Perché la vera battaglia non è contro una famiglia, ma contro un meccanismo finanziario globale



Nel dibattito pubblico contemporaneo — soprattutto in ambiti alternativi e contro-informativi — si è diffusa una convinzione tanto semplice quanto fuorviante: Donald Trump starebbe combattendo i Rothschild.
Questa tesi ha un pregio: è facile da capire.
Ha però un difetto decisivo: non è storicamente corretta.
Trump non è in conflitto con una famiglia, ma con un’architettura finanziaria globale impersonale, oggi incarnata da:
- City of London
- Wall Street
- una galassia di giurisdizioni offshore
Per comprendere perché i Rothschild vengono tirati in ballo a sproposito, è necessario fare ordine storico.
FACT-CHECK STORICO
I Rothschild: cosa hanno fatto davvero, cosa non fanno più, cosa non hanno mai fatto



✅ FATTO STORICO 1
I Rothschild sono stati una delle famiglie bancarie più influenti del XIX secolo
La famiglia Rothschild costruì tra fine XVIII e XIX secolo una rete bancaria europea senza precedenti, basata su:
- credito ai governi,
- gestione del debito pubblico,
- rapidità informativa,
- fiducia tra Stati.
Durante le guerre napoleoniche e la Restaurazione, i Rothschild furono centrali nel finanziamento statale europeo.
👉 Questo è documentato e incontestabile.
❌ MITO 1
“I Rothschild controllano ancora oggi la finanza mondiale”
❌ FALSO.
Oggi:
- non controllano banche centrali,
- non dominano Wall Street,
- non dirigono la City di Londra,
- non determinano la politica monetaria globale.
Il potere finanziario contemporaneo è:
- istituzionale,
- frammentato,
- regolato da banche sistemiche, fondi, mercati, clearing house.
👉 Il modello “dinastico” ottocentesco non è più operativo.
✅ FATTO STORICO 2
Il potere dei Rothschild si è progressivamente ridimensionato nel XX secolo
Con:
- la nascita delle banche centrali moderne,
- la regolazione dei mercati,
- l’ascesa delle corporation,
- la finanziarizzazione globale,
il potere delle famiglie bancarie storiche è stato assorbito da strutture impersonali.
I Rothschild sono oggi:
- un gruppo finanziario di dimensioni medio-alte,
- influente in nicchie (wealth management, advisory),
- non sistemico.
❌ MITO 2
“I Rothschild controllano la City di Londra”
❌ FALSO.
La City è:
- una giurisdizione storicamente autonoma,
- un ecosistema normativo,
- un hub di clearing e intermediazione globale.
Non è “posseduta” da nessuno.
Funziona per struttura, non per comando familiare.
👉 Confondere la City con una famiglia è un errore concettuale.
✅ FATTO STORICO 3
Trump ha avuto rapporti d’affari indiretti con soggetti legati ai Rothschild
✔️ VERO, ma contestualizzato.
Negli anni 2000:
- alcuni investimenti immobiliari di Trump coinvolsero banche o fondi in cui figuravano soggetti dell’area Rothschild;
- rapporti limitati, commerciali, non strategici.
👉 Questo è normale per grandi operatori immobiliari globali.
👉 Non implica subordinazione né alleanza politica.
❌ MITO 3
“Trump combatte i Rothschild perché sono il vertice del sistema”
❌ FALSO.
Trump entra in conflitto con:
- globalizzazione finanziaria,
- delocalizzazione,
- finanza sganciata dalla sovranità statale.
Non con una famiglia.
Il bersaglio reale è:
👉 un meccanismo finanziario globale senza volto, oggi incarnato da:
- grandi banche sistemiche,
- mercati dei capitali,
- circuiti offshore,
- clearing house internazionali.
Il vero bersaglio: un sistema post-Rothschild

Il sistema finanziario attuale è:
- post-dinastico,
- post-familiare,
- automatizzato e normativo.
È un sistema che:
- assorbe capitali illeciti,
- li rende legali,
- li reinveste nei mercati globali.
Non serve un “capo”.
Serve compatibilità strutturale.
Perché Trump non ha nulla a che vedere con i Rothschild
Né legami strutturali, né controllo, né dipendenza


Una delle confusioni più persistenti nel dibattito pubblico è l’idea che Donald Trump sia in qualche modo “legato”, “controllato” o “espressione” dei Rothschild.
Questa tesi non è solo non dimostrata: è logicamente e storicamente infondata.
Per comprenderlo, occorre distinguere tre livelli diversi, che vengono sistematicamente mescolati.
1. Rapporti d’affari occasionali ≠ appartenenza a un sistema di controllo
Trump, prima di entrare in politica, è stato per decenni un imprenditore immobiliare internazionale.
In quel contesto:
- ha avuto rapporti con decine di banche, fondi e intermediari;
- ha incrociato soggetti legati a famiglie storiche della finanza europea;
- ha partecipato a operazioni di mercato tipiche del settore immobiliare globale.
👉 Questo non significa:
- dipendenza politica,
- subordinazione finanziaria,
- controllo strategico.
Significa fare affari in un sistema capitalista globale, dove i grandi capitali si incrociano senza costituire catene di comando.
Confondere una transazione con una relazione di potere è un errore concettuale grave.
2. Trump non è mai stato parte del circuito Rothschild
Dal punto di vista strutturale, Trump:
- non proviene dall’alta finanza europea;
- non è cresciuto nel sistema bancario internazionale;
- non ha costruito la sua fortuna come intermediario finanziario;
- non appartiene a reti dinastiche o bancarie storiche.
La sua traiettoria è atipica:
- immobiliare,
- fortemente indebitata negli anni ’90,
- spesso in conflitto con il sistema bancario tradizionale,
- basata su marchio, leverage e rischio personale.
👉 Questo profilo è antitetico al modello Rothschild, storicamente prudente, discreto e orientato alla stabilità sistemica.
3. Le politiche di Trump sono incompatibili con gli interessi Rothschild storici
Se Trump fosse “controllato” o “allineato” ai Rothschild, ci aspetteremmo:
- sostegno alla globalizzazione finanziaria;
- rafforzamento delle istituzioni multilaterali;
- stabilità dei flussi transnazionali;
- riduzione della volatilità sistemica.
È accaduto l’opposto.
Le politiche di Trump hanno prodotto:
- guerra commerciale;
- rottura di equilibri multilaterali;
- uso aggressivo delle sanzioni;
- instabilità dei mercati;
- attriti con alleati finanziari storici.
👉 Tutto ciò è contrario agli interessi di qualunque grande capitale dinastico, Rothschild inclusi.
4. Perché allora nasce il mito del “Trump controllato dai Rothschild”?



Il mito nasce da una esigenza psicologica e narrativa, non da dati.
Attribuire il potere a una famiglia:
- rende il mondo più semplice;
- offre un nemico riconoscibile;
- evita di affrontare la complessità sistemica.
Ma il potere finanziario moderno:
- non è familiare,
- non è personalizzato,
- non è centralizzato.
È infrastrutturale.
5. Il vero paradosso: Trump è in conflitto con il sistema che ha “ereditato” anche dai Rothschild
Qui sta il punto più sottile.
I Rothschild hanno contribuito storicamente a costruire:
- il mercato obbligazionario moderno;
- la finanza transnazionale;
- l’idea di capitale mobile oltre lo Stato.
Quel modello:
- non appartiene più ai Rothschild,
- ma vive nelle istituzioni finanziarie contemporanee.
Trump non combatte i Rothschild.
Combatte — volontariamente o meno — il risultato storico di quel processo, oggi incarnato da:
- City di Londra,
- Wall Street,
- circuito offshore globale.
👉 Il conflitto è strutturale, non personale.
Conclusione del capitolo
Separare il mito dalla realtà è un atto politico
Trump:
- non è un agente dei Rothschild;
- non è controllato da loro;
- non fa parte del loro sistema;
- non risponde ai loro interessi storici.
Attribuirgli quel ruolo significa:
- personalizzare un potere che è impersonale;
- sbagliare bersaglio;
- indebolire la critica reale al sistema finanziario globale.
Il vero nodo non è chi comanda,
ma come funziona il meccanismo.
E il meccanismo oggi:
- non ha cognomi,
- non ha famiglie,
- non ha bandiere.
Ha infrastrutture, regole e compatibilità sistemiche.
Conclusione
Perché il mito dei Rothschild è rassicurante (ma sbagliato)
Attribuire il potere globale a una famiglia è rassicurante:
- personalizza il nemico,
- semplifica la complessità,
- offre una narrazione epica.
Ma è anche il modo migliore per non vedere il potere reale.
Trump non combatte i Rothschild.
Combatte — consapevolmente o meno — un ordine finanziario globale che sopravvive a famiglie, governi e ideologie.
E questo spiega:
- l’opposizione trasversale,
- la demonizzazione mediatica,
- l’impossibilità di ridurre il conflitto a una storia “buoni vs cattivi”.
👉 Il potere moderno non ha cognome. Ha infrastruttura.

