Perché una parte della controinformazione mente sul Cartel de los Soles e su Maduro

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Perché una parte della controinformazione mente sul Cartel de los Soles e su Maduro
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Perché una parte della controinformazione mente sul Cartel de los Soles e su Maduro

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Negli ultimi anni una parte rilevante della cosiddetta controinformazione geopolitica sostiene due tesi ricorrenti:

  1. “Il Cartel de los Soles non esiste”
  2. “Maduro non ha nulla a che vedere con il narcotraffico”

Queste affermazioni non sono una difesa basata sui documenti, ma una costruzione ideologica che utilizza distorsioni semantiche, salti logici e omissioni selettive.

Vediamo perché.


1. La prima manipolazione: confondere “cartello” con “sistema criminale”

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❌ Cosa dice la controinformazione

“Il Cartel de los Soles non esiste perché non è un cartello strutturato come Medellín o Sinaloa.”

✅ Cosa dicono i documenti

Nessuna fonte seria (né ONU, né DEA, né Dipartimento di Giustizia USA) ha mai sostenuto che il Cartel de los Soles fosse un cartello classico.

Nei documenti ufficiali viene descritto come:

  • rete di ufficiali militari
  • sistema di protezione
  • struttura di facilitazione logistica
  • meccanismo di corruzione istituzionale

📄 Negli atti giudiziari USA si legge chiaramente che il termine Cartel de los Soles è un nome convenzionale attribuito a:

“un sistema di corruzione e protezione statale che facilita il traffico di droga”.

👉 Negare l’esistenza del cartello perché non è “un cartello classico” è una fallacia logica, non un’argomentazione.


2. La seconda manipolazione: usare la riformulazione dell’accusa come assoluzione

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❌ Narrazione controinformativa

“Gli USA hanno ritirato l’accusa, quindi Maduro è innocente.”

✅ Realtà documentale

Nel superseding indictment del 2026:

  • non viene ritirata l’accusa di narcotraffico
  • non viene ritirata l’accusa di cospirazione
  • non viene ritirata l’accusa di narco-terrorismo

Viene invece modificata la formulazione:

  • da “Maduro capo di un cartello strutturato”
  • a “Maduro parte apicale di un sistema di protezione e facilitazione”

📌 Questo avviene per ragioni processuali, non politiche:

è più facile dimostrare condotte, coperture, ordini indiretti, che una “leadership formale”.

👉 La controinformazione trasforma una scelta tecnica in una assoluzione politica, che non esiste nei documenti.


3. Le prove ignorate: funzionari, familiari e alleati condannati

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Un altro punto che la controinformazione omette sistematicamente:

📄 Fatti accertati

  • Alti ufficiali venezuelani arrestati o incriminati per narcotraffico
  • Familiari di dirigenti politici condannati negli USA
  • Piloti, militari, funzionari aeroportuali coinvolti nelle rotte

👉 Non stiamo parlando di “voci”, ma di:

  • sentenze
  • patteggiamenti
  • confessioni
  • cooperazioni giudiziarie

❗ La tesi:

“Maduro non c’entra nulla e nessuno del suo sistema è coinvolto”

è smentita dalla catena di casi giudiziari che coinvolge l’apparato statale venezuelano.


4. Il Venezuela come hub di transito: dato ONU, non propaganda USA

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Secondo UNODC (ONU):

  • il Venezuela non è produttore primario
  • è però snodo strategico di transito
  • soprattutto verso Caraibi, Africa occidentale ed Europa

📌 Questo implica:

  • controllo aeroporti
  • controllo porti
  • controllo rotte militari e civili

👉 Senza complicità statale o tolleranza sistemica, queste rotte non esistono.

Negarlo significa negare i report ONU, non quelli USA.


5. Perché la controinformazione costruisce questa narrazione

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Le motivazioni sono politiche e identitarie, non fattuali:

  1. Anti-americanismo automatico
    → se accusa Washington, allora è falso.
  2. Logica binaria
    → o imperialismo USA o purezza rivoluzionaria.
  3. Costruzione del “leader perseguitato”
    → Maduro come vittima, non come attore politico responsabile.
  4. Rifiuto dell’idea di Stato criminale ibrido
    → concetto scomodo perché rompe le categorie ideologiche.

👉 Questa non è controinformazione: è contro-narrazione militante.


Conclusione netta

📌 Vero:
Il Cartel de los Soles non è un cartello classico.

📌 Falso:
Che non esista alcun sistema di protezione e complicità statale.

📌 Falso:
Che Maduro sia stato “scagionato”.

📌 Documentato:
Esistono accuse, reti, condanne collaterali e rotte confermate.

👉 La controinformazione mente quando trasforma una riformulazione giuridica in un’assoluzione politica.


Conclusione editoriale – I nomi, i meccanismi, le responsabilità

Chi continua a ripetere che “il Cartel de los Soles non esiste” e che Nicolás Maduro non ha nulla a che vedere con il narcotraffico non sta difendendo un’analisi alternativa: sta proteggendo una menzogna strutturata.

I nomi esistono.
I documenti esistono.
Le accuse esistono.

E soprattutto non arrivano da blog anonimi, ma da atti depositati, inchieste giudiziarie, rapporti ONU e sentenze statunitensi.

Il Cartel de los Soles non è mai stato descritto, nei documenti seri, come una copia tropicale di Sinaloa o Medellín. È stato definito per quello che è: un sistema di protezione militare e politica, radicato nei vertici delle forze armate venezuelane, che ha garantito passaggi sicuri, immunità operativa e logistica statale al traffico di cocaina prodotto in Colombia e destinato a Caraibi, Africa occidentale ed Europa.

Chi nega questo mente sapendo di mentire.

Perché sa benissimo che i “soles” sono i gradi militari, non un marchio folkloristico.
Perché sa che generali venezuelani sono stati incriminati, arrestati o ricercati per traffico di droga.
Perché sa che i figli di Cilia Flores, moglie di Maduro, sono stati condannati negli Stati Uniti per narcotraffico, dopo essere stati arrestati con chili di cocaina e prove materiali.
Perché sa che piloti militari, funzionari aeroportuali e ufficiali di frontiera sono comparsi ripetutamente negli atti giudiziari come facilitatori delle rotte.

E soprattutto perché sa che nessun traffico di tonnellate di cocaina attraversa uno Stato senza un livello apicale di protezione.

La controinformazione che assolve Maduro utilizza un trucco vecchio e sporco:
prende una riformulazione tecnica del Dipartimento di Giustizia USA — necessaria per reggere in tribunale — e la spaccia come abiura politica, come se Washington avesse improvvisamente ammesso di aver mentito.

È falso.

Le accuse contro Maduro non sono state ritirate.
Sono state rafforzate sul piano probatorio, eliminando l’elemento più debole (la leadership formale di un “cartello”) e concentrandosi su ciò che è dimostrabile: protezione, coordinamento, copertura, beneficio politico ed economico.

Chi trasforma questo in un “Maduro innocente” non sta facendo informazione:
sta facendo militanza.

E qui bisogna dirlo chiaramente:
una parte della controinformazione occidentale è diventata il miglior alleato narrativo delle élite corrotte che dice di combattere. Difende Maduro non per amore della verità, ma per odio ideologico verso gli Stati Uniti. E così facendo sostituisce un mito con un altro, una propaganda con la sua versione speculare.

Il risultato è devastante:

  • si assolvono apparati militari corrotti
  • si cancellano le responsabilità politiche
  • si tradiscono le popolazioni che subiscono quegli stessi regimi

Non esistono Stati “puri” perché antiamericani.
Non esistono leader immuni dal crimine perché parlano di socialismo.
E non esiste controinformazione credibile che nega i documenti per salvare un’icona.

Chi oggi ripete che “Maduro non c’entra nulla” non è un dissidente.
È un propagandista con una bandiera diversa.

E la storia, come sempre, non assolve chi ha scelto di difendere una narrazione invece della realtà.

ATTO D’ACCUSA

Contro la falsificazione sistematica della realtà sul Cartel de los Soles e su Nicolás Maduro


CAPO I – Falsificazione semantica deliberata

Si accusa una parte qualificata della cosiddetta “controinformazione” di falsificazione semantica consapevole, per aver affermato che il Cartel de los Soles “non esiste”, sapendo che:

  • nessuna accusa ufficiale lo ha mai definito un cartello classico sul modello Medellín o Sinaloa;
  • il termine indica, nei documenti giudiziari e nei report internazionali, un sistema di protezione militare e politica del narcotraffico;
  • la negazione si basa su una definizione caricaturale costruita ad arte per essere demolita.

👉 Condotta contestata: uso intenzionale di una definizione falsa per negare un fenomeno reale.


CAPO II – Manipolazione giuridica dell’opinione pubblica

Si accusa la controinformazione militante di manipolazione giuridica, per aver presentato la riformulazione delle accuse statunitensi contro Nicolás Maduro come una “assoluzione”, sapendo che:

  • le accuse di narcotraffico, cospirazione e facilitazione criminale non sono state ritirate;
  • è stata modificata esclusivamente la qualificazione tecnica (leadership formale di un cartello);
  • la riformulazione risponde a criteri di tenuta processuale, non a un’ammissione di falsità.

👉 Condotta contestata: spacciare una scelta tecnica per una verità politica.


CAPO III – Negazione selettiva delle prove collaterali

Si accusa la controinformazione di omissione dolosa per aver sistematicamente ignorato:

  • le condanne di familiari diretti dell’élite chavista per narcotraffico;
  • le incriminazioni e i patteggiamenti di alti ufficiali militari venezuelani;
  • la presenza ricorrente di apparati statali (aeroporti, porti, aviazione) nelle rotte del traffico.

👉 Condotta contestata: cancellazione selettiva dei fatti incompatibili con la narrazione assolutoria.


CAPO IV – Negazione del concetto di Stato criminale ibrido

Si accusa la controinformazione ideologica di rifiuto concettuale intenzionale, per aver negato l’esistenza di Stati ibridi in cui:

  • potere politico,
  • apparati militari,
  • economia criminale,
  • finanza internazionale

operano in sovrapposizione funzionale, come ampiamente documentato in America Latina, Africa e Medio Oriente.

👉 Condotta contestata: negare una categoria analitica consolidata per salvare un regime “amico”.


CAPO V – Propaganda travestita da dissenso

Si accusa la controinformazione di propaganda camuffata, per aver sostituito:

  • l’analisi dei documenti
    con
  • l’adesione identitaria anti-statunitense,

trasformando ogni accusa proveniente da Washington in falsità automatica, senza verifica, comparazione o distinzione tra propaganda politica e atto giudiziario.

👉 Condotta contestata: riduzione del pensiero critico a riflesso ideologico.


CAPO VI – Assoluzione morale di un apparato di potere

Si accusa la controinformazione di aver assolto moralmente:

  • un sistema militare corrotto,
  • un apparato statale compromesso,
  • una classe dirigente coinvolta in economie criminali,

nel nome di una presunta “resistenza all’imperialismo”, tradendo le popolazioni che subiscono quel potere.

👉 Condotta contestata: difesa delle élite contro i popoli in nome della retorica rivoluzionaria.


CAPO VII – Tradimento della funzione della controinformazione

Si accusa infine la controinformazione ideologizzata di aver tradito la propria funzione originaria, che dovrebbe essere:

  • smascherare il potere,
  • non giustificarlo;
  • mettere in crisi le narrazioni,
  • non sostituirle con altre ugualmente dogmatiche.

👉 Condotta contestata: trasformazione del dissenso in apparato di legittimazione.


DISPOSITIVO FINALE

Non è sotto accusa un’opinione.
È sotto accusa un metodo.

Un metodo che:

  • nega i documenti,
  • manipola il diritto,
  • cancella le prove,
  • assolve i potenti,
  • e chiama tutto questo “controinformazione”.

Chi assolve Nicolás Maduro negando i fatti non combatte l’imperialismo.
Combatte la realtà.

E chi combatte la realtà, alla fine, serve sempre un potere.

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