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C’è una menzogna che l’Occidente ripete da decenni: che l’estremismo islamico sia il frutto di una presunta incompatibilità culturale tra Islam e modernità.
È una narrazione comoda, moralistica, autoassolutoria.
Ed è storicamente falsa.
L’estremismo islamico moderno non nasce spontaneamente: viene progettato, incentivato e strumentalizzato come meccanismo di controllo geopolitico, in particolare per dominare le regioni energetiche strategiche del pianeta.
Prima fase: l’ingegneria coloniale anglo-francese del caos


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Quando Mark Sykes e François Georges-Picot tracciarono i confini del Medio Oriente, non stavano costruendo Stati, ma inermi zone di instabilità permanente.
Quei confini avevano uno scopo preciso:
- impedire la nascita di potenze regionali autonome
- spezzare l’unità politica del mondo islamico
- garantire l’accesso europeo alle risorse energetiche
Il fondamentalismo non era un incidente: era la variabile di controllo.
Meglio una regione incendiata da conflitti religiosi che un Medio Oriente stabile, laico e sovrano.
Seconda fase: la distruzione deliberata delle alternative laiche



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Nel dopoguerra emerse un pericolo reale per l’egemonia occidentale:
nazionalismi arabi laici, socialisti, anti-coloniali, spesso pan-arabisti.
Leader come Gamal Abdel Nasser proponevano:
- controllo statale delle risorse
- nazionalizzazione dell’energia
- autonomia geopolitica
La risposta occidentale fu chiara:
distruggere il laicismo arabo e favorire il fondamentalismo religioso, perché più divisivo, più regressivo e più controllabile.
Terza fase: gli Stati Uniti ereditano e perfezionano il modello (post-1945)



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Dopo il 1945, gli Stati Uniti non smantellano l’architettura coloniale: la assorbono.
Con la Carter Doctrine, Washington sancisce un principio brutale:
ogni minaccia al controllo occidentale del Golfo Persico è una minaccia vitale agli Stati Uniti.
Da quel momento:
- l’estremismo islamico diventa strumento di destabilizzazione selettiva
- viene usato contro governi non allineati
- serve a giustificare basi militari, interventi, occupazioni
L’Afghanistan degli anni ’80 non è un’eccezione: è un laboratorio.
Energia, caos e dominio: il vero triangolo di potere


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Il punto centrale, sempre rimosso, è uno solo: l’energia.
L’estremismo islamico ha svolto tre funzioni fondamentali:
- Impedire la sovranità energetica
Stati instabili non controllano petrolio e gas: li concedono. - Giustificare la presenza militare permanente
Il terrorismo è la scusa perfetta per basi, flotte e droni. - Bloccare l’integrazione regionale
Senza unità politica non esiste potere contrattuale sull’energia.
Il caos non è fallimento della politica occidentale.
È il suo successo strategico.
L’Islam come capro espiatorio perfetto


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Dopo aver:
- creato il problema
- alimentato le fratture
- armato i fanatici
l’Occidente ha compiuto l’ultima operazione: trasformare l’Islam nel colpevole assoluto.
Così:
- si cancella la responsabilità storica coloniale
- si legittima la “guerra infinita”
- si mantiene il controllo sulle risorse globali
Non è uno scontro di civiltà.
È una strategia di dominio mascherata da crociata morale.
Conclusione: l’estremismo come tecnologia di potere
L’estremismo islamico non è una patologia culturale.
È una tecnologia geopolitica.
Creato da Inghilterra e Francia, perfezionato dagli Stati Uniti, utilizzato per:
- controllare l’energia
- impedire la sovranità dei popoli
- mantenere l’egemonia globale
Finché questa verità resterà indicibile, ogni discorso sul terrorismo sarà ipocrita, ogni guerra “difensiva”, ogni intervento “umanitario” un atto di continuità coloniale.

