione smette di essere libera.
Diventa soltanto un’altra macchina di propaganda.
Il paradosso finale è questo:
nel tentativo di combattere l’imperialismo occidentale, una parte della controinformazione italiana rischia di trasformarsi nel veicolo culturale dell’imperialismo islamista.
Fonti e link
- Al Jazeera Official Website
https://www.aljazeera.com/ - Brookings Institution – Qatar and the Muslim Brotherhood
https://www.brookings.edu/wp-content/uploads/2019/04/FP_20190703_qatar_roberts.pdf - Reuters – Qatar and Hamas mediation
https://www.reuters.com/world/middle-east/qatar-considers-future-hamas-office-doha-whether-keep-mediating-2024-05-04/ - Middle East Institute – Qatar Soft Power Strategy
https://mei.nus.edu.sg/publication/insight-186-qatars-soft-power-strategy-in-shaping-its-international-profile/ - ISPI – Qatar e Fratellanza Musulmana
https://www.ispionline.it/sites/default/files/pubblicazioni/analysis_155_2013.pdf - Council on Foreign Relations – Muslim Brotherhood
https://www.cfr.org/backgrounder/muslim-brotherhood - The Guardian – Qatar diplomacy and influence
https://www.theguardian.com/world/2025/jul/22/how-qatar-became-the-global-capital-of-diplomacy - Wikipedia – Muslim Brotherhood
https://en.wikipedia.org/wiki/Muslim_Brotherhood - Wikipedia – Hamas
https://en.wikipedia.org/wiki/Hamas - Wikipedia – Hezbollah
https://en.wikipedia.org/wiki/Hezbollah

