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In Italia si assiste a un fenomeno anomalo ma strutturale: la convergenza ideologica tra commentatori mainstream e controinformativi su alcuni temi chiave della geopolitica contemporanea.
Il caso di Donald Trump e del Venezuela è emblematico: cambiano i registri linguistici, ma le categorie interpretative restano identiche.
L’apparente conflitto tra “sistema” e “dissidenza” si rivela spesso una divergenza superficiale, interna a un’unica cornice ideologica egemone.
1. Le categorie retoriche ricorrenti: una grammatica condivisa



Il commentariato italiano utilizza un insieme stabile di frame retorici, che funzionano come riflessi condizionati.
a) L’“imperialismo americano” come mito fondativo
È una categoria atemporale e morale, non storica.
Serve a:
- concentrare la colpa geopolitica su un unico attore
- rimuovere il ruolo dell’imperialismo britannico-finanziario
- evitare l’analisi delle strutture transnazionali di potere
Il risultato è un capro espiatorio permanente che impedisce ogni lettura sistemica.
b) Populismo e autoritarismo come diagnosi clinica
Ogni rottura del consenso viene medicalizzata:
- populista
- autoritaria
- illiberale
Non è una critica politica, ma una squalifica antropologica del dissenso.
c) Diritti e valori come dogma
“Valori europei”, “democrazia”, “stato di diritto” vengono invocati senza definizione, come verità autoevidenti.
La loro funzione non è descrittiva, ma disciplinare.
d) Il Sud globale come vittima permanente
Nel caso venezuelano:
- si cancella la responsabilità delle élite locali
- si infantilizza il soggetto politico
- si trasforma il fallimento in prova morale
È una forma di neo-colonialismo simbolico.
2. Trump come anomalia sistemica, non come imperatore



Trump non viene mai analizzato come:
- prodotto di un conflitto interno statunitense
- reazione alla deindustrializzazione
- tentativo (goffo ma reale) di ri-sovranizzazione
Viene trattato come eresia morale.
Questo spiega perché mainstream e controinformazione convergano nel rifiuto: entrambi difendono la stessa ortodossia ideologica, anche quando fingono di combatterla.
3. L’Europa come sub-impero normativo



L’Europa contemporanea non è un impero classico.
È un sub-impero normativo.
La Unione Europea non esercita potere tramite:
- forza militare
- espansione territoriale
Ma tramite:
- regolamenti
- standard
- condizionalità
- sanzioni morali
La Commissione Europea agisce come autorità etica, non come soggetto sovrano.
L’Europa:
- non crea l’ordine globale
- lo traduce
- lo moralizza
- lo legittima
4. Perché la controinformazione italiana replica gli stessi frame



Qui emerge la contraddizione decisiva.
La controinformazione italiana:
- rifiuta le conclusioni del mainstream
- ma non rifiuta le sue categorie
Continua a usare:
- antiamericanismo riflesso
- moralismo geopolitico
- narrazioni vittimistiche
Perché?
a) Perché è una dissidenza interna, non alternativa
È cresciuta dentro la cultura progressista europea.
Ha rotto con il potere, non con la sua visione del mondo.
b) Perché criticare Londra, finanza e UE costa troppo
L’antiamericanismo è a basso rischio simbolico.
Mettere in discussione:
- architettura europea
- subalternità normativa
- imperialismo finanziario
significa uscire dal perimetro della legittimità culturale.
5. La verità scomoda: non serve pagarli
Ed eccoci al punto finale, quello che raramente viene detto in modo esplicito.
Non serve corrompere i commentatori.
Non serve pagarli.
Basta fornirgli un’ideologia.
Un’ideologia:
- coerente
- moralmente gratificante
- socialmente riconosciuta
Chi la interiorizza:
- si autocensura
- si auto-legittima
- riproduce il sistema gratuitamente
È il trionfo dell’imperialismo culturale interiorizzato:
non domina con la forza,
ma con il senso di appartenenza morale.
Conclusione
In Italia:
- mainstream e controinformazione litigano sulle risposte
- condividono le domande
- e soprattutto condividono il linguaggio
Per questo sembrano opposti
ma pensano nello stesso modo.
Riferimenti e piste di approfondimento (non esaustivi)
- Analisi sull’imperialismo britannico e finanziario
- Studi sul potere normativo europeo
- Critiche alla monocultura progressista anglosassone
- Geopolitica classica: Hamilton, List, Lincoln
- Analisi sul concetto di “dissidenza autorizzata”

