LOTTA GLOBALE CONTRO LA PEDOPORNOGRAFIA

Date:

OPERAZIONE H

L’OPERAZIONE INTERNAZIONALE GUIDATA DALLA NUOVA ZELANDA CONTRO LA DIFFUSIONE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO ONLINE

Francia: Lione

Si tratta di un’operazione internazionale guidata dal Dipartimento degli Affari Interni (DIA) neozelandese di Te Tari Taiwhenua con la quale sono stati identificati più di 90.000 account attivi online che hanno posseduto e/o scambiato materiale pedopornografico. In quella che i funzionari hanno definito “la più grande e impegnativa operazione contro lo sfruttamento di minori online condotta al di fuori dalla Nuova Zelanda”, la DIA ha riunito e coordinato le agenzie internazionali più importanti, tra cui l’FBI, la polizia federale australiana, la polizia a cavallo canadese, la National Crime Agency nel Regno Unito, l’Europol e l’Interpol, nonché la polizia neozelandese e il servizio doganale della Nuova Zelanda. Sono state così avviate, seguite e concluse centinaia di indagini in tutto il mondo. L’operazione, con il nome in codice ‘Operazione H‘, è stata lanciata nell’ottobre 2019 dal Digital Child Exploitation Team della DIA (DCET).

Il DCET è la squadra che si occupa di sfruttamento minorile digitale e collabora con le forze dell’ordine nazionali ed internazionali per individuare le persone che usano internet per scambiare materiale pedopornografico e/o guadagnare dagli abusi su minori. Significativo il dato rilevato secondo il quale nel 2020/2021, rispetto al 2013/2014, c’è stato un incremento del 510% delle segnalazioni, dei reclami e delle richieste di intervento in merito allo sfruttamento sessuale dei piccoli online.
A dare l’allarme che ha funzionato da innesco per l’avvio delle indagini, è stato un fornitore di servizi elettronici che aveva trovato decine di migliaia di utenti che utilizzavano la piattaforma per condividere online materiale contenente immagini e video di abusi sessuali su minori tra i più orribili e raccapriccianti. Tredici (13) i Paesi coinvolti: Nuova Zelanda, Australia, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito, Canada, Singapore, ecc. Diciassette (17) le agenzie coinvolte ed attivate, molti i casi ancora sotto investigazione e troppe le vittime ancora da salvare e mettere al sicuro.

L’operazione si è protratta per circa due anni e ha ottenuto i seguenti risultati:

  • 46 individui residenti in Nuova Zelanda arrestati
  • 836 casi investigati a livello internazionale
  • 146 bambini di diverse nazionalità messi in salvo.

Purtroppo però tra i già condannati per le loro responsabilità in quest’ultima inchiesta sugli abusi sessuali su minori, la pena massima è stata di poco più di cinque anni. Tim Houston, Manager Digital Child Exploitation Team e responsabile a capo di tutta l’Operazione H, ha sottolineato come questa vasta e corposa indagine, con tutti i procedimenti giudiziari che ne seguiranno, rappresenti un grande successo negli sforzi internazionali per minare e smantellare gli ambienti e le reti che puntano allo sfruttamento di bambini.

“Mi congratulo per il continuo sostegno dei nostri partner delle forze dell’ordine a livello nazionale e in tutto il mondo per la loro dedizione e il loro duro lavoro. Questa operazione avrà un impatto sulle reti globali che trattano il materiale più orribile e dannoso, e siamo straordinariamente orgogliosi dell’effetto che avrà sulla vita dei bambini in tutto il mondo”,

, ha detto il Signor Houston.

Per sostenere gli sforzi della Nuova Zelanda e garantire una rete globale coordinata ed efficiente, l’unità Crimini contro i bambini (CAC) di INTERPOL ha diffuso pacchetti di segnalazione in 130 paesi, riguardanti circa 153.000 persone. 

L’unità si è poi impegnata attivamente con 58 paesi membri per fornire loro il materiale sull’abuso di bambini relativo ai soggetti rientranti nella loro giurisdizione, in modo da attivare l’intelligence territoriale di competenza.
Questa azione di invio ha dato l’opportunità a molti paesi partecipanti di esercitare e migliorare la loro capacità operativa di vigilanza e azione riguardo al traffico di materiale pedopornografico online, permettendo così alle diverse sedi dell’Interpol di seguire, fornire supporto, guidare le forze dell’ordine locali e usare quanto ricevuto per sviluppare sempre di più e al meglio le capacità investigative implementando ulteriori azioni di contrasto.
L’Interpol ha selezionato e caricato nel suo database internazionale una parte del materiale (immagini e video) incriminato per agevolare ulteriori indagini e permettere nuove identificazioni di vittime e colpevoli.

Il database attualmente include materiale e informazioni relative a più di 27.700 vittime identificate e circa 12.500 colpevoli in tutto il mondo, oltre a immagini e video che ritraggono l’abuso di vittime ancora da salvaguardare.

Australia – 3 Marzo 2022 – OPERAZIONE MOLTO

L’operazione “MOLTO” legata alla più ampia e internazionale operazione di cui sopra ha prodotto 1248 accuse per 121 australiani, 158 mandati di perquisizione, e ha individuato circa 1000 reati legati all’abuso di minori.
In Australia è stato lo Australian Centre to Counter Child Exploitation (ACCCE) guidato dall’AFP, in collaborazione con la polizia di ogni stato e territorio australiano, a coordinare le indagini salvando 51 bambini dopo aver identificato i presunti colpevoli in tutto il paese, alcuni di questi ultimi sono anche accusati di produrre il proprio materiale pedopornografico online.
Sono stati trovati in possesso di materiale prodotto da un uomo arrestato dall’AFP nel 2015 con l’Operazione Niro che ha portato allo smantellamento di un gruppo internazionale organizzato di pedofili.

Il materiale è stato classificato come il più ripugnante prodotto.

I risultati dell’operazione globale, conosciuta come Operazione H, sono significativi:

ha portato al salvataggio di  153 bambini totali, di cui:

  – 79 nel Regno Unito, 

  – 51 bambini in Australia, 

  – 12 in Canada, 

  – 6 in Nuova Zelanda,

  – 4 negli Stati Uniti e 

  – 1 bambino in Europa. 

Canada – 3 Marzo 2022 – L’OPERAZIONE H È STATA COMPLETATA.

47 canadesi arrestati, di cui 6 a Toronto, a seguito dell’indagine guidata dalla Nuova Zelanda su un “orribile” abuso di minori online con la quale sono state recuperate “inquietanti” immagini condivise sul web.

In una conferenza stampa di mercoledì mattina, la polizia di Toronto ha dettagliato il suo ruolo nell’ “Operazione H”, il vice capo della polizia Myron Demkiw ha affermato che il materiale raffigurava alcuni dei più orribili abusi sui bambini che gli investigatori avessero mai visto. Le autorità neozelandesi hanno definito il materiale sequestrato come uno dei più mostruosi a cui gli investigatori abbiano mai assistito.

“Molti dei bambini presenti nelle immagini e nei video erano solo dei neonati che sono stati esposti a dolore e sofferenza evidenti e intenzionali”

L’RCMP comunica di aver salvato 12 bambini da situazioni di abuso in tutto il Canada.

New Zealand – 02 Marzo 2022

L’operazione condotta dalle forze di polizia neozelandesi ha portato a 46 arresti in Aotearoa. In tutto il Paese sono stati identificati 71 soggetti sospetti e 12 indagini sono ancora in corso. 6 i bambini salvati.
Le immagini recuperate sono state definite “estreme” e “mai viste prima”.
La DIA ha definito quanto trovato “scioccante” e di non aver mai visto prima nulla di simile.
Il dipartimento ha detto che il contenuto e il livello di violenza sessuale, aggressione e degradazione verso neonati e bambini non può essere sottovalutato.

Europa – 02 Marzo 2022

I diversi corpi di polizia europei impiegati in collaborazione all’Operazione H hanno individuato più di 100 sospetti. L’Europol ha identificato due sospetti in Austria e Ungheria per aver, presumibilmente, abusato dei propri figli di 6 e 8 anni. Ha dichiarato di aver individuato un sospetto in Spagna che possedeva e diffondeva materiale pedopornografico e immagini di nudo e sessuali di adulti senza il loro consenso.
Ha anche dichiarato che molti dei bambini presenti nelle immagini e nei video erano solo dei neonati che sono stati esposti a dolore e sofferenza evidenti e intenzionali.
Un gran numero di indagini sono ancora in corso in tutta l’Unione europea.

Articoli pubblicati da ChildResQue ad inizio marzo 2022:

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